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Dalla città al Carso. Continua la mattanza degli alberi.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 65

No, proprio dalla Croazia lezioni di democrazia NO!

» Inviato da valmaura il 15 September, 2019 alle 12:07 pm

Correvano i primissimi anni Novanta, la Croazia come la Slovenia erano appena divenute cruentemente indipendenti staccandosi dalla agonizzante Yugoslavia. Capo dello Stato era il generale Franjo Tudman.
In Italia c'era il Governo Craxi con Gianni De Michelis Ministro degli Esteri. Come gesto di amicizia il Governo italiano aveva regalato alla neonata Repubblica Croata 5 miliardi di lire per la ricostruzione delle scuole distrutte nella guerra civile.
Un mese dopo il Governo croato convoca una conferenza stampa internazionale nella quale il Vice Premier lancia un appello alle principali nazioni occidentali (nomina Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia) affinchè investano nella traballante economia della nascente repubblica.
Un giornalista presente chiede come mai si sia dimenticato di menzionare l'Italia che pure un mese prima aveva donato 5 miliardi di lire.
Il vice capo del Governo croato risponde che non si è trattato di una dimenticanza, semplicemente per loro l'Italia non era gradita. Alla ulteriore domanda sul perchè di questo non gradimento forse motivato dal fatto che nella Seconda Guerra Mondiale l'Italia, ma assieme alla Germania pur invitata, aveva invaso il Regno di Yugoslavia, Croazia compresa (nella spartizione nazifascista dei Balcani la Corona del costituendo Regno di Croazia spettò ad Aimone di Savoia. Il “bel gagà” com'era soprannominato nella nostra Real Casa, vanesio fin che si vuole ma non stupido si guardò bene dal mettere mai piede a Zagabria per assumere la Corona ed in sua veste fu nominato reggente, con la benedizione dei vertici della Chiesa, il feroce Capo degli Ustascia, i sanguinari fascisti croati, criminale di guerra Ante Pavelic).
Al che il rappresentante del Governo croato rispose serafico che no, che la nuova Repubblica Croata non voleva gli Italiani, che allora avevano il controllo diretto di Istria, Dalmazia, Montenegro ed Albania, perchè il regio esercito si “era comportato male”. Ed il male per il Vicepremier consisteva nel non aver collaborato all'eliminazione degli ebrei, e delle minoranze etniche lì presenti (Serbi e Bosniaci in particolare) ed anzi di averli fatti espatriare clandestinamente in Dalmazia e soprattutto nei Regni di Albania e Montenegro sottraendoli così allo sterminio messo in atto dagli Ustascia (80.000 solo nel lager di morte di Jasenovac).
Avete letto bene ???
Ora dopo una simile posizione ufficiale un Governo che si rispetti, dunque non quello italiano, avrebbe immediatamente rotto i rapporti diplomatici con la neonata Croazia, richiamato il suo ambasciatore, chiusa l'Ambasciata Croata a Roma e caricato Ambasciatore, funzionari e personale croati su di uno scassatissimo vagone merci piombato, giusto per ricordare i “bei tempi” andati che il Governo Croato rimpiangeva, e li avrebbe rispediti di corsa a Zagabria. Oltre, si intende, a cancellare il dono di 5 miliardi, ed a porre il veto permanente all'ingresso della Repubblica Croata nell'Unione Europea.
Ovviamente nulla di tutto questo è accaduto.
Ed oggi, dopo che l'attuale Croazia ha fatto proprio il saluto ustascia, nazista e fascista di "Za dom spremni” (Per la Patria pronti), che il Governo Croato venga a darci lezioni di democrazia ed antifascismo per una, per quanto poco opportuna soprattutto per l'infelice collocazione e per la scelta della data di scoprimento, statua di D'annunzio, NO proprio non ci siamo!



Viale Romolo “cessi”.

