Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il senso di DiPi per le statue.
Il Vate con vista sui cassonetti delle scovazze.Alice al Depuratore fognario cittadino.E quella di Ressel prossima ventura all'Inceneritore di via Errera?..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Società politica e Società civile. Dedicato a Trieste.
Se incontri uno convinto di sapere tutto e sicuro di sapere fare tutto, non ti puoi sbagliare: è un imbecille. (politica e dintorni)Si chiama pregiudizio di conferma, ovvero ciò a cui si vuole ardentemente credere e non importa..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 82

Pubblicità Progresso. Attenti all’Enel !

» Inviato da valmaura il 15 December, 2017 alle 3:40 pm

Se la conosci la eviti.

Una brutta storia dove come al solito a rimetterci è l’utente, il cliente, insomma chiamatelo come vi pare.

Ci, al Circolo Miani, una associazione di volontariato culturale e sociale senza finalità di lucro alcuna, insomma una Onlus, viene fatta un’offerta da Enel per passare alla loro società per la fornitura di energia elettrica.

Ci viene proposto un preventivo che riduce del 40% l’importo che pagavamo con il nostro fornitore, che per una associazione che sopravvive esclusivamente con l’autofinanziamento e le collette fuori dai supermercati è cosa non da poco.

Viene fatta la registrazione contrattuale via telefono dove specifichiamo il nostro diritto a pagare l’Iva al 10%, come riconosciuto da sempre dagli altri nostri fornitori di energia elettrica. Oltre ad un indirizzo fisico di recapito delle bollette, poiché è previsto anche l’invio telematico, nella stipula del contratto indichiamo il nostro indirizzo di posta elettronica ed il nostro recapito telefonico (un cellulare).

Spediamo via fax, come richiesto, la documentazione di legge consegnataci dall’Agenzia delle Entrate, che andava benissimo per i precedenti fornitori, e che attesta il nostro diritto all’Iva ridotta, ma l’Enel ci invia un suo modulo che però non va bene essendo riservato ad uso abitazione. Glielo segnaliamo ma non riceviamo notizie pensando così che la questione sia risolta.

Le prime bollette vengono regolarmente, anche se con fatica, saldate perché scopriamo che la famosa “riduzione del 40%” si è assottigliata attorno al 10%. Vabbè sempre meno di prima, ma l’Iva invece ci viene conteggiata in pieno (al 22%) di modo che l’energia elettrica alla fine ci costa il 2% in più di prima. Telefoniamo al Call center Enel e rimandiamo un secondo Fax con la dichiarazione dell’Agenzia delle Entrate, richiedendo il rimborso dell’Iva in eccedenza ed annunciando che da quel momento avremmo scorporato l’importo non dovuto dai futuri pagamenti.

Dall’Enel nessuna risposta.                                                                                      

Ci, sempre Circolo Miani, arriva ad aprile di quest’anno un sollecito inviatoci via e-mail da Enel, che ci intima di pagare una bolletta scoperta. Ci rendiamo conto che continuano ad inviarcele alla casella postale che abbiamo chiuso in marzo. Telefoniamo immediatamente all’Enel informandoli della avvenuta modifica e sollecitandoli ad inviarci le bollette solo per via telematica. Così fanno con la fattura scoperta che saldiamo il giorno dopo.

Poi più niente, finche un bel giorno senza alcun preavviso ci tagliano la luce.

Un dramma soprattutto per i due acquari, d’acqua dolce e marino, che abbiamo da anni nella sede del Circolo.

Per farla breve, e grazie alla sollecita comprensione e disponibilità dell’Acegas che gestisce stacchi e riallacci sul territorio, dopo due giorni e mezzo la corrente ritorna. Troppo tardi per gli acquari in cui gran parte di pesci e coralli hanno fatto una fine orribile. Nel frattempo dopo aver tempestato di telefonate l’Enel spiegando la grottesca situazione da dove emerge che loro hanno continuato candidamente ad inviarci bollette e solleciti ad una Casella Postale chiusa da mesi come da noi comunicato formalmente ad aprile riusciamo, ma che fatica, a farci spedire le due bollette non pagate (una scaduta e l’altra no che contengono sempre l’iva al 22%) e le saldiamo la mattina dopo supplicando l’azienda di riallacciare immediatamente la fornitura vista anche la disponibilità di Acegas.

Niente da fare, ed anche dopo pagati due importi per un totale di 400 euro e spicci, e nonostante avessimo come richiesto inviato un minuto dopo via fax al numero da loro fornitoci copia degli avvenuti versamenti, l’ordine di riallaccio non parte perché “il fax non è stato ancora protocollato”.

