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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 78

La “furbata” e la “furbetta”.

» Inviato da valmaura il 4 October, 2017 alle 1:04 pm

Incredibile, oggi sulla stampa la notizia che la Regione ha stanziato non 140.000 bensì 171.000 euro al Comune di Trieste per il volontariato dei migranti ospitati in città.

Di fianco la presentazione del progetto del parcheggio che il Comune intende costruire nell’area di Porto Vecchio fiancheggiante viale Miramare, quello della “Ringhiera”.

Ed ancora più incredibile appare un commento dell’ancora incredibilmente assessora Luisa Polli.

Ovviamente, per capire l’incisività delle opposizioni, ad oltre un mese del “fattaccio” in diretta TelequattroCamber nessun consigliere ha chiesto la revoca di tale assessore, visto che Dipiazza ha fatto buon viso ed ha trangugiato le accuse televisive di ignoranza, incompetenza e mendacio gentilmente rivoltegli  a Sveglia Trieste dall’assessora da lui nominata.

Per Dipiazza possiamo capirlo, anche se non giustificarlo per il ludibrio ed il danno creato dall’assessore ad immagine e credibilità non solo sue ma dell’intera istituzione Comune, dove lo trova un altro assessore all’ambiente che sulla Ferriera si suicida tacendo, per coprire le sparate del Sindaco.

Lo abbiamo pubblicato il 7 settembre.

Questa me la cacci!
O altrimenti Sindaco te ne vai a casa.

Partiamo dalla frase inequivocabile del film “Un americano a Roma” e riferita al Gene Kelly di Trastevere interpretato da Alberto Sordi.
Ma qui la vicenda non fa ridere per nulla.
L’assessora da “cacciare” è quella Luisa Polli, leghista all’Ambiente. E non per ragioni di ostilità partitica: se fosse espressa da Forza Sud nulla cambierebbe.
Ma per una questione gravissima di dileggio istituzionale.
E la prima vittima è proprio il Sindaco Dipiazza che l’ha nominata, anche se il peccato più grande riguarda la dignità ed il prestigio del Municipio, ovvero di tutti triestini.
Quello che lascia basiti ed esterrefatti è l’ennesimo silenzio delle cosiddette opposizioni, in particolare dei 5Stelle, che offrono una delusione dietro l’altra.
In poche parole.
Il Sindaco se ne esce, e pubblicamente su stampa e tivù, con la proposta di far ritinteggiare la lunga arrugginita recinzione di viale Miramare che dal primo gennaio 2017 è proprietà del Comune con tutto ciò che contiene (decreto governativo sulla sdemanializzazione di Porto Vecchio) ai migranti ospitati a Trieste utilizzando il fondo di 140.000 euro messo all’uopo a disposizione dalla Regione e tuttora in vigore. Commenta Dipiazza a Telequattro “se non siamo capaci di farlo allora è meglio che ce ne andiamo a casa”.
Due giorni dopo l’assessora comunale della Lega Nord Luisa Polli, con deleghe anche all’Urbanistica e Territorio, dichiara sempre a Telequattro ospite della trasmissione Sveglia Trieste, inibita da mesi a Maurizio Fogar e chiedetevi il perché, che l’uscita del Sindaco era “una furbata” perché, e lui lo sapeva benissimo, la cancellata non è in disponibilità del Comune e i soldi regionali non ci sono perché i termini temporali per richiederli sono scaduti a luglio.
Grottesco già il fatto che la Polli sopranomeata “la maestrina dalla penna verde” in un arrangiamento di Cuore, per la sua nota presunzione di conoscere sempre tutto, non sappia che invece le sue affermazioni sono totalmente sbagliate. Ed infatti ci pensano a smentirla in tempo reale l’Autorità Portuale e la Regione.
E già questo è di una gravità inaudita per un amministratore pubblico che gestisce il pubblico denaro.
Ma la Polli non è nuova, purtroppo per noi, a questi infortuni.
In Settima Circoscrizione a precisa domanda sulla copertura delle vasche del Depuratore Fognario cittadino oggetto di costosi lavori di rifacimento, rispose con granitica certezza che “No, la copertura non è prevista”, salvo fare inversione totale, sei mesi dopo nella stessa Circoscrizione, affermando con altrettanta sicumera il contrario. E non parliamo poi di Ferriera e di giardini impestati da “inquinamento diffuso”.
Ma non si ferma qui, a Telequattro dichiara ancora con sorriso ammiccante che l’uscita del Sindaco era stata tutta “una furbata per vedere l’effetto che fa”.
Insomma dopo lo scandalo della promessa in diretta televisiva del “chiudo la Ferriera (area a caldo) in cento giorni”, definita dalla rappresentante del comitato servolano che collabora con Dipiazza una semplice “boutade” elettorale nel tentativo suicida di difenderlo dal servizio delle Iene, la Polli non trova di meglio che far passare il Sindaco che l’ha nominata per un magliaro, rincarando la dose. Insomma uno che fa il gioco delle tre carte con i suoi concittadini e senza conoscere le norme vigenti. Complimenti!
La prima ad uscirne a pezzi è l’immagine del Sindaco Dipiazza, seguita dal decoro dell’istituzione Comune, ed ultima la capacità amministrativa di un assessore che ignora disposizioni che fanno parte integrante del suo incarico.
Questo assessore, per il bene di Trieste ma anche dell’amministrazione Dipiazza, se ne deve andare subito. E se il Sindaco non le revoca nomina e deleghe, allora se ne deve andare a casa anche il Sindaco, qualunque sia il suo nome e la parte politica che lo esprime.
Per il bene della nostra comunità e di una Trieste che non si merita proprio anche questo.
Com’è triste Trieste.
https://www.youtube.com/watch?v=TlsDSupylNA&feature=youtu.be&app=desktop




