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Giorni orsono alcune migliaia di persone sono sfilate in corteo per Trieste sul tema “Aprite i porti e siamo tutti umani”. Lodevolissima iniziativa. In questi mesi, ma potremmo dire anni, nessuna forza politica è mai..
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*Ferriera: le analisi della procura
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Circolo Miani » News Correnti » Page 56

Un “Ordine” in Orbace, quello dei giornalisti.

» Inviato da valmaura il 29 November, 2017 alle 2:09 pm

Un refuso, ecco è tutta colpa di un refuso. Sulla data di fondazione dell’Ordine dei giornalisti, non si tratta del 1963, come sta scritto, bensì di quaranta anni esatti prima, ovvero il 1923.

Quando Mussolini in una delle sue prime preoccupazioni volle mettere sotto controllo e rigida censura la stampa e la radio. Poi nel 1924 e 25 perfezionò il bavaglio all’informazione fino a metterla sotto stretto dominio del MinCulPop (ovvero Ministero della Cultura Popolare)

La nuova legge istituì l'Albo dei giornalisti, disponendo che «l'esercizio della professione giornalistica è consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi» (art. 7). Altro requisito indispensabile per esercitare la professione era possedere un certificato di buona condotta politica rilasciato dal prefetto. Ogni quotidiano o periodico inoltre doveva avere un direttore responsabile; solo i giornalisti professionisti potevano salire alla direzione di una testata. Ogni nuova nomina di direttore doveva ottenere il placet del procuratore generale presso la Corte d'appello.[2] Il giornale stesso doveva essere sottoposto, prima della sua pubblicazione, all'autorizzazione della procura generale della Corte d'appello nella cui giurisdizione era stampato.

Questo uno stralcio della fascistissima legge istitutiva dell’Ordine. Se leggete oggi sul piccolo giornale il pezzo sull’iniziativa dell’Ordine, guidato dal “democraticissimo” ex democristiano ed ora piddino Cristiano Degano, già consigliere, assessore e presidente del Consiglio regionale, nei confronti dell’editore di TeleAntenna, pare uscita tale e quale dall’articolo 7 della legge mussoliniana istitutiva dell’Ordine. Dove spicca poi quel “requisito indispensabile per esercitare la professione era possedere un certificato di buona condotta politica rilasciato dal prefetto”.

Un Ordine quello dei giornalisti, che esiste praticamente solo in Italia: gli ultimi ad abolirlo dopo la caduta delle rispettive dittature militari furono Grecia ed Argentina.

Occorre scrivere altro? Non crediamo, non obbediamo, non combattiamo. Noi.




La buona, utile, Politica (con la “p” maiuscola)

» Inviato da valmaura il 28 November, 2017 alle 12:34 pm

Questa qui sotto, la mozione, è l’esempio concreto di cosa significa strare nelle istituzioni facendo l’interesse dei cittadini e risolvendo i problemi.

L’incredibile è che da un anno e mezzo a farlo è l’unica eletta della Lista civica NO FERRIERA Si Trieste in Comune. Tutte le altre forze politiche con decine di consiglieri sono di fatto inani, certo anche il tombino ed il buco sul marciapiede sono importanti, ma …

Questa iniziativa è la sesta di valenza cittadina, e vale come esempio per ogni nostro quartiere, che Aurora Marconi ha presentato, e sono gli atti più importanti e significativi tra tutti quelli passati in Comune.

Ne emerge per altro un inspiegabile ostruzionismo da parte della Prefettura, come rilevato pure da un senatore della Repubblica.

Poi sta ai cittadini capire e muoversi di conseguenza. Non temete, come per le altre, il piccolo giornale come Telecamberquattro e la Rai non ne daranno notizia, impegnati come sono a spiegare quanti caffè ha preso Tondo e dove ha fatto la spesa la Savino. E non preoccupatevi nessuno dei sinceri “democratici” di vecchio e nuovo conio protesterà per l’ennesima censura. E’ dal 2000 che tacciono in cambio di uno spazietto e di una intervistina. Il Vaffaday sull’informazione? Ma era uno scherzo, suvvia.

