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Noblesse oblige. Vero Dipiazza?
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Circolo Miani » News Correnti » Page 54

Ferriera. Almeno state zitti!

» Inviato da valmaura il 13 April, 2018 alle 1:53 pm

Ci riferiamo al suo strumentale uso in campagna elettorale da parte di partiti e movimenti, TUTTI, che portano pesanti responsabilità da venti anni: Centrodestra e Centrosinistra, o che da sette anni: 5Stelle, non hanno saputo e voluto fare alcunché.
Se poi qualche sigla in cerca di pubblicità e bisognosa di apparire per certificare la propria esistenza in vita non trova di meglio che coinvolgere partiti e movimenti in uno spot propagandistico sulla tragedia Ferriera, orbene noi non ci saremo, né ci stiamo.
Non abbiamo bisogno di sentire le solite prese per i fondelli da un centrodestra, dopo il “chiudo in 100 giorni” della Giunta a guida, per la terza volta e dodici anni, Dipiazza con un leghista a Vice e soprattutto una “padana” Polli all’Ambiente (quella che porta il merito dell’aver fatto togliere la parola “Ferriera” tra le cause dell’inquinamento di giardini e scuole).
Tantomeno di sentire aprir bocca sul tema un PD che con Cosolini Sindaco, Serracchiani Presidente, e ancora prima con Riccardo Illy, sindaco e presidente, ha combinato tutto quello che i triestini, gli "intrusi", conoscono.
Né dare spazio ad un Movimento, i 5Stelle, che sul tema in sette anni si sono comportati ne più e ne meno come Dipiazza.
Il Circolo Miani e Servola Respira hanno scelto di percorrere una strada che porti alla vera soluzione dei problemi, a fatti e risultati concreti.
La nostra vita è più importante di uno spot elettorale.
E qui non possiamo tacere sulle facce di bronzo di questi politici che scoprono territorio e periferie solo nelle tre settimane di campagna elettorale dopo averli ignorati per decenni.
Tutti ad “ascoltare” la gente quando in una campagna degna di questo nome sarebbe la “gente”, gli elettori, a dover ascoltare i candidati. Ovvero le loro proposte, il loro impegno per risolvere i problemi della nostra comunità, e poi decidere se votarli o meno. E giudicarli nei prossimi cinque anni sul mantenimento di queste promesse e sui risultati ottenuti.
No, qui la politica ha perso completamente la bussola, dopo aver ignorato da sempre cosa vogliono, pensano i cittadini, quali siano i problemi e le emergenze del territorio, oggi a due settimane dal voto scoprono l’impellente necessità di correre ad “ascoltarli”: rigorosamente in piazza della Borsa nei gazebo desertificati o agli “antichi Caffè” San Marco e Tommaseo.
Ma fateci il piacere, va!!!




Ferriera. Una giornata infernale.

» Inviato da valmaura il 11 April, 2018 alle 12:32 pm

Ieri, mentre i candidati di ogni colore discutevano sull’universo nulla, la vita per decine di migliaia di persone tra Monte San Pantalone, Valmaura, Servola e Chiarbola si è trasformata in un inferno.

L’aria irrespirabile per una fortissima presenza di gas di Cokeria, un pulviscolo finissimo di carbone nell’aria: impossibile aprire le finestre, dopo due minuti che si era all’aperto un bruciore agli occhi ed alla gola, la bocca impastata da un pulviscolo sabbioso carbonioso.

Ma per l’Arpa è tutto nella norma!

Tra la gente invece prevale la disperazione rabbiosa per un’altra estate vissuta in queste condizioni.

A Dipiazza, alla Polli, ai suoi due avvocati veneti, al suo consulente, alle sue associazioni devono essere fischiate le orecchie, non parliamo poi alla Vito e Bolzonello, tante erano le madonne ed i santissimi a loro indirizzati dagli abitanti e, perché no, anche dai lavoratori.




