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Circolo Miani » News Correnti » Page 74

Piccolo giornale

» Inviato da valmaura il 2 November, 2021 alle 3:18 pm

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/3215926922011587/


Cosa aspetta il Comune? Capitan Fracassa Dipiazza. A cancellare le vergognose scritte a Valmaura.

» Inviato da valmaura il 2 November, 2021 alle 3:17 pm

“Metterli al muro e fucilarli come disertori”, esclama il nostro Podestà riferendosi ai non vaccinati.
Ecco bravo, rodomondate a parte pulisca prima i muri che anche i morituri meritano rispetto.
E' passata una settimana dalla comparsa delle scritte “Il vaccino uccide” ripetute più volte sui muri di Valmaura accanto e dietro la Risiera, ne ha parlato pure la stampa locale pubblicandone una foto-testimonianza.
Ebbene a tutt'oggi esse sono ancora lì, davanti agli occhi di chi si reca a visitare la Risiera o frequenta i supermercati di zona. Mi domando se queste fossero apparse sui muri di centro città quanto tempo il Comune avrebbe impiegato a farle sparire. Ma qui evidentemente non fa testo: Valmaura, figurarsi, fuori dalla vista della vipperia cittadina.
Se non provvederà il Comune, visto che l'idea non è nemmeno passata per la testa ai promotori della manifestazione “No GreenPass=NoVax” tenutasi proprio lì, allora sarà il Circolo Miani a cercare volontari e un modesto omaggio di un quattro secchi di calcina ed di un due pennelesse, magari offerti dalla Fondazione CRT, al fine di farle sparire.
Questo l'ultimo articolo da noi scritto ed apparso sulla pagina Facebook Circolo Miani.
“Utile a sapersi. No GreenPass equivale a NoVax.
Almeno per la maggioranza, ampia, dei commenti alle nostre righe di ieri con la foto “Il vaccino uccide”.
In quelle quattro righe noi non entravamo nel merito della questione GreenPass, sostenevamo la vergogna per la città di vedere i muri attorno alla Risiera, dove sono state uccise 5000 persone, non a salve ma per vero, coperti da quella scritta blasfema scientificamente e pessimo biglietto da visita per i tanti ospiti del monumento nazionale.
Oggi purtroppo i numeri, non le chiacchiere, dimostrano che Trieste nell'ultima settimana è stabilmente al primo posto nella poco invidiabile statistica nazionale della diffusione del Covid, e che aumentano esponenzialmente i posti letto occupati in ospedale e terapia intensiva. Con questo ritmo tra una settimana o poco più la città passerà in un sol balzo dal colore bianco al giallo e temiamo a quello arancione, con tutte le conseguenze ben note ai Triestini.
Le cause sono altrettanto ben note a tutti: la promiscuità di tante persone senza alcuna protezione individuale, e supponiamo che le preghiere alla Madonna serviranno a poco che come recitava il protagonista dei film di Sergio Leone: “Dio non è con gli imbecilli”.
Ma torniamo a quanto scritto ieri. Avendo promosso dal 1968 in poi centinaia di manifestazioni e cortei, anche con numeri di partecipanti più ragguardevoli di quelli odierni, e senza manifestanti, tanti, in trasferta, abbiamo sempre ritenuto che chi si assume la responsabilità di organizzare simili eventi ha pure la responsabilità politica e morale del loro svolgimento. Di quella giuridica e penale non abbiamo parlato, né ci interessa e questo lo ribadiamo per i commenti di diversi giureconsulti un tanto al chilo, ma assolutamente incapaci di comprendere la lingua italiana.
Siamo stupiti dunque anche se non sorpresi perchè confermano una realtà palese da tempo, ovvero che dietro il No al Green Pass si nasconde, e neanche tanto, il No Vax, che quasi nessun commentatore abbia ritenuto di condannare il contenuto osceno scientificamente di quelle scritte. Essi hanno invece scelto argomenti da supercazzola per arrampicarsi sugli specchi a difesa del leader, ci scuseranno se non ricordiamo più di quale sigla che ne ha cambiate diverse in una settimana, ma noi siamo dei “pensionati rinco” come ci ha definiti qualcuno e dunque assolti, che avrebbe dovuto essere il primo da “vaccinato” ad offendersi e correre ai ripari, visto che portava la responsabilità di aver promosso la manifestazione conclusasi a Valmaura.
Se noi fossimo stati il Puzzer che ripete con linguaggio da bigliettini Baci Perugina, ed a noi piace perchè amiamo il cioccolato ed in fattispecie i Baci, di essere vaccinato e di volere il bene della città a cui mai arrecherebbe danno, avremmo fatto la cosa più ovvia quanto elementare, che potevano capirla pure i suoi controproducenti difensori: avremmo annunciato che immediatamente, accompagnati dai sostenitori, armati di secchi di calcina e pennelesse, saremmo andati a coprire quelle scritte ingiuriose, che tra l'altro lo epitetavano come un “suicida” o peggio perchè appunto vaccinatosi.
Ma tutto ciò al momento non è avvenuto, e leggiamo pure di qualche pigmeo microcefalo che si domanda quale nesso ci sia tra le scritte a Valmaura e la manifestazione: a Valmaura!”



