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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il “Lacan” triestino: Roberto Dipiazza.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 9

Rifiuti Trieste: francamente inaccettabile.

» Inviato da valmaura il 25 March, 2019 alle 11:07 am

Lasciamo perdere la qualità e la puntualità del servizio asporto rifiuti che tra le foto c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Ora il Comune per bocca dell'infausta assessora Polli se ne esce con la notizia che la differenziata non è un guadagno ma un puro costo per la pubblica amministrazione. Allora la domanda che sorge spontanea e immediata è: a che serve?

E diciamo subito che serve per ridurre l'inquinamento ambientale e Dio sa quanto oggi sul Pianeta ce ne sia bisogno. Ma la nostra domanda si riferiva invece alle frottole che evidentemente ci hanno spacciato per anni (il vetro viene venduto, così come carta e cartoni, per non parlare di plastica e lattine). Insomma tutto falso?

Ce lo mettano nero su bianco, così come i costi e guadagni della quotata in Borsa Acegas-Aps Gruppo Hera a partire dall'Inceneritore, costruito e pagato con i soldi dei Triestini.

Tra le altre cose passa quasi inosservata la notizia che dal prossimo anno nella tassa rifiuti comunale, dunque soggetta ad ulteriore aumento, verrà inserito il costo per la manutenzione delle aree verdi oggi servizio comunale anche se improvvidamente appaltato all'esterno.

Insomma i cittadini andranno a pagarlo due volte, con l'addizionale Irpef comunale e con la Tari. Della serie meglio abbondare che deficere ma chissà perchè abbiamo la sensazione che il servizio verde pubblico, a parte gli abbattimenti in serie, continuerà solo a “deficere”.

La galleria fotografica è visibile sulla pagina Circolo Miani di Facebook




FERRIERA. La semplice verità.

» Inviato da valmaura il 23 March, 2019 alle 12:08 pm

Potremmo partire dal 1998, perchè a tanto è datato il nostro rapporto con lo stabilimento siderurgico.
Allora eravamo gli unici a impegnarci e lottare per la tutela della qualità della vita e della salute di cittadini, muggesani compresi, e lavoratori.
Ma per comodità, visto che abbiamo la presunzione di dare per conosciuta la nostra storia, ci limiteremo agli ultimi anni. Ovvero alle amministrazioni Serracchiani e Fedriga in Regione e Cosolini e Dipiazza ter in Comune.
Il loro bilancio, saremo sintetici perchè tutti lo hanno visto e lo vedono, è totalmente fallimentare.
Non ci sono scusanti che tengano e neppure quell'arrampicarsi sugli specchi di portavoce dello Scoccimarro, che motivano ora con l'impossibilità legale di chiudere alcunchè di proprietà privata la loro inazione nei fatti: perchè per parlare parlano, tanto ed a vuoto.
Ed allora se Dipiazza e il duo Scoccimarro/Fedriga sapevano un tanto perchè allora mentire spudoratamente prima del voto?
Due sono le cose: o ignorano i concetti elementari del diritto e pertanto non sono degni di amministrare neppure l'orticello sotto casa, oppure hanno semplicemente strumentalizzato il problema per trarne vantaggio elettorale. Tertium non datur, dicevano i Latini.
Simile bilancio, il vuoto cosmico, si può trarre per il terzo polo politico, ovvero quel Movimento Cinque Stelle che in buona sostanza è stato ed è una brutta copia del centrodestra sulla Ferriera.
Analogamente quelle sigle vecchie, seminuove ed usate che si sono prestate, anzi offerte ai giochini dei partiti e movimenti, sponsorizzate da stampa e televisioni al loro servizio, oggi non esistono praticamente più.
Stop all'analisi, e passiamo alle novità.
Il nostro, di Servola Respira e Circolo Miani, rapporto con la direzione Ferriera non è facile, e nè poteva esserlo visto le storie di rispettiva provenienza, ma è giusto che i nostri lettori ne siano aggiornati, anche alla luce dei risultati dell'incontro di mercoledì scorso.
Dopo aver messo argine agli episodi di spolveramento dei cumuli minerali a parco (soprattutto imbrattanti) e diminuito sensibilmente l'inquinamento acustico proveniente dallo stabilimento, ora siamo alle prese con l'emergenza polveri, soprattutto di origine carboniosa dunque Cokeria, ed odori (idem). E mentre procedono i lavori (un milione e 700.000 euro il loro costo per Arvedi) da noi richiesti sull'impianto di agglomerazione (abbattimento del rumore, installazione di nuovo aspiratore e filtro con sostituzione di parte della meccanica) ora si tratta di risolvere proprio il problema causato dalle emissioni di polveri imbrattanti e di odori insopportabili, e tra le altre cose sono ricomparsi copiosamente i “lustrini” ovvero la grafite.
A giorni verrà installato un deposimetro sulla terrazza tetto del Circolo Miani con l'intento proprio non di misurare ma di analizzare le polveri carboniose raccolte per identificare i punti del ciclo produttivo che ne determinano la fuoriuscita ed intervenire di conseguenza.
Insomma noi non sappiamo se e soprattutto quando, all'interno del nuovo sviluppo della logistica portuale a cui molti gruppi internazionali, e dunque non solo Cinesi, hanno dimostrato interesse, Arvedi deciderà di vendere e chiudere parte o tutto lo stabilimento. Sappiamo invece che non dobbiamo perdere tempo, e proseguire nella strada per ridurre ai minimi termini i disagi causati al territorio dalla Ferriera, con fatti e non chiacchiere.
L'Arpa e la politica? Buona questa.



