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Circolo Miani » News Correnti » Page 66

Arvedi, la Triestina, el nonno “patoco”.

» Inviato da valmaura il 25 August, 2017 alle 11:58 am

Oggi il piccolo giornale offre uno spaccato perfetto del perché questa città è a ramengo.
E, va subito detto, qui la “politica” c’entra poco.
Cominciamo dalla Triestina calcio, va riconosciuto meritatamente risalita in serie “C” salvata dall’ennesimo fallimento.
Lo sponsor non è proprio dei più azzeccati: “Siderurgica Triestina in Arvedi”, la Ferriera insomma, ma si sa “pecunia non olet” e di altri disposti ad investire sul marchio calcistico nisba. Poi c’è la “generosità” del Patron Arvedi, padre padrone della Cremonese, che concede pure in prestito all’Unione un calciatore ed aumenta la cifra della sponsorizzazione.
Una sola domanda all’ARPA.
Avete mai pensato di fare un carotaggio, uno straccio di analisi sul manto erboso dello Stadio?
O la salute dei giocatori, foresti e domaci, val meno della scritta sulle magliette?
Non andiamo lontano dal vero supponendo che i dati sarebbero di gran lunga peggiori di quelli dei giardini chiusi per inquinamento e colpevolmente abbandonati alla loro sorte dal Comune.
Se il Sindaco non tiene il coraggio per fare una ordinanza per la chiusura dell’area a caldo, ne faccia almeno una per lo Stadio Rocco. Ma si sa i “tifosi” votano magari sul letto di morte.
E passiamo al nonno “patoco”.
Oggi in una dura segnalazione il vegliardo si scaglia contro i cani che impudenti entrano in quel piazzale Rosmini sbarrato da un anno e mezzo per livelli di inquinamento da stendere un elefante. E lo fa non per avvertire preoccupato i padroni degli animali per il rischio che corrono i loro beniamini a passeggiare dove l’uomo ha inquinato. No, si scaglia contro di loro perché nonostante il divieto di ingresso agli animali scritto su dei vecchi cartelli comunali questi “bivaccano” nel giardinetto.
Al tenutario di due nipotini, a cui va tutta la nostra solidarietà compassionevole, che ignora che da circa un decennio l’amministrazione comunale ha rimosso il divieto ma non i cartelli, non basta: si scaglia anche contro le “deiezioni”, pipì, che i bastardi lasciano.
Potremmo ricordare che l’urina animale, compresa quella umana è sterile, e si può anche bere in casi estremi, ma difficilmente il nonnetto capirebbe. Allora gli narriamo che vivendo lì dal lontano 1960 abbiamo visto, e vediamo, continuamente decine e decine di bambini, vista l’assenza di uno straccio di servizio igienico, fare la pipì santa, e talvolta anche la pupù, meno santa, accompagnati dai genitori e nonni dietro le siepi.
Dunque oltre che non informato il nonno in questione deve vederci anche assai poco.
La sua indignata lettera finisce con il ripetere l’ingiuria rivoltagli da un nonno di cani che lo ha apostrofato con il noto bisillabo: quel “mona” reso famoso nel calcio dall’esegeta e mentore Nereo Rocco, a cui è appunto intitolato lo stadio sponsorizzato da Arvedi. Povero vecchio caro Nereo, a saperlo immaginiamo le tue reazioni.
Ora diamo un consiglio all’indignato vegliardo. Talvolta essere chiamati per nome può non piacere e se proprio ci tiene può provare a recarsi all’anagrafe comunale e chiedere di cambiarlo, la legge glielo consente.
Ma questi episodi, soprattutto quello del nonno “patoco”, che non si preoccupa minimamente per la vita dei suoi pargoli, dei rischi concreti che fa correre alla loro salute per il benzoapirene ed altri cancerogeni presenti in quantità industriale in piazzale Rosmini. Che non si indigna contro una Amministrazione comunale, che magari ha pure votato, per l’incapacità ad intervenire tempestivamente per risolvere il problema, pur avendo da oltre quindici mesi a disposizione i fondi necessari, per eliminare anche la cause, come logica vorrebbe per non ritrovarsi a breve punto e a capo, insomma per tutelare la salute dei bambini, dei giovani, ed ahimè anche dei meno giovani come lui.
Ecco questo è l’emblema di una Trieste domacia e fa capire più di molte analisi perché questa nostra città è “a remengo”.




