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Circolo Miani » News Correnti » Page 86

Ferriera e Vigili del Fuoco.

» Inviato da valmaura il 19 April, 2017 alle 1:15 pm

Quali sono i compiti dei Vigili del Fuoco? Corpo dello Stato alle dipendenze del Ministero degli Interni, elencarne tutte le competenze non basterebbe una settimana, ma riassumendo essi hanno il compito di vigilare per prevenire e intervenire per risolvere le emergenze.

Dunque il loro è un ruolo, ed una funzione, delicatissimi.

Perché scriviamo questo? Perché tra i cinque firmatari delle conclusioni che “soddisfano” pienamente le prescrizioni dell’AIA sui lavori da eseguire sugli impianti della Ferriera, ed in particolare sull’Altoforno, del 13 settembre scorso, oltre all’incredibile firma del Comune di Trieste che condanna lo stesso a tacere giuridicamente, compare la firma dell’ing. Stefano Campajola, a nome e per conto dei Vigili del Fuoco.

Perché la firma di quest’ultimo appare così importante?

Perché se mai dovesse accadere qualcosa di grave in Ferriera e che metta a repentaglio sicurezza e vita dei lavoratori, chiunque, noi di certo, chiameremmo a risponderne per primo proprio il rappresentante dei Vigili del Fuoco, appunto per le funzioni che la legge assegna al Corpo di cui Campajola è vice dirigente provinciale.

Per parlare di questo, insomma per informarlo del reale stato degli impianti, con i rischi connessi, avevamo (Pezzetta e Fogar) inviato una lettera all’ingegnere chiedendogli un incontro.

Per giorni non ha dato cenno di risposta alcuna nemmeno dopo solleciti telefonici alla segreteria del Comando, poi quando abbiamo trasmesso in copia la documentazione del mancato scambio epistolare al Prefetto di Trieste, nonchè Commissario del Governo per la Regione FGV, ci ha risposto in maniera brusca e sgarbata scaricando per eventuali “accessi agli atti” (che non chiedevamo per niente e che avevamo da mesi in originale) alla Regione.

Facciamo un esempio concreto.

Ieri proprio dall’Altoforno ci sono state alcune “soffiate” (così si definiscono tecnicamente) particolarmente rumorose e dense di fumo nero, che altre volte può assumere diverse colorazioni: senape intenso, bruno ruggine, grigionero.

Un evento “raro” lo definisce in una nota inviata l’Arpa, a conferma che non conosce praticamente nulla del funzionamento di questo impianto, tant’è che le fumate e soffiate avvengono diverse volte, almeno di giorno perché di notte è difficile vederle.

Ora se per disgrazia un “lapillo” incandescente di carbone, anche piccolo, ricadendo fosse entrato in contatto con la consueta gigantesca perdita di gas d’altoforno, pensate cosa poteva accadere.

Vero ingegnere Campajola, vice dirigente del comando provinciale dei vigili del fuoco (iniziali doverosamente tutte minuscole)?

Il Prefetto legge questo per conoscenza, la stampa pure ma tranquilli non ne darà notizia alcuna, confidano in San Giusto e nella smemoratezza dei triestini.




Telequattro. Pena e tristezza.

» Inviato da valmaura il 9 April, 2017 alle 12:57 pm

Dalla campagna elettorale (maggio 2016) per sole tre volte (l’ultima è del 27 dicembre dell’altr’anno) Maurizio Fogar, per la Lista civica NO FERRIERA Si Trieste e per il Circolo Miani, è stato invitato a partecipare ad una trasmissione di Telequattro.

Già questo la dice lunga e chiara, e non è nostro costume fare paragoni con i ripetuti inviti ad esponenti di altre formazioni politiche che hanno raccolto meno consensi di NO FERRIERA o che rappresentano associazioni monocellulari.

