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Circolo Miani » News Correnti » Page 92

Il COMPLOTTO !

» Inviato da valmaura il 9 November, 2020 alle 11:10 am

O se preferite: la congiura, la cospirazione.
Partiamo da una citazione, del Cardinale Armand-Jean du Plessis duca di Richelieu, che di tutto questo era un maestro inarrivabile.
“Quando due persone si mettono assieme per cospirare, una è di troppo”.
Iniziamo con la tesi strampalata che gli epigoni delle scombiccherate destre europee ed i suprematisti (roba da Ku Klux Klan e “nazisti dell'Illinois”) ora strillano come galline strozzate; “Brogli, brogli, brogli, il voto postale non vale!”.
La realtà è semplicemente questa. Nelle democrazie di mezzo mondo esiste la possibilità di esprimere il proprio voto per corrispondenza, nei termini e nei modi stabiliti da leggi nazionali: solo per restare in Europa ciò è in vigore da più di mezzo secolo in Austria, Francia, Spagna, Gran Bretagna e perfino da una trentina di anni in Italia. Negli Usa almeno da quando abbiamo memoria.
Oggi in tempi di pandemia è stato il sistema scelto da molti americani per non finire in ospedale o al cimitero, nel paese con più morti e contagiati del Pianeta. Una "congiura" anche questa.
Se uno dei partiti, o ambedue, ritenevano tale metodo inaffidabile, a partire dall'eventuale lentezza del recapito postale che qui da noi conosciamo fin troppo bene, era sufficiente modificare la legge elettorale “prima” e non strillare dopo, solo quando si perde però.
Secondo fatto. Negli Stati che hanno visto la sconfitta di Donald Trump quasi tutti i Governatori, la burocrazia statale, fino alla gestione dei seggi, e soprattutto la stragrande maggioranza dei giudici di ogni ordine e grado (elettivi e di nomina statale) sono ancora oggi in mano ai Repubblicani.
E sono “repubblicani” gli stessi magistrati e governatori che stanno respingendo a raffica i ricorsi dei legali di Trump. Unico caso a parte la Georgia, dove sta vincendo Biden, che su accordo bipartisan locale potrebbe vedere un riconteggio totale delle schede. Stato che a chiunque venga assegnato non modifica il risultato e non scalfisce l'ampia maggioranza, di voti popolari e di grandi elettori, che ha sancito la vittoria del candidato Democratico.
Dunque una ben strana “congiura”, che per altro vedrebbe coinvolti tra autori e complici decine di migliaia di cospiratori: roba da sghignazzare. Come sarebbero complottisti pure la stragrande maggioranza dei parlamentari e dirigenti del Partito Repubblicano, e buona parte, almeno quella non falcidiata dal Covid-19, dello stesso “staff” presidenziale alla Casa Bianca, che stanno suggerendo sempre più energicamente al presidente perdente di farsi da parte e rapidamente, anche per non compromettere le prossime sorti elettorali del partito dell'Elefante.
Chiarito ciò e lasciando volentieri ai neonazisti tedeschi, ai “vichysti” francesi ed ai suprematisti italiani di solidarizzare con Trump ci si permetta una considerazione finale.
Abbiamo letto alcuni commenti, pochi per la verità, scritti da gentili lettrici delle nostre pagine su Facebook a difesa di Trump.
La cosa ci ha colpito assai, e ci sgomenta e addolora per la scarsa considerazione che queste persone hanno di loro stesse ed in generale delle donne.
Ora, tralasciando ogni considerazione partitica di destra o sinistra, se mai c'è stato un personaggio che ha da sempre, fin da giovane, considerato e trattato le femmine alla stregua di bambole gonfiabili in lattice, quelle che si acquistano ai sex-shop, o di una reclame utile a mettere in vetrina se di bell'aspetto, il fatto che ci siano delle donne raziocinanti che lo eleggono a paladino da difendere ad oltranza, lo confessiamo, ci incoraggia prepotentemente alla misoginia.



Conoscenza, capacità e proposte concrete per Trieste.

