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Trieste Verde. A cosa diciamo no!
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Circolo Miani » News Correnti » Page 71

Ci vediamo sabato.

» Inviato da valmaura il 24 February, 2021 alle 12:50 pm

Si, questo sabato 27 febbraio, alle ore 11, sempre presso la sede (g.c.) del Circolo Miani in via Valmaura 77 a Trieste, e sempre all'aperto nel rispetto delle misure anti Covid-19, si terrà un nuovo incontro pubblico di Trieste Verde per costruire assieme la Lista civica.
Ne faremmo volentierissimo a meno, che questa politica ci piace assai poco, ma proprio per cambiarla radicalmente, senza inciucini e commediole, e soprattutto per risolvere le tante emergenze triestine a partire dal fermare la mattanza degli alberi ed il degrado del verde pubblico e privato, consci che è il Comune lo strumento responsabile, non ci resta che candidarci a gestirlo.
Succede una volta ogni cinque anni, che si rinnovi il Consiglio comunale, e perdere questa occasione vuol dire rassegnarsi allo status quo per i prossimi anni. E francamente continuare a gridare nel vuoto e nel silenzio complice di tutte le forze politiche, che spolverano questi temi solo in campagna elettorale per raggranellare con l'inganno qualche voto, non è la nostra ambizione.
Per noi vale solo quanto è stato fatto finora, da tutti: noi per primi.
Pertanto mancare, disertare questa occasione è divenire oggettivamente complici di chi abbatte alberi e distrugge la nostra qualità della vita. Sfogarsi, lamentarsi, imprecare contro la politica poi non servirà beatamente a nulla. Se lo mettano bene in testa tutti.
Arrivederci a sabato, dunque.
Avete impegni per quel giorno? Sapeste noi, ma dignità e vita sono forse più pressanti.



La Centrale nucleare alle porte di Trieste.

» Inviato da valmaura il 24 February, 2021 alle 12:47 pm

Non lascia ma raddoppia!
Doveva cessare l’attività nel 2023. In Slovenia è attiva dal 1983 la centrale di Krsko, progettata sul finire degli anni Settanta. «All'epoca non si sapeva nulla della sismicità dell'area. La centrale fu costruita senza un'analisi», dicono gli esperti.
L’Austria ne chiede la chiusura, il Governo italiano tace mentre il “Governatore” regionale Tondo dieci anni orsono ne sosteneva il raddoppio e chiedeva che la Regione FVG partecipasse all’impresa.
La Germania ha deciso di completare la sua uscita dal nucleare entro il 2022, il Belgio progetta di fare il gran passo qualche tempo dopo, mentre il Regno Unito dimezzerà le capacità di produzione di energia nucleare nel 2025, con Svizzera e Spagna che dovrebbero seguire a ruota nel prossimo decennio. Il tutto nell’abbandono dell’atomo.
In tutta Europa, l'impianto nucleare di Krsko è l'unico che sia collocato in un'area a sismicità medio-alta. Ed è per questo che rappresenta un grande pericolo: 125 chilometri da Trieste, in direzione della "Bora".
Senza dimenticare il problema di base che da anni sta caratterizzando le critiche e le paure attorno alla vecchia centrale già in funzione, ossia il carattere sismico dell'area su cui è stata costruita e il terremoto di Zagabria e di Petrinja che distano una quarantina di chilometri da Krsko la prima, una sessantina la seconda, ne sono l'esempio tragicamente più concreto.
L'allarme degli esperti italo austriaci sugli effetti devastanti in caso di terremoti: «Pericoli sottovalutati».
Nonostante numerosi studi successivi abbiano dimostrato l'instabilità del luogo, «la Slovenia intende costruire accanto a quella già esistente un'altra centrale, con potenza tripla. In un primo momento, gli approfondimenti per la costruzione della Krsko 2 furono affidati a due istituti nazionali francesi. Ma quando questi ultimi si accorsero che c'erano problemi significativi, e che erano presenti faglie spostatesi in epoche recenti, scrissero una lettera per denunciare la cosa», ha sottolineato il geologo Sirovich.
I più pericolosi eventi sismici non sono circoscritti solo ai tempi recenti: Peter Suhadolc, sismologo e direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Trieste, ha spiegato che «nell'arco di 150 anni, in quella zona, ci sono stati diversi terremoti tra magnitudo 5 e 5 e mezzo: non è un posto adatto alla costruzione di una centrale nucleare. La pericolosità viene calcolata sulla base di terremoti passati. Ma non sappiamo niente di quelli futuri, che potrebbero avvenire su faglie createsi in prossimità della centrale. Le faglie attive che sono state mostrate sulla cartina parlano da sole dei pericoli che si corrono”.
Parlano si, ma non ai sordi ed agli affaristi.
Come dimostrano le trentennali indagini del Circolo Miani e la mole di articoli pubblicati anche su queste pagine. Trieste Verde serve anche a questo e se non ora quando?



