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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Ferriera. Che fine ha fatto Baby Jane?
Alias Pierluigi BarbieriAlias dirigente scientifico ARPA FVGAlias assessore mancato del mancato risindaco Cosolini.Alias consulente del Sindaco Dipiazza per la Ferriera. Siamo sinceramente preoccupati, da mesi se ne..
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Ferriera e Rigassificatore. Le amnesie del Sindaco.
Difetta, e molto, di memoria il Sindaco Dipiazza. In gennaio di quest’anno, nonostante sullo schermo comparissero le immagini della sceneggiata in diretta a Telequattro, Roberto Dipiazza negò..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 1

Ferriera. Riassumendo.

» Inviato da valmaura il 16 August, 2017 alle 12:40 pm

Stabilimento.

Appare pacifico, anche ad occhio nudo, l’emergenza dell’Altoforno che continua a perdere oltre centomila metri cubi di gas, letale anche se respirato all’aperto, al giorno.

Lo stato dei Depolverizzatori di Altoforno, Agglomerato e Cokeria è semplicemente comatoso.

Così dicasi per la normale manutenzione. Piazzali e strade coperte da un tappeto di polveri come i nastri trasportatori all’Altoforno. Sono queste le principali cause del sollevamento di nubi polverose ad ogni “neverin”. Gestione delle centraline elettriche in presenza di temporali assolutamente deficitaria come dimostrano le pericolose fumate “colorate” dal camino dell’impianto di agglomerazione e lo spegnimento della Cokeria con l’accensione delle torce d’emergenza.

Un impianto, il laminatoio, che per vetustà, eppure è appena installato, e mancanza di pezzi, come ammesso dalla stessa proprietà, funziona a scartamento assai ridotto.

Mancata copertura del parco del Coke, unico tra gli altri che è fonte di inquinamento.

Comune.

Appare acclarato che in quasi 15 mesi questo Sindaco, con Polli e Giunta al seguito, ha fatto tutto quello che doveva fare per non chiudere l’area a caldo, nonostante che le ragioni urgenti per una ordinanza di fermo impianti a tutela della salute pubblica ci fossero tutte. Ha girato attorno al problema con gran dispendio di parole, dopo le promesse non mantenute dei “100 giorni” oramai nel dimenticatoio, e di atti assolutamente roboanti quanto inutili, e molti pure imprecisi. Si direbbe quasi che lui ed Arvedi procedano su di una strada parallela che ha il comune obbiettivo di prendere-perdere tempo lasciando le cose sostanzialmente inalterate.

Arpa.

Ha ampiamente dimostrato la sua inadeguatezza nel controllare la situazione. Vuoi per scarsissima conoscenza, come da lei stessa ammessa, degli impianti e del ciclo produttivo in Ferriera. Vuoi per la tempistica dei suoi interventi, sempre a cose fatte, sempre dopo e mai prima. Meritandosi pienamente l’appellativo di “Arpa del giorno dopo”. La sua credibilità nel comune sentire dei triestini è sotto zero, con grave nocumento dell’immagine dell’amministrazione regionale.

AIA.

Un’Aia viziata di nullità, come da immediata denuncia alla Procura del Circolo Miani, per le modalità di convocazione e svolgimento della Conferenza dei Servizi regionale che l’ha rilasciata. In realtà nelle poche prescrizioni veramente efficaci continua ad essere disapplicata. Originale l’elevazione del limite di legge per le polveri sottili europeo ed italiano a 70, contro i 50 giornalieri, per la centralina mezzo mobile di via San Lorenzo in Selva. Da notare che la Comunità Europea ha indicato in 35 il valore limite oltre il quale si verifica un sicuro grave danno alla salute. Della serie: se non riesco a far rispettare la legge cambio le norme, come in passato fatto per il limite di legge per le diossine del Camino 5 dell’Agglomerato, elevato da 1 a 4, con una emissione oraria di 230.000 metri cubi.

Regione.

Si è impiccata mani e piedi alla scelta Arvedi escludendo qualsiasi altra ipotesi per la riconversione dell’area oggi in realtà approvata dall’Autorità Portuale.

Continua a difendere a spada tratta l’indifendibile, leggi Arpa, dopo il grave infortunio ancora irrisolto di Agapito, il direttore del Servizio autorizzazioni dell’assessorato all’Ambiente, quello che dichiarò a Fogar e Pezzetta, alla presenza dell’Assessore Sara Vito, di “aver ricevuto l’ordine dalla politica (?) di rilasciare l’AIA alla Ferriera a prescindere da qualsiasi considerazione tecnica”, parole testuali, in attesa sempre di verifica dalla Procura dopo la tempestiva e documentata denuncia del Circolo Miani.

