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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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48: Morto che parla.
Veramente qui i morti sarebbero tre, ma sintetizziamo! Sul Fatto Quotidiano online compare, absit iniuria verbis, un articolo (?) dall'oltretomba della politica velinara dedicato alla Ferriera di Trieste, dei cui reali problemi non si fa cenno alcuno.E..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 45

Amarcord Ferriera. I biliardini del Gentilli

» Inviato da valmaura il 16 August, 2018 alle 1:09 pm

Scritto da: Teodor – maggio 2007 Può un calciobalilla, insomma un biliardino, diventare simbolo di qualcosa? Ebbene domenica scorsa a Trieste, anzi a Servola, meglio sotto il porticato del Ricreatorio comunale “Gentilli” è successo. A prima vista sembrano i due soliti calciobalilla sistemati come sempre sotto un portico, dove immagini le mani di decine, anzi centinaia, 300 e passa per l’esattezza, bambini, che ne impugnano le manopole, buttano la pallina, fanno la ruota con le stecche, gridano, ridono: in una parola sola, giocano. Ma se li guardi meglio, come fanno alcune delle centocinquanta persone, 154 per l’esattezza, che in una domenica mattina dal clima agostano hanno scelto di partecipare all’assemblea del Circolo Miani contro l’inquinamento prodotto dalla Ferriera, capisci che quei biliardini raccontano molto altro. Sembrano vecchissimi, reduci da decine d’anni d’uso sfrenato, e invece sono seminuovi ma con la ruggine che ha ricoperto e corroso le stecche di metallo brillante, perfino le figurine di plastica bleu e rosse, i calciatori per finta, sono corrosi, macchiati di bruno, intarsiati di granuli neri. Provi a far scorrere la pallina sulla superficie vetrata, il campo a specchio dipinto di verde, e questa praticamente non si muove, fatti pochi centimetri resta incollata, frenata da un pulviscolo grasso. Metti un dito sui bordi laterali che dovrebbero essere bianchi, quelli per intenderci dove i più bravi usano “far sponda” e fregarti l’avversario con quei goal che sembrano un boato, lo fai scorrere e te lo rimiri totalmente nero, mentre una scia grigiastra si apre sul bordo appena toccato. Ti volti e senti il personale del ricreatorio spiegare a voce alta che li puliscono (i calciobalilla) due volte a settimana ma che questo è il risultato, e poi aggiungono che ogni volta che sentono “la Puzza”, praticamente ogni giorno, hanno disposizioni di rinchiudere i bambini al coperto, vietare il gioco all’aperto, chiudere porte e finestre! Abbandonare i biliardini al loro destino: giocare con la morte.


FERRIERA. Una strage.

