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Trieste Verde. A cosa diciamo no!
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Circolo Miani » News Correnti » Page 86

Si sono bevuti il cervello o cosa?

» Inviato da valmaura il 15 December, 2020 alle 12:55 pm

Come un fiume carsico rispunta a cicli alterni il Tunnel via D’Alviano-Largo Mioni.
La prima proposta risale ai tempi del Sindaco Illy, ed il progetto che periodicamente ritorna a galla prevedeva in buona sostanza che per andare in Barriera da Corso Italia si doveva imboccare la Galleria Sandrinelli proseguire per quella di San Vito, arrivare a metà di via D’alviano e ritornare indietro per il nuovo Tunnel per sboccare al fine in Largo Mioni, a metà di viale D’Annunzio. Il tutto veniva motivato con il vantaggio di snellire la viabilità. Cioè invece di andare diritti per Piazza Goldoni e salire per Largo Barriera si costringevano le persone a girare mezza città, ma per “ridurre traffico ed inquinamento” si intende.
La follia finì ritirata sotto una marea di proteste dei cittadini, sorse anche un comitato di residenti di Largo Mioni che il Circolo Miani appoggiò da subito, e dalle critiche bipartisan della politica a partire dalla Circoscrizione competente.
Ma questo infausto progetto non fu cestinato, come avrebbe dovuto essere assieme ai nostri quattrini per pagare le parcelle dei progettisti, ma rimase in “sonno”, e periodicamente si risveglia e chi amministra questo nostro sfortunato Comune lo ripresenta come un fiore all’occhiello.
Ora è il momento di dire basta alle sparate senza senso e costrutto, e di spernacchiare assessori ed amministratori che lo caldeggiano. Meglio sarebbe mandarli a casa per impedire che continuino a nuocere alla nostra città, ed è anche per questo che nasce Trieste Verde, fuori dai giochi e dal teatrino stantio di una politica arrivata alla frutta che parla solo di accordi tra sigle e siglette nati per garantirsi uno strapuntino ma che con un colpo di coda può produrre ulteriori danni alla nostra comunità.
Teodor



Questa inutile politica non smette mai di stupire.

» Inviato da valmaura il 13 December, 2020 alle 12:55 pm

“Mettere a disposizione di Asugi, se ritenuto necessario e in assenza del reperimento di altri spazi adeguati, le palestre o altre strutture comunali da individuare per fare i tamponi in luoghi di grande capienza che garantiscano massima sicurezza”. È l'oggetto della mozione che ieri la IV Commissione consiliare, ha discusso a lungo, anche se facciamo fatica a capire cosa ci fosse da discutere, oltre ad approvarla all’unanimità in un amen.
Il problema, della mancata capienza,è stato riscontrato dai medici di medicina generale «che spesso non hanno ambulatori adeguati per eseguire i tamponi in quanto inseriti in contesti condominiali».
La mozione alla fine è stata licenziata («È scontata la collaborazione tra enti. La nostra disponibilità è assodata», ha specificato il presidente Babuder) per essere discussa nei prossimi mesi in Consiglio.
ALT! “discussa nei prossimi mesi”. Insomma a nonno morto. Ma vi rendete conto?
Qui siamo ben oltre i confini della irrealtà: e forse Trieste Verde è la ramazza giusta per spazzolarli via, avranno con tutta calma i prossimi anni per discuterne.
Poi attaccano ristoratori ed esercenti che in estate e fino alla Barcolana hanno avuto parte importante nel favorire Movida Selvaggia, spesso chiudendo un occhio anzi tutti e due. E nel sostenere il Paoletti della Camera di commercio funerario nel tenere congelati gli otto milioni per destinarli alla ciofeca del Parco del Mar Morto, invece che liberarli a tutto vantaggio dei colleghi in crisi che poi li avevano versati.
«La categoria è allo stremo - spiega Bruno Vesnaver, presidente regionale della Fipe -, sono veramente preoccupato. Le richieste avanzate a livello nazionale cadono nel nulla e il grido di disperazione (peccato che nel frattempo siano morti Vittorio Emanuele Secondo e Cavour) si fa sempre più forte. Non consentire ai pubblici esercizi di lavorare a regime nel mese di dicembre, ipoteca seriamente anche il 2021, è tutto assurdo, è un accanimento.”
Però offrire un calice ed un caffè ai quasi mille morti al giorno forse li aiuterebbe a disperarsi di meno ed a non incolpare il Governo dimenticando le ordinanze regionali dei companeros de plaza.
Ma mi faccia il piacere, mi faccia!
Teodor.