Oppure evidenziare che essendo, ancora dopo 19 anni da quando la vicenda fu portata, e tenuta, prepotentemente all’attenzione dell’opinione pubblica proprio da Fogar e dal Circolo Miani, la questione Ferriera al centro dell’attualità informativa, escludere chi rappresenta proprio una lista che di nome fa NO FERRIERA oltre che grottesco è semplicemente ridicolo.

Non proviamo indignazione, che allora bisognerebbe affrontare il tema di cosa significa fare informazione e giornalismo, e questo, di Telequattro, non è proprio il caso.

Come chiedere ad un anacronistico “Ordine” dei giornalisti che organizza corsi su corsi sui “doveri” e sull’etica dei giornalisti, presieduto dal politico piddino, ex DC, Cristiano Degano, un intervento a difesa della “deontologia professionale”. Che tanto cane non mangia cane.

No, proviamo pena e tanta tristezza per i quattro dipendenti dell’emittente che vengono parificati a degli esecutori degli ordini, o visto il tema, “ukase” del centrodestra di cui la televisione locale è stata storicamente una emanazione.

Che “autorevoli”, si fa per dire e ridere, esponenti di Forza Italia si vantino pubblicamente nei bar e nelle bettole della città di aver ordinato a Telequattro di escludere e cancellare dal palinsesto ogni notizia che riguardi appunto Fogar, il Circolo Miani e NO FERRIERA, perché considerati, bontà loro, i più pericolosi avversari del centrodestra, al di là del fatto che corrisponda al vero, ma i fatti per l’appunto stanno lì a dimostrarlo, è francamente triste e penoso.

Anche il semplice dirlo in giro dovrebbe apparire insultante soprattutto per Telequattro.

Che strano poi, è la stessa cosa che il PD, e prima i suoi genitori, raccomandavano al piccolo giornale che prontamente eseguiva e tuttora applica.

I Latini che la sapevano lunga, la chiamavano “Conventio ad excludendum”, ovvero un accordo anche tra parti opposte per tagliare fuori un terzo e conservare il potere.

In gergo professionale, vero Muscatello, Carlo: segretario del sindacato giornalisti (che le minuscole bastano e avanzano), si chiama censura.

Ora pretendere che avvenga la cosa più ovvia, ovvero che conosciuta questa storia gli altri “ospiti” si rifiutino di accettare qualunque invito da Telequattro  finchè giustizia non venga ripristinata e fatta, e lascino partecipare solo i “dante causa”, ci pare a Trieste molto improbabile.

Qui gli interessi di “bottega” e la smania di apparire dominano infatti incontrastati.

E che magari qualcuno si chieda pure se l’editore di Telequattro riceva per caso dei contributi pubblici da Stato, Regione ed enti locali, ovvero dalle tasche dei cittadini che magari hanno votato NO FERRIERA e partecipano alle iniziative del Circolo Miani.

Bisognerebbe ricordarsi ed applicare i valori della democrazia, della nostra Costituzione: “la più bella del mondo”, e del diritto ad un giornalismo non discriminatorio per rispetto ad una decente informazione.

Insomma in una sola parola bisognerebbe avere un briciolo di dignità.




Ferriera. L’ignoranza perderà i collaborazionisti del centrodestra.

