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Circolo Miani » News Correnti » Page 94

Acciaieria Noghere. I “Pompieri di Viggiù”.

» Inviato da valmaura il 22 June, 2021 alle 11:34 am

Francamente demoralizzante il livello di responsabilità e capacità amministrativa della classe politica locale.
Inizia il PD muggesano che emette un articolato documento in nove punti, come quelli del Protocollo d'Intesa firmato dal Comune che guidano, sulle “criticità”, o “presunte tali” emerse dal Protocollo che però la “presunta” amministrazione comunale ha firmato.
Ilari poi le giustificazioni addotte per la sottoscrizione ma interessante la esternazione del segretario del partito muggesano: “che ad oggi non esiste alcun progetto.” Ecco lo spieghi al Vice sindaco di casa e non a noi che lo abbiamo sempre detto e scritto, ma come ci definivano: “propagandisti elettorali”?
Forse farebbe meglio a mettere le proprie idee in “Circolo” con le affermazioni del suo vicesindaco e candidato futuro in pectore, che ci “informa” che la “trasparenza” è salva, via streaming si intende, dall'audizione di due ore in Comune del Presidente dell'Autorità Portuale che “ha illustrato il progetto”, fatti salvi alcuni dettagli.
E qui si apre un interessante caso: a che titolo Zeno D'Agostino viene chiamato, ed accetta, di illustrare un “progetto” (oggi dichiarato inesistente) presentato da terzi privati? A meno che non sia stato assunto come PR dal gruppo Danieli-Metinvest, il che risulterebbe leggermente incompatibile con il suo incarico al Porto ed al Consorzio ex Ezit. Decenza vorrebbe, anche per rispetto all'istituzione Comune di Muggia, che fossero i promotori Danieli-Metinvest a presentare le carte.
Ma qui appunto è tutto una questione di carte che non tornano, soprattutto al PD e soprattutto dopo che il segretario provinciale CGIL ha definito il “progetto” a Telequattro: “quattro slide su cartoncini Bristol”, e forse per questo che il “Circolo” PD si condanna ad un umoristico salto mortale carpiato all'indietro con doppio avvitamento a destra.
Poi arrivano i Pompieri di Viggiù, nella persona di un redivivo dirigente provinciale di Rifondazione (Comunista?) che afferma, rimanendo serio, che: “ad oggi i soggetti migliori con cui rapportarsi sono i sindacati che sono capaci di distinguere tra posti di lavoro e produzioni sane e il loro contrario”. Proprio come nei ventidue anni della vicenda Ferriera, come ben tratteggiava un loro ex segretario provinciale quando era segretario della Fiom, che alla notizia dell'avvenuta elezione di due suoi rappresentanti CGIL nelle RSU dello stabilimento, così si esprimeva “avrei preferito che non ne fosse stato eletto alcuno”.
E comunque grazie al Rifondatore che appare chiaro come i cittadini per il suo partito non contino, come diceva il Marchese del Grillo, “Perchè io so io e voi non siete un c...o!”
In che mani siamo se questi dilettanti allo sbaraglio, purtroppo nostro, non ricordano che invece di sofisticare sulle ragioni del “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” hanno nelle mani l'arma totale: ovvero se il Consiglio Comunale non approva due varianti al Piano Regolatore per l'area Noghere, il “Progetto Fantasma” finisce qui.
Semplice no?
Ci si vede, noi non i politici, ai Giardini Europa in via Roma a Muggia, domenica 27 giugno alle ore 11 per la terza Assemblea informativa.
Trieste Verde.



Trieste e Muggia, con san Dorligo, tra affari e politica.

