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'L'Eco della Serva'
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Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
Le sorprese della censura talvolta sono anche divertenti. ..
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Trieste Verde. A cosa diciamo no!
Dicemmo no alla progettata Centrale a Carbone nel Vallone di Muggia, battaglia vinta..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 88

Allora Fedriga cosa aspetti?

» Inviato da valmaura il 13 January, 2021 alle 1:23 pm

Una vera e propria spada di Damocle su Trieste e la Regione FVG questa è la Centrale Nucleare slovena di Krsko.
Un’altra forte scossa di terremoto (5.3 magnitudo Richter), chiaramente sentita anche a Trieste, Gorizia e Grado, ha colpito ieri sera la zona di Zagabria.
Il Governo austriaco ha già ripetutamente chiesto alla Slovenia di fermare e chiudere la Centrale posta a soli 130 chilometri da Trieste in una zona storicamente ad alta sismicità.
Perché Fedriga tace?
Forse perché fu Renzo Tondo alla guida della Regione per la destra ad insistere per un suo raddoppio?
O perché il traballante Premier sloveno Jansa fa parte della schiera degli amici sovranisti di Salvini e Meloni assieme ad Orban ed allo scellerato patto di Visegrad? Quelli che ricattano l’Europa e violano sistematicamente lo stato di Diritto e la libertà di stampa.
Resta il fatto che i Triestini sono costretti a vivere sotto l’incubo costante di un rischio nucleare, altro che il “drago cinese” del pregiudicato Giulio.
Perché nessuna forza politica di opposizione, si fa per dire, in Regione non solleva ufficialmente il problema e presenta una mozione che impegni l’amministrazione regionale ad un intervento formale sulla Repubblica Slovena per sollecitare la chiusura di Krsko?
Dal nostro Podestà non ci aspettiamo nulla, che per lui la vicenda della Ferriera basta e avanza.
Ci parlino di questo invece di fare propaganda elettorale!
Trieste Verde.



Miracolo a Trieste!

» Inviato da valmaura il 13 January, 2021 alle 1:21 pm

Quasi un rifacimento di “Miracolo a Milano” di Vittorio De Sica.
Per quasi CINQUE anni questa amministrazione comunale, e non è che le precedenti abbiano brillato, lascia giardini pubblici ed aree verdi nel più completo abbandono e degrado ed interviene solo per abbattere alberi a iosa, ora a pochi mesi dal rinnovo del Comune nuova puntata dei “cantieri elettorali”.
Stavolta la precedenza viene riservata a Piazzale Rosmini, dove spuntano dal cilindro i quattrini per “pulire” fontana e panchine imbrattate dai soliti pigmei microcefali, quasi tutti, che li conosciamo di vista, beneducati rampolli della borghesia di San Vito che da sempre è anche il nostro quartiere.
Interessante notare le tre righe con cui il piccolissimo giornale chiude la notizia: “Tra le aree gioco interessate c'è anche quella di piazzale Rosmini (giardino "Luchetta, Ota, D'Angelo e Hrovatin") che condivide, con il giardino pubblico "Muzio de Tommasini" di via Giulia, lo status di area verde inquinata. E quindi sono attualmente "interdette" all'accesso del pubblico”.
Peccato ometta che sono oramai cinque anni, dal marzo 2016, che questi due giardini, assieme ad una decina di altri, sono vietati alla pubblica frequentazione perchè le analisi effettuate su richiesta della precedente amministrazione comunale (Cosolini) hanno evidenziato una presenza di inquinanti cancerogeni nei terreni da fare invidia all’area a caldo della Ferriera.
E peccato che non ricordi ai lettori che sempre da cinque anni il Comune abbia ricevuto, a tempo di record va detto, dalla Regione (Serracchiani) oltre 360.000 euro per bonificarli, e appunto sono ancora lì inquinati ed inibiti. Rubando ai bambini cinque anni di giochi e socialità ed ai cittadini il piacere di frequentarli.
Ma la regola che impera nel “giornalismo” nostrano è sempre quella: non disturbare il manovratore.
Teodor per Trieste Verde.



Elogio della lentezza.

» Inviato da valmaura il 12 January, 2021 alle 2:23 pm

Non c'è spot pubblicitario che oggi non esalti la velocità, nella telefonia mobile poi è il leitmotiv, sui social trionfa la bulimia, la voracità della quantità dozzinale, nella vita normale il presto e subito.
Si vive sempre e tutto di corsa e chi non tiene il ritmo è tagliato fuori.
Si cammina per strada, si passeggia sempre con la “piastrella” in mano, non importa quello che sta attorno: persone, paesaggi, animali. Conta solo chattare, parlare da soli gesticolando come ebeti, indifferenti a quello che scorre accanto.
Quando debbo subire qualche obbligo burocratico e dichiaro, fiero del mio ventennale telefonino che fa ancora perfettamente il suo dovere di telefono, di essere immune alle “app” e di non avere un computer tascabile se non mi offendono manca poco, ma i loro sguardi parlano da soli trasudando disprezzo o pietà.
Quando vedo i “successi” del digitale burocratico, che però alla fine ricorre sempre alla stampata cartacea da firmare, vedi banche o poste, dove per acquistare un francobollo da lettera si sta dieci volte il tempo del vecchio manuale, idem per ritirare una raccomandata, penso che siamo in un mondo di matti.
Forse fermarci un attimo non sarebbe male. Forse rallentare i nostri ritmi ci renderebbe più liberi ed umani, e pensare più responsabili.
Si, un bel elogio alla riscoperta della nostra vita, quella vera non virtuale.
In fin dei conti, oggi poi in particolare, sarebbe la più bella vittoria, nostra e non di chi tira sempre a fregarci.
Maurizio Fogar



Due articoli importanti!

