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Circolo Miani » News Correnti » Page 48

Due telefonate allungano la vita. La nostra.

» Inviato da valmaura il 30 May, 2018 alle 11:52 am

Presidente Mattarella faccia subito due telefonate, se vuole i gettoni glieli diamo noi, visto che in questa settimana i risparmiatori in Borsa a Milano hanno già “dato”, o perso, una cinquantina di miliardi.
La prima a Cottarelli con la richiesta perentoria come sa lei di rinunciare al mandato di Presidente del Consiglio.
La seconda al prof. Conte con l’invito a salire subitissimo al Quirinale per ricevere di nuovo il mandato di Capo del Governo, portandosi dietro la lista dei ministri che lei nominerà sic stantibus senza porre in mezzo perplessità alcuna.
Fatto questo, prima di partire per un sufficientemente lungo periodo di ferie, la Lapponia potrebbe essere una meta giusta, chiederà scusa agli italiani per il suo errore ed il conseguente danno arrecato all’immagine dell’Italia nel Mondo, ed appunto ai risparmi di investitori ed imprese.
Il suo discorso di fine anno potrà ben farlo da Capo Nord, sarà anche più suggestivo: tra nevi sempiterne, renne e se ha fortuna qualche Babbo Natale di passaggio.
Si goda la vacanza come gli Italiani si godranno la sua assenza.
Buon Natale e Buon Anno nuovo.
IL NOSTRO PRESIDENTE !

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Tintinnar di sciabole.

» Inviato da valmaura il 28 May, 2018 alle 2:18 pm

Siamo di fronte alla più grave crisi istituzionale della Repubblica italiana.
Forse l’unico precedente è il tentativo di impedire la formazione del governo di centrosinistra presieduto da Aldo Moro. Il “tintinnar di sciabole” appunto fu definito il periodo più opaco delle Presidenze della Repubblica, quello di Antonio Segni, che corrispose nel 1964 al tentativo di attuazione del Piano Solo, un colpo di stato predisposto dal comandante generale dei Carabinieri, De Lorenzo.
Forse non ha tutti i torti Di Maio quando dichiara che “non serve votare. Se anche uno prende l’ottanta per cento poi non riesce a fare il governo perché qualcuno te lo impedisce.”
Ma ascoltando Mattarella siamo sobbalzati.
Primo per l’irrituale gesto di parlare dopo la comunicazione di rinuncia al mandato del prof. Conte, ma soprattutto per alcune frasi da lui pronunciate.
Testuale “Perfino superando la grave perplessità (?!?!?!) di nominare a capo di un Governo che si regge su di una maggioranza politica un non parlamentare (il prof.Conte)”
Perplessità non avute né pervenute nei confronti di uno che da Sindaco di Firenze e segretario del Pd, senza mai essere stato eletto al Parlamento per quattro anni ha fatto il Presidente del Consiglio con una maggioranza politica che si incentrava sul PD.
Si chiama Matteo Renzi. Ne ha mai sentito parlare, Presidente?
E così vale per Giuliano Amato, Lamberto Dini, Carlo Azeglio Ciampi, Mario Monti. Li conosce Presidente?
Le altre sue frasi si sintetizzano in una difesa ad oltranza dell’Euro a garanzia della non uscita dell’Italia dalla moneta europea. Una difesa non richiesta perché di questo non si parlava in alcuna parte del programma del nuovo Governo e dell’accordo sottoscritto da 5Stelle e Lega, Ipotesi smentita poi dalla lettera dello stesso Savona.
La bocciatura dell’ex ministro di Ciampi/Berlusconi e Segretario generale della Banca d’Italia, Savona, veniva motivata come una scelta da lui fatta per tranquillizzare i mercati, abbassare lo spread, e tutelare aziende e risparmiatori che investono in Borsa. Tutte cose che dava per scontato la nuova maggioranza non voleva fare: dunque una valutazione esclusivamente politica.
E domani ne vedremo appunto gli effetti su Spread e Borsa.
Per finire con “Nelle prossime ore annuncerò una mia iniziativa.”
Lo dirà anche ai diciassette milioni di Italiani, la maggioranza, che hanno votato 5Stelle e Lega?
Lo ripetiamo, alle politiche del 4 marzo non abbiamo votato né per i Pentastellati e tantomeno per i Leghisti: semplicemente non abbiamo votato. Per cui risparmiateci le accuse di partigianeria, che siamo già incazzati di nostro
Nella foto: il NOSTRO PRESIDENTE!!!