Ha emesso tre mesi fa l’unico atto veramente efficace per avviare il percorso chiusura dell’area a caldo, una diffida su Cokeria ed Altoforno, che se applicata correttamente e rigorosamente incide pesantemente sui conti di Acciaierie Arvedi. La domanda però è: sarà applicata? Visto che a fare i controlli è l’Arpa.

Sindacati.

Meglio non parlarne così come per la Confindustria.

Stampa e TiVù.

Idem come sopra. Attentissimi a fiancheggiare partiti, sindacati, amministrazioni e gli interessi di Arvedi.

Comitati del Sindaco.

Basta la parola, appunto.




Buon Ferragosto con la “cattiva” politica.

» Inviato da valmaura il 15 August, 2017 alle 12:39 pm

Lo abbiamo sempre detto, e dal 1998, la vicenda Ferriera è la cartina di tornasole, insomma la riprova, del fallimento di tutta una classe politica, amministrativa, industriale, sindacale e giornalistica triestina e regionale.

Ferriera non significa solo terribile danno alla salute (lavoratori e cittadini di Trieste e Muggia), e alla qualità della vita quotidiana, ma è lo snodo che ha bloccato per venti anni ogni prospettiva di sviluppo del Porto, e dunque di Trieste, e della città della scienza che qui opera da decenni.

Ma non è la sola emergenza della città.

Basti pensare alla questione sanitaria, gli ospedali (da Cattinara al Burlo), un Pronto Soccorso che di “pronto” ha solo il nome, le carenti strutture sul territorio costantemente sottodimensionate, i tempi d’attesa per la diagnostica e le visite specialistiche lunghissimi.

Per non parlare del degrado pluritrentennale dei quartieri periferici e non, basti pensare alla irrisolta questione dei giardini inquinati.

Di una emergenza povertà dove i servizi sociali sono impotenti a farne fronte con la tempestività che il dramma richiede.

Ultima, ma non in ordine di importanza, la questione casa, con migliaia di richieste inevase dall’Ater.

Non affrontiamo nemmeno altre questioni che sarebbero parimenti importanti a partire da un’idea di cultura strettamente legata alla crescita civile, sociale ed umana del nostro territorio.

Ecco in questi trenta anni si sono succedute, alternate si può dire, amministrazioni comunali e regionali, per la Provincia una prece basta ed avanza, di tutti i colori, con l’ingresso da sette anni anche della “novità” pentastellata.

Ad oggi è cambiato qualcosa nella percezione dei triestini che oramai disertano le urne con percentuali da primato nazionale?

Assolutamente si ma in peggio.

Ma questa politica, al di là di quattro paroline di circostanza sull’astensione di massa il giorno dopo le elezioni, non sembra accorgersene, o meglio questi simulacri di partiti e movimenti non vogliono accorgersene. A loro basta conservare una spicchio del sottopotere locale e una fetta di visibilità su stampa e tivù amiche, e tutto sommato meno gente partecipa e meglio è, che la fetta da spartirsi diventa più grossa.

A questo concorre, bisogna riconoscerlo, la pigrizia e la rassegnazione, il delegare sempre ad altri, che sono insite nel DNA dei triestini (perfino Muggia col tempo si è omologata).

E su questo i lorsignori di questa cattiva politica fanno conto, oltre della fedeltà perenne del giornalismo nostrano così prono agli interessi delle lobbies economiche locali e non.

O si capisce che qui non è questione di centro, destra o sinistra, di un richiamo della foresta a principi che oramai, e purtroppo, da decenni hanno cessato di esistere nella nostra realtà, ma della riscoperta di una parola che da sola nobilita il nostro essere cittadini e non sudditi.

Essa è semplice e chiara. Si chiama DIGNITA’.

Buon Ferragosto, per quel che vale.




Ferriera. Il bue che da del cornuto all’asino.

» Inviato da valmaura il 12 August, 2017 alle 12:58 pm

La tragedia degli inganni.

 

Non sappiamo veramente da dove iniziare a commentare le vuote e sbagliate parole comparse sul piccolo giornale di oggi.

Iniziamo dal “Maior”, ovvero dall’Assessore regionale all’Ambiente, l’isontina Sara Vito.

Elogia i controlli e la pronta vigilanza dell’Arpa che a lei fa capo. Deve aver visto un altro film, la signora così pronta invece a battersi come una leonessa contro l’uso del carbone alla centrale elettrica nella “sua” Monfalcone.

Proseguiamo con il “Minor”, ovvero il vicesindaco Roberti che dichiara di non avere gli strumenti per emettere una “ordinanza urgente per il fermo impianti a tutela della salute”.

