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Lazzaro è ri-risorto !
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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 98

Per non dimenticare e proseguire.

» Inviato da valmaura il 12 January, 2017 alle 2:28 pm

Domenica 15 gennaio, alle ore 11, al Circolo Miani in via Valmaura 77 a Trieste.

Ci organizziamo: NO FERRIERA, La Tua Trieste Comitati di Quartiere, Circolo Miani.

Campagna di adesioni e programma.

Di cosa parleremo?

Qui sotto ve ne offriamo una anticipazione con la sintesi dei punti programmatici delle ultime elezioni comunali e non ci pare che dopo sei mesi qualcosa sia cambiato, anzi.

E se avete qualche idea da proporre siete i benvenuti.


Finalmente un voto utile.

Un voto che serve concretamente.

NO FERRIERA Si Trieste si riunisce con i suoi candidati e con quanti cittadini desiderino partecipare.

Discuteremo delle iniziative della campagna elettorale della Lista civica, della scelta di non spendere nulla in propaganda, ma di basare tutte le attività sul volontariato dei cittadini, a Trieste come a Muggia.

Per noi non si tratta che di proseguire quanto facciamo da 35 anni sul territorio, dove parlano i fatti, l’impegno e le lotte portate avanti assieme a migliaia di concittadini. Non scopriamo ora “l’America” ma scegliamo di portare sulla scheda elettorale, nei seggi, disertati dal 59% dei triestini alle ultime elezioni regionali, la protesta raccolta con le 10.280 firme sulla petizione promossa dal Circolo Miani per l’immediata chiusura della Cokeria, dell’Altoforno con impianti annessi, e l’assoluta tutela dei posti di lavoro a cui vanno finalizzati gli ingenti contributi pubblici stanziati.

Riproduciamo i cinque punti del programma di NO FERRIERA Si Trieste.

 

Fermiamo l'inquinamento industriale. Trieste Città Porto.

Chiusura immediata di Cokeria e Altoforno e dell'Area a caldo della Ferriera.

Impiego degli ingenti finanziamenti pubblici ad esclusiva tutela dei posti di lavoro.

Si al Porto e alla costruzione della nuova Piattaforma Logistica portuale i cui lavori sono bloccati proprio dalla Ferriera,

Si a nuovi mille posti di lavoro nel Porto.

 

Emergenza Sanità. Tuteliamo la nostra salute.

Riportare la gestione della Sanità, pagata da noi cittadini, a Trieste dopo i fallimenti regionali.

Gli ospedali dal Burlo a Cattinara, il Pronto soccorso, le liste di attesa per esami e visite, la sanità territoriale non sono mai stati così degradati.

 

Emergenza Casa.

Oltre il 50% dell'edilizia popolare della Regione ha sede a Trieste, ma le Ater sono di nomina partitica regionale ed i risultati si vedono.

Fuori i partiti dalle Ater e riportare la gestione a Trieste.

 

Emergenza Quartieri.

Da oltre trenta anni i quartieri fuori dal centro del “salotto buono” sono abbandonati a se stessi.

Con servizi scadenti quando non assenti, un degrado urbano e sociale, e scelte calate dall'alto senza sentire le persone che vi abitano.

Abolire le inutili e costose circoscrizioni e lanciare il progetto del Rinascimento delle periferie deciso però da chi vi abita.

 

Emergenza Povertà.

Oltre 25.000 triestini vivono sotto la soglia di povertà. Inaccettabile.

Non un soldo, tolte le spese correnti, vada destinato ad altro che non sia aiutare questi nostri concittadini a riottenere una vita dignitosa e un lavoro sicuro.

 

Diventa protagonista delle scelte della comunità dove vivi.

Tutela la tua salute, bene primario, ed una qualità della vita civile.

Per un lavoro dignitoso e sicuro, per il futuro di Trieste.

Basta chiacchiere, basta con questi politici.

Finalmente un voto utile, che serve.

Maurizio Fogar

NO FERRIERA! Si Trieste!

 

Poche idee ma ben confuse.

Ogni giorno che passa fa emergere la pochezza, i luoghi comuni che la politica esprime in città.