Perché?

» Inviato da valmaura il 30 September, 2017 alle 12:57 pm

Già perché ogni volta che trattiamo e scriviamo del malo comportamento di stampa e televisioni i post sono tra quelli che ottengono meno attenzione e partecipazione?
Anche in passato quando come Circolo Miani promuovevamo dibattiti pubblici con i protagonisti dell’informazione notavamo un leggero calo nell’affluenza sempre altissima ai nostri incontri.
Eppure questo disinteresse verso lo stato ed il comportamento dell’informazione, soprattutto locale, è profondamente sbagliato.
Capiamo che quello che da decenni passa il convento a Trieste non è proprio entusiasmante, e questo spiega da un lato l’emorragia inarrestabile di copie invendute da parte del Piccolo e dall’altro il costante calo di audience di Telequattro e Rai regionale, in tale misura progressiva da non essere imputabile solo al maggiore uso di Internet da parte dell’opinione pubblica.
Ma soprattutto è sbagliato perché l’asservimento pressoché totale dei mezzi di informazione al potere politico e alle lobbie affaristiche, influenza ancora, e non poco, parte rilevante della nostra comunità.
Non a caso, da sempre, il controllo dell’informazione è uno dei punti più delicati e gravidi di conseguenze per una società democratica e pluralista. In Italia lo si è visto benissimo ai tempi dell’era Berlusconi e di una Rai totalmente lottizzata dai partiti, dove, come ora, vedi caso Milena Gabanelli, i giornalisti bravi ma scomodi vengono emarginati.
Le conseguenze pratiche sono spesso drammatiche.
A Trieste se dopo venti anni la tragedia Ferriera è ancora irrisolta, grande, grandissima responsabilità va ascritta proprio al comportamento di stampa e tivù. Pari almeno a quella di una politica ignorante, incompetente o interessata.
Idem dicasi per la crisi inarrestabile della sanità pubblica, dell’emergenza povertà, casa e degrado dei quartieri. Ma la lista potrebbe essere lunghissima e toccare praticamente ogni aspetto del vivere comune.
Anche quando appaiono notizie di attualità non esistono inchieste giornalistiche degne di questo nome e di un minimo di professionalità che riescano ad individuare le responsabilità, insomma i mandanti dello sfascio, e contribuiscano alla rimozione ed alla soluzione del problema.
Perché? Chiaro, non bisogna disturbare il potere politico, qualunque sia il colore che lo caratterizza.
Molto spesso poi questa informazione viene usata come una clava per colpire chi “non sta al gioco”, oscurando le voci fuori dal coro e censurando il censurabile, ovvero tutto.
Anche qui la Ferriera è la riprova ventennale di questi comportamenti.
Capito ora l’importanza del sistema informativo e dei danni che la mala informazione arreca da tempo immemorabile ai triestini?
Rompere questo sistema è importante come cacciare questa politica, sono le due facce della stessa medaglia, o sigillo trecentesco che Dipiazza distribuisce a giorni alterni agli amici.




Ferriera. Ma vergognatevi !!!

