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Circolo Miani » News Correnti » Page 67

Trieste. Una sanità nel marasma.

» Inviato da valmaura il 10 March, 2021 alle 12:43 pm

E’ passato un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, ed oggi dobbiamo leggere che il Primario di Pneumologia di Trieste è costretto ad affermare che saranno obbligati a decidere quali pazienti ricoverare e quali no perché il reparto è saturo ed il personale stremato.
Se inseriamo queste drammatiche affermazioni in un quadro più ampio dove negli ospedali si è costretti, e da tempo, a rinviare gli interventi già programmati per tutte le altre patologie, che ovviamente non stanno lì ad aspettare, oltre a controlli ed esami di routine sui malati cronici, il quadro che ne esce è devastante: per la nostra salute, si intende.
Ma proprio il tempo perso rende gravissima la responsabilità di chi ha l’onere di gestire ospedali e sanità territoriale: ovvero questa politica che a forza di tagli, favoritismi e clientele ha prodotto questa situazione.
Mai come oggi questa malasanità viene pagata dai cittadini sulla propria pelle, e se e quando si supererà questa pandemia emergeranno in tutta evidenza gli strascichi dannosi che questa incompetenza politica ha causato: con l’aumento di decessi ed aggravamenti per tutte quelle malattie non Covid la cui cura è stata fortemente rinviata.
In tutto ciò, il Comune di Trieste non apre bocca, si balocca con l’Ambassadòr di Porto Vecchio, con statue e luminarie, dimenticando, e non da oggi, che il Sindaco è per legge, e dal 1934, l’Ufficiale Sanitario del Comune, ai cui “ordini” devono operare sanitari e forze di vigilanza. E, piccola cosa, che ospedali e sanità sono pagati con le tasse dei Triestini.
Per questo, sabato 13 marzo, alle ore 11 parleremo, nella sede (g.c.) del Circolo Miani, all’aperto, in via Valmaura 77 a Trieste, delle soluzioni da assumere in Comune come Trieste Verde.
Nella prevedibile assenza degli organi di disinformazione locale: si chiama etica deontologica e professionalità, Ordine e Assostampa sono avvertite.
Le elezioni si possono rinviare, i problemi no!



Porto Vecchio. Non ci siamo proprio.

» Inviato da valmaura il 9 March, 2021 alle 1:37 pm

"Le case in Porto vecchio a Trieste? Un traino per tutta la città. Ecco quali potrebbero essere i prezzi dei futuri appartamenti, per 1.100 residenti a non meno di 5 mila euro al metro quadrato.”
No, se in una città che ad oggi conta un altissimo numero di immobili vuoti: case ed appartamenti anche di pregio, che da soli potrebbero ospitare una popolazione pari al doppio/triplo di quella di Muggia. E con un calo demografico progressivo negli ultimi vent'anni da far perdere una media di 1600/2000 residenti all'anno, la soluzione pensata dagli “esperti” e dai politici per il rilancio di Porto Vecchio ruoti attorno al trasferimento di uffici, soprattutto regionali, svuotando così altri immobili in città, e ad una riserva fino al 70% dell'area alla “nuova” residenzialità di Paperoni, allora no, non ci siamo proprio.
Pensata così: ovovie, centri fitness, ristoranti ed esercizi commerciali, alberghi, ovviamente il tutto riservato ad una fascia “alta”, accanto ad una Playa Beach che di terapeutico ha picca o nulla, allora la smettano di parlare di un “volano” per il rilancio economico, scientifico, ed altre balle consimili.
Questo sarebbe un ghetto per ricconi, pensionati e turistici ed anzi trasformerebbe anche fisicamente il resto di Trieste in un ghetto di seconda categoria. Punto.
Trieste Verde.



Chissà perché non ne vogliono proprio parlare.

