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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il “Lacan” triestino: Roberto Dipiazza.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 6

Ancora?

» Inviato da valmaura il 30 April, 2019 alle 4:20 pm

Il perseverare oltre che diabolico è autolesionista.
Da non credere! Prosegue imperterrita la fuoriuscita di sciocchezze giornaliere.
Ora invece di preoccuparsi, ad esempio, dello scandalo vessatorio o calvario a cui da anni sono sottoposti i triestini, e non solo, per quell’ossimoro che a Cattinara hanno il coraggio di chiamare “Pronto Soccorso”, mai fatta mozione in Consiglio Comunale su questo, lorsignori si preoccupano sull’eventuale presenza di “stelle” sulle bandiere nel prossimo venturo corteo del Primo Maggio.
Allora anche noi “interroghiamo” e chiediamo la immediata soppressione della celebrazione della consegna in Prefettura delle “Stelle” al merito del lavoro sempre in occasione del Primo Maggio.
Le “stelle” sono propaganda comunista, titoista, e brigatista, ma forse anche sionista e astrologista.
Trieste non lo deve permettere! Perbacco.

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Proprio vero. Trieste non conta una mazza!

» Inviato da valmaura il 27 April, 2019 alle 11:42 am

E non ci riferiamo solo alla politica o alla Confindustria, ma soprattutto al mondo della cosiddetta informazione. Oramai è un fatto sistemico dove si ha solo l'imbarazzo della scelta negli esempi.
Prendiamo l'ultimo, le manifestazioni per il 25 aprile in Italia.
Trieste è stata l'unica città, anzi no anche in un borgo lombardo (Seveso) è accaduto, dove ci sia stata una “rottura” con due manifestazioni. E lasciamo perdere quella “ufficiale” dove c'era sparuto pubblico, ma nella seconda c'erano migliaia di persone. Poi c'è il fatto della “location”, ovvero della Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento-sterminio in tutta Italia. Dunque non cosa da poco, anzi Monumento nazionale.
Eppure nello scorrere le cronache dei giornali, ovviamente il piccolo giornale non fa testo, non c'è traccia di notizia, neppure tra “le brevi”, ovvero di poche righette. Ne scrive, ma solo nelle pagine online, il Fatto Quotidiano: peccato che la pluripremiata autrice (le manca nel curriculum solo il Pulitzer), non ne azzecca una che è una. I fatti per lei sono un optional.
Per caso analogo invece, a Seveso comune lombardo di 23.000 anime, la notizia finisce addirittura nei sottotitoli.
Perfino Fedriga ne esce, povero fiol, bastonato.
In diversi articoli si menziona che i due governatori leghisti di Lombardia e Veneto hanno disatteso gli ukase salviniani ed hanno partecipato alle celebrazioni della festa della Liberazione. Della presenza di Massimiliano Fedriga, pur sempre Presidente FVG, non si curano proprio e non ne danno notizia.
Ecco è vero che Trieste e la Regione con i loro Un milione e duecentomila abitanti sono come la periferia di Monza, ma insomma suvvia.
Tanto vale sopprimere l'agenzia regionale dell'Ansa, la sede RAI FVG ed i vari collaboratori locali della stampa nazionale. Alla luce dei fatti tutte braccia rubate all'agricoltura. Non vi pare?





Cronista in Risiera.