» Inviato da valmaura il 14 September, 2019 alle 1:11 pm

Si, proprio cessi e non Gessi. Pare incredibile ma da anni e annorum in due delle zone verdi più praticate di Trieste, ovvero Viale Romolo Gessi e Piazzale Rosmini, a San Vito, i tantissimi frequentatori, a partire dai bambini che vi giocano, non hanno uno straccio di servizio igienico pubblico per i loro naturali bisogni fisiologici. Ed allora la scelta diviene obbligata: pipì e popò, anche di adulti, dietro le siepi o tra gli alberi.
La parte centrale di viale Romolo, usiamo solo il nome per decenza, ne è testimone quotidiana, in particolare dove c’è la “baita” in legno, che passeggiare in certi giornate estive toglie il respiro.
Ma è mai possibile che, ad esempio, il Comune di Udine abbia impiegate nella cura delle aree verdi 220 persone, tra pubblico e privato, qualificato, mentre a Trieste in Comune ci sono solo 6 funzionari e tutto il resto o quasi venga affidato alla sorte delle ditte e cooperative in appalto? Ora non diciamo che tutti gli operatori esterni non lavorino con diligenza, forse anche troppa visti i bassi salari che percepiscono, ma i risultati sono palesemente insufficienti.
In un quadro poi che vede l’amministrazione pubblica da anni considerare gli alberi non una ricchezza da preservare ed implementare ma un fastidio da eliminare. A costoro basterebbe ricordare che un albero per raggiungere la sua pienezza ci mette trenta anni mentre per un costruire un grattacielo in cemento ne bastano ed avanzano due.
Poi c’è il vezzo dell’assessorato Lodi, la Polli non la menzioniamo perché è come non esistesse, di piazzare transenne dove ci siano piccoli lavori da fare sul manto stradale e poi di lasciarle dimenticate per anni, come i lavori.
Esemplare è la foto di sotto in uno dei vialetti di Viale “Romolo”: messa lì per un piccolo avvallamento del ciotolato oggi dopo due anni e passa è nelle “pericolose”, per chi passeggia, condizioni odierne.
Negligenza, disinteresse, incapacità o cos’altro?
Forse Trieste più prosaicamente aveva urgente bisogno di monumenti a Vespasiano più che al Vate.

Sulla pagina Facebook Circolo Miani le impressionanti foto.




Tutte le responsabilità.

» Inviato da valmaura il 11 September, 2019 alle 11:52 am

Facile oggi dire Ferriera, un po' meno facile averla vissuta per oltre venti anni, ovvero da quando se la prese Lucchini.

Ricordiamo alcuni nomi che ne portano la responsabilità.

Cominciamo dai Sindaci: Riccardo Illy, Roberto Dipiazza (tre volte, quattro se mettiamo Muggia), Roberto Cosolini.

Presidenti di Provincia: Renzo Codarin, Bassa Poropat, Fabio Scoccimarro.

Presidenti di Regione: Renzo Tondo (due volte), Riccardo Illy, Debora Serracchiani, Massimiliano Fedriga.

Tavoli per la dismissione e riconversione Ferriera (totale 28, messi su da Comune e Regione).

Proprietà Ferriera: Lucchini Italia, Severstal-Lucchini (ambedue fallite), Acciaierie Arvedi.

Enti pubblici di controllo: ASS (Dipartimento Igiene, sicurezza e prevenzione, compresa la Medicina del Lavoro), Arpa FVG (dal 2001), Procura della Repubblica.

Ritenete che tutti (proprietà a parte) abbiano fatto il loro dovere?




Io vi accuso !

» Inviato da valmaura il 9 September, 2019 alle 1:09 pm

Abbattuta una meravigliosa, sana, rigogliosa conifera, potrebbe essere un cedro del Libano, di quasi trenta metri di altezza che dava respiro, gioia e benessere da oltre sessanta anni in via Navali-viale Campi Elisi.

Era un piacere ed una bellezza vedere quest'albero cresciuto assieme a noi, ospitava i nidi di diversi uccelli ed è stato tagliato con la apparente motivazione che pur distando dalla parete, praticamente nascosta alla pubblica vista, di un condominio diversi metri, avrebbe ostacolato le impalcature per il rifacimento delle facciate.

Una sciocchezza non corrispondente al vero perchè su quelle facciate negli ultimi cinquanta anni sono state montate tranquillamente tutte le impalcature e fatto ogni sorta di lavoro di rifacimento.

E se proprio occorreva bastava potarne i rami interessati alla zona lavori.

