"L'Eco della serva"

 

Fatti e misfatti della settimana

 

 

 

 

 

Alì Babà ed i quaranta politiconi.


Basta. Siamo stufi e non ce ne può fregar di meno.
Da mesi stampa e televisioni ci riempiono di “notizie”, veline sarebbe più corretto dire, di polemicucce e liti tra comari, interne ed esterne ai vari schieramenti che si affronteranno alle vicine elezioni politiche e due mesi dopo alle regionali.
Chi entra, chi esce, chi traballa, chi è “blindato”, chi ritorna e riappare come “miracolo a venire”, chi si ricongiunge e fa la “quarta, quinta gamba”. Il tutto accompagnato da una girandola di nomi, gli stessi da venti e più anni. Una politica come una porta girevole dove praticamente però non esce mai nessuno, ma rientrano sempre gli stessi, che siano i soliti partiti o i “nuovi” (5Stelle e la sommatoria di sigle di ex che porta il nome di Liberi e Uguali).
E il piccolo giornale, ed immaginiamo Messaggero Veneto e Gazzettino in Friuli, e Rai regionale e TeleCamberquattro a seguire minuto per minuto questa nauseante politica.
Se c’è un modo per aumentare l’allontanamento dalle urne degli elettori, ecco questo è perfetto.
Sulle politiche poi il bilancio dei parlamentari eletti cinque anni fa è ben misero.
Si salvano solo Aris Prodani, che ha dato il meglio da quando è uscito dai 5Stelle ed è un vero peccato che non trovi riconferma, e Francesco Russo, anche se il suo operato ha sollevato diverse discussioni, ma anche questo non è male.
Sugli altri meglio stendere non un velo ma un sudario, a partire dal capogruppo Piddino, quello che nel 2006 aveva pubblicamente giurato che se sconfitto come candidato Sindaco, e lo fu, avrebbe abbandonato la politica senza accettare “compensazioni”. Uomo di parola, infatti manco due mesi dopo divenne Sottosegretario nel Governo Prodi.
Porta ad imperitura condanna l’aver dato nome alla più sventurata legge elettorale della nostra Repubblica dove TUTTI i parlamentari saranno nominati dai capataz di partito.
Dall’altro lato, altro si fa per dire, la camberiana Savino passerà alle cronache solo per la figuraccia incassata nell’intervista delle Iene fuori Montecitorio.
Di tutto questo, e perciò chiudiamo rapidamente l’articolo, così come delle cene e riunioni tra un Frico, una Jota e una Pizza dei sempiterni boiardi della politica, dei teatrini stantii in televisione o delle interviste un tanto al chilo sulla stampa, alle persone normali non frega, e giustamente, un beatissimo nulla.
Così come dei veri problemi della nostra comunità non importa niente a questa politica, anche perché TUTTI li ignorano, ed i risultati si vedono e vivono.
Che bello se per almeno un giorno tutto questo cesserebbe, i giornali non uscissero e sulle televisioni comparirebbe il siparietto del vecchio “Intervallo” con musichetta al seguito.

 


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