Un appello poco utile ed un'occasione persa.

» Inviato da valmaura il 1 November, 2021 alle 11:37 am

Premesso che sono favorevole all'obbligo vaccinale, fatte salve le motivate controindicazioni mediche, e che sulla questione Greenpass condivido le opinioni espresse da Marco Travaglio. Che la “libertà” in questo momento consiste nell'annientamento della pandemia Covid, il suo vero nemico in questa tragedia.
Ciò detto ritengo che il recente “appello” se ha tra i suoi scopi quelli di convincere una minoranza di No Vax, che il GreenPass in questa vicenda ricorda molto la foglia di fico, ha già fallito in partenza. E scusatemi se dell'immagine della città, su cui tanto i proponenti premono, in questo ambito non mi appassiona.
Partiamo dai due proponenti: uno è il trasformatore della Barcolana in un puro Business, che ne ha affossato completamente le idee dei promotori e che è riuscito nell'impresa di rifare la verginità al suo partner Siot, che tratta da anni la città, e la provincia, come una disprezzabile colonia, utile a fare lauti utili e meritoria di essere appestata dai miasmi dei suoi depositi.
L'altra è da tempo espressione della spartizione partitocratica che infeuda tutti gli enti triestini, ma vale anche per il resto d'Italia.
Ambedue, come la quasi, anzi tiriamo pure via il quasi, totalità dei primi cento firmatari l'appello sono espressione di quel sistema di garantiti, sempre e comunque, di quella “società civile” dove se non hai “schei” o potere e sapere non conti una mazza, e che da sempre è collaterale al sistema dei partiti e delle lobbies economiche.
Dunque una plastica conferma della divisione classista, magari nuovamente declinata, tra le due Trieste.
Detto questo passiamo ai “manifestanti”. Tanta gente, anche se parte rilevante, almeno un terzo, proveniente da altre città, slogan da far rabbrividire il cervello e canzoncine da osteria.
Nell'ultimo corteo che spiace smentire Polizia e stampa, ha visto partecipare al massimo un 3500 persone, sempre tantissime per Trieste, si è assistito ad una metamorfosi significativa. A “menare il carro”, ovvero a gestire la maggioranza dei partecipanti che erano in testa al corteo, ed a dettare le parole d'ordine dai microfoni, erano esponenti di un'area che oggi si definirebbe “antagonista”, con una radicale mutazione dei discorsi in senso marcatamente politicizzato: sistematici gli insulti alla CGIL ed a Landini in particolare. I “puzzeriani”, ci scuserete la definizione, erano i pochi rimanenti sgranati in coda, che ripetevano i soliti tre slogan e la canzoncina usuale.
Detto questo è innegabile che le proteste di queste settimane abbiano riportato in piazza migliaia di persone come da tempo non succedeva. Ed è un vero peccato, un'occasione perduta, che questa enorme per Trieste partecipazione non sia stata indirizzata a difendere gli interessi del “popolo”, ma distratta su falsi problemi.
Oggi gli interessi popolari consistono nell'arrestare l'impoverimento causato dal Covid, dove a pagare il prezzo più alto sono stati gli italiani che già prima stentavano a tirare avanti, e le politiche dell'attuale Governo (smantellamento del decreto Dignità sul mondo del lavoro, taglio dello stato sociale ed attacco alle misure del Welfare a partire dal Reddito/Pensione di Cittadinanza, sblocco dei licenziamenti, generosi aiuti alla Confindustria che di fatto detta le regole d'ingaggio a questo Governo). Nel denunciare ed invertire lo sfascio della Sanità pubblica, altro che “dittatura” sanitaria, e pretendere la liberalizzazione dei brevetti farmaceutici, a partire proprio dai vaccini.
A far passare la riforma, che già esiste in mezzo mondo Europa compresa, del salario minimo, per arrestare l'aumento della precarietà e le paghe da fame. A fermare l'ecatombe di morti, forse la parola esatta sarebbe omicidi, sul lavoro.
Tante persone sono venute nei cortei e non sono andate, giustamente, ai seggi più per esprimere la loro rabbia contro un sistema che li condanna sempre più all'emarginazione ed all'irrilevanza, e di cui questi partiti, nessuno escluso nonostante i generosi tentativi di Conte, ne sono autori.
Il prevedibile afflosciarsi di questo moto popolare, nato su di un colossale equivoco e divenuto un'arma di distrazione di massa rispetto a quanto questo sistema politico attua a spese di tanti per tutelare gli affari di pochi, è destinato inevitabilmente ad avvenire in breve tempo. A Trieste come altrove. Lasciando insoluti i veri problemi della nostra comunità, a parte la necessità di uscire al più presto da questa emergenza sanitaria e sociale, e codificando come questo appello ed i suoi promotori certifichino dell'oramai netta separatezza tra due città, quella che conta e la maggioranza che come diceva il Marchese del Grillo, non conta un c....!



