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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Ferriera. “Space balls di Mel Brooks”
Oggi sul piccolo giornale c’è un florilegio di fantasie. Cominciamo con il processo per la costruzione del Laminatoio dei miracoli. Insomma senza attendere le autorizzazioni di legge. Questo nasce da una denuncia in Procura di Maurizio Fogar nell’ottobre 2015. Il..
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Notizie Flash

Aaa Legggge!
Ore 16 di un giorno qualsiasi, percorriamo per la quarta volta il tratto della “Superstrada” da Valmaura a Sant’Andrea, come facciamo ogni giorno. Procediamo alla velocità di 60/65 chilometri orari, forse memori del vecchio..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 1

Carlo il Temerario o Carlo Martello?

» Inviato da valmaura il 19 July, 2018 alle 9:57 am

Qualche lettore più che ai Re ha accostato Carlo Grilli alla figura manzoniana di Don Abbondio. Ma leggete qua, sul piccolo giornale: “Azione decisa dell’assessore verso la Regione”. Accompagnato dalla fida De Candido bussa alla porta dell’assessore regionale Riccardi, suo compagno politico e si lamenta “di non starci più al gioco al massacro”, insomma le critiche non le regge, ed allora cambi mestiere che fare l’assessore non è proprio cosa per lui. Ritorni alla antica professione, dove detto senza ironia, era eccellente. La colpa, sentite un pò, è delle persone che politici come lui hanno portato all’esasperazione ed alla fame nera (migliaia di famiglie: 4300 domande solo a Trieste). E si lamentano ancora. In sette mesi non hanno saputo e voluto fare l’unica cosa che la responsabilità di amministratori dettava loro, ed ai loro “dirigenti”(?), una delibera di tre righe tre dove la Regione ripristinava per il pagamento del MIA (il sostegno regionale antipovertà) il sistema di erogazione in vigore fino al 31 dicembre 2017. La colpa è della “burocrazia”, della strega cattiva e di Maga Magò. Dategli un kleenex e poi a casa, a casa subito e di corsa. Parole e testo del nostro Paolo Villaggio https://www.youtube.com/watch?v=LvGlTIoPojU


Ferriera. Incompetenti allo sbaraglio.

» Inviato da valmaura il 18 July, 2018 alle 9:56 am

Dalla riunione romana al MISE Arvedi ne esce bene e la Regione, non parliamo poi del Comune, con le ossa rotte. Questo è inevitabile quando si parla ed opera senza conoscere, e siamo assai buoni nello scrivere questo. Un consiglio al “profano” Scoccimarro: di mobilio la Regione ne ha già tanto e pertanto apparecchiare l’ennesimo, il 28esimo per l’esattezza, “Tavolo” serve solo a perdere, prendere tempo, e diciamo subito che il Circolo Miani e Servola Respira in queste condizioni non intendono parteciparvi. Le due cose al centro della riunione romana: la copertura dei parchi, e l’inquinamento di falda, hanno semplicemente confermato quanto da noi sostenuto per anni , scritto più volte su queste ed altre pagine e leggibile nei verbali delle riunione con i vertici regionali. Quando i tecnici del Ministero sulla copertura dei Parchi minerali, la cui sola esistenza certifica il proseguimento della produzione dell’Area a caldo, dicono che “gli esperti ritengono tuttavia poter risolvere solo in piccola parte la questione della dispersione di polveri.” Dunque l’eventuale imbrattamento e non l’inquinamento. E dunque confermano tutto quanto da noi rilevato e scritto, dove l’unico parco attualmente inquinante è quello del Coke, che per altro non dovrebbe esistere o quasi se l’Arpa avesse fatto rispettare la diffida regionale del giugno 2017 “la limitazione della produzione di coke a quelle strettamente funzionali alla produzione di ghisa.” Ovvero al funzionamento dell’Altoforno. Che ci dicono Arpa e tecnici Regione tanto precocemente omaggiati da Scoccimarro, “blindati” perfino? Per l’inquinamento del terreno e delle falde tutto era già scritto nei verbali delle Conferenze dei Servizi del Ministero dell’Ambiente di quindici anni fa, ergo Arvedi ha ragione da vendere quando sostiene di non esserne responsabile (è arrivato a Trieste nel 2014). La domanda che il “profano” Scoccimarro dovrebbe porsi, e magari anche la Procura, è molto semplice. Visto che Arpa e tecnici regionali erano informati dal Ministero dell’Ambiente per sette anni di fila, fino al 2010, perché hanno ignorato il gravissimo inquinamento che si riversava pure nel Vallone di Muggia e dunque entrava nella catena alimentare, e non hanno fatto nulla? Forse meno elogi e più domande, serie, il neoassessore dovrebbe porsele, e con lui il neopresidente Fedriga, altrimenti prendono in giro cittadini e lavoratori. In quanto al “rispetto delle prescrizioni contenute nell’Accordo di Programma”, Arvedi ha tutte le ragioni di rivendicarlo. Lo ha garantito finora proprio l’Arpa FVG ! Ve ne siete accorti Fedriga e Scoccimarro? https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2231759610428328/?type=3&theater