Nemmeno l’intervento del Punto Enel in Galleria Tergesteo, impossibile da raggiungere telefonicamente e via e-mail, dove ci siamo precipitati con le ricevute dei pagamenti è servito granchè: abbiamo infatti scoperto amaramente che, nonostante l’umana gentilezza, la loro autonomia operativa e decisionale è sotto allo zero.

Orbene a distanza di mesi  ci continua, nonostante un terzo invio via fax questa volta effettuato con il modulo d’accompagnamento “giusto” dagli operatori di Trieste, ad essere addebitata l’Iva al 22 invece che al 10% e ci vengono richieste nell’ultima bolletta ben 59 euro per spese di stacco e riallaccio.

Invece loro possono continuare a disattendere tranquillamente la legge sull’applicazione dell’Iva ridotta e far finta di niente sulla responsabilità di quanto successo, a partire dalla “sola” del preventivo offertoci.

E’ proprio vero: Enel se la conosci la eviti.

https://www.youtube.com/watch?v=kFfhBX7ET-4




Trieste. “Incasellando ogni attività umana”.

» Inviato da valmaura il 12 December, 2017 alle 2:42 pm

Piero Chiambretti a Trieste per le trasmissioni domenicali dagli stadi in onda il pomeriggio su Rai 3 “Prove tecniche di trasmissione, portato a visitare la “meraviglia” di Rozzol Melara chiese in diretta al cameramen “vorrei proprio sapere chi è lo str…o che ha progettato questa mostruosità”.

Ma sentite come la descrivono appunto gli autori “incasellando ogni attività umana. Nell'ottica dei

progettisti un tale aggregato di cellule abitative, unito agli spazi per la vita associata e all'elevata concentrazione di abitanti che avrebbero dovuto risiedervi, avrebbe favorito lo sviluppo delle

relazioni sociali e il senso di appartenenza a un ambiente comune.”

Avete letto e capito bene? “Incasellando ogni attività umana”, insomma un mix tra una caserma ed il “Grande Fratello”.

Negli anni l’edilizia popolare, ieri Iacp oggi Ater, è passata dalle casette e dal progetto europeo di Borgo San Sergio, ai casermoni alienanti di Rozzol Melara, prima, i “Puffi” di via Grego poi, e il “Serpentone” di via Valmaura, copiato direttamente dai bunker in cemento armato del Vallo Atlantico.

Costruiti con materiali non proprio di prima scelta, che costringono l’Ater ad ingentissime spese annue di manutenzione che ne assorbono gran parte della posta, oggetto di continui interventi di Azienda Sanitaria e servizi sociali, nel vano tentativo di tenere in piedi questi quartieri dormitorio dove sono state collocate migliaia di persone.

Costruiti senza ultimare gli spazi comuni ed i servizi per i residenti, solo il coraggio e l’iniziativa di alcuni di questi ha permesso che non si trasformassero definitivamente in ghetti.

Ma questo ai politici di ogni colore, vecchi e nuovi, interessa poco. Si ricordano di queste persone solo in campagna elettorale quando invadono le cassette delle lettere con i santini elettorali, aumentando la sporcizia.

La soluzione ovvia ed economicamente conveniente, oltre che culturalmente e socialmente giusta?

Abbatterli con il tritolo non prima di avervi alloggiato chi li ha progettati, costruiti e commissionati,  e dopo aver ricollocato i residenti in più civili sistemazioni abitative, come avviene da alcuni decenni nel resto d’Europa e negli Stati Uniti.




TLTrieste. Noi non viviamo in un’aula di Tribunale.

» Inviato da valmaura il 11 December, 2017 alle 1:37 pm

Come era abbastanza scontato il nostro articolo che propone di ascoltare, consultandoli con un Referendum non istituzionale, l’opinione dei cittadini residenti nel territorio provinciale di Trieste sull’ipotesi TLT Si o No, ha dato il via ad una serie di commenti, a due insulti e calunnie subito cancellati ed a due querele per diffamazione e falso che depositeremo in settimana in Procura, per gran parte provenienti dai sostenitori delle ragioni del Territorio Libero, e a significativi imbarazzati silenzi.

Premesso che sfidiamo tutti a trovare nel nostro pezzo anche mezza parola scritta a favore di una delle due tesi e dunque chi commenta in certo modo dimostra solo di non saper leggere e comprendere, ribadiamo la validità della nostra proposta che ci pare basata su di un elementare buon senso.