» Inviato da valmaura il 27 September, 2017 alle 12:16 pm

Oggi sul piccolo giornale, che si beve tutto acriticamente e pretende di sciorinarlo ai sempre meno, per fortuna, suoi lettori paganti, l’ARPA dimostra incontestabilmente che o ci è o lo fa.
Ovvero che o è assolutamente non in grado di capire il funzionamento degli impianti che DA ANNI deve controllare, oppure fà altra cosa.
La dichiarazione che l’ennesimo, e sottolineiamo ennesimo episodio di sovrapressione dell’Altoforno che alle ore 01.37 del 25 settembre ha determinato il fortissimo boato con fuoriuscita di una colonna di fumo nero e fiamme dall’impianto, è determinato dal processo di fermata dello stesso è tecnicamente impossibile e dunque non veritiera.
Quando si avvia il processo di spegnimento dell’Altoforno per prima cosa vengono collocati gli spruzzatori sulla bocca per abbassare la temperatura, un’operazione che si conclude in 5 o 6 ore al massimo e non in giorni come scrive il piccolo giornale megafono dell’Arpa.
Tale operazione è stata fatta decine di volte nel corso degli ultimi anni e mai, ripetiamo mai, si è verificato un episodio di sovrapressione, tecnicamente impossibile.
Dunque l’episodio accaduto nella notte del 25 scorso non ci azzecca per nulla con il procedimento di fermata dell’Altoforno.
Capito Arpa? O c’è qualcosa che vi impedisce di comprenderlo.
In quanto alla Bocca dell’Altoforno, dichiaratamente arrivata nuova, e per la cui sostituzione ci vogliono alcune settimane, ci rimettiamo alle future considerazioni tecniche sui risultati che scriveremo quando l’impianto sarà rimesso in marcia.
Due domandine le poniamo subito. E la sostituzione del crogiuolo e del refrattario interno?
Una terza domanda avanziamo a Regione, Comune e Guardia di Finanza.
Confidiamo che controllerete le fatture per l’acquisto e la sostituzione della Bocca nuova, perché Siderurgica Triestina in Acciaierie Arvedi di soldini pubblici (Regionali, Governativi ed Europei) ne ha ricevuti e non pochi.
Veniamo al Sindaco Dipiazza che parla come Toio Fior seduto sulla panchina del Giardino Pubblico inquinato.
E’ stupefacente che dopo quasi dodici anni da Sindaco a Trieste, quattro a Muggia e tre in Consiglio regionale non abbia imparato praticamente niente sulla Ferriera di cui invece molto ha parlato.
Vero è che ha fatto di tutto per evitare accuratamente di conoscere qualcosa di serio e puntuale, preferendo circondarsi di persone e comitatini che sul tema capiscono meno di lui, pur di non dover correre il rischio di firmare una ordinanza, in qualità di Ufficiale Sanitario, di fermo impianti a tutela della salute dei triestini e, perché no, anche dei suoi ex amministrati di Muggia.
Cosa che legalmente può ma che non vuole fare.
Le dichiarazioni odierne di Dipiazza sono parole che meglio di così Arvedi non sperava di ascoltare e leggere. Bisognerebbe al dunque chiedersene le vere ragioni.
In quanto alla Sara Vito, assessore regionale all’ambiente (iniziali minuscole di rigore), vale quanto detto e scritto per la comunale Polli, prima se ne tornano a casa è meglio è per tutti, anche per loro.




Incompetenti e perditempo. Giardini inquinati.

» Inviato da valmaura il 26 September, 2017 alle 3:07 pm

Sembra il ripetersi tale e quale della telenovela del Tram di Opicina.

Marzo 2016, con un atto apparentemente autolesionista il Sindaco Cosolini, a neppure tre mesi dalla scadenza del suo mandato e dalle elezioni comunali dopo quasi cinque anni senza nulla fare, dispone le analisi su alcuni giardini pubblici ed aree verdi di scuole ed asili.

Il dato, analizzato dall’Arpa, appare subito devastante.

Le caratterizzazioni dei terreni superficiali mostrano sforamenti di idrocarburi ed altri inquinanti sicuramente cancerogeni al di là di ogni più pessimistica previsione.

Colpisce non tanto il risultato di scuole e giardini dei quartieri limitrofi alla Ferriera, ma quello di piazzale Rosmini e poi del Giardino Pubblico.

L’Arpa da subito analizza i dati e rende noti i risultati. Tenetevelo bene a mente perché l’ancora assessora Polli della Giunta Dipiazza più volte ribadirà in più conferenze stampa che le analisi sono da fare, o rifare, per individuare la fonte, insomma la causa delle emissioni inquinanti.

Da subito l’amministrazione Dipiazza, quello del chiudo la Ferriera (area a caldo) in “cento giorni” e ne sono passati quasi 500 e l’argomento è scomparso dalla sua agenda e da quella dei suoi supporter, vota contro l’inserimento del nome Ferriera tra le cause del possibile, e probabile, inquinamento. Dunque il Comune parla e scrive solo di un generico “inquinamento diffuso”, anche per realtà, giardini scuola via Marco Praga (Servola-Valmaura), dove il traffico automobilistico è praticamente inesistente.

