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'L'Eco della Serva'
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Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 48

Trieste tradita, come la democrazia.

» Inviato da valmaura il 20 March, 2018 alle 12:57 pm

Tondo. Una vergognosa umiliazione per Trieste (e la Regione)

Premettiamo che noi alle ultime elezioni NON abbiamo votato, ed i fatti ci stanno dando pienamente ragione, per cui risparmiatevi le accuse un tanto al chilo che noi parteggiamo per qualcuno.
Tondo, bisTondo, obTondo: scrivevamo nel tratteggiare il curriculum di un personaggio che dopo aver fatto per sette anni il Presidente della Regione aveva sostanzialmente, in collaborazione con “l’amicone” Dipiazza, sindaco anche allora, preso in giro i Triestini: dalla Ferriera al Porto.
Ma deve essere una costante del suo modo di fare politica se alle ultime elezioni invece di candidarlo nella “sua” Carnia, il centrodestra lo ha paracadutato nel collegio uninominale più lontano, ovvero a Trieste.
Ciò nonostante è stato eletto, anzi rieletto al Parlamento dove nella prima circostanza non aveva lasciato traccia alcuna del suo passaggio, un po’ come la Savino di cui le cronache hanno parlato solo per la figuraccia rimediata nell’intervista con le Iene fuori da Montecitorio. Uno scolaretto di quinta elementare avrebbe fatto più bella figura di lei.
Ora l’elezione di Tondo qui, come quella degli altri quattro parlamentari forzisti italioti in Regione, si deve quasi esclusivamente solo al successo, al trionfo della Lega che ha superato il 26% dei voti.
Il caso della Savino è emblematico, mandata nell’uninominale dell’Alto Friuli, anche lei il più lontano da dove conoscevano bene, e non apprezzavano molto, le sue “qualità”. Nel collegio di Codroipo casa di Riccardi, la Lega piazzava un 31% e Forza Italia non arrivava al 10%, ergo la Savino in Riccardi torna a Roma grazie ai voti leghisti.
Assolutamente ininfluente e totalmente disastroso poi il dato elettorale raccolto dalla “quarta gamba” del Centrodestra dove in Friuli VG erano confluite le Liste di Tondo e Dipiazza “Autonomia Responsabile” ed a Trieste appunto la Lista Dipiazza. Una media del 1,5% dei consensi raccolti.
A Trieste la Lega aveva letteralmente asfaltato i camberiani ed i dipiazzisti forti di un 27% alle comunali del 2016 ed ora arrivati a stento al 10%.
Ebbene questo signore bisognoso di una serena pensione ora si dice pronto a correre, dopo il peggior teatrino della politica dal dopoguerra ad oggi, come candidato Presidente per la Regione, e quasi controvoglia, per puro “spirito di servizio”, come la Monaca di Monza lo “sventurato rispose”; insomma un novello Cid Campeador el Tondo Cocador
Dunque lui ha scherzato quando ha chiesto il voto ai triestini per rappresentarli alla Camera, dove non siederà neppure un giorno a meno che non venga sonoramente trombato alle regionali, e in quel caso ripiegherà, poveruomo, a fare il deputato di Trieste a 12.000 eurini al mese.
Alcune rapide considerazioni a raffica.
Trieste, dopo la beffa di Tondo, dovrà tornare di nuovo al voto per la Camera, in caso di sua, si fa per dire, vittoria in Regione, per eleggere un nuovo deputato lottizzato dai partiti e movimenti.
Salvini: sarebbe meglio che non si facesse più vedere in Regione ed a Trieste in particolare. Se io fossi un elettore leghista avrei più di qualche pomodoro da tirargli.
Insomma voti per Fedriga ed eleggi Tondo, come nella vecchia DC: votavi Leoluca Orlando ed eleggevi l’andreottiano Salvo Lima.
Aboliamo le elezioni così facciamo prima e risparmiamo soldi. Tanto decidono tutto quattro amici al Bar Sport della politica (da Berlusconi, Salvini, Meloni a Renzi, da Bersani a Di Maio). Li nominano con una telefonata quindi se li votino pure.
Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia contano meno di niente in Italia, 5Stelle compresi.
E questo vale pure per il Centrosinistra quando si pensi che un Cosolini, tra i peggiori sindaci di Trieste, ambisce ad essere il candidato di punta del PD.
Un’ultima considerazione. Tondo si vanta di essere stato “socialista”. Non male nell’unico paese in Europa ed al Mondo, salvo qualche “repubblichetta sudamericana delle banane”, dove la gran parte del quadro dirigente del “socialismo italiano” è passata armi e bagagli al centrodestra o, senza alzare sopraciglia, direttamente alla destra. Idealisti convinti!
Come il redivivo Giulio Camber, ex senatore ed ex molte altre cose: “Giulio Camber, il 4 novembre 2008 è stato condannato in via definitiva per millantato credito. La Cassazione ha infatti stabilito che il senatore, nel 1994, si fece dare cento milioni di lire dalla banca Tržaška Kreditna Banka che era sull'orlo del fallimento. L'avvocato, all'epoca deputato di Forza Italia, aveva intascato la somma dicendo che gli serviva per "comprare il favore di pubblici ufficiali" negli "ambienti romani" ed evitare il commissariamento dell'istituto di credito. La sentenza stabilisce otto mesi di carcere e 300 euro di multa sospesi con la condizionale. Il reato è "derubricato" e quindi non verrà attivata la procedura per il decadimento dall'incarico parlamentare.[2]
I giudici della Sesta sezione penale della Corte di Cassazione hanno infatti confermato la condanna a 8 mesi di reclusione per il senatore di Forza Italia Giulio Camber, capolista in Friuli per il Pdl nelle elezioni dell'aprile 2008 (quando era già stato condannato in primo e secondo grado). Secondo i magistrati, il parlamentare avrebbe chiesto 100 milioni di lire per tentare di bloccare la procedura di liquidazione coatta della Banca di Credito di Trieste-Kreditna Banka, che poi sarebbe pure fallita.
Nel motivare il rifiuto di concedere le attenuanti generiche al senatore Camber, i giudici hanno fatto riferimento “alla oggettiva gravità del fatto e alla personalità dell’imputato, che pur rivestendo prestigiose cariche politiche e professionali, non aveva esitato nel 1994 a discreditare l’immagine di istituzioni pubbliche, giungendo poi ad attribuire ai suoi accusatori intenti calunniosi». Invece i suoi accusatori avevano ragione e lui è stato condannato. “
E chissà perché al piccolo giornale ed a TeleCamberquattro lo ricordano sempre nelle passate vesti di senatore e mai nelle attuali di pregiudicato. Saranno forse i 7 milioni di euro della Fondazione CRT, da sempre guidata dai camberiani di stretta osservanza, in azioni della società editrice del Piccolo a determinare questa scelta?
Come appare originale l’invito rivolto dal conduttore di Cloroformizza Trieste nell’ultima apparizione di Fogar sull’emittente del centrodestra, otto mesi fa, a “non parlare della Fondazione CRT”. Sarà un caso ma è stato il factotum del pregiudicato per tanti anni.
Ultima chicca. Ad istruire le pratiche di richiesta di contributi di enti ed associazioni che pervengono alla Fondazione CRT è Michele Babuder, no, non l’omonimo, proprio lui: il consigliere comunale di Forza Camber (Piero) Italia e Presidente della Quarta Commissione comunale. Serve altro?
Ci assale un solo dubbio. Ma le opposizioni, dai Cinque Stelle alla sinistra-centro che ci stanno a fare?
https://www.youtube.com/watch?v=7MDY-8DVqjs