Discorso sulla triestinità (azzardata e semiseria sintesi storica)

» Inviato da valmaura il 9 April, 2018 alle 1:43 pm

Lasciamo perdere le origini di Tergeste ed il dominio Romano, poi il Patriarcato di Aquileia e la Serenissima Repubblica di Venezia, in continua espansione territoriale per la semplice ragione che aveva infinita e progressiva fame di boschi per il legname delle navi, come l’arrivare ad un passo della Val Pusteria dimostra. Qui le ambizioni “imperialiste” erano già soddisfatte dai porti delle colonie venete di Muggia e Capodistria.
Ma nella seconda parte del 1300 Trieste, libero Comune di 5000 anime e poi signoria patrizia, pur di non dover combattere e difendere la sua libertà cercò qualcuno che lo facesse per lei. Infatti i triestini si consultarono e cercarono un’alternativa a Venezia. Provarono a dichiarare fedeltà al Patriarca di Aquileia ma Marquardo di Randeck muore, ci riprovarono con un’entità più forte, il comune di Udine a cui chiesero di difendere l’autonomia di Trieste ma la riposta fu debole e insoddisfacente (la famiglia più potente di Udine era filo veneziana), restarono solo i duchi d’Austria, gli Asburgo.
Potente famiglia feudale che aveva le sue terre a cavalcone tra la Svizzera e l’Austria, e che recentemente aveva acquisito il controllo del feudo di Duino con l’omonima rocca.
Nel 1382 dunque Trieste abdicò alla sua indipendenza e si donò agli Asburgo.
Storia a parte riguarda la “fortezza” cittadina: il Castello di San Giusto che anche sotto l’Austria non combattè praticamente mai perché si arrese sempre quasi subito. Ne sono visibile testimonianza anche le due palle di cannone incastrate nel frontale della Cattedrale sparate dalle navi di Napoleone. Alla terza il castello alzò bandiera bianca.
Scivolando alla Grande Guerra, non brillò certamente per coraggio il 97 reggimento di fanteria dell’esercito austroungarico, composto da triestini, mandato sul fronte della Galizia, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “demoghela”.
In questo periodo storico le fortune commerciali e soprattutto portuali della città videro tra i suoi artefici esponenti delle più svariate comunità non “indigene” da quella Greca, a quella Serba, a quella ebraica e tedesca.
Nella seconda guerra mondiale la tanto rimpianta Austria fornì al Partito Nazista un numero di iscritti superiore alla stessa Germania, in proporzione alla popolazione, e di dirigenti e criminali di guerra.
A Trieste nacque e visse la sua gioventù Odilo Lotario Globocnik, triestino “domacio”, figlio di un impiegato austriaco e di una slovena. Uno dei più feroci criminali di guerra del Terzo Reich. “Globus” fu mandato ad aprire i campi di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka, dove furono liquidati centinaia e centinaia di migliaia di ebrei polacchi, e non solo, prima di venir rispedito nella natale Trieste a comandare il corpo delle SS e della Gestapo e ad aprire il campo di concentramento e sterminio della Risiera di San Sabba (circa 5000 tra antifascisti, ebrei, sloveni massacrati e bruciati nel forno crematorio).
Ovviamente per far funzionare la loro rete poliziesca gli occupanti nazisti avevano bisogno della piena e fattiva collaborazione dei fascisti triestini. Che ottennero oltre ogni misura ed aspettativa.
Così come ottennero subito la pronta collaborazione degli industriali locali, di cui un esponente fu nominato Podestà, fantoccio, dagli occupatori tedeschi.
La seconda parte del processo per i crimini commessi in Risiera, quella riguardante proprio il diffuso collaborazionismo locale, fu più volte annunciata ma mai aperta. Sarebbe il caso che qualche serio storico se ne domandasse le ragioni.
Nel secondo dopoguerra, dopo l’amministrazione angloamericana (1945-1954) ed il trattato di Pace che istituì un Territorio Libero di Trieste, per decenni, come un fiume carsico, delle minoranze politiche, numericamente assai sparute, a lustri alternati risollevarono la questione giuridica del TLT, contestando l’amministrazione italiana.
Spesso anche su questa pagina articoli e commenti ne hanno (ri)sollevato la questione anche dopo le nostre posizioni di forte critica sull’operato del Regno di Spagna contro la volontà del popolo Catalano.
Siamo arrivati a proporre l’indizione di un referendum consultivo, ovvero indicativo delle opinioni dei residenti nella ex provincia di Trieste (Zona A). Per la parte ora amministrata da Slovenia e Croazia (ex Zona B) ci è parso per il momento inattuabile.
Proprio per verificare la volontà dei residenti ed eventualmente rafforzare la strada, unica battuta, giudiziaria dei contenziosi legali italiani, europei ed internazionali, dagli attuali sostenitori di Trieste Territorio Libero. Consci che nessun trattato, per di più ultrasettantennale, si può applicare ed imporre contro la volontà di chi fa parte della nostra comunità, ed ovviamente viceversa.
Abbiamo ottenuto solo critiche e talvolta insulti da parte delle minoranze organizzate che tengono in vita, soprattutto nelle aule dei tribunali, la tesi indipendentistica quasi temessero una “conta” seppur consultiva.
Alle recenti elezioni politiche orbene questa conta di fatto c’è stata. Il 70% dei triestini ha votato nonostante i ripetuti inviti all’astensione, od al non voto motivato attivo.
Su queste pagine poi in occasione di tre recenti articoli sullo spontaneo, e preoccupantemente diffuso, collaborazionismo verso gli occupanti nazisti prima e yugoslavi poi, alcuni commentatori hanno tentato di difendere la “bontà” della “razza” triestina contrapposta ai “regnicoli ‘taliani” sentina di tutti i mali, per non parlare degli istriani.
Un discorso di stampo negazionista molto pericoloso perché teso a non fare i conti con la propria storia, con il passato della città e dunque una inevitabile condanna a ripeterlo. Speriamo proprio di no, anche se spesso la violenza verbale di certi commenti lasciava intravvedere un astio ed un rancore altamente dannosi.
Ci scuserete dunque se abbiamo voluto sintetizzare, con la inevitabile superficialità ed un pizzico di ironia la storia della nostra comunità, anche saltando episodi importanti come il flusso migratorio di oltre 50.000 triestini verso l’Oceania e le Americhe nella prima metà degli anni Cinquanta del Novecento. La famiglia di mio zio fu tra questi e la sua destinazione fu Melbourne.




