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Circolo Miani » News Correnti » Page 61

Salviamo i nostri alberi.

» Inviato da valmaura il 15 February, 2020 alle 1:06 pm

Tuteliamo la nostra qualità della vita e la nostra salute.
Istruzioni per l'uso.

Dalla partecipata riunione di lunedì scorso e dal gruppo operativo riunitosi ieri sono uscite le linee guida, ovviamente aperte ad integrazioni e suggerimenti, sulle quali ci muoveremo con l'obbligatoria rapidità motivata dal procedere della campagna di abbattimenti di alberi da parte del Comune di Trieste. Ed in assenza di ogni segno di vita da parte delle forze politiche presenti in Consiglio comunale.
Andiamo per punti.
IMPEGNARE il Comune ad emettere, sulla scia di quanto fatto già da quasi 150 comuni italiani, una delibera di moratoria annuale, se del caso rinnovabile, sull'installo di antenne e ripetitori per l'utilizzo della nuova tecnologia 5G in tutto il territorio comunale fino alle verifiche scientifiche e tecniche sull'eventuale danno alla salute ed all'ambiente provocato dai campi elettromagnetici da questa generati. Studi allo stato attuale palesemente insufficienti a dare risposte sicure.
A tale fine si invita il Sindaco di Trieste a fare propria la delibera, votata all'unanimità, emessa dal Comune di Sacile (PN) e pubblicata su questa pagina il 12 febbraio scorso.
RICHIESTA, con la consulenza di uno Studio Legale, di immediato accesso agli Atti che hanno portato il Comune di Trieste nell'ultimo biennio ad un taglio presumibile di oltre 500 alberi, di cui 143 nel solo comprensorio dell'ex ospedale di San Giovanni, senza per altro provvedere all'obbligo, contenuto nel Regolamento sul Verde Pubblico che lo stesso Comune si è dato, di ripiantumare un numero equivalente di nuove pregiate alberature. Oltre alle delibere di affidamento lavori a ditte esterne e idem dicasi per le perizie e le metodologie attuate.
Appare abbastanza evidente che quanto sta accadendo sia nel pubblico che nel privato non risponda agli obblighi pattuiti dalle stringenti norme del Regolamento comunale.
Con eventuale riserva di presentare un esposto-denuncia all'autorità giudiziaria (Procura della Repubblica).
APPELLO immediato ai cittadini ad avvisare per telefono, via e-mail o Messenger, sulla comparsa di segnaletica comunale indicante un prossimo intervento di abbattimento alberi. Ancor meglio se accompagnata, la segnalazione, da foto. I riferimenti di contatto, oltre che a terzi, son quelli del Circolo Miani (la Pagina Facebook Circolo Miani, la posta elettronica: circolomiani@gmail.com ed il telefono 334 216 9438).
STAMPA di materiale informativo da distribuire nelle zone dove siano segnalati abbattimenti per sensibilizzare i residenti ed invitarli ad intervenire, non a “babbo morto”, accanto al GRUPPO di VOLONTARI che stiamo creando a Trieste. Insomma un Pronto Intervento a tutela del nostro verde cittadino. Ed a questo punto si cercano ulteriori disponibilità. Della serie: più siamo e meglio stiamo.
Ovviamente questa azione non si svolge solo a tutela degli alberi, e scusateci se è poco, ma anche delle aree verdi e giardini presenti a Trieste e lasciati spesso nella incuria più degradante, a partire da quelli “inquinati” che versano in condizioni pietose dopo quasi quattro anni.
E guardate qui sotto cosa le persone normali riescono a fare.
https://www.facebook.com/vivifirenzeverde/videos/1563205363818536/




Alberi a Trieste. Comune incredibile !

» Inviato da valmaura il 14 February, 2020 alle 11:14 am

La legge del 10 gennaio 2013 obbliga i comuni superiori ai 15 mila abitanti a piantumare un albero per ogni neonato registrato all'anagrafe comunale, con la messa a dimora entro sei mesi dalla iscrizione anagrafica.

Ma … l'assessora Elisa Lodi ha spiegato che “Non avendo a disposizione lo spazio necessario alla loro piantumazione (sono 1200 circa le nascite annuali), abbiamo dato il compito alle sette Circoscrizioni di rintracciare gli spazi idonei alla piantumazione di (ben!) due alberi all'anno, per un totale di 14 alberi.”

Avete letto bene?