Da Cosolini a Dipiazza. Gli “incompiuti”.

» Inviato da valmaura il 24 February, 2018 alle 2:34 pm

Quello di cui la politica non ama parlare.

Mentre in questa campagna elettorale sul nulla i candidati continuano a comportarsi come all’asilo, più attenti a polemizzare tra loro su “chi ce lo ha più lungo” che ad affrontare i problemi veri della nostra comunità, ci sembra opportuno evidenziare i successi “incompiuti” del loro “fare”.
Tralasciamo la vicenda grottesca, se per gli inquilini non fosse stata drammatica, delle case di via Negri dove l’Ater guidata dal volitivo commercialista di Cordenons (PN), Ius, dirigente regionale del PD, e questo ne spiega la nomina a Trieste, ha fatto una figura disastrosa nell’inerzia dei controlli della Giustizia amministrativa, civile e penale, oltre che della politica. Ne abbiamo parlato e scritto più volte.
Esaminiamo due altri “successi”. E partiamo dall’enorme cantiere abbandonato a rane, zanzare e pappataci, che da via dell’Istria sale fino alla Maddalena. Saranno anni e anni che sta lì e oramai anche il fatto è da rifare.
Si dirà che le ditte sono fallite, che ci sono contenziosi, ecc.
Noi diciamo invece che la responsabilità è di chi le ha scelte. E di chi non ha fatto su queste i doverosi controlli prima e non a “babbo morto”.
L’altra vicenda che rischia di ripetere un mix tra questa sopra e l’interminabile telenovela della Caserma Beleno dei vigili urbani in via Revoltella è quella del recupero e riconversione della vasta area nel centro del congestionato quartiere di Roiano, già caserma della Polstrada.
Vedere oggi le immagini del duo Dipiazza – Giorgi con piccone e mazza in mano fa proprio sorridere, del pari dell’analogo duo Illy – Damiani che davano il via, sempre picconando, allo sfortunatissimo rifacimento e ripavimentazione di piazza Unità, detta del Cammello per le simpatiche gobbe.
Tra parentesi, siamo stati i primi a lanciare un appello ai triestini, e muggesani, a disertare le urne in occasione delle vicinissime elezioni politiche del 4 marzo, ma l’etico, professionale e deontologico “giornalismo” locale non ne ha mai parlato. Poi scopriamo che ogni giorno da spazio ad analoghi inviti magari rivolti da pulci e signori nessuno o quasi. E se cominciassimo a non comperarli ed a non guardarli più? Le alternative non mancano e sono di solito molto più soddisfacenti ed appaganti.
A cominciare dal mettere il vostro “Mi Piace” a questa Pagina.
Pssssss. (Nelle foto sulla pagina Circolo Miani su Facebook) Le due sullo sfondo, dietro i simpatici Stanlio ed Ollio, non sono due ragazze "pompom" ma le assessore Lodi e Polli.




