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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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Notizie Flash

Trieste Mitteleuropea. Valmaura: le Ville Lumiere e il Jardin des Tuileries.
Ai nostri politici ed amministratori: un bel “liston” da queste parti, una volta tanto?Certo che di lavoro ne dovrà fare il neopresidente Ater Novacco.Qui ci vivono 1500 persone divisi in 435 appartamenti.E inciviltà a parte, come ricordava Primo..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 55

Parco del Mare? Un cimitero! Acquari al cianuro, da National Geographic

» Inviato da valmaura il 30 July, 2018 alle 10:09 am

Per catturare pesci tropicali da esportare in occidente, in Sri Lanka, Filippine e Indonesia si continua a usare il cianuro di sodio. Un metodo crudele (vengono uccisi nove pesci su dieci) e dannoso per le barriere coralline. Da dove arrivano i pesci tropicali degli acquari marini? Sono prelevati quasi esclusivamente dalle barriere del Sudest Asiatico, alle Figi, in Kenya, alle Hawaii. Nel frattempo continuano i tentativi per riprodurre le specie più popolari in cattività, ma nessuno ha ancora trovato il modo giusto. Sono circa 1.800 le specie di pesci d’acqua salata in commercio per gli acquari e gli allevatori sono riusciti a farne riprodurre poche, tra le quali vari tipi di pesce pagliaccio e gobidi. Quali sono le conseguenze del cianuro di sodio sui pesci? Rene Umberger, direttore di For the Fishes, cita uno studio sull’esposizione al cianuro di sodio. Non è decisamente un’esperienza positiva: dopo essere stati spruzzati, i pesci soffrono “come se stessero soffocando, perdono l’equilibrio e si ferma ogni tipo di attività respiratoria”. Alcuni muoiono per l’eccessiva esposizione. Molti faranno la stessa fine, ma durante il trasporto. Altri ancora resistono fino a quando arrivano nell’acquario di un proprietario del tutto ignaro, e muoiono là. “Per chi commercia in questi pesci la strategia è venderli il più rapidamente possibile, così da passare il rischio al compratore successivo”. E per il resto dell’ambiente marino? Quando il cianuro di sodio non uccide un pesce, compromette temporaneamente la sua capacità di nuotare e respirare. Ma l'impatto ricade anche sulla barriera corallina: per ogni pesce catturato va distrutto quasi un metro quadrato di coralli, dice il biologo Sam Mamauag dell’International Marinelife Alliance, un'associazione filippina. Anche in piccole dosi questa sostanza chimica può causare lo sbiancamento dei coralli e comprometterne la biologia. A volte finisce per ucciderli. Una volta morto il corallo, collassa l’intero ecosistema. Senza coralli i pesci di barriera, i crostacei, le piante e altri animali non trovano più da mangiare, perdono i potenziali rifugi e le zone per la riproduzione. L’effetto si propaga attraverso la catena alimentare e colpisce migliaia di specie, compresa la nostra. Gli habitat di barriera garantiscono il cibo di decine di milioni di persone, oltre a dare da vivere a molte altre attraverso la pesca commerciale e il turismo. Abbiamo capito che un pesce non è un cane né un gatto, ma diventare clienti di questa mattanza … Ecco ancora questo mancava a Trieste. Nella foto. Uno dei tanti sistemi della “pesca al cianuro”, un altro è irrorare i branchi e raccogliere i superstiti. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2246171402320482/?type=3&theater


Il Parco del Mare “Tiramolla”.