Non si è accorto ancora che li ha dal primo minuto del suo insediamento in Comune, ovvero da oltre un anno. Semplicemente perché la Giunta Dipiazza, a partire dal Sindaco, non ha caparbiamente voluto conoscere le cause della criticità degli impianti.

Non è forse urgente fermare la perdita di oltre 100.000 metri cubi di gas giornalieri, letale anche se respirato all’aperto, che l’Altoforno perde da anni? Non è un danno emergenziale alla salute di lavoratori e cittadini?

E veniamo all’ARPA, che è il vero problema per la Regione, e per noi tutti, e che peserà come un macigno sui risultati delle elezioni regionali della primavera 2018.

Questi signori nel giro di neppure dodici mesi sull’impianto collassato dell’Altoforno sono passati dal “tutto va bene madama la Marchesa” della relazione, incredibilmente sottoscritta, tra gli altri, da Comune e Vigili del Fuoco, il 13 settembre 2016, al “giunta a fine corsa” riferendosi alla Bocca dell’Altoforno di due mesi e passa fa, all’odierno “progressivo deterioramento”. Ma la “corsa” non era finita?

Questi zelanti “vigilantes del giorno dopo” che sono sempre intervenuti a posteriori dopo il verificarsi costante degli “episodi anomali”, insomma come direbbe Totò “a babbo morto” non si sono nemmeno accorti che i captatori di polveri, i depolverizzatori di Altoforno, Agglomerato e Cokeria non funzionano.

Insomma la vera emergenza che Circolo Miani e Servola Respira, lasciamo perdere i comitati che non conoscono praticamente nulla degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera e per questo sono i beniamini dei partiti e della stampa, denunciano da anni è lo stato dell’Altoforno, con annessi e connessi.

 Basta guardare il servizio delle Iene, accompagnate dal nostro Romano Pezzetta, sull’invito a visitare la Ferriera, poi frettolosamente ritirato quando fu chiesto di salire sulla Bocca dell’impianto, due anni orsono.

 

Andate a rileggervi su questa pagina Facebook il recente articolo “Un problema grande come un’ARPA” e mettete il vostro “Mi Piace” soprattutto sulla PAGINA Circolo Miani, oltre che sugli articoli che vi invitiamo a condividere. Serve? Altrochè che serve!

https://www.facebook.com/circolo.miani/videos/1644351029169192/




Trieste città Porto.

» Inviato da valmaura il 11 August, 2017 alle 11:32 am

Lo abbiamo scritto da anni ma ora l’occasione si presenta concreta e fattibile.

Dopo il decreto ministeriale che, va riconosciuto, è frutto del lavoro soprattutto della Presidente della Regione e del Presidente dell’Autorità Portuale per l’Alto Adriatico, siamo alla riprova dei fatti.

Ora la storia ed il futuro di Trieste e del suo territorio sono nelle nostre mani.

Per questo vanno superati tutti i distinguo possibili da parte di chi sogna e si batte, ad esempio, per l’autonomia totale del nostro territorio richiamandosi ai trattati del post secondo dopoguerra.

Pur e proprio tenendo conto che il punto di forza del nuovo Decreto ministeriale è l’allegato Ottavo di quei trattati.

Che siano i fatti, la realtà a superare i formalismi.

Sappiamo che in questa città, in Italia, in Europa ci sono forti interessi affinchè il Porto, soprattutto questa idea di porto, non decolli. La Ferriera, la volontà di mantenere in piedi una fabbrica decotta e che lavora in perdita, ma che occupa la zona strategicamente più importante per lo sviluppo della logistica portuale, ne è un esempio purtroppo ancora vivente.

Ecco perché l’azione del Presidente dell’Autorità portuale va supportata strettamente e vanno valorizzati i poteri, mai avuti prima, per esempio di designare nuovi Punti Franchi, che il Decreto gli assegna.

Non sarà un’impresa facile ma su questa, sulle migliaia e migliaia di nuove assunzioni di lavoratori, sugli investimenti internazionali in arrivo, si gioca letteralmente il futuro di Trieste.

Un futuro finalmente pulito, dignitoso e sicuro per cui val bene la pena di lottare e credere.




Ferriera. L’annacarsi del Sindaco Dipiazza.

» Inviato da valmaura il 9 August, 2017 alle 11:55 am

Deve avere origini siciliane più che friulane.

