"L'Eco della serva"

 

Fatti e misfatti della settimana

 

 

 

 

 

Ferriera. “Space balls di Mel Brooks”


Oggi sul piccolo giornale c’è un florilegio di fantasie. Cominciamo con il processo per la costruzione del Laminatoio dei miracoli. Insomma senza attendere le autorizzazioni di legge. Questo nasce da una denuncia in Procura di Maurizio Fogar nell’ottobre 2015. Il fascicolo processuale porta infatti nell’intestazione “Maurizio Fogar più quattro” e non per ordine alfabetico ma per cronologia dei fatti. Processo in cui tra gli imputati compare pure un consulente della proprietà che di cognome fa Agapito (Daniele). Sorge un dubbio: mica sarà parente di un tale che “Ho ricevuto l’ordine dalla politica di concedere l’AIA alla Ferriera a prescindere da ogni considerazione tecnica”, ci sillaba in faccia il giorno prima dell’apertura dell’iter presso la Conferenza dei Servizi regionali da lui diretta Luciano Agapito nell’ufficio di Sara Vito. (nostro articolo “Per saperne di più. Ferriera e Regione”) E va anche detto che in conseguenza alla prima denuncia di Fogar sono pendenti, confidiamo non si strozzino nell’attesa, altri due fascicoli di indagine, in Procura, su possibili omissioni e/o abusi d’ufficio di chi aveva il compito di controllare. Ma per stampa e televisioni Fogar e Circolo Miani non esistono, nonostante gli atti giudiziari, ed allora si sbianchetta e si passa agli “altri”. In questo caso il Lorenzo Battista, incolpevole ma che per la seconda volta non smentisce. Alla terza, come diceva Poirot di Agatha Christie si manda uno alla forca. Sullo spazione dedicato di nuovo all’inquinamento di falde e terreni della Ferriera, oltre alle battute di Scoccimarro, l’unica ilare notizia, si rimesta nel mortaio l’acqua tiepida. “Passiamo ora a bonifiche e messa in sicurezza di una linea di costa aumentata negli anni, non ascrivibili ad Arvedi, per un’area pari ad otto campi di calcio di rifiuti e scarti di lavorazione interrati abusivamente, e senza che nessuno (Arpa, Ass, Regione, Comune TS più la Capitaneria di Porto) se ne accorgesse. I livelli stratosferici dell’inquinamento di suolo e falde acquifere erano stranoti. Nel verbali delle Conferenze dei Servizi decisorie del Governo, che vanno dal 2000 al luglio 2010, firmati dall’allora Direttore generale del Ministero dell’Ambiente (Mascazzini) essi erano specificatamente elencati inquinante per inquinante. Il Circolo Miani ne riceveva copia come tutti gli enti triestini e regionali. Tanto che un punto dell’Accordo di Programma si riferisce solo a questo. La domanda è: che leggevano l’ARPA, e gli altri Enti, in tutti questi anni? Il Manuale delle Giovani Marmotte sicuramente no, e allora? Dal 2005 Circolo Miani e Servola Respira erano intervenuti su questo anche formalmente in una audizione convocata nell’aula del Consiglio Regionale dopo uno dei tanti cortei da loro organizzati. Ma stampa e politica, binomio perfetto, li hanno sempre ignorati, esattamente come ora Fedriga, Scoccimarro e ovviamente Dipiazza, che non fa testo.” (nostro articolo “Ferriera. NON sono credibili.”) Manca però sul piccolo giornale la logica conclusione. Rinviare a processo i vertici dell’ARPA succedutisi in questi anni. Sapevano, ostia se sapevano, e cosa hanno fatto? Rispunta poi sul foglietto locale “la misteriosa puzza” nei titoli. Chiamarla con il suo vero nome “Depuratore fognario cittadino” costatoci 55 milioni di euro e benedetto dalla Vito (PD) e dalla Polli (Lega) pesa troppo sugli incassi pubblicitari di Hera-Acegas? E diciamo pane al pane, anche se in questo caso sconsigliamo di mangiare, l’olezzo non è “misterioso”, no, è assolutamente noto: è di produzione umana. Chiudiamo con la notiziola che appena la strada impropriamente definita “Super” si bagna, diventa una pista d’autoscontro, manca però sempre, contrariamente che al Luna Park, chi controlla il rispetto dei limiti. Le cacche dei cani hanno la precedenza perbacco. Come i vostri "Mi Piace" alle nostre PAGINE! https://www.youtube.com/watch?v=gT40im86GE4

 


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