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'L'Eco della Serva'
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Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 73

La dignità della povertà, sconosciuta al nostro Comune.

» Inviato da valmaura il 22 November, 2017 alle 1:31 pm

Altro che via Almirante o audizioni sul nulla.

Risolvete questo, teatranti della politica. E poi non stupitevi perché la gente non va più a votare!

Il 19 novembre cadeva “la giornata mondiale dei poveri” a Trieste si è festeggiata così.

Agenzia Unicredit, parla un cassiere. Abbiamo avuto finora la fila, io almeno trenta ed il mio collega altrettante, di persone che ci chiedevano se il Servizio sociale del Comune aveva accreditato il contributo (assegno per il sostegno al reddito per i mesi di settembre e ottobre). Ne abbiamo pagato uno solo, afferma, scuotendo il capo.

E’ questa la dignità che il Comune di Trieste garantisce agli incapienti?

Sa cosa significa per le persone in difficoltà un così grave ritardo?

Come peggiora la loro già non facile vita?

L’assessore Grilli, così umanamente comprensivo ma non basta e soprattutto non serve, cosa ha fatto per evitare il costante ripetersi , si era già verificata a marzo 2017 con picchi di cinque mesi di ritardato pagamento, di questa inaccettabile situazione?

Non si può semplicemente lamentare, come la signora Maria o Toio Fiore, delle colpe della burocrazia altrui (Inps e Regione), ma anche quella dei suoi uffici non scherza, anzi.

Se non lo ha ancora capito, il suo ruolo di assessore e le sue responsabilità politiche, allora è meglio che qualcuno, accompagnandolo a casa, gliele spieghi.




Ferriera. La NON notizia.

» Inviato da valmaura il 19 November, 2017 alle 1:53 pm

Facciamo chiarezza. Il piccolo giornale sta montando da due giorni una NON Notizia.

Quando si dedica il titolo principale della “prima” a piena pagina (Ferriera…città divisa) e due pagine di cronaca cittadina al nulla, ovvero alle dichiarazioni dei politici e dei soliti noti che rappresentano praticamente solo loro stessi, bisogna sempre chiedersene il perché.

 A partire dal perché ora, ed a chi giova.

Rispondere alla seconda è facilissimo. Giova ad Arvedi: alla proprietà della Ferriera.

Perché ora? Qui la questione è più complessa ma non può non stupire che la vicenda venga pompata alla vigilia della riunione del gruppo di lavoro ARPA, Assessorato Regionale all’Ambiente, Servola Respira e Circolo Miani che dovrebbe porre le basi per interventi concreti e mirati sulle criticità degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera.

Quella che appare chiarissima invece è la conferma del ruolo svolto dal 2001 (ovvero da quando il quotidiano fu acquistato dal Gruppo Finegil-Repubblica-Espresso di Carlo De Benedetti) dal piccolo giornale: nei momenti cruciali sempre a difesa degli interessi delle proprietà della Ferriera. Fu così con la Lucchini, prima, la Severstal, poi, ed Arvedi, ora. Ed ovviamente dando ampio spazio agli “amici” politici di centrosinistra e destra, ed ai comitati di contorno che mai hanno rappresentato un pericolo reale per la proprietà.

Mettere nel titolo quel “città divisa” è dare semplicemente una immagine assolutamente non corrispondente al vero  nel maldestro tentativo casomai di crearla.

Le firme. Una petizione di poco più di 200 firme viene amplificata oltre ogni limite, perché?

A paragone possiamo rilevare che quando il Circolo Miani da gennaio a marzo 2015 raccolse in strada e non via internet, nelle piazze e vie con altrettante manifestazioni 10.230 firme, lo ripetiamo diecimila230 sottoscrizioni, il piccolo giornale non ne diede MAI notizia, cancellando ogni comunicato stampa.

La petizione, che chiedeva in primis l’immediata chiusura dell’area a caldo della Ferriera, al terzo punto poneva il vincolo dell’utilizzo dei cospicuissimi contributi pubblici ricevuti da Arvedi all’esclusivo fine della tutela dei posti di lavoro.

Dunque “c’è del marcio” a Trieste e non in Danimarca. E questa era stata la petizione con il maggior numero di firme raccolte da persone fisiche, e non virtuali, a Trieste dai tempi delle 68.000 della nascitura Lista per Trieste.

Ora nel merito di quanto sostengono i promotori di questa ultima raccolta. Essi fanno bene a rendere pubblica la loro insicurezza, se esistono casi di fatti rilevanti penalmente devono denunciarli all’autorità giudiziaria, come ha fatto con decine di querele il Circolo Miani nei confronti dei diffamatori via Social forum, e Maurizio Fogar per chi lo minacciava telefonicamente, gli spediva (quattro) lettere anonime con annessi bossoli di revolver calibro 356 magnum, gli danneggiava l’autovettura.

