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Circolo Miani » News Correnti » Page 98

Porto e Circolo Miani. D’Agostino: “Rimango a Trieste”.

» Inviato da valmaura il 8 October, 2020 alle 3:16 pm

Quasi due ore di confronto ieri in sede al Circolo Miani tra il Presidente dell’Autorità Portuale Zeno D’Agostino e Maurizio Fogar.
Grazie ad una recente misura introdotta dal Governo che abbatte accise ed iva per l’elettrificazione delle banchine ed ai dedicati fondi europei, ovvero favorisce il passaggio all’energia elettrica come “carburante” per garantire i servizi di bordo alle navi, crocieristiche e commerciali, attraccate in banchina ed alla scelta dell’Autorità portuale di produrre in proprio energia pulita (soprattutto con il fotovoltaico) per la bisogna, prosegue il percorso verso l’abbattimento dell’inquinamento, sia aereo che acustico, causato dalle navi all’ormeggio nel porto di Trieste. Ed in questo, ha sottolineato D’Agostino, non potrà che essere di aiuto l’esperienza maturata ad Amburgo dalla nuova proprietà tedesca della Piattaforma Logistica, molto attenta e sensibile anche al confronto con i comitati e le associazioni dei cittadini impegnati nel campo.
La stessa notizia comunicata sulla scelta del Porto di investire nella produzione di energia pulita è un importante segnale in direzione del raggiungimento di quel Porto Green, modello per l’Italia e non solo, che il Circolo Miani ha proposto da anni.
Maurizio Fogar ha poi insistito sulla necessità che il Porto Vecchio, accogliendo la proposta di uno dei principali armatori europei, diventi il Terminal delle navi da crociera che a breve aumenteranno le loro toccate, determinando anche un punto fermo nel carnevale di proposte senza capo né coda di cui l’area è l’epicentro preferito della politica nostrana.
Essere Terminal significa infatti dotare l’area di tutte le infrastrutture necessarie alla bisogna, attrezzarla per ricevere e convogliare il traffico da e per la stessa area liberando nel contempo le Rive, sfruttando magari le linee ferroviarie interne e soprattutto favorendo un collegamento via mare con il centro di Venezia, tappa irrinunciabile del turismo crocieristico, come ha evidenziato lo stesso D’Agostino.
Ciò comporta anche mantenere all’attuale Stazione Marittima il ruolo di centro congressuale cittadino.
Attenzione è stata rivolta anche alla questione Siot con la quale l’Autorità ed il Governo ha aperto un articolato confronto nel quale, ha sostenuto Fogar va assolutamente inserita la soluzione del grave problema ambientale che da troppo tempo investe vaste aree della città, di Aquilinia e di San Dorligo con il lezzo di “benzina marcia” che invade il territorio in uscita dagli impianti.
Attenzione poi è stata dedicata alla crescita ed allo sviluppo delle infrastrutture logistiche, in particolare quelle su rotaia, che dovrà avvenire nella preventiva adozione di tutte quelle misure idonee ad abbattere le emissioni di polveri sottili e l’inquinamento acustico, specie nelle ore notturne, dei popolosi quartieri limitrofi.
Appare chiaro, in questo quadro, la volontà del Presidente Zeno D’Agostino di continuare a lavorare a Trieste come i progetti che ha descritto dimostrano. Una notizia positiva che confidiamo venga presto confermata ed ufficializzata dal Governo nel rinnovo delle nomine dei vertici portuali.



Trieste. Come fermarli?

