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'L'Eco della Serva'
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Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 94

Ferriera. Una storia VOLUTAMENTE infinita.

» Inviato da valmaura il 22 March, 2017 alle 1:07 pm

Quasi venti anni spaccati da quando Circolo Miani e Servola Respira, anzi prima la seconda, sollevarono all’attenzione dell’opinione pubblica cittadina il dramma, perché di questo di tratta per lavoratori e cittadini, dell’inquinamento prodotto dalla Ferriera ma non solo.

Diciassette anni da quando l’allora proprietà (le banche subentrate alla fallenda Lucchini) espresse la volontà di chiudere lo stabilimento triestino entro il 2009 (quando avrebbero dovuto finire le lucrose prebende pubbliche sulla centrale di Cogenerazione che tenevano in piedi tutto il Gruppo italiano) e firmò un protocollo in questo senso con Governo e Regioni.

Quasi due decenni dunque di totale fallimento di politica, istituzioni, sindacati e  industriali nell’individuare un percorso di riconversione dell’area (per due terzi pubblica) e ricollocazione dei lavoratori Ferriera.

Solo incapacità, ignoranza, impreparazione o cosa?

Nel frattempo soffermatevi a pensare quante migliaia di persone, dentro e fuori la fabbrica, si sono ammalate e sono morte, hanno avuto la qualità della vita distrutta per lo meno in un’area che da Muggia arriva a San Vito e comprende grossomodo la metà dei residenti della nostra provincia.

Per non contare poi, come dimostrato dalle indagini mediche e dell’Arpa slovena, i residenti del Comune di Capodistria.

E comunque, come certificato nel 2009 dall’Arpa Fvg, tutto il nostro territorio è risultato pesantemente coinvolto, il mare e la catena alimentare idem.

Nel frattempo “lor signori” prendevano tempo, che era poi scopertamente la linea scelta dalla proprietà (la subentrata russa Severstal).

Chi sponsorizzando i successi annunciati dalla proprietà (Cosolini da assessore regionale prima e presidente del Tavolo regionale sulla Ferriera), chi passando disinvoltamente da “quel cancro lo chiudo domani” ad “abbiamo fatto Bingo” quando Arvedi si affaccia per la prima volta in città (Dipiazza sindaco dal 2001 al 2011).

Per non parlare della Regione che rilascia con Illy la prima AIA tra Natale e Capodanno del 2007, per altro notizia anticipata alcuni mesi prima dal “veggente” Cosolini, per proseguire con Tondo che in cinque anni, dopo aver giurato in campagna elettorale che se eletto entro una settimana (altro che i “cento giorni”) avrebbe avviato la procedura di chiusura chiedendo “consiglio ai servolani”, e non ha nemmeno voluto aprire la procedura di revisione dell’AIA natalizia.

E dopo gli sponsor Cosolini e Serracchiani di Arvedi (un domani forse si riuscirà a capire perché abbiano voluto impiccarsi a questa sola opportunità, condannando altresì Trieste), arriva il terzo mandato di Roberto Dipiazza a Sindaco.

Eletto il 19 giugno, si spera senza bisogno di dedicare tempo a conoscere una macchina comunale che ha guidato per dieci anni, dopo nove mesi e tre giorni tutto è esattamente come prima.

Eppure dai Cinque Stelle al centrodestra passando per altre formazioni i tre quarti dei triestini che hanno votato (meno della metà degli aventi diritto) hanno espresso la chiara volontà di vedere chiusa e conclusa questa storia.

Una storia che a questo punto appare VOLUTAMENTE infinita.

PS. Si avvicinano le dichiarazioni dei redditi ed i modelli unici. Ricordarsi di indicare per il 5 per mille il Circolo Miani non vi costa nulla (le modalità le trovate sulla Pagina iniziale o Home page).

Il tempo di una firma che per noi significa sopravvivenza.

Sempre che ci riteniate utili.

E se invitate amici, parenti e conoscenti a fare altrettanto sarà cosa buona e giusta.

Grazie.




Ferriera. E perché non manifestare davanti il Tribunale?

