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Circolo Miani » News Correnti » Page 1

L'odore dei soldi.

» Inviato da valmaura il 16 August, 2022 alle 2:30 pm

Ci siamo chiesti da due anni cosa abbia in comune, cosa unisca la Barcolana con la Siot, ed in passato con la Lucchini ed Arvedi, Ferriera, e siamo arrivati, nel silenzio dei vertici barcolani, all'unica risposta plausibilmente possibile: l'odore dei soldi.
Certo è un “odore” che non si sente ma si pesa, eccome, ben diverso dal disgustoso tanfo con cui la Siot per decenni e per venti anni buoni la Ferriera hanno impestato Trieste e la sua provincia, con danni incalcolabili alla qualità della vita ed alla salute di decine di migliaia di persone (da Muggia-San Dorligo/Dolina fino a Roiano, a tenersi stretti).
Però ora, grazie alla Risoluzione presentata dal consigliere Maurizio Fogar e votata all'unanimità dal Consiglio comunale di Muggia, un fatto unico nella storia recente in materia, le cose possono finalmente cambiare, e con esse cessare i miasmi che la Siot diffonde.
Certo meglio sarebbe se i consiglieri comunali di Trieste e Dolina-San Dorligo, che a parole si proclamano “ambientalisti”, ma solo a parole, da queste passassero ai fatti e vista l'inerzia dei rispettivi Sindaci, stupefacentemente grave quella del Sindaco-Zupan di San Dorligo-Dolina che la Siot se la trova in casa, prendessero l'iniziativa di portare loro al voto nei rispettivi Consigli la Risoluzione di Muggia.
Ed invece tacciono e non fanno nulla: anche sapendo che sarebbero difficili i distinguo ed i voti contrari e che soprattutto sarebbero inspiegabili ai cittadini.
Insomma il loro attuale comportamento li porta a condividere pienamente la responsabilità della Siot, ed a che prò?
Teodor
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SIOT: sono tanti i "calunniatori".

» Inviato da valmaura il 15 August, 2022 alle 1:21 pm

E si sa la "calunnia è un venticello leggero" e soprattutto maleodorante.

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Due sole domande alla SIOT. Ed una a Gialuz, Barcolana.

» Inviato da valmaura il 15 August, 2022 alle 1:19 pm

Quanti sono i dipendenti interni in carico alla sede di Trieste?
Lilli (vertice Siot) a San Dorligo-Dolina aveva parlato di 1000 persone, poi scese a 150 circa ma per tutta l'Italia.
Quale è il composto che genera e compone le “emissioni odorigine” come eufemisticamente le definisce la Siot?
Basilico, rosmarino, lavanda o petrolio?
Accusare di “calunnie” come avventatamente fa la Siot senza conoscere le esatte dichiarazioni fatte dal consigliere Maurizio Fogar espone seriamente al rischio di trovarsi in Tribunale, non alla Barcolana, sul banco degli imputati.
Secondo la Siot non sono “nocivi” i miasmi di “benzina marcia”che impestano periodicamente Dolina-San Dorligo, Muggia e Trieste, e non sono “dannosi per la salute”, dunque sono una manna dal cielo ed una fortuna per Trieste, ne prendiamo atto.
Oltre al danno diretto alla salute ne esiste, da almeno un secolo, un riconosciuto danno indiretto determinato dal peggioramento della qualità della vita delle persone che incide pesantemente sulla loro salute.
Ma trovare qualcuno che suggerisca tesi difensive meno improbabili no?
Ed ora passiamo alla domanda a Mitja Gialuz, presidente Barcolana: come fa a sollecitare ed accettare la sponsorizzazione economica dell'ultimo biennio da parte della Siot? Hai voglia poi di fare convegni "green" tra i regatanti sulla "sostenibilità ambientale".
Se ci spiega come le due cose stiano assieme, grazie.
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Ma che cavolo di amministratori abbiamo in Regione?