» Inviato da valmaura il 7 April, 2017 alle 1:27 pm

Questa sera nell’assemblea pubblica, che per altro tolti i consiglieri circoscrizionali, ha visto la presenza di una quarantina di persone, svoltasi su iniziativa della Settima Circoscrizione al ricreatorio di Servola, a “condurre il gioco” sono state alcune persone del Comitato che appoggia il sindaco Dipiazza e che con il territorio della Circoscrizione nulla hanno a che fare.
Si è distinta una signora che con l’animosità che le stravolgeva il viso in una espressione accidiosa è riuscita solo a dare dello stupido a Maurizio Fogar per aver ricordato alcuni fatti precisi che hanno visto protagonista, in negativo sulla Ferriera, nei dieci anni da Sindaco, Roberto Dipiazza.
La sua teoria è stata che il passato non importa né interessa. Appoggiata in questo da due attivisti del suo comitato che interrompevano Fogar chiedendo ossessivamente “e quindi?”
Persone non abituate né aduse ad ascoltare le parole degli interlocutori se non le proprie, visto che Maurizio Fogar una proposta precisa l’aveva fatta, l'unica della serata assieme all'intervento di Romano Pezzetta fondatore di Servola Respira.
Che il Sindaco, che finora, come i fatti dimostrano a dieci mesi dal suo insediamento, ha sbagliato tutto, attenzione sempre che la sua volontà sia quella di chiudere l’area a caldo dello stabilimento e non limitarsi a dirlo, firmi e sottoscriva come Comune di Trieste la denuncia presentata in Procura nell’ottobre 2015 dal Circolo Miani sulle violazioni di legge che hanno contraddistinto convocazione e svolgimento dei lavori della Conferenza dei Servizi regionale che ha concesso, Comune d’accordo, l’AIA alla proprietà della Ferriera.
In tale modo l’Autorizzazione come ogni altro atto della Conferenza regionale cadrebbe sotto il vizio della nullità.
Ma questo “quindi” i giovani “foresti” non volevano accettarlo né evidentemente sentirlo.
Ma la signora in questione nella sua ignoranza, nel senso letterale del termine, del recente passato che per lei si è esplicato da circa un anno e poco più nell’elogiare sulla stampa ripetutamente il precedente sindaco Cosolini e per la sua totale assenza nei diciotto anni di impegno e manifestazioni cittadine contro l’inquinamento e la tutela di salute e vita, ha negato con veemenza la necessità di conoscere quello che appunto dal 1998 in poi ha contraddistinto la vicenda della Ferriera.
Più che dare dello “stupido” a Fogar ha dimostrato nella sua acrimonia tutta l’ignoranza che caratterizza purtroppo molti “protagonisti”, si fa per dire, odierni nella loro smania di apparire sul piccolo giornale e sull’emittente televisiva del centrodestra.
Tucidide, il principale storico greco, già 2500 anni fa scriveva che “bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro”. E Jacques Le Goff, il fondatore della storiografia contemporanea, lo ribadiva come elemento fondante di qualsiasi analisi sociopolitica, per non correre, come scriveva Primo Levi, il rischio di ripetere inevitabilmente gli stessi errori.
Ma pretendere dalla signora e dai tre comitati sponsor di Dipiazza (originale e soprattutto veritiera la rivendicazione di “apoliticità” spergiurata da un ex assessore provinciale di Forza Italia) qualcosa di diverso dalla difesa a spada tratta del centrodestra in vista delle elezioni regionali, è veramente chiedere troppo.




C’è Giudice e Giudice.

» Inviato da valmaura il 1 April, 2017 alle 1:49 pm

Gran scalpore, per la verità talvolta sospettosamente interessato,  ha suscitato la questione del post su Facebook dove il cittadino Giorgio Nicoli, di professione magistrato, esprimeva una sua opinione politica sull’operato della Presidente della Regione Serracchiani, il cui nome figura ancora sulla carta intestata dello studio legale udinese di cui è socia, che tratta frequentemente cause civili ed amministrative in Regione e di cui solo il Fatto Quotidiano ha scritto sostenendone l’inopportunità per i motivi che tutti possono agevolmente comprendere.

A nulla o quasi è servito a Giorgio Nicoli l’averlo immediatamente cancellato e chiarito.

Certo può essere stata una imprudenza vista la sostanziale immaturità di una classe politica e di una informazione che sparano frequentemente a “palle incatenate” sull’azione della magistratura ma non tollerano alcuna critica al loro operato.

Ma il post rientrava perfettamente nei diritti di espressione che la Costituzione, ancora per fortuna, garantisce a tutti i cittadini indipendentemente dal lavoro da essi svolto.

Nicoli è una delle menti più brillanti della magistratura in Regione. Spesso è definito dai migliori avvocati un “giudice sostanzialista”, rigoroso nel rispetto delle leggi, che conosce come pochi al Palazzo di Giustizia triestino, ma molto attento a fare giustizia nel merito, ovvero al di là dei formalismi far si che il diritto diventi giustizia e non viceversa.