» Inviato da valmaura il 8 November, 2020 alle 2:47 pm

Piace prendere nota, anche se piuttosto di riconoscercelo si schiaccerebbero le dita con il martello, che alcune delle tante iniziative avanzate dal Circolo Miani, e divenute tesoro di Trieste Verde, vengono oggi “scoperte” e rilanciate, magari superficialmente come sempre accade quando si copia male, da altri.
Da quella presentata già a fine febbraio di smobilitare il “tesoro” di 11 milioni, pagati da commercianti ed esercenti, che la Camera di Commercio e pompe funebri tiene in cassa per quella rivoltante ciofeca defunta del Parco del Mare. Immetterlo subito sulla piazza per salvare la vita produttiva, e posti di lavoro, del terziario in profonda crisi.
A quella del progetto di Porto Green, che non è solo l’elettrificazione di tutte le banchine magari non tra un secolo, dal Porto Vecchio a Muggia, con in mezzo quel problemone della Siot (terminal petrolifero) a cui necessita metter mano presto ed una volta per tutte. Non lo riscriviamo qui per non annoiare i nostri lettori, e chi ancora lo ignora fatichi con il mouse, detergendosi il sudore per lo sforzo, scorrendo indietro su questa Pagina i tanti articoli che lo illustrano.
Progetto che abbiamo integrato con il pieno appoggio alla proposta avanzata da Costa crociere di collocare in Porto Vecchio il Terminal crociere con tutte le infrastrutture necessarie alla bisogna e di un collegamento diretto via mare con Venezia. Anche per mettere un punto fermo a tutte le carnevalate che il primo politico che si sveglia la mattina butta in piazza per dare aria ai denti e segno della sue inutile esistenza in vita.
Ma aggiungiamo con forza, ricordando passate nostre prese di posizione, la ricchezza vera, quella che dà occupazione e sviluppo a Trieste, è di attuare la parte più importante della costituzione del Porto Franco: quella che riguarda tutte le agevolazioni fiscali e doganali che ricadono su chi nell’area apre industrie, manifatture e stabilimenti per la lavorazione delle materie prime che arrivano in città. Altrimenti è un Porto Franco mutilato nella parte più rilevante delle sue potenzialità.
Sul destino della Ferriera abbiamo appena scritto e dunque non ci ripetiamo, prendiamo atto che anche al piccolo giornale se ne sono finalmente quanto epidermicamente accorti (nel senso che hanno sprecato una paginata buttandola sull’Amarcord). Ma abbiamo la brutta sensazione che chi ci metterà le mani non si rende conto della delicatezza, per qualità della vita e tutela della salute di decine di migliaia di persone che ci vivono attorno, del problema e delle criticità presenti.
Per ora fermiamoci qui: è domenica e non vogliamo gravare il vostro risveglio.



Sembra scritto apposta per Fedriga e Riccardi.

» Inviato da valmaura il 7 November, 2020 alle 4:16 pm

Il sonno della Regione.
di Marco Travaglio
Ricordate i referendum di Maroni&Zaia per l’autonomia del Lombardo-Veneto? E le intemerate dei “governatori” del Pd a rimorchio, da Bonaccini a De Luca, per ottenere lo stesso risultato al tavolo col governo?
“Padroni a casa nostra”, che bello! Basta centralismo, viva il federalismo, anzi l’autonomia, e mica un’autonomia qualunque: “dif-fe-ren-zia-ta”! Anni di propaganda si sono liquefatti nelle ultime riunioni degli sgovernatori con Mattarella, Conte e Speranza. Che non chiedevano la luna: solo il minimo sindacale di “leale collaborazione istituzionale” per condividere le nuove misure, differenziate (come l’autonomia) in base alle situazioni dei singoli territori. Anzi, di più: parametri da fissare insieme per far scattare in automatico le zone rosse o arancioni nelle aree che di volta in volta li superino.
La risposta dei 21 presidenti è unanime: non vedo, non sento, non parlo. E sediziosa: noi non chiudiamo niente, se vuole lo faccia il governo, ma noi ci riserviamo il diritto di veto a furor di piazza.
E pazienza se la sanità è affare delle Regioni. E se l’art. 32 della legge 833/1978 (“Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale”) prevede espressamente che, in caso di emergenza sanitaria, “sono emesse dal presidente della giunta regionale o dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale”, mentre quel tipo di ordinanze spettano al ministro della Salute se investono “l’intero territorio nazionale o parte di esso comprendente più regioni”.
Il sindaco Sala legge i numeri dei contagi e dei ricoveri a Milano? Fontana, Gallera, Toti, Cirio, De Luca e il reggente calabrese Spirlì hanno idea di quel che accade nelle loro Regioni?
Anziché straparlare sui social e imbrodarsi in tv e sui giornali, che aspettano ad ascoltare i medici e a fare ciò che la legge impone? E con che faccia chiedono nuovi poteri, se non esercitano neppure quelli che già hanno?
La vulgata paracula dei media è che governo e Regioni giocano allo “scaricabarile”. Ma qui governo e Quirinale fanno il proprio dovere, chiamando ciascuno a rispettare la legge e ad assumersi le proprie responsabilità. Sono sgovernatori e sindaci che scaricano barile e poi chiamano “scaricabarile” il loro amato federalismo, per continuare a fare gli autonomisti col culo degli altri. Però non tutti i mali vengono per nuocere: la gente ne ha piene le scatole di questi conigli in fuga che autonomizzano i meriti e centralizzano le responsabilità. Se un domani qualche mente saggia proponesse di abolire le Regioni, farebbe il pieno di voti. Compresi i nostri.



