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Circolo Miani » News Correnti » Page 68

Europa. Tutto sta crollando.

» Inviato da valmaura il 4 November, 2017 alle 1:23 pm

Indipendentemente da come la si pensi sulla vicenda della Catalogna, l’arresto di un governo democraticamente e legittimamente eletto, che segue quello dei leader delle organizzazioni civili catalane, e il triste spettacolo dello storicamente sinistro e violento intervento di polizia e Guardia Civil contro la popolazione inerme e pacifica la domenica del Referendum. Lo sfondamento e la devastazione di seggi elettorali che richiamano alla memoria le scorrerie delle SA naziste e delle camicie nere fasciste.
Un clima che rigetta la Spagna indietro fino al 1936, al golpe di Francisco Franco ed alla più feroce e sanguinaria guerra civile che segnò l’inizio della più barbara tragedia della storia: la seconda guerra mondiale.
Tutto si sta ripetendo.
Dopo che nei paesi dell’ex blocco sovietico fatti entrare con troppa rapidità e faciloneria nella Comunità Europea stanno prevalendo governi di estrema destra e xenofobi (dall’Ungheria alla Polonia, passando per i Paesi Baltici e la divisa Cecoslovacchia, per scendere poi in quelli dell’ex Yugoslavia) fino a contagiare la vicina Austria. Paesi dove trionfò e si espresse durante gli anni dell’ultima guerra un antisemitismo ed una adesione al nazismo perfino superiori a quelli del Terzo Reich tedesco.
Di fronte a tutto ciò si assiste ad un silenzio ed una acquiescenza delle forze politiche spagnole, a partire dai socialisti, verso scelte reazionarie di un governo minoritario alle Cortes che sembra però disporre del pieno controllo della magistratura spagnola.
Ad una vergognosa assenza della Comunità Europea che si limita a subire le spinte revansciste e pan nazionaliste, ed a tollerare che la Carta europea diventi carta straccia, come l’affermazione di una “Europa dei popoli” che esiste oramai solo su vuoti trattati.
Una Europa delle banche e delle multinazionali che della democrazia hanno fatto un simulacro utile solo a facilitare i loro affari.
Questo è l’atto di morte degli ideali europei da Giuseppe Mazzini ad Altiero Spinelli e del Manifesto di Ventotene.
Ritorna dunque prepotente d’attualità la parola d’ordine di Carlo e Nello Rosselli “Oggi in Spagna domani in Europa (Italia)” lanciata nel 1936 per costituire le Brigate Internazionali di volontari, accorsi da tutto il mondo a difendere la libertà della Repubblica Spagnola.
Mentre tutto sta crollando i democratici e tutte quelle persone che credono nel pacifico processo di unità europea basato su una libera adesione dei popoli agli Stati Uniti d’Europa, da cui non può né deve essere esclusa la Gran Bretagna, oggi, ora devono scendere in campo per fermare questa deriva autoritaria e centralista che sembra percorrere l’Europa, oggi come allora partendo dalla Spagna.
Che il voto e le libere scelte dei cittadini vincano sui manganelli e le carceri.
Poco importano qui le ragioni dell’indipendentismo Catalano o Scozzese, importa ed è in gioco la democrazia in Europa, la nostra libertà.




Facebook 3.375.

» Inviato da valmaura il 3 November, 2017 alle 2:29 pm

Ad oggi sono tante le persone che hanno messo il loro "Mi Piace" alle nostre pagine: Circolo Miani (2570), Circolo Miani Trieste (316) e NO FERRIERA Si Trieste (489).

A loro va il nostro grazie per l'apprezzamento che ci rivolgono in continua e costante crescita. Per noi uno sprone a fare di più e meglio.

Senza immodestia riteniamo che i nostri articoli, perchè questi sono, offrano una modesta, per i pochissimi mezzi di cui disponiamo, informazione che altrimenti la città non avrebbe.

Vediamo se entro l'anno riusciamo ad arrivare ai 5.000 "mi piace" sulle nostre Pagine. Che in calce ai singoli Post ne facciamo il doppio quasi ogni mese.