» Inviato da valmaura il 29 July, 2018 alle 11:25 am

Ha perfettamente ragione il Comitato La Lanterna. Come da anni rileviamo e scriviamo questa idea fissa del Presidente della Camera di Commercio, che dà la misura della classe dirigente che Trieste si ritrova, senza un pubblico piano finanziario, basato su ipotesi di sostenibilità economica approssimative, continua a tener banco tra una classe politica altrettanto incapace. Ripubblichiamo un nostro articolo apparso poco tempo orsono. Visto che è estate anche per noi. Trieste Parco del Mare? Parco demente! Ma è mai possibile che la città deve ad anni alterni misurarsi con questo Parco del Mare itinerante, con tutti i protagonisti dello sfiancante dibattito che invece di mandare a farsi benedire il promotore, sempiterno aculturato presidente della Camera di Commercio, gli tengono bordone ad offesa dell’intelligenza dei triestini. L’idea infelice di piazzare un mega Parco a Trieste, non bastavano il simpatico Aquario e quello virtuale di recente costruzione alle Scuderie del Castello di Miramare, WWF docet, vaga da quasi due decenni per Trieste. Dalla primigenia idea del terrapieno di Barcola, passando per la ex Piscina con annesso rudere del magazzino Vini, per poi ancora nell’area del Mercato Ortofrutticolo, con una veloce capatina all’interno del Porto Vecchio, per poi approdare in Sacchetta nell’area della Lanterna, dopo “el Pedocin”. A poco serve ricordare che il grande Aquario di Genova, inaugurato in occasione delle Colombiadi e con quel popò di collocazione geografica, passa praticamente da un quasi fallimento all’altro. Ma non c’è peggior sordo di chi vuol fare gli affari soprattutto propri, con l’aggravante di farli sulle inutili sofferenze degli animali, in questo caso marini. L’area in questione invece dovrebbe basarsi, per la sua riqualificazione, su quattro punti fermi ed il loro contorno. La vecchia Lanterna, la piscina terapeutica marina, il bagno, oramai noto in tutto il mondo, del “Pedocin”, la vecchia asburgicamente bella stazione dei treni con il pregevolissimo Museo ferroviario e non solo, ora finalmente in fase di restauro. Sempre nell’area ci sono poi il Bagno Ausonia e, tuttora, il Mercato Ortofrutticolo, che frutta e verdura di stagione non stonano mai per simpatia e salubrità, ed infine, ma non ultimo, il Museo del Mare. A questo si aggiunge il naturale prolungamento della “Marina” triestina. Ecco rigenerare questa area a beneficio di triestini e turisti, senza stravolgerne la centenaria urbanizzazione, in orizzontale, partendo da un percorso già tracciato e naturalmente indicato dalle presenze sopracitate non dovrebbe essere così difficile. Basterebbe valorizzare ed ampliare l’esistente. Ma la semplicità, il buongusto ed il buonsenso non pare alberghino da queste parti. Un vero peccato che il neopresidente della Regione si sia lasciato trascinare a fare da “testimonial” di una iniziativa che più che alla conservazione della specie, marina, mira alla conservazione dell’intreccio tra affari e politica. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2244962669108022/?type=3&theater


FERRIERA. Che fine ha fatto DiPì Baby?

» Inviato da valmaura il 27 July, 2018 alle 12:10 pm

Al 31 maggio scadeva il mandato di consulenza che il Comune ha affidato al modico costo di 51.000 euro a due legali veneti sulla Ferriera versus Regione FVG. Siamo a fine luglio se il calendario vale per tutti, ed allora pare troppo pretendere di conoscerne gli esiti a due mesi dalla scadenza? Giusto per sapere cosa ha prodotto il nostro denaro. Non parliamo poi dei 34.000 euro che sborsiamo per il consulente del Sindaco sempre sulla Ferriera. Sono mesi che non se ne sa nulla. Ma la Corte dei Conti FVG non ha nulla da occhiare? Lasciamo perdere gli oramai 800 giorni trascorsi sulla promessa elettorale del tri Sindaco, meritatamente entrato nel guinness di Space Balls. E le opposizioni dei baldi quanto ridimensionati 5 Stelle e del masochistico PD esistono? Un Medium per la risposta. Ecco buttiamola sul ridere ma in qualunque altro paese minimamente serio, anche l’Uganda fa testo, questi qui sarebbero stati cacciati a furor di popolo. Tutti, nessuno escluso. Ah si! Qualcuno ci chiede dell’incontro Fedriga-Arvedi, che per lo scambio Scoccimarro-Ussai vale quanto scritto da Dante (Alighieri) in una Commedia quella sì Divina: “Non ti curar di loro ma guarda e passa”. Punto. Dunque hanno iniziato l’incontro con un antipasto leggero, seguito da una pasta ai frutti di mare, pesce di scoglio con verdure fresche. Un sorbetto e caffè. Vino bianco freddo quanto giusto. Altro non c’è da dire visto che la Regione, che pare sia un ente pubblico, nulla di altro ha detto. Ci permettiamo un unico appunto che riguarda il cerimoniale o protocollo che dir si voglia. La precedente Presidente Serracchiani, che avrà avuto tanti demeriti e che noi abbiamo spesso contestato, quando si incontrava con il cavalier Arvedi lo riceveva negli uffici della Presidenza regionale con tanto di addetto stampa presente. Punto. Avete digerito? Bene dopo l'AlkaSeltzer metteteci un "Mi Piace" alla Pagina Facebook. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2242433162694306/?type=3&theater


Trieste in supposte.

