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Circolo Miani » News Correnti » Page 78

Incendio Ferriera. Plastica vigilanza.

» Inviato da valmaura il 25 January, 2021 alle 12:26 pm

In quattro surreali righette il “patriota vigilante” assessore per la difesa dell’ambiente regionale, il sottotraccia Scoccimarro, comunica che la fumata nera in uscita ieri dall’impianto dell’Altoforno in Ferriera è dovuta alla presenza di: “FERRIERA: attivata subito ARPA FVG. Dalla società fanno sapere che oggi poco prima delle 14:00, nel corso dei lavori di smaltimento della LINEA A CALDO, c'è stato un problema con del materiale plastico. Seguirà comunicazione ufficiale sull'accaduto entro 48 ore.”
Che Scoccimarro all’Ambiente ci stia come un pesce fuor d’acqua è cosa arcinota, e d’altronde lui stesso non ha mai nascosto la sua predilezione per l’assessorato allo Sport, ma messa così la vicenda è incredibile quanto surreale.
La “vigilanza” che lui aveva più e più volte promesso sui lavori di smantellamento degli impianti dell’Area a caldo dismessa, ha un senso se serve a prevenire incidenti ed accadimenti come quello di ieri ed i precedenti che si sono verificati in Ferriera. Farla a “babbo morto” è perfettamente inutile.
E rimettersi, come in questo caso, ad una spiegazione “ufficiale” da parte dell’azienda due giorni dopo, è alzare bandiera bianca o se preferite “chiedere all’oste se il suo vino è buono”.
Ma questo è lo “stile” che da anni ha contraddistinto l’atteggiamento imbelle delle istituzioni (Comune, Provincia fin che esisteva, Regione/Arpa ed ASS) nei confronti dei vertici Ferriera e da ben prima che Arvedi ci mettesse piede. Ed i risultati sono noti e sono stati pagati a carissimo prezzo dalla salute e dalla qualità della vita dei cittadini.
Allora mettiamola così: se un cittadino qualsiasi, invece di differenziare i suoi rifiuti, decidesse di fare un bel falò all’aperto con qualche centinaio di chili di “materiale plastico”, ed inserire nel panorama cittadino per oltre mezzorata una bella altissima colonna di fumo nero, che a respirarlo fa solo che bene, quale pensate sarebbe stato l’atteggiamento dei Vigili urbani e le conseguenze per lui?
Avrebbero atteso la comunicazione-spiegazione-giustificazione dell’incendiario per “48 ore”?
Ma non scherziamo per favore.
Allora non scherzi questo simulacro di istituzioni, da noi lautamente pagate, facendoci pure passare per degli imbecilli. Insomma non ci misurino con il loro metro.
Trieste Verde.



Circoscrizioni: o nuove o chiuse!