Sentite qua. Su una cosa sono d’accordo i tre candidati sindaci, ma anche gli altri li seguono a ruota, di Centrosinistra, Cosolini, di Centrodestra, Dipiazza, e del Movimento 5 Stelle, Menis: di accorpare l’assessorato con delega alla Cultura con quello al Turismo.

A seguir le mode potrebbe per assurdo essere naturale. Appunto, a seguir le mode e superficialmente.

Fare invece un ragionamento su cosa significhi oggi, più di ieri, invece una politica culturale sul territorio, e l’idea stessa di “cultura”, non li sfiora nemmeno alla lontana.

Eppure basterebbe aver letto, nei primi anni Ottanta, i libri ed i saggi di Carlo Tullio Altan, uomo di sinistra e il principale docente di Antropologia dell’università italiana (prima la Sapienza a Roma e poi l’Ateneo di Trieste). Ma certamente, ne siamo consci, è pretendere troppo da questi candidati.

Il Circolo Miani, di cui Altan fu socio fondatore, nacque invece nel 1981 anche proprio per mettere in pratica il concetto di cultura che Altan insegnava.

Una cultura, anzi più culture diffuse, praticate quotidianamente dai cittadini perché vicine ai loro problemi di ogni giorno, radicate sul territorio dove la gente vive e che siano strumento ed aiuto fondamentale per la crescita e l’assunzione di scelte e decisioni dal basso nella nostra comunità. Quelle che Altan indicava con il termine di “culture con la c minuscola”, in contrapposizione a quella accademica, baronale, ingessata ed istituzionale con la “C” maiuscola.

Detto questo, oggi una moderna politica culturale a Trieste, che voglia uscire dai soliti luoghi comuni (abbonamenti ai teatri, di prosa e lirici, visite ai musei, festival dei cinema d’autore che l’attore di sinistra Paolo Villaggio descrisse così bene nei suoi Fantozzi: la “corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”) deve partire dalla consapevolezza che la stragrande maggioranza dei triestini non ha mai messo piede al Verdi ed al Rossetti, non sa nemmeno dove sia il Museo Revoltella e figurarsi gli altri.

Che insomma la Cultura, con la “C” maiuscola è appunto a Trieste un hobby, un rito ingessato, per pochi e sempre gli stessi, fino a morte, loro, fisica.

Non ci pensano nemmeno alle iniziative realizzate alla fine degli anni Sessanta-primi Settanta dai vari Dario Fo-Franca Rame, Vittorio Gassman, Gigi Proietti, Cesco Baseggio, tutti uomini di sinistra, di portare il teatro dove la gente vive con i “teatri Tenda” nelle periferie di mezza Italia. Oppure le “estati romane dell’effimero” dell’assessore Renato Nicolini nelle Giunte di sinistra a Roma di Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli ed Ugo Vetere.

Per arrivare alla scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani e, udite udite, alla delibera del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Antonio Comelli (DC), che imponeva al neo istituito Teatro regionale Rossetti di far recitare le compagnie in cartellone anche sul territorio regionale nelle sale comunali minori.

Così come pensare di aprire i musei, non solo nell’orario ma come strutture dove invitare le persone a ritrovarsi e discutere, ad organizzare corsi aperti e gratuiti di pittura, musica e quant’altro, anche su strada, all’interno di itinerari e percorsi che, partendo dall’uso di strutture ed immobili pubblici abbandonati da anni nelle periferie, coinvolga i triestini di tutte le età.

Allora che ci azzecca il Turismo?

Per chi avesse un’idea moderna e progressiva della cultura, la comprensione che questa è il mezzo imprescindibile per fornire alle persone che vivono il territorio gli strumenti e le capacità per decidere e scegliere il loro futuro, la loro vita, se un accorpamento va fatto, orbene questo è quello con il “decentramento ed il territorio”.

Ma questi politici non hanno la cultura necessaria per capirlo.

Come è triste Trieste se non si vota NO FERRIERA SI TRIESTE.




Unisciti a noi.

