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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

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Circolo Miani » News Correnti » Page 89

Conoscere per cambiare!

» Inviato da valmaura il 28 December, 2016 alle 12:51 pm

Conferenza Stampa

Invito

 

Venerdì 30 dicembre, alle ore 15, al Circolo Miani, in via Valmaura 77 (nono piano ascensore di destra nel portone) a Trieste, si terrà una riunione del neo costituito coordinamento cittadino della lista civica NO FERRIERA SI TRIESTE in collaborazione con il Circolo Miani.

La parte iniziale sarà dedicata ad una Conferenza Stampa in cui Romano Pezzetta, già responsabile della conduzione degli Altoforni sotto l’Italsider e Pittini, già Vice Presidente del Miani e Portavoce di Servola Respira, autore di diverse denunce in Procura sullo stato degli impianti: atti da cui prende spunto la nuova indagine della Procura stessa nei confronti di Arvedi e Siderurgica Triestina, interverrà su “Perché l’amministrazione Dipiazza sbaglia e non riuscirà a chiudere l’area a caldo della Ferriera”.

Seguirà un intervento della consigliera Aurora Marconi promotrice delle tre mozioni approvate dalla Settima Circoscrizione e che sono gli atti più significativi dell’ente Comune in questi sei mesi di vita della nuova consigliatura.

Ovvero quella per l’inserimento nei costosi lavori di rifacimento del depuratore fognario cittadino, posto a cavalcone tra Chiarbola e Servola, della necessaria copertura delle vasche di decantazione oggi a cielo aperto con tutte le disastrose conseguenze del caso.

Quella per l’immediata messa in sicurezza e bonifica della vasta area del vecchio inceneritore di via Giarizzole, chiuso d’urgenza nel dicembre 1999 per l’emergenza diossine, e da allora lasciato in completo stato di abbandono a pochi metri dal Jolly pattinaggio, frequentato da centinaia di ragazzi con famiglie al seguito.

La terza per l’avvio degli interventi urgenti nei confronti di tutte le aree verdi (molte soprattutto nel quartiere di San Sabba-Monte San Pantaleone destinate alla coltivazione di verdure e frutta che poi vengono smerciate nei mercati cittadini) e non, pubbliche e private, oggi risultanti fortemente inquinate, come da esami a campionatura eseguiti dall’Arpa in alcune scuole e giardini, previo contestuale intervento per la cessazione delle fonti inquinanti.

Mozioni che, come è evidente, interessano tutta Trieste e non solo l’area che da Aquilinia alle Torri d’Europa inerisce la Settima Circoscrizione, e sono parte centrale nell’impegno contro il degrado delle periferie urbane. Sono stati invitati i parlamentari Francesco Russo ed Aris Prodani.




Trieste informa … come no!

» Inviato da valmaura il 27 December, 2016 alle 3:02 pm

Venerdì 30 dicembre alle ore 15, al Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, Conferenza Stampa sul tema con interventi di Romano Pezzetta ed Aurora Marconi e poi riunione del nuovo coordinamento del Circolo Miani in vista del primo congresso di NO FERRIERA SI TRIESTE.

Per chi vuole esserci.

 

"Le voci del Padrone", delle Ferriere!

