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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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Notizie Flash

Trieste Mitteleuropea. Valmaura: le Ville Lumiere e il Jardin des Tuileries.
Ai nostri politici ed amministratori: un bel “liston” da queste parti, una volta tanto?Certo che di lavoro ne dovrà fare il neopresidente Ater Novacco.Qui ci vivono 1500 persone divisi in 435 appartamenti.E inciviltà a parte, come ricordava Primo..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 83

Facebook 3.375.

» Inviato da valmaura il 3 November, 2017 alle 2:29 pm

Ad oggi sono tante le persone che hanno messo il loro "Mi Piace" alle nostre pagine: Circolo Miani (2570), Circolo Miani Trieste (316) e NO FERRIERA Si Trieste (489).

A loro va il nostro grazie per l'apprezzamento che ci rivolgono in continua e costante crescita. Per noi uno sprone a fare di più e meglio.

Senza immodestia riteniamo che i nostri articoli, perchè questi sono, offrano una modesta, per i pochissimi mezzi di cui disponiamo, informazione che altrimenti la città non avrebbe.

Vediamo se entro l'anno riusciamo ad arrivare ai 5.000 "mi piace" sulle nostre Pagine. Che in calce ai singoli Post ne facciamo il doppio quasi ogni mese.

Lo riteniamo un segnale importante per la nostra comunità e pertanto chiediamo la vostra collaborazione. Condividete i nostri articoli tra i vostri contatti e accompagnateli da un vostro invito personale a mettere il "Mi Piace" alle nostre pagine. Per voi è poco, ma per la nostra (di tutti noi) lotta invece è tanto.

Grazie.




Ferriera. Facciamo il punto.

» Inviato da valmaura il 31 October, 2017 alle 1:16 pm

La proprietà ha annunciato di aver finito i lavori sull’altoforno che, con gli impianti connessi, è stato rimesso in moto dal 10 ottobre.
La Regione continua a mantenere in vita la diffida di giugno, utile soprattutto nel dimezzare la produzione della Cokeria limitando la produzione di carbone Coke al solo uso e consumo dell’Altoforno.
Il sindaco Dipiazza alla vigilia dei 500 giorni (oggi fanno per l’esattezza 499) continua a ripetere in interviste “vintage” quello che esattamente diceva nel maggio 2001: “quel cancro è incompatibile con la città e va chiuso subito”. O è di memoria scarsa oppure il suo repertorio è decisamente povero.
Ma sa di poterlo fare e di farla franca perché nessuno degli operatori di stampa e tivù (chiamarli giornalisti e organi di informazione ci pare proprio una bestemmia) ha la decenza di ricordarglielo, fottendo lettori ed ascoltatori ma questo per loro non è un problema ma una consuetudine. Tra piccolo giornale, TeleCamberquattro e Rai deganiana non corre, il sindaco, alcun rischio. Poi ha sempre gli ascari di complemento da tirare fuori dal cappello quando serve.
Ma torniamo alla Regione. Fare diffide ed affidarne il controllo a questa Arpa regionale è come sprecare carta ed inchiostro. Ne volete un esempio? Sulle banchine della Ferriera sono messe a parco migliaia e migliaia di tonnellate di quel carbone Coke in attesa di essere imbarcate su navi e vendute a terzi, altro che ad uso e consumo dell’altoforno di Servola.
E se il conducator della task force arpiana che “vigila” così indefessamente sulla Ferriera è quel Franco Sturzi, già tristemente noto ai nostri lettori, che al Circolo della Stampa nel 2016 rispose al nostro Romano Pezzetta (che ha condotto gli altoforni sotto le proprietà Italsider e Pittini) che gli chiedeva, foto alla mano, cosa fosse quella nube gassosa che avvolgeva l’impianto, che si trattava della “granulazione della Loppa” e non invece la quotidiana perdita di oltre centomila metri cubi di letale gas dalla Bocca dell’Altoforno …..
In quanto ai lavori fatti, e si confida che la pur sempre scattante Arpa, la vigilante assessora Sara Vito, ed il disco rotto di Sindaco si siano almeno fatti dare copia delle fatture saldate dei lavori eseguiti, a noi risulta che risponderebbero alla logica del tirare a campare, ma nei prossimi mesi ne vedremo l’eventuale riscontro.
Ecco fatto. Ora chi ci legge ha la chiara percezione dello “stato dell’arte”. Peccato che è uno “stato” che ci porta, tutti: cittadini e lavoratori, all’ospedale ed al cimitero.
Un’ultima cosa: se quel poco che la proprietà ha eseguito sull’Altoforno è stato fatto lo si deve UNICAMENTE alla campagna di sensibilizzazione ed alle denunce pubbliche ed in Procura che il Circolo Miani e Servola Respira hanno fatto quasi giornalmente in questi ultimi anni, basta leggerci e riguardarsi i servizi delle Iene. Gli altri erano distratti od ignoranti ed alla faccia del verbale ispettivo firmato generosamente da Comune, Regione, Arpa, ASS e Vigili del Fuoco che attestava come nel settembre 2016 i lavori erano stati soddisfacentemente eseguiti sull’altoforno, l’unico, sembra grottesco riconoscerlo, che ha recepito le nostre denunce è stato il cavalier Arvedi, ça va sans dire!