» Inviato da valmaura il 9 March, 2021 alle 1:36 pm

Far West antenne e ripetitori, 5G.
Tra tutte le chiacchiere sparate a salve in questa campagna elettorale c’è un unico argomento che i fecondi quanto genericamente superficiali competitor di ogni colore: vecchi, seminuovi e nuovi, non hanno toccato o ripreso e scopiazzato dai nostri servizi e proposte.
Un vero e proprio Tabù da non sfiorare e nemmeno menzionare per sbaglio, e stampa e televisioni si sono subito allineate a dove a tira il vento.
Guai a parlare della questione 5G e di “Antenna selvaggia” un fenomeno da sempre presente anche a Trieste ma che negli ultimi mesi è letteralmente esploso in città e sul Carso.
La ragione è chiarissima, per evitare eventuali rogne di ogni tipo, le compagnie telefoniche hanno potenziato oltre ogni utile necessità gli impianti per l’attuale trasmissione dei segnali 3-4G, che non hanno bisogno di particolari formalità per essere piazzati in ogni dove, perché, come inavvertitamente si è lasciata sfuggire su carta l’ArpaFVG, le nuove tecnologie 5G useranno inizialmente gli impianti già esistenti per la trasmissione del segnale.
E qui di soldini, anzi soldoni ne girano proprio parecchi.
Pertanto zitti e mosca: silenziare,sopire ed incassare.
Ma noi di Circolo Miani e Trieste Verde ostinati come muli non molliamo e ripubblichiamo le nostre soluzioni, poi vedete voi chi sia più affidabile e credibile.
Antenne e Ripetitori, mettiamoci le mani.
Trieste Verde.
Premesso che noi non soffriamo di dietrologie e retropensieri, che usiamo il cellulare anche se solo per la sua funzione primaria: ricevere e fare telefonate. Che non siamo assolutamente ostili a progresso ed innovazione scientifica, pretendiamo però una cosa sola e di buon senso: che qualunque nuova tecnologia venga immessa sul mercato, perchè è soprattutto di questo che si tratta, in qualunque campo sia, garantisca per il presente ed il futuro (molte volte gli effetti nocivi emergono a distanza di anni) la più assoluta ed inconfutabile, scientificamente parlando, innocuità e sicurezza per le persone e per l'ambiente.
Dunque semplice e chiaro e mi auguro condivisibile da tutti, meno i pochissimi che hanno la vocazione da cavia. Il mondo in fin dei conti è bello perchè vario, anche se nessuno può permettersi, neppure dietro lauto compenso, di mettere a repentaglio salute e vita della comunità, della sua è appunto affar suo.
Pertanto abbiamo da subito aderito all'invito che da molte parti si è levato, parte del mondo scientifico e quasi sempre la più autorevole, la stessa Comunità Europea e via via fino ad arrivare ad oltre 600 enti locali italiani, ad adottare nei confronti della nuova tecnologia 5G il criterio della “massima precauzione” proprio in assenza di risposte scientifiche e mediche certe ed imparziali, come raccomandato dalla stessa UE.
E di conseguenza abbiamo, attraverso un autorevole studio legale, NOI e solo noi, inoltrato al sindaco di Trieste, e per ben due volte, la documentata richiesta di emettere una ordinanza o delibera di moratoria all'installo di tecnologie atte a diffondere il segnale 5G nel territorio comunale, sul modello di quanto fatto in Regione da diversi sindaci a partire da quelli di Udine e Sacile.
More solito, e come ha sempre fatto su altre questioni: vedi Ferriera, il sindaco ha buttato la palla in tribuna, ben guardandosi da prendersi quelle responsabilità che le leggi, e dal 1934 a seguire, gli assegnano in qualità di Ufficiale Sanitario di Trieste.
Abbiamo altresì suggerito e richiesto, anche qui del tutto inutilmente, che l'amministrazione comunale varasse in tempi rapidi, coinvolgendo pure le aziende che operano nel settore della telefonia, un Piano Regolatore per antenne e ripetitori, come avvenuto in passato, dopo lungaggini estenuanti va detto: come ben sanno ed hanno patito i residenti di Conconello qui e di Chiampore a Muggia, per Radio e Televisioni.
Al fine di evitare il posizionamento di antenne e ripetitori di telefonia mobile di vecchio conio (3-4G) in prossimità di strutture sanitarie ed assistenziali, scolastiche di ogni ordine e grado, ricreative ed associative, ed infine in mezzo a zone densamente abitate. E di chiedere, anche alla luce delle prime due sentenze del Tribunale di Torino, non di Samarcanda, confermate recentemente in appello, per l'installo di nuovi impianti la sottoscrizione liberatoria da parte delle aziende richiedenti per la quale si assumevano in solido, per il presente ed il futuro, la responsabilità civile e penale per gli eventuali danni arrecati alla salute di persone ed ambiente. Insomma un banale attestato di garanzia come oggi si accompagna all'acquisto di qualunque prodotto o all'esecuzione di ogni lavoro.
Anche perchè la incredibile ARPA FVG ha scritto nero su bianco che in questa prima fase per la diffusione del segnale 5G le aziende, che sono sempre le stesse, si avvarranno degli impianti già in essere ed installati per il 3-4G.
Ovviamente è stato come fare pipì contro vento. Dal Comune di Trieste solo silenzi.
E ciò è assai preoccupante anche per l'aumentare in città dei casi di persone, giovanissime ed adulte, ammalate di elettrosensibilità (una patologia fortemente invalidante che distrugge la qualità della vita), e non parliamo poi dei portatori di pace-maker cardiaci e consimili.
A tutto ciò è corrisposto pure un silenzio assordante, qui ci azzecca in pieno, di tutte le forze politiche vecchie, seminuove e nuovissime presenti o candidate in Comune e della solita pletora di sigle più o meno ambientaliste locali da sempre al traino di questa politica.