Non esistono trattati o accordi giurisdizionali, in un senso o nell’altro, che possano violentare il comune sentire di una comunità. A meno di non voler riconoscere teorica validità e giustificazioni a trattati infausti come quelli rappresentati dagli accordi di Monaco del 1938 sullo smembramento della Cecoslovacchia e che diedero il via alla immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

Crediamo fortemente invece nelle tesi , poi inapplicate con tutto quello che ne conseguì alla fine della Grande Guerra, del Presidente americano Wilson sull’autodeterminazione dei popoli.

Pertanto diffidiamo fortemente da ogni confine fissato a tavolino che non rispetti questo diritto inalienabile.

Sono passati  70 anni dal Trattato di Pace. Dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso e fino a cinque anni fa la questione è rimasta sostanzialmente nel dimenticatoio, salvo qualche rusticano, e sporadico rigurgito.

In questi ultimi cinque anni abbiamo assistito ad una progressiva frammentazione della galassia che ha risollevato la questione dell’esistenza del TLT, complice anche il ruolo esercitato dalla stampa locale.

Quale miglior modo dunque di conoscere come la pensi oggi una fetta importante dei nostri concittadini se non chiedendoglielo direttamente?

E perché di fronte ad una proposta che mira ad acquisire l’opinione dei diretti interessati, che se favorevole, ad esempio, all’ipotesi TLT darebbe a questa proposta forza e concretezza più di mille sentenze e contenziosi giuridici per altro lontanissimi ed ignorati dalla quasi totalità dei triestini, si riscontrano così tante resistenze?

Perché gli attivisti indipendentisti che solo poche settimane fa sui nostri “social” inneggiavano al Referendum Catalano oggi ne prendono le distanze?

Insomma perché su di una questione dichiarata da certuni fondamentale e centrale per la nostra Trieste, e possono benissimo aver ragione, si palesano così tante incertezze e ritrosie nel voler sentire l’opinione dei diretti interessati? E si badi bene un’opinione formalmente non vincolante.

Il voto, seppure consultivo e senza costi come in questo caso e dopo una equa ed equilibrata informazione sul tema, è il più alto momento di espressione democratica. Forse qualcuno ne ha paura o timore?

In questi anni dove con un certo successo e non poco seguito abbiamo operato e scritto sulle tante emergenze della nostra comunità, a partire dalla Ferriera fino al dramma delle migliaia di famiglie che aspettano da mesi i sussidi antipovertà, talvolta nei commenti abbiamo letto frasi come “quando Trieste non sarà più italiana questo non succederà più” indipendentemente che scrivessimo di ospedali e sanità a ramengo, di malapolitica di, appunto, Ferriera, del degrado dei nostri quartieri, di povertà diffusa e di emergenza casa.

Qualunque fosse l’argomento alcuni commenti sempre uguali indicavano nel TLT da venire la panacea miracolosa di tutti i mali, senza per altro porsi l’urgenza del presente e delle soluzioni da trovarsi subito e non tra decine di anni.

E siccome la nostra aspettativa di vita è sugli ottanta anni, chi più e chi meno, forse sarebbe ora di risolvere certe questioni una volta per tutte, ferma restando la libertà per chi vuole di continuare a crederci comunque vada. 

Non ne siete curiosi?




Quando si dice la “parola”. Roberto Dipiazza, trisindaco da 18 mesi

» Inviato da valmaura il 10 December, 2017 alle 1:33 pm

Piccolo 11 dicembre 2016

La sfida di Dipiazza durante la fiaccolata -
Il sindaco alla manifestazione per la chiusura dell’area a caldo «Se non faccio sparire questo cancro dalla città me ne vado»
«Se non faccio sparire questo cancro dalla città, me ne vado». Con poche parole, pesanti come macigni, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha infiammato la fiaccolata (una cinquantina i presenti) organizzata ieri sera a Servola per la chiusura dell’area a caldo della Ferriera. L’impegno politico è inequivocabile, la promessa è solenne. “I patti si devono rispettare, non si possono interpretare. In ogni caso, sono certo che siamo vicini al risultato tanto atteso e promesso in campagna elettorale: la chiusura dell’area a caldo».