Grande “Puzza”? Grandi balle ed incapacità!

» Inviato da valmaura il 7 April, 2018 alle 1:25 pm

Pubblichiamo qui sotto quanto scritto quasi due anni fa.
Ci permettiamo di osservare che se non ci stupisce il modus operandi del piccolo giornale nei suoi “vertici” redazionali, non ci stanchiamo invece di stupirci di come la quarantina di persone che dichiarano di praticare il mestiere di “giornalisti”, e qui non includiamo gli esterni pagati un tanto ad articolo, e che ricoprono pure incarichi direttivi all’Ordine ed al Sindacato e che tanto predicano di etica, doveri e professionalità, da anni tacciono su questa invereconda situazione che viene spacciata ai lettori triestini, sempre meno per fortuna, come “informazione”.

La buona, utile, Politica (con la “p” maiuscola)
Questa qui sotto, la mozione, è l’esempio concreto di cosa significa strare nelle istituzioni facendo l’interesse dei cittadini e risolvendo i problemi.
L’incredibile è che da un anno e mezzo a farlo è l’unica eletta della Lista civica NO FERRIERA Si Trieste in Comune. Tutte le altre forze politiche con decine di consiglieri sono di fatto inani, certo anche il tombino ed il buco sul marciapiede sono importanti, ma …
Questa iniziativa è la prima di sei di valenza cittadina, e vale come esempio per ogni nostro quartiere, che Aurora Marconi ha presentato, e sono gli atti più importanti e significativi tra tutti quelli passati in Comune.
Poi sta ai cittadini capire e muoversi di conseguenza. Non temete, come per le altre, il piccolo giornale come Telecamberquattro e la Rai non ne hanno mai dato notizia, impegnati come sono a spiegare quanti caffè hanno preso Tondo e Cosolini, e dove ha fatto la spesa la Savino.
E non preoccupatevi nessuno dei sinceri “democratici” di vecchio e nuovo conio protesterà per l’ennesima censura.
E’ dal 2000 che tacciono in cambio di uno spazietto e di una intervistina. E il Vaffaday sull’informazione? Ma era uno scherzo, suvvia.
Proprio due giorni orsono (aprile 2018) la nostra Consigliera ha presentato una interrogazione per ottenere precise risposte dalla Polli sulla questione Depuratore, anche perché da giorni i quartieri sono ammorbati da un tanfo irrespirabile.

