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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il “Lacan” triestino: Roberto Dipiazza.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 70

Ferriera. Due domande mentre tutto tace.

» Inviato da valmaura il 11 September, 2017 alle 12:32 pm

Partiti, tutti, ed istituzioni si sono “dimenticati” della Ferriera.
Ma cittadini e lavoratori non possono dimenticarsi di respirare.
Nidi d'infanzia, asili e scuole riaprono con aree verdi, campi giochi e giardini sempre più inquinati senza che nessuno dica o faccia niente.
Mentre perdura l’assenza di un piano industriale credibile per la Ferriera: se ne sono accorti perfino i sindacati che hanno scioperato, la proprietà ha riconfermato sulla stampa la necessità di fermare l’Altoforno, e con esso macchina colare ed Agglomerato, a “fine settembre” per lavori.
Dunque anche la Cokeria andrebbe messa in stand by in applicazione della diffida regionale che vincola la produzione della stessa solo alle necessità di Coke dell’Altoforno.
La legge impone alla proprietà di informare gli organi pubblici preposti sulla durata dei lavori, il loro costo, la tipologia dettagliata dell’esecuzione degli stessi, la manodopera impiegata.
Perché Comune e Regione non hanno dunque preteso di essere informati compiutamente sugli stessi dalla proprietà della Ferriera?
A cosa servono dunque il Consulente assunto da Dipiazza, sempre che esista ancora, e le sigle dei tre comitatini che collaborano con Sindaco e Giunta?
A cosa serve un’Arpa regionale capace di intervenire solo “a babbo morto”?
Non parliamo poi delle “opposizioni” in Comune e Regione a partire dai 5Stelle.
La richiesta non è retorica perché disponendo di questa documentazione il Circolo Miani e Servola Respira potrebbero con sicura certezza valutare se i lavori sono fatti per “tappare il buco” o per continuare invece la produzione. Cosa che né gli enti pubblici né le altre associazioni per mancanza di competenza sono oggi in grado di fare.
Corrisponde al vero che Arvedi avrebbe espresso l’intenzione di inserire l’area di sua proprietà pari al 35% dell’intera zona oggi occupata dalla Ferriera (il 65% è di proprietà demaniale, amministrata dall’Autorità portuale) nel costruendo Molo Ottavo e nella logistica portuale?
Perché Comune e Regione, che con il Sindaco Dipiazza e la Presidente Serracchiani siedono nel Comitato portuale, non chiedono con urgenza al Presidente Zeno D’Agostino una riunione in merito?
Anche qui ci sono le dichiarazioni televisive dei vertici portuali della immediata disponibilità all’assunzione di mille lavoratori (oltre il doppio di quanti oggi impiegati in Ferriera) per intervenire sull’area.
State tranquilli le risposte hanno la stessa probabilità di arrivare che Maurizio Fogar di essere invitato a Telequattro.
L’importante è che vi chiediate il “perché” e che mettiate il vostro “Mi Piace” sulla PAGINA Facebook Circolo Miani, e non solo sull’articolo. Se leggete il Post precedente ne capirete l’importanza.




Questa me la cacci!

» Inviato da valmaura il 7 September, 2017 alle 12:52 pm

O altrimenti Sindaco te ne vai a casa.

 

Partiamo dalla frase inequivocabile del film “Un americano a Roma” e riferita al Gene Kelly di Trastevere interpretato da Alberto Sordi.

Ma qui la vicenda non fa ridere per nulla.

L’assessora da “cacciare” è quella Luisa Polli, leghista all’Ambiente. E non per ragioni di ostilità partitica: se fosse espressa da Forza Sud nulla cambierebbe.

Ma per una questione gravissima di dileggio istituzionale.

E la prima vittima è proprio il Sindaco Dipiazza che l’ha nominata, anche se il peccato più grande riguarda la dignità ed il prestigio del Municipio, ovvero di tutti triestini.

Quello che lascia basiti ed esterrefatti è l’ennesimo silenzio delle cosiddette opposizioni, in particolare dei 5Stelle, che offrono una delusione dietro l’altra.