No, Piazza Unità non va chiusa.

» Inviato da valmaura il 30 October, 2021 alle 2:01 pm

In queste due settimane di proteste e cortei, affollati di gente anche se parte rilevante proveniva da fuori città e non vediamo nulla di male in ciò, la politica tutta ha taciuto, imbarazzata e impegnata a fare i conti sulle future convenienze elettorali. Quasi a voler confermare la ragione di quel 60% dei Triestini che non è andato a votare.
Dipiazza, il neo-vecchio Sindaco ha subito preso la via dei Podestà. Ovvero ad una cosa giusta, di cui le opposizioni non sanno capacitarsi perchè hanno un decimo dell'intuito politicamente animalesco del DiPi, ovvero a partire con la seduta del Consiglio da remoto, perchè al di là delle necessarie misure precauzionali anti Covid, non c'è nulla di più inopportuno in questo momento di offrire agratis la tribuna per le sceneggiate del consigliere NoVax. Accanto a questa saggia decisione il Dipiazza ne ha annunciato subito un'altra, per compensare alla sua fama, del tutto sbagliata e gravida di conseguenze: ovvero quella di vietare Piazza Unità alle manifestazioni, ma solo a quelle politiche e sociali.
Non gli è passato infatti per la capa di inibirla a quegli orridi Suk di Tangeri periodici, alle pubblicità commerciali ed a quelle concertistiche ed affini che trasformano la piazza in un cantiere di tubi Innocenti e Tir.
Ma questo non deve accadere assolutamente: piazza Unità è la piazza per antonomasia dove i Triestini debbono potersi incontrare e riunire per ogni cosa essi ritengano utile, si chiama “democrazia” e rispetto degli spazi pubblici, ovvero di tutti.
E già ora Piazza Unità è sottoposta ad un rigido, e talvolta eccessivo, regolamento d'uso per le iniziative, politiche e sociali si intende, e basterebbe con garbo farlo rispettare, con garbo si intende.
Dunque le forze politiche che amano definirsi “liberali”, o democratiche e libertarie, lo dissuadano da questo errore foriero di gravide conseguenze per tutti.
In fin dei conti un divanetto in similpelle, quattro sedie da picnic ed una decina di sacchi a pelo per qualche giorno non sono peggio dei settimanali cantieri per le impalcature in ferraglia che per di più lasciano perenni danni a quel sbagliato fondo lastricante la piazza.