» Inviato da valmaura il 7 October, 2020 alle 12:20 pm

Allora, partiamo dalla mattanza degli alberi, simbolo del degrado del verde in città.
Ci sono tre strade, e le abbiamo percorse tutte. Andiamo per ordine.
Accesso agli atti dell'amministrazione comunale e diffide legali.
Lo abbiamo fatto senza sortire effetti né ricevere risposta entro i 30 giorni canonici (nei quali nel frattempo si rade al suolo anche la Foresta Nera). Dovremmo per ogni mancata risposta fare ricorso al TAR FVG, con i tempi e soprattutto i costi ben noti e per noi insostenibili.
Denuncia in Procura della Repubblica.
Fatta ma anche qui, confidando che con l'insediamento del nuovo Procuratore Capo qualcosa cambi, i tempi sono lunghissimi: un annetto se va bene.
Intervenire fisicamente sul territorio per impedire gli abbattimenti.
Fatto ma con scarsi esiti poiché quasi sempre le notizie ci pervengono in ritardo da segnalazioni di cittadini, ed il più delle volte si arriva a “babbo morto”, ovvero albero abbattuto, e questo vale per il verde pubblico come per quello privato: ambedue in teoria, assai in teoria, tutelati dal Regolamento sul Verde adottato dal Comune anni fa.
Comportamento, attivazione anche solo per avere informazioni, e reazioni dei 41 consiglieri più 10 assessori presenti in Consiglio comunale e Giunta: ZERO!
Tutto quanto sopra vale in fotocopia anche per l'installazione selvaggia di nuovi ripetitori ed antenne di telefonia mobile e questione 5G, per l'abbandono dei giardini e delle aree verdi, per la crisi della sanità pubblica, per l'emergenza povertà, per il degrado dei quartieri e la lista, per chi ci frequenta, è lunga assai.
Ergo che fare?
Riporre ancora fiducia in questa politica, dove le opposizioni sono silenti come la maggioranza, e magari fare finta di credere alle promesse che questi, assieme alle quattro siglette ambientaliste a loro ammanicate, faranno in campagna elettorale?
Il sergente Lorusso nel premiato dall'Oscar film di Salvatores “Mediterraneo” recitava: “Chi vive sperando muore cagando”, e questo francamente non potete chiedercelo.
L'unica via d'uscita per fermare questo andazzo ed invertire cambiando le cose e provando a risolvere i problemi è quello di assumere la guida, o perlomeno avere i numeri sufficienti per condizionarla, dello strumento che decide e determina tutto ciò, ovvero del Comune di Trieste.
L'occasione si presenta nella prima decade di maggio del prossimo anno, quando ci saranno le elezioni per i rinnovi del Consiglio comunale di Trieste, più Circoscrizioni, e di quello di Muggia.
Noi ci proviamo con Trieste Verde, voi avete altre idee?
Teodor



Un ministro fermo ai tempi della “guerra fredda”.

» Inviato da valmaura il 6 October, 2020 alle 2:02 pm

Non aiuta certo il Porto né Trieste.
Giura il suo “atlantismo” e fedeltà agli Usa nel discorso inaugurale della nuova proprietà tedesca della Piattaforma Logistica, e sbarra la porta ai “cinesi” sulle orme del pregiudicato Giulio Camber.
Poi rimane spiazzato già il giorno stesso dalla dichiarazione alla stampa della altera signora amburghese titolare della proprietà tedesca che dice l'ovvio, ovvero che “loro fanno affari”, e dunque i “cinesi” sono i benvenuti, e “non politica”. Per altro dimostrando, la nostra eccellenza ministro, di conoscere la politica estera europea come noi le prediche in aramaico o sanscrito: da quattro anni il più duro avversario di Trump in Europa, e dunque della politica estera americana, è proprio un'altra donna tedesca. Si chiama Angela Merkel e di professione fa la Cancelliera della Grande Germania.
Due giorni dopo viene irriso, il nostro ministro, metaforicamente perfino dalla diplomazia vaticana che educatamente e paternalmente mette alla porta il Segretario di Stato Usa Pompeo, che nessuno dei due Pontefici si sogna di incontrare, ricordandogli che la Chiesa non accetta imposizioni contro i “cinesi” da chicchessia.
Ieri dal no modello Muro di Berlino il ministro passa ad un “ni” nel corso di un altro convegno.
Certo che se tacesse per il nostro Porto sarebbe meglio e tanto.
Il nome di sua eccellenza ministro seguace della politica Trumpiana? Stefano Patuanelli.



Piove sempre sui poveri.