Ferriera. Due domande.

» Inviato da valmaura il 24 August, 2017 alle 12:34 pm

La proprietà ha riconfermato sulla stampa la necessità di fermare l’Altoforno, e con esso macchina colare ed Agglomerato, a “fine settembre” per lavori. Dunque anche la Cokeria andrebbe messa in stand by in applicazione della diffida regionale che vincola la produzione della stessa solo alle necessità di Coke dell’Altoforno.

La legge impone alla proprietà di informare gli organi pubblici preposti sulla durata dei lavori, il loro costo, la tipologia dettagliata dell’esecuzione degli stessi, la manodopera impiegata.

Perché Comune e Regione non hanno dunque preteso di essere informati compiutamente sugli stessi dalla proprietà della Ferriera?

A cosa servono dunque il Consulente assunto da Dipiazza, sempre che esista ancora, e le sigle dei tre comitatini che collaborano con Sindaco e Giunta?

A cosa serve un’Arpa regionale capace di intervenire solo “a babbo morto”?

Non parliamo poi delle “opposizioni” in Comune e Regione a partire dai 5Stelle.

La richiesta non è retorica perché disponendo di questa documentazione il Circolo Miani e Servola Respira potrebbero con sicura certezza valutare se i lavori sono fatti per “tappare il buco” o per continuare invece la produzione. Cosa che né gli enti pubblici né le altre associazioni per mancanza di competenza sono oggi in grado di fare.

Corrisponde al vero che Arvedi avrebbe espresso l’intenzione di inserire l’area di sua proprietà pari al 35% dell’intera zona oggi occupata dalla Ferriera (il 65% è di proprietà demaniale, amministrata dall’Autorità portuale) nel costruendo Molo Ottavo e nella logistica portuale?

Perché Comune e Regione, che con il Sindaco Dipiazza e la Presidente Serracchiani siedono nel Comitato portuale, non chiedono con urgenza al Presidente Zeno D’Agostino una riunione in merito?

Anche qui ci sono le dichiarazioni televisive dei vertici portuali della immediata disponibilità all’assunzione di mille lavoratori (oltre il doppio di quanti oggi impiegati in Ferriera) per intervenire sull’area.

State tranquilli le risposte hanno la stessa probabilità di arrivare che Maurizio Fogar di essere invitato a Telequattro.

L’importante è che vi chiediate il “perché”.




Ferriera. Prosegue la Tarantella.

» Inviato da valmaura il 23 August, 2017 alle 2:39 pm

Il Comune dovrebbe autoassegnarsi il sigillo trecentesco (iniziali oramai di rigore minuscole) al merito del “cazzeggio continuo” sulla Ferriera.
Si impegna su cose che non incidono minimamente sul problema principale ed emergenziale, ovvero l’immediato fermo impianti dell’area a caldo.
Ad esempio l’ultima uscita sui rumori provocati dal funzionamento della centrale di cogenerazione per la produzione di energia elettrica è talmente vecchia da risalire al 2001, l’anno in cui la centrale entrò in produzione e Dipiazza fu eletto Sindaco per la prima volta. Ma nei suoi primi dieci anni da Sindaco non se ne accorse, come Cosolini nei cinque seguenti, e si che il disallineamento delle turbine di clangori e vibrazioni, ed anche qualche crepa nelle case di Valmaura, ne provocava eccome.
Insomma una mossa “vintage” ad uso stampa e tivù per dare l’impressione all’opinione pubblica che il Comune sulla Ferriera è presente.
Non chiedere e pretendere, come le norme di legge impongono, che la proprietà informi dettagliatamente sull’annunciato fermo dell’Altoforno. I lavori che intende fare, in quanto tempo, con quali ditte ed infine con che costi. No su questo il Comune, ed anche la Regione, e siccome stamane non abbiamo voglia di ridere non menzioniamo altre sigle, tacciono fin troppo spiegabilmente. Lì si va a toccare il core business di Acciaierie Arvedi, e quando mai.
A proposito, lo richiediamo per la decima volta nel perdurante silenzio di TUTTI i consiglieri comunali, che fine ha fatto il Consulente del Sindaco sulla Ferriera, Pierluigi Barbieri?
Confidiamo che almeno stia bene in salute.
Passiamo rapidamente a noi. Nonostante le continue censure di Piccolo e Telequattro, dove trovano spazio solo gli amici stretti del Centrodestra, ed anche la Rai regionale pare essersi allineata in barba al “servizio pubblico”, le pagine del Circolo Miani su Facebook riscontrano un vero boom di adesioni e soprattutto di “Mi piace”, con un aumento di quasi cento nuovi gradimenti a settimana. E senza contare le centinaia e centinaia di condivisioni e di “mi piace” ai singoli articoli.
Se da questo lato ne siamo incoraggiati dall’altro non possiamo che tristemente prendere atto che gli sbandierati principi di libertà e democrazia sono calpestati da quelle forze politiche, per non parlare degli “intellettuali” nostrani, che li buttano nel cesso per convenienza e per piccini interessi di bottega.
Facciamo pertanto i nostri complimenti ai silenti epigoni del “liberalismo”, della sinistra e dei 5Stelle.
Cosa non si fa pur di raccattare una fotina sul giornale ed una comparsata in televisione.




