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'L'Eco della Serva'
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Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
Le sorprese della censura talvolta sono anche divertenti. ..
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Trieste Verde. A cosa diciamo no!
Dicemmo no alla progettata Centrale a Carbone nel Vallone di Muggia, battaglia vinta..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 74

Per opera dello Spirito Santo?

» Inviato da valmaura il 10 February, 2021 alle 1:14 pm

No! E’ grazie all’impegno, all’intelligenza e conoscenza, al duro lavoro di un gruppo di cittadini, persone normali, se riusciremo a risolvere alcuni dei gravi problemi, delle emergenze che investono la nostra comunità triestina.
O qualche anima candida pensa che basti mettere un Mi Piace agli articoli, un commento puntuto per cambiare le cose? O si appaga di leggere qualche velina politica dei protegè di questa disinformazione e di questa politica?
Se mai si riuscirà a portare a casa qualche risultato concreto questo dipenderà solo dal fatto che porteremo anche sulla scheda elettorale il simbolo di Trieste Verde: per farlo servono 40 candidati per Il Comune ed almeno il doppio per le Circoscrizioni. Poi certamente serviranno i voti che non arrivano per “grazia ricevuta” ma per la fatica ed il lavoro di tante persone che informano l’opinione pubblica che esiste Trieste Verde e cosa soprattutto ha fatto finora. Non cosa promette, che le chiacchiere qui stanno a zero.
Forse anche i più distratti avranno notato che stampa e televisioni qui a Trieste annunciano che anche le pulci si candidano, ed infatti sono dei parassiti per natura, mentre su Trieste Verde ora ed il Circolo Miani prima solo silenzio. Perché? Chiedetevelo e capirete quanto questo sistema affaristico-politico tema la nostra diversità. E questa censura proseguirà fino alla domenica elettorale, nel silenzio complice dei “democratici” bari della politica e della libertà dei cittadini.
Poi fate voi, ma solo abbiate la cortesia di farcelo sapere, che non ce lo impone il medico di sacrificare parte importante della nostra esistenza per il bene dei cittadini, quando gli stessi non sanno che farsene.
Grazie
Teodor.



Il progresso o è benessere o non è. Il caso 5G.

» Inviato da valmaura il 10 February, 2021 alle 1:11 pm

Non ci interessa entrare nel merito delle contrastanti valutazioni tecnico-scientifiche sul 5G, ognuno ne può trovare a vagonate a partite da Internet, prò e contro. Ma il solo fatto che esista una profonda frattura tra gli esperti e gli studiosi del settore dovrebbe far pensare.
Tanto è che molte istituzioni pubbliche, a partire dalla Comunità Europea fino ai Comuni, hanno invitato ad esercitare il principio della massima precauzione, e solo in Italia ci sono oltre 600 enti locali che lo hanno adottato emettendo ordinanze o delibere sulla moratoria all’installo di impianti 5G nei loro territori.
Noi lo abbiamo chiesto inutilmente con una documentata richiesta al sindaco di Trieste, avanzata da uno studio legale due volte. E siamo stati i soli, giusto per far capire da che parte stiano “ambientalisti, verdi e verdini” locali.
Il progresso tecnologico dovrebbe significare semplificazione, portare benessere, e soprattutto dare certezze non solo operative: ovvero dovrebbe garantire la completa sicurezza e la garanzia che le nuove tecnologie, fossero anche lavatrici o frullatori domestici, non arrechino alcun danno presente e futuro alla salute delle persone ed all’ambiente dove queste vivono.
Pare un ragionamento di banale buonsenso che tutti, purchè dotati anche di pochi neuroni cerebrali e di un minimo di umanità, dovrebbero condividere e fare loro.
Invece pare che sulla questione 5G questo non avvenga, ed in parte lo possiamo capire per gli ingenti interessi finanziari che stanno dietro al mercato della telefonia mobile ed alle multinazionali del settore.
Interessi legittimi sia chiaro, finchè non si cerchi di orientare, pagando a peso d’oro, le valutazioni scientifiche, gli enti di controllo e le istituzioni pubbliche.
Pertanto lo ribadiamo per l’ennesima volta, noi, intesi come Circolo Miani e Trieste Verde, saremo ben felici di usare nuovi strumenti tecnologici, ed in ogni campo sia chiaro, quando ci verrà garantita al di fuori di ogni ragionevole dubbio la loro totale innocuità per noi, persone utenti, e per l’ambiente che ci circonda. Innocuità non solo per il presente ma anche per gli anni a venire perché non di rado gli eventuali effetti negativi si registrano a distanza di anni.
Non ambiamo a fare da cavie frettolose solo perché fa figo e tendenza, ed abbiamo un pensiero banale ma fermo: meglio attendere prima, che dover piangere poi.
E proprio perché ci rendiamo conto che anche senza il 5G stia aumentando in via esponenziale il numero di persone colpite da elettrosensibilità, che non è una “moda” ma una grave, invasiva patologia che oltretutto distrugge la qualità della vita, abbiamo inserito tra i primi impegni degli eletti di Trieste Verde in Comune il varo di un Piano Regolatore cittadino per antenne e ripetitori di telefonia, un po’ come avvenuto, con grandissimo ritardo, per i ripetitori delle frequenze di televisioni e radio.
Ovvero, coinvolgendo gli operatori del settore per garantire la copertura del segnale, antenne e ripetitori andranno ricollocati in aree e zone distanti da ogni struttura pubblica (sanitaria, assistenziale, scolastica, ricreativa) e densamente abitate, 5G o non 5G. Ed ai richiedenti le concessioni edilizie andrà fatta sottoscrivere una dichiarazione liberatoria sulla innocuità delle strumentazioni ed una assunzione di responsabilità diretta, ovvero in solido: penale e civile, per gli eventuali danni futuri, dimostrati, arrecati a persone o cose. Insomma una garanzia come per chi vende autovetture, od opera in qualunque campo dell’impresa e del commercio.
Non ci sembra di chiedere la Luna, soprattutto quando è in ballo la salute della nostra comunità.
Trieste Verde.