In poche parole.

Il Sindaco se ne esce, e pubblicamente su stampa e tivù, con la proposta di far ritinteggiare la lunga arrugginita recinzione di viale Miramare che dal primo gennaio 2017 è proprietà del Comune con tutto ciò che contiene (decreto governativo sulla sdemanializzazione di Porto Vecchio) ai migranti ospitati a Trieste utilizzando il fondo di 140.000 euro messo all’uopo a disposizione dalla Regione e tuttora in vigore. Commenta Dipiazza a Telequattro “se non siamo capaci di farlo allora è meglio che ce ne andiamo a casa”.

Due giorni dopo l’assessora comunale della Lega Nord Luisa Polli, con deleghe anche all’Urbanistica e Territorio, dichiara sempre a Telequattro ospite della trasmissione Sveglia Trieste, inibita da mesi a Maurizio Fogar e chiedetevi il perché, che l’uscita del Sindaco era “una furbata” perché, e lui lo sapeva benissimo, la cancellata non è in disponibilità del Comune e i soldi regionali non ci sono perché i termini temporali per richiederli sono scaduti a luglio.

Grottesco già il fatto che la Polli sopranomeata “la maestrina dalla penna verde” in un arrangiamento di Cuore, per la sua nota presunzione di conoscere sempre tutto, non sappia che invece le sue affermazioni sono totalmente sbagliate. Ed infatti ci pensano a smentirla in tempo reale l’Autorità Portuale e la Regione.

E già questo è di una gravità inaudita per un amministratore pubblico che gestisce il pubblico denaro.

Ma la Polli non è nuova, purtroppo per noi, a questi infortuni.

In Settima Circoscrizione a precisa domanda sulla copertura delle vasche del Depuratore Fognario cittadino oggetto di costosi lavori di rifacimento, rispose con granitica certezza che “No, la copertura non è prevista”, salvo fare inversione totale, sei mesi dopo nella stessa Circoscrizione, affermando con altrettanta sicumera il contrario. E non parliamo poi di Ferriera e di giardini impestati da “inquinamento diffuso”.

Ma non si ferma qui, a Telequattro dichiara ancora con sorriso ammiccante che l’uscita del Sindaco era stata tutta “una furbata per vedere l’effetto che fa”.

Insomma dopo lo scandalo della promessa in diretta televisiva del “chiudo la Ferriera (area a caldo) in cento giorni”, definita dalla rappresentante del comitato servolano che collabora con Dipiazza una semplice “boutade” elettorale nel tentativo suicida di difenderlo dal servizio delle Iene, la Polli non trova di meglio che far passare il Sindaco che l’ha nominata per un magliaro, rincarando la dose. Insomma uno che fa il gioco delle tre carte con i suoi concittadini e senza conoscere le norme vigenti. Complimenti!

La prima ad uscirne a pezzi è l’immagine del Sindaco Dipiazza, seguita dal decoro dell’istituzione Comune, ed ultima la capacità amministrativa di un assessore che ignora disposizioni che fanno parte integrante del suo incarico.

Questo assessore, per il bene di Trieste ma anche dell’amministrazione Dipiazza, se ne deve andare subito. E se il Sindaco non le revoca nomina e deleghe, allora se ne deve andare a casa anche il Sindaco, qualunque sia il suo nome e la parte politica che lo esprime.

Per il bene della nostra comunità e di una Trieste che non si merita proprio anche questo.

Com’è triste Trieste.

https://www.youtube.com/watch?v=TlsDSupylNA&feature=youtu.be&app=desktop




Ferriera. Fatte le feste gabbato lo santo (popolo).

» Inviato da valmaura il 5 September, 2017 alle 12:06 pm

Si chiudono a Trieste le feste di Partito, quella della Lega Nord e quella del PD, che chiamarla ancora Unità defunta appare macabro.

Hanno parlato e comiziato di tutto, meno della principale emergenza, e non da oggi ma da “solo” venti anni, di Trieste: la Ferriera.