Incapaci fino in fondo sulla pelle dei cittadini.

» Inviato da valmaura il 6 November, 2020 alle 1:53 pm

Facciamo subito una premessa.
Per sventurata scelta la potestà sulla sanità è di esclusiva competenza delle Regioni, dalla culla alla tomba.
E seconda premessa: in primavera il Governo Conte ha stanziato più di 8 miliardi per il potenziamento del sistema sanitario, cifra che le Regioni non hanno ancora saputo o voluto utilizzare.
Detto questo che però è bene che ognuno tenga sempre a mente, passiamo alle ultime sparate dei politici del Friuli Venezia Giulia e dei loro “tecnici” lottizzati ai vertici della Sanità regionale.
In sequenza: Fedriga con Riccardi a ruota, di scorta.
“L'impegno di Fedriga: Più posti letto in ospedale”.
Se ne accorge ora che mancano, e da maggio in qua che hanno fatto per ovviare almeno temporaneamente? Si sono baloccati con la Nave Fantasma.
Per non parlare poi della carenza di personale.
“Per ridurre i contagi il governatore punta anche su assistenza domiciliare coinvolgendo i medici di base e su soluzioni hi-tech per sanificare gli ambienti.”
Stendiamo un velo pietoso sul “hi-tech”, ma che dopo aver lasciato, ed è responsabilità anche delle precedenti amministrazioni regionali, nel silenzio distratto dei sindaci di Trieste, i Distretti sanitari Territoriali nel più completo abbandono, si proprio quelli che dovrebbero occuparsi della “assistenza domiciliare”, praticamente smantellandoli nelle risorse e nel personale, verrebbe da chiedersi in che mondo viva il triestino Fedriga.
Su Marte evidentemente a leggere il seguito delle sue dichiarazioni.
“Aumentare i posti letto negli ospedali, potenziare l'assistenza a domicilio grazie ai medici di base e adottare nuove tecnologie per ridurre i contagi.”
Sembra che parli da spettatore e non da responsabile della situazione. Scaricare poi sui “medici di base”, detti anche “della mutua”, che a Trieste si sono ridotti ulteriormente di numero per i pensionamenti è semplicemente grottesco. Anche in assenza di adeguato supporto di dotazioni, strumenti e coadiutori per i medici stessi.
“lo sforzo è volto da un lato ad aumentare ulteriormente la disponibilità dei reparti Covid attraverso un riassetto delle strutture ospedaliere”.
Perfetto ! Si riduce l’assistenza ordinaria e straordinaria ai cittadini colpiti e sofferenti per tutte le altre patologie. E la conferma arriva dalla stessa “Asugi”, alias Poggiana: “L'attività chirurgica in tutta l'area Asugi è stata ridotta al 50%”, e non perché qualcuno ha fatto il miracolo di guarire il 50% dei malati.
Poi passiamo ai dati delle residenze protette, pubbliche, convenzionate e private, per anziani: “Nelle case di riposo i numeri più alti. Di casi: 676 in primavera, 366 a ottobre”.
I “numeri più alti” stanno per contagiati e deceduti e sono spaventosi. In tutta la primavera (dunque tre mesate più febbraio e fine maggio-inizio giugno) i colpiti furono 676 mentre ora in un solo mese sono già 366.
Commenti?