Noi non perdoniamo!

» Inviato da valmaura il 9 February, 2021 alle 1:14 pm

Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo perdonare chi ha massacrato per due decenni buoni la salute e la qualità della vita dei triestini (intesi come provincia) ed ha messo a repentaglio, oltre che la salute, il posto di lavoro di tante persone.
Il prezzo che per l'ignavia, quando non la complicità, l'ignoranza e l'incapacità di una intera classe politica, dirigenziale, industriale e sindacale hanno pagato tantissimi triestini, dentro e fuori la fabbrica è stato altissimo in termini di malattie, sofferenze, lutti ed incertezze sul futuro.
Scandalo nello scandalo, ad estremo insulto della comunità che li paga e che si affida loro, è stato il comportamento degli organi di controllo, tutti nessuno escluso, e di una classe medica che, citando le parole dell'ultimo intervento di quel luminare della cura dei tumori che fu il compianto Lorenzo Tomatis, dovrebbe vergognarsi e scusarsi.
Altra grande fonte di inquinamento è stato un giornalismo che in questi ultimi venti anni ha retto servile la coda, ha tenuto sostanzialmente bordone agli interessi economici dei padroni delle ferriere e non, e di questa sgangherata e male in arnese politica, contribuendo forse di più, per gli effetti devastanti sulla mancata informazione e consapevolezza dell'opinione pubblica, ad assumersi una responsabilità tremenda.
Ora la storia si ripete sotto nuovi nomi ed interessi, ma la sostanza rimane sempre la stessa ed a pagare saranno come sempre i cittadini ed i lavoratori come testimonia il silenzio inquietante che avvolge i futuri quanto cospicui investimenti finanziari e la scarsissima trasparenza delle operazioni.
Nel frattempo questa politica, dove oramai si fatica a distinguere la differenza con il mondo degli affari, prosegue nella devastazione di un territorio, già da tempo abbandonato nei quartieri e nei giardini a se stesso, deforestandolo a livello industriale e cementificandolo con nuove inutili costruzioni a fronte di quasi ventimila, tra pubblico e privato, case, appartamenti e palazzi sfitti.
La battaglia per il rinnovo del Comune di Trieste, oltre che per la sanità e l'emergenza povertà e la fine degli appalti facili e del lavoro precario, si giocherà su questo, non sulla falsa alternativa di candidati vecchi e nuovi che sono espressione organica di questo sistema.
E sarà importantissima per la nostra vita ed il nostro futuro.
Sta ai triestini capirlo ed impegnarsi, a scegliere tra essere sudditi boccaloni o cittadini con un briciolo di dignità. E su questo che si voterà, non per un simboletto di partito vecchio o nuovo.
Noi ci siamo, e non da oggi, con Trieste Verde.