» Inviato da valmaura il 15 August, 2022 alle 1:17 pm

Gradisca, degrado attorno al PalaZimolo: nel mirino finiscono i pini marittimi”.
Non basta l'emergenza climatica, non sono sufficienti i recenti incendi che hanno devastato migliaia di ettari di bosco e sottobosco, arriva ora l'Attila della politica: leggete qua.
En passant, Ursic (consigliere leghista di opposizione) riconosce all’amministrazione comunale (di sinistra) di avere preso finalmente provvedimenti – nell’ambito del piano del verde – nei confronti dei disastri causati dai pini marittimi che circondano palazzo Postir.
Una decina di piante è stata sottoposta a potatura della chioma, passaggio lungamente invocato per i disagi che ogni anno migliaia di aghi di pino comportavano non solo in termini di pulizia ma anche di intasamenti degli scoli di coperture e terrazze, causando numerosi problemi di infiltrazioni agli appartamenti. Rimane però il grave problema delle radici dei pini marittimi che, crescendo orizzontalmente, devastano l’asfalto. «Ben venga l’opera di sfoltitura – ammonisce però Ursic – anche se continueremo a chiedere che i pini marittimi, scelta urbanistica completamente sbagliata (infatti a Roma invece) in contesto urbano, siano eliminati e sostituiti con altra essenza arborea.”
Avete capito bene? La colpa è degli aghi di pino che sporcano e intasano, mentre mozziconi di sigarette, plastiche, lattine ed altro lerciume umano sono benedetti.
Eppoi le radici, signora mia, che “crescendo devastano l'asfalto”: notoriamente benefico e riposante ben più delle maledette “radici”. Per cui si invoca l'immediata “eliminazione”: un bel solleone a picco sull'orrido cemento del Palasport. Poi se le “altre essenze arboree”, se e quando impiantate, ci metteranno almeno trenta anni per apportare i benefici naturali degli attuali Pini marittimi, chissenefrega.
Ma “eliminare” questi bei tomi dalla politica prima che sia troppo tardi, no?
E qualche intellettuale un tanto al chilo che corra ad abbracciarli, niente?
Teodor



UILTIMISSIME! Del 14 agosto 2018, ma non ci pare sia cambiato molto.

» Inviato da valmaura il 14 August, 2022 alle 1:01 pm

Dipiazza lancia a Barcola il “Bagno Diossina”.
 