» Inviato da valmaura il 16 March, 2017 alle 1:55 pm

Lo abbiamo scritto, prima in una trentina di denunce-esposti a partire dal 1998, e poi in tanti articoli e interviste.

Sulla quasi ventennale questione della Ferriera, l’anomalia tutta triestina nei confronti di similari situazioni nel nostro Paese ma anche in Regione (dalla vicenda della Caffaro ex Snia di Torviscosa, alla più vicina Monfalcone) non è il comportamento della politica, delle istituzioni o degli enti di controllo, vedi le Arpa, ma la sostanziale inazione della magistratura.

E attenzione siamo consapevoli che un procedimento può avere due esiti: condanna o assoluzione.

Vero è che in questi quasi venti anni anche a Trieste si sono aperti fascicoli di indagine, anche se della stragrande maggioranza delle denunce presentate non si è mai saputo più nulla, ma altrettanto vero è che al massimo si sono tenuti alcuni sporadici processi per “imbrattamento” conclusisi tutti, se non ricordiamo male, con modeste ammende oblative per gli imputati.

Insomma pagava spesso di più chi era pescato dai vigili urbani ad orinare sui muri.

Alcune volte la Procura, vedere ad esempio le due ripetute interviste estive a tutta pagina sul Piccolo sui “mancati controlli dei controllori della Ferriera” del Procuratore Capo Michele Dalla Costa, ha annunciato l’apertura di fascicoli di indagine di cui però si sono perse le tracce.

Le stesse due conferenze stampa, correva l’anno 2013 se non andiamo errati, dell’allora facente funzioni di Procuratore Capo. Federico Frezza, che tanto scalpore avevano suscitato nell’opinione cittadina con la pubblicazione delle perizie realizzate, a partire da quella dell’ASS, pare non abbiano avuto seguito alcuno.

Appena ora, quattro anni dopo, si dovrebbe aprire davanti al Gup un procedimento sulle responsabilità per la grossomodo metà dei lavoratori Ferriera morti per tre tipi di tumore, ma il fascicolo si ferma nel periodo temporale antecedente a quello critico delle gestioni Lucchini-Severstal.

Ma se tutta la vicenda viene vissuta dalla stragrande maggioranza dei triestini, e muggesani, come una preoccupante emergenza da così tanti anni, e fatta salva, per fortuna, l’esistenza dell’obbligatorietà dall’azione penale, forse la comunità si attendeva risposte certe e veloci, che il tempo nella giustizia è parte integrante di essa.

Attenzione, abbiamo scritto risposte, non condanne a prescindere.

Ed allora perché non andare in tanti, possibilmente tantissimi, a manifestare fermamente quanto civilmente davanti al Tribunale di Foro Ulpiano per far scaturire alta l’ansia, l’attesa di giustizia che anche i triestini, e i muggesani, provano inevasa da troppi anni?




Ferriera, Trieste e Noi.

