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Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 94

FALSO! Il giornale come il mestiere che pratica il Fabio Dorigo.

» Inviato da valmaura il 15 May, 2016 alle 12:10 pm

Elezioni TRUFFA.

Oggi esce sul piccolo giornale, quello che oscura NO FERRIERA SI TRIESTE da febbraio, un “articolo” sull’impegno dei candidati nei confronti della “cultura”.

A parte il ridicolo, perché ignorare quello che il Circolo Miani e Maurizio Fogar hanno fatto in questi 35 anni, dal 1981 per la precisione, per una vera e partecipata cultura a Trieste è come negare l’esistenza del sole. Ma capiamo che ignoranza e censure non hanno limiti su certa stampa.

Ma questo articolo che riproduciamo è stato inviato a tutte le testate giornalistiche, piccolo giornale purtroppo compreso, in data 10 maggio 2016, oltre che pubblicato ampiamente sui Social network. Questa è dunque la “professionalità” del “vizzoso” Fabio Dorigo e del giornale per cui a pieno merito lavora.

 

POCHE IDEE MA BEN CONFUSE..
So già che lo leggerete in pochi. Maurizio Fogar.

Ogni giorno che passa fa emergere la pochezza, i luoghi comuni che la politica esprime in città.
Sentite qua. Su una cosa sono d’accordo i tre candidati sindaci, ma anche gli altri li seguono a ruota, di Centrosinistra, Cosolini, di Centrodestra, Dipiazza, e del Movimento 5 Stelle, Menis: di accorpare l’assessorato con delega alla Cultura con quello al Turismo.
A seguir le mode potrebbe per assurdo essere naturale.
Appunto, a seguir le mode e superficialmente.
Fare invece un ragionamento su cosa significhi oggi, più di ieri, una politica culturale sul territorio, e l’idea stessa di “cultura”, non li sfiora nemmeno alla lontana.
Eppure basterebbe aver letto, nei primi anni Ottanta, i libri ed i saggi di Carlo Tullio Altan, uomo di sinistra e il principale docente di Antropologia dell’università italiana (prima la Sapienza a Roma e poi l’Ateneo di Trieste). Ma certamente, ne siamo consci, è pretendere troppo da questi candidati.
Il Circolo Miani, di cui Altan fu socio fondatore, nacque invece nel 1981 anche proprio per mettere in pratica il concetto di cultura che Altan insegnava.
Una cultura, anzi più culture diffuse, praticate quotidianamente dai cittadini perché vicine ai loro problemi di ogni giorno, radicate sul territorio dove la gente vive e che siano strumento ed aiuto fondamentale per la crescita e l’assunzione di scelte e decisioni dal basso nella nostra comunità. Quelle che Altan indicava con il termine di “culture con la c minuscola”, in contrapposizione a quella accademica, baronale, ingessata ed istituzionale con la “C” maiuscola.
Detto questo, oggi una moderna politica culturale a Trieste, che voglia uscire dai soliti luoghi comuni (abbonamenti ai teatri, di prosa e lirici, visite ai musei, festival dei cinema d’autore che l’attore di sinistra Paolo Villaggio descrisse così bene nei suoi Fantozzi: la “corazzata Potemkin è una cagata pazzesca”) deve partire dalla consapevolezza che la stragrande maggioranza dei triestini non ha mai messo piede al Verdi ed al Rossetti, non sa nemmeno dove sia il Museo Revoltella e figurarsi gli altri.
Che insomma la Cultura, con la “C” maiuscola è appunto a Trieste un hobby, un rito ingessato, per pochi e sempre gli stessi, fino a morte, loro, fisica.
Non ci pensano nemmeno alle iniziative realizzate alla fine degli anni Sessanta-primi Settanta dai vari Dario Fo-Franca Rame, Vittorio Gassman, Gigi Proietti, Cesco Baseggio, tutti uomini di sinistra, di portare il teatro dove la gente vive con i “teatri Tenda” nelle periferie di mezza Italia. Oppure le “estati romane dell’effimero” dell’assessore Renato Nicolini nelle Giunte di sinistra a Roma di Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli ed Ugo Vetere.
Per arrivare alla scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani e, udite udite, alla delibera del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Antonio Comelli (DC), che imponeva al neo istituito Teatro regionale Rossetti di far recitare le compagnie in cartellone anche sul territorio regionale nelle sale comunali minori.
Così come pensare di aprire i musei, non solo nell’orario ma come strutture dove invitare le persone a ritrovarsi e discutere, ad organizzare corsi aperti e gratuiti di pittura, musica e quant’altro, anche su strada, all’interno di itinerari e percorsi che, partendo dall’uso di strutture ed immobili pubblici abbandonati da anni nelle periferie, coinvolga i triestini di tutte le età.
Allora che ci azzecca il Turismo?
Per chi avesse un’idea moderna e progressiva della cultura, la comprensione che questa è il mezzo imprescindibile per fornire alle persone che vivono il territorio gli strumenti e le capacità per decidere e scegliere il loro futuro, la loro vita, se un accorpamento va fatto, orbene questo è quello con il “decentramento ed il territorio”.
Ma questi politici non hanno la cultura necessaria per capirlo.
Come è triste Trieste se non si vota NO FERRIERA SI TRIESTE.
‪#‎Noferrierasitrieste