» Inviato da valmaura il 15 August, 2018 alle 1:53 pm

Si, se le parole uccidessero dal 2001 in qua Tondo (uno e due), Dipiazza (uno, due e tre), Fedriga e Scoccimarro (uno e due) avrebbero fatto una strage. Sarebbero dei serial killer di proporzione cosmica. Ed invece no, più questi parlano, preferibilmente in campagna elettorale, di voler chiudere la Ferriera sull’istante, senza se e senza ma, più le proprietà dello stabilimento possono dormire sonni tranquilli. E lo fanno senza che nessuno, a partire dai solerti “giornalisti” locali, in venti anni abbia mai chiesto loro: “perché, come e quando”. Resta comunque un mistero come i meno della metà degli elettori triestini abbiano continuato a credere loro contro ogni realistica evidenza. E’ anche vero che le principali, ma non le sole, alternative (PD e 5Stelle) erano penose, e non solo sulla Ferriera. Prendiamo ad esempio il neo assessore regionale all’Ambiente, ed ex Presidente della Provincia (2001-2006), Fabio Scoccimarro. Esordisce nell’incarico sparando ad alzo zero, da far impallidire i “100 giorni” di Dipiazza. A reti unificate dichiara solennemente deciso che l’Area a caldo della Ferriera va chiusa subito ed i lavoratori messi in cassa integrazione. Punto. Non gli passa minimamente per la testa che essendo la proprietà di un privato, può farlo solo se i dati in suo possesso lo giustifichino oltre ogni dubbio. Il tempo di riunirsi, come pomposamente annunciato, con il suo “quartier generale”, ovvero i vertici del suo assessorato e dell’Arpa, e … cala un silenzio imbarazzante. Nella sostanza: retromarcia totale perché i “controllori” della Regione, consulenti compresi, gli certificano che la Ferriera rispetta sulla carta tutti i limiti di legge sulle emissioni, dati che loro stessi raccolgono. Subito dopo se ne esce a reti e giornali unificati, con un pubblico elogio di tecnici regionali e dell’Arpa: “quando una macchina funziona è da stupidi cambiarla”, dichiara l'Assessore Scoccimarro. E lo conferma telefonicamente a Maurizio Fogar che gli comunica il suo rifiuto, a nome di Circolo Miani e Servola Respira, di partecipare ad inutili tavoli assembleari, ironizzando, Scoccimarro, sul fatto che “noi pensiamo di sapere più di Arpa ed Università”. Come la realtà dei fatti da venti anni e fino all’ultimo episodio dello “spolveramento” dell’altro giorno appunto conferma. Non deve avere le idee ben chiare perché due giorni dopo aver elogiato i “suoi vertici tecnici” mette un “Mi Piace” sotto il nostro articolo su Facebook dal titolo “Marchesi (direttore Arpa) e Boscolo (consulente universitario) go home!”. In questo periodo lui e Fedriga giocano al ruolo di “poliziotto cattivo e buono” nei confronti di Arvedi. Sulle questioni tecniche non conosce praticamente nulla del funzionamento degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera, cosa che gli fa dire delle pubbliche sciocchezze ma che sa di poter dire in assenza di un serio contradditorio e grazie alla censura del piccolo giornale, di TeleCamberquattro e Rai regionale nei nostri confronti. Fino all’ultima uscita del 14 agosto che della sua ignoranza in materia è plateale conferma. “Nuovi ed immediati provvedimenti relativi ai parchi minerali … dopo il nuovo episodio di spolveramento … testimoniano (le polveri) che l’inquinamento non è circoscritto a Servola ma a tutta la Provincia … nuove misure regionali più efficaci … fino alla copertura dei parchi minerali, e ATTENZIONE, o non si procederà alla chiusura dell’area a caldo” Andiamo per ordine. Primo: “l’episodio di spolveramento” di sabato scorso, come anche i precedenti, non è dovuto ai parchi minerali che a riprova nelle giornate di Bora a 120 non disperdono un granello di polvere pur essendo sempre lì, ma alla mancata pulizia dei nastri trasportatori, dei piazzali e delle strade dello stabilimento. Secondo. “Inasprire le pene”, ovvero emettere nuove norme, non serve a nulla se non ci sono i controlli, ed anche l’ultimo episodio dimostra “apertis verbis” che questi non ci sono o vengono fatti dalla Cieca di Sorrento. Insomma come sanzionare con l’ergastolo chi supera il limite dei 50 km all’ora in Superstrada quando non c’è un vigile che sia uno (in piazzale Rosmini e Viale Romolo Gessi ce ne sono quattro pressoché in pianta stabile a controllare se i pensionati tengono i loro bassotti al guinzaglio). Terzo. Si accorge solo ora che “l’inquinamento non è circoscritto a Servola ma a tutta la Provincia (che ha guidato per cinque anni: Presidente dal 2001 al 2006)”. Che la “sua” Arpa lo avesse certificato in un ponderoso studio di 63 pagine (con tanto di cartine e grafici per i non letterati) edito nel luglio 2008, non lo sfiora neppure. Quarto. Ammette per la prima volta che la copertura dei parchi minerali (che non serve a nulla per la riduzione dell’inquinamento, salvo che per quello del Carbon Coke, che però non dovrebbe praticamente esistere se solo i “suoi controllori” avessero fatto rispettare la Diffida regionale del 26 giugno 2017) è in antitesi con la cessazione della produzione a caldo. Come è ovvio, l’inutile copertura dei parchi significa il proseguimento dell’Area a caldo, di cui i minerali dei parchi sono la materia prima. Attenzione è la prima volta che la Regione lo riconosce. Devono finalmente aver letto e capito uno dei tanti nostri articoli, contrariamente a Dipiazza. A proposito che fine hanno fatto i due avvocati veneti ed il consulente comunale, strapagati con i soldi dei triestini? Fulminati anche loro dall’Anticiclone Africano? E le opposizioni? Stremate dal caldo tanto da non riuscire neppure a sollevare il problema in consiglio comunale? Chiudiamo con un efficace esempio delle capacità dei controllori regionali, ma erano in buona compagnia con i tecnici comunali, quelli dell’ASS e dei Vigili del Fuoco, oltre alla sempre vigile Arpa. Verbale di ispezione dell’Altoforno effettuato il 13 settembre 2016 (Dipiazza Sindaco e Polli assessora), dove si certifica che la proprietà ha effettuato soddisfacentemente tutti i lavori prescritti dall’AIA. Tanto che la stessa proprietà poco dopo, accogliendo le osservazioni del Circolo Miani e Servola Respira, decide “motu proprio” di fermare per ben due volte l’Altoforno per sostituirne prima la Bocca e poi intervenire sul Crogiuolo. Si, meritevoli proprio di una medaglia i “controllori” regionali, e di una Croce di Ferro il loro Assessore. E noi di un vostro "Mi Piace" a questa PAGINA non solo Post. Nella foto: uno dei tanti cortei promossi dal Circolo Miani (partenza dalla sede del piccolo censore) https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2266392743631681/?type=3&theater