» Inviato da valmaura il 10 March, 2017 alle 1:14 pm

La vicenda della Ferriera è dal 1998, da quando cioè il Circolo Miani e Servola Respira la hanno prepotentemente imposta all’attenzione dell’opinione pubblica provinciale, regionale e financo nazionale, la cartina di tornasole o, per i più giovani, la riprova del fallimento di una intera classe dirigente. Politica, amministrativa (che poi è la stessa cosa), industriale, sindacale con l’aggiunta non secondaria del management privato e pubblico e dell’informazione che, salvo qualche rara eccezione (TeleAntenna e Rai), ha contribuito ad innalzare un inquinamento giornalistico che assommato a quello politico e a quello industriale, hanno accompagnato la vicenda fino ai giorni nostri.
La battaglia dunque, a costo di ripeterci fino alla noia, è essenzialmente politica. Ma distante da "questa" politica!
Perché parlare di tutela della salute, di una qualità della vita accettabile, di un lavoro dignitoso e sicuro, insomma del futuro della nostra terra: a partire da Trieste e Muggia. è compito principale di una politica, onesta e capace di risolvere i problemi della nostra comunità, assieme alla nostra comunità.
Prendete l’esempio del Porto. Dagli anni Sessanta del ‘900 che è al centro degli slogans politici e dei partiti nelle loro campagne elettorali. Resta il fatto incontestabile che non ci può essere sviluppo del Porto, e conseguentemente lavoro e ricchezza per i triestini come lo fu in passato, se non si liberano tutte le aree fronte mare del nostro piccolissimo Golfo, e di cui proprio la Ferriera ne occupa quella di gran lunga maggiore e centrale.
E non è per niente che l’altra settimana il Presidente dell’Autorità Portuale ha presentato il progetto del nuovo Molo Ottavo che, riprendendo precedenti proposte, anche nostre, va ad occupare proprio tutta l’area, per il 62% pubblica ed affidata proprio al Demanio portuale, oggi ancora occupata dalla Ferriera.
Ecco perché la battaglia si vince a Trieste e Muggia e si perde invece se circoscritta a Servola, come l’inquinamento colpisce praticamente tutta la nostra provincia ed investe Capodistria da un lato e Monfalcone e Grado in giornate di particolare ventosità, dall’altro.
Premesso tutto questo bisogna avere, mi riferisco alle persone normali non ai politici vecchi e nuovi, la capacità di uscire dallo sfogatoio sui social forum ed anzi di usare internet soprattutto per informarsi, ricercare ed imparare. Lo sappiamo che il piacere di leggersi, di fotografarsi, di raffiche di “mi piace” e “condividi” è una sirena, una abitudine dura da scalzare.
Ma se non passiamo dall’armiamoci e partite al semplice coinvolgimento personale: alla declinazione “partiamo”, nulla cambierà al di fuori di un effimero orgasmo edonistico del proprio ego.
Se non si entra nella mentalità che nessuno regala niente, in un campo poi dove tradizionalmente prevalgono gli affari di pochi contro gli interessi di molti, e che tutto va lottato e strappato con un impegno personale che diventa collettivo, allora tutto sarà inane.
Se non ci si impegna per questo, per la vita propria e dei propri cari, per cosa mai dovremo sacrificare, anzi investire il nostro tempo?
Ne sarete, anzi saremo capaci?
Ecco tutto alla fine si tiene e girarci attorno non serve a niente.
Per governare anche solo la casa dove abitiamo bisogna essere preparati, conoscere ed approfondire le questioni. Tanto più quando si interpreta il ruolo di Davide contro Golia.
Tutto questo per comunicarvi che da lunedì prossimo, 13 marzo, ogni giorno, sabati e domeniche compresi, dalle ore 12 alle ore 15, chiunque voglia dare una mano può passare in sede al Circolo Miani, a Trieste in via Valmaura 77 (grossomodo di fronte al Brico Center, e nel portone prendere l’ascensore di destra ed arrivare al nono piano) per ritirare una o più copie del nuovo foglio informativo di quattro pagine, per aderire, se crede, al Movimento, per parlare con Maurizio Fogar e per godersi la vista “a volo d’uccello” dell’intera Ferriera con annessi e connessi.
E se vi perdete o avete altre esigenze, telefonate al 335.6140880 e vi sarà risposto.




Ferriera. Sbagliare in buonafede (fino a prova contraria)

» Inviato da valmaura il 6 March, 2017 alle 1:46 pm

Lo abbiamo scritto, detto e gridato in tutte le salse e televisioni, dal 9 giugno 2015.

L’ Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Conferenza dei Servizi regionale con il voto unanime dei cinque partecipanti (li ricordiamo che non fa mai male rinfrescare la memoria: Regione a Arpa FVG, Comune di Trieste, Provincia e ASS) è da considerarsi NULLA!

Perché nell’iter di convocazione e di svolgimento della stessa Conferenza non sono state rispettate (insomma sono state violate) ben due leggi dello Stato che ne disciplinano i lavori.

Ne consegue, giuridicamente parlando, che ogni atto o decisione assunti dalla Conferenza regionale ricadano sotto il vizio della nullità.

Per questo abbiamo presentato in ottobre 2015 puntuale e documentata denuncia in Procura di Trieste.

