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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
Le sorprese della censura talvolta sono anche divertenti. ..
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Trieste Verde. A cosa diciamo no!
Dicemmo no alla progettata Centrale a Carbone nel Vallone di Muggia, battaglia vinta..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 45

La resa del Laminatoio e l'ultimo Giapponese. Gli smemorati di Muggia, e Trieste.

» Inviato da valmaura il 21 January, 2022 alle 2:00 pm

Partiamo dall'attuale Sindaco.
Polidori: “contro sono sorti addirittura dei comitati, mentre noi abbiamo dimostrato coerenza, invitando a non parlare ancora di laminatoio visto che non esisteva ancora alcun progetto messo nero su bianco.” Ed alla CGIL : “Chi chiedeva tavoli per discutere della questione è stato smentito dai fatti: non c'era nulla su cui discutere.”
Lo dica al suo boss Fedriga che sul “nulla” ha proposto e votato il 14 maggio scorso addirittura una delibera regionale costruendoci sopra un Protocollo d'Intesa per favorire dunque il “nulla”, sottoscritto a due mani da Zeno D'Agostino, per Autorità Portuale e Coselag (ex Ezit), e con una mano dalla Giunta Marzi-Bussani e dallo stesso Fedriga per la Regione.
Insomma tanto rumore per “nulla”?
Gli fa eco il vicesindaco Fdi Nicola Delconte: “Abbiamo dimostrato ancora una volta come ci si comporta da seri e prudenti amministratori pubblici.”
In effetti la nota apparsa sulla stampa in campagna elettorale di FdI e firmata dal Delconte, in cui si comunicava la ferma contrarietà del loro partito contro il progetto del Laminatoio, era stato un atto “imprudente”.
Memoria corta?
Poi arriva il protagonista della disfatta, l'ex Vicesindaco, ex candidato Sindaco, il piddino Bussani: “Il tanto criticato protocollo d'intesa è una buona base da cui partire per successivi sviluppi. Vedremo su quali altri temi si concentrerà chi ha promosso una campagna elettorale monotematica.”
Ora che il Napoleone di Waterloo dia lezioni di strategia ad altri fa solo che sorridere. Ma nel merito incensando ancora contro ogni evidenza un Protocollo d'Intesa che nel titolo porta come oggetto il favorire la realizzazione del defunto Laminatoio, dimostra solo due cose: che lui a dieci mesi di distanza o non lo ha ancora letto oppure semplicemente non ha capito cosa ha firmato: lasciamo ai lettori giudicare cosa sia più grave. Insomma si comporta come l'ultimo Giapponese che a 30 anni dalla fine della seconda guerra mondiale continuava a combattere nella giungla del Borneo.
Poi che si preoccupi di cosa farà “chi ha promosso una campagna elettorale monotematica”, dimostra viepiù la sua avulsione dalla realtà.
Non desideriamo parlare per altre opposizioni che hanno semplicemente quanto furbescamente cavalcato un tema molto sentito a Muggia solo per trarne beneficio politico personale, ma la Lista civica Muggia ha già presentato in Comune una quindicina di atti, tra interpellanze, interrogazioni, mozioni e deliberazioni, contro UNA finora presentata dal gruppo PD capitanato dal Bussani.
Delirante dunque il contenuto delle sue infelici uscite e crediamo proprio che la nuova segreteria locale del suo partito parta in salita, assai ripida.
Infine dice la sua pure il capogruppo del Carroccio Giulio Ferluga «il dato politico che emerge da queste importanti novità è che i fatti hanno dato ragione alla Lega. Noi abbiamo sempre detto che nulla era stato deciso in merito al laminatoio, che l'installazione dell'impianto siderurgico era tutto meno che certa e che non era stato presentato alcun progetto ufficiale. Danieli, che mesi addietro aveva semplicemente manifestato il suo interesse, ha commissionato i suoi studi, fatto i suoi calcoli e ha infine deciso che non se ne fa nulla».
Anche qui vale quanto scritto per Polidori, si rivolga dunque al suo Gruppo in Regione ed a Fedriga, dei visionari che si muovono sul non detto.
In quanto ai promotori industriali studi e legga di più, glielo suggeriamo con affetto, al fine di evitare figure da cioccolataio come questa. Il progetto era targato Metinvest, che aveva sì la Danieli come partner ma come ribadito dall'AD di Buttrio più volte sulla stampa in questi mesi la decisione spettava unicamente a Kiev. A Danieli interessava soprattutto vendere a Metinvest gli impianti ed i macchinari per incassare un 120 milioncini, e come dar loro torto.
Dunque legga di più, Ferluga.
In quanto alle motivazioni addotte per alzare bandiera bianca fa semplicemente sorridere che solo ora, dopo un anno, Metinvest, con Danieli a traino, si sia accorta dell'inquinamento, delle bonifiche e dei tempi di costruzione. Dimenticando che alle armate di Putin bastano sette ore per suonare il campanello degli uffici Metinvest a Kiev con il cannone di un carro armato.
Dirlo in giro è voler far passare i promotori del Progetto per una banda di deficienti, che diffondono urbi et orbi addirittura un “Rendering” del nuovo stabilimento, ed i cittadini per una accozzaglia di ebeti.
D'altronde è questo quello che la politica tutta, commentando l'abbandono ha proprio fatto: in buona sostanza hanno detto che “morto un Papa se ne fa un altro”, facendo spallucce e sorridendo. Peccato che fossero quegli stessi politici che fino a poche settimane or sono magnificavano il Laminatoio come “opportunità irripetibile”. Vero Centrodestra, Centrosinistra e 5Stelle?
Maurizio Fogar.
 