» Inviato da valmaura il 21 June, 2021 alle 2:15 pm

C'è una coltre di silenzio, mal nascosta da fumi di chiacchiere a vuoto di politici ed amministratori, su alcune operazioni che oltre ad essere le più importanti ed ingenti per i soldi smossi, una parte non irrilevante disinvoltamente usata è di provenienza pubblica, cioè nostra, caratterizzeranno il nostro territorio per gli anni a venire.
Due sono in corso ora, la prima abbozzata e la seconda ben più avanti con la scaletta: geograficamente parlando sono quasi opposte sui due lati del Vallone di Muggia, ed una ha contiguità con l'area dell'ex raffineria Aquila comperata dagli imprenditori di Orban l'ungherese.
Ai quali lo Stato pagherà i dragaggi per la creazione di un terminal rinfuse portuale. Quale sia lo stato del fondale fangoso antistante l'ex Aquila non ci vuole molto ad immaginarlo: basta fare un paragone con lo stato dei terreni irrorati di idrocarburi su cui operava la Raffineria, la cui tentata bonifica è in corso (?) da almeno due decenni.
Partiamo da quella in stadio più avanzato, ovvero la trasformazione dell'area a caldo della Ferriera in una piattaforma ferroviaria con la costruzione di una nuova rampa d'accesso a quella che alcuni inguaribili ottimisti chiamano “Superstrada”, in continuità con la nuova Piattaforma logistica portuale dello Scalo Legnami, e come base di partenza del progettato gigantesco Molo Ottavo.
Gli attori in commedia, ovvero la società ora a maggioranza tedesca che ha acquisito l'area e l'Autorità Portuale fanno occhi e orecchie da mercanti rispetto alle condizioni dei terreni, dove come ha scritto in decine di pagine il Ministero dell'Ambiente che ha fatto caratterizzazioni ed analisi in superficie e profondità, che sono impregnati per 2-3000 volte sopra i limiti di legge degli inquinanti più cancerogeni che esistano. Idem dicasi per i fondali, dallo Scalo Legnami ai pontili Siot, composti da metri di fanghi tossici stratificati negli anni con gli sversamenti degli scarti di lavorazione della Ferriera.
Dunque mettere mano a quest'area a terra ed in mare ha procedimenti e costi di lavorazione elevatissimi, e idem dicasi per gli smaltimenti. Dunque tutte cose che i nostri (im)prenditori cercano di evitare.
Ma su questo la società Amburghese-Friulana, cosi come i vertici Portuali, stanno zitti, non rispondono né aprono bocca. Ed anche qui è lo Stato con Invitalia a pagare i lavori di messa in sicurezza della linea di costa (42 milioni di euro nostri).
Ora il rischio salute a cui espongono tutti i triestini, intesi come provincia, per la dispersione nell'aria di queste polveri inquinanti e nel mare del nostro Golfo di questi fanghi tossici è altissimo e dagli esiti potenzialmente catastrofici. Ma tutto tace ed anche stranamente i politici, solitamente sempre molto loquaci.
Attraversiamo il canale Industriale. Nell'area delle Noghere che in parte rientra nel Sito inquinato di Interesse nazionale (SIN) dopo almeno quattro decenni di inerzia, dove i politici che tanto menano vanto di Trieste Città della Scienza e della Ricerca, e lamentano però la mancata collaborazione, la chiamano “sinergia”, con il territorio, come se spettasse a Siora Maria e Toio Fior occuparsene e non a chi ci (s)governa, non hanno mosso dito, ora escono dal letargo e di colpo come un Mastro Lindo qualsiasi si sdraiano su un progetto “immaginato” di metter le mani sugli interi 480 ettari di quell'area da parte di un Gruppo Ucraino spalleggiato dalla friulana Danieli.
Un progetto che come in una felice battuta del segretario CGIL su Telequattro si riduce a “quattro slide su cartoncini Bristol” e dove mancano tutte le informazioni.
Ma non l'acclamazione e la firma ad occhi chiusi dei nostri politici ed amministratori, che tutti dalla destra alla sinistra passando per i 5Stelle, hanno plaudito alla (sconosciuta) immaginata iniziativa, ed hanno subito firmato e sottoscritto carte ed un Protocollo d'Intesa, il più balzano ed anomalo che memoria ricordi, sdraiandosi agli ordini che prima o poi verranno da parte dei promotori privati, che intanto così metteranno le mani sulla più vasta area di Porto Franco, dopo i trasferimenti fatti da Zeno D'Agostino nel 2017, esistente a Trieste, con tutti gli enormi vantaggi fiscali conseguenti.
Nulla si sa dell'impatto ambientale (inquinamento acustico, copiose emissioni di Co2-Anidride Carbonica ed aumento esponenziale di traffico pesante, oltre ad eventuali scarichi a mare) se non quei fugaci, ma già assai preoccupanti accenni, scritti in dieci paginette più due di copertina, fatte girare dalle due società private semiclandestinamente, e che tratteggiano a “grandi linee” l'intrapresa. “Immaginata” come si fa scappare sul Piccolo una settimana fa il Presidente e Ceo del Gruppo Danieli ma che se la Metinvest approverà finalmente un progetto, grazie alla “carta bianca” ottenuta a tempo di record dalla politica e dalle istituzioni, si sono portati avanti con il lavoro senza neppure conoscerlo, “tra sei-sette mesi potremmo dare il primo colpo di piccone”. STUPEFACENTE!
Nulla si scrive sul terzo dei dragaggi previsti nel Vallone: per il nuovo molo che nel “pupolo” distribuito compare in bianco con attraccate due navi, non le passere che oggi stazionano alle boe nello spicchio di mare alla fine della collina della ex Raffineria.
E questa politica ha poi la faccia come le natiche di accusare i cittadini di opporsi ai posti di lavoro annunciati, di dire sempre no, e bisogna capirli che loro alla voce dei padroni dicono sempre si a prescindere ed umettano la lingua, e di vaneggiare di “oscure trame”, oltre a rivendicare, eccome no, della loro assoluta trasparenza: si vede che si sono lavati con il Vetril.
A Muggia, a Muggia ai Giardini Europa, domenica 27 giugno alle ore 11 per la terza Assemblea informativa, ci si vede in tanti, che più siamo meglio stiamo, ovviamente senza i politici.