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Riceviamo e pubblichiamo

» Inviato da valmaura il 27 May, 2018 alle 12:44 pm

“I Signori Qualcuno” di Marco Travaglio

Anche noi, come i colleghi dei giornaloni, siamo in ambasce alla sola idea di essere governati da un Signor Nessuno mai sentito prima: il prof. avv. Giuseppe Conte, per giunta accompagnato da una serie di carneadi populisti, giustizialisti, manettari, eversori. Solo, diversamente dai colleghi dei giornaloni, non riusciamo a dimenticare da chi siamo stati governati finora.
Il primo che ci viene in mente è Angelino Alfano: ma lo sapete, sì, che Alfano da un anno e mezzo è il nostro ministro degli Esteri, dopo esserlo stato per quattro dell’Interno e per tre della Giustizia?
Un’altra che ci sovviene è Valeria Fedeli, quella che vantava una laurea e poi si scoprì che non aveva nemmeno il diploma (però l’asilo l’aveva fatto) e fu perciò nominata de plano al ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca scientifica, a riprova del fatto che non è l’America il paese dell’opportunità: è l’Italia.
Marianna Madia è da cinque anni la spensierata (nel senso etimologico del termine) ministra della Pubblica amministrazione e Semplificazione anche se nessuno, tantomeno lei, aveva mai sospettato una sua competenza in materia: infatti, appena entrata nel 2008 a Montecitorio, aveva dichiarato orgogliosa: “Porto in dote la mia straordinaria inesperienza”. Tant’è che fu un gran sollievo scoprire che aveva copiato intere pagine della tesi di dottorato da pubblicazioni di gente esperta, scordandosi purtroppo di citarle fra virgolette. Infatti la fecero assistere da due badanti, Giulio Napolitano figlio del più noto Giorgio e Bernardo Mattarella figlio del più noto Sergio, per scrivere (coi piedi) le leggi che i padri dei due badanti non ebbero scrupolo a promulgare (prima che la Consulta e i giudici amministrativi provvedessero a cancellarle).
Le “riforme” istituzionali, un tempo affidate a giuristi (vedi Mattarella per il Mattarellum), furono appaltate alle mani sante di Maria Elena Boschi, avvocaticchia di Laterina (Arezzo) più esperta in banche (soprattutto una) che in altro: i famosi Patti Laterinensi. Poi, tra referendum costituzionale e Consulta sull’Italicum, andò come andò. E, per la nuova legge elettorale, si cambiò superesperto: Ettore Rosato, ragioniere triestino ignoto ai più. Con i risultati che tutti possiamo apprezzare.
La demeritocrazia degli attuali, trafelati cultori di curriculum altrui proseguì indefessamente in tutti i rami dello scibile umano. La vigilessa Antonella Manzione capo dell’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi (poi spedita al Consiglio di Stato anche se non aveva l’età prevista per legge e rimpiazzata da Roberto Cerreto, filosofo).
Beatrice Lorenzin, diplomata al classico, ministro della Sanità. Andrea Orlando, diplomato allo scientifico, alla Giustizia (al posto del pm Nicola Gratteri, pericolosamente laureato ed esperto, dunque respinto con perdite da Napolitano). Giuliano Poletti, noto cultore di calcetto & coop rosse (in lieve conflitto d’interessi), al Lavoro. Luca Lotti, plurimedagliato alle Olimpiadi Consip, ministro dello Sport. L’imprenditrice della moda Angela D’Onghia viceministra dell’Istruzione. Il dermatologo Antonello Soro garante della Privacy.
Tutti degni eredi delle facce come il curriculum targate centrodestra: l’ing. Castelli, esperto in abbattimento di rumori autostradali, ministro della Giustizia; l’avvocato e corruttore di giudici Previti alla Difesa; l’amico dei camorristi Nick Cosentino viceministro dell’Economia con delega al Cipe; il massmediologo Gasparri alle Telecomunicazioni; la calippa Francesca Pascale consigliera provinciale a Napoli; l’igienista dentale e tante altre belle cose Nicole Minetti consigliera regionale in Lombardia; la escort Patrizia D’Addario candidata alle Comunali di Bari e via primeggiando.
All’epoca non si faceva gran caso ai curriculum, altrimenti i consigli dei ministri sarebbero andati deserti.
Né si andava tanto per il sottile sulle sacre prerogative del capo dello Stato, riscoperte improvvisamente oggi per sbarrare la strada al temibile Paolo Savona: l’ottantaduenne scavezzacollo stava bene a tutti quand’era ministro di Ciampi e ai vertici di quasi tutte le banche e le imprese; ma poi s’è radicalizzato in tarda età nelle madrasse grillo-leghiste e ora minaccia di farsi esplodere nella Bce, nella Cancelleria di Berlino e nella Commissione Ue (altamente infiammabile per la presenza di Juncker).
Ergo nessuno osi porre diktat contro i diktat di Mattarella (o chi per lui), che però non si chiamano diktat perché la parola è tedesca e poi la gente chissà cosa va a pensare. Se Conte propone Savona non è autonomo perché ascolta Di Maio e Salvini; se invece lo cassa “ è autonomo” perché obbedisce a Mattarella. Com’è noto, tra le prerogative costituzionali del Presidente è scritto espressamente che, se uno non la pensa come lui, Macron, la Merkel e Juncker al quarto whisky, non può fare il ministro. E morta lì. L’importante, per diventare ministri senza problemi, è non pensarla proprio.
Per diventare premier, invece, sempre a prescindere dal pensiero, occorre qualche requisito in più. Tipo, per citare solo casi recenti: pulirsi il culo con la Costituzione, parlare l’inglese come Totò e Peppino il tedesco, avere genitori persino peggiori di sé, fare insider con finanzieri ed editori amici. Oppure mettersi in società con Cosa Nostra, finanziarla per 18 anni, avere il braccio destro in galera per corruzione giudiziaria e il sinistro per concorso esterno, essere un “delinquente naturale” con 4 anni di galera per frode fiscale, 9 prescrizioni per corruzioni e falsi in bilancio e 7 processi per simili bazzecole, iscriversi a logge eversive, comprare senatori un tanto al chilo e, volendo, andare a puttane (anche minorenni). Insomma, essere Qualcuno.