Interessante notare che il piccolo giornale non ne diede mai notizia, i sindacati della Triplice dissero in diretta Tivù che “se l’era cercata”, come Guido Rossa insomma, mentre, ad esempio, il Gazzettino, quotidiano del Veneto, dedicò una pagina intera al caso.

Le gravi problematiche che vivono i lavoratori le conosciamo benissimo e non da oggi ma a partire dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso. E non per sentito dire ma grazie alla costante collaborazione con diverse persone che lavorano in Ferriera, con paghe indecorose per il tipo di lavoro ed usura fisica. Oseremmo dire forse meglio di quasi tutte le sigle sindacali che parlano per loro e per anni li hanno considerati come scudi umani a favore dei ricatti occupazionali delle proprietà.

Le dichiarazioni di sindacati e padroni delle ferriere sulla stampa stanno lì a dimostrarlo.

Un sindacato che in tre anni non ha speso parola per gli 83 lavoratori morti di tumore causato dalle mansioni svolte in fabbrica come certificato nella perizia dell’Azienda Sanitaria e reso pubblico dalla Procura. Un calcolo per difetto se solo si pensi alla morte recente e prematura  del capoturno della Cokeria.

Chiudiamo ricordando il novembre 2000 quando morì in Ferriera, stritolato e smembrato dal nastro trasportatore dell’Altoforno mandato in piena solitudine a pulire e recuperato a pezzi una settimana dopo, per un ennesimo assassinio sul lavoro, chiamarlo infortunio è pura ipocrisia, un ventenne lavoratore, Lirim.

Il Circolo Miani e Servola Respira si recarono, accompagnati da un centinaio di persone, anche ex lavoratori, dinanzi all’ingresso dello stabilimento con una lettera ed un mazzo di rose, in occasione dell’assemblea dei lavoratori. Non fecero entrare loro e nemmeno il mazzo di fiori. Queste sono le sensibilità di proprietà e tutte, meno una, sigle sindacali presenti in fabbrica.

Pertanto perditempo, pressappochisti e cacciaballe farebbero meglio a tacere e a non foraggiare l’ennesima NON notizia del piccolo giornale.




Ferriera. “Unità”con chi? Con questi? Ma per favore!

» Inviato da valmaura il 18 November, 2017 alle 2:05 pm

Alcune persone ci hanno telefonato, poche perché assai poche hanno lo stomaco “forte” oppure la passione masochistica per seguire quel ring per pugili suonati trasmesso da TeleCamberquattro.
Ci hanno riferito di una “lite tra comari”, così l’ha definita uno spettatore, andata in onda al Caffè San Marco, bel locale ma che serve un caffè veramente imbevibile, il giovedì sera.
Ci hanno raccontato che lo stesso “inviato” della televisione di casa Camber, il minore per distinguerlo dal pregiudicato maggiore, ha dovuto sospendere i collegamenti per il linguaggio dei litiganti molto più consono alle bettole dell’angiporto di Shanghai, che allo storico locale di via Battisti.
Si discuteva di Ferriera tra i comitati di fiducia del sindaco Dipiazza.
Tra questi brillava la nuova chioma fluente del senatore ex 5Stelle Lorenzo Battista.
Ora francamente, per il bene di tutti meno lui parla di Ferriera, e meglio stiamo. Anche perché ragiona spesso come quelle persone che sbarcate negli States da un volo low cost rivendicano la loro paternità della scoperta dell’America. Colombo, Cristoforo, ed i Vichinghi prima di lui, non sono mai esistiti.
Siccome è famoso per non azzeccarne una non vorremmo che a forza di ricostruire la storia di una vicenda assai complessa, forse troppo per lui, si circondi di una nomea pari a quella del piddino Fassino, dove la gente quando lo incontra si mette subito le mani in tasca alla ricerca disperata di qualche amuleto.
Ne volete un esempio pratico sul tema? Eccolo qua. Che narra di come nel 2015 Cosolini, sindaco sprovvisto di amuleti organici, fu vittima delle sue “fauste” previsioni.
Tratto dal Piccolo, altro bell’esempio di non porta fortuna.
“BATTISTA, PRODANI E NO SMOG
«Ferriera, il 2015 è un anno di verifica sulle emissioni»
«L'incontro con il sindaco sui temi della Ferriera e della tutela ambientale e della salute dei cittadini di Servola è stato proficuo. Sono state fatte proposte che, se troveranno attuazione, potranno portare
reali benefici». Lo dicono in un comunicato congiunto il senatore Lorenzo Battista del Gruppo per le Autonomie, il deputato Aris Prodani di Alternativa Libera, e Adriano Tasso, dell'associazione No-Smog onlus. «Il sindaco – si legge nella nota riferita all’incontro di ieri - ci ha fatto sapere che il tema ambientale della Ferriera è uno dei "dossier caldi" sulla sua scrivania, e che anche lui considera urgente una soluzione. Siamo quindi tutti d'accordo nella necessità di considerare il 2015 un anno di verifica e rodaggio per gli impianti e le loro emissioni, al fine di prendere decisioni e attuarle per il 2016. Se veramente ci sarà un' azione condivisa tra proprietà, Comune, Regione, sindacati e associazioni ambientali - chiude la nota – possiamo portare la siderurgia triestina dentro un'ottica di sviluppo ecocompatibile».” Sticazzi!
Dunque dopo la scissione dell’atomo, noi continuiamo il nostro impegno che inizia nel 1998, ci scuserà il senatore temiamo ancora per poco Battista, pregando vivamente chi ancora si appella ad una metafisica “unità” dall’astenersi.
Che tanto varrebbe farla direttamente con Arvedi.




