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'L'Eco della Serva'
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Circolo Miani » News Correnti » Page 51

Salvini e la rissa di piazza Libertà.

» Inviato da valmaura il 21 July, 2019 alle 11:15 am

Francamente Trieste non ha bisogno di altre divisioni, ne bastano a sufficienza quelle sclerotizzate da anni tra i suoi cittadini.
E pertanto chi parla di erigere nuovi ed ulteriori “muri”, siano essi in cemento o filo spinato, fa solo male a queste terre.
Da rimanere basiti poi da alcune frasi pronunciate dal Ministro degli Interni nella sua recente visita in città.
“Stamattina ho sentito i miei omologhi sloveno e croato, perché i confini sono aperti per scambiare merci e non problemi.”
Abbiamo letto bene? “Scambiare merci e non problemi”.
La libera circolazione delle persone, e merci, come scrive il Trattato di Schengen diventa nella sua interpretazione “merci e problemi”. Ovvero le persone, tutte, sono “problemi”.
Poi non pago prosegue:
“Sia queste opzioni, (ovvero il Muro spinato) sia l’eventuale sospensione di Schengen saranno valutate tra qualche settimana.”
Insomma prima lui e Fedriga sparano la supercazzola di “murare” un confine di 243 chilometri e poi si vedrà.
I rinforzi per la Polizia? Quaranta da qui al 2020. Dunque una vera e propria emergenza!
E dalle risse ed incontinenze verbali (il pannolone per bocca bisognerebbe proprio inventarlo) passiamo alle risse vere.
Quello che è successo in piazza Libertà, in pieno giorno, l’altro ieri è inaccettabile. E per due motivi.
Il primo: che la situazione era sotto gli occhi di tutti ed è stata abbandonata a se stessa da tempo. E qui la responsabilità di chi ha il compito di controllare e prevenire è totale. Meglio pertanto che si risparmino i predicozzi a “babbo morto” ed a stampa aperta e prona.
Il secondo: chi è ospite nella nostra terra (Trieste, FVG ed Italia) DEVE comportarsi in modo ineccepibile, essere come la moglie di Cesare “al di sopra di ogni sospetto”, e rispettare più dei nativi leggi usi e costumi della casa che lo ospita.
Altrimenti il danno che provoca ed il trauma che determina colpisce tutti e rende impossibile la sua presenza e permanenza,e soprattutto mette a repentaglio quella di tutti gli altri rifugiati onesti.
E poi diciamocelo con chiarezza abbiamo tanti delinquenti nostrani, italianissimi, che non sentiamo proprio il bisogno di importarne altri.



I Servi.