Ne abbattono a centinaia (72 solo a gennaio) e, violando la legge, ne piantano ben 14 in un anno contro i 1200 dovuti.

Se avessimo un Commissario del Governo basterebbe questo a far sospendere la Lodi dal suo mandato assessorile e trasmettere gli atti alla Procura, sempre che questa sia interessata.

Voci fondate riferiscono poi che il Comune spenda dai 500 ai 1000 euro per il taglio di ogni singolo albero con l'espianto di ciocco e radici, il tutto ovviamente affidato a ditte e cooperative esterne.

Saremmo altresì assai curiosi di conoscere poi se e quanto il Comune di Trieste spende per l'acquisto di nuove alberature da impiantare e se queste hanno le stesse caratteristiche di quelle abbattute.

Sono soldi, e non pochi, dei cittadini che hanno il diritto di sapere, a partire dalle informazioni su chi sono gli “esperti” che formulano le perizie, e su quali siano le metodologie su cui queste ultime si basano.

Ma sappiamo fin d'ora che non avremo alcuna risposta da una politica, tutta, che ignora come così operando si acceleri la corsa verso l'inevitabile baratro a cui sembra colpevolmente destinata la nostra Terra.

Silenzio anche dai seguaci locali di Greta, con gli "ambientalisti" di complemento al seguito, che si preoccupano invece di farsi fotografare accanto ai responsabili politici di questo disastro.

Comunque oggi, venerdì, alle ore 13 abbiamo allestito in tutta fretta una riunione operativa al Circolo Miani in via Valmaura 77 (in fondo sotto il viadotto Superstrada, vergognosi casermoni Ater, il civico 77 è praticamente all'altezza del Brico Center, vedrete parcheggiata un Defender Land Rover verde, si entra nel passaggio pedonale, nel portone poi prendere l'ascensore di destra che arriva fino al nono piano dove sul tetto c'è la Cupola-sede del Circolo).

Per chi si smarrisce chiamare 334 216 9438 e vi verremo a prendere. Tra le altre cose verrà distribuito materiale e volantini da affiggere sugli alberi nelle zone degli abbattimenti.

Invito a partecipare.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/pcb.2698686250402326/2698686170402334/?type=3&theater




Il Comune comunica: la lista dei 72 condannati a morte.

» Inviato da valmaura il 13 February, 2020 alle 2:19 pm

ALBERI. Lista abbattimenti Gennaio 2020

“A seguito delle verifiche di stabilità eseguiti da parte di professionisti esterni dotati di adeguata e comprovata professionalità nel settore e di adeguate strumentazioni per l’esecuzione di esami accurati, rispetto alle 3050 piante esaminate si procederà nelle prossime settimane all’abbattimento di 72 alberi di cui 45 ad estremo rischio di schianto a causa di problemi statici non mitigabili mediante interventi arboricolturali e le restanti in quanto morte o quasi del tutto morte (deperite). Quanto sopra ai fini della tutela della pubblica incolumità.”
http://verdepubblico.comune.trieste.it/lista.../
E la parte del leone tra le vittime la fanno Piazzale Rosmini, la Pineta di Barcola e quella Miniussi di Servola, Villa Revoltella, via Biasoletto e Opicina-Basovizza.
Ora alcune domande al Comune, che sappiamo già non otterranno risposta.
Chi sono i “professionisti esterni dotati di adeguata e comprovata professionalità” ?
Fuori i nomi e le qualifiche a partire dai titoli di studi, sono botanici ed agronomi oppure maestri d'ascia?
Quale strumentazioni “adeguate” sono state usate, e quali esami “accurati” sono stati eseguiti?
Fuori le procedure e l'elenco delle strumentazioni, con i risultati “accurati” degli esami !
E ma guarda, di colpo si scopre l'esigenza impellente della “tutela della pubblica incolumità” e dell'irrecuperabile “deperimento” degli alberi. Insomma di punto in bianco si decide di abbattere 72 alberi al mese per “estremo rischio di schianto”.
Francamente Renzi e Capitan Trinchetto appaiono più credibili di voi.
E non mancate di avvisarci quando il cavadenti o il segaossa vi definiranno “deperiti” od un po' sciupatelli ed anemici, così veniamo a darvi il colpo di grazia.
Questi vanno fermati e cacciati, e senza perdere tempo.
Sabato pubblicheremo le proposte operative uscite dall’assemblea di Servola.
Intanto un'idea: sostituire con un'ascia l'alabarda dello stemma comunale.