A Roma ad esempio c’è un altro giudice che ha rimesso immediatamente in libertà uno dei due sospetti massacratori di Alatri che era stato arrestato il giorno prima dell’assassinio.

Durante la perquisizione erano state trovate 300 dosi di cocaina, 150 di crack e 600 di hashish.

Poi erano scattati gli arresti. Il 24 marzo, ovvero il giorno dopo, i 4 erano comparsi davanti al gip di Roma che aveva convalidato gli arresti ma rimettendoli in libertà senza richiedere l'osservanza di nessun tipo di obbligo.

La notte tra il 24 e il 25 marzo avviene il massacro davanti alla discoteca Mirò. Castagnacci è considerato dagli investigatori autore anche del colpo mortale. Si ritiene che all'origine della ferocia insensata messa in atto da Castagnacci e dal fratellastro Paolo Palmisani, l'altro fermato, vi sia stata l'assunzione di un mix di droghe e alcol.

Castagnacci ha anche alcuni precedenti: nel 2011 era stato arrestato perché in possesso di cinque chili di hashish ed attualmente ha un procedimento in corso, sempre per traffico di stupefacenti.”

Ecco, come scrivevamo, c’è giudice e giudice. Fate un po’ voi.




Il calvario dei triestini, e muggesani.

» Inviato da valmaura il 29 March, 2017 alle 1:27 pm

Ferriera. Stamane a Valmaura e Monte San Pantaleone si vive l’ennesimo calvario.

La giornata è bellissima, il sole caldo, e l’aria irrespirabile.

Il gas di cokeria ed altoforno rende impossibile stare all’aria aperta od anche solo aprire le finestre.

I portoni dei condomini e le cabine degli ascensori sono delle vere e proprie camere a gas.

Ovviamente non essendoci alcun sistema di rilevamento validato nella direzione di San Sabba, ove il leggero vento in queste ore tira, i dati dell’inquinamento non entreranno nelle statistiche ma solo nei polmoni di bambini, donne, anziani e uomini.

Dove è finita la tanto sbandierata centralina promessa solennemente dal Sindaco in campagna elettorale?

Questa amministrazione non è stata capace in quasi dieci mesi di varare nemmeno un serio ed attendibile, visto che più volte ha pubblicamente dubitato della credibilità dell’Arpa, sistema di monitoraggio sul territorio per coprire quel 60% del perimetro della Ferriera oggi scoperto.

Che ora il sindaco scopra che i dati così rilevati non avrebbero valore ufficiale, la stessa situazione di quando sotto elezioni prometteva addirittura “una rete di centraline del Comune”, cos’è una presa per i fondelli?

Nulla è cambiato nel frattempo, ed allora lo scopre solo ora che la legge assegna alle Arpa l’ufficialità dei dati? Un alibi ed una retromarcia tardivi ed indecorosi.

Si pensi un attimo cosa succederebbe se le centraline, seppure ufficiose, installate dal Comune rilevassero dati differenti da quelle ufficiali dell’Arpa.

Intanto la loro sola presenza indurrebbe qualcuno a maggior serietà e controllo delle apparecchiature in essere. Eppoi in caso di difformità sarebbe naturale l’intervento dell’Autorità giudiziaria con la nomina di un perito terzo, dotato di proprie strumentazioni, a dirimere la questione e stabilire quali dati siano credibili: quelli ufficiosi, del Comune, o quelli ufficiali, della Regione. Con tutte le conseguenze del caso per i responsabili.

Ma tutto questo non può avvenire perché l’amministrazione comunale ed i suoi due attuali consigliori non hanno fatto nulla di ciò.

Hanno disatteso promesse ed impegni ed hanno sbagliato tutto, ma proprio tutto.

Peccato che a rimetterci siano la salute e la vita di decine di migliaia di triestini e muggesani, lavoratori compresi.





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