Ferriera. Notizie.

» Inviato da valmaura il 17 November, 2017 alle 12:46 pm

La prossima settimana si riunirà il gruppo di lavoro formato dai vertici dell’Arpa e della Direzione Ambiente della Regione, e dal Circolo Miani e Servola Respira.

Verranno esaminate nel concreto tutte le criticità esistenti negli impianti e nel ciclo produttivo della Ferriera al fine di individuare le più opportune modalità di monitoraggio e controllo e le prescrizioni più efficaci e stringenti.

Pubblichiamo l’intervista rilasciata da Maurizio Fogar a TeleAntenna (Canale 98).

https://www.facebook.com/rtateleantenna/videos/1470896112998379/




Comune. La burocrazia aiuta povertà e disperazione.

» Inviato da valmaura il 16 November, 2017 alle 1:53 pm

Potremmo allargare il tiro all’Inps ed alla Regione, ma sotto accusa finisce in prima battuta il Comune, ovvero l’assessorato ai Servizi sociali rappresentato da Carlo Grilli.

Fuori discussione da subito la sensibilità umana di Grilli, a cui nessuno nega i meriti personali. Ma appunto il problema sta nella sua inadeguatezza ad affrontare e risolvere una vicenda che si trascina da un anno, ovvero la sua capacità politico-amministrativa.

E dalla particolare gravità della questione: l’aiuto economico regionale agli indigenti, e nella sola Trieste sono migliaia i nuclei familiari poveri.

L’assessore in questo caso non può e non deve limitarsi a solidarizzare con le persone, disperate dai ritardi e dall’intrico burocratico, ma deve esercitare tutta la forza che gli deriva dal rappresentare il Comune di Trieste, anche ricorrendo ad azioni eclatanti fino a giungere a rassegnare le sue dimissioni, nei confronti degli enti che a suo parere rallentano in modo inaccettabile riconoscimento e pagamento del sostegno al reddito.

Altra nota dolente, anzi dolentissima, sono l’organizzazione dei servizi sociali sul territorio e la farraginosa burocrazia che ne ispira l’azione.

A partire dalla decisione di centralizzare nell’ufficio di via Mazzini il terminale del calvario di migliaia di persone, senza alcun rispetto per la privacy e la dignità degli utenti, togliendolo agli uffici periferici del Comune, come era inizialmente organizzato.

Sorge poi impellente la domanda: a cosa servono le e gli assistenti sociali comunali se il loro ruolo, bloccato da un rigido orario d’ufficio (ora 9-11) anche per rispondere al telefono, si riduce a quello di mezzemaniche passacarte e compila moduli?

Non c’è ovvero alcuna “presa in carico” dell’utente, ma solo un rimpallo ed un rimando ad altri enti per le “carte”: dai patronati ed i Caf per l’Isee ed altri documenti, alle fondazioni private per una donazione, all’Azienda Sanitaria per le cure, e via discorrendo.

Questa non è una presa in carico, ma un semplice ruolo burocratico dove spesso l’utente conosce di più dell’operatore comunale che ha di fronte.

Ora se non si capisce che per le persone il rivolgersi al servizio pubblico per gridare aiuto, mettendo in piazza la propria povertà e magari il senso di colpa per un fallimento personale e familiare, è uno sforzo titanico, che arriva spesso dopo inenarrabili travagli personali, e che spesso si accompagna ad uno stato di rassegnata depressione, si nega l’esistenza stessa di un servizio sociale al cittadino.

Non è accettabile dunque che incapacità burocratiche e fallimenti amministrativi vengano scaricati su persone che vivono un forte disagio aumentando viepiù le loro sofferenze personali.

Meno soldi per alberi e decorazioni, meno insensate discussioni sul nulla, a dimostrazione che questo Comune non è capace di risolvere le vere emergenze di Trieste, e non da oggi purtroppo, è giù il cappello dinanzi alla lotta per la sopravvivenza a cui tanti triestini sono costretti per l’incapacità di chi li amministra.

Vorrete scusarci per le parole un po’ forti della foto (sulla pagina Facebook Circolo Miani) ma quando ce vò, ce vò!





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