«I posti di lavoro? Il segretario generale del Comune ha già garantito che una parte degli occupati sarà riassorbita dalla macchina amministrativa comunale, troveremo una soluzione per tutto. Ma non accettiamo ricatti o compromessi al ribasso …”. Perfettamente a suo agio nel ruolo di mattatore dell’incontro, Dipiazza ha trovato un oppositore solitario, Nevio Carpani, che ha ironizzato sulle parole pronunciate dal sindaco: «Molta melina, ma non aveva detto che avrebbe chiuso l’area caldo in 100 giorni? …non mi lascio incantare dalle solite boutade da campagna elettorale permanente». Alla voce fuori dal coro, Dipiazza ha ricordato che «nel 2011 avevo lasciato un impianto in predicato di chiudere. Nel 2013, la guida della Regione è cambiata e ha scelto di investire in una struttura che io avrei chiuso. I 100 giorni? Basta polemiche, io penso a lavorare». Dipiazza, spalleggiato dall’assessore Rossi, dal consigliere Giorgi e dal pittoresco leghista Slokar (presente anche il pentastellato Patuanelli), ha incassato il pieno appoggio degli organizzatori dell’iniziativa, i referenti dei comitati “5 Dicembre”, “No Smog” e “Fare Ambiente”.

I comitati: «Per noi contano i fatti» - «Ma la presenza del primo cittadino al sit in serale è emblematica»
Vicini, vicinissimi a Dipiazza. Gelidi con Cosolini. Schierati politicamente? Così i comitati “5 Dicembre”, “No Smog” e “Fare Ambiente” cercano di scrollarsi di dosso l’etichetta di organismi di parte.

 «Con Cosolini, sbattevamo regolarmente contro un muro. Dipiazza ci ascolta, ci accoglie, ci rende partecipi… contano i fatti». Già, i fatti. Cosa si aspettano dalla giunta attuale? «Certamente, non ci accontentiamo di parole e promesse, ma la presenza di Dipiazza è emblematica. Dal punto di vista della salute pubblica, l’area a caldo è condannata. Conta solo la volontà politica …g.s.

APPUNTO.

 

Il lungo declino di Servola, rione in bilico –Piccolo 17 novembre 2016.

Sei anni fa, poi, ha chiuso anche il ristorante Al Britannia, famoso in tutta la città, dopo la morte del proprietario. «Scriva pure - dice un familiare - che è morto di cancro ai polmoni e poi che la cuoca, sua moglie, vive da più di dieci anni con un polmone solo, e poi figli e nipoti tutti asmatici. Che sia un caso la vicinanza con la Ferriera?».

LA  REALTA’




Referendum sul TLT.

» Inviato da valmaura il 8 December, 2017 alle 2:41 pm

Poiché storicamente, a lustri alternati, a Trieste rispunta, come un fiume carsico, la questione del Territorio Libero, perché non fare un Referendum consultivo, l’unico che sia fattibile, dove chiamare i triestini (da Duino a Muggia) per ora, a pronunciarsi?

Facciamo un esempio, un coordinamento terzo, formato da associazioni (il Circolo Miani è disponibile) e persone organizza una cinquantina di “seggi volanti” fuori dalle scuole ed istituti dove sono posizionati i seggi nella nostra provincia (mediamente tre, cinque, dieci per edificio).

Ai seggi volanti aperti per l’esatto orario di quegli ufficiali possono esprimere il loro parere solo i cittadini muniti di tessera elettorale e documento di identità che attestano la loro iscrizione nelle liste dei seggi ubicati in quella determinata scuola.

Lo spoglio inizia subito dopo la chiusura del voto magari portando le urne sigillate in una sede (anche quella del Circolo Miani può andare).

Tutto sta decidere in concomitanza con quale delle due prossime elezioni (politiche a marzo, regionali a maggio) realizzare il Referendum consultivo, e, ovviamente, preparare il semplice materiale necessario, volontari compresi (massimo 200 persone), per realizzarlo.

Il quesito referendario, un elementare Si o No, andrebbe pubblicizzato per tempo onde permettere ai fautori delle tesi opposte una adeguata campagna di promozione informativa, che ovviamente ai seggi volanti non sarebbe permessa in alcun modo.

Alla fine avremmo per lo meno il polso dell’opinione prevalente almeno tra i triestini e certo, per quanto consultiva, sarebbe arduo per la politica e le istituzioni locali non tenerne conto.

Altrimenti a forza di Tribunali e dispute legali, europee e internazionali, i nostri nipoti saranno ancora qui a parlarne, a dividersi e litigare. Sempre che Trieste esista ancora.





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81 • Pagina 82 • Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172Pagina 173Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Pagina 180Pagina 181Pagina 182Pagina 183Pagina 184Pagina 185Pagina 186Pagina 187Pagina 188Pagina 189Pagina 190Pagina 191Pagina 192Pagina 193Pagina 194Pagina 195Pagina 196Pagina 197Pagina 198Pagina 199Pagina 200Pagina 201Pagina 202Pagina 203Pagina 204Pagina 205Pagina 206Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 15 December, 2019 - 9:02 am - Visitatori Totali Nr.