Perché?

Vero è che hanno code di paglia lunghe chilometri. Stare con un Dipiazza eterodiretto dalla famiglia Camber, che si appresta a fare il bis con Riccardi alle prossime regionali, ed esprimere il nulla con l’assessora Polli non deve essere facile né digeribile per i leghisti.

E d’altra parte per scontare la pesante eredità quinquennale del duo Cosolini-Laureni non basta certo il digestivo Antonetto.

Ma soprattutto pagano pegno per essersi sempre rifiutati di conoscere e riconoscere la realtà vera della fabbrica, affidandosi di volta in volta alle promesse dei proprietari ed ai consigli di sprovveduti.

E non ultimo non aver capito che dalla fine degli anni Novanta la questione Ferriera è il tappo che blocca lo sviluppo del porto e dunque di Trieste. Una questione non colta in sei anni nemmeno dai 5Stelle.

Un silenzio corale quello disceso sulla Ferriera, sembrerebbe fatto apposta per favorire i disegni di Arvedi che incentra la sua strategia nel perdere e prendere tempo in attesa di tempi migliori, per i suoi interessi ed affari si intende, con lo sviluppo del progetto di raddoppio del Molo Ottavo.

Tra poco la proprietà fermerà l’Altoforno, per “l’ordinaria manutenzione” l’ha definita il Piccolo che ha la pretesa di spiegare ad altri quello che al giornale nessuno conosce.

Una “manutenzione” che dovrebbe costare una barcata di milioni. Ripetiamo "dovrebbe"!

I tempi? Prima le settimane di “fermo” erano due, ora divenute tre, in futuro non si sa. E nessuno a pretendere, come legge impone, la notifica della tipologia degli interventi, la durata esatta dei lavori, il costo certo e la manodopera impiegata.

Se ne sono accorti, finalmente, perfino i sindacati che hanno proclamato uno sciopero di otto ore per questo e per la mancanza, ma guarda un po’, di un piano industriale credibile.

Le istituzioni, il ruspante Comune, a proposito lo richiediamo per l’ennesima volta: che fine ha fatto il consulente Barbieri, confidiamo almeno stia bene di salute, e la silente Regione, non si sono nemmeno sognate di chiedere le informazioni dovute per legge.

Sull’Arpa stendiamo un pietoso velo, se fosse un sudario sarebbe più appropriato.

E con gli “investimenti” biennali annunciati da Arvedi sull’area a caldo ci pittano le ringhiere altro che risolvere l’emergenza Altoforno, i vistosi problemi di Cokeria ed Agglomerato.

Ma attenzione la vera emergenza, per chi lavora dentro e vive fuori, è l’Altoforno giunto, sono parole scritte persino dall’Arpa magari con qualche annetto di ritardo, “a fine corsa”.

Procura, Regione, Comune e Vigili del Fuoco non hanno nulla da dire e soprattutto agire?

A proposito da mesi, nonostante l’innalzamento dei limiti, con il bello e brutto tempo, il record degli inquinanti rilevati, a partire dalle polveri sottili PM10 spetta sempre e solo alle centraline zona Ferriera, sarà un caso oppure è colpa del dispettoso “inquinamento diffuso”, vero Polli?

Domanda. Perché non ci date, e vi date se ritenete valido il nostro impegno, una mano incrementando il numero di “Mi Piace” soprattutto alla Pagine Facebook Circolo Miani e NO FERRIERA.

Fanno piacere le centinaia di vostri like ai singoli articoli, che vi suggeriamo anche di “condividere” per raggiungere così un pubblico più ampio, ma è il numero di Mi Piace alla Pagina il primo dato che uno vede venendo a visitarci. E come diceva Arbore: più siamo e meglio stiamo!




