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Circolo Miani » News Correnti » Page 91

Roberto Dipiazza. Non è partito con il piede giusto.

» Inviato da valmaura il 11 July, 2016 alle 11:47 am

Ci riferiamo al discorso di apertura del Sindaco Dipiazza, almeno nella versione riportata dalla stampa.

Un inutile sfoggio di muscoli su argomenti di cui il Comune meno si occupa e meglio fa, vista anche la scarsissima competenza in materia.

Silenzio, se non prendiamo in considerazione il riproporre di slogans elettorali, su alcuni problemi chiave per la nostra comunità come ad esempio il degrado dei quartieri dove lui stesso si porta addosso dieci anni di colpevole inattività (dal 2001 al 2011).

Sulla Ferriera le solite affermazioni a fronte di una situazione inalterata mentre i “cento giorni” trascorrono trasmettendo la netta sensazione che in Comune non sappiano dove metter le mani, e non poteva essere diversamente visti i protagonisti.

Qualche speranza nasce dal fatto che in Giunta sono stati chiamati assessori come Giorgi, Lobianco, Grilli e fors’anche Rossi, che rispetto al passato in quegli incarichi fanno ben sperare.

Ed ora passiamo alle Circoscrizioni.

I “talebani” autolesionisti. Ovvero il suicidio rionale dei Cinque Stelle.

Premesso che dal 2001 sosteniamo che le Circoscrizioni, queste Circoscrizioni, così come sono normate sono degli enti assolutamente inutili la cui abolizione farebbe risparmiare ai cittadini un bel gruzzolo da utilizzare a fin di bene (oggi in sostanza il loro ruolo si riduce a dare pareri obbligatori per legge ma esclusivamente consultivi su alcuni interventi del Comune. Pareri di cui l’amministrazione comunale solitamente  non tiene in alcun conto).

Premesso poi che le divisioni territoriali sono talmente strampalate e prive di identità e tradizione (che ci azzecca Roiano Gretta Barcola con Chiadino Rozzol: giusto per fare un esempio) che sembrano uscire dalla mente di un pazzo.

Premesso che come Circolo Miani abbiamo dimostrato in un seminario ed in una ricerca nell’anno 2000  che o si riportano appunto le circoscrizioni a dimensione rionale. Individuando degli appositi immobili pubblici sul territorio, e magari dotati di un’area verde, che diventino il cuore pulsante dei servizi (sociosanitari, aggregativi, culturali e ricreativi) del quartiere e non solo fonte di rilascio di documenti.

Che si dimezzino il numero dei consiglieri ma si deleghi ai Consigli parte significativa delle deleghe operative ora in carico a diversi assessori: trasferendo soldi, potestà decisionale e personale (una riforma di decentramento reale a costo zero).

Premesso tutto questo, dopo l’ultima tornata elettorale abbiamo lanciato una proposta (ignorata more solito dalla stampa locale) per affidare unitariamente, ovvero con la condivisione di tutte le forze politiche che esprimono degli eletti nelle Circoscrizioni, la Presidenza delle stesse ai consiglieri espressione delle forze di opposizione alla maggioranza che in Consiglio comunale guida il Comune. Insomma siccome agli effetti pratici questo non intralcia minimamente chi guida la Giunta comunale, era un modo di riproporre una specie di Commissione Trasparenza allargata al territorio. Ricordiamo qui che la Presidenza di questa Commissione in Consiglio comunale viene affidata per legge alle forze politiche di opposizione.

Oltretutto le finalità di questa proposta servivano ad offrire ai cittadini eletti in Circoscrizione, molto spesso giovani alle loro prime esperienze ma animati in gran parte da uno “spirito di servizio”, l’occasione di superare barriere di parte, divisioni ideologiche quanto inutili, schieramenti precostituiti. Insomma i ruoli imposti da una logica partitocratica ed ingessata nel tentativo comune, si sperava, di sperimentare un nuovo approccio della politica col territorio e con la gente che vi vive.

Dobbiamo rilevare con amarezza che tale iniziativa a cui, bisogna riconoscere, eletti nel Centrosinistra avevano dato la loro adesione, è fallita per la completa talebana chiusura dei Cinque Stelle. Proprio di quel Movimento che predica trasparenza, controllo e quanto altro da parte dei cittadini sulle scelte della politica. Hanno dunque preferito consegnare in toto alla stessa maggioranza che guida l’amministrazione comunale anche le presidenze, che è l’unico strumento minimamente operativo, delle Circoscrizioni.