Ferriera. Aspettando Arvedi e non Godot.

» Inviato da valmaura il 22 August, 2017 alle 12:45 pm

Il gioco, che ironia chiamarlo così per le tante sofferenze che rappresenta, oramai è chiarissimo.
Stanno aspettando le scelte di Arvedi, che altrettanto chiaramente ha detto e scritto di voler tirare avanti, ma senza spendere soldi sia chiaro, per guadagnare tempo in attesa degli sviluppi del progetto di raddoppio del Porto.
A questo gioco sembrano partecipare tutti, perfino la Procura che da anni sta indagando sugli impianti ma non chiude mai il fascicolo.
Istituzioni, Comune e Regione in testa, i “controllori dell’Arpa a babbo morto”, per non parlare di partiti e movimenti, tutti stanno lì nella palude in attesa di cosa farà e soprattutto quando il cavaliere di Cremona.
L’unica loro preoccupazione è di non rimanere ultimi con il cerino in mano, o senza sedia come nei festini adolescenziali quando la musica si interrompe.
Che nel frattempo le persone soffrano avanti ogni giorno che passa, e le conseguenze più gravi si vedranno col passare degli anni, che i lavoratori rimangano nella più completa incertezza, a politica ed istituzioni non interessa, tanto più ora che si avvicinano le elezioni regionali.
Spendiamone una parola. Uno scenario francamente disgustoso, almeno quello venduto un tanto al chilo da stampa e tivù nostrane. Riflettori puntati solo sulle lotte intestine per accaparrarsi il candidato Presidente e scazzi interni.
Ecco la cronaca non insegna nulla a chi la scrive e chi la vive. Tutto questo non fa che allontanare viepiù i cittadini dalla cabina elettorale e saltare a piè pari le pagine di giornale che narrano di questa farsa.
Ma Giove acceca chi vuole perdersi, e qui la corsa al suicidio è veramente di massa, forse l’unica cosa di massa che è rimasta a questa politica.
Salvatevi mettendo il vostro “Mi piace” a questa Pagina, e ripetiamo
P A G I N A. Grazie.
Riproponiamo l'intervista fatta a Maurizio Fogar da TeleCapodistria due anni orsono, allora era sindaco Cosolini, tanto per gradire, ha riscosso notevole consenso ed una denuncia alla Procura di Bologna dal Tribunale di Trieste.
Ci sembra sia di notevole attualità.

https://www.facebook.com/circolo.miani/videos/1651685165102445/

 




Ferriera. Riassumendo.

» Inviato da valmaura il 16 August, 2017 alle 12:40 pm

Stabilimento.

Appare pacifico, anche ad occhio nudo, l’emergenza dell’Altoforno che continua a perdere oltre centomila metri cubi di gas, letale anche se respirato all’aperto, al giorno.

Lo stato dei Depolverizzatori di Altoforno, Agglomerato e Cokeria è semplicemente comatoso.