» Inviato da valmaura il 25 January, 2021 alle 12:21 pm

Nell’anno di grazia 2000, cioè venti e passa anni orsono, tenemmo nella sede del Circolo Miani una Tavola Rotonda-dibattito, che durò tutta una giornata, ed a cui parteciparono anche diversi presidenti di Circoscrizione ed eletti, sulla improcrastinabile necessità di riformare completamente il sistema dei “Municipi” sul territorio.
Una sintesi di questo lavoro entrò a far parte del programma elettorale della Lista civica “La Tua Trieste Comitati di Quartiere” nella parte inerente la Riforma dello Statuto comunale.
La riproponiamo poiché molti da allora ci hanno copiato, anzi per meglio dire scopiazzato senza ovviamente fare nulla e né avere le nostre conoscenze e le esperienze dirette dei nostri consiglieri eletti.
Vi diamo un modesto consiglio: alle sbiadite fotocopie odierne scegliete sempre l’originale: Trieste Verde.
I consigli circoscrizionali
Il secondo punto consiste nell'abrogazione della parte statutaria inerente l'attuale funzionamento delle Circoscrizioni, e passa attraverso l'abolizione delle stesse attuali sette divisioni circoscrizionali che amministrano, si fa per dire, dai 34.000 ai 54.000 residenti l’una, e pensate che Monfalcone ha 29.000 e Gorizia 40.000 abitanti, ridotte a puri e costosi enti inutili, e ad una loro radicale rideterminazione, sia dal punto di vista territoriale, ovvero facendo in modo che tornino ad essere corrispondenti ad una parte omogenea dell'abitato cittadino (recuperando l’identità dei rioni), sia dal punto di vista delle competenze, sia da quello del ruolo che queste dovranno assumere in un futuro vero decentramento comunale.
All’aumento dunque del loro numero, almeno per quel che riguarda le attuali cinque Circoscrizioni cittadine, dovrà corrispondere una riduzione della metà degli attuali venti componenti.
Questi enti inutili e costosi (oggi pesano sulle tasche di noi tutti per più di un milione di euro l'anno), dovranno in futuro essere il vero cuore pulsante delle decisioni che l'amministrazione pubblica prenderà in ambito comunale.
Esse pertanto dovranno essere ridisegnate in modo da riflettere fedelmente i problemi del territorio in cui operano, premessa necessaria per avere la capacità d'ascolto, conoscenza e risoluzione dei problemi della gente.
Altro aspetto fondamentale di questa riforma sarà la delega diretta di buona parte dei poteri che oggi spettano agli assessori ed al Consiglio comunale, in materie quali i lavori pubblici, la manutenzione del territorio, il verde pubblico, l'assistenza socio - sanitaria, le iniziative culturali e ricreative, il controllo e la sicurezza del territorio, la gestione dell'istruzione (asili nido, scuole materne, pianificazione scolastica e ricreatori comunali), le politiche per i giovani, per gli anziani e soprattutto per le fasce più deboli e svantaggiate economicamente.
Per fare ciò primo atto della nuova amministrazione sarà ripartire sotto questa nuova logica il potere comunale, abolendo alcuni assessorati e trasferendo ai nuovi Consigli circoscrizionali, oltre al potere deliberante su queste materie, i finanziamenti ed il personale necessari. Una riforma a costo zero!
Il terzo aspetto riguarda il ruolo e l'ubicazione delle Circoscrizioni. Non dovranno più essere il piccolo ufficio dove noi ci rechiamo per rinnovare un documento o ritirare un certificato, ma andranno immediatamente individuate in ogni quartiere delle vaste zone idonee dove, accanto agli uffici della Circoscrizione, andranno collocati i nuovi servizi pubblici sul territorio. Vale a dire l'apertura di centri di socializzazione dove gli abitanti del quartiere possano ritrovarsi, aree verdi attrezzate, centri di servizio e d'assistenza per le categorie disagiate, facendo così diventare il Consiglio circoscrizionale il cuore pulsante della vita del rione.
Sarà altresì istituito lo strumento del referendum circoscrizionale, attraverso il quale lo stesso ente, così come avverrà per il Comune (e Provincia), sia vincolato dalle scelte dei residenti per iniziative che riguardino tutto il quartiere.



L' OVOmaltina degli incapaci. Tram di Opicina e Porto Vecchio.

» Inviato da valmaura il 23 January, 2021 alle 2:24 pm

Ci avete rotto le uova con questa barzelletta dell'Ovovia.
Lo scrivemmo per primi, motivandolo, come da mesi, una decina, scrivevamo che va dato un taglio a questo Porto Vecchio ridotto a Luna Park dalle proposte più strampalate ed eccentriche.
Abbiamo spiegato fino alla noia che:
Il cosiddetto nuovo Centro Congressi costosissimo e non finito, quello che familiarmente chiamiamo lo Scatolone, è un'idea superata e dalle difficilissime aspettative future. Oltre al fatto che un Centro Congressi esteticamente molto più bello già esiste ed è la vecchia Stazione Marittima, ed uno nuovo è programmato nel progetto infinito di recupero del Silos, a poche centinaia di metri, di fianco alla Stazione ferroviaria.
Che la provvidenziale proposta fatta dall'amministratore delegato di Costa Crociere, cioè di trasformarlo in stazione marittima e centro servizi del Terminal Crociere da collocare appunto in Porto Vecchio era, questo sì, l'Uovo di Colombo che metteva un punto fermo alla sarabanda di sciocchezze a ruota libera sui destini di quell'area, mantenendo anche fede alla prima parte del suo nome: “Porto” per l'appunto.
Che poi il Presidente dell'Autorità Portuale, che a sua evidente insaputa aveva “tagliato il nastro” all'inaugurazione dello Scatolone, si dichiarasse totalmente d'accordo con la proposta del Terminal così come avanzata da Costa, e che addirittura ci aggiungesse l'interessante suggerimento operativo di istituire un servizio giornaliero di navetta con Venezia, un collegamento via mare turisticamente suggestivo per compensare l'abbandono del terminal veneziano da parte delle Navi Bianche, ci sembrava finalmente un buon segno anche nel senso di creare nuovi servizi e posti di lavoro.
Ma siamo andati oltre: abbiamo scritto che la presenza del Terminal crocieristico in Porto Vecchio sarebbe stato il principale volano per quella ridda di musei che si è deciso frettolosamente quanto costosamente di trasferire lì.
Abbiamo sommessamente suggerito che il disgraziatissimo Tram di Opicina doveva finire la sua corsa cittadina in Porto Vecchio, con il prolungamento di meno di mille metri del suo avulso capolinea di piazza Oberdan, un'occasione pure di rilancio turistico dello storico collegamento.
Abbiamo pure pensato che il “trenino” interno al Porto andava rimesso in funzione come trasporto non inquinante in direzione Barcola e magari, riflettendoci su, invece della grottesca Copacabana barcolana, studiare un suo prolungamento fino al Parco di Miramare.
Tutto ciò abbiamo pensato, “volando basso” sui costi, sui tempi di realizzazione e sulle ricadute lavorative.
Ma noi siamo gli incolti di Trieste Verde.
PS. aspettatevi di vedere queste nostre idee scopiazzate dai "colti" sui programmi elettorali, prendendosi meriti che non hanno, nel gergo si dice “farsi belli con il c... altrui”, e naturalmente trovando ampio spazio sul giornalismo cialtrone.
PS del PS: il primo "copiatore" si è già materializzato al tempo record di due minuti esatti dalla pubblicazione.