Lo riteniamo un segnale importante per la nostra comunità e pertanto chiediamo la vostra collaborazione. Condividete i nostri articoli tra i vostri contatti e accompagnateli da un vostro invito personale a mettere il "Mi Piace" alle nostre pagine. Per voi è poco, ma per la nostra (di tutti noi) lotta invece è tanto.

Grazie.




Ferriera. Facciamo il punto.

» Inviato da valmaura il 31 October, 2017 alle 1:16 pm

La proprietà ha annunciato di aver finito i lavori sull’altoforno che, con gli impianti connessi, è stato rimesso in moto dal 10 ottobre.
La Regione continua a mantenere in vita la diffida di giugno, utile soprattutto nel dimezzare la produzione della Cokeria limitando la produzione di carbone Coke al solo uso e consumo dell’Altoforno.
Il sindaco Dipiazza alla vigilia dei 500 giorni (oggi fanno per l’esattezza 499) continua a ripetere in interviste “vintage” quello che esattamente diceva nel maggio 2001: “quel cancro è incompatibile con la città e va chiuso subito”. O è di memoria scarsa oppure il suo repertorio è decisamente povero.
Ma sa di poterlo fare e di farla franca perché nessuno degli operatori di stampa e tivù (chiamarli giornalisti e organi di informazione ci pare proprio una bestemmia) ha la decenza di ricordarglielo, fottendo lettori ed ascoltatori ma questo per loro non è un problema ma una consuetudine. Tra piccolo giornale, TeleCamberquattro e Rai deganiana non corre, il sindaco, alcun rischio. Poi ha sempre gli ascari di complemento da tirare fuori dal cappello quando serve.
Ma torniamo alla Regione. Fare diffide ed affidarne il controllo a questa Arpa regionale è come sprecare carta ed inchiostro. Ne volete un esempio? Sulle banchine della Ferriera sono messe a parco migliaia e migliaia di tonnellate di quel carbone Coke in attesa di essere imbarcate su navi e vendute a terzi, altro che ad uso e consumo dell’altoforno di Servola.
E se il conducator della task force arpiana che “vigila” così indefessamente sulla Ferriera è quel Franco Sturzi, già tristemente noto ai nostri lettori, che al Circolo della Stampa nel 2016 rispose al nostro Romano Pezzetta (che ha condotto gli altoforni sotto le proprietà Italsider e Pittini) che gli chiedeva, foto alla mano, cosa fosse quella nube gassosa che avvolgeva l’impianto, che si trattava della “granulazione della Loppa” e non invece la quotidiana perdita di oltre centomila metri cubi di letale gas dalla Bocca dell’Altoforno …..
In quanto ai lavori fatti, e si confida che la pur sempre scattante Arpa, la vigilante assessora Sara Vito, ed il disco rotto di Sindaco si siano almeno fatti dare copia delle fatture saldate dei lavori eseguiti, a noi risulta che risponderebbero alla logica del tirare a campare, ma nei prossimi mesi ne vedremo l’eventuale riscontro.
Ecco fatto. Ora chi ci legge ha la chiara percezione dello “stato dell’arte”. Peccato che è uno “stato” che ci porta, tutti: cittadini e lavoratori, all’ospedale ed al cimitero.
Un’ultima cosa: se quel poco che la proprietà ha eseguito sull’Altoforno è stato fatto lo si deve UNICAMENTE alla campagna di sensibilizzazione ed alle denunce pubbliche ed in Procura che il Circolo Miani e Servola Respira hanno fatto quasi giornalmente in questi ultimi anni, basta leggerci e riguardarsi i servizi delle Iene. Gli altri erano distratti od ignoranti ed alla faccia del verbale ispettivo firmato generosamente da Comune, Regione, Arpa, ASS e Vigili del Fuoco che attestava come nel settembre 2016 i lavori erano stati soddisfacentemente eseguiti sull’altoforno, l’unico, sembra grottesco riconoscerlo, che ha recepito le nostre denunce è stato il cavalier Arvedi, ça va sans dire!