UILTIMISSIME! Dipiazza lancia a Barcola il “Bagno Diossina”.

» Inviato da valmaura il 14 August, 2018 alle 2:14 pm

Ne parla alla stampa fino all’arrivo di due omoni in camice bianco che lo sedano e portano via. Il gran caldo dell’Anticiclone Africano ha fatto un’altra vittima. Ora scherzi a parte, vi invitiamo a leggere un articolo da noi pubblicato nel dicembre 2005 sul Terrapieno di Barcola (dove operano una decina di società nautiche e sportive). Tenendo presente che esso è stato in larga parte edificato interrando il mare con centinaia di migliaia di tonnellate di scorie e ceneri del vecchio inceneritore ricche di diossine ed altre schifezze. Bastava consultare l’apposito registro tenuto in Comune. Ovviamente nei decenni l’acqua marina e l’erosione della salsedine hanno trascinato in mare e sui fondali tutto questo “ben di Dio”. Avvertenza per i lettori. Attenzione ai nomi dei protagonisti di allora: sono gli stessi di oggi, Anno Domini 2018, anche il Parco del Mare e Ferriera, con l’aggiunta di Scoccimarro allora non Assessore regionale all’Ambiente ma Presidente della Provincia. L’Arpa poi è sempre l’Arpa. Un nome, una garanzia! Terroristi !!! Scritto da: Teodor - dicembre 2005 “Terroristi”, “è solo fare del terrorismo”: queste le accuse più sentite sulle bocche e lette sui comunicati stampa dei sindacati, in particolare il termine risulta molto amato ed abusato da parte del segretario provinciale CGIL Franco Belci. Ma a chi si riferiscono con questo gentile epiteto i rappresentanti della Triplice? Agli assassini dei prof.i Biagi e D’Antona? Assolutamente no. I destinatari di questo complimento sono coloro che hanno il torto di denunciare il persistere negli anni di gravissime forme d’inquinamento, con conseguenti drammatiche ripercussioni per la salute di chi vive, e anche lavora neh!, in questa città. Insomma la colpa non è di chi inquina, vedi la vicenda diossina-Ferriera, per altro sollevata, nel silenzio naturale od indotto di tanti, già da Circolo Miani e Servola Respira a partire dal 1997, o le più recenti ed analoghe vicende dei due riempimenti marini di Muggia e di Barcola, o di chi per anni non fa un controllo decente o un’indagine seria, no la colpa e di chi, dopo aver inutilmente bussato alle porte di ASS, ARPA, Regione, Comune, Provincia, Ezit, Autorità Portuale o mezzi d’informazione, e già perché qui le inchieste giornalistiche non sanno neppure dove stanno di casa, si rivolge ad una magistratura che certamente su questo, salvo lodevoli eccezioni di qualche Sostituto Procuratore, non brilla per efficace attenzione. E che dichiarazioni poi di tante “Autorità” che dovrebbero avere perlomeno il pudore di tacere, poiché l’istituto delle dimissioni qui è un oggetto sconosciuto. Ma vediamo alcune di queste recentissime perle raccolte col solito ampio spazio riservatole dal quotidiano locale. - Presidente della Camera di Commercio, Industria ecc, Antonio Paoletti: per due giorni di fila esterna sul grande giornale locale la sua rabbia, attenzione non contro chi ha per anni smaltito diossine in quantità 500 (si avete letto bene, cinquecento) volte superiore a quanto consentito dai limiti di legge, già generosi per se, con l’aggiunta di mercurio e idrocarburi in quantità industriale, rifuggendo e risparmiando gli oneri ed i costi di uno smaltimento speciale destinato ai rifiuti tossici. Assolutamente no, il presidente della Camera di Commercio, simbolo vivente dell’inarrestabile decadenza di Trieste, se la prende con chi ha denunciato il problema ed i rischi, e siccome non hanno fegato bastante a dirla chiara, usano la classica formuletta, comune ad altri esternatori di questi tempi: “Nulla contro la magistratura che fa il suo lavoro ma il terrapieno di Barcola è lì da trent’anni e nessuno ha mai detto nulla (appunto)…”. E poi, miracolo a sentire: “Mi domando perché la Ferriera rimane ancora aperta. Non hanno trovato anche lì la diossina?”