Il 24 dicembre il Piccolo offre in una paginata, a firma – è la prima volta – (red.cro): immaginiamo redazione cronaca, insomma una entità metafisica, un saggio perfetto di disinformazione sulla Ferriera.
Partiamo da “della situazione di inquinamento nel rione (di Servola)”.
A gennaio saranno diciannove anni che si illustra, si spiega, si informa che l’inquinamento prodotto dalla Ferriera riguarda in prima battuta i quartieri di Valmaura (messo peggio di Servola per vicinanza allo stabilimento e perché in “conca” rispetto al colle di Servola e si sa, lo imparano alle elementari, che i gas sono più pesanti dell’aria e quindi si depositano in basso), Monte San Pantaleone-San Sabba, Aquilinia e Muggia da un lato e Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi-San Vito dall’altro.
Lo ha spiegato la stessa Arpa, in un sussulto di credibilità, quando nel luglio del 2008 ha diffuso urbi et orbi uno studio di 63 pagine dotato di grafici e piantine in cui certificava che il raggio delle emissioni della Ferriera copriva tutta la provincia di Trieste, investiva appieno Capodistria ed arrivava a Monfalcone e Grado in particolari condizioni di ventosità.
Insomma chi scrive al Piccolo non legge: è la “professionalità” del giornalismo domacio.
Dunque chi continua a straparlare di inquinamento circoscritto al solo rione di Servola lo fa per grassa ignoranza o per mascalzonaggine, ovvero per sostenere la tesi di proprietà, affari e politica, che appunto da diciotto anni mira a circoscrivere l’eventuale danno a pochi isolati di Servola (a quelli che si sono voluti comperare le case a ridosso della Ferriera, complice ovviamente il Comune che ha rilasciato le licenze e soprattutto lo Iacp, oggi Ater, che ha mandato a viverci 1500 fortunati solo a Valmaura. E che magari oggi vogliono guadagnarci sopra, chiudendo la fabbrica e rivendendo a caro prezzo: questi speculatori immobiliari del menga.) per titillare lo storico egoismo dei triestini (no me riguarda: mi fazo din-don).
Perché è chiaro a tutti, come sostiene il Circolo Miani dal 1998, che la battaglia contro la Ferriera si vince a Trieste e si perde a Servola.
Poi “red.cro.” sul Piccolo sostiene che “Non a caso i riflettori della Procura si sono accesi sulle gestioni passate della Ferriera, quelle che hanno prodotto i pesanti risultati, che Siderurgica Triestina, negli ultimi due anni, si è presa l’impegno di contrastare”.
Ma quando mai, e questi non rileggono nemmeno quello che pubblicano un giorno prima sul giornale per cui lavorano: il titolone a piena pagina del Piccolo si basava sulla notizia che Arvedi era indagato insieme a Landini e Siderurgica Triestina.

Oltre, si intende, ai responsabili delle gestioni precedenti (tra i nomi spiccano quello di Francesco Rosato, ed infatti come riconoscimento è stato assunto come consulente del Comune sul tema, e Nardi che, incidentalmente, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Taranto ad otto anni e sei mesi per quando dirigeva l’Ilva. Cosa che non gli ha impedito di continuare ad essere il Commissario governativo del fallimento Lucchini e di “passare” la Ferriera ad Arvedi, con Rosato annesso e che tuttora figura ai vertici di Siderurgica Triestina in FinArvedi.
Tra amici e compagni di sventura ci si intende in questo bel mondo della siderurgia italiana dove praticamente non c’è boiardo che non sia indagato, condannato o sotto processo (è il caso proprio di Francesco Rosato: per smaltimento illecito di rifiuti speciali e falso).
E poi una osservazione. Quando mai il Piccolo ha attaccato le “gestioni passate” (che poi una è, dal 1995: la Lucchini poi comperata dalla russa Severstal e sempre con il Rosato in primo piano).
Ci sfugge la notizia, che anzi il giornale ha sempre intervistato e difeso i Lucchini, padre e figlio, prima e poi il trio Semino-Rosato-Mordashov.
E a loro conferma al Piccolo tirano in ballo il Cosolini, lo sventurato ancora sotto evidente shock da batosta elettorale, che rimarca “va comunque rilevato in quali gravi condizioni lo stabilimento sia stato lasciato dalla proprietà precedente”.  Peccato che per cinque anni (2003/2008) da Assessore regionale al Lavoro e da presidente del Tavolo regionale sulla riconversione della Ferriera, non se ne sia mai accorto e nemmeno nei suoi cinque anni da Sindaco ed anzi abbia premiato il responsabile delle “gravi condizioni” assumendolo al Comune in qualità di “consulente”.
Forse per “dismettere” anche quello.
Ma si sa “a babbo morto” i coraggiosi sparano sulla Croce Rossa.
Un suggerimento rileggetevi il post qui sotto “facile farsi belli con il culo degli altri”.
Vi aiuterà a capire come Arvedi a Trieste possa dormire sonni tranquilli, nonostante o forse grazie a questa amministrazione comunale.