Ferriera. L’ipocrisia fatta politica.

» Inviato da valmaura il 30 October, 2017 alle 1:14 pm

Illuminante, si proprio illuminante della assoluta non credibilità delle politica.

E’ di oggi l’ultimo, di una serie infinita, allarme lanciato dalle Nazioni Unite, che segue di alcuni giorni quelli della Organizzazione Mondiale della Sanità, della Comunità Europea, dei più prestigiosi consessi di scienziati e delle più serie riviste scientifiche.

Il riscaldamento del nostra pianeta Terra, a seguito principalmente delle emissioni inquinanti industriali, di cui il carbone è il principale imputato, sta raggiungendo il punto di non ritorno di cui l’innalzamento dei mari e soprattutto le profonde mutazioni climatiche sono la recente drammatica conferma: nelle Americhe, in Europa, in Italia e a Trieste.

Gli Stati firmano protocolli su protocolli, da Kioto a Parigi; il Ministero della Salute ci conferma che in Italia sono morte l’anno passato quasi 100.000 persone solo per gli alti valori delle Polveri Sottili. I telegiornali ci inondano di drammatici allarmi di sindaci e presidenti di Regione che al centro nord da oltre un mese emettono divieti a raffica per bloccare il traffico veicolare, senza contare i catastrofici incendi dovuti in primo luogo alla siccità da record.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha deliberato di attivare una politica di “decarbonizzazione” (brutto ma efficace neologismo) del suo territorio e l’assessore regionale all’Ambiente, l’isontina Sara Vito, ingaggia una battaglia personale contro la centrale elettrica di Monfalcone (A2) che lavora proprio a carbone.

La stessa Sara Vito che ha difeso a spada tratta l’AIA rilasciata dai suoi uffici, d’accordo con l’Arpa, che dipende sempre da lei, la Provincia, che allora esisteva ancora, il Comune di Trieste, l’Azienda Sanitaria, i cui vertici sono di nomina regionale, alla proprietà della Ferriera, stabilimento che ha nel carbone l’elemento principale del suo ciclo produttivo.

Due sono le cose. O la Regione finisce sull’Isonzo e Trieste non ne fa parte, oppure l’assessore regionale è vittima di un totale strabismo politico. Ci sarebbe pure una terza ipotesi candidamente ammessa dall’allora direttore del servizio autorizzazioni della Regione, Agapito, ma su cui tutti hanno fatto orecchie da mercante (dalla politica alle istituzioni di controllo, vista anche l’immediata quanto solitaria denuncia del Circolo Miani in Procura).