Ferriera. L’ipocrisia fatta politica.

» Inviato da valmaura il 30 October, 2017 alle 1:14 pm

Illuminante, si proprio illuminante della assoluta non credibilità delle politica.

E’ di oggi l’ultimo, di una serie infinita, allarme lanciato dalle Nazioni Unite, che segue di alcuni giorni quelli della Organizzazione Mondiale della Sanità, della Comunità Europea, dei più prestigiosi consessi di scienziati e delle più serie riviste scientifiche.

Il riscaldamento del nostra pianeta Terra, a seguito principalmente delle emissioni inquinanti industriali, di cui il carbone è il principale imputato, sta raggiungendo il punto di non ritorno di cui l’innalzamento dei mari e soprattutto le profonde mutazioni climatiche sono la recente drammatica conferma: nelle Americhe, in Europa, in Italia e a Trieste.

Gli Stati firmano protocolli su protocolli, da Kioto a Parigi; il Ministero della Salute ci conferma che in Italia sono morte l’anno passato quasi 100.000 persone solo per gli alti valori delle Polveri Sottili. I telegiornali ci inondano di drammatici allarmi di sindaci e presidenti di Regione che al centro nord da oltre un mese emettono divieti a raffica per bloccare il traffico veicolare, senza contare i catastrofici incendi dovuti in primo luogo alla siccità da record.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha deliberato di attivare una politica di “decarbonizzazione” (brutto ma efficace neologismo) del suo territorio e l’assessore regionale all’Ambiente, l’isontina Sara Vito, ingaggia una battaglia personale contro la centrale elettrica di Monfalcone (A2) che lavora proprio a carbone.

La stessa Sara Vito che ha difeso a spada tratta l’AIA rilasciata dai suoi uffici, d’accordo con l’Arpa, che dipende sempre da lei, la Provincia, che allora esisteva ancora, il Comune di Trieste, l’Azienda Sanitaria, i cui vertici sono di nomina regionale, alla proprietà della Ferriera, stabilimento che ha nel carbone l’elemento principale del suo ciclo produttivo.

Due sono le cose. O la Regione finisce sull’Isonzo e Trieste non ne fa parte, oppure l’assessore regionale è vittima di un totale strabismo politico. Ci sarebbe pure una terza ipotesi candidamente ammessa dall’allora direttore del servizio autorizzazioni della Regione, Agapito, ma su cui tutti hanno fatto orecchie da mercante (dalla politica alle istituzioni di controllo, vista anche l’immediata quanto solitaria denuncia del Circolo Miani in Procura).

Sarà una coincidenza ma quando in ottobre tutte le città del Nord Italia e della nostra Regione vivevano il blocco del traffico e le limitazioni al riscaldamento, l’unica eccezione era proprio Trieste. E sarà sempre un caso che in quel periodo la Ferriera aveva Altoforno, Agglomerato e Macchina colare spenti e la Cokeria in puro regime termico.

Come non ricordare i ponderosi studi dell’Arpa datati 2007 e 2008 in cui si comprovava che il 40% delle emissioni di Polveri Sottili nella nostra provincia erano ascrivibili in massima parte alla Ferriera coadiuvata allora dall’Italcementi.

Ma se in Regione la Sara Vito non scherza, non è che prima il Presidente Renzo Tondo ci andasse leggero. Da quel “se eletto tra una settimana torno a Trieste a chiedere ai servolani come chiudere la Ferriera”:  sparava su giornali e tivù il candidato del centrodestra, salvo non mettere mai piede da queste parti per tutti i cinque anni della sua presidenza e respingere le richieste avanzate dal Circolo Miani di riaprire l’iter per la revisione dell’AIA alla Ferriera rilasciata in fretta e furia tra Natale e Capodanno 2007 dalla precedente Giunta regionale Illy-Cosolini. Così come l’allora Sindaco Dipiazza, l’amico di Tondo, rispose ugualmente NO alla richiesta di attivarsi come Comune per il ritiro dell’AIA.