“Parla col mare” e scoreggia a terra.

» Inviato da valmaura il 8 March, 2021 alle 11:22 am

Il “nuovo” Depuratore fognario cittadino.
“Se i pesci, le alghe e i molluschi che popolano il golfo di Trieste avessero la parola, forse ci direbbero che sono contenti.” Gli abitanti di mezza città, che hanno invece il dono della parola lo mandano a ca...., ogni volta che il vento soffia dal mare verso terra.
Così iniziano le due paginate complete dello spottone offerto al Gruppo Hera (Acegas, ecc.), quotato in Borsa, dal piccolo giornale.
Il nostro amico Piero Chiambretti gli riserverebbe giustamente un posto d'onore nel suo vecchio programma “Markette”.
Cinquantatre milioni è costato a noi cittadini il gioiellino gestito dalla società quotata in Borsa, che tratta i liquami di quasi 200.000 Triestini e che “dialoga” col mare giulivo e grato da ben tre anni, in sostituzione del vecchio impianto, fuori norma da oltre un quindicennio ma che per lo meno puzzava di meno.
Fino ad un annetto fa cercavano di farla franca giocando sull'equivoco degli “odori” emessi dalla Ferriera e poi avanti con quelli tuttora in corso della Siot.
Resta il fatto che a giorni alterni, come da noi evidenziato più volte, un inequivocabile tanfo nauseabondo di guano invade i quartieri limitrofi giungendo a spingersi fino in centro città con determinate condizioni di ventilazione.
Solo una politica prona ai voleri forti ed una stampa, e televisioni, alla ricerca di pubblicità poteva negare la fetida evidenza, e così anche oggi si nasconde la realtà che decine di migliaia di persone sono costrette, loro malgrado, ad annusare e vivere.
Non per nulla Trieste Verde lo ha inserito tra le prime cose da risolvere una volta entrati in Comune, se non altro per il fatto che noi siamo i primi a sopportare questo MerdChanel numero 5.
Nella foto: una delle manifestazioni promosse dal Circolo Miani all'ingresso del Depuratore.



Elezioni con il trucco.

» Inviato da valmaura il 8 March, 2021 alle 11:20 am

E’ straordinario di come queste elezioni, rinviate o non, vengano falsate da chi, tanto più in questo periodo di semi-cluasura con tutti i suoi limiti, avrebbe il dovere di informare la comunità.
Prendete ad esempio, pessimo, il piccolo giornale: ogni giorno riempie da una a due pagine della cronaca cittadina, con trasferta periodica su altre, di articoli, articolini, fotone e fotine, di propaganda elettorale di Tizio e Caio. Peccato che manchi quasi sempre Sempronio, ovvero Trieste Verde, che è l’unica a indicare le soluzioni concrete e percorribili sui vari aspetti e sui problemi che affliggono la nostra comunità.
Gli altri o si limitano a deambulare, in movimento o statici per i famosi “Rioni”, che se avessero avuto in questi decenni la dovuta attenzione da parte di questa politica sempre assente ed ignorante, oltre che arrogante, oggi sarebbero il Paradiso in terra. Oppure a sproloquiare in convegni virtuali parole vuote e slogan da Fiera di San Nicolò. E badate sono quasi sempre gli stessi che portano da almeno trenta anni buoni la responsabilità di quanto è successo a Trieste.
Se queste omissioni, oscuramenti e censure possono danneggiarci, soprattutto in quella parte dell’opinione pubblica che non pratica, o lo fa pochissimo, i social, è pacifico. Ed è per questo che lo fanno, i mass media, dato che siamo ritenuti da questo marcio sistema l’unico serio pericolo, ed i loro camerieri che vi operano ubbidiscono all’unisono agli ukase padronali.
Ovviamente tutti quelli, partiti vecchi e nuovi, che si dividono le briciole di questo teatrino della politica, assai stantio per la verità, ben si guardano dal reclamare un minimo rispetto delle regole democratiche.
Alla faccia dei supposti “ideali” e “valori” che apparentemente li animano stanno tutti zitti e proni, godendo e sperando di ricavarne qualche effimero vantaggio nelle urne.
In realtà questa nostra apparente debolezza diviene agli occhi di molti cittadini il nostro punto di forza, perché conferma viepiù la nostra diversità, il nostro essere distinti e distanti da questa politica sgangherata e male in arnese.
Noi almeno rispondiamo solo ai nostri lettori, a cui non imponiamo il pizzo per leggerci.
Il nostro solo editore di riferimento è Trieste e chi ci abita, anche perché noi siamo tra questi.
Trieste Verde.
A proposito su Facebook abbiamo raggiunto i 6388 Mi Piace alle nostre Pagine e superato i 6500 tra coloro chele "seguono". Non male, nevvero?
 




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