. ALT!!! Prima di proseguire una pausa di riflessione: stiamo forse parlando dello stesso Antonio Paoletti che da presidente della Camera di Commercio in questi ultimi due anni si è speso in ripetute dichiarazioni a favore del mantenimento della produzione della Ferriera e sempre con ampio spazio sul grande quotidiano locale? E se si, perché il baldo intervistatore del giornale non glielo ricorda? Continuiamo, sempre con il Presidente della Camera di Commercio “Andiamo avanti con il nostro progetto, il Parco del Mare, faremo tutte le bonifiche, che in ogni caso erano già previste (e allora perché s’incazza?) a nostre spese”. Secondo ALT. A “nostre spese”, di chi: della famiglia Paoletti o di parenti e sodali dei consiglieri d’amministrazione della Camera di Commercio? Perché altrimenti il “nostre” è un improprio eufemismo che sta a significare i soldi pubblici, ovvero di noi tutti cittadini incolpevoli e danneggiati nella salute, e non invece di chi ha perpetrato il danno. - Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza: “Non ci penso nemmeno (a interdire l’accesso all’area inquinata), se dovessi far questo ben prima avrei dovuto evacuare tutto il rione di Servola e le aree esposte all’inquinamento molto più grave che proviene dalla Ferriera”. Siamo basiti, ovvero esterrefatti a bocca aperta, il Sindaco, che è per legge anche l’ufficiale sanitario della città, ammette con candore di aver omesso ad un suo preciso dovere, quale ora ve lo spieghiamo. Quando il Sindaco emette le ordinanze, che un minuto dopo la firma entrano in vigore, di blocco e chiusura al traffico per lo sforamento dei valori di legge sull’inquinamento dell’aria, è un atto obbligatogli dall’essere appunto l’ufficiale sanitario, il responsabile legale della tutela della salute dei cittadini: forse chi abita a San Sabba, Valmaura, Servola, Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi non fa parte del Comune di Trieste e di conseguenza può ammalarsi e crepare tranquillamente? I Sindaci di Taranto (centrodestra), di Piombino (sinistra) e di Genova (centrosinistra) non la pensavano così quando nelle analoghe situazioni hanno firmato l’ordinanza di chiusura e sequestro delle Ferriere operanti nelle loro città, forse Trieste, anzi i quartieri di cui sopra dove vivono oltre ottantamila persone, più Muggia, gode di un regime extraterritoriale dove la legge italiana non è in vigore? La verità è semplicissima e sotto gli occhi di chi li usa per vedere: nel 2001 Dipiazza ed il centrodestra vinsero le elezioni impegnandosi, tra le altre promesse, a chiudere la Ferriera, cavalcando una battaglia che non conoscevano e che non avevano mai fatto fino a due mesi dalle elezioni, ma che avevano intuito, grazie anche alla suicida e censoria politica editoriale del quotidiano locale, avrebbe loro permesso di raccogliere consensi decisivi tra migliaia di residenti. Cinque anni dopo (2006) il Sindaco si appresta a fare campagna a Servola e rioni limitrofi con lo stesso slogan; nulla di concreto è stato da lui fatto ma confida nell’esasperazione della gente, nella scarsa memoria dei cittadini e nei regali che continua a ricevere dalla imperterrita censoria linea editoriale della stampa. In realtà lui, Dipiazza, assieme alle altre istituzioni, avrebbe benissimo potuto già da anni risolvere questo problema, lui a parole ama definirlo “cancro”, di ciò invece meno amano parlarne le migliaia di triestini ammalatisi e morti nel frattempo, ma questo significava assumersi delle responsabilità, lavorare seriamente per il futuro economico della città ove ricollocare i lavoratori dello stabilimento, insomma fare veramente il mestiere di sindaco, ma lui sperava che a risolvere il problema fosse il PM Federico Frezza ed un atto della magistratura, con la