» Inviato da valmaura il 26 April, 2019 alle 12:21 pm

Inizia alle 11 in punto la prima manifestazione per il 25 aprile, quella “ufficiale”, in Risiera e finisce di fatto alle 11.30, poi i minuti per i riti e le preghiere delle varie confessioni religiose.
I confronti numerici non sono mai belli né talvolta significativi ma va detto qui subito che la “seconda” manifestazione, quella che si avvicinava lentamente per via Valmaura aveva una partecipazione di cittadini almeno, ed è un calcolo per difetto, dieci volte superiore a coloro che assistevano alla prima.
Anche il clima era totalmente diverso: da un lato la cinquantina e passa di “autorità” che vestite tutte di nero avevano l'aspetto di un gruppo di necrofori in attesa. Un sindacalista che parla “a nome del sindacato” ma quale? Visto che la sigla di gran lunga più rappresentativa dei lavoratori partecipava alla seconda manifestazione, anzi ne era una dei promotori.
Un Roberto Dipiazza con il tremore alle labbra che non lo abbandonerà dall'inizio alla fine che legge un discorsetto di tre minuti salutando autorità politiche e religiose ma non i cittadini presenti, dove la cosa più attuale è la sua condanna ai "cinque minuti di oltraggio” dei fischiatori dello scorso anno, praticamente i due terzi dei presenti, ad un suo sermone provocatorio e storicamente sgangherato. Poi chiede un momento di raccoglimento che però non passa mai, con la gente che lo fissa e si fissa domandandosi se fosse veramente il Sindaco o una riproposizione del Crozza-Berlusconi quando si addormenta. Il suo fulmineo intervento ottiene una parvenza di applauso che sparisce in un amen.
E ciò nonostante una voce giovane in italiano ed un'altra in sloveno dallo scarso pubblico commentano a voce alta in più occasioni “peccato che vi ricordate di essere antifascisti solo una volta all'anno”, facendo aumentare vistosamente il balbettio muto del Sindaco.
Ben altro consenso ottiene invece il discorso del sindaco di San Dorligo, Klun, ed a Slokar prima in sloveno e poi a Fedriga in italiano devono essere fischiate le orecchie come a Dumbo.
Poi i riti e già lì con il cattolico prima e soprattutto con l'ebraico dopo, la Risiera si svuota e la maggioranza dei presenti esce per andare incontro al corteo della seconda manifestazione.
D'altronde la comunità ebraica triestina sconta il passo falso commesso l'anno scorso e sembra anche quest'anno voler purtroppo perseverare in un errore, a nostro avviso, che con le sue parole la porta a schierarsi apertamente con la destra: “La comunità ebraica di Trieste non è interessata a partecipare alla manifestazione promossa dall'Anpi, Cgil e altre associazioni partigiane. Comunque, «ognuno è legittimato a fare quello che vuole». La comunità «mantiene una posizione equidistante” . Una parola forte che non coincide affatto con la realtà e che in questa occasione appare inappropriata e fuori posto.
Fine della cronaca perchè chi scrive uscito per seguire il corteo (sulle tremila persone), praticamente assenti i rappresentanti politici (Cinque Stelle e PD, oltre ovviamente al centrodestra avevano “scelto” la manifestazione ufficiale, contrariamente a Rifondazione Comunista), e poi come una parte dei tremila non è più riuscito fisicamente a metter piede in Risiera che ad inizio corridoio c'era già un muro di persone ferme.
Diciamo così: il 25 aprile a Trieste è stato proprio “divisivo”. Da una parte il potere e dall'altra il popolo, se è ancora concesso usare questo termine.
“Come movimento antifascista, come rivoluzione democratica, come movimento patriottico”, ha scritto l’Azionista Norberto Bobbio, “dobbiamo riconoscere che la Resistenza ha vinto. Questa è storia, la nostra storia, piaccia o non piaccia. Chi rifiuta la Resistenza, rifiuta questa storia: si mette fuori dall’Italia vivente, invoca un’Italia di fantasmi o peggio di spettri”.

PS. Non sappiamo quale film abbia visto chi ha steso la cronaca di oggi sul piccolo giornale. I numeri che dà sono buoni tuttalpiù per giocarseli al lotto: in Risiera, alla “ufficiale” c’erano si e no duecento persone più la cinquantina di meste autorità. Fuori dalle duemila alle tremila. Le sue orecchie non funzionano bene perché ci sono stati quattro chiari e distinti, civilissimi quanto significativi, commenti da parte del pubblico.
In quanto a Fedriga se davvero all’uscita ha pronunciato le parole riportate, che dobbiamo prendere col beneficio d’inventario sempre dovuto a quanto scritto dal foglio locale, allora è persona ignorante di storia e priva di lucidità.

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Fecibook sponsor della malasanità!