I giardini (di marzo 2016) inquinati.

» Inviato da valmaura il 22 February, 2018 alle 1:03 pm

Che fine hanno fatto due anni dopo?
Esattamente come prima, anzi più inquinati di prima.
I nostri bambini che non possono giocare all’aperto ringraziano vivamente la Polli, la “furba” assessora all’ambiente del Comune.
Questi rubano pure ai fanciulli il diritto alla felicità.
Incompetenti da spedire a casa di corsa, altro che votarli.

Seguono 6 foto visibili sulla pagina Facebook Circolo Mianik

 

Se io fossi una mamma, un papà o un/a nonno/a.

In una città, ma vale anche per Muggia, che ha il triste primato nazionale di mortalità da tumori, delle malattie “normali” alle vie respiratorie, con picchi molto alti di allergie, dermatiti ed asme tra i bambini e gli adolescenti, come certificato dall’indagine dei medici del Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico Burlo.
In una città dove una parte cospicua di istituti scolastici (nidi d’infanzia, asili, ricreatori, scuole elementari e medie) è ad un tiro di schioppo dalla Ferriera, dalle tettoie in Eternit (amianto) di tutta l’area portuale, e dal depuratore fognario cittadino.
Dove praticamente tutte le aree verdi pubbliche e private, da Muggia al centro di Trieste, compresi i campi giochi degli istituti scolastici, analizzate o meno (pensate veramente ad esempio che le aiuole di viale Romolo Gessi siano in condizioni migliori di quelle di piazzale Rosmini?) risultano pesantemente inquinate da idrocarburi, metalli pesanti e diossine, altamente cancerogeni.
Ecco se io fossi genitore o nonno mi preoccuperei non poco, e di conseguenza agirei per far cessare il prima possibile questo concreto rischio per la salute dei bambini e ragazzi di cui porto la responsabilità.
Poco importa comprar loro cellulari e palmari di ultima generazione, ingorgare il traffico con le macchine in terza fila perché guai se i pargoli fanno cento metri a piedi, farli chattare o giocare notte e giorno al computer, come una volta era uso parcheggiarli per ore davanti alla televisione.
No, se fossi padre, madre, nonno e nonna avrei come primo stimolo quello naturale di proteggerli, e di proteggermi, per non dovere un domani piangere vedendoli soffrire e, Dio non voglia, morire.
Certo si possono girare le spalle e fare finta di niente, finchè va bene, ma i cartelli e i divieti di piazzale Rosmini, Giardino Pubblico, delle scuole di via Svevo e Marco Praga stanno lì a ricordarcelo anche contro la nostra volontà, pigrizia e fatalismo.
E i medici di base? I pediatri e finanche i farmacisti perché non fanno sentire la loro voce nella denuncia corale di questo pericolo. La vita e la salute dei loro piccoli pazienti vale così poco?
Ecco questo mi parrebbe naturale fare, come prima cosa, se avessi figli e nipoti. E sentirei l’impellente bisogno di prendere a calci nel sedere presidi, direttori didattici e non, politici, “giornalisti” ed amministratori di ogni ordine e grado per la loro incapace e scandalosa inerzia.
Sempre che abbia un briciolo di dignità, umanità e coscienza.
Ma forse mi sbaglio.




Ferriera. La commedia degli inganni.