Come motivazioni ho ascoltato e letto i soliti slogan ed affermazioni che “tra cinque anni vinceranno da soli” (intanto la gente può star male ed aspettare il Grillo dell’avvenire), e francamente da una forza che cinque anni fa, nel 2011, a Trieste prima cercò disperatamente di trovare i candidati per presentarsi anche alle elezioni circoscrizionali e poi fallendo l’obbiettivo comunicò alla stampa che i Cinque Stelle non partecipavano a queste elezioni perché, come per la Provincia, erano contrari a questi enti inutili, questa è stata una scelta “contronatura”, la loro.




Ma cosa hanno in testa?

» Inviato da valmaura il 7 July, 2016 alle 12:20 pm

Un mondo sottosopra, verrebbe da dire. Dove non esiste buonsenso né giustizia.
Abbiamo la sanità pubblica, a partire dagli ospedali (Cattinara e Burlo) in piena crisi, per non parlare del Pronto Soccorso (abbiate almeno la decenza di tirargli via dal nome quel “Pronto”), per mancanza di fondi.
Migliaia di triestini stanno sopravvivendo a stento, molto a stento, per l’emergenza povertà dove i “servizi sociali” (le virgolette sono più che d’obbligo) non hanno neppure gli spiccioli per aiutarli.
I quartieri sono nel punto più basso del loro degrado da trenta anni a questa parte, e questi cosa fanno?
Spendono centinaia e centinaia di migliaia di euro per una improbabile pista ciclabile in viale Campi Elisi, dopo aver fatto il Ponte “Curto” che altrimenti il Canale di Ponterosso si attraversava a nuoto.
Stanno studiando di buttare una decina di milioni di euro nell’ennesimo rifacimento della funzionale Piazza Libertà e nell’estensione dell’acqua fino al colonnato di quell’orrida chiesa di Sant’Antonio nuovo. Per non parlare dei cinque e passa milioni per l’Ursus. E di amenità varie come l'acquisto di revolver, o di concerti e "grandi eventi".
Perché lo fanno?
Semplice l’importante è fare girare i soldi, pubblici si intende, sempre tra le solite ditte riconoscenti. Tanto se questi politici stanno male mica fanno la fila all’ospedale.
Per la giustizia è grosso modo la stessa cosa. Dopo il “blitz” al panificio ora tocca al molo pescatori. Sempre i ragni (ma non portavano fortuna?) e lo sporco. Alzare la testa oltre lo Scalo Legnami no? Chissà quanti ragni e sporco si trovano in Ferriera. Ecco in quasi venti anni abbiamo sbagliato tutto.
Altro che denunciare l’inquinamento, le costruzioni sterminate senza attendere le regolari autorizzazioni, le discariche abusive come gli interramenti di rifiuti tossici.
Dovevamo chiamare il Sinter e l’Enpa, con l’Ufficio Zoofilo comunale per interventi contro ragni, scarafaggi e pantegane, e magari per qualche macchia di luridume. E la Ferriera l’avrebbero chiusa in un amen.
Vallo a pensare.




Il magnifico bugiardo.

» Inviato da valmaura il 22 June, 2016 alle 10:57 am

Sentire Renzi, Presidente del Consiglio e Segretario del PD, dopo la tranvata ricevuta dal suo partito a queste elezioni amministrative, predicare che bisogna investire nei condomini, intesi come periferie, offre lo spettacolo di uno che solo qualche mese fa, dopo la strage di Parigi, aveva solennemente dichiarato che “per ogni euro investito in sicurezza (si parlava di miliardi) un altro deve essere speso per aiutare le associazioni che lottano contro il degrado delle periferie”. Qui l’Ater a guida rigorosamente PD lo ha preso alla lettera, ha subito notificato al Circolo Miani ed a Maurizio Fogar un decreto ingiuntivo per il recupero forzato di 12.000 euro (dopo i 19.000 euro precedenti e l’ipoteca sulla sua casa, ma per il cadreghinista Fogar, la “prima donna” locale questo è normale quanto dovuto) frutto, a sentir loro, di una morosità pregressa negli affitti del Circolo. Da notare la data di una tempestività eccezionale, il 3 giugno, a 48 ore esatte dal voto per le Comunali. Forse Cosolini, come del resto il Dipiazza, farebbe meglio a guardarsi dagli “amici e compagni” di partito (il pordenonese Antonio Ius, il direttore Ater Trieste, è segretario del PD di Pordenone e dirigente regionale del Partito, oltre che fresco reduce dei disastri appunto di Pordenone e della sua Cordenons). Ad ogni emergenza, terrorismo la prima e disfatta elettorale la seconda, Renzi promette solennemente investimenti ingenti per combattere il degrado delle periferie, che rimangono altrettanto solennemente sulla carta. Se poi la sua Vicesegretaria, ancora per poco, Serracchiani che ha visto nella Regione che presiede tre capoluoghi di Provincia su quattro passare al Centrodestra, promuove i Ius di turno, allora crediamo che l’esito delle regionali del 2018 sia già scritto e scontato, nonostante questo centrodestra. Interessante notare come oggi, a partire dal Paolo Rumiz dalle colonne del Piccolo, il giornale che dal 2000 oscura caparbiamente la più significativa realtà socioculturale che ha sede proprio a Valmaura, nel cuore delle periferie devastate (quelle che il Dipiazza scopre solo oggi dopo dieci anni da Sindaco), e che da venti anni denuncia il degrado dei quartieri cittadini, ponga questa emergenza come la priorità per la politica a Trieste e causa primaria della sconfitta del suo PD. Peccato che in questi sedici anni non abbiamo mai letto una sua riga su questo né a denuncia della “macelleria messicana” praticata dal giornale dove scrive sull’informazione cittadina. Ben svegliato dolcezza.