» Inviato da valmaura il 20 July, 2019 alle 11:38 am

Giovedì, con alcuni giorni di ritardo, si è scatenata “la voce del padrone”.
Dunque ricapitoliamo: da domenica mattina abbiamo reso noto su queste nostre pagine Facebook quello che da normali cittadini che frequentano e vivono a San Vito avevamo letto sulle decine di cartelli di divieto di sosta apposti, sabato pomeriggio, su ambo i lati dal Comune di Trieste, o da chi per lui, lungo tutto viale Romolo Gessi (dall'isola pedonale Ariston fino al piazzale della piscina).
Il testo era chiarissimo, sotto la scritta “Comune di Trieste”, e non Circolo Miani, si leggeva “Abbattimento alberi e potature” con a fianco una ordinanza comunale datata 31 ottobre 2018 !
Da privati cittadini, e visti gli inquietanti ed inequivocabili precedenti falcidiamenti di alberi nel Comune di Trieste, non ultimi quelli in piazza della Stazione, ci siamo attivati per evitare che ciò avvenisse anche a San Vito.
Ovviamente sabato e domenica gli uffici comunali erano chiusi ed i lavori erano annunciati per lunedì 15 poi corretto a mano in 16, a partire dalle 7 e 30 antimeridiane, come si evince benissimo dalla foto.
Tutti gli articoli che abbiamo scritto e le foto che li accompagnavano sono stati inviati, come sempre, in tempo reale alle redazioni di Ansa, Rai regionale, TeleCamberquattro, TeleAntenna, Primorski e piccolo giornale, dunque per quattro giorni di fila, prima durante e dopo, e corredati con le foto che parlavano da sole.
Questi “giornalisti” non ne hanno dato notizia alcuna, nemmeno dell'iniziativa di ritrovarsi prima il lunedì 15, e poi il martedì 16 tra le 7.30 e le 8 di mattina, per evitare eventuali disastri, e che nonostante l'ora infelice hanno visto la partecipazione complessiva di una cinquantina di persone.
Lunedì a mezzogiorno ci ha risposto un autorevole consigliere comunale, della maggioranza, informandoci del grossolano errore commesso dal Comune e dell'informazione sbagliata e terroristica fornita ai cittadini, cosa confermataci il lunedì pomeriggio dai funzionari del Verde pubblico che scaricavano la responsabilità sulla ditta esecutrice dei lavori “che avrebbe subito cambiato gli avvisi”, scritti però sulla carta intestata Comune di Trieste. Ditta che, pagata dai cittadini, lavora per il Comune e non per il Circolo Miani.
A conferma che i controlli del Comune e dell'assessorato guidato dalla Lodi sono inesistenti, martedì mattina nulla è stato fatto e gli avvisi comunali parlavano sempre di “abbattimento”.
A nostro modesto avviso è stata proprio l'attenzione sollevata dal Circolo Miani e la presenza dei cittadini, pur con un sabato e domenica di mezzo, ad imporre al Comune questa scombiccherata retromarcia.
Ma che a partire da mercoledì sera sull'emittente della famiglia Camber e poi sul cosiddetto “servizio pubblico” della Rai pagata obbligatoriamente dai cittadini si dia spazio solo alla versione MENDACE, che giunge a negare l'evidenza, dei partiti del Comune per diffamare il Circolo Miani e negare la realtà, senza che questi cosiddetti “organi di informazione” abbiano mai sentito il bisogno di sentire la controparte o anche solo pubblicare le foto degli avvisi comunali, da la misura della servitù della gleba imperante nel giornalismo triestino.
Poi la colpa sarebbe sempre del Circolo che non ha chiamato (sabato pomeriggio, domenica, prima delle 7.30 di lunedì mattina: dove?) la Luisa Lodi che non abbiamo per altro il dispiacere di conoscere, o letto il martedì mattina la pagina social della suddetta. Perbacco doveva essere l'undicesimo comandamento perso da Mosè scendendo dal Sinai “si fa obbligo a tutti i triestini di interpellare appena svegli la signora Lodi a domicilio, o su internet”.
Ma per favore! Come si dice qui da noi a Trieste? “Pezo el tacon che el buso”.
Dunque i triestini possono tranquillamente prendere atto che tutto quello affisso dal Comune sulla pubblica via vale più o meno nulla senza conferma diretta della Lodi o chi per lei: buono a sapersi a memoria futura.
Vergognatevi banda di incapaci e privi della dignità di assumervi la responsabilità dei vostri errori.
Nella seconda foto un esempio, sempre in Viale Romolo Gessi, delle nuove piantumazioni del Comune.
Due anni fa hanno interrato un giovane platano di un due metri e passa d’altezza, comperato con i soldi nostri immaginiamo e non rubato, essiccato con la calura della scorsa estate perché mai bagnato e seguito, è stato tagliato quest’anno.
Ottimo lavoro!

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2503228963281390/?type=3&theater

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/pcb.2506162332988053/2506162256321394/?type=3&theater






Verde pubblico. Le comiche, comunali.

