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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 77

Ferriera. Le balle della politica.

» Inviato da valmaura il 14 September, 2017 alle 12:24 pm

Apriamo riproponendo alcune domande precise.

Oltre due mesi fa la Regione ha emesso una diffida che tra le altre cose limitava la produzione di carbon Coke della Cokeria alle sole necessità d’uso dell’Altoforno.

Ed allora come mai migliaia di tonnellate di Coke sono messe a parco vicino i pontili dove attraccano le navi?

Qualcuno li fa i controlli o chiamiamo la cieca di Sorrento?

Proseguiamo, dopo aver letto tutto il fumo contenuto nell’articolo di oggi sul piccolo giornale.

Che senso ha fare, o meglio annunciare di fare, la sostituzione della Bocca dell’Altoforno senza sostituire anche il Crogiuolo (la culatta) ed il refrattario al carbonio interno all’impianto?

Quanto dureranno i lavori e dove finiranno i due terzi dei dipendenti della Ferriera impegnati negli impianti fermati?

Quale manodopera verrà impiegata e quanto costeranno i lavori?

Ecco questo dovevano pretendere di sapere, nel rispetto delle leggi vigenti, Regione, Arpa, Comune e magari chi pretende di fare il mestiere di giornalista.

Tutto il resto è fumo, peggio di quello emesso dalla Ferriera.

Che il Sindaco poi faccia “filosofia” come qualunque pensionato sulle panchine del Giardino Pubblico, limitandosi ad attendere le scelte di Arvedi, “se non chiude quest’anno, sarà il prossimo” e dichiari di voler continuare la sua “battaglia personale”, spiega tutto.

“Personale”? Questo non è un torneo medievale tra il cavalier Arvedi ed il podestà Dipiazza. Qui il Roberto rappresenta i primari interessi della comunità triestina, in primis la salute e la qualità della vita di cittadini e lavoratori.

Dall’emergenza Altoforno alle acque, come scrive il Piccolo presuntamente inquinate, di ricordarsi di essere l’Ufficiale Sanitario del Comune e di emettere una ordinanza di fermo impianti a tutela della salute non gli passa minimamente per la testa.

E la Regione, e i Vigili del Fuoco, si accontentano delle spiegazioni pubblicate dal giornale?

Allora la conclusione è una sola. Qui si va a rimorchio delle scelte e degli interessi di un privato a discapito di Trieste.

Tutto il resto è fumo.




Peggio di Cosolini? Dipiazza!

» Inviato da valmaura il 13 September, 2017 alle 12:38 pm

L’impossibile si è concretizzato, ed in 15 mesi per giunta.

Premesso che qui non si guarda alla parte politica ma ai semplici fatti, insomma ai risultati conseguiti confrontati con le promesse sparse a piene mani in campagna elettorale.

Con l’aggravante, per Dipiazza, che non aveva bisogno di “ambientarsi”: era già stato sindaco di Trieste per dieci anni, dal 2001 al 2011.

Francamente ai triestini crediamo interessino di più una sanità con ospedali, pronto soccorso e tempi d’attesa al collasso, un degrado inarrestabile dei quartieri, una emergenza casa a cui l’Ater è incapace di fare fronte, una emergenza povertà dove i servizi sociali appaiono impotenti, la vicenda Ferriera irrisolta, i giardini pubblici e di asili e scuole ancora inquinati. Che le nuove “rigorose” multe, che non pagheranno mai, ai “bivaccatori”.

Per non parlare poi degli impegni solennemente presi sul rifacimento della Galleria di Piazza Foraggi, sul trasferimento del mercato ittico e di quello ortofrutticolo. Su di una politica culturale che perfino “l’amico Sgarbi” demolisce con parole di fuoco.

Con una Giunta comunale debolissima, di cui l’assessora Polli è l’emblema vivente e purtroppo per il Sindaco parlante.

Qui più di continuità tra Cosolini e Dipiazza meglio ci azzecca il vecchio detto “dalla padella alla brace”. Che poi se fosse Menis la sostanza non cambierebbe. Sempre sui carboni ardenti saremmo.

Che poi il secondo risulti più “amicone” del primo, non aiuta a risolvere i problemi che anzi con il passare del tempo non possono che aggravarsi.

