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Circolo Miani » News Correnti » Page 92

I cento giorni di Dipiazza.

» Inviato da valmaura il 14 June, 2016 alle 9:59 am

Per spiegare le ragioni che hanno spinto l’assemblea di candidati ed attivisti di NO FERRIERA SI TRIESTE ad invitare elettori (a proposito più di duemila per le Circoscrizioni dove sono finiti nei conteggi sulle comunali?) e cittadini a non andare a votare, a meno di ulteriori novità, domenica 19 giugno al turno di ballottaggio, bisogna partire proprio da quello che ci hanno inviato per l’occasione i due Roberti: Cosolini e Dipiazza. Scontata la lettera del sindaco in cerca di difficile conferma. Ribadisce con coerenza degna di miglior causa, la tesi suicida sulla Ferriera. E non tratta d’altro. Dipiazza invece ci consegna il decalogo dei cento giorni sulla Ferriera, anche lui placidamente indifferente alle altre quattro emergenze del programma della nostra lista civica (Porto, Sanità, Degrado dei quartieri, Casa, e Povertà). Lettolo ed ascoltatolo in un incontro il giorno prima dove paragonava Avarino di Telequattro a Bruno Vespa di Porta a Porta, e lui a Berlusconi per aver firmato i dieci comandamenti anti Ferriera in diretta televisiva, ne siamo usciti basiti. Il famoso decalogo, sintassi ed ortografia a parte che dovrebbe però spingere l’aspirante ri-Sindaco a cacciare a pedate chi glielo ha materialmente scritto, non vale in buona sostanza la carta su cui è steso. Come gli abbiamo premurosamente accennato i punti non servono ad una mazza, anche perché non comprendono minimamente le criticità del ciclo produttivo presente e futuro (laminatoio per nulla “a freddo”) e degli impianti, in particolare l’Altoforno e collegati. Fa sorridere in particolare il “sesto” ove si descrive, seguite le parole, di “verifica della possibilità” di acquistare una centralina, sempre che, ben inteso, la Fondazione CRT gliela paghi (dovrà dunque riappacificarsi con “l’amico” ripudiato Paniccia). Inutile ricordargli che il primo febbraio 2010, lui Sindaco, il Consiglio comunale aveva votato all’unanimità una mozione presentata dal verde Racovelli, allora Presidente della Commissione Trasparenza su suggerimento del Circolo Miani, che impegnava Sindaco e Giunta (di centrodestra) ad assumere proprietà e controllo delle centraline esistenti. Cosa mai fatta da lui, né da quello dopo. In quanto alla Revisione AIA regionale (punto 8 degli sfortunati dieci) vogliamo ricordargli che l’allora consigliere leghista Ferrara gli presentò una interrogazione, scritta in realtà da Fogar, dove si domandava a lui, Sindaco, di chiedere alla Regione (allora Presidente di centrodestra Tondo, dunque “pianeti allineati”a destra) la formale apertura del procedimento di revisione dell’AIA (la prima, quella di Illy-Cosolini). Dunque in fin dei conti il Laureni