LISTA CIVICA
NO FERRIERA-SI TRIESTE
VII Circoscrizione del Comune di Trieste
Servola-Chiarbola-Valmaura-Borgo San Sergio

Oggetto: depuratore fognario

MOZIONE

- Viste le richieste avanzate, a partire dal 1998 con manifestazioni, cortei ed assemblee promosse dal Circolo Miani, alle quali erano ripetutamente intervenuti gli allora amministratori comunali ed i direttori di ACEGAS/APS, oggi Gruppo Hera, di copertura delle vasche di decantazione dei liquami, fino ad oggi a cielo aperto, per eliminare l’insopportabile, nauseabondo lezzo di escrementi proveniente dalle vasche, che investe i rioni limitrofi e talora arriva fino al centro città;

- Vista la tragedia occorsa nell’ottobre 2001, in cui persero la vita due giovani operai triestini a causa dell’esalazione dei gas sul fondo di una delle due vasche di decantazione mentre ne eseguivano la pulizia e la manutenzione,

- Viste le ripetute assicurazioni degli allora amministratori comunali e di ACEGAS/APS, a partire dal fax inviato al Circolo Miani dall’allora assessore comunale ai Lavori Pubblici Uberto Fortuna Drossi (giunta Illy) sull’avvio di una gara d’appalto da parte del Comune per la copertura delle vasche in questione;

- Appreso dalla viva voce dell’assessore Polli, nel corso della seduta di lunedì 26 settembre c.a. del Consiglio della VII Circoscrizione, che i lavori in corso per il rifacimento del depuratore fognario, fuori legge normative UE da ben 12 anni, non prevede la copertura delle due vasche di decantazione;

IMPEGNA

Il Presidente della VII Circoscrizione ad attivarsi presso l’assessorato competente affinché intervenga prontamente al fine di garantire il rispetto degli impegni presi più volte dal Comune di Trieste dall’ACEGAS /APS nei confronti dei cittadini, ovvero di garantire l’immediata attuazione della copertura (peraltro semplicissima da eseguire, assai poco costosa e vantaggiosa per la riduzione dei tempi di ossidazione e depurazione degli escrementi, ivi stagnanti, dei 205.000 cittadini di Trieste ) delle suddette vasche nel contesto dei lavori in corso di esecuzione, al fine di tutelare la salute e la qualità della vita di decine di migliaia di abitanti.

Per la
LISTA CIVICA
NO FERRIERA-SI TRIESTE
Aurora Marconi
f.to Aurora Marconi

Trieste, 12 ottobre 2016




Scandaloso Comune.

» Inviato da valmaura il 6 April, 2018 alle 12:11 pm

E scandalosa l’assessora (in)competente Polli.

 Due anni sono passati ed i giardini sono ancora e sempre più inquinati!

Tutto il resto sono chiacchiere.

Questa assessora che va in Settima Circoscrizione tutta fresca e pitta, felice dall’aver appena visitato il “nuovo” depuratore fognario di cui ha una ricca brochure in mano, ed alla prima domanda se le vasche fognarie di decantazione a cielo aperto, tra Chiarbola e Servola, degli escrementi di 205.000 triestini verranno finalmente coperte, risponde secca NO.

Questa assessora che sullo stesso argomento e sempre in Settima Circoscrizione (da Aquilinia a Chiarbola compresa) tre mesi dopo risponde alla stessa domanda invece SI.

E infatti in questi giorni passando per la galleria della Superstrada (sic!) sotto Servola, pure con i finestrini sigillati ci si ritrova in un amen l’abitacolo trasformato in una camera a gas fecale.

Le aree verdi inquinate, compreso il giardino e campo giochi per bambini della scuola di via Praga, a due anni di distanza sono sempre più inquinate. Ed il Comune ha i soldi regionali in cassa (356.000 euro) inutilizzati appunto da due anni.

Sparare sulla Croce Rossa sarebbe chiedersi in quali condizioni sono ad esempio le aree verdi ed i campi giochi da viale Romolo Gessi al Nido d’infanzia di via Valmaura.

Unica sola cosa che il Comune ha fatto è stato togliere dal documento ufficiale il nome della Ferriera tra le fonti dell’inquinamento. E questi volevano chiuderla in 100 giorni!





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