Insistere, per altro dopo un anno, nel chiedere la revisione dell’AIA (Dipiazza ed i suoi, e 5Stelle) significa riconoscere validità a quella Autorizzazione, idem dicasi per la revoca. Si chiede revisione e revoca di una cosa che si considera e riconosce esistente.

Pertanto la risposta della Regione appare scontata, come nelle due prime richieste di revisione: un grande NO, ed è giuridicamente motivata.

L’unica possibilità di cancellare questa AIA consiste appunto nel percorso di nullità della stessa per vizio di forma (giuridicamente parlando). Ergo basta associarsi alla denuncia fatta, magari migliorandola, dal Circolo Miani.

Perché finora non lo hanno voluto fare, così come sono stati zitti tutti, quando il 9 giugno 2015 abbiamo annunciato in tutte le sedi e modi che la Ferriera, il giorno prima dell’apertura di quella Conferenza dei Servizi, aveva già ottenuto l’AIA?

Già perché?

Ve la diamo noi la risposta semplice semplice.

Perché pur di non riconoscere il merito e l’impegno dal 1998 ed anche solo menzionare il Circolo Miani hanno anteposto motivi di bottega, particolarismi ed egoismi da asilo all’impegno per la tutela della salute, la qualità della vita e gli interessi della nostra comunità. Poi magari ci sono pure state altre ragioni inconfessabili da parte di certuni.

Risultato? Finora sono andati letteralmente a sbattere e la situazione non è cambiata, neanche a nove mesi dall’insediamento di Dipiazza, di un centimetro.

Vogliono continuare? Si accomodino.

Dal canto nostro noi continueremo la lotta per la nostra sopravvivenza, senza pastrocchi o matrimoni spuri, questi si da non celebrare.




Il Porto chiude la Ferriera!

» Inviato da valmaura il 5 March, 2017 alle 12:53 pm

Oggi sul Piccolo viene pubblicata in due pagine con gran risalto la mappa del progetto di sviluppo del Porto di Trieste, dal Piano regolatore, illustrato dal Presidente Zeno D’Agostino.

La prima considerazione riguarda la “professionalità” del piccolo giornale che nemmeno coglie il significato di quanto pubblica. E si che qui non occorreva leggere: bastava guardare i “pupoli”.

Da cui si evince che la Ferriera, e non solo l’area a caldo, semplicemente sparisce in nome della legge basilare della fisica sulla compenetrazione dei corpi.

Il Molo Ottavo con piattaforma logistica e retroporto intermodale copre tutta l’area che va dallo Scalo Legnami fino a quasi i pontili della Siot.

Certo qui si pone il problema della concessione trentennale dell’area demaniale (il 62% della Ferriera) a Siderurgica Triestina ma la soluzione la aveva anticipata, a rileggere, e neanche questo fanno i professionisti del giornale locale, quanto dichiarato più volte dallo stesso Arvedi al momento del suo secondo sbarco a Trieste.

Quanto annuncia oggi il Presidente dell’Autorità portuale è esattamente quanto scritto e detto dal Circolo Miani e Servola Respira negli ultimi quindici anni e presentato in un convegno cittadino nel 2004 alla Stazione Marittima. E sono esattamente i punti 4 e 5 dell’odierno programma del Circolo Miani per chiudere rapidamente la Ferriera tutelando e sviluppando i posti di lavoro.

Certo al Piccolo non possono saperlo, come a Telequattro, perche è dal 2000 che oscurano e censurano ogni iniziativa del Circolo, come l’assemblea di ieri. Ma come recita il proverbio: chi è colpa del suo mal pianga se stesso.

Nota a margine, oggi compare una poco intellegibile dichiarazione del Sindaco di Trieste in risposta alla seconda bocciatura da parte della Regione alla sua richiesta di revisione dell’AIA. Ci compare per la prima volta la richiesta di nullità della stessa Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata dalla Conferenza dei Servizi regionale con il consenso del Comune di Trieste.

Visti brevemente i motivi anticipati dalla nota comunale è fin troppo facile  prevedere che la richiesta farà la fine delle precedenti due.

Insomma nulla di nuovo sotto il sole disgraziato di Trieste.

Dal Comune poche idee ma ben confuse.

E ci fermiamo qui per carità patria.





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