» Inviato da valmaura il 19 July, 2019 alle 2:51 pm

La nuova foto parla da sola. Ma stavolta siamo in via del Prato (zona Università nuova).
Ma ordinanze ed avvisi sono però gli stessi di quelli usati, e riciclati per la bisogna, sempre al retro dei segnali di divieto di sosta, per Viale Romolo Gessi. Con una novità: sopra la scritta stampata dell'avviso “abbattimento alberi (al plurale) e potatura”, si badi bene, intestato Comune di Trieste, non su carta da formaggio od igienica, compare una strisciona di nastro da carrozziere con sopra scritto a mano “potature”. Casomai si può sempre togliere.
Idem dicasi per la data, modificata a pennarello in 19.
Insomma una immagine del Comune dignitosissima e istituzionale altro che il vestiario "decoroso" di Barcola, tanto da suggerire ai cittadini di fare lo stesso su qualche comunicazione pubblica sgradita e sostituire con lo scotch la parola “sanzione o multa” con quella di richiamo al bricconcello, che suona anche meglio, et voilà soldoni risparmiati.
Ma in questo bislacco Comune c'è qualcuno che controlla, visto che i soldi sono nostri, od ognuno fa quello che gli pare?
Assessora Lodi a parte, si intende, che scrive a babbo morto sulla sua pagina internet, che notoriamente non è la Gazzetta Ufficiale né la lettura preferita dai triestini, che non si abbattono alberi, che devono ancora digerire quelli fatti fuori in piazza Libertà, e che la ditta (scelta da loro e pagata con soldi pubblici) “ha sbagliato”.
Che la responsabilità è sempre altrui mai del politico che ha la delega del Sindaco sul Verde Pubblico.
Si, hanno sbagliato i triestini a pagare certa gente.
Nelle foto. Dopo (via del Prato) e prima (viale Romolo Gessi).

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/pcb.2504652799805673/2504652656472354/?type=3&theater

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Un Comune poco Verde.

» Inviato da valmaura il 17 July, 2019 alle 12:04 pm

Se fossimo in America potremmo dire che l’unico verde che qualcuno ama è quello dei soldi (il dollaro è infatti di colore verde scuro).
Quello che accade negli anni a Trieste è esemplare ed il verde pubblico ne è la cartina di tornasole.
Ora qualunque persona sana di mente capirebbe che con i repentini cambiamenti climatici e la tropicalizzazione in corso che porta anche la nostra città ad avvicinarsi a realtà più simili a Saigon che alla Mitteleuropa, il primo rimedio sarebbe quello di aumentare i polmoni verdi presenti nel tessuto urbano.
Tutelare gli alberi, non abbattendoli a iosa, curandoli ove possibile, potandoli nei modi e soprattutto nei tempi giusti, piantandone di nuovi e seguendone la crescita.
L’esatto contrario di quanto il Comune, e non solo il nostro, sta facendo e non da oggi, a tutto nocumento pure della sbandierata vocazione turistica della città (il Parco di Miramare, che non è affidato al Comune ma che non per questo lo può vedere indifferente e stessa cosa vale per gli ospedali e la sanità triestina, ne è stato fino a ieri la riprova più inconfutabile).
Ora la causa principale che determina questo stato di cose, lo abbiamo scritto nell’articolo di ieri che trovate qui sotto, è la sciagurata scelta fatta a partire da Illy sindaco, di “esternalizzare” i servizi prima coperti dai dipendenti comunali a ditte, in gran parte cooperative, esterne.
L’intento apparente era quello di risparmiare sui costi, dimenticando che la qualità ne è parte fondante, con gare d’appalto dove i vincitori, quasi sempre gli stessi, non erano in grado, alla prova dei fatti, di garantire la precedente professionalità necessaria. D’altronde è difficile pretendere che i lavoratori di queste realtà esterne, pagati pochissimo con la reintroduzione di fatto del perverso meccanismo del “cottimo”, posseggano titoli di studio in agronomia e botanica. Ma come ammettono candidamente gli stessi funzionari comunali la specifica competenza non fa parte delle richieste dei bandi di assegnazione e di gara.
Alla fine i risultati si vedono e si patiscono. Un Servizio comunale del Verde pubblico che fino ai tempi di “tangentopoli” che ne travolse il dirigente, aveva oltre cento dipendenti, ora è ridotto a quattro, non scherziamo, funzionari e pretendere che questi controllino le decine di interventi giornalieri sul territorio è come pensare di svuotare l’Oceano con un cucchiaino da tè.
Ma oggi l’importante è “far girare i soldi” e pertanto anche lavori non necessari se non addirittura inutili, vedi il Ponte Curto, il rifacimento di piazza Libertà ed ora lo spostamento, “fatti più in là” cantavano le sorelle Bandiera, della statua di Sissi, ne sono solo alcuni dei tanti esempi che si possono fare.
Gli alberi della stazione? Un inutile orpello di cui disfarsi in mezza giornata.
Mancano gli spiccioli per assumere qualche medico ed infermiere al “Lento Soccorso”, e chissenefrega.
E la politica, anzi questa politica, bellezza!