Dateci una mano, anzi una firma.

» Inviato da valmaura il 8 February, 2021 alle 11:29 am

No alla mattanza degli alberi ed all'abbandono di aree verdi e giardini, moratoria 5G e piano regolatore delle antenne, contro il degrado dei nostri quartieri e del territorio, contro la malasanità, contro l’emergenza povertà e Ater, per una cultura della partecipazione e dei diritti delle persone.
Per tutto questo ed altro abbiamo bisogno della vostra mano, anzi della vostra firma sul 730, sul Cud, sulla dichiarazione dei redditi, anche su quelle già precompilate.
Nella pagina dove c’è la possibilità di destinare il 5 x mille alle associazioni di volontariato basta indicare nella apposita casella il codice fiscale del Circolo Miani e firmare.
Una firma che a voi non costa nulla ma che per noi che viviamo faticosissimamente sull’autofinanziamento, vuol dire tanto. Abbiamo da anni rinunciato ai cospicui finanziamenti regionali per non essere condizionati da questa politica a difesa dell'autonomia e delle libertà dei cittadini. E tre anni orsono Nadia Toffa fece una significativa donazione al Circolo Miani.
AIUTACI AD AIUTARTI !
Destina il tuo 5 x 1000 per la sopravvivenza del Circolo Miani.
Scrivi sul tuo modulo CUD, 730, o dichiarazione dei redditi, qualunque essa sia, di quest'anno il nostro codice fiscale 90012740321 nella apposita casella delle associazioni di volontariato.
DIFFONDETE e CONDIVIDETE questo invito a tutti i vostri contatti.
Anche questo è un modo concreto per partecipare e contribuire alle nostre battaglie.



Trieste, l’agonia della sanità territoriale.

» Inviato da valmaura il 8 February, 2021 alle 11:24 am

Un lungo, lento ma progressivo percorso di impoverimento di un servizio che era stato concepito come alternativo al ricorso ospedaliero, ai reparti parcheggio di persone sole, anziane e non, magari e meglio se in rete con altri servizi, come quelli sociali del Comune ed abitativi.
Una carenza crescente di personale medico, infermieristico e fisioterapistico, la chiusura “provvisoria” annuale di ambulatori e centri prelievi causa Covid-19 fa si che la decantata “presa in carico” dei pazienti dimessi dagli ospedali si riduca spesso ad uno slogan.
Esemplare in questo è il Terzo Distretto territoriale che copre una vasta area della nostra provincia, da Chiarbola a Muggia e San Dorligo compresi, con un numero di residenti che supera abbondantemente le sessantamila persone.
Da un anno il centro prelievi per le analisi è chiuso, eppure riceveva già da tempo solo su appuntamento, manca di alcuni medici specialistici per pensionamento dei predecessori non sostituiti, ha forse il principale servizio di diabetologia territoriale di Trieste che fa miracoli con oltre 4500 pazienti in carico (basti pensare che un medico di base, o della mutua, ha un limite di 1200-1500 utenti), che vanno seguiti costantemente, con controlli, visite e medicazioni periodiche. Il tutto affidato ad un solo specialista, tra i migliori nel suo campo in Regione, coadiuvato da un ristretto staff infermieristico che lavora ininterrottamente da mane a sera.
Hai voglia in questa situazione cianciare di “rafforzare la sanità territoriale” come necessaria quanto utile risposta preventiva alle pandemie presenti e future, ed ora non c’è più nemmeno l’alibi dei soldi con tutte le risorse finanziarie che il tanto “vituperato” Conte ha messo a disposizione delle Regioni togliendo limiti e blocchi alle assunzioni.
Altrimenti meglio cancellare questi Distretti così come sono ridotti e cercare strade nuove che garantiscano un servizio utile ed efficace ai Triestini nella tutela di un bene supremo come la salute, anche perché è con i soldi nostri che questo servizio viene pagato e forse il Comune di Trieste dovrebbe uscire dal suo decennale letargo e ricordarsene.
Trieste Verde.




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