Prendete ad esempio il piccolo giornale di oggi, che presenta come sua “inchiesta” due pagine di veline dei politici che narrano di come facciano sacrifici per finanziare il proprio partito. E che il normale lettore salta a piè pari sotto l’egida del “e chissenefrega!”.

Per poi passare al periodico comunicato del Sindaco sulla Ferriera che serve solo a dimostrare la sua esistenza in vita. Se lo stabilimento continua ad inquinare le falde acquifere e le acque del Vallone di Muggia, lui non deve piangere con il Ministero deve solo firmare una ordinanza di fermo impianti a tutela della salute pubblica quale Ufficiale Sanitario del Comune.

Altrimenti fa semplicemente il gioco di Arvedi, perdere e prendere tempo.

Poi altre due pagine con l’aggiunta della solita “opinione” dell’ex segretario provinciale e regionale della CGIL, quello che quando parlava di Ferriera si riferiva a “migliaia di posti di lavoro da difendere”, dunque uno supercompetente, sulla carenza dell’humus culturale di Trieste da cui non spuntano nuovi scrittori.

Da non dormirci la notte.

A proposito di dormire che fanno l’ARPA e la Regione?

Oltre un mese fa hanno emesso una diffida che tra le altre cose limitava la produzione di carbon Coke della Cokeria alle sole necessità d’uso dell’Altoforno. Ed allora come mai migliaia di tonnellate di coke sono messe a parco vicino i pontili dove attraccano le navi?

Qualcuno li fa i controlli o chiamiamo la cieca di Sorrento?




Ferriera. Due domande mentre tutto tace.

» Inviato da valmaura il 11 September, 2017 alle 12:32 pm

Partiti, tutti, ed istituzioni si sono “dimenticati” della Ferriera.
Ma cittadini e lavoratori non possono dimenticarsi di respirare.
Nidi d'infanzia, asili e scuole riaprono con aree verdi, campi giochi e giardini sempre più inquinati senza che nessuno dica o faccia niente.
Mentre perdura l’assenza di un piano industriale credibile per la Ferriera: se ne sono accorti perfino i sindacati che hanno scioperato, la proprietà ha riconfermato sulla stampa la necessità di fermare l’Altoforno, e con esso macchina colare ed Agglomerato, a “fine settembre” per lavori.
Dunque anche la Cokeria andrebbe messa in stand by in applicazione della diffida regionale che vincola la produzione della stessa solo alle necessità di Coke dell’Altoforno.
La legge impone alla proprietà di informare gli organi pubblici preposti sulla durata dei lavori, il loro costo, la tipologia dettagliata dell’esecuzione degli stessi, la manodopera impiegata.
Perché Comune e Regione non hanno dunque preteso di essere informati compiutamente sugli stessi dalla proprietà della Ferriera?
A cosa servono dunque il Consulente assunto da Dipiazza, sempre che esista ancora, e le sigle dei tre comitatini che collaborano con Sindaco e Giunta?
A cosa serve un’Arpa regionale capace di intervenire solo “a babbo morto”?
Non parliamo poi delle “opposizioni” in Comune e Regione a partire dai 5Stelle.
La richiesta non è retorica perché disponendo di questa documentazione il Circolo Miani e Servola Respira potrebbero con sicura certezza valutare se i lavori sono fatti per “tappare il buco” o per continuare invece la produzione. Cosa che né gli enti pubblici né le altre associazioni per mancanza di competenza sono oggi in grado di fare.
Corrisponde al vero che Arvedi avrebbe espresso l’intenzione di inserire l’area di sua proprietà pari al 35% dell’intera zona oggi occupata dalla Ferriera (il 65% è di proprietà demaniale, amministrata dall’Autorità portuale) nel costruendo Molo Ottavo e nella logistica portuale?
Perché Comune e Regione, che con il Sindaco Dipiazza e la Presidente Serracchiani siedono nel Comitato portuale, non chiedono con urgenza al Presidente Zeno D’Agostino una riunione in merito?
Anche qui ci sono le dichiarazioni televisive dei vertici portuali della immediata disponibilità all’assunzione di mille lavoratori (oltre il doppio di quanti oggi impiegati in Ferriera) per intervenire sull’area.
State tranquilli le risposte hanno la stessa probabilità di arrivare che Maurizio Fogar di essere invitato a Telequattro.
L’importante è che vi chiediate il “perché” e che mettiate il vostro “Mi Piace” sulla PAGINA Facebook Circolo Miani, e non solo sull’articolo. Se leggete il Post precedente ne capirete l’importanza.




