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Circolo Miani » News Correnti » Page 99

Domani.

» Inviato da valmaura il 2 October, 2020 alle 12:03 pm

Sabato 3 ottobre, alle ore 11, il Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, ospita un incontro pubblico di Trieste Verde al quale interverrà Maurizio Fogar.
Chi ritiene di aver qualcosa da dire e da fare per risolvere i nostri problemi, che riempiono le nostre pagine di articoli e commenti, è il benvenuto.
Chi invece è impegnato a fantasticare di congiure e complotti si risparmi la fatica che avrà tutto il tempo che vuole nei prossimi anni per divertirsi.
E questo vale pure per tutti quelli che mugugnano da mane a sera nei bar, sui social e quando fanno la fila su: la sanità che non funziona, sul 5G, sulla mattanza degli alberi, sul degrado fuori della porta di casa, sul fatto che non riescono ad arrivare alla fine del mese, su questa politica che fa schifo ed amenità varie. Ma che inesorabilmente al momento di scegliere o non vanno ai seggi, perchè tanto non serve a niente: sbagliato! Serve a lasciare il quadro inalterato dunque “serve” eccome a lorsignori, o tornano a votare sempre gli stessi. Perchè, come ci disse nel lontano 2001 un abitante di Monte San Pantaleone: “Voi sé bravi, competenti e gavè ragion, ma mi preferiso morir nel mar grando”. Ovvero continuare a votare i “grandi”, numericamente parlando.
Noi abbiamo invece una più modesta opinione: preferiamo continuare a vivere ma con dignità.
In fin dei conti è solo una questione di gusti.
 



Ma l'Acacia non è “ariana”.

» Inviato da valmaura il 1 October, 2020 alle 2:31 pm

Incredibile. L'assessora Lodi invece di appurare come mai i suoi uffici nulla sapessero, e controllassero, sul tentato abbattimento di una sana e florida Acacia cinquantenne sventato all'ultimo minuto da alcuni residenti a San Giovanni.
Complimentarsi con il pronto intervento della Polizia locale, e soprattutto con i residenti che tutelano il verde molto meglio di quanto faccia il Comune di Trieste. Ed ancora chiedere provvedimenti sanzionatori esemplari per la ditta che, “senza autorizzazione” comunale, e si c'è un Regolamento del Verde votato dal Comune quasi una decina di anni orsono che scrive chiaro, si apprestava ad abbattere l'albero, e soprattutto un provvedimento di sospensiva dalle funzioni nei confronti di chi l'ha mandata: ovvero l'amministratore condominiale.
Invece di fare tutto ciò, la infausta assessora si limita a considerare “che l'Acacia non è un albero di pregio”, insomma non ha il patentino di arianità.
Lo dica alle Api per cominciare, che ci propinano un miele dunque dozzinale come quello di Acacia, ed agli amministratori condominiali che forse molti non sanno oltre ad incassare una percentuale (tra il 5 ed 10% dell'importo) sui lavori dai condomini che amministrano, spesso, molto spesso, con ulteriore aggravio delle spese per i loro (male)amministrati, ricevono sottobanco una ulteriore percentuale dalle ditte di “fiducia”.
Da anni in Procura giacciono aperti alcuni fascicoli, uno in particolare intestato a Mister 13%, che forse la Guardia di Finanza farebbe bene ad approfondire.
Bravi gli abitanti e pessimi tutti gli altri, Polizia locale a parte.
Post Sciptum: a chi interessa Trieste Verde si ritrova questo Sabato 3 ottobre alle ore 11 presso la sede (g.c.) del Circolo Miani in via Valmaura 77 a Trieste.



Una rapina in guanti bianchi. Bollette Acqua, Luce e Gas.