» Inviato da valmaura il 25 April, 2019 alle 10:38 am

E' interessante scoprire ogni giorno che passa quanto il "sistema" messo su dal "social" a parole e business nei fatti, Facebook, o per meglio dire FeciBook nel senso corporale del termine, tuteli il potere, meglio se reazionario, e per il resto dia spazio a Post da baci Perugina o da film a luci rosse.
Ci raccontano da una settimana che l'Algoritmo che lì regna incontrastato è impazzito, insomma si è guastato e non accetta per esempio di mettere in promozione determinati articoli. Come se l'Algoritmo fosse nato per Partogenesi e non fosse stato installato da mani umane. Insomma un destino ineluttabile governa Facebook e se fossi in Mark Zuckerberg per recuperare sui crolli in Borsa e sulle multe miliardarie che becca a raffica dagli States all'Europa (da elusione fiscale a manipolazione di miliardi di dati personali degli utenti, vedi esempi a favore di Trump e della Brexit) manderei a casa, insomma licenzierei, i nove decimi dei suoi dipendenti a cominciare da quelli che si occupano della "assistenza" clienti-utenti.
L'ennesimo esempio l'abbiamo per la nostra richiesta di mettere in promozione, modestissima di 3 euro, l'articolo su "Cattinara. Ospedale da brivido." Da circa due giorni e mezzo sta in "analisi", ovvero a tempo scaduto.
Insomma dopo fan del negazionismo dell'olocausto il pur ebreo Zuckerberg ora tifa pure per la malasanità.
Complimenti vivissimi, e le auguriamo di avere un accidente e, ironia della sorte, di doverselo far curale al Pronto (sticazzi!) Soccorso degli ospedali triestini.
Poi, se avrà ancora un fil di voce, potrà prendersela con il suo Algoritmo.



Risiera. 25 aprile 2019.

» Inviato da valmaura il 24 April, 2019 alle 12:58 pm

Noi ci saremo a tutte e due le manifestazioni.

Alla prima per dovere di cronaca, ovvero per ascoltare cosa si inventerà quest’anno lo “storico” Roberto Dipiazza, dopo il provocatorio discorso dell’anno scorso di cui riportiamo sotto la cronaca, coadiuvato stavolta, ci pare sia la prima, da Massimiliano Fedriga.

Alla seconda per scelta, che non significa acritica condivisione, ma quasi per necessità.

D’altronde per una associazione che porta il nome di Ercole Miani e che si ispira al pensiero di “Giustizia e Libertà” di Carlo e Nello Rosselli, ed all’eredità morale del Partito D’Azione, la scelta era quasi obbligata.

E se restavano residuali dubbi questi sono stati sciolti dalle ridicole parole del Sindaco nella sua intervista odierna al piccolo giornale e dalle disperate affermazioni del Presidente della Regione.

 

Risiera. Il discorso del Sindaco scritto da Licio Gelli?

25 aprile 2018, triste e sgangherata ricorrenza quella promossa dal Comune di Trieste alla Risiera di San Sabba, e non solo per le meritate ma civili contestazioni della stragrande maggioranza dei presenti alle parole del discorso di Dipiazza. Ma anche per il madornale errore commesso prima dal Rabbino e poi dai rappresentanti della comunità ebraica.
Il Rabbino ha arrecato una offesa grave alle tante vittime di religione ebraica sterminate in Risiera rifiutandosi, unico tra i celebranti, di officiare il breve rito religioso, come invece fatto dal Vescovo e dai pastori Greco e Serbo ortodossi, e dal rappresentante delle Chiese evangeliche.
Ma ha fatto di peggio: ha usato dello spazio riservatogli per la preghiera per polemizzare con i presenti.
La Comunità ebraica, ovvero i suoi dieci rappresentanti hanno scelto di abbandonare, ma solo dopo il discorso delle cosiddette autorità (de chè?), la Risiera per la presenza di tre bandiere tre palestinesi.
Brutto gesto politico di chi ha sulla coscienza in Palestina in questi giorni la vita di decine di persone, e che anche e proprio per i propri simboli è stato perseguitato nei secoli fino alla catastrofe nazista e fascista.
Ma torniamo al discorso di Dipiazza. Chi glielo ha scritto? Il fantasma di Licio Gelli?
Una oggettiva, storicamente sgrammaticata, provocazione.
Ma spiace constatare che anche gli altri interventi hanno semplicemente stravolto la verità dei fatti storici ed il significato della Resistenza. Una per tutte hanno letteralmente cancellato la presenza, il valore ed il peso politico e militare della seconda forza del Movimento partigiano, che con Ferruccio Parri, Leo Valiani ed altri, aveva proprio la guida del CLN Alta Italia: quel Movimento di Giustizia e Libertà, poi Partito d’Azione.
Tanto più grave che ciò sia accaduto proprio a Trieste ed in Regione e proprio nella ricorrenza del 25 aprile in Risiera su cui si affaccia la via Ercole Miani, comandante militare di GL e protagonista dell’insurrezione di Trieste.
Si, è stato veramente meglio per mio padre Galliano non avere più vita per assistere a questi episodi, e proprio in Risiera.

https://www.youtube.com/watch?v=xLLrIk1NMpg





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