Come va?

» Inviato da valmaura il 21 March, 2019 alle 12:46 pm

Noi il nostro, ovvero cercare di offrire praticamente ogni giorno un'informazione che non trovate da altre parti e ricordare il passato recente, lo facciamo, o meglio cerchiamo di farlo, quotidianamente.

E se pensate che sia cosa facile e leggera, a partire dalla ricerca del materiale, di foto, vignette e video, oltre a scrivere l'articolo, provate a vedere quanti ne trovate, sui “social” a partire da questo, che lo facciano agratis.

Vi basti solo pensare che un “giornalista” regolarmente assunto lavora di meno e soprattutto ci guadagna, e non poco!

Vi abbiamo detto e ridetto fino alla noia, vostra che leggete e nostra che lo scriviamo, che riteniamo fondamentale, specialmente in una città come Trieste dove il resto della “informazione” scritta e televisiva canta nel coro, riuscire ad allargare “l'offerta” informativa nell'unica finestra di cui disponiamo, e nonostante i dispetti di Facebook.

Non prendetelo ovviamente come un rimprovero ma pensate se invece di 4200 persone a seguire le nostre pagine ci fossero dieci volte di più. Soprattutto se considerate che il piccolo giornale ha toccato il fondo nella vendita di copie, la Rai in Regione è un servizio pubblico (cioè pagato da noi) dei partiti, e a TeleCamberquattro basta il nome.

Insomma abbiamo la presunzione di ritenere che come noi perdiamo mezza giornata (sabato, domeniche e festività comprese) a pubblicare le notizie che a torto o ragione riteniamo importanti, così vogliamo sperare che voi possiate perdere mezzoretta al mese nell'invitare i vostri amici, conoscenti e parenti, a mettere il loro “Mi Piace” a queste nostre Pagine a partire da quella del Circolo Miani.

Non sapete la rabbia e lo scoramento che ci assale quando scorrendo la lista delle centinaia e centinaia di persone che mettono il loro “mi piace” ai singoli articoli vediamo che la metà di questi non ha mai accettato il nostro invito a mettere il loro “Mi Piace” alla nostra Pagina e magari a cliccare pure sul tasto “segui”.

Non aspettatevi di trovare sempre e comunque opinioni politiche vicine alle vostre preferenze. Aspettatevi invece di trovare equanimamente critiche, osservazioni e suggerimenti a tutti: noi non abbiamo altra “parte” che il bene della nostra comunità. Per fare i “coristi” ci sono già tanti che a Trieste non avete che l'imbarazzo della scelta.

Collaborare a questo sforzo di aumentare la “tiratura” e la diffusione delle nostre notizie è già un piccolo, modesto, ma importante (i numeri contano, eccome) contributo alla battaglia per fornire alla città una informazione migliore e soprattutto utile.

E, se ci consentite, a gratificare moralmente il nostro impegno.

Si avvicina la data delle dichiarazioni dei redditi, di qualunque forma e tipo siano (anche le precompilate) esse contengono una parte per la destinazione del 5 X 1000 alle associazioni di volontariato come il Circolo Miani. Basta scrivere nell'apposito spazio il Codice Fiscale del Circolo 90012740321 e firmare. A voi non costa nulla e per noi significa tanto.

Aiutateci ad Aiutarvi!




Tassa scovaze e Porto. Sindaco non ci siamo!