Sciacalli e comici ai tempi del Covid. Capitan Schettino e Capitan Trinchetto.

» Inviato da valmaura il 11 December, 2020 alle 2:16 pm

Partiamo da questi ultimi. La coppia dei comici: Fedriga e Dipiazza.
Il primo, al pari di Schettino (“Torni a bordo, cazzo!” De Falco dixit), coadiuvato egregiamente dalle “spalle” Riccardi e Poggiana, passa a tempo di record dall'annacquare le misure governative al sollecitarne di più stringenti e viceversa, passando per quella farsa della Nave naufragata, oramai entrata nella leggenda ne più né meno dell'Olandese Volante.
Accusa nei giorni dispari Conte di aver svenduto la responsabilità politica al Comitato di medici e scienziati, e nei giorni pari nel comico tentativo di scansare le figuracce rimediate in Regione, ne scarica le responsabilità, come nel caso del Vascello Fantasma, sulle scelte dei “tecnici che la politica deve seguire”. D'altronde se il “tecnico” è il suo, e di Riccardi, pungiball preferito e nominato, Poggiana, la cosa gli riesce perfino comoda, che il “tecnico” ingoia questo ed altro a testa bassa, ma inchiodato alla poltrona di direttore Asugi.
L'altro, il Dipiazza, fa impallidire persino il mitico Capitan Trinchetto (“cala, cala Trinchetto”) dei Caroselli in bianco e nero. Da “io resto in casa e taglio l'erba” della prima ondata, all'invito a disobbedire alle disposizioni del Governo, novello Masaniello in piazza Unità.
Lui a spararle grosse ci ha abituato da anni e conta molto su due fattori: la smemoratezza della gente aiutata generosamente dalla mancanza di un giornalismo a Trieste e Regione, legata ad una totale assenza di oppositori veri, e la sua innata simpatia umana. Fattori che gli permettono di rifarsi ogni volta una verginità come neanche a Casablanca.
E veniamo allo sciacallaggio speculativo. Il REM, ovvero Reddito d'Emergenza, che oscilla da un minimo di 400 ad un massimo di 600 euro mensili, e che il Governo ha prorogato fino a tutto dicembre, funziona così.
A pagarlo è l'INPS che lo fa esclusivamente attraverso Poste Italiane, e già qui viene da chiedersi il perchè di questa esclusiva, e le suddette Poste se lo trattengono in forziere un 5/7 giorni prima di liquidarlo. Ovviamente il termine “trattengono” è un modo di dire, che non è che le centinaia di milioni stanno lì a riposare sulla mensola postale a fare polvere, ma contribuiscono nel frattempo ad incrementare il mercato finanziario di Poste Italiane. Basta moltiplicare gli importi di sopra per qualche milionata di beneficiari e per almeno sei mesi e ne esce una cifra da capogiro.
Un esempio concreto? Presto fatto: il rateo di novembre figura sul sito Inps liquidato al beneficiario il 27 novembre, e dunque incassabile agli sportelli postali da quel giorno, mentre invece le Poste comunicano ai destinatari in paziente e lunga fila che lo “salderanno a partire dal 2 dicembre”.
Tutto sommato lo sciacallo è un dilettante, oltre che un animale utile e perfino simpatico, non come DiPì ma insomma.



Una seconda Ferriera? NO, grazie!