ha solo imitato. La sua risposta? Da Assessore all’Ambiente (passato il titolare, Maurizio Bucci, detto il “fantasma” sui banchi del Consiglio Regionale, Dipiazza già allora si era tenuta per se la delega “alla Ferriera”) e Sindaco scrisse a Ferrara che “non ne aveva intenzione alcuna”: di chiedere all’amico Tondo la revisione dell’AIA e che Tondo, ovviamente, era d’accordo con lui (non avevamo dubbi). Potremmo continuare ab limitum, da quel “cancro lo chiudo domani”, all’ “abbiamo fatto Bingo” al primo affacciarsi di Arvedi (2007/8) in Ferriera, al “avrei dovuto far evacuare Servola (e perché no Valmaura e San Pantaleone per tenerci stretti) da anni”, che dieci anni da Sindaco sono tanti. Ma chiudiamo ricordando solo che quando gli inviammo copia dell’ordinanza di sequestro e chiusura emessa dal Sindaco di Piombino proprio della Cokeria della Lucchini, proprietaria anche della nostra Ferriera, per sforamenti annui di BenzoApirene di gran lunga inferiori a quelli registrati a Trieste, Dipiazza rispose, nonostante dodici allarmanti lettere inviategli dal direttore ASS (sull’insorgenza di leucemie e tumori a Trieste) che NON intendeva emettere analoga ordinanza (bastava copiarla cambiando date e nomi di città). Pertanto lasciamo ben volentieri, come scrive il novello Mosè nell’incipit del suoi dieci comandamenti, “al comitato 5 dicembre e associazioni ambientaliste riconosciute (?)” di collaborare su questo con l’eventualmente rieletto Sindaco, che a noi quello che non ha fatto dal 2001 al 2011 basta ed avanza. Post scriptum. Sulla saga del Rigassificatore: addirittura due quelli voluti dalla Giunta regionale Illy-Cosolini che aveva pure impegnato la finanziaria regionale Friulia (la Venezia Giulia non tiene schei) nell’operazione, di cui il Sindaco Dipiazza, con la stessa cocciutaggine di Cosolini oggi sulla Ferriera, fu il massimo mallevadore, sostenitore e sponsor quale Sindaco, si aggiunge una piccola puntata odierna del “mito crollato” degli ex-fans su BF di facebook, Menis. Il Pentastellato parlando appunto delle responsabilità di Cosolini prima e Dipiazza poi sul volere il Rigassificatore a Trieste cita le sigle e le associazioni che allora si opposero. Tutte, per altro ininfluenti perché limitate al nucleo familiare del responsabile, meno chi sollevò per primo il problema, informò pubblicamente Trieste e Muggia in due affollate assemblee al Savoia e al Centro Millo, e proiettò il filmato originale dell’Agenzia Federale del Governo americano. Indovinate chi era l’omesso da Menis ed il censurato dal Piccolo: ma cribbio il Circolo Miani con il vituperato Fogar. Complimenti al Paolo, ed alla sua mancata Giunta di cui aspettiamo ancora di conoscere i componenti. Così per puro sfizio (noi) ma per rispetto alla promessa (sua) tanto sbandierata agli elettori in campagna elettorale.