Ne parla alla stampa fino all’arrivo di due omoni in camice bianco che lo sedano e portano via.
Il gran caldo dell’Anticiclone Africano ha fatto un’altra vittima.
Ora scherzi a parte, vi invitiamo a leggere un articolo da noi pubblicato nel dicembre 2005 sul Terrapieno di Barcola (dove operano una decina di società nautiche e sportive). Tenendo presente che esso è stato in larga parte edificato interrando il mare con centinaia di migliaia di tonnellate di scorie e ceneri del vecchio inceneritore ricche di diossine ed altre schifezze. Bastava consultare l’apposito registro tenuto in Comune.
Ovviamente nei decenni l’acqua marina e l’erosione della salsedine hanno trascinato in mare e sui fondali tutto questo “ben di Dio”.
Avvertenza per i lettori. Attenzione ai nomi dei protagonisti di allora: sono gli stessi di oggi, Anno Domini 2018, anche il Parco del Mare e Ferriera, con l’aggiunta di Scoccimarro allora non Assessore regionale all’Ambiente ma Presidente della Provincia.
L’Arpa poi è sempre l’Arpa. Un nome, una garanzia!
Terroristi !!!
Scritto da: Teodor - dicembre 2005
“Terroristi”, “è solo fare del terrorismo”: queste le accuse più sentite sulle bocche e lette sui comunicati stampa dei sindacati, in particolare il termine risulta molto amato ed abusato da parte del segretario provinciale CGIL Franco Belci.
Ma a chi si riferiscono con questo gentile epiteto i rappresentanti della Triplice? Agli assassini dei prof.i Biagi e D’Antona? Assolutamente no. I destinatari di questo complimento sono coloro che hanno il torto di denunciare il persistere negli anni di gravissime forme d’inquinamento, con conseguenti drammatiche ripercussioni per la salute di chi vive, e anche lavora neh!, in questa città.
Insomma la colpa non è di chi inquina, vedi la vicenda diossina-Ferriera, per altro sollevata, nel silenzio naturale od indotto di tanti, già da Circolo Miani e Servola Respira a partire dal 1997, o le più recenti ed analoghe vicende dei due riempimenti marini di Muggia e di Barcola, o di chi per anni non fa un controllo decente o un’indagine seria, no la colpa e di chi, dopo aver inutilmente bussato alle porte di ASS, ARPA, Regione, Comune, Provincia, Ezit, Autorità Portuale o mezzi d’informazione, e già perché qui le inchieste giornalistiche non sanno neppure dove stanno di casa, si rivolge ad una magistratura che certamente su questo, salvo lodevoli eccezioni di qualche Sostituto Procuratore, non brilla per efficace attenzione.
E che dichiarazioni poi di tante “Autorità” che dovrebbero avere perlomeno il pudore di tacere, poiché l’istituto delle dimissioni qui è un oggetto sconosciuto.
Ma vediamo alcune di queste recentissime perle raccolte col solito ampio spazio riservatole dal quotidiano locale.
- Presidente della Camera di Commercio, Industria ecc, Antonio Paoletti: per due giorni di fila esterna sul grande giornale locale la sua rabbia, attenzione non contro chi ha per anni smaltito diossine in quantità 500 (si avete letto bene, cinquecento) volte superiore a quanto consentito dai limiti di legge, già generosi per se, con l’aggiunta di mercurio e idrocarburi in quantità industriale, rifuggendo e risparmiando gli oneri ed i costi di uno smaltimento speciale destinato ai rifiuti tossici. Assolutamente no, il presidente della Camera di Commercio, simbolo vivente dell’inarrestabile decadenza di Trieste, se la prende con chi ha denunciato il problema ed i rischi, e siccome non hanno fegato bastante a dirla chiara, usano la classica formuletta, comune ad altri esternatori di questi tempi: “Nulla contro la magistratura che fa il suo lavoro ma il terrapieno di Barcola è lì da trent’anni e nessuno ha mai detto nulla (appunto)…”. E poi, miracolo a sentire: “Mi domando perché la Ferriera rimane ancora aperta. Non hanno trovato anche lì la diossina?”.
ALT!!! Prima di proseguire una pausa di riflessione: stiamo forse parlando dello stesso Antonio Paoletti che da presidente della Camera di Commercio in questi ultimi due anni si è speso in ripetute dichiarazioni a favore del mantenimento della produzione della Ferriera e sempre con ampio spazio sul grande quotidiano locale? E se si, perché il baldo intervistatore del giornale non glielo ricorda?
Continuiamo, sempre con il Presidente della Camera di Commercio “Andiamo avanti con il nostro progetto, il Parco del Mare, faremo tutte le bonifiche, che in ogni caso erano già previste (e allora perché s’incazza?) a nostre spese”.
Secondo ALT. A “nostre spese”, di chi: della famiglia Paoletti o di parenti e sodali dei consiglieri d’amministrazione della Camera di Commercio? Perché altrimenti il “nostre” è un improprio eufemismo che sta a significare i soldi pubblici, ovvero di noi tutti cittadini incolpevoli e danneggiati nella salute, e non invece di chi ha perpetrato il danno.
- Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza: “Non ci penso nemmeno (a interdire l’accesso all’area inquinata), se dovessi far questo ben prima avrei dovuto evacuare tutto il rione di Servola e le aree esposte all’inquinamento molto più grave che proviene dalla Ferriera”.
Siamo basiti, ovvero esterrefatti a bocca aperta, il Sindaco, che è per legge anche l’ufficiale sanitario della città, ammette con candore di aver omesso ad un suo preciso dovere, quale ora ve lo spieghiamo.
Quando il Sindaco emette le ordinanze, che un minuto dopo la firma entrano in vigore, di blocco e chiusura al traffico per lo sforamento dei valori di legge sull’inquinamento dell’aria, è un atto obbligatogli dall’essere appunto l’ufficiale sanitario, il responsabile legale della tutela della salute dei cittadini: forse chi abita a San Sabba, Valmaura, Servola, Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi non fa parte del Comune di Trieste e di conseguenza può ammalarsi e crepare tranquillamente?