Memoria 6. Procura e Ferriera (Atto primo)

» Inviato da valmaura il 3 September, 2017 alle 2:05 pm

Nella requisitoria al primo processo alla proprietà della Ferriera il PM disse in aula che solo grazie alla collaborazione di associazioni quale il Circolo Miani il suo ufficio aveva potuto raccogliere gli elementi necessari a procedere perché invece da parte di ASS e Regione nessun aiuto e nessuna risposta era venuta alle richieste della Procura. E sotto ne avete una plastica conferma negli articoli del Piccolo dove tra l’altro si menziona l’esposto-denuncia presentato dal Circolo Miani e Servola Respira e sottoscritto da 2400 cittadini che sarà la fonte di tutte le inchieste giudiziarie degli anni seguenti.
E’ bene ricordare che erano gli anni della Presidenza Antonione e poi soprattutto Tondo, ovvero era il Centrodestra a guidare la Regione, con Ciani, allora di AN, Vicepresidente ed Assessore all’Ambiente. Poi nel 2003 arriverà il tandem Illy-Cosolini.
Utile notare che il Direttore dell’assessorato all’Ambiente, uno dei due indagati dalla Procura, ed uno dei funzionari più pagati dalla Regione, Vittorio Zollia, riceverà un mandato di comparizione coatta da parte del Tribunale, con i Carabinieri mandati a prenderlo sotto casa, perché nel primo processo alla Ferriera, convocato come teste non si era presentato per tre volte di fila e la sua reticenza in aula per poco non gli costerà un’accusa di falsa testimonianza ed oltraggio alla Corte.
Ebbene questo personaggio sarà poi chiamato dal Presidente Illy a coprire l’importante ruolo di Segretario Generale della Regione, insomma il “notaio” delle delibere giuntali, e poi in pensione sarà premiato con un assessorato in Provincia, presieduta dalla illyana Bassa Poropat.
Indovinate quale? Ma diamine quello all’Ambiente!
Peccato poi che col passare degli anni la Procura si è dedicata ad altro ed anche il fascicolo d’indagine annunciato con grande enfasi dal precedente Procuratore Capo, Dalla Costa, in ben due interviste a tutta pagina rilasciate sul Piccolo per due anni di fila sul “mancato controllo dei controllori”, non si sa che fine abbia fatto.
Ma leggetevi i due articoli più la nota del direttore ASS Rotelli, sono illuminanti assai. Li trovate sulla pagina Facebook Circolo Miani, aperta a tutti.
Ovviamente in questa battaglia con e per i cittadini di Trieste e Muggia per anni il Circolo Miani e Servola Respira furono lasciati perfettamente soli e gli “ambientalisti dell’ultima ora” e di Dipiazza allora non esistevano o tifavano per la Ferriera.
Mettete un vostro “Mi Piace” al Post e soprattutto alla PAGINA CIRCOLO MIANI e NO FERRIERA, come promemoria.
Post Scriptum.
Dopo aver letto il piccolo giornale di stamane ci sorge un pressante interrogativo.
Ma in che mani è questa città? E non parliamo per partito preso.
Sulla vicenda ringhiera di viale Miramare l’assessora leghista Polli, disgraziatamente all’Ambiente comunale, se ne esce dicendo che quella del suo Sindaco (sull’affidarne la pitturazione ai migranti utilizzando i soldi regionali) era una proposta “civetta” per “vedere l’effetto che fa”.
Perché, Polli dixit, Dipiazza sapeva benissimo che la ringhiera non era di proprietà comunale e che il limite per i contributi regionali era scaduto a luglio. Dunque Dipiazza aveva volutamente celiato.
Qui siamo all’incompetenza fatta regina.
Oggi sul giornale Autorità Portuale e Regione confermano.
La ringhiera di viale Miramare con tutto quello che racchiude è dal primo gennaio proprietà del Comune, e la legge sui contributi regionali non ha scadenza per i comuni sopra i trentamila abitanti !!!!!
E questa “maestrina dalla penna verde” rimane assessore?
Poi ecco Roberto Dipiazza in versione cacciatore: non finisce di stupirci.
Sempre sul giornale dichiara che lui spara, senza fallo si intende, solo cinque colpi all’anno.
Utili per abbattere orsi, lupi, cervi e daini. La Procura ha letto? Abbiamo letto bene?
Il cecchino implacabile si abbatte orsi e lupi? Dunque specie protette di cui è vietata la caccia in Italia ma anche in Europa, e posto che si faccia una trasferta in Russia ne è vietata l’importazione.
Proprio vero: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.