Questa me la cacci!

» Inviato da valmaura il 7 September, 2017 alle 12:52 pm

O altrimenti Sindaco te ne vai a casa.

 

Partiamo dalla frase inequivocabile del film “Un americano a Roma” e riferita al Gene Kelly di Trastevere interpretato da Alberto Sordi.

Ma qui la vicenda non fa ridere per nulla.

L’assessora da “cacciare” è quella Luisa Polli, leghista all’Ambiente. E non per ragioni di ostilità partitica: se fosse espressa da Forza Sud nulla cambierebbe.

Ma per una questione gravissima di dileggio istituzionale.

E la prima vittima è proprio il Sindaco Dipiazza che l’ha nominata, anche se il peccato più grande riguarda la dignità ed il prestigio del Municipio, ovvero di tutti triestini.

Quello che lascia basiti ed esterrefatti è l’ennesimo silenzio delle cosiddette opposizioni, in particolare dei 5Stelle, che offrono una delusione dietro l’altra.

In poche parole.

Il Sindaco se ne esce, e pubblicamente su stampa e tivù, con la proposta di far ritinteggiare la lunga arrugginita recinzione di viale Miramare che dal primo gennaio 2017 è proprietà del Comune con tutto ciò che contiene (decreto governativo sulla sdemanializzazione di Porto Vecchio) ai migranti ospitati a Trieste utilizzando il fondo di 140.000 euro messo all’uopo a disposizione dalla Regione e tuttora in vigore. Commenta Dipiazza a Telequattro “se non siamo capaci di farlo allora è meglio che ce ne andiamo a casa”.

Due giorni dopo l’assessora comunale della Lega Nord Luisa Polli, con deleghe anche all’Urbanistica e Territorio, dichiara sempre a Telequattro ospite della trasmissione Sveglia Trieste, inibita da mesi a Maurizio Fogar e chiedetevi il perché, che l’uscita del Sindaco era “una furbata” perché, e lui lo sapeva benissimo, la cancellata non è in disponibilità del Comune e i soldi regionali non ci sono perché i termini temporali per richiederli sono scaduti a luglio.

Grottesco già il fatto che la Polli sopranomeata “la maestrina dalla penna verde” in un arrangiamento di Cuore, per la sua nota presunzione di conoscere sempre tutto, non sappia che invece le sue affermazioni sono totalmente sbagliate. Ed infatti ci pensano a smentirla in tempo reale l’Autorità Portuale e la Regione.

E già questo è di una gravità inaudita per un amministratore pubblico che gestisce il pubblico denaro.

Ma la Polli non è nuova, purtroppo per noi, a questi infortuni.

In Settima Circoscrizione a precisa domanda sulla copertura delle vasche del Depuratore Fognario cittadino oggetto di costosi lavori di rifacimento, rispose con granitica certezza che “No, la copertura non è prevista”, salvo fare inversione totale, sei mesi dopo nella stessa Circoscrizione, affermando con altrettanta sicumera il contrario. E non parliamo poi di Ferriera e di giardini impestati da “inquinamento diffuso”.

Ma non si ferma qui, a Telequattro dichiara ancora con sorriso ammiccante che l’uscita del Sindaco era stata tutta “una furbata per vedere l’effetto che fa”.

Insomma dopo lo scandalo della promessa in diretta televisiva del “chiudo la Ferriera (area a caldo) in cento giorni”, definita dalla rappresentante del comitato servolano che collabora con Dipiazza una semplice “boutade” elettorale nel tentativo suicida di difenderlo dal servizio delle Iene, la Polli non trova di meglio che far passare il Sindaco che l’ha nominata per un magliaro, rincarando la dose. Insomma uno che fa il gioco delle tre carte con i suoi concittadini e senza conoscere le norme vigenti. Complimenti!

La prima ad uscirne a pezzi è l’immagine del Sindaco Dipiazza, seguita dal decoro dell’istituzione Comune, ed ultima la capacità amministrativa di un assessore che ignora disposizioni che fanno parte integrante del suo incarico.

Questo assessore, per il bene di Trieste ma anche dell’amministrazione Dipiazza, se ne deve andare subito. E se il Sindaco non le revoca nomina e deleghe, allora se ne deve andare a casa anche il Sindaco, qualunque sia il suo nome e la parte politica che lo esprime.