» Inviato da valmaura il 5 October, 2020 alle 2:02 pm

Si a Trieste ci sono i poveri, e non quelli che arrivano da oltre confine, a piedi o per mare, ci sono migliaia e migliaia di concittadini poveri, poverissimi. Ma chissà perchè non interessa a nessuno, o quasi, a partire dalla politica locale e regionale.
Partiamo dai diecimila o giù di lì che sopravvivono con il reddito di cittadinanza (in media 390 euro al mese di cui in contanti 100) e che ora resteranno, in attesa del rinnovo, un mese, e sempre che la burocrazia dei patronati, del Comune e soprattutto dell'Inps funzionino come un orologio svizzero, quello che i poveri non hanno, senza nemmeno quelli.
Poi ci sono le pensioni di invalidità, quelle che la Corte Costituzionale ha definito inammissibili per l'infimo assegno mensile (297,14 euro), stabilendone un tetto minimo di 520 euro, sentenza che il Governo ha dovuto immediatamente recepire e rendere esecutiva con decreto. Orbene l'adeguamento doveva scattare da agosto, poi settembre ed ora ottobre e gli invalidi continuano a percepire 297,14 euro, perchè a sentire il callcenter nazionale Inps, che la sede locale è sbarrata ed inaccessibile anche se la perdita è poca assai vista la notoria sua incapacità, non è “ancora arrivata la circolare interna”.
Se la stampa e la politica fancazziste invece di fare le pulci all'indennità del presidente Tridico, tra le più basse rispetto ai “colleghi”, avesse sollevato e seguito il problema che riguarda non uno ma un milione e seicentomila italiani forse sarebbe stato un tantino più utile!
Poi ci sono a Trieste migliaia di pensionati con la “sociale” (458 euro al mese) e le minime che non arrivano ai 600/700 euro quando il grasso cola.
Allora all'approssimarsi del Natale, dei Mercatini, delle “luminarie” comunali da 600.000 euro guai disturbare il/i manovratore/i, tanto i triestini dei poveri se ne fregano, l'importante è “viva là e po' bon”, e chi non può? E chissenefrega!



Il “buon giornalismo” si premia a Trieste: un ossimoro.

» Inviato da valmaura il 3 October, 2020 alle 3:14 pm

Si, lo sappiamo che gli articoli che parlano di informazione sono i meno letti, soprattutto a Trieste, ma è un errore, e molto grave, perchè attraverso la non informazione si priva l'opinione pubblica, cioè noi cittadini, del diritto ad essere informati, a prendere scelte ponderate sui fatti, a decidere motivatamente chi votare o non votare.
A Trieste ed in Friuli Venezia Giulia la situazione è particolarmente grave, forse la peggiore in Italia. Qui esiste un monopolio cartaceo che porta il nome di piccolo giornale, ed uno televisivo gestito nel pubblico dalla Rai regionale, servizio privato dei partiti ma pagato con il denaro pubblico, ed una televisione locale TeleCamberquattro che nel nome dice tutto.
Anche nel Web gran parte delle agenzie di cosiddetta informazione locale da Triesteprimaladestra ad altre consimili sono ammanigliate a famiglie partitiche o puri megafoni di veline politiche.
L'Ordine dei Giornalisti? Buona questa, a parte il fatto che siamo uno degli ultimi paesi democratici al mondo ad avere ancora questa corporazione creata da Mussolini nel Ventennio per controllare la stampa. E non a caso noi fummo tra i promotori del Referendum per abolirlo, che nonostante una valanga di voti a favore della sua cancellazione per poco non raggiunse il quorum.
Dovrebbe esercitare il controllo sulla “deontologia, l'etica e la professionalità” dei giornalisti, ma il verbo al condizionale qui in Regione FVG è perfetto, appunto “dovrebbe”. I suoi vertici sono infarciti da persone provenienti dalla politica che è l'editore di riferimento della “informazione” regionale. E come suol dirsi cane non mangia cane. Da anni rinnova i suoi vertici con elezioni al cui confronto quelle in Albania ai tempi di Enver Oxà, o nella Bulgaria del compagno Popov erano modelli di democrazia e partecipazione.
Dunque quale posto migliore per assegnare il premio annuale sul “buon giornalismo” se non a Trieste?
Si preparino,i sempre meno lettori e telespettatori, ad una settimana di autoincensazioni e premiazioni autoreferenziali.
E poi si stupiscono se i giornalisti in Italia sono la categoria più screditata, peggio dei politici il che è tutto dire.
E come risponde Jack Lemmon a Walter Matthau nell'imperdibile film “Prima Pagina” quando gli chiede se “hai detto a tua madre che fai il giornalista? Scherzi? Le ho detto che suono il piano in un bordello altrimenti mi cacciava da casa”.




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