Ascoltare il territorio, i rioni? Una pagliacciata totale!

» Inviato da valmaura il 23 February, 2021 alle 1:18 pm

La balla più grossa, il meschino inganno della strumentalizzazione elettorale.
Per i cinque anni precedenti questa politica non ha mai messo piede o naso sul territorio, e lo stesso vale da almeno 30 anni, ora in campagna elettorale tutti “scoprono”, addirittura “riscoprono” le periferie, come se in molti quartieri centrali le cose andassero meglio. Sentono l’impellente bisogno, non ci hanno dormito la notte per anni, di correre con i loro banchetti, gazebini, camper, ma per qualche orata e non di più, ad “ascoltare” la gente, conoscere i problemi e via discettando.
Si assiste ad uno stravolgimento totale della realtà, con la pompa di stampa e televisioni a fare da servili fiancheggiatori e megafoni.
Il concetto è semplice, quasi elementare quanto ovvio: chi amministra, dalla maggioranza o dall’opposizione, o chi si candida a farlo, questa nostra città, i problemi, i bisogni della gente reale dovrebbe conoscerli a menadito, sennò che amministra a fare.
Ergo sono loro che dovrebbero parlare ai cittadini nei quartieri, indicare le soluzioni per i loro bisogni e avanzare proposte concrete, non fumose promesse generiche quanto mai, su centri di aggregazione, sviluppo green e puttanate consimili.
Ed i residenti ascoltare, criticare, integrare e poi giudicare con il voto.
Questa è la funzione di una corretta politica altrimenti si scende, come ora e nelle precedenti elezioni, nel raggiro e nel ridicolo.
Ogni cinque anni infatti la scena si ripete, fino a due mesi prima nei quartieri non si era visto nessuno di questi politici od aspiranti tali, poi di colpo a sentire l’odore delle urne elettorali il risveglio dal letargo, a creare ingorghi rionali tra passeggianti e tavoli.
Come finisce la farsa? Al solito: le cassette delle lettere riempite di santini elettorali distribuiti a pagamento che la gente cestina a piene mani, l’aumento del non voto, e fatta la festa gabbato lo santo tutto come prima fino alla prossima campagna elettorale.
Ricordiamo un episodio degno delle comiche di Mister Bean: un quindici anni orsono in un tour turistico rionale l’allora candidato Renzo Tondo se ne uscì con questa frase che ben sintetizza quanto finora scritto.
Il candidato Presidente della Regione affermò, come riportato sulla stampa a piena pagina che ad ascoltarlo dinanzi al Cimitero di Servola, oltre ai defunti che malgrè lui non potevano più votare c’erano quattro, di numero, gatti che “se eletto il giorno dopo verrò a Servola a chiedervi come chiudere la Ferriera”!
Ovviamente nei cinque anni seguenti non vi ha mai messo piede, la Ferriera ha inquinato avanti, e la siora Maria è stata rinvenuta morta mummificata fuori dalla porta di casa con un lucchetto nuovo in mano.
Pagliacci.
Teodor per Trieste Verde.
Nella foto: Panorama Triestino: un albero e tre antenne.
 



Un Tram chiamato desiderio. Tutti lo vogliono e nessuno lo fa.