Chi ha vinto? L’astensione.

» Inviato da valmaura il 7 June, 2016 alle 11:08 am

Se anche con quasi ottocento candidati il 49% dei triestini non ha votato a queste elezioni comunali una ragione c’è.
E non si tiri fuori la tesi che in quasi tutte le storiche democrazie occidentali, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, avviene così normalmente ed anche peggio.
L’Italia purtroppo non è una democrazia anglosassone o scandinava.
La fuga dalle urne qui ha una ragione ben precisa.
La convinzione che votare non serve a niente perché tanto “i politici fanno quello che vogliono comunque” e il disprezzo verso i partiti, tutti: vecchi e nuovi, che poi significa la crisi profonda della politica nel nostro Paese.
Anni fa, tanti, Leoluca Orlando, allora democristiano alla sua prima esperienza di Sindaco antimafia di Palermo, disse in un affollatissimo e blindatissimo incontro del Circolo Miani a Trieste che le storture della politica, allora si era nella “prima Repubblica”, facevano si che uno votasse DC per lui ed eleggeva invece Giulio Andreotti.
Il problema tutto italiano è che da almeno trenta anni il discredito della politica si riversa verso tutte le istituzioni (dalla Presidenza della Repubblica fino all’Azienda Sanitaria locale) che dalla politica sono infeudate. Dunque la crisi della politica in Italia è la crisi delle Istituzioni.
Se non si capisce questo e non si legge l’astensionismo italiano sotto questa luce non si comprende la gravità peculiare del caso “Italia”.
Passiamo al risultato di queste elezioni a Trieste.
Dopo il doveroso ringraziamento ai quasi mille e cento cittadini che hanno votato la lista civica NO FERRIERA SI TRIESTE, ed uno speciale abbraccio ai volontari e candidati che, ognuno secondo le proprie possibilità, si sono impegnati e sacrificati in questa impari campagna elettorale, solo poche parole.
La scelta della stampa locale di oscurare la nostra Lista e di concentrarsi solo sui tre candidati cosiddetti “maggiori”, con finestre di riguardo verso Carini e Rosolen, ha contribuito pesantemente, oltre a mettere in atto una truffa informativa a danno dei sempre meno lettori-elettori ed un vulnus alla democrazia, a far perdere Cosolini ed il partito di riferimento del gruppo editoriale: il PD.
Lo avevamo detto e scritto in tempi non sospetti. E così è avvenuto.
Se fossi in Dipiazza, a cui vanno le congratulazioni per un risultato che neppure lui si aspettava in questa misura, manderei di corsa una cassa di pregiati vini in omaggio al direttore del Piccolo.
Questa scelta suicida ha portato in dote a Menis (Cinque Stelle) e soprattutto a Dipiazza (Centrodestra) il voto dei lettori “antiFerriera” del giornale.
Prendiamo atto della scelta fatta dagli elettori dopo i dieci anni di inutili promesse e chiacchiere fatte dal Sindaco Dipiazza dal 2001 al 2011 (del tipo “quel cancro lo chiudo domani” ed “abbiamo fatto Bingo” quando Arvedi si affacciò nel 2007 per la prima volta in Ferriera), suffragate per altro dal presidente regionale Tondo, altro magnifico illusionista. Così come verso il Movimento di Beppe Grillo che per cinque anni è stato in Comune, tre in Regione e Parlamento, senza minimamente incidere sulla questione Ferriera.
Ho avuto modo di osservarli attentamente e da vicino in questa campagna elettorale e sono rimasto letteralmente stupito dalla superficialità e dalla non conoscenza dei problemi su cui parlavano, e dalla assoluta mancanza di proposte concrete e soluzioni precise.
Capisco ad esempio come Dipiazza tema fortemente, e conoscendolo abbastanza so che cercherà di rinviare quel momento il più lontano possibile nel tempo, l’ora in cui dovrà mettere mano non a parole alla questione Ferriera se eletto Sindaco. Questo ovviamente vale anche per Cosolini, ma lo do per scontato visti i bilanci sul tema degli ultimi cinque suoi anni di governo, si fa per dire, della città.
E non occorrevano “confronti” a due mesi dalle elezioni per appurarlo da parte di un comitato decembrino che ha fatto dell’amore odio nei suoi confronti il tema principale della sua esistenza, sostituendolo alla battaglia contro l’inquinamento della Ferriera, e di agitprop a favore di Cinque Stelle e Centrodestra.
Non so, e forse non credo, se sarò presente nel 2021, certamente non da protagonista ma da semplice spettatore, alle elezioni di quella data, ma temo fortemente, da persona che vive e respira a Trieste, che le cose saranno inalterate se non peggiorate, e non mi riferisco solo alla questione Ferriera.
Ma reputo, senza tema di facili smentite, che i nostri concittadini, o almeno quelli che andranno ai seggi, essendo di bocca buona e di scarsa memoria continueranno a votare comunque i Dipiazza o i Menis (a cui auguro comunque una lunga e felice vita piena di soddisfazioni) di turno.
Maurizio Fogar




La vita continua anche dopo il 5 giugno.

» Inviato da valmaura il 3 June, 2016 alle 2:46 pm

Si non ho paura di dirlo: sono amareggiato e stanco.

Una pessima campagna elettorale con il nulla dietro tante parole.

Prendiamo la Ferriera, ma il discorso vale anche per lo stato comatoso della sanità (dall’assassinio del Burlo, a Cattinara), per il degrado dei quartieri di cui tutti si ricordano solo quando ci sono da imbucare i santini elettorali, per l’emergenza povertà, e per non parlare poi del caso dei 17.000 cittadini truffati dalla Coop dei politici.

Potremmo continuare, tanto gli effetti portano nomi diversi ma la causa è sempre la stessa: questa politica. E ci sono dentro tutti.

La sorpresa negativa sono stati per me i Cinque Stelle.