Infatti l’ennesimo atto, una diffida ma non ad Arvedi bensì alla Regione, rientra a pieno titolo nella tradizione ventennale di Dipiazza verso le proprietà della Ferriera.
Nel dialetto siciliano: «Annacare / annacarsi = affrettarsi e tergiversare, allo stesso tempo. Un verbo intraducibile che significa una cosa e il suo contrario. Il massimo del movimento col minimo di spostamento».
Allora facciamo noi alcune domandine dirette a Roberto Dipiazza.
Perché nell’incontro avuto con lui dopo le stupefacenti dichiarazioni fatteci dal dirigente regionale Agapito alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Sara Vito e del vicedirettore ARPA, Franco Sturzi, il “capo dei controllori Ferriera”, sull’AIA “da rilasciare a prescindere perché così ordinato dalla politica” e sul rifiuto oppostoci alla nostra (Circolo Miani e Servola Respira) richiesta formale di presenziare alle riunioni della Conferenza, in violazione di ben due leggi che regolamentano convocazione e svolgimento dei lavori della Conferenza dei Servizi regionale che rilasciò l’AIA alla Ferriera, si espresse così.
Liquidò la questione Agapito definendolo un carissimo amico personale, e non diede risposta alcuna, era Capogruppo di Autonomia Responsabile in Regione, al nostro appello di intervenire come una delle principali forze politiche di opposizione in Consiglio regionale a fronte di una doppia palese violazione di legge che rendeva nulla ogni delibazione, e pertanto il rilascio dell’AIA stessa, della Conferenza medesima.
Per la cronaca analogo atteggiamento, amicizie personali a parte, ottenemmo dal Capogruppo dei 5Stelle regionali, allora il triestino Ussai, che incontrammo a distanza di poche ore.
Perché Roberto Dipiazza, divenuto Sindaco per la terza volta, non accettò la nostra richiesta di sottoscrivere la documentata denuncia che il Circolo Miani aveva presentato in Procura, associando il Comune di Trieste nella richiesta di nullità di un’ AIA così rilasciata (con voto favorevole anche del Comune allora guidato da Cosolini, ma i funzionri erano e sono gli stessi)?
Sempre per la cronaca anche i 5Stelle tacquero sulla denuncia.
Perché il Sindaco che nella sua odierna diffida scopre il regio decreto del 1934 che lo nomina Ufficiale Sanitario del Comune, non ha mai voluto firmare, in undici e passa anni, una semplice ordinanza di fermo impianti, in particolare l’Altoforno con annessi Agglomerato e Macchina colare, come da noi richiesto in tutti questi anni e non ha dato corso alle dodici lettere inviate dall’ASS allora diretta da Franco Rotelli, in cui si certificava nero su bianco “il sicuro rischio di insorgenza di leucemie e neoplasie” con i dati dell’inquinamento Ferriera?
Ed ancora perché il Sindaco Roberto Dipiazza, allora ricoprente anche la delega di Assessore comunale all’ambiente, dopo l’elezione di Bucci in Regione, si rifiutò di accogliere la richiesta, contenuta in una interrogazione del consigliere di maggioranza (Lega Nord) Maurizio Ferrara, di richiedere come Comune al neopresidente di centrodestra in Regione, l’amico e collega di partito Renzo Tondo, la revisione della prima AIA rilasciata alla Ferriera dalla precedente Giunta Illy-Cosolini, nonostante il voto contrario del Comune?
Le sue prime parole nella risposta che conserviamo furono “Non ci penso nemmeno”.
Ma lo capiamo erano i giorni delle sue entusiastiche dichiarazioni al Piccolo: “Arvedi a Trieste? Abbiamo fatto Bingo!”. Già e presto dimenticate invece quelle ripetute per anni, soprattutto nel 2001 e 2006, quando si votava: “Quel cancro lo chiudo domani”.
E vogliamo ricordare il voto unanime del Consiglio comunale che impegnava l’amministrazione Dipiazza (1 febbraio 2010) a dotarsi di una propria rete di centraline per monitorare la Ferriera?
Il candidato Sindaco a Telequattro nel suo decalogo dei “100 giorni” ne firmò per una, ovviamente mai vista.
O il fatto che dal maggio 2004 (sempre Sindaco Dipiazza) il Comune, disattendendo la legge italiana ed europea non ha ritenuto dotarsi di un Piano d’Azione Comunale per l’inquinamento da fonte industriale, come invece ha fatto per il PAC sulla mobilità (quello che permette l’emissione di ordinanze per il fermo del traffico) e sul riscaldamento. Forse per non avere lo strumento per fermare le fonti inquinanti industriali?
Ma tutto questo è quel passato recente che il Sindaco non ama e che i suoi fan dicembrini definiscono “roba da stupidi ricordare”. E li capiamo, vista la situazione in cui galleggiano.
Veramente un siciliano purosangue da far impallidire il Principe Salina del Gattopardo, ed un campione assoluto nell’annacare.





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