Trieste. La vocazione servile.

» Inviato da valmaura il 18 June, 2016 alle 10:52 am

Leggiamo sulla stampa alcune notiziole che però sono molto indicative sul DNA della gente che abita questa città. Non tutta si intende ma della grande maggioranza senza dubbio.

Cominciamo dai “piagnoni” che a Napoli almeno si sono trasformati in professionisti pagati per accompagnare i funerali.

Ultimo, in ordine di tempo, il socio prestatore ciulato delle fallite Coop che oggi in lettera sulle Segnalazioni inveisce contro la politica e “tutti” i partiti che in campagna elettorale non si sono ricordati del 17.000 concittadini truffati nei loro risparmi.

Sbadato, ignorante e mi fermo qui per non rischiare querela.

Se c’è stato un candidato sindaco che prima e durante la campagna elettorale, si è battuto ed ha sollevato in ogni dove il problema è stato Maurizio Fogar e la lista civica che lo sosteneva, NO FERRIERA, aveva tra i suoi candidati per Comune e Circoscrizioni proprio un socio truffato per 26.000 euro.

Bastava votarlo, semplice no? Ed invece questi ex soci Coop per altro frantumati ed incapaci di coordinarsi si sono rivolti in ginocchio a supplicare la politica, tutta responsabile di quanto loro successo, ad aiutarli e per di più in campagna elettorale dove le promesse non si negano a nessuno.

Hanno lasciato cadere senza neppure rispondere l’invito fatto dal Circolo Miani di consegnare loro le chiavi della sede per usare a loro piacimento i locali per organizzarsi efficacemente. Si sono rivolti supplici proprio a quella politica di cui i vertici delle fallite Coop erano infeudati in ogni ordine e grado (era considerato il “buon ritiro” dei politici trombati). Hanno di fatto rinunciato a chiedere “verità e giustizia” ed a pretendere dalla Regione l’indennizzo totale.

A saperlo prima potevano fregarli di più e meglio.

I giovani laureandi con master che l’università di Tirana, quella della “laurea” a Bossi junior, sembra Oxford a confronto. Fanno una ricerca, un sondaggio utilizzando le migliori tecnologie di internet per annunciare che ai “giovani” triestini, immaginiamo tutti iscritti a quella università che sforna in alternativa o immigrati, o disoccupati, o sottopagati ed infine esprime da decenni quella brillante classe dirigente che Trieste si ritrova, della Ferriera non gliene frega niente.

Ne riparleremo tra qualche annetto quando l’oncologo di turno, si tranquillizzino anche lui laureato nella loro università, scuotendo la testa annuncerà lo stadio terminale di una neoplasia.

Comizi e mortadella, ma anche il “cotto” va bene lo stesso.

Perfino gli imperatori romani si sarebbero vergognati, loro che hanno inventato il “panem et circenses”.

La cosiddetta campagna elettorale si è chiusa sotto un uragano di rutti e ruttini, emessi a bocca piena e mani impegnate a sorreggere i “rebechini” ed il bicchiere di vino, o birra, diffusi a quintalate ed ettolitri dai candidati sindaco. Qui al voto di scambio si è sostituita la mortadella di scambio e l’ebbrezza alcolica.

“Mai visti tanti mone concentrai in così poco posto come a Trieste”. Nereo Rocco, el Paron.