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LISTA CIVICA

NO FERRIERA-SI TRIESTE

VII Circoscrizione del Comune di Trieste

Servola-Chiarbola-Valmaura-Borgo San Sergio

 

M O Z I O N E

Oggetto: “Rinascimento” delle periferie

 

Premesso quanto segue:

Il nome in oggetto è quello di un progetto varato nel 1998 dal Circolo Miani in collaborazione con i Comitati di quartiere di Chiarbola, Servola, Valmaura e Monte San Pantaleone/S.Sabba, da un’idea del sociologo Nando Dalla Chiesa, docente alla Bocconi di Milano. Tale progetto lanciava un percorso, discusso in decine e decine di assemblee e riunioni sul territorio, di recupero non solo urbanistico ma umano, sociale e civile delle 50.000 persone residenti nell’area.

Ovviamente il degrado a cui negli ultimi 30 anni sono state abbandonate le semi-periferie di Trieste riguarda ed investe tutto il territorio provinciale, ma vede raggruppate nella VII Circoscrizione le emergenze più gravi, come anche l’inadeguatezza dei servizi socio-sanitari e l’emergenza povertà confermano.

In tale situazione è quindi fondamentale, in un’area assolutamente priva di spazi aggregativi e luoghi di incontro pubblici e gratuiti, l’individuazione di alcuni immobili atti a diventare strumenti indispensabili per dare concreta attuazione al progetto.

Da tempo il Circolo Miani, grazie anche alla preziosa collaborazione del Prefetto Giacchetti (anno 2010), aveva individuato tre immobili di proprietà e/o gestione pubblica, abbandonati a se stessi e vuoti da decenni:

- L’auditorium da oltre 300 posti con ampia antisala e servizi, dotato di entrate indipendenti, sito in via Valmaura 57, incluso nell’area occupata dalla Direzione del III Distretto sanitario ed inutilizzata a causa di un’annosa vertenza burocratica tra Comune, VII Circoscrizione e III Distretto ASUITS.

- L’attuale complesso meccanografico della Regione Friuli- Venezia Giulia, oggi parzialmente impiegato come deposito mobili dismessi, all’angolo tra la Via Flavia e la Via Valmaura, dotato di un’ampia ed arredata sala riunioni, un tempo usata anche per spettacoli teatrali.

- L’estesa area di Via Giarizzole, tra il piazzale omonimo ed il vecchio inceneritore, a suo tempo costruita ed usata dal Governo Militare Alleato e la cui custodia è stata affidata nel 1954 alla Prefettura di Trieste. Tale area include le palazzine esternamente in ottimo stato, un parco-giardino con alberi d’alto fusto ed un capannone attualmente usato come deposito d mezzi spargisale e spazzaneve. Questo spazio era stato indicato al Circolo Miani specificatamente dall’allora Commissario al Governo Giacchetti, che si era offerto di organizzarne un apposito sopralluogo.

Ma su questo, ahimè, c’è da rilevare l’incomprensibile comportamento NON collaborativo adottato dall’attuale Prefetto Annapaola Porzio, la quale, nonostante le diverse richieste pervenutele, dal mese di gennaio di quest’anno ha opposto sempre un netto rifiuto anche solo di fornire indicazioni e conferme su chi sia il custode e gestore della struttura.

Tale impossibilità a dare conferma di quanto affermato dal predecessore Giacchetti è stata riscontrata anche dal Senatore Francesco Russo, offertosi di recuperare queste informazioni. Il tutto, va rimarcato, in aperta violazione delle leggi sulla trasparenza a partire dai famosi quattro decreti Bassanini.