"Le voci del Padrone", delle Ferriere!

» Inviato da valmaura il 24 December, 2016 alle 1:55 pm

Oggi il Piccolo offre in una paginata, a firma – è la prima volta – (red.cro): immaginiamo redazione cronaca, insomma una entità metafisica, un saggio perfetto di disinformazione sulla Ferriera.
Partiamo da “della situazione di inquinamento nel rione (di Servola)”.
A gennaio saranno diciannove anni che si illustra, si spiega, si informa che l’inquinamento prodotto dalla Ferriera riguarda in prima battuta i quartieri di Valmaura (messo peggio di Servola per vicinanza allo stabilimento e perché in “conca” rispetto al colle di Servola e si sa, lo imparano alle elementari, che i gas sono più pesanti dell’aria e quindi si depositano in basso), Monte San Pantaleone-San Sabba, Aquilinia e Muggia da un lato e Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi-San Vito dall’altro.
Lo ha spiegato la stessa Arpa, in un sussulto di credibilità, quando nel luglio del 2008 ha diffuso urbi et orbi uno studio di 63 pagine dotato di grafici e piantine in cui certificava che il raggio delle emissioni della Ferriera copriva tutta la provincia di Trieste, investiva appieno Capodistria ed arrivava a Monfalcone e Grado in particolari condizioni di ventosità.
Insomma chi scrive al Piccolo non legge: è la “professionalità” del giornalismo domacio.
Dunque chi continua a straparlare di inquinamento circoscritto al solo rione di Servola lo fa per grassa ignoranza o per mascalzonaggine, ovvero per sostenere la tesi di proprietà, affari e politica, che appunto da diciotto anni mira a circoscrivere l’eventuale danno a pochi isolati di Servola (a quelli che si sono voluti comperare le case a ridosso della Ferriera, complice ovviamente il Comune che ha rilasciato le licenze e soprattutto lo Iacp, oggi Ater, che ha mandato a viverci 1500 fortunati solo a Valmaura. E che magari oggi vogliono guadagnarci sopra, chiudendo la fabbrica e rivendendo a caro prezzo: questi speculatori immobiliari del menga.) per titillare lo storico egoismo dei triestini (no me riguarda: mi fazo din-don).
Perché è chiaro a tutti, come sostiene il Circolo Miani dal 1998, che la battaglia contro la Ferriera si vince a Trieste e si perde a Servola.
Poi “red.cro.” sul Piccolo sostiene che “Non a caso i riflettori della Procura si sono accesi sulle gestioni passate della Ferriera, quelle che hanno prodotto i pesanti risultati, che Siderurgica Triestina, negli ultimi due anni, si è presa l’impegno di contrastare”.
Ma quando mai, e questi non rileggono nemmeno quello che pubblicano in settimana sul giornale per cui lavorano: il titolone del Piccolo si basava sulla notizia che Arvedi era indagato insieme a Landini e Siderurgica Triestina. Oltre, si intende, ai responsabili delle gestioni precedenti (tra i nomi spiccano quello di Francesco Rosato, ed infatti come riconoscimento è stato assunto come consulente del Comune sul tema, e Nardi che, incidentalmente, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Taranto ad otto anni e sei mesi per quando dirigeva l’Ilva. Cosa che non gli ha impedito di continuare ad essere il Commissario governativo del fallimento Lucchini e di “passare” la Ferriera ad Arvedi con Rosato annesso e che tuttora è ai vertici di Siderurgica Triestina in FinArvedi.
Tra amici e compagni di sventura ci si intende in questo bel mondo della siderurgia italiana dove praticamente non c’è boiardo che non sia indagato, condannato o sotto processo.
E poi una osservazione. Quando mai il Piccolo ha attaccato le “gestioni passate” (una dal 1995: la Lucchini poi comperata dalla russa Severstal e sempre con il Rosato in primo piano).
Ci sfugge la notizia che anzi il giornale ha sempre intervistato e difeso i Lucchini, padre e figlio, prima e poi il trio Semino-Rosato-Mordashov.
E a loro conferma al Piccolo tirano in ballo il Cosolini, lo sventurato ancora sotto evidente shock da batosta elettorale, che rimarca “va comunque rilevato in quali gravi condizioni lo stabilimento sia stato lasciato dalla proprietà precedente.”. Peccato che per cinque anni (2003/2008) da Assessore regionale al Lavoro e da presidente del Tavolo regionale sulla riconversione della Ferriera, non se ne sia mai accorto e nemmeno nei suoi cinque anni da Sindaco ed anzi abbia premiato il responsabile delle “gravi condizioni” assumendolo al Comune in qualità di “consulente”.
Forse per “dismettere” anche quello.
Ma si sa “a babbo morto” i coraggiosi sparano sulla Croce Rossa.
Un suggerimento rileggetevi il post qui sotto “facile farsi belli con il culo degli altri”.
Vi aiuterà a capire come Arvedi a Trieste possa dormire sonni tranquilli.