Salvati gli alberi. Una bella vittoria.

» Inviato da valmaura il 16 July, 2019 alle 11:39 am

Il nostro avo tale Caio Giulio, nel De bello gallico scrisse “veni, vidi, vici”.

Così è stato per gli alberi “da abbattere” e “le potature” fuori stagione di Viale Romolo Gessi.

Sabato pomeriggio i frequentatori di questa bella area verde hanno visto comparire i divieti di sosta per tutta la strada, dalla zona pedonale al piazzale antistante la piscina, per i lavori previsti ed annunciati dal Comune con una ordinanza datata 31 ottobre 2018 e buona per tutte le stagioni.

Immediata è scattata l'iniziativa del Circolo Miani che conta una storica presenza in zona e tra lunedì e stamane i residenti ed i frequentatori sono stati informati e numerose persone si sono date appuntamento sul luogo del tentato delitto alle ore (7.30 del mattino) di inizio lavori.

Va detto che l'articolo “Allarme Verde” di domenica su questa Pagina Facebook ha battuto tutti i record: 23.000 lettori, quasi 700 “mi piace” diretti o indiretti, 300 condivisioni complessive ed oltre 250 commenti i cui contenuti potete facilmente immaginare.

Ora di ciò per tre giorni di fila, seppure regolarmente informati, né la stampa locale né le televisioni pubbliche e private hanno detto alcunchè (non bisogna disturbare i manovratori del potere con notizie sgradite).

Ciò nonostante la giornata di oggi è da ricordare anzi da incorniciare come la prima vera vittoria a favore del buonsenso ed a tutela del verde, bene comune e sempre più indispensabile.

A prescindere di quanto eventualmente scriverà qualcuno (lo sport di salire sul carro del vincitore è sempre di moda) il risultato di oggi è importante perchè dimostra che se i cittadini si muovono prima, anche con scarsissimo preavviso, possono evitare di piangere dopo.

Dal Comune, assessorato a guida Lodi, e da funzionari solo scuse di “non sapere”, accuse alla ditta di aver sbagliato, insomma come se un capitano accusasse il mozzo di aver fatto affondare la nave.

La realtà è molto semplice: l'infausta decisione di esternalizzare gran parte dei servizi e lavori svolti prima dal personale comunale a ditte esterne, perdipiù cooperative i cui dipendenti sono quasi sempre sottopagati e di molto, a scapito della professionalità fondamentale ad esempio nella cura del verde pubblico, porta inevitabilmente a queste situazioni. Per altro alla fine spendendo di più e facendo girare troppi soldi a tutto danno della qualità del servizio.

Accusare la ditta, che dipende dal Comune e su cui il Comune ha l'obbligo di controllo, in una vicenda in cui tutti i protagonisti (dall'assessore, ai funzionari, fino alla ditte) sono pagati con i soldi pubblici, cioè nostri, da la misura dello sfascio in cui versano, e non da oggi che bisogna risalire all'era Illy sindaco, le amministrazioni pubbliche.

Di informare prima i cittadini delle aree interessate dagli interventi ovviamente non passa per la testa a nessuno, tanto i cittadini per questa politica, tutta, ed i suoi satelliti non conta una beneamata mazza.

Ma l'importante oggi è festeggiare una vittoria significativa che deve essere di esempio e di monito. Esempio per i concittadini che attivarsi serve sempre a tutelare i loro diritti, e di monito per chi pensava che arroganza, incapacità e ingiusto arricchimento potessero avere la strada spianata in questa città fin troppo assente.

A proposito a che serve, nel perfettamente inutile ennesimo rifacimento di piazza Libertà (inutile per quasi tutti ma non per chi intascherà i cinque milioni del costo lavori) spendere quasi ulteriori 500.000 euro (un miliardo del vecchio conio) per spostare di qualche centinaio di metri la bella statua di Sissi? Già, a cui prodest?

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