Sventrare il Carso.

» Inviato da valmaura il 21 January, 2022 alle 1:57 pm

Due miliardi e passa di euro per un eventuale risparmio di 7-20 minuti!
Ma sono pazzi questi qui?
RFI, Ferrovie dello Stato. La società conferma in audizione di aver avviato lo studio di fattibilità per il tunnel da oltre 20 km fra Ronchi e Aurisina.
Per una spesa (iniziale) prevista di due miliardi di euro un “beneficio” di un massimo di 20 minuti di riduzione sui tempi di percorrenza.
Mentre per il tunnel sul Carso (un miliardo il costo iniziale) si otterrebbe un risparmio di “ben” 7 minuti.
Ma sono pazzi o cosa?



Hanno fatto un deserto ma la chiameranno “Area verde”.

» Inviato da valmaura il 19 January, 2022 alle 12:12 pm

Hanno trasformato via Dandolo-Alberti in una landa desolata, nemmeno una piantina hanno lasciato, ma l'”incolpevole” sindaco dichiara che in un futuro, prossimo venturo che noi non vedremo, trasformeranno il deserto in un'area verde, con panchine, trastulli e nuovi alberi.
Il bucolico sindaco ha dichiarato che «Premetto che il Comune non può entrare nel merito di un'area della quale non è proprietario - spiega - perché non farebbe altro che sollecitare l'intervento della Corte dei conti. Il mio impegno con i residenti è quello di prendere in concessione l'area dalle Ferrovie e crearvi un'area verde. Insomma, una volta finita la distruzione, vogliamo iniziare la ricostruzione». Ed in due frasi ha inanellato tanti svarioni da far impallidire Bertoldo e Bertoldino.
Non corrisponde al vero che il Comune non può intervenire sulla scelta di abbattere alberi da parte di un privato, si chiami esso pur anche Ferrovie dello Stato, perchè allora buttiamo direttamente al cesso il Regolamento del Verde che il Comune ha adottato.
Cosa ci azzecchi la Corte dei Conti, l'inane spauracchio degli amministratori locali incompetenti e dannosi, è cosa che vede solo lui.
La “ricostruzione” se mai ci sarà noi non la vedremo perchè saremo tutti, lui compreso, morti da tempo: per portare un nuovo albero alle dimensioni ed agli effetti benefici dei segati ci vorranno dai 30 ai 40 anni.
Amen, ed ancora complimenti ai “segnalatori” residenti, e si premurino di votarli ancora questi partiti.