Ferriera. Il Piccolo. Il culo altrui.

» Inviato da valmaura il 23 December, 2016 alle 1:32 pm

Farsi belli con il culo degli altri.

Ecco oggi sul giornale di Trieste ne avete plastica conferma.

Sono almeno due anni che il buon Romano Pezzetta, già Vicepresidente del Circolo Miani e portavoce di Servola Respira, e cosa più importante per questa vicenda; colui che ha condotto per oltre trenta anni gli altoforni in Ferriera sotto l’Italsider e Pittini, fa la spola quasi settimanalmente con gli uffici della Procura. Sul tetto della sua abitazione ospita da anni telecamere a ciclo continuo e misuratori installati sempre dalla Procura.

Compare non a caso nella copertina del video delle Iene sulla mancata visita in Ferriera.

Invitati si dall’amministratore delegato di Siderurgica Triestina a “visitare” lo stabilimento ma poi quando la prima richiesta della Nadia Toffa, accompagnata da Romano, fu di visitare l’altoforno … la visita finì di botto.

L’indagine della Procura nasce tutta da qui.

Non dallo “stupore” di ambientalisti dipiazziani e del Comune stesso. Cadono dalle nuvole proprio perché non ne sapevano niente e d’altronde è difficile pontificare quando della fabbrica (impianti e ciclo produttivo) nulla si conosce.

Idem dicasi per quel giornale che continua imperterrito, dal primo giorno della direzione Statera che non rimpiangiamo, ad oscurare e silenziare ogni iniziativa del Circolo Miani e di NO FERRIERA.

Ma guarda un po’: prima censurano e poi si stupiscono di non sapere, quando a privarsi delle notizie sono loro per primi.

Ma a Trieste questo è il giornalismo e questi i personaggi che soccorrono questa politica.

https://www.facebook.com/circolo.miani/videos/1644351029169192/




Noi non esistiamo.

» Inviato da valmaura il 22 December, 2016 alle 1:48 pm

Molto semplice, ma non chiamatela democrazia.

Ieri abbiamo trovato la porta del Circolo, chiusa a chiave, spalancata. Non ne ha parlato nessuno.

Il Piccolo, ovviamente, non ne ha dato notizia, ma non crediamo sia stato il solo a tacere e provate a pensare se la sede “visitata da ignoti” fosse stata del PD o della Lega Nord, se avessero taciuto.

Perfino in Questura hanno liquidato il tutto con un generico invito a chiamare il 113, per cosa non si sa visto che oramai erano passate almeno una quindicina di ore dal fatto.