» Inviato da valmaura il 7 December, 2020 alle 12:11 pm

E proprio NO!
Stanno procedendo alacremente da parte della proprietà uscente Acciaierie Arvedi i lavori di demolizione ed abbattimento, tra polveroni e rumori costanti, degli impianti dell'Area a Caldo, e che, a detta dell'attuale direttore, dovrebbero essere ultimati entro la fine di dicembre, lasciando in eredità alla subentrante proprietà gli scheletri degli impianti e gli edifici in muratura.
Mentre chi dovrebbe controllare e “vigilare”, Arpa ed assessorato regionale “per la difesa dell'Ambiente”, non riusciamo a soffocare le risa nello scriverlo, sta partecipando alla trasmissione Rai di Federica Sciarelli “Chi l'ha visto?”, noi siamo sempre più preoccupati.
Mettere mano ad impianti stratificati e pregni di ogni possibile inquinante, sollevare polveri su di un terreno dove non c'è centimetro quadro che non sia zeppo di diossine, idrocarburi, e metalli “pesanti” tutte robe che fanno rima con il termine cancro ad inalarle, infatti non può che essere fonte, e che fonte, di preoccupazione nostra e delle decine di migliaia di residenti.
E la preoccupazione ha ragioni da vendere nell'aumentare man mano che si avvicinano i lavori programmati, a terra ed in mare dalla proprietà subentrante, quella della Piattaforma Logistica per ora ferma al palo dello Scalo Legnami: Parisi, il Gruppo Petrucco ed il nuovo socio di maggioranza tedesco, e la statale Invitalia.
Siccome la cosa siamo stufi di segnalarla ad interlocutori che fanno orecchie da mercante (Zeno D'Agostino per il Porto, e il Gruppo Petrucco, forse distolto e distratto dalla sua nuova impresa: la ventilata costruzione del Parco del Mar Morto) abbiamo deciso di promuovere a breve, quando la situazione pandemica si stabilizzerà un tanticchia, un'assemblea pubblica tra i triestini, e muggesani, ed il Presidente dell'Autorità Portuale da un lato e la proprietà tedesca-italiana dell'area Ferriera.
Se poi, come promette il loro costante silenzio, riterranno di disertare l'incontro rendendo manifesto il loro disprezzo nei confronti delle sacrosante preoccupazioni della nostra comunità, vorrà dire che passeremo al livello successivo: ovvero una bella manifestazione in via Von Bruck davanti alla Torre del Lloyd, sede della Presidenza del Porto.
Facciano loro che noi sappiamo fin troppo bene, per una passata esperienza pluriventennale, cosa sia giusto e doveroso fare per tutelare “prima” la nostra salute e qualità della vita, e non dover contare “poi” i nostri malati e deceduti.
Circolo Miani, Servola Respira, Trieste Verde.



Abolire le Regioni, e la gestione sanitaria in capo ai Comuni.

» Inviato da valmaura il 5 December, 2020 alle 1:55 pm

Lo abbiamo scritto e riscritto e ben prima che questa ultima emergenza Covid lo confermasse: la gestione regionale del sistema sanitario non funzionava da tempo. Come da tempo sollecitavamo i sindaci, al plurale, ad alzare la voce, a riprendersi nella sostanza, sfruttando due fattori determinanti: l’essere per legge gli Ufficiali Sanitari del Comune, ed il fatto che fossero le tasse dei triestini, intesi come provincia, a pagare il servizio sanitario, voce in capitolo ed indirizzo della tutela della salute della nostra comunità.
Ben prima di questa pandemia avevamo sottolineato le criticità degli ospedali, per non parlare del Pronto Lento Soccorso, la mancanza di posti letto anche in Medicina d’urgenza ed Osservazione temporanea, la carenza di personale e di attrezzature tecniche, il declino dei Distretti Sanitari e la desertificazione della medicina sul territorio (ed i risultati sono emersi in tutta la loro drammatica evidenza ora), i tempi d’attesa biblici per esami, visite e prestazioni specialistiche anche di routine (oculista, ecografie, ecc), a tutta incentivazione e vantaggio della sanità privata. Ed ultimo, ma non certo per importanza, il declino dell’ospedale pediatrico Burlo, il cui illogico trasferimento a Cattinara ne è la conferma.
Ora che l’opinione pubblica nazionale sta prendendo atto del sostanziale fallimento dell’ ente Regione, fonte di inutili doppioni centralistici e di evitabili sprechi, oltre che di crescenti scandali e corrutele, va iniziato da subito il trasferimento di una delle più corpose e costose competenze che l’attuale legge riserva in toto alle Regioni, la gestione della sanità pubblica, al rapporto diretto Stato (Ministero della Sanità)-Comuni. Lasciando invariato ed anzi incentivando il Centro unico per acquisti e forniture in modo da contenere i costi ed evitare spreco o spesso peggio di pubblico denaro, in capo allo Stato.
Tutto il resto sono pannicelli caldi, pillole indigeste anzi suppostone sgradevoli, che questa politica con una stampa servile, interessata e codina, dove parecchi “editori” fanno cospicui affari nella sanità privata, cercano di far passare sulla pelle, letteralmente, dei cittadini.
Certo con i sindaci che Trieste si è scelta negli ultimi decenni non si va molto lontano ed è per questo ed anche su questo che Trieste Verde potrà risultare decisiva nel prossimo Consiglio Comunale, sempre che i cittadini la sostengano e gli elettori la votino.
Teodor.




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