Cantieri: Galleria di Montebello, la maledizione continua.

» Inviato da valmaura il 21 June, 2021 alle 2:12 pm

Alè, non ci resta che piangere ed esortare che qualcuno si dia da fare a palazzo Cheba per scoprire il Grande Iettatore. Ma la frequenza dei misfatti sui cantieri comunali non crediamo possa addebitarsi esclusivamente alla sfiga.
Vinta la gara d'appalto, assegnati i lavori nell'ottobre 2020, bollettini pubblici della Vittoria di Lodi e Dipiazza, e da allora non è stato nemmeno piantata una tabella sghimbescia in cartone che annunci sconsolata l'apertura di cantiere e lavori.
Ma in che modo gestiscono i progetti, impostano le gare, controllano le ditte concorrenti, prima che dopo serve solo a trovarsi in Tribunale ed accumulare ritardi stratosferici (Canale Ponterosso, Tram di Opicina, caserma di Roiano, ecc), gli uffici tecnici del Comune e gli assessori che ne portano la responsabilità?
Vi offriamo noi la risposta riportando una frase del paròn Nereo Rocco detta al portierone del suo Milan, Cudicini, nei corridoi degli spogliatoi del vecchio Grezar nell'intervallo tra primo e secondo tempo di una partita amichevole con una squadretta locale. Cudicini che non ne sbagliava mai una di parate aveva incassato un “gollonzo” con una palla che gli era trotterellata tra le sua alte gambe.
Rientrando negli spogliatoi vide Nero Rocco che lo aspettava, borsalino sformato in testa, bretellone a sorreggere i jeans, e impermeabile alla Colombo, a gambe larghe e mani in tasca nel corridoio. Il “ragno nero” a testa bassa, ed arrossendo iniziò a bofonchiare una scusa ed il Paròn lo interruppe subito con un mezzo sorriso: “Ara Fabio stà zito che sé meio, che la monada che te gà combinà non gà spiegazion”.
Capito? Perchè sostenere Trieste Verde.



Politica triestina. Non cambia nulla ma proprio nulla.

» Inviato da valmaura il 19 June, 2021 alle 11:02 am

Scrivo queste righe malvolentieri perchè immagino che non appassioneranno molto i nostri lettori.
E come ho cercato di spiegare non ha appassionato me dover rispondere alla domandina del Piccolo su cosa penso della proposta del “rassembrament” di tutti i presunti candidati sindaci contro Dipiazza, inteso come destra, che il “centro” ha oramai un peso pressochè simbolico.
Ma devo chiarire alcune cose.
Il “tutti contro uno”, senza cambiare totalmente il metodo ed i contenuti di questa politica è un nonsenso, perchè Dipiazza oggi rappresenta la perfetta continuità di un sistema, da Illy in qua, che cambiando di volta in volta colore e sigle, omologando da dieci anni i 5Stelle che qui sono stati felici di farsi omologare, ha praticato la stessa brutta politica.
Molti dei protagonisti di questo presunto rinnovamento fanno politica di partito da quando portavano i calzoni corti.
Per fare alcuni esempi concreti: il degrado dei quartieri ed il peggioramento della qualità della vita delle persone sono proseguiti imperterriti da almeno tre decenni, sotto qualunque amministrazione comunale. La povertà crescente che colpisce decine di migliaia di Triestini è cresciuta allo stesso modo. Lo smantellamento della Sanità ospedaliera e territoriale idem, come la mattanza di alberi e verde pubblico, e la cementificazione del territorio. Il fallimento sulla questione Ferriera data dal 1998 ed oggi si assiste ad una sua riproposizione identica nel metodo (ovvero nell'arrogante disprezzo verso i cittadini) per il nuovo Laminatoio a Caldo alle Noghere, con dragaggi annessi. E potremmo continuare praticamente in ogni campo dello scibile politico-amministrativo.
E' dal 2001 che ci affanniamo inutilmente a scrivere che il non voto crescente di oltre la metà degli elettori triestini, il picco nelle scorse regionali nonostante l'accreditato appeal dei due sfidanti Serracchiani e Tondo con l'astensione del 59%, vorrà pure significare qualcosa. Non comprenderlo e proseguire sulla stessa politica condanna al fallimento ed alla sconfitta non uno schieramento di parte ma l'intera comunità.
Parole al vento, ed è per questo che Trieste Verde è distinta e distante da questo sistema irrimediabilmente malato, ed è diversa moralmente da queste sigle vecchie, nuove e riciclate che affolleranno la scheda elettorale.
Spero di essere stato chiaro per i pochi che stavolta mi leggeranno.
Maurizio Fogar