Veci ma no mone.

» Inviato da valmaura il 17 July, 2018 alle 12:33 pm

Alcuni commentatori sul periodico “stupro” di Piazza Unità, Rive e dintorni ci hanno epitetato come vecchi rincoglioniti con il caldo invito ad ucciderci. Ci hanno accusato di essere contro i “giovani” e il futuro di Trieste, più altre amenità varie. Potremmo sbrigativamente rispondere loro con la frase di Nereo Rocco, sempre che sappiano chi era. “Mai visti tanti mone concentrai in così poco spazio come a Trieste.” Ma siccome molti di questi commentano senza leggere (ed erano quattro righette in toto) o forse non conoscono il significato delle parole, ma soprattutto scrivono per leggersi senza pensare e capire. E sono pure ciechi e non sanno far di conto (solo per montare e smontare l’odierno catafalco con il fondale di plastica nera modello sacchi per le scovazze, la piazza sarà inagibile per una ventina di giorni). Allora pubblichiamo alcune fotine fresche di giornata. E a proposito non siamo vecchi per nulla, abbiamo solo qualche neurone celebrale che ancora funziona. Tutto qua. Le prime foto sono un “saluto da Trieste” mandatoci da amici di Varese venuti domenica a visitare per la prima ed ultima volta la città (tranquilli sono dei barbagianni appena laureati in ingegneria a Milano). Molto bella ed appropriata quella del Tir carico di cessi biologici da piazzare davanti al Palazzo del Lloyd oggi Presidenza della Regione. Roberti e Fedriga ci metteranno subito delle telecamere. La pavimentazione, rifatta solo qualche anno fa, soffre già molto ed allora i camion hanno pensato di lasciarci la gomma delle ruote per “zebrarla” modello Juventus in omaggio a Ronaldo. Passando per la strettoia di Capo di Piazza, occupata per due terzi dal raddoppio dei tavoli dei bar, la cui traversata ricorda il tempestoso Capo Horn, ci affacciamo sulla fu Galleria Tergesteo dove quattro delle sei porte sono inagibili per tavoli e sedie di bar e pizzeria. Nella foto, a locali vuoti, si vede la stretta gimcana obbligatoria per i pochi che vogliono impestarsi gli abiti con aromi culinari. Usciamo in Piazza Verdi dove non ci viene fatto mancare un palco di tubi innocenti in proporzione. Forse in omaggio alla “piccola” Scala come il Verdi viene chiamato. Stavolta le Rive non sono occupate dalle abituali tendopoli che fanno sparire ogni vista del mare e del panorama per settimane intere ma ne abbiamo copiosa scorta da cui scegliere fior da fiore. Fatti quattro conti, senza appunto contare i danni alla pavimentazione ed alle panche in pietra, e la “felicità” dei turisti, ma tranquilli sono i vecchi degli ospizi in gita premortuaria, questo festival di tubi innocenti, camion, furgoni e muletti, questo deposito di tonnellate di ferraglia, a proposito i clienti del Caffè degli Specchi e dei Duchi ringraziano della prima fila con vista sul ciarpame, ma sono solo i disertori dell’obitorio, tiene occupata piazza e dintorni per circa un centinaio di giorni all’anno, ovviamente allestimento compreso. A questo vanno aggiunte le tendopoli in piazza e sulle Rive del prestigioso Suk di Trieste che ha surclassato quello di Tangeri (per questo come scrive un “illuminato” commentatore ci sono tanti negher in giro). Se la “movida” ed il futuro è questo allora teneteveli strettì mentre fate la fila ai cessi in piazza. PS i veneziani che son mone quasi come noi per il concerto dei Pink Floyd hanno fatto il palco galleggiante in Laguna e non in piazza San Marco. Se avessero avuto la fortuna di avere a quattro passi il Molo Quarto chissà cosa avrebbero pagato. Per la galleria fotografica (20 pose) si rimanda necessariamente alla pagina Facebook Circolo Miani. POST SCRIPTUM 2. Il nostro primo articolo dell’altro ieri. “Controcorrente. Basta stupri in piazza Unità! Ai Triestini ed ai turisti la piazza e zone limitrofe. Concerti e spettacoli portateli al Molo Quarto, lì vicino in Porto Vecchio. Ne guadagnate in sicurezza, vivibilità e viabilità.”