Hanno fatto una campagna elettorale identica in tutto e per tutto alla tanto vituperata vecchia politica da cui, a parole a tante parole, rivendicano la distanza. E invece no, hanno fatto di peggio. Hanno portato a Trieste i “big” del Movimento, come i partiti facevano calare i vari Casini, Berlusconi, Vendola, Renzi, Bossi. Hanno cercato di strumentalizzare il corteo anti Ferriera, la tragedia di piazzale Rosmini dove fino a quel momento di loro nel quartiere per anni non vi era traccia, per non parlare della Ferriera. Finendo con la promessa di presentare i dieci assessori ed il vicesindaco prima del voto.

Dal cilindro pentastellato è uscito un solo nome oltre all’abituale Patuanelli.

Ma sulla Ferriera merita soffermarsi perché i fatti chiariscono meglio di tante parole.

Sulla Ferriera in buona sostanza Cosolini (Centrosinistra), Menis (5 Stelle), Sossi (SEL) e Dipiazza (Centrodestra) dicono le stesse cose (ordinanze per ridurre la produzione e richiesta di revisione dell’Aia da parte della Regione).

Ovviamente nessuno dei quattro si ricorda di essere, quale Sindaco, anche l’Ufficiale Sanitario del Comune a cui tutti, compresi i servizi sanitari e le forze dell’ordine, devono sottostare.

E nessuno sa, non conoscendo lo stato ed il funzionamento degli impianti, che la "riduzione" della produzione non serve a fermare l'inquinamento.

Insomma sparano a casaccio come in questi ultimi quindici anni hanno dimostrato le inutili ordinanze comunali.

Cambiando, di pochissimo visto che si parla dell’organo del duo piddino Serracchiani-Cosolini, argomento: il piccolo giornale ha messo in scena una “informazione” che ha deformato la campagna elettorale e disinformato i suoi sempre meno lettori elettori.

Ha semplicemente cancellato l’esistenza della nostra lista NO FERRIERA SI TRIESTE, raggiungendo vette pensate inarrivabili proprio quando si parlava di Ferriera, cioè quasi ogni giorno, oscurando proprio la lista che si chiama NO FERRIERA.

Sulla cultura, di cui il Circolo Miani è stato dal 1981 il principale strumento cittadino di promozione e diffusione, il Dorigo ha scritto testuale “NO FERRIERA. Cultura non pervenuta”.

Imperterriti fino all’ultimo. Hanno annunciato con dovizia di cocktail e menù tutte le chiusure di campagna elettorale di oggi venerdì, meno la manifestazione di NO FERRIERA delle 17 in piazza della Borsa con alle 18 il comizio di Maurizio Fogar.

Insomma una “macelleria messicana” (ci scusino i messicani ed un po’ meno i macellai) dell’informazione sulla carta stampata, condivisa dal silenzio omertoso di tutti gli altri partecipanti alle elezioni che per interesse di bottega non hanno speso mezza parola per dissociarsi.

Poi si lamentano che la gente non compra il giornale, non va a votare e li manda a quel paese.

Ora tocca a voi.

Possiamo fermarli con il voto. L’unico voto che serve realmente , finalmente utile.

Quello a NO FERRIERA SI TRIESTE.

Non importa votare me come candidato sindaco, bisogna barrare, forte e netto, il simbolo della lista sulla scheda per il Comune e su quella per la Circoscrizione. Tutto il resto non conta.

Tanto per noi la vita non finisce con domenica 5 giugno, purtroppo continuiamo a respirare quello che ci passa la Ferriera, il depuratore fognario a cielo aperto, l’Eternit anche dopo le elezioni e la nostra lotta per la vita prosegue comunque, elezioni o non, come facciamo da diciotto anni.

Per noi la salute, la qualità della vita, un lavoro dignitoso e sicuro, e, permetteteci anche la felicità dei nostri cari, valgono molto più di un voto.

Vi astenete? Basta non lamentarsi poi.

Vi fidate degli altri? Orbene votateli e tanti auguri, ed una prece.

Maurizio Fogar




Quindici anni!

» Inviato da valmaura il 31 May, 2016 alle 2:37 pm

Si, quindici anni sono passati da quando il Circolo Miani, oggi NO FERRIERA, chiese a Comune, Regione, Arpa, ASS e Procura (in sequenza: Dipiazza Sindaco, Illy Presidente Regione, Pace Procuratore Capo) di fare le caratterizzazioni dei terreni, ovvero i carotaggi dei suoli a partire dalle aree verdi, pubbliche e dalle scuole, asili, ricreatori, ecc, dalle zone vicine alla Ferriera e allargando a cerchi concentrici sul territorio del Comune e di Muggia.