» Inviato da valmaura il 25 July, 2018 alle 11:35 am

Si avete letto bene, non in pillole ma le più attinenti “supposte”. Aguzzare la vista! Dopo circa 15 giorni pare che piazza Unità ritorni nuovamente agibile per tutti. Ma non più bella di pria. Qualche ricordino i Tir, muletti e le tonnellate di ferraglia lo hanno ovviamente lasciato su di una pavimentazione la cui scelta alcuni anni fa non ha giocato a favore degli amministratori della Giunta Illy. Tra periodici ingobbamenti e porosità delle pietre scelte per la bisogna. Suggeriamo al vicesindaco Polidori di camminare un po’ meno impettito e con gli occhi rivolti al selciato, sia per la sua incolumità personale e sia per vedere in che stato la pavimentazione di tutta l’area è ridotta. E non solo per i danni creati dall’ultima performance. Due foto a caso lo possono aiutare. A proposito "chi paga?" Questo ci permette di ribadire ai “giovani” d’anagrafe e di cervello che lungi da noi l’essere contrari a iniziative concertistiche (la musica ci piace qualunque essa sia), così come a mercati e fiere o premi letterari, ma che Trieste possiede per sua fortuna tanti e tali spazi di tutte le dimensioni (vicini e lontani dal mare) che rimane solo l’imbarazzo della scelta, intelligente. Senza bloccare ed inibire la ridotta area del centro storico e turistico per mesi in un anno. A che serve l’Agorà se poi non la puoi usare per quasi un terzo di giorni del calendario? Passiamo alla seconda “supposta”. Dejà vu! Con grande evidenza sul piccolo giornale è apparsa la notizia che una delle sigle amiche di Dipiazza ed ora di Fedriga, ha consegnato 1200 firme di cittadini al Presidente del Consiglio regionale per “ridimensionare la Ferriera”, assieme ai due badanti Ussai e Slokar. Ci hanno messo un anno, o giù di lì per raccoglierle. “Il presidente del Consiglio ha assicurato la trasmissione della petizione alla competente Commissione consiliare affinchè possa approfondire ogni elemento sollevato ed ha sottolineato la personale attenzione alle tematiche ambientali e l'impegno dell'istituzione a essere sempre disponibile ad ascoltare con rispetto e interesse le istanze del territorio” Tapioca, come fosse Antani con scappellamento a destra. Questi quando copiano, lo fanno poco e male. Nel 2015 il Circolo Miani ha consegnato all’allora Presidente del Consiglio regionale, Iacop, una richiesta per la chiusura immediata dell’area a caldo e dismissione della Ferriera, con vincolo di tutela dei posti di lavoro, sottoscritta da 10.300 (insomma dieci volte tanti) cittadini. E le firme sono state raccolte nelle piazze e vie di Trieste in MENO DI TRE MESI, in altrettante manifestazioni pubbliche sul territorio. Ma ovviamente TeleCamberquattro ed il piccolo giornale, con gran dispitto della Laura Tonero, non ne hanno mai parlato. Ecco basta riflettere su chi uno frequenta per capire molto se non tutto. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/pcb.2240108776260078/2240108132926809/?type=3&theater https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/pcb.2240108776260078/2240108456260110/?type=3&theater