Sarà una coincidenza ma quando in ottobre tutte le città del Nord Italia e della nostra Regione vivevano il blocco del traffico e le limitazioni al riscaldamento, l’unica eccezione era proprio Trieste. E sarà sempre un caso che in quel periodo la Ferriera aveva Altoforno, Agglomerato e Macchina colare spenti e la Cokeria in puro regime termico.

Come non ricordare i ponderosi studi dell’Arpa datati 2007 e 2008 in cui si comprovava che il 40% delle emissioni di Polveri Sottili nella nostra provincia erano ascrivibili in massima parte alla Ferriera coadiuvata allora dall’Italcementi.

Ma se in Regione la Sara Vito non scherza, non è che prima il Presidente Renzo Tondo ci andasse leggero. Da quel “se eletto tra una settimana torno a Trieste a chiedere ai servolani come chiudere la Ferriera”:  sparava su giornali e tivù il candidato del centrodestra, salvo non mettere mai piede da queste parti per tutti i cinque anni della sua presidenza e respingere le richieste avanzate dal Circolo Miani di riaprire l’iter per la revisione dell’AIA alla Ferriera rilasciata in fretta e furia tra Natale e Capodanno 2007 dalla precedente Giunta regionale Illy-Cosolini. Così come l’allora Sindaco Dipiazza, l’amico di Tondo, rispose ugualmente NO alla richiesta di attivarsi come Comune per il ritiro dell’AIA.

E potremmo continuare con centinaia di fatti che stanno a dimostrare come la politica, brillantemente sostenuta da giornali e televisioni locali e regionali, alla fine privilegi gli affari di pochi agli interessi della comunità.

Ecco, così al prossimo stratempo o stracaldo saprete chi maledire, oltre al solito “piove, governo ladro”.




Ferriera. Dipiazza mai parlare di corda in casa dell’impiccato.

» Inviato da valmaura il 27 October, 2017 alle 1:16 pm

Intollerabile. Il sindaco sulla Ferriera dovrebbe avere il buon gusto almeno di tacere, visto che non riesce a chiedere scusa ai triestini, e muggesani, della colossale balla del “chiudo in 100 giorni”.

Oggi, 27 ottobre 2017, di giorni ne sono passati 495 esatti.

E prima di accusarci scioccamente di essere al soldo del PD leggetevi l’articolo precedente su questa pagina, insomma quello di ieri, e provate ad esercitare i neuroni celebrali.

E francamente a leggere il pezzo del piccolo giornale sulla riunione della Conferenza regionale dei Servizi che ha rilasciato l’AIA ad Arvedi, saltano i nervi.

Il Sindaco si esterna molto “incazzato” (parole sue), e sapesse noi, per poi proseguire con l’accusare Arvedi, sulla vicenda dei parchi minerali, di “prendere per i fondelli” la città. Dovrebbe invece essere soddisfatto dell’allievo: è stato un buon maestro, lui.

Poi apporta il suo fondamentale contributo ai lavori annunciando il nome dell’avvocato di cui il Comune si servirà per le future eventuali azioni legali. Si deve essere sfiancato nel trovarlo sulle Pagine Bianche tra i 611 avvocati operanti in città.

Sembra quasi che in questa commedia della vita, dove l’obbiettivo dichiarato è solo quello di guadagnare tempo, e soldi: o almeno non spenderli, Arvedi e Dipiazza recitino due parti parallele e convergenti.

La tanto strombazzata copertura dei parchi minerali non serve pressoché a nulla se l’obbiettivo è ridurre l’inquinamento. Qui Dipiazza e i suoi scudieri (tre) ambientalisti puntano tutto sul fatto che Piccolo, TeleCamberquattro e Rai regionale non facendo reale informazione sull’argomento ed oscurando Circolo Miani e Servola Respira, possano reggere il moccolo facendo credere invece che questa sia la maggiore criticità della Ferriera.