quale per altro non ha mai incisivamente collaborato. Cinque anni buttati tra simpatiche battute, tra cancri e ferriere da chiudere a parole. - Presidente della Società velica di Barcola e Grignano, organizzatrice della “Barcolana”, Gastone Novelli ed altri esponenti delle società veliche e nautiche: esprimono preoccupazione per il futuro delle attività sportive e sociali, e per gli allenamenti bloccati dei "loro ragazzi" e, ovviamente, per la Barcolana 2006 e le altre gare e regate. Per gli eventuali danni alla salute a cui sono stati esposti i “loro ragazzi” in questi anni neppure una parola né una lacrimuccia, qui ogni commento sarebbe superfluo se non fosse che il presidente Barcolana Gastone Novelli non fosse stato fino ad un anno e mezzo fa il direttore generale dell’ARPA della Regione Friuli Venezia Giulia, e non avesse percepito uno stipendio, seppur lordo, di centinaia di milioni per vigilare sull’inquinamento di terra, aria, acqua e mare, nella nostra Regione. Una vigilanza inappuntabile visti i risultati almeno nella provincia di Trieste, complimenti ed una domanda: come mai dalla Ferriera ai terrapieni di Barcola e Muggia in tutti questi anni non vi siete mai accorti di nulla e questi casi sono sempre venuti alla luce grazie a denunce di privati cittadini o di Circoli ed associazioni? Eppure come l’ASS avevate fior di strutture e sedi sul territorio, personale ben stipendiato dai quattrini dei contribuenti e le ricerche non erano difficili: ora lei, da presidente della società velica, si lamenta di un mancato preavviso della magistratura (un sequestro su appuntamento con mazzo di fiori insomma), ma bastava, come risulta dalle prime indagini, andare in Comune e vedere le carte dell’inceneritore, ci ha mai pensato tra una Barcolana e l’altra? - Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy: “Dell’inquinamento non sono più di tanto sorpreso (noi si, speravamo sempre, che sciocconi, in una maggior serietà professionale di chi ci amministra). All’epoca non c’era sensibilità ambientale e si scaricavano materiali non consoni”. All’anima del “consono”: diossine, mercurio ed idrocarburi erano ben noti, anche negli anni settanta, come inquinanti altamente cancerosi. Seveso e la faccia del Presidente Ucraino (avvelenato da spie russe) vi dicono qualcosa? Ed in merito alla “sensibilità ambientale”, frase usata anche da Dipiazza per l’occasione, si sperava che chi faceva dell’impegno politico una professione e come tale veniva retribuito dai cittadini, avesse almeno l’intelligenza di leggere i principali giornali editi in Italia in modo così da arricchire le sue sensibilità, non solo quella ambientale. Post Scriptum: “Lunedì esaminerò la questione con gli uffici e vedremo cosa dice la legge - ha detto Dipiazza - ma penso che se dovessimo interdire gli allenamenti a Barcola, dovremo proibire alla gente di Servola di uscire di casa”. Questa la dichiarazione del Sindaco Roberto Dipiazza sul grande quotidiano locale di domenica 4 dicembre. Delle due l’una: o gli abitanti di Servola ma anche di Valmaura, San Sabba, Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi, insomma di Trieste e Muggia, capiscono quello che io comprendo leggendo questa incredibile dichiarazione od è meglio chiudere baracca e cambiare città ed aria. Se ci sono, ed io non dubito purtroppo che ci siano, dati che imporrebbero non a cinquantamila e passa triestini di doversi tappare in una casa trasformata in una specie di rifugio atomico, ma la immediata chiusura di stabilimenti, la Ferriera in primis, che producono questi risultati allora stiamo assistendo ad una farsa che gioca cinicamente ed elettoralmente con la salute e la vita di noi tutti. Ricordiamocelo. Se poi uno vuole farsi prendere gratis per il deretano ….. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2265221657082123/?type=3&theater