Che brutta politica!

» Inviato da valmaura il 9 May, 2016 alle 10:19 am

E che pessima campagna elettorale.

Francamente al peggio non c’è proprio limite, almeno a vedere questa campagna elettorale, a Trieste ma non solo.

Ma a noi che qui viviamo ci interessa Trieste.

Non vediamo l’ora che finisca presto, vorremmo che domenica 5 giugno fosse domani.

Ma in che mondo, in quale città vivono i politici tutti?

Posto che alle elezioni amministrative si dovrebbero affrontare e discutere i problemi veri, contingenti, quotidiani della nostra comunità e si dovrebbe, il condizionale è qui più che mai d’obbligo, proporre semplici, immediate e concrete soluzioni alle tante, troppe, emergenze che attanagliano la nostra città.

Poi magari avere una idea, magari a breve, medio termine su cui incardinare futuro e sviluppo di questa nostra terra, non guasterebbe.

Cosa volete che freghi a coloro, e sono decine di migliaia di triestini che sopravvivono sotto la soglia di povertà, ovvero con spesso meno, molto meno di 400 euro al mese, de “l’Ezit 2” o dell’ Advisor in Porto vecchio a centinaia di migliaia di euro. Oppure del concorso di progetti, a pagamento, per far di nuovo specchiare il colonnato, brutto, bruttissimo, della chiesa di Sant’Antonio nelle acque stagnanti di Ponterosso.

Ma questi signori: i politici, i funzionari, gli industrialotti ed i sindacalisti, stanno sempre bene? Non hanno mai bisogno di recarsi al Pronto Soccorso, che di “pronto” non ha nulla, da persone normali (senza telefonata di preavviso ai primari), o di mettersi in fila per mesi per una Tac, un’ecografia o una visita specialistica (senza le solite spintine preferenziali)?

Ma questa gente, sempre loro, oltre a passeggiare per il “salotto buono”, vanno mai a camminare a Valmaura, Monte San Pantaleone, ai “Puffi”, a Melara ed Altura, a San Giovanni alta, giusto per citarne alcuni, o si limitano a pagare i ragazzini che vanno ad imbustare i “santini” elettorali ogni cinque anni?

Ma questi sanno che a Trieste ci sono quasi 18.000 appartamenti o case sfitte bastevoli ad accogliere oltre cinquantamila persone, mentre l’Ater, una succursale dei partiti, non riesce neppure lontanamente a dare risposte all’emergenza casa dei triestini?

Ecco come vedete volutamente non abbiamo parlato di Ferriera e di Porto, che poi sono alla fine la stessa cosa: difendere la Ferriera, specie questa, significa accoppare il Porto come la vicenda della Piattaforma Logistica portuale dimostra.

Significa favorire gli affari di pochi, pochissimi, contro gli interessi di Trieste.

Cosa aspettiamo a mandarli a casa? Fermiamoli con il voto a NO FERRIERA SI TRIESTE.




Giardini e scuole. NO FERRIERA!

» Inviato da valmaura il 6 May, 2016 alle 1:43 pm

Poche parole ai genitori ed ai nonni.

Si lo so che molti di voi, come noi, hanno smesso di andare a votare da tempo.

Le ragioni le conosciamo, comprendiamo e condividiamo, ma ora abbiamo la possibilità che il nostro voto serva veramente a qualcosa di concreto.

Sia davvero utile, innanzitutto per la salute ed il futuro dei nostri figli e nipoti.

Siamo stufi delle chiacchiere e dei politici vecchi e nuovi che da venti anni fanno quello che gli pare e scoprono la nostra esistenza solo per il mese di campagna elettorale.