 

Constatato che i rioni che fanno parte della VII Circoscrizione esprimono il più alto concentrato di degrado urbanistico, assenza di piazze e di servizi pubblici sul territorio (Valmara, San Pantaleone, Chiarbola e Servola) a cui si aggiunge lo stato di abbandono recentemente denunciato dai residenti di Altura;

 

Constatato anche che dopo l’esplodere dell’emergenza terrorismo in Europa, i Presidenti del Consiglio Renzi e Gentiloni ed il Ministro degli Interni Minniti hanno più volte pubblicamente dichiarato che “ad ogni centesimo speso per la sicurezza corrisponderà analogo investimento per il recupero del degrado delle periferie a favore dei progetti delle associazioni che operano in questa direzione”,

La presente mozione

IMPEGNA

il Presidente della VII Circoscrizione ad attivarsi presso il Comune di Trieste nella persona del Sindaco ed Assessori di competenza – a cui si chiede che venga inviata copia della mozione approvata alla Regione FVG ed al Prefetto di Trieste - affinché il sopra descritto progetto possa in tempi brevi trovare – anche nell’ambito di un’auspicabile e necessaria collaborazione con i Servizi Sociali del Comune ed i Servizi socio-sanitari dell’ASUITS - gli strumenti indispensabili per diventare operativo.

Per la

LISTA CIVICA

NO FERRIERA-SI TRIESTE

Aurora Marconi

Trieste, 28 novembre 2017

 

Nelle foto (sulla pagina Facebook Circolo Miani) dove giocano i bimbi ATER di Valmaura (1500 residenti), cosa vedono e soprattutto cosa respirano grazie alla "cattiva" politica e ad un pessimo giornalismo.




Ferriera. La storia infinita. Un “Safari delle pantegane” no?

» Inviato da valmaura il 27 November, 2017 alle 12:22 pm

Dopo quasi venti anni, in cui i vari Illy, Dipiazza, Tondo e Serracchiani, se la Regione non cambia registro immediatamente, hanno di fatto favorito le proprietà della Ferriera, dimostrando tutta la loro incapacità e pavidità, a scapito dei lavoratori, usati come merce di scambio purtroppo consapevole e consenziente, del ricatto occupazionale, e soprattutto della salute e della qualità della vita di decine e decine di migliaia di triestini e muggesani, complici anche gli amministratori di questa cittadina, la situazione è tale e quale quando 18 mesi fa Dipiazza fu eletto per il terzo mandato di Sindaco.

Ora la disgustosa campagna elettorale dove la politica ha già dato il peggio di se, per le elezioni regionali della prossima primavera, con stampa e televisioni tese a descriverci i consueti scazzi in corso dentro e tra gli schieramenti tradizionali e l’incapacità dei “nuovi” di coinvolgere e far partecipare il territorio, fatto che porterà ad un ulteriore aumento del non voto, impone di uscire dalla sola critica ed aprire un percorso di partecipazione diretta.

E l’ostacolo principale, su cui contano questi politici e questa stampa, è la pigrizia, la rassegnazione, la vocazione alla delega, che caratterizzano soprattutto i triestini.

Ma non possiamo permetterci, per il nostro futuro, che questa situazione prosegua inalterata.

Dal 2004 come Circolo Miani abbiamo indicato le soluzioni, a partire dalla chiusura della Ferriera ed al reinserimento dei dipendenti nel percorso di rilancio del Porto, alle soluzioni delle emergenze che affliggono questa nostra città, alla necessità di liquidare una classe dirigente incapace, e priva di ogni sentimento d’umanità, di risolvere anche problemi di ordinaria amministrazione, ma di vera drammaticità per le migliaia di persone che li vivono, come garantire il regolare pagamento dei sussidi antipovertà.

Ve li ricordiamo in estrema sintesi.

No Ferriera e Trieste città Porto.

Emergenza sanitaria, con ospedali e servizi territoriali al collasso (il Soccorso che di Pronto ha solo il nome ne è l’esempio più eclatante assieme ai tempi biblici per analisi e visite specialistiche).

Emergenza povertà e casa, con i servizi sociali e l’Ater partiticizzata, incapaci anche lontanamente di farvi fronte.