Due parole sul ed al Presidente della Repubblica.

» Inviato da valmaura il 26 May, 2018 alle 1:02 pm

Gentile Mattarella, noi siamo semplici cittadini dei quali Voi, le istituzioni dello Stato, dovreste essere al servizio. E siete ben remunerati per questo compito.
La maggioranza assoluta degli elettori italiani ha votato il 4 marzo scorso per due forze politiche, il Movimento 5Stelle e la Lega, e lo diciamo subito noi non siamo tra questi perché semplicemente non abbiamo votato alle politiche.
Tra i motivi per cui gli Italiani hanno scelto di premiare questi due partiti vi era la condivisione della loro visione critica verso questa Europa, o meglio verso la gestione economica, verticistica e penalizzante degli eurocrati che la guidano a tutto favore della Germania, degli interessi finanziari delle multinazionali e di quello che una volta si chiamava comunemente ReichMark (finchè esistevano le monete nazionali).
Il fatto che ci sia la volontà da parte della nuova maggioranza di rappresentare questa scelta politica nel nuovo Governo è dunque lecito, giustificato ed anzi sarebbe eversivo il contrario: una vera e propria truffa a danno degli elettori che anche per questo, ed è una delle ragioni principali, li hanno votati.
Francamente non comprendiamo il suo comportamento, ovvero il suo veto verso il nome di un proposto ministro, non per indegnità o discutibile moralità della persona, cosa che rientrerebbe pienamente nei suoi diritti costituzionali ma che quasi mai in passato la Presidenza della Repubblica ha ritenuto di esercitare. In questo caso, forse memore di altri “diktat” la cui provenienza linguistica ne esprime a meraviglia l’origine, lei pone un veto tutto e solo “politico”.
E questo riteniamo sommessamente sia un vulnus alle prerogative affidatele dalla Costituzione.
Certo lei si trincera dietro alla sua figura di “garante” dei trattati firmati dall’Italia verso l’Europa in nome del popolo italiano che però non è un paracarro e dunque è libero, a torto o ragione, di rivedere, rimeditare le scelte passate. E poiché l’articolo Uno della nostra Costituzione afferma che la sovranità è del Popolo Italiano facciamo anche fatica a trovare giustificazione che non sia politicamente di parte al suo comportamento.
Allora lei non avrebbe dovuto affidare il mandato di Presidente del Consiglio al prof. Conte che è il vero, costituzionalmente parlando, responsabile di tutta l’azione politica esercitata dal Governo che guida. Con tutte le gravi conseguenze del caso.
Ecco questo suo atteggiamento, è una nostra modesta quanto legittima opinione, che ha concorso a dare il via alle speculazioni borsistiche, all’innalzarsi dello Spread, nel procrastinare un clima di incertezza ed insicurezza che altrimenti non aveva ragione di esistere, ha già determinato un pesante danno alle tasche degli Italiani.
Questo suo silenzio invece nei confronti dei veti, delle pesanti ingerenze, e delle campagne diffamatorie messe in atto da istituzioni e politici di altri Paesi, come della stampa in particolare quella tedesca, ha scosso di molto il suo ruolo di “garante” agli occhi dei cittadini.
Ci pensi e ripensi signor Presidente.