» Inviato da valmaura il 30 September, 2020 alle 1:24 pm

Altro che “libero mercato” sembra il cartello dei nuovi “narcos”, ma legalizzato.
Diciamolo subito che rispetto al consumo reale gli utenti, cioè noi, finiscono con il pagare quasi tre volte tanto. E l’acqua poi è un bene comune, cioè pubblico e di cui noi terrestri siamo tutti proprietari.
Le bollette, o fatture, poi sono incomprensibili e nascondono sotto varie voci, la più usata è “oneri, o spese, di sistema”, le fregature.
Prima di sviscerarne alcune merita commentare l’odierno annunciato aumento in doppia cifra per la fornitura di energia elettrica e gas a partire dal primo ottobre, cioè domani.
Lo motivano, udite udite, con l’aumento dei consumi determinato dalla fine della clausura da Covid-19.
E questo sarebbe il “libero mercato”? Il prezzo del petrolio è in costante calo (è la materia prima a cui si sintonizza l’andamento del prezzo energetico) e l’aumento delle vendite, come da loro annunciato, solo in un mercato italiota e drogato porta ad un aumento invece che ad una riduzione dei costi e delle tariffe (più vendo e più guadagno ergo ho tutto l’interesse a tenere i prezzi bassi per incentivare proprio il guadagno).
Ma torniamo a noi. Partiamo dall’acqua dove non c’è questa finta concorrenza ma il monopolio di Acegas-Aps Gruppo Hera, la fu municipalizzata. Qui non si paga il consumo, l’acqua lo ripetiamo è di tutti, ma solo le spese di trasporto e smaltimento più accise e tasse.
Trieste è la città in Regione, e tra le prime cinque in Italia, con le bollette più care. E si che gli impianti, di raccolta, convogliamento e smaltimento sono stati tutti costruiti dal Comune di Trieste, ergo pagati con i soldi nostri, e dunque ne deriverebbe che le tariffe richieste agli utenti per l’ordinaria manutenzione dovrebbero essere bassissime.
Poi per anni e anni le tubature perdevano oltre il 40% del trasportato per mancati interventi di riparazione, ma nessun problema tanto pagavamo noi. Infatti la voce più inaccettabile che ci viene fatta pesare è il rimborso delle perdite, e vale pure per energia elettrica e gas, “per strada”, ovvero PRIMA del nostro contatore. Ergo noi garantiamo ai nostri fornitori un indebito ma assicurato guadagno: insomma il tutto venduto, un parco clienti doppio quanto immaginario che frutta però ai fornitori denaro reale.
Ovvio che a questo punto nessuno di questi è spinto a fare accurata manutenzione delle reti, anzi, tutto quello che perde per strada è un guadagno garantito e pagato da noi in bolletta. Oltre che un danno all'ambiente.
Un furto, un pizzo, una tangente o chiamatela come vi pare, ma risparmiateci almeno il “libero mercato”.
Poi ci sono altre voci incomprensibili, e questo vale per tutte e tre le forniture, quanto ingiustificate: a partire dal canone di nolo del contatore che rimane perennemente di proprietà dei fornitori.
In sostanza ti fanno pagare vita natural durante e ben oltre il costo dell’apparecchio, scelto ed imposto da loro, lo strumento del loro guadagno. Un po’ come al bar ti facessero pagare per il caffè una percentuale dei costi per l’acquisto della cassa che emette gli scontrini.
Poi le famose accise e tasse.
Il caso più eclatante è quello di una fornitura di gas per meno di un metro cubo all’anno: il costo sarebbe pari a meno di un euro ma all’anno. L’utente però si trova a pagare oltre 100 euro annuali divisi su sei bollette solo di spese fisse, accise, perdite di sistema e tasse.
OK il prezzo è giusto!
Voi questo sistema come lo chiamate?



Se 18 anni vi sembrano pochi: ex Caserma di Roiano.