E potremmo continuare con centinaia di fatti che stanno a dimostrare come la politica, brillantemente sostenuta da giornali e televisioni locali e regionali, alla fine privilegi gli affari di pochi agli interessi della comunità.

Ecco, così al prossimo stratempo o stracaldo saprete chi maledire, oltre al solito “piove, governo ladro”.




Ferriera. Dipiazza mai parlare di corda in casa dell’impiccato.

» Inviato da valmaura il 27 October, 2017 alle 1:16 pm

Intollerabile. Il sindaco sulla Ferriera dovrebbe avere il buon gusto almeno di tacere, visto che non riesce a chiedere scusa ai triestini, e muggesani, della colossale balla del “chiudo in 100 giorni”.

Oggi, 27 ottobre 2017, di giorni ne sono passati 495 esatti.

E prima di accusarci scioccamente di essere al soldo del PD leggetevi l’articolo precedente su questa pagina, insomma quello di ieri, e provate ad esercitare i neuroni celebrali.

E francamente a leggere il pezzo del piccolo giornale sulla riunione della Conferenza regionale dei Servizi che ha rilasciato l’AIA ad Arvedi, saltano i nervi.

Il Sindaco si esterna molto “incazzato” (parole sue), e sapesse noi, per poi proseguire con l’accusare Arvedi, sulla vicenda dei parchi minerali, di “prendere per i fondelli” la città. Dovrebbe invece essere soddisfatto dell’allievo: è stato un buon maestro, lui.

Poi apporta il suo fondamentale contributo ai lavori annunciando il nome dell’avvocato di cui il Comune si servirà per le future eventuali azioni legali. Si deve essere sfiancato nel trovarlo sulle Pagine Bianche tra i 611 avvocati operanti in città.

Sembra quasi che in questa commedia della vita, dove l’obbiettivo dichiarato è solo quello di guadagnare tempo, e soldi: o almeno non spenderli, Arvedi e Dipiazza recitino due parti parallele e convergenti.

La tanto strombazzata copertura dei parchi minerali non serve pressoché a nulla se l’obbiettivo è ridurre l’inquinamento. Qui Dipiazza e i suoi scudieri (tre) ambientalisti puntano tutto sul fatto che Piccolo, TeleCamberquattro e Rai regionale non facendo reale informazione sull’argomento ed oscurando Circolo Miani e Servola Respira, possano reggere il moccolo facendo credere invece che questa sia la maggiore criticità della Ferriera.

Una sciocchezza stratosferica. Dei parchi, l’unico che andrebbe coperto poiché incide sulle emissioni inquinanti è quello del Carbone Coke, che negli interstizi porosi del minerale contiene idrocarburi cancerogeni che in presenza di ventosità possono essere dispersi nell’aria. E dunque andrebbe rinchiuso in un Silos. Per gli altri, l’unico rischio, fastidioso invero, è che sotto l’effetto di un forte vento, si alzi polvere imbrattante. Lo abbiamo detto e scritto decine di volte, conoscendo, noi, la realtà delle cose e non per sentito dire. Come il fatto che gli “spolveramenti” recenti e ripetuti siano causati soprattutto dall’assenza di manutenzione e pulizia sui piazzali, le strade interne dello stabilimento e dai nastri caricatori dell’Altoforno senza pulizia e manutenzione da tempo immemorabile.

Ecco perché Dipiazza deve tacere, perché in 500 giorni meno 5 non ha mai voluto fare nulla, da Ufficiale Sanitario, per porre fine alle vere emergenze della Ferriera.

E qui ad essere “presi per i fondelli” ed “incazzati” neri sono i triestini e muggesani. Da lui e da Arvedi, che se fossimo in un Paese più serio e civile dovrebbero essere loro a cercarsi in tutta fretta un avvocato.

Appunto, se fossimo in un Paese serio.

PS. A proposito, beneamata ARPA, come vanno i controlli sui limiti produttivi della Cokeria? Che ad oggi ci sono migliaia e migliaia di tonnellate di Coke a parco. E bastano gli occhi a rivelarlo. Ce li avete?

https://www.youtube.com/watch?v=uwZn6ISRqJc





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