Shock alla Danieli e al Piccolo. Con un articolo listato a lutto.

» Inviato da valmaura il 19 January, 2022 alle 11:44 am

Accade quello che su queste pagine Maurizio Fogar aveva spesso descritto.
Ma non bisogna mai fidarsi e continuare a vigilare che questi camaleonti sono capaci di tutto.
Ed ora via ad una bonifica conservativa del verde con i 60 milioni stanziati dal PNRR.
Per capire come sulla partita non sia però stata messa una pietra tombale infatti basta leggere qui sotto quanto riportato dall'affranto D'Amelio nel suo articolo in cui spicca una politica che predilige il “top secret”.
In quanto al Bini, Sergio Leone diceva che nel Far West i cimiteri erano pieni di ottimisti.
“Resta perciò acceso un lumicino sulle speranze di un ripensamento o sulla possibilità di tornare a guardare alla provincia di Trieste con qualche localizzazione alternativa e finora tenuta top secret.”
E di rincalzo: “l’assessore alle Attività produttive Sergio Bini: «La Regione Fvg si è messa a disposizione fin dalla prima ora per favorire questo investimento sul territorio. Non è ancora saltato nulla: ad oggi ci sono varie ipotesi di insediamento aperte e teniamo ancora aperta anche la possibilità delle Noghere, con i suoi punti di forza e di debolezza». Bini si dice «ottimista che si possa trovare una soluzione positiva per un investimento che non vale solo centinaia di milioni di euro, ma che ha grandi ricadute sul piano occupazionale».
Mò questa me la segno!
 



Chi se la va a cercare ….. Strage di alberi in via Dandolo-Alberti.

» Inviato da valmaura il 18 January, 2022 alle 2:28 pm

Premessa: qui la miccia che ha determinato la mattanza del verde è stata innescata da alcuni residenti che hanno chiesto al Comune un intervento di “messa in sicurezza” dei centenari alberi che avevano allungato troppo le chiome. Poi quando l'intervento c'è stato, ma alla radice, abbattendoli di sana pianta, gli stessi residenti si sono lamentati pubblicamente per la scomparsa degli alberi.
Ma questi sprovveduti che incredibilmente ancora ignoravano il modus operandi utilizzato in questi casi, altro che potatura o come la hanno definito loro: “limatura” (un po' come chiedere al boia che non ti mozzi il capo ma ti faccia una manicure ed una sfumatura alta) adesso dopo essersela cercata si lamentano pure.
Una menzione d'onore a Dipiazza che dichiara di non poter intervenire perchè l'area disalberata e desertificata è proprietà delle ferrovie dello Stato, e che ci mette la ciliegina della presa per i fondelli.
Il Regolamento del Verde che il Comune si è dato anni fa prescrive che a tutela (buona questa) di alberi esistenti in aree private prima che i proprietari ne decidano l'abbattimento ci deve essere una accurata perizia sullo stato di salute della pianta, controllata (si fa per dire) dagli uffici del Verde pubblico (sempre si fa per dire). Dunque il fatto che questi si trovassero in un'area terza, ma proprietà per di più di un ente pubblico RFI, non esimeva il Comune di dare o meno l'autorizzazione per i lavori, e dubitiamo assai che ciò sia avvenuto rispettando quando stabilito dalle stesse norme comunali.
A “Babbo (albero) morto” si trincerano dietro la solita abusata scusa del “pericolo per la sicurezza”, e certo si capisce sono gli effetti delle ondate pressorie innestate dall'eruzione vulcanica a Tonga.
Ma d'altronde che i residenti si arrangino: hanno votato per Lorsignori e dunque almeno frignino in silenzio.
A noi piange il cuore per la strage di alberi, non per i residenti che ne sono stati l'alibi perfetto.




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