Il degrado di tutti i quartieri semiperiferici, con la punta emergenziale racchiusa nel territorio della Settima Circoscrizione (da Chiarbola ad Aquilinia), abbandonati a se stessi da oltre trenta anni.

L’assenza di una politica culturale realizzata nei territori dove la gente vive e che abbia come obbiettivo la crescita civile, umana e partecipativa dei cittadini, dotandoli degli strumenti necessari a decidere del loro futuro.

Quando nel 2016 presentammo la lista civica NO FERRIERA Si Trieste avevamo puntualmente indicato le soluzioni ed i percorsi necessari per risolvere queste emergenze, e basta seguire le iniziative della consigliera Aurora Marconi per averne la riprova.

Ora è necessario uno scatto di orgoglio, di dignità, se si vuole cambiare questa situazione ed invertire il corso degli eventi.

Ne sarete, saremo capaci?

A proposito invece di pensare al “Valzer dei Guinness” in piazza Unità, perché non promuovono una caccia ai ratti al Serpentone di Valmaura?

Così tanto per cominciare. Un “Safari dei Ratti” non suona bene?




La dignità della povertà, sconosciuta al nostro Comune.

» Inviato da valmaura il 22 November, 2017 alle 1:31 pm

Altro che via Almirante o audizioni sul nulla.

Risolvete questo, teatranti della politica. E poi non stupitevi perché la gente non va più a votare!

Il 19 novembre cadeva “la giornata mondiale dei poveri” a Trieste si è festeggiata così.

Agenzia Unicredit, parla un cassiere. Abbiamo avuto finora la fila, io almeno trenta ed il mio collega altrettante, di persone che ci chiedevano se il Servizio sociale del Comune aveva accreditato il contributo (assegno per il sostegno al reddito per i mesi di settembre e ottobre). Ne abbiamo pagato uno solo, afferma, scuotendo il capo.

E’ questa la dignità che il Comune di Trieste garantisce agli incapienti?

Sa cosa significa per le persone in difficoltà un così grave ritardo?

Come peggiora la loro già non facile vita?

L’assessore Grilli, così umanamente comprensivo ma non basta e soprattutto non serve, cosa ha fatto per evitare il costante ripetersi , si era già verificata a marzo 2017 con picchi di cinque mesi di ritardato pagamento, di questa inaccettabile situazione?

Non si può semplicemente lamentare, come la signora Maria o Toio Fiore, delle colpe della burocrazia altrui (Inps e Regione), ma anche quella dei suoi uffici non scherza, anzi.

Se non lo ha ancora capito, il suo ruolo di assessore e le sue responsabilità politiche, allora è meglio che qualcuno, accompagnandolo a casa, gliele spieghi.




Ferriera. La NON notizia.

» Inviato da valmaura il 19 November, 2017 alle 1:53 pm

Facciamo chiarezza. Il piccolo giornale sta montando da due giorni una NON Notizia.

Quando si dedica il titolo principale della “prima” a piena pagina (Ferriera…città divisa) e due pagine di cronaca cittadina al nulla, ovvero alle dichiarazioni dei politici e dei soliti noti che rappresentano praticamente solo loro stessi, bisogna sempre chiedersene il perché.

 A partire dal perché ora, ed a chi giova.

Rispondere alla seconda è facilissimo. Giova ad Arvedi: alla proprietà della Ferriera.

Perché ora? Qui la questione è più complessa ma non può non stupire che la vicenda venga pompata alla vigilia della riunione del gruppo di lavoro ARPA, Assessorato Regionale all’Ambiente, Servola Respira e Circolo Miani che dovrebbe porre le basi per interventi concreti e mirati sulle criticità degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera.

Quella che appare chiarissima invece è la conferma del ruolo svolto dal 2001 (ovvero da quando il quotidiano fu acquistato dal Gruppo Finegil-Repubblica-Espresso di Carlo De Benedetti) dal piccolo giornale: nei momenti cruciali sempre a difesa degli interessi delle proprietà della Ferriera. Fu così con la Lucchini, prima, la Severstal, poi, ed Arvedi, ora. Ed ovviamente dando ampio spazio agli “amici” politici di centrosinistra e destra, ed ai comitati di contorno che mai hanno rappresentato un pericolo reale per la proprietà.