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Cosa rompono Maurizio Fogar e Circolo Miani!

» Inviato da valmaura il 25 May, 2018 alle 1:30 pm

Ci scuserete la personalizzazione ma è proprio così che dicono.

Da sempre il Circolo ed il suo Presidente, dunque dal 1981, sono stati al centro di una domanda, di una necessità, e di una omissione.

Cominciamo con la domanda. Da che parte e con chi stanno?

Ovviamente per la “parte” ed il “chi” con cui stare si intende in senso politico, o peggio ancora partitico.

Questi dagli anni Ottanta in poi hanno ridotto la società italiana al recinto dei partiti. E per questi vanno intesi anche stampa e tivù, da decenni alla greppia in questo recinto, e politicanti vari.

Proseguiamo con la necessità. Hanno la frenesia di capire PERCHE’ lo facciamo, ed a chi giova, ovviamente sempre tra i poteri ed i servi contenuti nel recinto di cui sopra.

Sono letteralmente sconcertati dalla questione di non riuscire ad incasellarci nei loro schemi. Il fatto di criticare tutte le parti politiche ed istituzionali, oltre a guadagnarci il familiare appellativo di “rompic..abasisi” a prescindere,  li lascia impotenti. Insomma impotenti fino ad un certo punto perché in questi decenni hanno fatto di tutto, centrodestra e sinistra, e pure i nuovi ultimi, con stampa e televisioni irreggimentati e proni al seguito, per farci chiudere, per isolarci, per ucciderci civilmente.

Arriviamo all’omissione. Per questa gente ma anche, malauguratamente, per molte persone con il cervello all’ammasso, il fatto che anche in Italia ci siano realtà e strumenti informativi, anche se piccoli, che praticano del vero giornalismo. Che danno voce alla gente normale con tutti i loro problemi irrisolti. Che incalzano istituzioni e poteri per i loro errori senza distinzioni e simpatie di parte . Che fanno largo uso della memoria per ricordare il passato recente e rilevare le balle che la politica spaccia, sempre con il solerte aiuto della stampa amica, costantemente all’opinione pubblica: dove dicono oggi tutto ed il suo contrario di quanto affermato ieri. Che offrono strumenti ed informazioni ai cittadini per esercitare la tanto decantata “cittadinanza attiva”, ovvero essere protagonisti e non sudditi nelle scelte che riguardano la loro vita.

Ecco per quanto sopra essi non si capacitano perché contrariamente a quanto accade nella gran parte dei paesi civili e democratici del mondo, in Italia sono disabituati alla vera democrazia. E la loro politica è un pallido ed osceno simulacro. Anzi una bestemmia verso la parola POLIS, così come la quasi totalità del “giornalismo” italico.

Il fatto poi che nonostante tutto noi continuiamo ad esistere ed operare, che la nostra credibilità stia viepiù crescendo e che quasi quattromila persone normali siano registrate sulle nostre pagine dei Social Forum, li fa arrabbiare sempre più.

Dunque ci confermano nella validità della nostra scelta.

Aiutateci ad aiutarvi: destinate il vostro 5 x 1000 per la sopravvivenza del Circolo Miani.
Scrivete sul vostro modulo CUD, 730, o dichiarazione dei redditi di quest'anno il nostro codice fiscale 90012740321 nella apposita casella delle associazioni di volontariato.

 





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