Le prossime elezioni comunali? Uno stantio dejavù.

» Inviato da valmaura il 23 January, 2021 alle 2:23 pm

O se preferite un circo Zavatta, che comunque almeno aveva il pregio di far ridere.
Ogni giorno su stampa e televisioni impera il gossip della politica politicante, che d’altronde è l’unica che conoscono e capiscono questi premi Pulitzer del giornalismo nostrano.
Oggi si va dal programma futurista dello «Sbalordire per attirare» alla scissione dell’Atomo di due liste localistiche.
Ma tutte le mosse dei partiti vecchi, nuovi e nuovi di zecca, sono improntate a metodiche e slogan che i Triestini hanno sentito e conoscono da decenni: “la città della Scienza, il territorio, l’ascolto, le periferie, ecc”.
Ci sono candidati che si lamentano che cantieri e gru sono fermi al pari dell’edilizia, e, fatte le debite eccezioni per i lavori pubblici iniziati e mai terminati, per fortuna diciamo noi. Che cementificare un territorio piccolo e così morfologicamente strutturato come quello triestino con ulteriori nuove edificazioni è una cosa assolutamente da evitare, viste poi le migliaia di immobili vuoti e degradati che attendono di essere ristrutturati.
Qui a “sbalordire” sono i sempre stessi candidati buoni per tutte le stagioni, sempre supportati da una stampa prona e servile, che i direttori cambiano ma la sostanza no.
Ieri abbiamo scritto sulle “gite” rionali, oggi notiamo che nella pagina di auto elogio che il neodirettore si pubblica sul piccolo giornale si riprende uno slogan elettorale molto in voga a Trieste fin dai primi anni Ottanta, quello della “Città della Scienza” incompresa, sedotta ed abbandonata.
Francamente di questi che girano a vuoto e volano “alto” abbiamo pieni i “cabasisi”, ci scuseranno Camilleri e Montalbano. Che i problemi che vivono sulla loro pelle i nostri concittadini sono molto più concreti, reali e drammatici, e costoro che ne sono i responsabili primi non aprono mai bocca e tantomeno offrono soluzioni praticabili.
Viva Sbirulino.



Quattro passi per Valmaura.

» Inviato da valmaura il 22 January, 2021 alle 3:27 pm

Sul loro megafono preferito, il piccolo giornale, viene data notizia di una passeggiata per Valmaura, promossa da una serie di sigle più o meno “ambientaliste” che hanno intenzione di presentarsi alle prossime elezioni comunali.
Se questo è il metodo scelto per conoscere ed approcciarsi ai gravissimi problemi che investono da decenni una delle zone più degradate di Trieste, non c'è alcuna differenza con i camper ed i tavoli da mezza giornata che i partiti tradizionali, di cui per anni alcune di queste sigle sono state fiancheggiatrici, riservano ad ogni campagna elettorale sotto gli abusati slogan: per “ascoltare il territorio” e “partire dalle periferie”.
I risultati prodotti sono pari all'acqua che scorre sul vetro: finite le campagne elettorali, ingolfate le cassette dei residenti con i santini elettorali distribuiti a pagamento e gratuitamente cestinati, fatte le elezioni non cambia nulla e “ascolto, territorio e periferie” ritornano nel dimenticatoio, buoni tra cinque anni per le successive elezioni.
Sono cose che gli abitanti di tutte le periferie, cioè l'ampia maggioranza dei triestini, conoscono a memoria ed è la ragione prima del perchè circa il 60% di loro nemmeno si avvicina ai seggi elettorali.
Ma non si preoccupino lo spazio sulla stampa lo strapperanno comunque, che alla fine è questo che a loro importa.
Circolo Miani, dal 1990 con sede a Valmaura.




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