Mettere nel titolo quel “città divisa” è dare semplicemente una immagine assolutamente non corrispondente al vero  nel maldestro tentativo casomai di crearla.

Le firme. Una petizione di poco più di 200 firme viene amplificata oltre ogni limite, perché?

A paragone possiamo rilevare che quando il Circolo Miani da gennaio a marzo 2015 raccolse in strada e non via internet, nelle piazze e vie con altrettante manifestazioni 10.230 firme, lo ripetiamo diecimila230 sottoscrizioni, il piccolo giornale non ne diede MAI notizia, cancellando ogni comunicato stampa.

La petizione, che chiedeva in primis l’immediata chiusura dell’area a caldo della Ferriera, al terzo punto poneva il vincolo dell’utilizzo dei cospicuissimi contributi pubblici ricevuti da Arvedi all’esclusivo fine della tutela dei posti di lavoro.

Dunque “c’è del marcio” a Trieste e non in Danimarca. E questa era stata la petizione con il maggior numero di firme raccolte da persone fisiche, e non virtuali, a Trieste dai tempi delle 68.000 della nascitura Lista per Trieste.

Ora nel merito di quanto sostengono i promotori di questa ultima raccolta. Essi fanno bene a rendere pubblica la loro insicurezza, se esistono casi di fatti rilevanti penalmente devono denunciarli all’autorità giudiziaria, come ha fatto con decine di querele il Circolo Miani nei confronti dei diffamatori via Social forum, e Maurizio Fogar per chi lo minacciava telefonicamente, gli spediva (quattro) lettere anonime con annessi bossoli di revolver calibro 356 magnum, gli danneggiava l’autovettura.

Interessante notare che il piccolo giornale non ne diede mai notizia, i sindacati della Triplice dissero in diretta Tivù che “se l’era cercata”, come Guido Rossa insomma, mentre, ad esempio, il Gazzettino, quotidiano del Veneto, dedicò una pagina intera al caso.

Le gravi problematiche che vivono i lavoratori le conosciamo benissimo e non da oggi ma a partire dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso. E non per sentito dire ma grazie alla costante collaborazione con diverse persone che lavorano in Ferriera, con paghe indecorose per il tipo di lavoro ed usura fisica. Oseremmo dire forse meglio di quasi tutte le sigle sindacali che parlano per loro e per anni li hanno considerati come scudi umani a favore dei ricatti occupazionali delle proprietà.

Le dichiarazioni di sindacati e padroni delle ferriere sulla stampa stanno lì a dimostrarlo.

Un sindacato che in tre anni non ha speso parola per gli 83 lavoratori morti di tumore causato dalle mansioni svolte in fabbrica come certificato nella perizia dell’Azienda Sanitaria e reso pubblico dalla Procura. Un calcolo per difetto se solo si pensi alla morte recente e prematura  del capoturno della Cokeria.

Chiudiamo ricordando il novembre 2000 quando morì in Ferriera, stritolato e smembrato dal nastro trasportatore dell’Altoforno mandato in piena solitudine a pulire e recuperato a pezzi una settimana dopo, per un ennesimo assassinio sul lavoro, chiamarlo infortunio è pura ipocrisia, un ventenne lavoratore, Lirim.

Il Circolo Miani e Servola Respira si recarono, accompagnati da un centinaio di persone, anche ex lavoratori, dinanzi all’ingresso dello stabilimento con una lettera ed un mazzo di rose, in occasione dell’assemblea dei lavoratori. Non fecero entrare loro e nemmeno il mazzo di fiori. Queste sono le sensibilità di proprietà e tutte, meno una, sigle sindacali presenti in fabbrica.

Pertanto perditempo, pressappochisti e cacciaballe farebbero meglio a tacere e a non foraggiare l’ennesima NON notizia del piccolo giornale.





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