Così dicasi per la normale manutenzione. Piazzali e strade coperte da un tappeto di polveri come i nastri trasportatori all’Altoforno. Sono queste le principali cause del sollevamento di nubi polverose ad ogni “neverin”. Gestione delle centraline elettriche in presenza di temporali assolutamente deficitaria come dimostrano le pericolose fumate “colorate” dal camino dell’impianto di agglomerazione e lo spegnimento della Cokeria con l’accensione delle torce d’emergenza.

Un impianto, il laminatoio, che per vetustà, eppure è appena installato, e mancanza di pezzi, come ammesso dalla stessa proprietà, funziona a scartamento assai ridotto.

Mancata copertura del parco del Coke, unico tra gli altri che è fonte di inquinamento.

Comune.

Appare acclarato che in quasi 15 mesi questo Sindaco, con Polli e Giunta al seguito, ha fatto tutto quello che doveva fare per non chiudere l’area a caldo, nonostante che le ragioni urgenti per una ordinanza di fermo impianti a tutela della salute pubblica ci fossero tutte. Ha girato attorno al problema con gran dispendio di parole, dopo le promesse non mantenute dei “100 giorni” oramai nel dimenticatoio, e di atti assolutamente roboanti quanto inutili, e molti pure imprecisi. Si direbbe quasi che lui ed Arvedi procedano su di una strada parallela che ha il comune obbiettivo di prendere-perdere tempo lasciando le cose sostanzialmente inalterate.

Arpa.

Ha ampiamente dimostrato la sua inadeguatezza nel controllare la situazione. Vuoi per scarsissima conoscenza, come da lei stessa ammessa, degli impianti e del ciclo produttivo in Ferriera. Vuoi per la tempistica dei suoi interventi, sempre a cose fatte, sempre dopo e mai prima. Meritandosi pienamente l’appellativo di “Arpa del giorno dopo”. La sua credibilità nel comune sentire dei triestini è sotto zero, con grave nocumento dell’immagine dell’amministrazione regionale.

AIA.

Un’Aia viziata di nullità, come da immediata denuncia alla Procura del Circolo Miani, per le modalità di convocazione e svolgimento della Conferenza dei Servizi regionale che l’ha rilasciata. In realtà nelle poche prescrizioni veramente efficaci continua ad essere disapplicata. Originale l’elevazione del limite di legge per le polveri sottili europeo ed italiano a 70, contro i 50 giornalieri, per la centralina mezzo mobile di via San Lorenzo in Selva. Da notare che la Comunità Europea ha indicato in 35 il valore limite oltre il quale si verifica un sicuro grave danno alla salute. Della serie: se non riesco a far rispettare la legge cambio le norme, come in passato fatto per il limite di legge per le diossine del Camino 5 dell’Agglomerato, elevato da 1 a 4, con una emissione oraria di 230.000 metri cubi.

Regione.

Si è impiccata mani e piedi alla scelta Arvedi escludendo qualsiasi altra ipotesi per la riconversione dell’area oggi in realtà approvata dall’Autorità Portuale.

Continua a difendere a spada tratta l’indifendibile, leggi Arpa, dopo il grave infortunio ancora irrisolto di Agapito, il direttore del Servizio autorizzazioni dell’assessorato all’Ambiente, quello che dichiarò a Fogar e Pezzetta, alla presenza dell’Assessore Sara Vito, di “aver ricevuto l’ordine dalla politica (?) di rilasciare l’AIA alla Ferriera a prescindere da qualsiasi considerazione tecnica”, parole testuali, in attesa sempre di verifica dalla Procura dopo la tempestiva e documentata denuncia del Circolo Miani.

Ha emesso tre mesi fa l’unico atto veramente efficace per avviare il percorso chiusura dell’area a caldo, una diffida su Cokeria ed Altoforno, che se applicata correttamente e rigorosamente incide pesantemente sui conti di Acciaierie Arvedi. La domanda però è: sarà applicata? Visto che a fare i controlli è l’Arpa.

Sindacati.

Meglio non parlarne così come per la Confindustria.

Stampa e TiVù.

Idem come sopra. Attentissimi a fiancheggiare partiti, sindacati, amministrazioni e gli interessi di Arvedi.

Comitati del Sindaco.

Basta la parola, appunto.





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