» Inviato da valmaura il 10 January, 2017 alle 2:01 pm

Domenica 15 gennaio, alle ore 11, al Circolo Miani in via Valmaura 77 a Trieste (di fronte al Brico Center) e per chi si è finora perso l’incredibile spettacolo si sale con l’ascensore di destra entrando nel portone fino al nono piano sul tetto e poi si rimane senza fiato per la vista, si terrà la prima riunione del nuovo, ed aperto, coordinamento di NO FERRIERA SI TRIESTE, Circolo Miani e La Tua Trieste Comitati di Quartiere.
Ci troveremo sempre di domenica mattina, salvo eccezioni, per permettere anche alle persone che lavorano di partecipare alle due orette dell’incontro.
Parleremo del via alla campagna di adesioni e tesseramento, si quello cartaceo: una bella tesserina nominativa su cartoncino, della convocazione della prima assemblea congressuale provinciale, e delle prossime iniziative.
Discuteremo ovviamente anche del programma che ricalcherà da un lato quanto proposto da NO FERRIERA alle ultime amministrative, dall’altro quanto fatto dal Circolo Miani e dai Comitati di Quartiere a Trieste e Muggia in oltre trentacinque anni di attività.
Crediamo che la nostra Trieste non possa aspettare oltre, vista la debolezza e molte volte l’assoluta incapacità, che talvolta rasenta l’ignoranza, della politica e della classe dirigente, una delle più sgangherate e male in arnese che si possa trovare in Europa, ed i risultati, a partire dall’irrisolto scandalo del Lento Soccorso ospedaliero, sono sotto gli occhi di tutti coloro che li usano.
I “Social” non bastano come le tradizionali lettere alla stampa o le telefonate in diretta televisiva, bisogna rimboccarsi le maniche e “sporcarsi le mani” di persona.
Se non lo facciamo per questo ed ora, quando?
La nostra vita, la salute e la qualità della vita, il lavoro sicuro e dignitoso, insomma il presente ed il futuro di Trieste sono troppo importanti per lasciarli ancora nelle mani di chi ha ridotto la città in queste condizioni.
O siamo capaci di cambiare, con le idee e le energie delle persone responsabili o questa città non avrà un domani.
Il resto sono chiacchiere da bar che le osterie purtroppo non esistono quasi più.




God save the Queen. E dimissioni a catena.

» Inviato da valmaura il 8 January, 2017 alle 1:33 pm

Sentite le ultime “prodezze” dei vertici della sanità triestina.

Oggi il Piccolo annuncia a piena pagina sotto la fotona del sempre sorridente Delli Quadri, che a meno che non soffra di una emiparesi facciale che stampa un sorriso permanente sul viso come al fu Presidente del Consiglio DC, Mariano Rumor, che sembrava ridesse anche durante i funerali delle vittime delle stragi, non capiamo i motivi per i quali debba sentirsi appagato e soddisfatto, non del suo stipendio ma delle condizioni in cui versano gli ospedali triestini, una tournè nel Regno Unito per esportare il modello sanitario triestino.

Leggete qua papale papale: “La sanità triestina si presenta a Londra, attraverso un elenco di 47 progetti che si prospetta come una serie di buone prassi da utilizzare come esempio in altri sistemi, a livello mondiale.”

Buone prassi? Esempio a livello mondiale?

Dio salvi la Regina!

Abbiamo capito che gli inglesi sono quelli che hanno inventato l’assistenza sanitaria per tutti ed il Welfare. Ma anche il famoso Sense of Humor e pertanto ne faranno necessario sfoggio, ne siamo sicuri, anche per questa stramba idea.

A proposito, in serata il TG di Telequattro ha riportato la notizia della telefonata della mattina a Sveglia Trieste, senza però menzionare l’arrivo di Roberto Dipiazza al Lento Soccorso, e definendo la signora che aveva chiamato come “inattendibile”.

Parola di Delli Quadri in persona, catarellianamente “pirsonalmente”, allora stiamo tranquilli.

Un po’ come chiedere all’oste se il suo vino è buono, no?

Trieste. Dimissioni a catena.