La povertà? Per i politici un problema di “ordine pubblico”.

» Inviato da valmaura il 16 July, 2018 alle 1:07 pm

Merita riportare integralmente quanto pubblicato oggi dal piccolo giornale, e senza mezza riga di commento alla nota regionale: questo sì che è il “quarto potere”, il “cane da guardia” dei più deboli come blaterano nei loro editoriali. “Giunta. Due milioni per la sicurezza. Li ha stanziati la giunta regionale, per supportare i Comuni nell’acquisto e nella manutenzione di telecamere (1,5 milioni), oltre che per iniziative di contrasto di prevenzione e contrasto di comportamenti che creano allarme sociale (500mila euro). Dunque l’emergenza sociale della povertà (per fare un numero assai approssimativo per difetto solo a Trieste ci sono migliaia di persone che attendono da sette mesi di ricevere il sussidio regionale di sostegno al reddito, MIA) è un aspetto di puro ordine pubblico, e per quello si spendono sull’unghia 2 milioni di euro, di cui un quarto “per iniziative di contrasto di prevenzione e contrasto di comportamenti che creano allarme sociale (la sintassi è loro)”. Che dite, l’emergenza povertà crea “allarme sociale”? Va risolta? No, va filmata! https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2229711423966480/?type=3&theater


Per saperne di più. Ferriera e Regione.