Torniamo ai seggi e fermiamoli con il voto a

NO FERRIERA SI TRIESTE!

www.noferriera-sitrieste.info




Trieste: città porto o città cancro?

» Inviato da valmaura il 2 May, 2016 alle 2:09 pm

Parole forti ma che rendono l’idea. Ora passa l’ultimo treno per questa città.

Domenica 5 giugno si sceglierà questo. Ovvero se Trieste vuole puntare sul Porto, inteso non come luogo di speculazioni immobiliari ma attività portuale, sulla “città della scienza” oggi negletta ed emarginata (d’altronde è difficile per il Sincrotrone fare sinergia con chi produce con procedimenti ottocenteschi ghisa e carbon Coke), sul turismo e sulla cultura, o rimanere strangolata, avvitata come lo è da venti anni sulla Ferriera.

E conservare il primato italiano per mortalità da tumore, specie le donne, (tutta la provincia non solo Servola) e quello europeo per le malattie respiratorie non tumorali.

Altro non c’è molto da dire né molto da individuare nel chi porta in questi due decenni la responsabilità di questo stato di cose, anche i 5 Stelle, a cui ci legano amicizia e stima, ma che non possiamo esimerci dal criticare per la loro insufficiente incisività e concretezza dopo cinque anni di opposizione in Comune.

Rimane inteso che per fare questo bisogna subito risolvere le cinque emergenze citate nel programma di

NO FERRIERA SI TRIESTE e che qui ricordiamo.

Fermiamo l'inquinamento industriale. Si al Porto.
Chiusura immediata di Cokeria e Altoforno e dell'Area a caldo della Ferriera.
Impiego degli ingenti finanziamenti pubblici ad esclusiva tutela dei posti di lavoro.
Si al Porto e alla costruzione della nuova Piattaforma Logistica portuale i cui lavori sono bloccati proprio dalla Ferriera,
Si a nuovi mille posti di lavoro nel Porto.
Emergenza Sanità. Tuteliamo la nostra salute.
Riportare la gestione della Sanità, pagata da noi cittadini, a Trieste dopo i fallimenti regionali.
Gli ospedali dal Burlo a Cattinara, il Pronto soccorso, le liste di attesa per esami e visite, la sanità territoriale non sono mai stati così degradati.
Emergenza Casa.
Oltre il 50% dell'edilizia popolare della Regione ha sede a Trieste, ma le Ater sono di nomina partitica regionale ed i risultati si vedono.
Fuori i partiti dalle Ater e riportare la gestione a Trieste.
Emergenza Quartieri.
Da oltre trenta anni i quartieri fuori dal centro del “salotto buono” sono abbandonati a se stessi.
Con servizi scadenti quando non assenti, un degrado urbano e sociale, e scelte calate dall'alto senza sentire le persone che vi abitano.
Abolire le inutili e costose circoscrizioni e lanciare il progetto del Rinascimento delle periferie deciso però da chi vi abita.
Emergenza Povertà.
Oltre 25.000 triestini vivono sotto la soglia di povertà. Inaccettabile.
Non un soldo, tolte le spese correnti, vada destinato ad altro che non sia aiutare questi nostri concittadini a riottenere una vita dignitosa e un lavoro sicuro.
Diventa protagonista delle scelte della comunità dove vivi.
Tutela la tua salute, bene primario, ed una qualità della vita civile.
Per un lavoro dignitoso e sicuro, per il futuro di Trieste.
Basta chiacchiere, basta con questi politici.
Finalmente un voto utile, che serve.
Maurizio Fogar




MA VERGOGNATEVI !!! almeno.

» Inviato da valmaura il 30 April, 2016 alle 1:28 pm

Stomachevole, francamente insopportabile ed irritante, leggere sulla stampa e vedere su Telequattro i responsabili di questo sfascio commentare come le vergini vestali (che notoriamente tutto erano meno che vergini) la vicenda di Piazzale Rosmini soprattutto, che la Pineta di Servola li frega assai meno.

Assistere a questa invereconda sceneggiata costruita nel tentativo di racimolare un pugno di voti da coloro che da venti anni perlomeno portano per intera la responsabilità dell’accaduto, è francamente indecente.

Dove erano questi signori dalla fine degli anni Ottanta ad oggi? Centrodestra, Lega compresa, compresissima, e Centrosinistra, Sel e Rifondazione compresi, stavano al governo di Regione e Comune a turni alterni.