» Inviato da valmaura il 12 January, 2021 alle 2:21 pm

Da leggere con attenzione, se si vuole conoscere la partita che si sta “giocando” sul nostro futuro.
Non è per piaggeria, ma Maurizio Fogar ha scritto due articoli (“Porto: 388 milioni e parole a ruota libera.” E “2021. Basta balle sulla Ferriera!”) che tutti dovrebbero leggere con molta attenzione se vogliono capire cosa sta succedendo a Trieste.
Una informazione chiara che solo su queste pagine trovate gratuitamente e che fareste bene a consigliare a chi vi è caro.
Originale poi che il piccolo giornale il giorno dopo la nostra pubblicazione è con affanno corso dietro alla nostra notizia, a conferma di quale sia la non informazione spacciata in città.
Ma c’è un aspetto che mi permetto di approfondire, rendendo il doveroso omaggio alla genialità, e detto senza ironia, dell’ottuagenario Cavalier Arvedi da Cremona nel tutelare i suoi affari ed interessi.
Aspetto che per altro pone un interrogativo interessante sull’operato dell’Autorità Portuale.
Ricapitolo in breve: cinque anni orsono l’Autorità Portuale che ha in carico l’amministrazione del Demanio marittimo, stipula un contratto di concessione trentennale con Siderurgica Triestina, la società guidata dallo scomparso Francesco Rosato e creata dal Gruppo Arvedi per amministrare la Ferriera e richiedere, e pagare, la concessione demaniale. Due anni orsono Siderurgica Triestina viene assorbita integralmente in Acciaierie Arvedi con tutto il personale lavorante nello stabilimento di Servola, e già questo doveva offrire uno spunto di riflessione serio e foriero delle scelte poi assunte dal Gruppo di Cremona sul futuro dell’Area a caldo, salvo una cinquantina di dipendenti che si occupano proprio della logistica portuale. E perché? Semplice, se Siderurgica Triestina fosse “sparita” completamente, essendo essa la contraente formale con l’Autorità Portuale della concessione demaniale, anche questa ultima veniva a decadere non essendo per legge trasferibile a terzi. Può sembrare questione di lana caprina ma non lo è, anzi è centrale, direi l’architrave, su cui si regge il geniale piano di Arvedi.
Decisa da lui la chiusura Ferriera per semplici ragioni di convenienza, come spiegato nell’articolo “2021. Basta balle sulla Ferriera!”, ecco rientrare in gioco appunto Siderurgica Triestina come strumento fondamentale per permettere il trasferimento del titolo di proprietà dei terreni nell’area Ferriera tra Porto e Gruppo Arvedi, zona Laminatoio, Centrale elettrica e banchina, al posto dell’area a caldo, e un minuto dopo, quando non c’è più l’esigenza di mantenere in vita Siderurgica Triestina la sua trasformazione in altra società, Logistica Triestina, et voilà la cessione di questa ultima con i 32 dipendenti rimasti, al Gruppo Petrucco, gestore della proprietà della nuova Piattaforma Logistica Scalo Legnami, alla modica cifra di Venti milioni di euro, che si vanno aggiungere alle altre decine incassate da Arvedi in tutta l’operazione (vedi sempre articolo di cui sopra).
Ora nel rendere omaggio alla genialità del Cavalier Arvedi, nel prendere atto che tutta l’operazione si è svolta formalmente nel pieno rispetto della legge, e sul filo dei minuti, ma il vertice dell’Autorità Portuale, di cui il Gruppo Petrucco è partner di fiducia, non poteva ignorare i dettagli di questa legale quanto simpatica per Arvedi si intende operazione.
E qui si apre un non piccolo né banale interrogativo. Sempre che a Trieste si possa parlare “male” di Garibaldi.
Teodor.



Comune Trieste. Le tappe della disfatta.

» Inviato da valmaura il 11 January, 2021 alle 12:51 pm

Un elenco di nomi che somigliano a tante lapidi cimiteriali.
Villa Haggiconsta, Villa Engelmann, Villa Stavropulos, Villa Cosulich, con i rispettivi parchi, e Palazzo Carciotti, ma ci mettiamo pure il Teatro Auditorium e la Sala Tripcovich, poi uno sterminato ed indefinito scorrere di scuole, interi isolati, case ed appartamenti abbandonati, zone verdi e così andando.
Una necropoli nella città, frutto di decenni di abbandono e conseguente degrado che attraversa le amministrazioni comunali che si sono susseguite a partire dagli anni Ottanta in poi, a stare stretti.
Eppure le Ville quando sono state donate, lasciate in eredità da benefattori privati al Comune anche con indicazioni d’uso, erano in perfetto stato, abitate fino al giorno prima, e idem dicasi per i lussureggianti giardini.
Ora per inadempienza o più spesso negligente trascuratezza delle amministrazioni comunali sono degradate, vandalizzate qualcuna ridotta a poco più di un rudere.
E tutto questo in una città che aveva fame di verde, e di spazi non speculativi di aggregazione per i cittadini, per i giovani.
In assenza, la triste realtà, di controlli terzi sul danno erariale e soprattutto sociale di questa situazione, non resta che mettere mano direttamente a questo problema nel nuovo Consiglio comunale.
Anche per questo è nata Trieste Verde, ricordatevelo leggendo le decine di servizi ed articoli apparsi negli anni su questa Pagina.




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