» Inviato da valmaura il 17 February, 2018 alle 1:02 pm

Continua la telenovela sul nulla. Appunto, la copertura dei parchi minerali.
Il Comune, con il sindaco Dipiazza che si accorge finalmente, complimenti: ci ha messo 20 anni, che l’inquinamento della Ferriera riguarda pure Muggia e Capodistria. Tra altri venti riconoscerà che pure Aquilinia, San Sabba, Monte San Pantaleone, Valmaura, Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi e San Vito, a stare stretti, ne sono coinvolti. Sempre meglio, dirà qualcuno, dei protagonisti del perfettamente inutile incontro al Circolo della Stampa di ieri che continuano a circoscrivere il problema a Servola.
Abbiamo detto (Servola Respira e Circolo Miani), ai lavori del gruppo in Regione bruscamente interrotti non appena si trattava di entrare nel merito delle reali emergenze degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera, e lo abbiamo scritto sempre, che la copertura dei parchi è un falso problema, o meglio un falso obbiettivo per sviare l’attenzione dai veri problemi della fabbrica.
Qui la responsabilità è equamente divisa tra Comune e Regione che, scusate il termine, preferiscono cazzeggiare sul nulla piuttosto che assumersi le vere responsabilità di un intervento risolutore.
Lo rispieghiamo. L’unico “parco” che andrebbe coperto, e per questo ci sono già diversi sili che potrebbero essere utilizzati alla bisogna, è quello del Coke prodotto in sovrabbondanza dalla Cokeria, in barba alla diffida della stessa Regione. E’ l’unico materiale inquinante (il Coke è poroso e negli interstizi del minerale ci sono tutti gli inquinanti della distillazione del carbone) disperso dal vento.
Per gli altri, minerali ferrosi e carbone fossile, sarebbe più che sufficiente un regolare irroramento di materiale filmante fissativo ed un adeguato barrieramento lato mare. L’Arpa a questo dovrebbe servire.
Oltre che una regolare manutenzione e pulizia dei piazzali e delle aree scoperte della Ferriera per impedire il sollevamento di polveri, imbrattanti ma non inquinanti, in caso di eventi ventosi. Sempre Arpa.
Detto questo, si conferma la sostanziale presa in giro a danno dei cittadini e dei lavoratori, che i problemi veri, e le soluzioni che in Regione, inascoltati, abbiamo proposto, sono ben altri se si vuole abbattere ogni fonte inquinante della Ferriera (inquinamento acustico compreso).
Alla prossima puntata della rancida farsa della politica, TUTTA, nessuno escluso.




Ferriera. Poche idee e assai confuse.

» Inviato da valmaura il 14 February, 2018 alle 12:08 pm

Ieri Marino Sossi ha invocato la chiusura dell’area a caldo della Ferriera. Peccato abbia evidenti e preoccupanti problemi di dissociazione. Fu la stessa persona, in veste di allora Capogruppo di Sinistra ad impedire con il suo voto determinante che la petizione promossa dal Circolo Miani, proprio per l’immediata chiusura della Ferriera, e sottoscritta nelle strade e piazze di Trieste da 10.238 concittadini, fosse presentata e discussa in Consiglio Comunale.
In quanto ai rappresentanti di nosmog i problemi stanno nella memoria, assai poca, quando essi affermano che da “dieci anni” i partiti promettono la chiusura della Ferriera e strumentalizzano elettoralmente la vicenda.
A dimostrazione che conoscere il passato è fondamentale per operare nel presente, ricordiamo che la prima e più forte “promessa” fu fatta dal candidato Sindaco Dipiazza, e dal centrodestra, nel 2001 (!!!) ergo diciassette anni orsono, e gli permisero di vincere le elezioni comunali, come a Tondo quelle regionali.
Capiamo che per chi si è bevuto analoga promessa nel 2016 ed ha fatto campagna elettorale per lui, e continua a sostenerlo contro ogni evidenza, la memoria è cosa pericolosa ed inopportuna.
Analogo discorso vale per chi ha sempre sostenuto, Illy prima e Cosolini poi, la politica “ambientalista” del centrosinistra per opportunità appunto politica (lega ambiente).
Ultima annotazione. Appare stupefacente come i cosiddetti organi di informazione (stampa e televisioni) continuino imperterriti, nel silenzio degli acquiescenti partiti e movimenti, ad oscurare e censurare una forza politica, la lista civica NO FERRIERA Si Trieste, che alle ultime elezioni comunali ha avuto per il Comune un terzo di voti in più della “Sinistra” di Marino Sossi, ed il 3% dei consensi nelle elezioni circoscrizionali.
Alle politiche, tra 18 giorni, non “un mese esatto” come scrive il piccolo giornale oggi servendosi di altro calendario, appare chiaro come il NON VOTO sia la scelta più saggia ed utile.





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