Per Muggia, San Dorligo e Trieste, ed anche oltre.

» Inviato da valmaura il 19 June, 2021 alle 10:59 am

La Terza Assemblea che avrà luogo Domenica 27 giugno, alle ore 11, ai Giardini Europa in via Roma a Muggia, sarà un ulteriore importante momento di informazione per i cittadini sul territorio.
Dopo i primi due incontri partecipatissimi svoltisi nelle settimane scorse alle Noghere e ad Aquilinia.
Per fare il punto sulla situazione dell'annunciato Laminatoio a Caldo per ora “immaginato” come scrive sul piccolo il Presidente del Gruppo Danieli che con l'ucraina Metinvest dovrebbe realizzarlo nel giro di pochi mesi (“tra sei o sette mesi speriamo di poter dare il primo colpo di piccone visto che politica ed istituzioni sono state rapide nel darci carta bianca”).
Per ora tutto quello che si sa è formato da due documentini: il primo un progettino di massima di “ben” 12 paginette, copertine comprese, ed un Protocollo d'Intesa, di “ben” 9 pagine, sempre copertine incluse, sottoscritto dalle due società proponenti e da quattro enti pubblici (due elettivi: Regione FVG e Comune di Muggia, e due di nomina: Autorità Portuale e Consorzio ex Ezit).
Che hanno assunto impegni e deliberazioni praticamente in assenza di qualunque chiara, completa e dettagliata descrizione di quello che si vuol fare sui 480.000 metri quadri (1200 a testa per ognuno dei ventilati posti di lavoro) alle Noghere.
Ovviamente nel Protocollo, che con il suo “Obblighi di Riservatezza” azzera un sei articoli della nostra Costituzione, viola d'embleè un cinque leggi dello Stato (sugli obblighi di pubblicità, trasparenza ed accesso diretto agli atti da parte dei cittadini a cui qualsivoglia ente pubblico è tenuto ad attenersi), e cancella lo Statuto dei Lavoratori del compianto Brodolini, non c'è un minimo accenno all'impatto ambientale, e ci mancherebbe. Però c'è il vincolo di sangue tra i contraenti firmatari di “agire in buona fede”, tra loro si intende.
Poi ci sarebbe la questioncella dei tre dragaggi dei fondali da attuare nel Vallone di Muggia, composti in gran parte da fanghi tossici stratificati.
Appare incredibile dunque che su queste inesistenti basi quattro enti pubblici si siano impegnati e vincolati a scatola chiusa, e senza neppure immaginare, non il progetto che appunto è allo stato di pura immaginazione, di sentire l'obbligo di consultare preventivamente sul territorio i cittadini, dimostrando una grettezza politica ed una insensibilità umana di rara grandezza.
Per questo, sulla base di quanto fino ad ora è trapelato, ci pensiamo noi, Comitato Noghere e Circolo Miani, ad informare la comunità, ed anzi rivolgiamo un invito ai cittadini non solo a partecipare alla terza assemblea del 27 giugno, ore 11 a Muggia, ma ad entrare nel Comitato Noghere per discutere e decidere assieme le prossime iniziative.
Ovviamente per i politici, visti i loro comportamenti e risultati che li contraddistinguono tutti, l'invito è sempre lo stesso: starsene a casa che vita, salute e qualità della vita delle persone sono cose troppo serie per essere strumentalizzate ai fini della propaganda elettorale.




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