Politici e Ferriera. FATE PENA !!!

» Inviato da valmaura il 13 August, 2018 alle 12:17 pm

La vicenda di ieri, ben ripresa dal Post e dal video (L'Eco della Serva) qui sotto, è un episodio piccolo ma grandemente indicativo. Piccolo perché si tratta di imbrattamento (le polveri sollevate), fastidioso quanto si vuole, ma non di inquinamento. Indicativo perché ampiamente annunciato dai bollettini meteo e già accaduto in passato. Le cause le abbiamo illustrate nel pezzo qui sotto nella pagina e dunque non le ripeteremo. Ma questo episodio è emblematico della totale ignoranza, delle negligente incapacità di una intera classe dirigente, e del personale tecnico alle sue dipendenze e di quelle sigle di comodo di cui amano circondarsi, di affrontare, prevenire e risolvere anche episodi di elementare portata come quello di ieri. I nomi? Quelli di tutti quanti hanno governato Regione, Comune e Provincia, finchè esisteva, dal 1998 ad oggi. Delle forze politiche, vecchie e relativamente nuove che sette anni non sono pochi, che a vario titolo (opposizione o maggioranza) occupavano i Consigli, e di chi ha collaborato con loro prendendo in giro i cittadini, almeno quella parte minoritaria che ha votato, che qui a Trieste sono decisamente di bocca assai buona e di memoria altrettanto corta. Quando chiamati dall’attuale assessore regionale Scoccimarro gli dicemmo che non aveva senso avviare alcuna collaborazione se non liberava la Regione da consulenti, direttori e tecnici che sulla Ferriera avevano permesso questo disastro, e da venti anni, e che lui invece aveva appena pubblicamente lodato su stampa e TiVù, lui ci domandò ironicamente se pensavamo di saperne di più di Arpa ed Università. “Mille volte di più” gli rispondemmo. Non aprì bocca e ci salutammo. Ecco il tutto sommato piccolo episodio di ieri è la conferma lampante di quanto gli abbiamo inutilmente detto. Si, questi fanno proprio pena! Sbatteteci un vostro "Mi Piace" alla Pagina per consolarvi. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2263915397212749/?type=3&theater


“Allucinante, inaccettabile” e chi più ne ha, più ne metta.

» Inviato da valmaura il 9 August, 2018 alle 12:34 pm

Per l’assessore al Patrimonio comunale, Lorenzo Giorgi, è “allucinante” lo stato in cui ieri ha trovato l’ampio edificio scolastico di via Fianona. Per noi invece è “allucinante” che lo scopra solo ora dopo 18 anni di abbandono totale da parte del Comune di questa ampia struttura collocata in un quartiere: Valmaura, in una Circoscrizione: la Settima, da sempre privi di luoghi di incontro ed aggregazione. In questi 18 anni il suo Sindaco ha governato, si fa per dire, per 13; Cosolini per 5 e Lorenzo Giorgi è stato consigliere in Comune per oltre 10. Ed ora, dopo aver fatto degradare nella più totale incuria questo spazio pubblico, si perita pure di esprimere giudizi. L’unica cosa che dovrebbe esprimere, lui ed i suoi colleghi che hanno sgovernato il nostro territorio, sono le scuse, ed un minuto dopo tornarsene a casa facendosi vedere in giro il meno possibile. A proposito non è che la Corte dei Conti vuol dare un’occhiatina per verificare se ci sia un danno erariale da parte degli amministratori comunali? Così per togliersi uno sfizio. “Inaccettabile” la violenza sui più deboli. Così sbotta, irato ma non troppo: alla sua maniera, l’assessore comunale ai Servizi Sociali, Carlo Grilli, a commento dei supposti maltrattamenti subiti da anziani presso una casa di riposo. Mentre ieri, e ieri l’altro chiunque tentasse di telefonare ai vari interni del suo assessorato di via Mazzini che si occupano del Sostegno al reddito, si trovava di fronte al silenzio più totale, oppure, finalmente, alla portineria dell’assessorato si sentiva rispondere che “bisognava venire di persona in via Mazzini, nel camerone a piano terra. Però guardi che abbiamo disposizioni di staccare un massimo di 60 biglietti al giorno”. Per gli altri nisba. Ritornare e sperare di risultare tra i primi 60 classificati. Ovviamente le lunghe ore di attesa senza alcun rispetto per la privacy, queste non sono violenza perché le organizza una “istituzione”. Come i sette mesi di ritardo nel pagamento dei sussidi antipovertà sono una dolce carezza affettuosa per migliaia di triestini. Vai a casa che è meglio Grilli, e inizia a guardare la “trave” che hai nel tuo occhio prima di occuparti delle “pagliuzze” altrui. PS. Per le foto, Facebook Circolo Miani.



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