Dipiazza, copia di corsa !

» Inviato da valmaura il 12 February, 2020 alle 1:19 pm

Comune di Sacile

Provincia di Pordenone

Deliberazione n. 16 del 20/01/2020

OGGETTO: MORATORIA PER L’INSTALLAZIONE SUL TERRITORIO COMUNALE DEL 5G (QUINTA GENERAZIONE), PER L'INTERO ANNO 2020.

LA GIUNTA COMUNALE Premesso:

  • che il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ad esito della consultazione pubblica avviata con la delibera n. 8918, ha approvato con delibera n. 231/18/CONS le procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHze 26.5.27.5 GHz per sistemi di comunicazioni elettroniche di quinta generazione (5G);

  • - che il 5G si basa su microonde a radiofrequenza più elevate dei precedenti standard tecnologici, anche dette “onde millimetriche“, che comportano due applicazioni principali: maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radio frequenze vengono assorbite (in particolare i tessuti umani) e minore penetrazione delle strutture solide, per cui vi è la necessità di un maggiore numero di ripetitori (a parità di potenza), per garantire il servizio; - che le radiofrequenze del 5G sono del tutto inesplorate, mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivabile da una massiccia, multipla installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi alle decine di migliaia di Stazione Radio Base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G, 4G oltre alle migliaia di ripetitori WI-FI attivi;

  • - che il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione Europea, asserisce come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche”, ed ha evidenziato inoltre un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli socio sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G, confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia;

  • - che alcuni studi hanno dimostrato che è possibile identificare persone con ipersensibilità elettromagnetica e che tale elettrosensibilità produce alti livelli di stress ossidativo e una prevalenza di alcuni polimorfismi genetici, che potrebbero suggerire una predisposizione genetica;

  • - che il Parlamento europeo, nella risoluzione del 2019, e l’ Assemblea del Consiglio d’Europa, con la risoluzione n. 1815 del 2011, hanno richiamato gli stati membri a riconoscere l’elettro-sensibilità come una disabilità, al fine di dare pari opportunità alle persone che ne sono colpite; Dato atto: - che spetta al Sindaco di accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale;

  • - che spetta al Sindaco, nella sua veste di Ufficiale di Governo e di massima autorità sanitaria locale, in ossequio all’ art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3-ter del D.Lgs n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini, di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione;

  • Comune di Sacile – Deliberazione n. 16 del 20/01/2020 3

  • Visto il rapporto emesso nel 2011 dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) , con il quale viene redatta la classifica dei campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo;

  • Visti i primi risultati relativi allo studio sull’esposizione alle radiofrequenze della telefonia mobile, condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni) e diffusi nel marzo 2018;

  • Visto il rapporto finale diffuso dalla National Toxicology Program nel novembre 2018 relativo allo studio effettuato su cavie animali;

  • Ritenuto, alla luce di quanto sopra esposto ed applicando il principio precauzionale, di vietare per il corrente anno, la sperimentazione ed installazione del 5G sul territorio comunale in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on cancer;

  • Visto il parere espresso dal responsabile del servizio ai sensi dell'art. 49, comma 1, del d.lgs. 267/2000, in ordine alla regolarità tecnica del presente provvedimento;

  • Con voti unanimi e palesi, espressi per alzata di mano

  • DELIBERA

  • 1) di richiamare le premesse quali parti integranti del presente provvedimento;

  • 2) di approvare una moratoria, per il corrente anno 2020, a qualsiasi Società del Settore, per la sperimentazione, nonché l’installazione del 5G (quinta generazione) sul territorio del Comune di Sacile, in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute dell’uomo;

  • 3) di trasmettere copia della presente deliberazione, per corretta informazione, alle Compagnie del Settore (GALATA - INWITT - WIND TRE - VODAFON - ILIAD).

  • Con separata, unanime e palese votazione, la presente deliberazione viene dichiarata immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 1, v. 19, della L.R. 21/2003, come modificata dall’art. 17 della L.R. 17/2004.

https://www.youtube.com/watch?v=17pohG0Z0Q0&t=11s




Ehi, a Trieste c'è ancora qualche albero da tagliare?

» Inviato da valmaura il 10 February, 2020 alle 12:11 pm

Un finto inverno in Europa, caldo record in Antartide.

di LUCA MERCALLI

Ehi, a Trieste c'è ancora qualche albero da tagliare?