Due parole per capirci. di Maurizio Fogar

» Inviato da valmaura il 24 July, 2018 alle 8:25 am

Nel ringraziare i 3.858 lettori che ci hanno scelto con i loro “Mi Piace” alle nostre Pagine (Circolo Miani, NO FERRIERA Si Trieste e La Tua Trieste-Comitati di Quartiere) confermando una crescita impetuosa e costante della diffusione dei nostri articoli e servizi. Una media di oltre 20.000 contatti a settimana. Ripetiamo quello che per noi è il nostro DNA che abbiamo sempre seguito dalla nascita del Circolo Miani nell’ormai lontano 1981. Sia nelle attività promosse dal Circolo a Trieste e non solo (ne trovate una sintesi in alto a destra in questa pagina: “La nostra storia”) che nelle iniziative informative e giornalistiche da noi editate (prima cartacee con il più diffuso mensile di Trieste “Nuova Società” gemellato con il milanese “Società Civile” fondato da Nando Dalla Chiesa. E poi dagli anni 2000 passando sul Web con il sito del Circolo e infine su Facebook e Google). Anche perché difendere la nostra autonomia in questi 37 anni da tutti i sistemi di potere, politici e affaristici, ci è costato prezzi molto alti, come la cancellazione da quelli che qualcuno in città continua a definire eufemisticamente “organi di informazione”, che non molti altri soprattutto a Trieste avrebbero accettato di pagare. Ma per noi la dignità è fondamentale come il senso di giustizia che ci anima. Non per nulla portiamo il nome di Ercole Miani comandante partigiano di Giustizia e Libertà, e moltissimo altro. Molti non sanno, grazie alla disinformazione domestica, che il primo Sindaco di Trieste (1945-1949) dopo la Liberazione fu l’avvocato Michele Miani, fratello e sodale di Ercole. Pertanto su queste nostre pagine troverete articoli e critiche, inchieste ed opinioni, che non guardano in faccia a nessuno e che denunciano i responsabili al di là delle simpatie di parte. Solo comportandoci in questo modo abbiamo la presunzione di pensare di riuscire ad aiutare veramente la nostra comunità, i cui problemi sono i nostri problemi; di offrire una informazione svincolata dalle logiche di partito e di tentare di contribuire alla soluzione delle tante, francamente troppe, emergenze che minano la normale qualità della vita di noi tutti. Chi cerca in noi dei “partigiani” o peggio dei “complici” di una parte politica o di una figura istituzionale, ci spiace deluderlo ma ha sbagliato pagina (almeno su Facebook). Certo i vostri tanti “Mi Piace” alle nostre Pagine, che concorrono ad aumentare la platea dei destinatari dei nostri articoli, insomma la nostra “tiratura”, sono importantissimi; ma preparatevi a commentare criticamente ed a discutere con noi magari servizi che di primo acchito potreste non condividere. Il Ping Pong è un bel gioco, pensate che noia invece il Ping ping o il Pong pong! Smettere di “seguirci” perché non vi ritrovate nelle nostre opinioni su di un determinato argomento, o peggio sentirvi personalmente offesi per delle normali critiche, questo non aiuta a crescere: né noi, né voi e soprattutto la nostra Terra. Certo anche il destinare il vostro 5 X 1000 al costo di una sola firma su qualunque sia la vostra dichiarazione dei redditi (le istruzioni le trovate nel primo Post della Pagina, quello con la bella foto i Oriana Fallaci) ci è di importante aiuto visto che (soprav)viviamo con il più faticoso autofinanziamento. Così come vorremmo invitarvi a partecipare personalmente alle nostre iniziative (il nostro numero telefonico e l’indirizzo e-mail li trovate nelle Informazioni nella colonna di destra delle nostre pagine). Riteniamo che non sia sufficiente, per noi tutti si intende, limitarsi a descrivere e denunciare tutto quello che non va a Trieste ed in Regione, né basta proporre le più idonee e rapide soluzioni se le gambe rimangono quelle di questa politica. Forse dovremmo pensare seriamente di passare dalle parole ai fatti. Grazie a Dio per alcuni anni non si voterà, se non per il Parlamento Europeo, ed abbiamo dunque tutto il tempo di pensarci seriamente. Trovare e sperimentare modi e strumenti nuovi. Ecco Trieste e la nostra Terra hanno veramente bisogno di persone normali che nel loro campo sappiano il fatto loro, disposte a rimboccarsi le maniche per il nostro futuro. Parafrasando il titolo di un celebre film di Totò “Una banda degli onesti e capaci”. Chiudiamo con un sorriso, e scusate il linguaggio un po’ “fortino”: "La cattiveria (dal Forum Spinza) ONU: Parmigiano, prosciutto, pizza e olio d’oliva tossici come le sigarette. Ma non vanno fumati, teste di cazzo!" https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2238725459731743/?type=3&theater



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