Non ci hanno mai risposto.

Siccome siamo testardi e caparbi ed alla salute, a partire dalla nostra e di quella dei nostri cari, ci teniamo, alcuni anni fa siamo ritornati alla carica cogliendo l’occasione dei dati devastanti resi noti dalla stampa nazionale dopo analoga iniziativa assunta a Taranto su ordine di quella magistratura.

Segnalammo con particolare preoccupazione il rischio alla salute per i frequentatori del complesso scolastico di via Svevo (850 bambini e ragazzi, tra l’asilo e terza media, molti con il “tempo pieno”, più insegnanti e personale) dove la centralina, l’unica che pare rimasta ancora oggi in carico alla proprietà della Ferriera, segnalava dati devastanti per le polveri sottili, PM10, è posta nel giardino dell’asilo tra la giostra ed uno scivolo.

Di nuovo soltanto silenzio.

Nessuna forza politica, Cinque Stelle compresi, né la Giunta Laureni-Sossi-Cosolini battè ciglio.

Ora dopo la Pineta di Servola, piazzale Rosmini (e viale Romolo Gessi?) tocca chiudere le aree verdi del Giardino Pubblico! E via Svevo?

Capite ora perché è essenziale votare domenica, 5 giugno, per Comune e Circoscrizioni la lista civica NO FERRIERA Si Trieste.

Perché la nostra vita e la nostra salute valgono di più di una elezione, e per noi questa campagna elettorale non è altro che una tappa di un impegno che dura dal 1998 e che continuerà anche dopo il 6 giugno, perché la vita non si ferma domenica 5, e noi sul territorio ci siamo e viviamo non solo per distribuire “santini elettorali” ogni cinque anni e fare comizi sotto elezioni.

NO FERRIERA SI TRIESTE, per un voto UTILE e che serve!

Venerdì 3 giugno, ore 18, piazza della Borsa, comizio e manifestazione di chiusura della campagna elettorale.

Parlerà Maurizio Fogar.




FERRIERA: Cosolini = Menis = Dipiazza = Sossi.

» Inviato da valmaura il 29 May, 2016 alle 12:27 pm

Ed il “bravo” giornalista del piccolo giornale.

Prima però pubblichiamo il comunicato stampa-invito spedito venerdì alle 15 a tutte le testate giornalistiche, a partire dal piccolo giornale per l’appunto.

CONFERENZA  STAMPA – INVITO

NO FERRIERA SI TRIESTE

"Ieri in mattinata, ad una settimana dalla fine della campagna elettorale, abbiamo ricevuto una e-mail sindacale che ci invitava ad un confronto con i candidati sindaci e le RSU (rappresentanze sindacali interne) della Ferriera al circolo dello stabilimento, per il giorno dopo alle 18.

Posto che ancora non abbiamo il dono della ubiquità o, come nel caso presente, della multi ubiquità (tra le 17 e le 19 abbiamo altri due precedenti appuntamenti), non ci saremo.

Ma poiché da anni, dal 1998, noi con i lavoratori della Ferriera ci confrontiamo, parliamo e abbiamo contatti frequenti, e molti di più di quanto le sigle sindacali possono anche lontanamente supporre, mentre con i rappresentanti “ufficiali” le uniche cose che negli anni abbiamo ricevuto sono stati dinieghi accompagnati spesso da inurbane parole, francamente non abbiamo alcun interesse, posto che ne avessimo avuto il tempo, di confronti così organizzati ad una settimana dal voto.

I sindacalisti questa improvvisa esigenza di confrontarsi la potevano tirar fuori in diciotto anni di impegno del Circolo Miani e non ora.

Poi ci sono altre considerazioni altrettanto importanti. Certo bisogna conoscerle per saperle valutare: cosa che evidentemente non sanno Paolo Menis, ed i suoi supporter, Roberto Dipiazza, Roberto Cosolini e la Rosolen, nonostante la lunga, di tutti, presenza amministrativa e che dimostra una volta di più la loro insufficiente conoscenza delle problematiche legate alla Ferriera.