Stamane (7 gennaio) a Sveglia Trieste su Telequattro una telespettatrice ha chiamato in diretta ed ha raccontato la sua disavventura accadutale il 26 dicembre, giornata festiva.
Da infermiera in pensione, e dunque pratica di cose sanitarie, si era recata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cattinara a causa di un malore provocatole da febbre alta.
Aveva atteso una dozzina di ore, e fin qui siamo nella scandalosa media dell’ospedale del, è bene ricordarlo, capoluogo di Regione. Ma la novità mai raggiunta prima è che metà di questo tempo lei, ed altre persone in attesa a questo che definire Pronto soccorso è bestemmiare, lo hanno dovuto passare seduti a terra perché non c’erano sedie disponibili e tantomeno barelle.
La signora prosegue la narrazione in diretta televisiva raccontando che ad un certo punto si presentava a questo, chiamiamolo Soccorso che di Pronto non ha nulla, il Sindaco Roberto Dipiazza anche lui vittima, a suo dire, di un attacco febbrile.
Il cittadino infermo Dipiazza veniva subito fatto passare negli ambulatori scavalcando le altre persone in attesa.
La signora in TiVù rimarcava e deplorava questo diverso atteggiamento riservato al primo cittadino dagli operatori ospedalieri.
Che l’infermità del Sindaco sia stata risolta lo possiamo confermare di persona avendo ricevuto pochi giorni dopo due sue telefonate da persona assolutamente non sofferente, e siamo sinceramente felici per lui.
A questo punto rimane solo un piccolo particolare da affrontare.
Le dimissioni con effetto immediato della “catena di comando” dell’ospedale di Cattinara, a partire dal primario del reparto e via via a salire passando per il direttore dell’azienda ospedaliera fino all’assessore alla sanità della Regione.
Appare assolutamente intollerabile che questi signori rimangano al loro posto un giorno di più, e non tanto per l’eventuale percorso preferenziale riservato, in una giornata festiva è bene sottolinearlo, a Roberto Dipiazza, ma per i tempi di attesa scandalosi, e ben noti da mesi, e soprattutto per aver costretto un gruppo di persone che bene non stavano a sedersi per terra per carenza anche di semplici sedie o panche come al vecchio “Maggiore”.
Questi vanno cacciati su due piedi, e se il termine vi sembra forte pensate che stiamo parlando della salute e della vita, scusateci se vi sembra poco, di noi cittadini che paghiamo pure lo stipendio, lauto assai, a questi dirigenti.
Una postilla. Brilla in questo ma come in altri casi, l’incapace ruolo dei politici, comunali e regionali, e la loro diretta responsabilità nello sfascio della sanità triestina che in qualunque altro posto avrebbe loro impedito anche solo di uscire di casa, figurarsi il continuare a ricoprire incarichi in politica. E questo vale per tutti, anche per le inette forze di opposizione in Comune e Regione.

Nella foto (visibile sulla pagina Circolo Miani di Facebook): i sorridenti vertci della sanità triestina e regionale davanti al ritratto di una defunta, meno sorridente e stortasi per "gran dispitto".

 




Ferriera. Centrodestra, PD, Cinque Stelle.

» Inviato da valmaura il 6 January, 2017 alle 1:06 pm

Siamo stanchini.

Dopo sei mesi anzi non ne possiamo proprio più.

Mentre la Ferriera sta sempre lì, come prima più di prima.

Molti di noi hanno partecipato ai due ultimi cortei (in gennaio di più e in maggio di meno) non per tifare Dipiazza o gufare Cosolini o accompagnare Di Maio.

Lo hanno fatto, come per i diciotto anni precedenti, per difendere la propria salute ed il diritto ad una qualità della vita decente per se e per i propri cari.

In questi sei mesi non è stato fatto alcun passo concreto se non nella polemica politica ed il Tar probabilmente darà ragione ad Arvedi il prossimo 11 gennaio.

Sulla Ferriera meno chiacchiere e più fatti concreti che in questi sei mesi non si sono purtroppo visti.




Si … può … FAAAREEEEE !

» Inviato da valmaura il 1 January, 2017 alle 11:55 am

Bene, passate le feste, che ci manca solo il carbone della Befana, mettiamoci a lavorare.

Che il 2017 sia l’anno dei veri cambiamenti.

Più salute per vivere meglio, più vero lavoro, meno pigra rassegnazione e soprattutto un briciolo di dignità.

NO FERRIERA, La Tua Trieste Comitati di Quartiere, Circolo Miani.





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