Ma questo accomuna un atteggiamento costante della politica, delle istituzioni e dell’informazione, verso il Circolo, verso Maurizio Fogar, verso le iniziative promosse o appoggiate.

Il caso della lista civica NO FERRIERA è emblematico.

In questi mesi nella Settima Circoscrizione, poco meno del 5% dei voti conseguiti in un territorio dove vive un quinto e passa di triestini, la consigliera Aurora Marconi ha presentato le tre mozioni, poi approvate nel silenzio delle altre forze politiche che le hanno votate ma poi si son guardate bene dall’informare ed impegnare i propri consiglieri comunali a sostenerle in Comune, che sono le più importanti per la città tra quanto fatto in questi sei mesi a Trieste.

Riguardano, in sintesi, la copertura delle vasche del Depuratore fognario cittadino che ammorbano di merda mezza città.

La messa in sicurezza e la bonifica di un inceneritore carico di diossine e idrocarburi, una bomba per la salute, abbandonato dalla Provincia prima e dal Comune poi dal 1999, a poche decine di passi dal Jolly pattinaggio dove centinaia di bambini e ragazzi, con famiglie, vanno a schettinare (a proposito è arrivata una risposta in burocratese dall’assessore (?) promoter di se stesso Giorgi che ha rimandato il tutto alla Regione e al Governo: che la salute dei triestini sia a rischio, ma i bambini non votano, per lui non è una priorità e Dipiazza era sindaco dal 2001 al 2011 ed il presidente della Provincia che ha chiuso l’impianto per diossine, Codarin, era il suo vicesindaco).

La immediata messa in sicurezza e bonifica di tutte le aree pubbliche e private colpite dall’inquinamento rilevato per ora solo in alcuni giardini e scuole, contestualmente alla estinzione (leggi in politichese “Drastica riduzione”) delle fonti inquinanti.

Silenzio totale della stampa e della politica.

La delibera promessa, garantita (a breve pubblicheremo le lettere del “trottolino” Giorgi) da luglio dalla Giunta “del fare” ammuina sulla riassegnazione del magazzino di via Orlandini al Circolo Miani, che il precedente sindaco ci aveva messo quattro giorni esatti per risolvere l’analogo problema della sede di via Valmaura, "l’amico Dipiazza” come lui si autodefinisce non ce la fa a copiarla e votarla dopo sei mesi.

Al Piccolo che a distanza di quattro e due anni, dopo aver dedicato locandine ed articoli in prima, perfino una vignetta, alle indagini ed ai processi contro il Circolo Miani e Maurizio Fogar, non trova il tempo di pubblicare la notizia delle assoluzioni perchè “il fatto non sussiste” e mantiene ai vertici dei motori di ricerca la notizia dei rinvii a giudizio con articoli di sei, cinque anni fa, senza aggiornarli con l’assoluzione come legge impone.

Eppure noi esistiamo. Alle ultime elezioni la Lista NO Ferriera ha raccolto da un minimo di 1.35% ad un massimo del 5% delle preferenze elettorali.

Il Circolo Miani è senza dubbio la più significativa e partecipata realtà socioculturale di Trieste dal 1981.

Vero, non abbiamo riscaldamento in sede perché non abbiamo i soldi per pagarlo, per la luce facciamo collette anche fuori dai supermercati, Fogar si è visto iscrivere quattro ipoteche sull’appartamento di suo padre per la supposta morosità sugli affitti del Circolo da parte dell’Ater targata PD, ci hanno tagliato i telefoni.

Ma noi ci siamo perché lo dobbiamo alle tante persone che hanno creduto nella possibilità di una vita civile e dignitosa a Trieste e che oggi non ci sono più.

Lo dobbiamo ai tanti bambini ammalati di leucemia e di asma per una politica che tutela gli affari di pochi a scapito degli interessi di Trieste, anche se magari a parole sostiene il contrario.

Gli unici "amici" sono i cittadini che lottano assieme a noi perchè la parola DIGNITA' abbia un valore anche in questa Trieste.





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