» Inviato da valmaura il 11 July, 2018 alle 9:14 am

La storia comincia nel 2001, quando la proprietà di allora: Lucchini sull’orlo del fallimento e controllata dalle banche creditrici, firma un protocollo col Governo Berlusconi (Ministro Matteoli) in cui annuncia la sua volontà di chiudere la Ferriera di Trieste nel 2009. Perché il 2009? Perché in quell’anno scadono le agevolazioni di legge che fanno si che l’energia elettrica prodotta dalla Centrale di Cogenerazione dello stabilimento venga acquistata dallo Stato a tre volte il prezzo di mercato. Insomma la Centrale di Valmaura è la “cassaforte” che tiene in piedi, con i nostri soldi, l’intero Gruppo (Piombino compresa). Il Ministro Matteoli comunica alla Regione la decisione e l’allora Presidente Tondo, si sempre lui, mette su addirittura 21, ventuno, tavoli istituzionali per la riconversione dell’area, affidandoli alla gestione dell’assessore Dressi. Arbitro a quello di Briscola e Tresette “Uccio” Bronzi. Il tempo passa e Tondo, per quanto strano possa sembrare, pure. A maggio 2003 arriva a guidare la Regione Illy, con il fido Cosolini, detto “Andalù portalo via”. Una delle sue prime mosse è quella di ridurre drasticamente i Tavoli tondiani, una ferrea dieta meno che per il “cinghialone”, da 21 ad Uno con il nome “Per la dismissione e riconversione della Ferriera”. Ne affida la presidenza all’assessore all’industria Bertossi che, da buon friulano, capita l’antifona e visto l’andazzo della prima riunione passa la conduzione della tavolata al buongustaio Cosolini, assessore al Lavoro ed altro ancora. Ovviamente sia Tondo che sorprendentemente anche Illy, seppure con tanti se, si dichiarano favorevoli alla chiusura. D’altronde che possono fare di altro, se lo vuole e firma la stessa proprietà. In corso d’opera però la banche creditrici vendono la fallita Lucchini alla russa Severstal, multinazionale dell’acciaio, ed il Governo Prodi nel decreto “mille proroghe” per salvare l’inceneritore di Acerra in Campania e fare un favore a Cesare Romiti (Impregilo) proroga fino al 2015 le agevolazioni tariffarie per la produzione di energia elettrica. Ergo al Tavolo Cosoliniano a cambiare marcia e dettare la linea sono i rappresentanti della nuova Lucchini-Severstal. Pertanto la Regione Illyana si uniforma ai voleri dei nuovi padroni e Cosolini tutto contento annuncia al Tavolo che la Regione concederà, “sono felice di anticiparlo” disse, la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (per gli amici AIA) alla proprietà della Ferriera. E sei mesi prima che l’apposita Conferenza regionale dei Servizi (Regione, Provincia, Comune TS, Arpa e Ass) emettesse il suo verdetto! Poi a maggio 2008 ritorna “l’usato sicuro” Tondo, e a passo di carica urla “chiudere subito la Ferriera è la priorità della mia amministrazione”. I “Pianeti” sono super allineati: con lui in Regione il centrodestra controlla il Governo (Berlusconi) ed il Comune (Dipiazza) e Scoccimarro era stato Presidente della Provincia. Più di così? Ed invece niente, Dipiazza da sindaco si rifiuta perfino di chiedere all’amico Tondo la revisione dell’AIA, e la sua Regione non ci pensa neppure per un attimo a farlo. Anzi ambedue gongolano all’ipotesi che un tale Arvedi nel 2007/8 comparso una prima volta in città possa comprarsi la Ferriera che cade a pezzi ed inquina da Guinness dei primati (miracolo a venire: lo conferma per la prima ed unica volta pure l’ARPA e il direttore dell’ASS di allora, Franco Rotelli, manda ben dodici lettere al sindaco Dipiazza scrivendo che “con quei dati degli inquinanti c’è il sicuro rischio di insorgenza di leucemie e neoplasie”). Ma il Sindaco DiPì dichiara entusiasta alla stampa “Arvedi a Trieste? Abbiamo fatto Bingo!” Tondo se ne torna a casa (un modo di dire che tra Parlamento e Regione ha solo l’imbarazzo della scelta) e nel 2013 arriva la Serracchiani, con Cosolini dal 2011 sindaco di Trieste. Stavolta, con i “Pianeti” allineati all’incontrario (PD), dopo una prima rassegnata presa d’atto: “la Ferriera va chiusa e basta”, e d’altronde la proprietà russa-bresciana è rifallita con i libri in Tribunale, rispunta Arvedi e se la prende per mezzo tozzo di pane raffermo gustandosi però oltre 50 milioni di soldi pubblici che Stato e Regione, in attesa dei 100 europei, gli forniscono per stimolargli l’appetito. Ergo Serracchiani e Vito (assessore all’ambiente) rinnovano prontamente l’ AIA alla nuova proprietà cremonese, e Cosolini plaude. “Ho ricevuto l’ordine dalla politica di concedere l’AIA alla Ferriera a prescindere da ogni considerazione tecnica”, ci sillaba in faccia il giorno prima dell’apertura dell’iter presso la Conferenza dei Servizi regionali da lui diretta Luciano Agapito nell’ufficio di Sara Vito. La Procura informata con una denuncia in merito, così come i capigruppo di opposizione, si fa per dire, in Regione (Ussai per i 5 Stelle e Dipiazza per il Centrodestra) non danno risposta alcuna al Circolo Miani. Arriviamo ora a Fedriga con Scoccimarro assessore, prima e dopo. Prima, in campagna elettorale “chiudiamo subito la Ferriera senza se e senza ma”. Cribbio, altro che i “100”, nel frattempo divenuti 800, giorni del terzo Dipiazza. Dopo, una volta eletti “è buona cosa parlarne e discutere con la proprietà”. Meno di Debora! Conoscenza dei problemi che lo stabilimento vive nel suo ciclo produttivo? Nessuna, tant’è che “blindano” ed omaggiano le strutture regionali a partire da Arpa e consulenti che hanno così “bene” lavorato con i loro predecessori e si circondano prontamente delle solite sigle di gruppi che hanno contribuito alla elezione di Dipiazza e che capiscono sul tema meno che loro due. Ovviamente a sostegno di questa cronistoria al Circolo Miani, per gli amanti delle ricerche di archivio, abbiamo faldoni e faldoni di rassegne stampa e documenti: basta venire a compulsarli prima di commentare alla membro di segugio. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2223973361206953/?type=3&theater



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