Utile a sapersi. No GreenPass equivale a NoVax.

» Inviato da valmaura il 30 October, 2021 alle 1:59 pm

Almeno per la maggioranza, ampia, dei commenti alle nostre righe di ieri con la foto “Il vaccino uccide”.
In quelle quattro righe noi non entravamo nel merito della questione GreenPass, sostenevamo la vergogna per la città di vedere i muri attorno alla Risiera, dove sono state uccise 5000 persone, non a salve ma per vero, coperti da quella scritta blasfema scientificamente e pessimo biglietto da visita per i tanti ospiti del monumento nazionale.
Oggi purtroppo i numeri, non le chiacchiere, dimostrano che Trieste nell'ultima settimana è stabilmente al primo posto nella poco invidiabile statistica nazionale della diffusione del Covid, e che aumentano esponenzialmente i posti letto occupati in ospedale e terapia intensiva. Con questo ritmo tra una settimana o poco più la città passerà in un sol balzo dal colore bianco al giallo e temiamo a quello arancione, con tutte le conseguenze ben note ai Triestini.
Le cause sono altrettanto ben note a tutti: la promiscuità di tante persone senza alcuna protezione individuale, e supponiamo che le preghiere alla Madonna serviranno a poco che come recitava il protagonista dei film di Sergio Leone: “Dio non è con gli imbecilli”.
Ma torniamo a quanto scritto ieri. Avendo promosso dal 1968 in poi centinaia di manifestazioni e cortei, anche con numeri di partecipanti più ragguardevoli di quelli odierni, e senza manifestanti, tanti, in trasferta, abbiamo sempre ritenuto che chi si assume la responsabilità di organizzare simili eventi ha pure la responsabilità politica e morale del loro svolgimento. Di quella giuridica e penale non abbiamo parlato, né ci interessa e questo lo ribadiamo per i commenti di diversi giureconsulti un tanto al chilo, ma assolutamente incapaci di comprendere la lingua italiana.
Siamo stupiti dunque anche se non sorpresi perchè confermano una realtà palese da tempo, ovvero che dietro il No al Green Pass si nasconde, e neanche tanto, il No Vax, che quasi nessun commentatore abbia ritenuto di condannare il contenuto osceno scientificamente di quelle scritte. Essi hanno invece scelto argomenti da supercazzola per arrampicarsi sugli specchi a difesa del leader, ci scuseranno se non ricordiamo più di quale sigla che ne ha cambiate diverse in una settimana, ma noi siamo dei “pensionati rinco” come ci ha definiti qualcuno e dunque assolti, che avrebbe dovuto essere il primo da “vaccinato” ad offendersi e correre ai ripari, visto che portava la responsabilità di aver promosso la manifestazione conclusasi a Valmaura.
Se noi fossimo stati il Puzzer che ripete con linguaggio da bigliettini Baci Perugina, ed a noi piace perchè amiamo il cioccolato ed in fattispecie i Baci, di essere vaccinato e di volere il bene della città a cui mai arrecherebbe danno, avremmo fatto la cosa più ovvia quanto elementare, che potevano capirla pure i suoi controproducenti difensori: avremmo annunciato che immediatamente, accompagnati dai sostenitori, armati di secchi di calcina e pennelesse, saremmo andati a coprire quelle scritte ingiuriose, che tra l'altro lo epitetavano come un “suicida” o peggio perchè appunto vaccinatosi.
Ma tutto ciò al momento non è avvenuto, e leggiamo pure di qualche pigmeo microcefalo che si domanda quale nesso ci sia tra le scritte a Valmaura e la manifestazione: a Valmaura!




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