Imbroglioni non so, incapaci sicuro.

» Inviato da valmaura il 17 June, 2016 alle 12:02 pm

Un fatto è certo, o all’Ufficio elettorale della Regione guidato dalla Pecile, o più probabilmente a quello del Comune con in testa il duo Maricchiolo-Ghirardi, o in ultima scelta all’Insiel, non sanno fare i conti e non conoscono minimamente la legge elettorale.

Il caso clamoroso compare sulle pagine dei risultati, “dati ufficiosi” del sito della Regione FVG, inerenti al voto nelle sette Circoscrizioni del Comune di Trieste, e di conseguenza nella composizione dei consigli stessi sulla base del riparto dei seggi.

La legge, ovviamente e dal 1946, prevede che a determinare riparti e composizione siano i “voti validi”, tolte cioè le schede bianche e nulle, e non i “votanti”.

Una differenza non da poco soprattutto quando, come nel nostro caso, la somma di queste ultime sfiora talvolta il 10% dei votanti.

Cosa comporta questo di fatto? Che il quoziente per eleggere i consiglieri risulta aumentato (occorrono più voti per eleggere un consigliere) e dunque l’elezione falsata. Semplice no?

E per favore non ci si venga a dire che si tratta di un banale errore. Ripetuto sette volte?

Chi lo ha commesso, chi non ha esercitato il dovuto controllo, se ne deve andare di corsa. O con le sue gambe o cacciato seduta stante. Ci sono tanti altri lavori meno impegnativi intellettualmente che può egregiamente compiere in Comune e Regione. Lo si sfrutti dunque per le sue capacità reali.

Ed ora ecco la lettera inviata due volte (non rispondono da quattro giorni) ai responsabili degli uffici elettorali in questione. Qui di ricorsi al TAR non è proprio il caso di parlarne, come invece a sproposito hanno fatto le responsabili comunali, perché fino a quando i dati non diventano “ufficiali” la legge li esclude (ma queste la legge la conoscono?). E proprio perché sono “ufficiosi” possono essere aggiornati, riesaminati e modificati. Guardando le schede non i verbali di cui alcuni risultano palesemente pasticciati.

Servizio elettorale

Regione Friuli Venezia Giulia

Comune di Trieste

Commissione Circondariale

 Alla luce di quanto inviatovi in data 4 giugno, ovvero della richiesta formale di un attento controllo del voto disgiunto nelle operazioni di spoglio e scrutinio per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Trieste a cui richiamare con apposita circolare i presidenti di seggio.

Richiesta respinta da questi uffici.

Preso atto che tra i voti validamente espressi per l’elezione del sindaco (96.785) e quelli di lista (74.929) vi è una differenza di ben 21.856 voti pari al 22,6% del totale, una cifra incredibilmente alta anche rispetto al voto valido espresso per le liste circoscrizionali (92.077).

Verificato che nei dati “ufficiosi” pubblicati sul sito della Regione alla lista NO FERRIERA SI TRIESTE risultano accreditati per il Comune 1009 suffragi e nelle contemporanee elezioni Circoscrizionali 2121 voti.

Considerato che sulla scheda elettorale la posizione assegnata alla medesima lista era l’ultima nella colonna centrale, in basso ad un centimetro dal bordo della scheda medesima.

Rilevato che nelle ultime due settimane in tutte le uscite pubbliche, scritte, radiotelevisive e sui social forum, NO FERRIERA SI TRIESTE aveva invitato i cittadini a votare il candidato sindaco che preferivano o ritenevano “utile” ma a barrare invece il simbolo della medesima

sulla scheda elettorale, dunque ad esercitare in modo sistematico ed organizzato l’opzione del voto disgiunto.

Rilevato altresì che invece nei dati ufficiosi pubblicati dalla Regione risulta avvenuto l’esatto contrario, ovvero il candidato Sindaco Maurizio Fogar viene accreditato di 81 voti in più di quelli conseguiti dalla lista.

Tutto ciò premesso si avanza formale richiesta di un completo riesame delle 21.856 schede risultanti contenere solo il voto per un candidato sindaco al fine di verificare la presenza di voti non assegnati alla lista denominata NO FERRIERA SI TRIESTE.

Si chiede di inviare la risposta ai seguenti indirizzi di posta elettronica: ferruccio.luchi@gmail.com e circolomiani@gmail.com

Cordiali saluti

Ferruccio Luchi (delegato di lista)

Maurizio Fogar per NO FERRIERA SI TRIESTE (335.6140880)

 





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