Una sciocchezza stratosferica. Dei parchi, l’unico che andrebbe coperto poiché incide sulle emissioni inquinanti è quello del Carbone Coke, che negli interstizi porosi del minerale contiene idrocarburi cancerogeni che in presenza di ventosità possono essere dispersi nell’aria. E dunque andrebbe rinchiuso in un Silos. Per gli altri, l’unico rischio, fastidioso invero, è che sotto l’effetto di un forte vento, si alzi polvere imbrattante. Lo abbiamo detto e scritto decine di volte, conoscendo, noi, la realtà delle cose e non per sentito dire. Come il fatto che gli “spolveramenti” recenti e ripetuti siano causati soprattutto dall’assenza di manutenzione e pulizia sui piazzali, le strade interne dello stabilimento e dai nastri caricatori dell’Altoforno senza pulizia e manutenzione da tempo immemorabile.

Ecco perché Dipiazza deve tacere, perché in 500 giorni meno 5 non ha mai voluto fare nulla, da Ufficiale Sanitario, per porre fine alle vere emergenze della Ferriera.

E qui ad essere “presi per i fondelli” ed “incazzati” neri sono i triestini e muggesani. Da lui e da Arvedi, che se fossimo in un Paese più serio e civile dovrebbero essere loro a cercarsi in tutta fretta un avvocato.

Appunto, se fossimo in un Paese serio.

PS. A proposito, beneamata ARPA, come vanno i controlli sui limiti produttivi della Cokeria? Che ad oggi ci sono migliaia e migliaia di tonnellate di Coke a parco. E bastano gli occhi a rivelarlo. Ce li avete?

https://www.youtube.com/watch?v=uwZn6ISRqJc




Ferriera. Il bue che da del cornuto all’asino.

» Inviato da valmaura il 26 October, 2017 alle 12:30 pm

Ci viene da piangere, che da ridere purtroppo per noi non c’è proprio nulla, a leggere il botta e risposta sulla stampa tra l’interrogante “insoddisfatto” Andrea Ussai (5Stelle) e l’assessore all’Ambiente della Regione, Sara Vito (PD).
Il tutto appare la plastica dimostrazione che a quasi cinque anni dalla loro elezione capiscono picca o nulla della tragedia Ferriera. E questo appare francamente desolante.
Resta un mistero su cosa si dichiari “insoddisfatto”, visto il tenore generico della sua interrogazione, il consigliere Ussai. Appare invece chiarissima l’ignoranza tecnica sul funzionamento degli impianti e sul ciclo produttivo della Ferriera dei due contendenti.
Ignoranza ed impreparazione coltivata per anni respingendo ogni suggerimento o collaborazione pur offerta più volte da parte di chi i problemi li conosce realmente (vale per ambodue) e che fa assumere a quest’ultimo episodio il sapore della strumentalizzazione, l’ennesima, elettoralistica del dramma Ferriera.
Un esempio per tutti, che dimostra chiaramente che non sanno di cosa parlano è il limite mensile delle 294 colate imposto all’altoforno per rispettare il tetto, sempre mensile, produttivo delle 34.000 tonnellate di ghisa. Che, lo abbiamo scritto fino alla noia ma evidentemente i due non ci leggono, più che un limite sembra un auspicio visto che raramente l’altoforno ha raggiunto o superato le 34.000 tonnellate di ghisa prodotte al mese. E che anzi stabilire un numero di colate fa solo aumentare il rischio concreto di inquinamento.
Se una vacca, visto il titolo restiamo in tema, produce venti litri di latte al giorno, che io la munga due, quattro o dieci volte al dì, sempre 20 litri di latte mi darà, idem dicasi per il numero delle colate. E’ più chiaro così?
Rimane l’unica conferma positiva del vincolo produttivo imposto alla Cokeria, che deve lavorare solo per le necessità di Coke dell’Altoforno, insomma a meno della metà del pregresso abituale, con conseguente beneficio per la nostra salute e sensibile danno economico per Arvedi. Il perché lo abbiamo scritto e riscritto e dunque non lo ripetiamo in questa sede. Sempre che, e qui son dolori, l’Arpa svolga con competenza e rigore i controlli.





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