» Inviato da valmaura il 29 September, 2020 alle 3:47 pm

Francamente proviamo imbarazzo a scriverne. Annunciato e presentato nel 2002 (prima Giunta Dipiazza) il progetto di recupero dell’area della Caserma della Polstrada di Roiano, il 5 giugno 2017 (15 anni dopo) Dipiazza e mezza giunta comunale (terzo mandato) si fanno riprendere con mazze, picconi e martelli mentre abbattono metaforicamente l’edificio al suono di una banda di pensionati bersaglieri.
“120 giorni” annunciano tronfi e trionfanti ed il cantiere sarà finito, era, è bene tenerlo a mente, il 5 giugno 2017. Come è andata si è poi visto: hanno tirato giù tutto, ovviamente i bellissimi alberi per primi: è una costante per il comune di Trieste, è hanno lasciato per tre anni una distesa di cumuli di laterizi ad imputridire.
Ieri, 28 settembre 2020, hanno riannunciato per l’ennesima volta che il cantiere riparte e tra “due anni”, che di giorni fanno 730 e non “120”, sarà ultimato il primo lotto, per il secondo (il “bosco urbano”) dopo, il verde può attendere.
Non accusateci pertanto di ostilità preconcetta contro questa amministrazione, anche perché dal 2011 al 2016 governava Cosolini e tutto è rimasto fermo, ma ponetevi solo una domanda: se fosse stata casa vostra e non un bene pubblico avreste fatto così?
Non occorre altro, grazie.
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Trieste: destra, sinistra, centro, 5Stelle, ecc.

» Inviato da valmaura il 27 September, 2020 alle 1:00 pm

In tanti articoli su argomenti diversi, ultimi quelli sullo sfascio della sanità triestina, nessuno dei lettori (molti), e questo è già qualcosa, ha sollevato obiezioni nel merito, sul contenuto dei servizi.
Alcuni (pochi ma purtroppo indicativi di un andazzo molto diffuso in città e non solo) hanno pensato solo nei commenti ad addebitarne colpe e responsabilità, in questo caso, alla “sinistra”, omettendo di ricordarsi che in realtà la “destra” in questi due decenni ha governato Comune e Regione molto più tempo della “sinistra”. Che poi considerare tale ad esempio Riccardo Illy è come dare del maoista ad Aldo Moro.
Ma il punto non è questo: la “purezza” ideologica di destra e sinistra odierne, su cui molto ci sarebbe da argomentare trattenendo le risa, no il punto è un altro, e molto più grave e foriero di disastri per la nostra comunità.
Partiamo da un semplice e banale esempio, uno di quelli che piacciono tanto al bravo Bersani.
Se io sto male la domanda essenziale che mi pongo è: chi mi cura è bravo oppure quale sia la sua collocazione politica. Ovvio che i sensati si preoccupano solo della competenza del medico, della validità delle strutture in cui opera, e non della sua fede religiosa, politica o le sue preferenze sessuali.
Ebbene no, qui e non da oggi, la partigianeria partitica acceca strati non trascurabili di persone qualunque sia il loro credo politico.
E' questo atteggiamento, irrazionale quanto si vuole, negazionista della realtà a prescindere almeno fino a quando nelle pesti non finiscono personalmente, che oltre a danneggiare loro, e fin qui potremmo impipparcene, frega anche tutti noi.
A seguire il loro ragionamento se la colpa fosse solo di una parte parte politica, ora vanno di moda i Cinque Stelle ed il PD, perchè nei decenni che i loro beniamini partitici hanno governato Regione e Comune non hanno posto rimedio ed invece le cose hanno continuato a peggiorare, se mai fosse possibile?
Ritenere, come noi scriviamo, drammatica per gli effetti prodotti a Trieste, la gestione dell'Azienda Sanitaria da parte degli attuali vertici nominati dalla Giunta Fedriga (Riccardi) e confermati giorno dopo giorno, anche sulla stampa locale oggi, dalla incapacità di riattivare terapie, esami, visite specialistiche per tutte le patologie pre Covid-19, fatto che si rifletterà pesantemente sull'accorciamento dell'aspettativa di vita di migliaia di triestini, o sulla perfetta inutilità dei vertici dei distretti territoriali che pone pesanti interrogativi sull'esistenza stessa di queste strutture, vanno bel al di là dell'appartenenza politica.
Chiaro è che non basta evidenziare ciò se non si vuole ingannare i lettori, bisogna anche indicare con nomi e cognomi i responsabili di questa situazione che è sotto gli occhi di tutti e sulla pelle di molti.
Se poi i cittadini, tanti o pochi, se ne infischiano e ritengono che la bandiera politica abbia la preminenza sul battito cardiaco, allora si che a Trieste siamo messi male, proprio molto male.




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