ATTENZIONE! La lettura è sconsigliata ai minori ed alle persone dall'animo troppo delicato e gentile.

» Inviato da valmaura il 2 September, 2017 alle 12:43 pm

Del verde l’Ater fece un deserto.
Attila? Un’educanda al confronto.

Premesso che scrivo da arrabbiato e molto, pertanto non aspettatevi uno scritto “politicamente corretto”.
Via Valmaura è una delle strade più invivibili di Trieste, orrenda nella metà finale corre a fianco e sotto la rampa della Superstrada, tra lo sporco umano ed il guano dei colombi. Finisce a ridosso della Ferriera, dunque non si fa mancare niente per rendere la vita indecorosa ai residenti.
Residenti poi, 1500 persone mandate a “vivere” nel 1981 in un complesso dell’Ater in cemento armato che i bunker del Vallo Atlantico al confronto erano le terrazze fiorite di Babilonia, e quando cala il sole bisogna avere coraggio da vendere a camminare sotto terra nei garage o nei corridoi interrati nel cemento e senza luce che conducono ai portoni degli stabili. Vi si trova di tutto: da televisori, materassi e residuati di mobili abbandonati e lo sporco regna sovrano.
Le poche aree verdi che qualcuno osa chiamare aiuole, come i campi giochi, sono una vergogna per il genere umano. Lande spelacchiate e bruciate dall’arsura. Pochissimi gli alberi, o meglio alberelli che l’Ater ha deciso, pur non recando pericolo o ingombro alcuno, di far sparire quasi tutti alcuni mesi fa, privando così i passanti ed i residenti di quel poco di ombra e frescura, oltre che di modesto filtro a rumore ed inquinamento che quelle piante offrivano, giusto in tempo per far assaporare appieno agli abitanti il piacere di questa amena estate africana.
Stamane il sigillo. Un camion senza alcuna scritta visibile, parcheggiato sul marciapiede del lato finale della strada. Quattro uomini senza alcun segno di riconoscimento, che non due motoseghe, che abbattono l’ultimo di questi alberi, un melo selvatico per altro sano e rigoglioso ed unico cenno di verde in un’aiuola più simile al deserto del Gobi.
Mi avvicino ad una decina di metri e scatto una foto della scena col cellulare. Due energumeni che a malapena conoscono quattro parole d’italiano, erano balcanici, mi affrontano minacciandomi e quando li avverto che avrei chiamato i Carabinieri si sprecano in gesti osceni all’indirizzo dell’Arma.
Non sono riuscito a salvare quel melo, ho telefonato due volte all’Ater ma tra ferie e competenze interne mi hanno invitato a mandare la solita e-mail, magari per riderci sopra.
E no, qui bisognerebbe capire quali sono i criteri con cui l’Ater, che è un ente pubblico pagato con i nostri soldi assegna i lavori e, cominciando con la manutenzione del verde, che è un appalto economicamente cospicuo, come sia possibile che si avvalga di ditte che usano certa mano d’opera.
E perché questi lavori non siano svolti da cittadini italiani, che mi risulta a Trieste siano più che disponibili, ed invece ci si affidi a certi figuri che andrebbero invece caricati di corsa su di un bel vagone piombato e rispediti senza soste nei loro paesi d’origine.
L’ho scritto sopra, questo non sarà un articolo politicamente corretto e di cui magari tra una settimana mi pentirò per cui risparmiatevi le reprimende, ma comincio a comprendere perché fin troppa gente si butta a votare Lega Nord, che tollerare certi atteggiamenti da persone che si sentono arrogantemente padroni a casa nostra, e che noi per giunta anche paghiamo, fa francamente girare i cabasisi anche ad un Santo.





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