Le illustreremo in una Conferenza Stampa organizzata per domani mattina, sabato 28 maggio, alle ore 12 al Circolo Miani, in via Valmaura 77, relatore Maurizio Fogar di NO FERRIERA SI TRIESTE."

Ecco, ovviamente bisogna appellarsi all’intelligenza dei nostri lettori, su quella degli altri cominciamo a nutrire seri dubbi, per ragionare su come e perchè la censura della stampa scritta possa arrivare a tal punto che anche sul tema Ferriera si oscuri la lista civica che porta il nome NO FERRIERA.

La prima cosa che salta subito agli occhi è che per il piccolo giornale non sono Dipiazza, Menis, Sossi et similia il vero pericolo, l’avversario del partito degli affari e politica.

No l’accanimento nella censura si riversa sempre e solo sul Circolo Miani e conseguentemente su NO FERRIERA.

Se non si comprende questo ogni altro discorso diventa inutile.

Infatti il “bravo” giornalista di turno, il maranza, l’abituè di Arvedi ora e della Lucchini prima, che fa la cronaca di quel trappolone per bischeri spacciato per “confronto”, si guarda bene dallo spiegare ai suoi sempre meno lettori le ragioni dell’assenza di NO FERRIERA.

Ma sulle ragioni del perché, al di là degli altri impegni precedenti che non possono essere sconvolti da un invito arrivato 24 ore prima, argomenteremo a breve.

Ora ci preme farvi capire perchè quegli “ = o uguali” tra i nomi dei quattro candidati sindaci nel titolo.

Perché sulla Ferriera dicono tutti per sommi capi la stessa cosa.

Cominciamo da Cosolini. Lo ha ribadito pure giovedì in una lunga lettera sul compiacente foglio locale.

La posizione sua e del PD, ma anche del Laureni di Sel (il “capolavoro” di Marino Sossi di cinque anni fa: l’inserirlo in Giunta con delega all’ambiente) è sempre stata questa: se le emissioni non si riducono, facciamo le ordinanze per ridurre la produzione. Con l’aggiunta della sparata di Laureni nell’estate del 2011 “entro ottobre daremo il via alla revisione dell’AIA (la prima, quella concessa dalla Giunta Regionale Illy-Cosolini) alla Ferriera”.

La posizione di Menis e 5 Stelle. Da sindaco ordinerò la riduzione della produzione e chiederò alla Regione la revisione dell’AIA (la seconda)

La posizione di Dipiazza, presente al secondo corteo del 22 maggio per la chiusura dell’area a caldo, francamente incomprensibile salvo nella parte che riguarda la revisione dell’AIA.

Ed infine la posizione di Sossi, quello che con il suo voto determinante ha impedito la discussione in Aula della petizione per l’immediata chiusura dell’area a caldo promossa dal Circolo Miani e sottoscritta da oltre diecimila triestini, sostanzialmente simile a quella dei primi tre.

Ovviamente nessuno dei quattro si ricorda di essere, quale Sindaco, anche l’Ufficiale Sanitario del Comune a cui tutti, compresi i servizi sanitari e le forze dell’ordine, devono sottostare.

E nessuno sa, non conoscendo lo stato ed il funzionamento degli impianti, che la "riduzione" della produzione non serve a fermare l'inquinamento. Insomma sparano a casaccio.

La frase del sindacalista Palman, poi “Sei tu che la rovini a noi (salute e vita). Hai già cent’anni. Fino a quando vuoi vivere ancora, fino a duecento?” rivolta ad un anziano presente al “confronto” dà l’esatta misura del livello del dibattito e dell’apertura mentale del sindacato organizzatore.

Lo stesso che dal novembre 2013, da quando cioè in due conferenze stampa la Procura ha reso nota la perizia dell’Azienda Sanitaria che certificava in 83 i lavoratori deceduti per tre soli tipi di tumore in Ferriera per le mansioni che svolgevano, non ha mai aperto bocca per commentare.

Meglio a questo punto confrontarsi direttamente con il “padrone delle Ferriere”.





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