Nuovi lavori in Ferriera. “Dalla padella alla brace”?

» Inviato da valmaura il 5 November, 2020 alle 2:58 pm

Allora, dopo un incontro con Petrucco, l'imprenditore Vice Presidente della società proprietaria della nuova Piattaforma Logistica portuale, quella per intendersi che dallo Scalo Legnami si espanderà nella zona ora occupata dall'area a caldo della Ferriera, ci sono rimasti alcuni dubbi.
Ora dando per buona l'affermazione fattaci la scorsa settimana nell'incontro al Circolo Miani con i vertici attuali della Ferriera, ovvero che i lavori di smantellamento degli impianti termineranno a fine dicembre, lasciando però in loco gli scheletri in cemento ed in ferro di Altoforni, Cokeria ed altri, a carico dei subentranti. E tenendo conto delle problematiche insite nel loro abbattimento e rimozione: sia le opere murarie, che quasi sicuramente contengono anche amianto, e le strutture metalliche sono fortemente inquinate da decenni di emissioni di diossine, idrocarburi, ecc., e pertanto prevedono obbligatoriamente l'impiego di particolari sistemi di lavorazione e soprattutto smaltimento.
Abbiamo avuto inoltre conferma dal Petrucco che nell'area verrà costruito oltre ad un importante snodo ferroviario, anche una nuova rampa di accesso alla cosiddetta Grande Viabilità, meglio nota come StradaSuper per tangenti e costi di costruzione.
Senza tenere in debito conto che il terreno su cui avverrà tutto questo è tra i più inquinati al Mondo, come dimostrano i verbali delle Conferenze dei Servizi decisorie del Ministero dell'Ambiente, che ha provveduto, vista l'inadempienza dell'allora proprietà (era la Lucchini) a fare con il suo personale tecnico i carotaggi e le caratterizzazioni dell'intero sito Ferriera, e che abbiamo offerto in consultazione alla nuova proprietà, senza per altro riscontrare grande interessamento (confida nell'Arpa: ahi, ahi). Per farla breve tutte le falde acquifere che finiscono nel Vallone di Muggia sono delle cloache tossiche, e non c'è centimetro di quel terreno che a partire dalla superficie non contenga record di sforamenti da 100 a 1000 volte in più dei limiti di legge per ogni inquinante cancerogeno che esista sul Pianeta. Oltre alle condizioni della attuale linea di costa, in gran parte interrata abusivamente nei decenni, qui Arvedi non c'entra, scaricando soprattutto Loppa e fanghi tossici in mare e che ha un profilo di instabilità progressiva fortemente marcato (vedi sequestro attuato una decina e passa di anni fa dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri).
Tutto questo, e purtroppo altro ancora, mette una pesante quanto onerosa ipoteca sui lavori da eseguire, e l'eventuale “tombamento” delle superfici con un sarcofago di cemento non può limitarsi ad una semplice massicciata o suoletta. Così come la messa in sicurezza della linea di costa attuata finalmente da Invitalia (Stato), inadempiente da cinque anni, sarà molto più difficile del previsto, anche perchè smuovere di un solo metro il fondo fangoso ed altamente tossico per gli effetti delle correnti significa inquinare tutto il Golfo di Trieste fino a Sistiana.
Senza contare il pesante prevedibile inquinamento acustico che la popolazione residente subirà per i lavori, e non per breve durata.
Così come è passata come acqua sul vetro la nostra proposta di mettere in atto fin da subito tutte le misure preventive atte ad evitare le ovvie emissioni acustiche che un grande snodo ferroviario comporta per i quartieri circostanti, così come scongiurare la diffusione di Polveri Sottili PM10 e Micro 2,5 che il traffico ferroviario determina.
In quanto ai fumi dei camini delle navi, a base di “salutare” Zolfo non ci basta una generica rassicurazione, VOGLIAMO garanzie precise e date certe.
A partire dalle fumate nere in uscita costante dalle tre navi da crociera “parcheggiate” in zona Arsenale.




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