Ed i Cinque Stelle sono in Comune da 5 anni ed in Regione e Parlamento da 3.

Ora alzano altissimi lai sulle ultime amministrazioni a cui è esploso il petardo in mano. Ma la verità, caro Roberto, Dipiazza, è che tu dicevi sempre che sulla Ferriera “aspettavi che a chiuderla fosse il Sostituto Procuratore Frezza” e lo stesso Frezza confidava che a farlo fosse il sindaco.

Come se la responsabilità che aspettava al sindaco in qualità di Ufficiale Sanitario del Comune non lo sfiorasse per dieci anni. Contrariamente a quanto fatto in quegli anni da altri sindaci, a partire da quello di Piombino che aveva “ordinato” la chiusura della Cokeria della Lucchini nella sua città, e per molto meno inquinamento da BenzoApirene di quanto rilevato a Trieste.

Non parliamo poi di Illy e Tondo in Regione fino alla Serracchiani.

Oggi tutti scoprono che l’inquinamento emesso dalla Ferriera arriva a San Vito ed oltre, e non si ferma a Servola come alcuni sprovveduti ambientalisti e soprattutto politica e stampa hanno finora, fino a ieri e passata la buriana riprenderanno a dirlo, sostenuto.

Quando il Circolo Miani e Servola Respira chiedevano i carotaggi sui terreni da Muggia a San Vito, i controlli su scuole, asili e ricreatori, a partire dall’anno 2000. Quando faceva gli incontri sul territorio in viale Romolo Gessi e proprio in Piazzale Rosmini, distribuendo materiale informativo, tanto per restare a San Vito-Campi Elisi, voi dove eravate?

Quando denunciavamo che Trieste, tutta la provincia, aveva il primato italiano di mortalità da tumore (libri “bianchi” del Ministero della Sanità) ed il primario pneumologo Zanconati denunciava “l’ecatombe” di morti annuali per malattie respiratorie “normali”, voi dove eravate?

Ed ora parlano tutti, su stampa e Tivù, quando hanno taciuto per anni.

E stampa e Telequattro ignorano proprio chi per anni ha denunciato questo scandalo. Complimenti.

Rileggetevi l’articolo da noi scritto nel 2005 e meditate se merita o no votare per il Comune e Circoscrizioni domenica 5 giugno NO FERRIERA SI TRIESTE!

I biliardini del Gentilli
Può un calciobalilla, insomma un biliardino, diventare simbolo di qualcosa? Ebbene domenica scorsa a Trieste, anzi a Servola, meglio sotto il porticato del Ricreatorio comunale “Gentilli” è successo. A prima vista sembrano i due soliti calciobalilla sistemati come sempre sotto un portico, dove immagini le mani di decine, anzi centinaia, 300 e passa per l’esattezza, bambini, che ne impugnano le manopole, buttano la pallina, fanno la ruota con le stecche, gridano, ridono: in una parola sola, giocano. Ma se li guardi meglio, come fanno alcune delle centocinquanta persone, 154 per l’esattezza, che in una domenica mattina dal clima agostano hanno scelto di partecipare all’assemblea contro l’inquinamento prodotto dalla Ferriera, capisci che quei biliardini raccontano molto altro. Sembrano vecchissimi, reduci da decine d’anni d’uso sfrenato, e invece sono seminuovi ma con la ruggine che ha ricoperto e corroso le stecche di metallo brillante, perfino le figurine di plastica bleu e rosse, i calciatori per finta, sono corrosi, macchiati di bruno, intarsiati di granuli neri. Provi a far scorrere la pallina sulla superficie vetrata, il campo a specchio dipinto di verde, e questa praticamente non si muove, fatti pochi centimetri resta incollata, frenata da un pulviscolo grasso. Metti un dito sui bordi laterali che dovrebbero essere bianchi, quelli per intenderci dove i più bravi usano “far sponda” e fregarti l’avversario con quei goal che sembrano un boato, lo fai scorrere e te lo rimiri totalmente nero, mentre una scia grigiastra si apre sul bordo appena toccato. Ti volti e senti il personale del ricreatorio spiegare a voce alta che li puliscono (i calciobalilla) due volte a settimana ma che questo è il risultato, e poi aggiungono che ogni volta che sentono “la Puzza”, praticamente ogni giorno, hanno disposizioni di rinchiudere i bambini al coperto, vietare il gioco all’aperto, chiudere porte e finestre!

Abbandonare i biliardini al loro destino: giocare con la morte.





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