I Sindaci di Taranto (centrodestra), di Piombino (sinistra) e di Genova (centrosinistra) non la pensavano così quando nelle analoghe situazioni hanno firmato l’ordinanza di chiusura e sequestro delle Ferriere operanti nelle loro città, forse Trieste, anzi i quartieri di cui sopra dove vivono oltre ottantamila persone, più Muggia, gode di un regime extraterritoriale dove la legge italiana non è in vigore?
La verità è semplicissima e sotto gli occhi di chi li usa per vedere: nel 2001 Dipiazza ed il centrodestra vinsero le elezioni impegnandosi, tra le altre promesse, a chiudere la Ferriera, cavalcando una battaglia che non conoscevano e che non avevano mai fatto fino a due mesi dalle elezioni, ma che avevano intuito, grazie anche alla suicida e censoria politica editoriale del quotidiano locale, avrebbe loro permesso di raccogliere consensi decisivi tra migliaia di residenti.
Cinque anni dopo (2006) il Sindaco si appresta a fare campagna a Servola e rioni limitrofi con lo stesso slogan; nulla di concreto è stato da lui fatto ma confida nell’esasperazione della gente, nella scarsa memoria dei cittadini e nei regali che continua a ricevere dalla imperterrita censoria linea editoriale della stampa.
In realtà lui, Dipiazza, assieme alle altre istituzioni, avrebbe benissimo potuto già da anni risolvere questo problema, lui a parole ama definirlo “cancro”, di ciò invece meno amano parlarne le migliaia di triestini ammalatisi e morti nel frattempo, ma questo significava assumersi delle responsabilità, lavorare seriamente per il futuro economico della città ove ricollocare i lavoratori dello stabilimento, insomma fare veramente il mestiere di sindaco, ma lui sperava che a risolvere il problema fosse il PM Federico Frezza ed un atto della magistratura, con la quale per altro non ha mai incisivamente collaborato. Cinque anni buttati tra simpatiche battute, tra cancri e ferriere da chiudere a parole.
- Presidente della Società velica di Barcola e Grignano, organizzatrice della “Barcolana”, Gastone Novelli ed altri esponenti delle società veliche e nautiche: esprimono preoccupazione per il futuro delle attività sportive e sociali, e per gli allenamenti bloccati dei "loro ragazzi" e, ovviamente, per la Barcolana 2006 e le altre gare e regate.
Per gli eventuali danni alla salute a cui sono stati esposti i “loro ragazzi” in questi anni neppure una parola né una lacrimuccia, qui ogni commento sarebbe superfluo se non fosse che il presidente Barcolana Gastone Novelli non fosse stato fino ad un anno e mezzo fa il direttore generale dell’ARPA della Regione Friuli Venezia Giulia, e non avesse percepito uno stipendio, seppur lordo, di centinaia di milioni per vigilare sull’inquinamento di terra, aria, acqua e mare, nella nostra Regione.
Una vigilanza inappuntabile visti i risultati almeno nella provincia di Trieste, complimenti ed una domanda: come mai dalla Ferriera ai terrapieni di Barcola e Muggia in tutti questi anni non vi siete mai accorti di nulla e questi casi sono sempre venuti alla luce grazie a denunce di privati cittadini o di Circoli ed associazioni? Eppure come l’ASS avevate fior di strutture e sedi sul territorio, personale ben stipendiato dai quattrini dei contribuenti e le ricerche non erano difficili: ora lei, da presidente della società velica, si lamenta di un mancato preavviso della magistratura (un sequestro su appuntamento con mazzo di fiori insomma), ma bastava, come risulta dalle prime indagini, andare in Comune e vedere le carte dell’inceneritore, ci ha mai pensato tra una Barcolana e l’altra?
- Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy: “Dell’inquinamento non sono più di tanto sorpreso (noi si, speravamo sempre, che sciocconi, in una maggior serietà professionale di chi ci amministra). All’epoca non c’era sensibilità ambientale e si scaricavano materiali non consoni”.
All’anima del “consono”: diossine, mercurio ed idrocarburi erano ben noti, anche negli anni settanta, come inquinanti altamente cancerosi. Seveso e la faccia del Presidente Ucraino (avvelenato da spie russe) vi dicono qualcosa? Ed in merito alla “sensibilità ambientale”, frase usata anche da Dipiazza per l’occasione, si sperava che chi faceva dell’impegno politico una professione e come tale veniva retribuito dai cittadini, avesse almeno l’intelligenza di leggere i principali giornali editi in Italia in modo così da arricchire le sue sensibilità, non solo quella ambientale.
Post Scriptum:
“Lunedì esaminerò la questione con gli uffici e vedremo cosa dice la legge - ha detto Dipiazza - ma penso che se dovessimo interdire gli allenamenti a Barcola, dovremo proibire alla gente di Servola di uscire di casa”.
Questa la dichiarazione del Sindaco Roberto Dipiazza sul grande quotidiano locale di domenica 4 dicembre.
Delle due l’una: o gli abitanti di Servola ma anche di Valmaura, San Sabba, Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi, insomma di Trieste e Muggia, capiscono quello che io comprendo leggendo questa incredibile dichiarazione od è meglio chiudere baracca e cambiare città ed aria.
Se ci sono, ed io non dubito purtroppo che ci siano, dati che imporrebbero non a cinquantamila e passa triestini di doversi tappare in una casa trasformata in una specie di rifugio atomico, ma la immediata chiusura di stabilimenti, la Ferriera in primis, che producono questi risultati allora stiamo assistendo ad una farsa che gioca cinicamente ed elettoralmente con la salute e la vita di noi tutti.
Ricordiamocelo.
Se poi uno vuole farsi prendere gratis per il deretano …..
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