Ne parliamo questo pomeriggio, lunedì 10 febbraio, alle ore 18 al Circolo ARCI “Falisca”, a Servola in via dei Soncini 191.

E buona Jota a tutti.


In Italia.

La stravaganza climatica principale dell’ultima settimana è stata il caldissimo foehn di lunedì 3 febbraio in Piemonte. All’osservatorio di Moncalieri 25,9 °C (18 °C sopra media!) non si erano mai misurati in alcun mese da novembre a febbraio nella serie dal 1865. Inoltre, caso rarissimo con il vento dalle Alpi che di solito rende l’aria trasparente, l’orizzonte era offuscato da polvere sahariana giunta con un ampio giro attraverso l’Atlantico e il Golfo di Biscaglia.

Caldo record per febbraio con 27,0 °C anche al Capo Bellavista, in Sardegna orientale, e a Catania martedì. La situazione è tornata appena invernale entro mercoledì con un fronte freddo che ha bruscamente abbassato le temperature di 15 °C in poche ore, con danni e alcuni feriti per i venti settentrionali di insolito vigore (124 km/h a Stintino, Sassari, 190 km/h sulle vette delle Alpi orientali), mari in burrasca e un’imbiancata di neve a 500 m dalla Puglia alla Sicilia.

Cose che capitano in inverno, come le punte di -5 °C di venerdì mattina in Pianura Padana... ma domani tornerà primavera sotto correnti atlantiche tiepide e tese.

In Piemonte, dove vige il divieto assoluto di accendere fuochi, riprenderà il foehn e il tempo secco proseguirà a oltranza, mentre volge al termine un finto inverno che sta giocando un testa a testa con quello del 2006-07 nell’elenco dei più miti in due secoli.

Nel Mondo.

Lunedì e martedì sono state giornate più estive che invernali anche in Spagna e Francia, con nuovi primati di 29,6 °C a Valencia, 26,6 °C a Biarritz, 26,4 °C a Frejus, presso Nizza, e 24,3 °C a Bastia, in Corsica. Qui il vento impetuoso (195 km/h sul “Capo”) ha propagato un vasto incendio boschivo nel Sud dell’isola.

Ed era appena terminato, secondo il servizio di monitoraggio satellitare Copernicus, il gennaio più tiepido mai avuto in Europa con 3,1 °C sopra media, superando di 0,2 °C il gennaio 2007.

A Stoccolma, Helsinki, Copenhagen e Praga non è nevicato, e Mosca ha registrato per la prima volta una temperatura media di gennaio sopra zero (0,1 °C), oltre norma di quasi 7 °C.

Più risicato ma pur sempre allarmante il primato termico del mese raggiunto anche a scala globale, di cui a giorni si attende conferma da Nasa e Noaa. Inoltre il bimestre dicembre-gennaio è stato il più mite dal 1895 negli Usa, dove peraltro nei giorni scorsi le alluvioni hanno causato 5 vittime nel Sud-Est. Gravi inondazioni anche in Ruanda e Tanzania, una trentina di morti in totale, ieri il violento ciclone tropicale “Damien” ha toccato la costa dell’Australia occidentale con dannosi venti a 165 km/h, e oggi la tempesta battezzata “Ciara” dal Meteoffice investe il Centro-Nord Europa. Nemmeno l’Antartide, in piena estate australe, è sfuggita alle anomalie di caldo di questo periodo: 18,3 °C giovedì 6 febbraio alla base argentina Esperanza (Penisola antartica), temperatura più alta mai rilevata nel continente, che supera il recente estremo di 17,5 °C stabilito nello stesso posto il 24 marzo 2015, da poco validato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

La vastità del problema climatico e ambientale, ma anche del ventaglio di abitudini che fin da subito potremmo correggere nelle nostre vite, affiorano nel libro “L’umanità in pericolo” (Einaudi) della scrittrice e ricercatrice francese Fred Vargas, nota per i suoi polizieschi. Documentato come un saggio scientifico e avvincente come un giallo, con stile disinvolto aiuta il lettore a capire l’insidia più seria finora apparsa nella storia umana.

L’autrice è forse troppo ottimista riguardo alla volontà comune di cambiare di fronte a una minaccia esistenziale per la nostra specie. Ma d’altronde, “che diavolo, mica lasceremo che si compia un simile, mostruoso crimine!”.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2695221737415444/?type=3&theater





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