Immediatamente e tempestivamente la Regione mette a disposizione del Comune di Trieste (aprile 2016) una cifra superiore ai 350.000 euro per i primi interventi di messa in sicurezza e bonifica.

Da allora la questione si trascina stancamente per 18 mesi, con tutto quanto ciò comporti per il rischio alla salute di “grandi e piccini”, con l’abbandono delle aree simbolicamente sbarrate da una, una, transenna mobile con quattro fotocopie di divieto d’accesso, e con il furto di due estati di giochi e ricreazioni ai bambini, che nessuno ovviamente risarcirà.

Ieri la incredibilmente ancora assessora Polli, quella della “furbata” in diretta TiVù, nell’ennesima conferenza stampa annuncia che presto “entro 100 giorni”, deve essere una fissazione, a scuole ed asili riaperti, una genialata, partiranno i primi lavori di sostituzione dei terreni superficiali e, o, della copertura con manto ghiaioso. Nel frattempo assegneranno un incarico all’Università (?) per individuare le piantine più adatte per utilizzare il Fitorimedio (piante mangia inquinanti) da impiantare.

E, udite udite, solo dopo aver fatto questo lavoro a tentoni, ma pagato in euroni, farà analizzare i terreni, di nuovo, per individuare le fonti dell’inquinamento.

Tutto da ridere se non ci fosse da piangere e da riflettere amaramente sulla competenza di chi ci amministra e spende il nostro denaro.

In realtà una mossa fin troppo leggibile per guadagnare tempo, un annetto o giù di lì, e per tenere fuori la Ferriera dalle cause dell’inquinamento. Arvedi ringrazia.

Spieghiamo noi come andrebbe fatto il lavoro. Dopo aver perso 18 mesi a discutere sul nulla, anche con il Ministero, e ci mancherebbe.

Il Comune deve votare un capitolato di intervento, magari affidandone la gestione alla professoressa Antonietta Gatti, del laboratorio Nanodiagnostics, uno dei dieci scienziati più capaci al mondo, e recentemente ospitata a Trieste su benemerita iniziativa dei parlamentari Aris Prodani e Lorenzo Battista, da tempo non più 5Stelle, magari affiancandole, qua si le sue competenze tecniche potrebbero servire, il consulente fantasma del sindaco Dipiazza, Pierluigi Barbieri.

Fatto il capitolato tecnico-scientifico ed individuate, dalle analisi che l’Arpa amorevolmente conserva da oltre un anno e mezzo, le fonti delle emissioni inquinanti, assegnare l’appalto previo gara ad una ditta specializzata chiamata a rispondere e garantire gli esiti dell’intervento da un lato, e dall’altro avviare immediatamente tramite il Sindaco-Ufficiale Sanitario il percorso di estinzione ed eliminazione delle cause dell’inquinamento. Punto.

Ovviamente con Polli e Dipiazza, ma sarebbe lo stesso con Cosolini, state sicuri e tranquilli che ciò non avverrà mai. Assisteremo alla vicenda bis del Tram di Opicina, spendere e spandere per rifare gli stessi lavori, ma l’importante è far girare i soldi, tanti soldi.




Ore 01,37 del 25 settembre. La Ferriera conferma.

» Inviato da valmaura il 25 September, 2017 alle 1:00 pm

A nemmeno 24 ore dalla pubblicazione dell’articolo “CRIMINALE” l’Altoforno ha dato rumorosa conferma di quanto da noi scritto.

Questa notte causata dalla sovrapressione dell’impianto alle ore 01,37 accompagnata da un fortissimo boato che ha fatto tremare le case e svegliare le persone, dall’Altoforno è partita l’ennesima violentissima “soffiata”, con una densa colonna di fumo nero accompagnato da fiamme.

Più o meno quanto riportano le foto di precedenti analoghi episodi, sempre più frequenti ed il perché lo trovate appunto nell’articolo precedente, tanto da costringere la direzione della Ferriera ad un immediato arresto dell’Altoforno. Per capirsi non quello “programmato” per i lavori di “manutenzione”.

In qualunque altro paese men che civile l’assessora regionale all’Ambiente Sara Vito, i vertici regionali e dipartimentali dell’Arpa, il Sindaco di Trieste e l’assessora purtroppo ancora Polli, sarebbero stati costretti alle immediate dimissioni e si guarderebbero bene dal farsi vedere in giro.

Così come gli ambientalisti di scorta a questa politica con stampa e tivù (Rai regionale e Tele4) annesse.

Resta un convitato di pietra, anzi di macigno, in questa brutta storia. Vediamo se lo indovinate.

Se volete incontrarci questo pomeriggio di lunedì alle ore 17 ci trovate al Bar De Marchi in via di Servola 110.





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