Per il bene della nostra comunità e di una Trieste che non si merita proprio anche questo.

Com’è triste Trieste.

https://www.youtube.com/watch?v=TlsDSupylNA&feature=youtu.be&app=desktop




Ferriera. Fatte le feste gabbato lo santo (popolo).

» Inviato da valmaura il 5 September, 2017 alle 12:06 pm

Si chiudono a Trieste le feste di Partito, quella della Lega Nord e quella del PD, che chiamarla ancora Unità defunta appare macabro.

Hanno parlato e comiziato di tutto, meno della principale emergenza, e non da oggi ma da “solo” venti anni, di Trieste: la Ferriera.

Perché?

Vero è che hanno code di paglia lunghe chilometri. Stare con un Dipiazza eterodiretto dalla famiglia Camber, che si appresta a fare il bis con Riccardi alle prossime regionali, ed esprimere il nulla con l’assessora Polli non deve essere facile né digeribile per i leghisti.

E d’altra parte per scontare la pesante eredità quinquennale del duo Cosolini-Laureni non basta certo il digestivo Antonetto.

Ma soprattutto pagano pegno per essersi sempre rifiutati di conoscere e riconoscere la realtà vera della fabbrica, affidandosi di volta in volta alle promesse dei proprietari ed ai consigli di sprovveduti.

E non ultimo non aver capito che dalla fine degli anni Novanta la questione Ferriera è il tappo che blocca lo sviluppo del porto e dunque di Trieste. Una questione non colta in sei anni nemmeno dai 5Stelle.

Un silenzio corale quello disceso sulla Ferriera, sembrerebbe fatto apposta per favorire i disegni di Arvedi che incentra la sua strategia nel perdere e prendere tempo in attesa di tempi migliori, per i suoi interessi ed affari si intende, con lo sviluppo del progetto di raddoppio del Molo Ottavo.

Tra poco la proprietà fermerà l’Altoforno, per “l’ordinaria manutenzione” l’ha definita il Piccolo che ha la pretesa di spiegare ad altri quello che al giornale nessuno conosce.

Una “manutenzione” che dovrebbe costare una barcata di milioni. Ripetiamo "dovrebbe"!

I tempi? Prima le settimane di “fermo” erano due, ora divenute tre, in futuro non si sa. E nessuno a pretendere, come legge impone, la notifica della tipologia degli interventi, la durata esatta dei lavori, il costo certo e la manodopera impiegata.

Se ne sono accorti, finalmente, perfino i sindacati che hanno proclamato uno sciopero di otto ore per questo e per la mancanza, ma guarda un po’, di un piano industriale credibile.

Le istituzioni, il ruspante Comune, a proposito lo richiediamo per l’ennesima volta: che fine ha fatto il consulente Barbieri, confidiamo almeno stia bene di salute, e la silente Regione, non si sono nemmeno sognate di chiedere le informazioni dovute per legge.

Sull’Arpa stendiamo un pietoso velo, se fosse un sudario sarebbe più appropriato.

E con gli “investimenti” biennali annunciati da Arvedi sull’area a caldo ci pittano le ringhiere altro che risolvere l’emergenza Altoforno, i vistosi problemi di Cokeria ed Agglomerato.

Ma attenzione la vera emergenza, per chi lavora dentro e vive fuori, è l’Altoforno giunto, sono parole scritte persino dall’Arpa magari con qualche annetto di ritardo, “a fine corsa”.

Procura, Regione, Comune e Vigili del Fuoco non hanno nulla da dire e soprattutto agire?

A proposito da mesi, nonostante l’innalzamento dei limiti, con il bello e brutto tempo, il record degli inquinanti rilevati, a partire dalle polveri sottili PM10 spetta sempre e solo alle centraline zona Ferriera, sarà un caso oppure è colpa del dispettoso “inquinamento diffuso”, vero Polli?

Domanda. Perché non ci date, e vi date se ritenete valido il nostro impegno, una mano incrementando il numero di “Mi Piace” soprattutto alla Pagine Facebook Circolo Miani e NO FERRIERA.

Fanno piacere le centinaia di vostri like ai singoli articoli, che vi suggeriamo anche di “condividere” per raggiungere così un pubblico più ampio, ma è il numero di Mi Piace alla Pagina il primo dato che uno vede venendo a visitarci. E come diceva Arbore: più siamo e meglio stiamo!





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