» Inviato da valmaura il 23 February, 2021 alle 1:15 pm

Niente di nuovo sotto il sole, a cinque anni dallo stop il Tram di Opicina sta sempre lì, ovvero fermo.
Di ripartenza del cantiere neppure l’ombra nonostante i tanti annunci.
La colpa è di una entità sopranaturale: la “burocrazia”.
Tutte balle, e neppure pietose, la responsabilità è di un ente comunale che ha perso 2 (DUE) anni in appalti sbagliati, di cui sul primo la negligenza nei controlli è stata scandalosa, ma ai responsabili nulla è accaduto, a Trieste non a Roma.
Quando ieri è stata presentata la discesa in campo per le elezioni amministrative di Trieste Verde, che i nostri lettori ben conoscono da un anno e mezzo, si è parlato, anzi riparlato, della questione ma anche della grottesca affaristica vicenda della Piscina terapeutica, di cui non abbiamo bisogno di campagne elettorali per ricordarcene a mò di santino, visto che la seguiamo dal giorno dopo l’evitabilissimo crollo della copertura della vasca.
Sembra incredibile ma allora tutti gli altri, quelli che oggi “passiano” per le strade e fanno comizi, erano distratti.
Noi qualche cosina di sensatamente ragionevole l’abbiamo proposta e la riproponiamo a futura memoria.
C’è chi fa propaganda e chi opera nei fatti, poi certo è il voto dei cittadini che decide su questo ed altro.
"L' OVOmaltina degli incapaci.
Tram di Opicina e Porto Vecchio.
Ci avete rotto le uova con questa barzelletta dell'Ovovia.
Lo scrivemmo per primi, motivandolo, come da mesi, una decina, scrivevamo che va dato un taglio a questo Porto Vecchio ridotto a Luna Park dalle proposte più strampalate ed eccentriche.
Abbiamo spiegato fino alla noia che:
Il cosiddetto nuovo Centro Congressi costosissimo e non finito, quello che familiarmente chiamiamo lo Scatolone, è un'idea superata e dalle difficilissime aspettative future. Oltre al fatto che un Centro Congressi esteticamente molto più bello già esiste ed è la vecchia Stazione Marittima, ed uno nuovo è programmato nel progetto infinito di recupero del Silos, a poche centinaia di metri, di fianco alla Stazione ferroviaria.
Che la provvidenziale proposta fatta dall'amministratore delegato di Costa Crociere, cioè di trasformarlo in stazione marittima e centro servizi del Terminal Crociere da collocare appunto in Porto Vecchio era, questo sì, l'Uovo di Colombo che metteva un punto fermo alla sarabanda di sciocchezze a ruota libera sui destini di quell'area, mantenendo anche fede alla prima parte del suo nome: “Porto” per l'appunto.
Che poi il Presidente dell'Autorità Portuale, che a sua evidente insaputa aveva “tagliato il nastro” all'inaugurazione dello Scatolone, si dichiarasse totalmente d'accordo con la proposta del Terminal così come avanzata da Costa, e che addirittura ci aggiungesse l'interessante suggerimento operativo di istituire un servizio giornaliero di navetta con Venezia, un collegamento via mare turisticamente suggestivo per compensare l'abbandono del terminal veneziano da parte delle Navi Bianche, ci sembrava finalmente un buon segno anche nel senso di creare nuovi servizi e posti di lavoro.
Ma siamo andati oltre: abbiamo scritto che la presenza del Terminal crocieristico in Porto Vecchio sarebbe stato il principale volano per quella ridda di musei che si è deciso frettolosamente quanto costosamente di trasferire lì.
Abbiamo sommessamente suggerito che il disgraziatissimo Tram di Opicina doveva finire la sua corsa cittadina in Porto Vecchio, con il prolungamento di meno di mille metri del suo avulso capolinea di piazza Oberdan, un'occasione pure di rilancio turistico dello storico collegamento.
Abbiamo pure pensato che il “trenino” interno al Porto andava rimesso in funzione come trasporto non inquinante in direzione Barcola e magari, riflettendoci su, invece della grottesca Copacabana barcolana, studiare un suo prolungamento fino al Parco di Miramare.
Tutto ciò abbiamo pensato, “volando basso” sui costi, sui tempi di realizzazione e sulle ricadute lavorative.
Ma noi siamo gli incolti di Trieste Verde.
PS. aspettatevi di vedere queste nostre idee scopiazzate dai "colti" sui programmi elettorali, prendendosi meriti che non hanno, nel gergo si dice “farsi belli con il c... altrui”, e naturalmente trovando ampio spazio sul giornalismo cialtrone."



Le comiche triestine. Canale di Ponterosso.

» Inviato da valmaura il 21 February, 2021 alle 3:07 pm

Da non credere ai propri occhi nel leggere stamane le dichiarazioni del Comune, assessora Lodi, alla stampa.
“Il cantiere appena iniziato il 16 febbraio aveva subito uno stop. Colpa, secondo il Comune, del fondale roccioso non previsto.”
Avete capito bene?
La "colpa" è del “fondale roccioso”, per di più “non previsto”, come se fosse spuntato all’improvviso, di notte, giusto per fare un dispetto ai competenti tecnici ed amministratori comunali.
Un po’ come se uno decidesse di costruire un grattacielo e poi al primo colpo di piccone scoprisse che l’area è occupata da sabbie mobili.
Ma provare prima a fare una modesta, anche artigianale con una picca a battere sul fondo vista l’acqua bassissima, ispezione del tratto dove si deve metter mano, anzi palancole, no?
Francamente qui si è proprio raggiunto il fondo, roccioso.
 
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