NO, stamane una ditta di cui non si conosce il nome ha provveduto a tagliarlo, su mandato, a loro dire, dell'amministratore condominiale. Eppure il nostro regolamento comunale sul verde pubblico impedisce l'abbattimento di alberi, anche se collocati in proprietà privata, senza un preventivo e MOTIVATO permesso, dopo perizia sul posto, del Servizio Verde pubblico del Comune.

Ed ora vi descrivo minuto per minuto quanto questo servizio funzioni.

Quando mi sono accorto di quanto iniziava a succedere, alle ore 9 di stamane, ho tempestato di telefonate il centralino del Comune, che tralaltro non dispone neppure della ricaduta automatica delle chiamate senza risposta: ovvero devi richiamare il centralino iniziando ogni volta la trafila di nuovo. Neanche ai tempi di Meucci! Ma è il “Comune del fare”.

Ho chiesto di parlare con tutti i funzionari del verde pubblico e tra le 9 e le 9.30 non uno ha risposto a cinque diversi interni. Ho cercato allora la segreteria del comando dei vigili urbani, dove sono stato reindirizzato al pronto intervento del Corpo. Ho provato e riprovato per quattro volte di seguito sempre dopo essermi ascoltato tutta la tiritera del dischetto automatico, ed a ogni volta che premevo il tasto 3 (interventi diversi dal traffico) o quello 4 (per parlare con i distretti territoriali) la linea cadeva oppure ritornava al menù principale, e repete. Mi sono recato allora di persona all'ufficio della polizia municipale di via Locchi per aprire la segnalazione, credo oramai ad albero morto.

Si fa fuori una pianta che è patrimonio di tutti e che rende più bella e godibile la vita, anche praticamente proteggendo le abitazioni dalla calura tropicale, per cosa?

Per soldi, per incapacità, per pigrizia ed inettitudine. Questa è la realtà, nella quale francamente ho ben poco interesse a continuare a vivere.

Nel mio condominio hanno tranciato tutto un filare di glicine che proteggeva la casa dal rumore e dal traffico, intensi ed inquinanti, di viale Campi Elisi per ragioni di apparente sicurezza: dei motocicli di proprietà di alcuni, pochi, condomini parcheggiati abusivamente, come una ordinanza dei Vigili del Fuoco ha stabilito, sotto il portico condominiale. Il tutto ovviamente con il placet, e ci mancherebbe, e le ragioni sono facilmente intuibili, del nostro amministratore .

Hanno chiesto pure di installare la videosorveglianza del portico, ma pagata con i quattrini dei due terzi dei condomini che non parcheggiano lì, e l'hanno piazzata, incompleta, lasciando cioè i buchi a vista e basta, dopo l'intervento dei Vigili del Fuoco.

Tutto per soldi, per pigrizia, per egoismo tipici da sepolcri imbiancati. Un po' come i nobili alla corte del Re Sole: facevano un bagno una volta all'anno ma si sprofumazzavano per nascondere il sudiciume e la rogna.

Si, Greta o non Greta, dobbiamo fare qualcosa che impedisca il ripetersi di questo sconcio, ma sul serio e non limitandoci a sfogarci a babbo morto sui social. Riflettete gente, riflettete.




NO, la Provincia di Trieste proprio NO !

» Inviato da valmaura il 6 September, 2019 alle 11:23 am

Se c' era un ente inutile, ma del tutto inutile, nel comune sentire dei triestini, e da decenni, questo era proprio la Provincia di Trieste. Territorialmente inesistente, e che assorbiva i nove decimi del suo bilancio per mantenersi in vita (stipendi, indennità, affitti sedi e trasferimenti fondi obbligati).

Capiamo che la Giunta Fedriga sia animata dalla furia iconoclasta nei confronti delle scelte della precedente amministrazione regionale, ma la furia talvolta acceca e fa commettere sonore cazzate.

Ecco quella di ripristinare la Provincia di Trieste e le conseguenti elezioni per gli organi istituzionali (Presidente, Giunta e Consiglio provinciale) è proprio una colossale impopolare sciocchezza.

Se ne astenga per favore, nostro e suo.





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