» Inviato da valmaura il 20 March, 2019 alle 11:27 am

Partiamo dal secondo, ovvero il Porto. Dopo essersi fatto fotografare in formato “maxi” sul piccolo giornale mentre dinanzi una mappa illustrava a braccio faraonici progetti ai suoi ospiti “cinesi”, ora bassissimo profilo, praticamente muto come un pesce, lasciando il Presidente dell’Autorità Portuale a sbrigarsela da solo contro chi fa di tutto, strumentalizzando la sindrome cinese, per tarpare le ali al futuro di Trieste.
Non ci serve proprio un sindaco così, che tra l’altro ha di fatto perso l’ennesima causa al Tar contro Arvedi, e quella Ferriera che lui giurava con l’inchiostro avrebbe avviato a chiusura nei suoi “primi”, vabbè erano primi per la terza volta, “100 giorni”.
E magari poi a “memorandum” italo cinese firmato si pavoneggerà come il novello Mao domacio.
Ed eccoci al classico aumento della tassa sulle scovaze (sotto riportiamo il nostro articolo dell’altro giorno: profeticamente facile conoscendo lui e la sua Giunta).
Almeno avesse la dignità di dire ai triestini poche parole, tipo: guardate ci sono tanti, troppi concittadini in povertà, gli ospedali ed i servizi sanitari sono in piena emergenza ed allora occorre che tutti facciano un piccolo sacrificio in più. Mi impegno a destinare ogni quattrino del Comune a queste emergenze e chiedo il vostro aiuto. Ecco basterebbe questo e siamo convinti la città capirebbe.
Ma lui non ne è capace. Tutto qua.
Una volta tra Cosolini e Dipiazza la differenza era nel peso corporeo, ora neppure più in quello.

Rifiuti. Più “differenzi” e più paghi?
C’è qualcosa che non va e non convince.

Agli albori della prima raccolta differenziata dei rifiuti, a Trieste “scovaze”, il Comune pubblicizzava che separare carta, vetro, plastica, lattine avrebbe portato un guadagno (i contenuti di campane e bottini vari vengono venduti alle aziende di riciclaggio) e ad una conseguente riduzione dei costi sostenuti dal Comune stesso e dalla sua municipalizzata (Acegas). Il rimanente veniva “bruciato” nell’inceneritore, costruito e pagato sempre con i soldi di noi cittadini. Oggi quest’ultimo è una attiva fonte di guadagno proprio per la ex municipalizzata che brucia con le linee 2 e 3 (che inizialmente dovevano servire solo per il fermo manutenzione della prima) rifiuti provenienti dalla Regione, dall’Italia ed anche da fuori. Con conseguenti lauti guadagni per i “conferimenti” e conseguenti lauti disagi per l’arrivo ed il passaggio dei Tir che le trasportano da fuori.
Oggi che hanno perfezionato quasi al massimo la raccolta differenziata, il Comune di Trieste si appresta a fissare nuove e più care tariffe (tasse) per i triestini.
No, c’è qualcosa che non va. Con l’aumento della differenziata, ed il conseguente lavoro che i cittadini fanno nel dividere e trasportare ai contenitori le domace scovaze, con il seguente aumento dei ricavi della loro vendita, e con gli utili derivanti dall’inceneritore, avrebbe dovuto corrispondere una forte riduzione della tassa sui rifiuti. Che invece viene aumentata.
Decisamente non capiamo. O siamo amministrati (indipendentemente dal colore politico) da degli incapaci a cui non andrebbe affidata nemmeno la custodia di un salvadanaio di un bimbo, o cosa.
Ce lo spieghino, e velocemente. Perché “bechi e bastonai” passi ma “contenti” proprio no.”




Il Porto cinese.

» Inviato da valmaura il 18 March, 2019 alle 2:52 pm

E già che ci siamo: Il Castello di Miramare la nuova “città proibita” dell'ultimo Imperatore.

Veramente stucchevole la sceneggiata scatenatasi in un bicchier d'acqua sulla Cina “comunistaccia” che si compra l'Italia a partire dal Porto di Trieste. Ma dà la misura della statura dei politici italiani, e spesso anche dei nostri confindustriali d'accatto: i più “comunisti” al mondo, che Stalin al confronto era una mammoletta, specializzati nel campare a spese dello Stato, a prendere soldi pubblici e, senza pagare dazio alcuno, filarsene a fare affari e metter su casa e bottega nel Terzo Mondo.
Ora che l'esausto Zeno D'Agostino, che non è una vergine vestale politicamente parlando, si sia sgolato da tempo a dire e ribadire che chiunque venga ad investire nel Porto di Trieste-Monfalcone che lui guida, dovrà rispettare due semplici quanto ovvi vincoli universalmente riconosciuti: ovvero operare secondo le leggi della Repubblica Italiana, dunque anche quelle di una Europa distratta quanto astratta, ed avvalersi di manodopera locale alle condizioni contrattuali vigenti a Trieste e non a Pechino, Budapest, Seul, Istanbul ed avanti con la geografia, serve a poco o nulla.
E possiamo dirla francamente tutta?
Ci avete rotto i cabasisi, Montalbanamente parlando, e state giocando con l'unico futuro certo di Trieste, con la vita prossima ventura dei triestini, per difendere le vostre rendite di posizione, i vostri orticelli elettorali, vecchi e nuovi.
Non sarà mica che ai colossi economici che si stanno affacciando in città non riuscite a chiedere tangentine un tanto al metro quadro? Che vi distruggerebbero con un ruttino da brioche.
Continuate a giocherellarvi con gli “spezzatini” in Porto Vecchio che di questo passo sembra più una Gardaland di Riccione, al pari del fantasmagorico Parco del mare, che forse avrete maggior fortuna nel raccattare qualche “cadeau”.

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