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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Notizie Flash

Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 42

Ferriera. L’emergenza Altoforno continua.

» Inviato da valmaura il 6 May, 2018 alle 11:32 am

Da anni come Circolo Miani e Servola Respira, lasciamo perdere le altre sigle e siglette che non conoscono lo stabilimento e pertanto vanno benissimo a Dipiazza, Camber ed ai 5Stelle più Polli, Slokar e Lippolis della Lega, denunciavamo lo stato comatoso dell’Altoforno in funzione.
Un primo intervento, finalmente, è stato fatto: con la sostituzione della Bocca da cui uscivano giornalmente oltre centomila metri cubi di gas letale. Non è stato invece finora sostituito il crogiuolo dell’AFO, una situazione pericolosa come conferma il grave incidente sfiorato in aprile del 2016. Logica avrebbe voluto che la proprietà effettuasse questo lavoro al momento della fermata dell’impianto in occasione della sostituzione appunto della Bocca dell’Altoforno, ma così non è stato.
Lo avevamo segnalato (l’emergenza Crogiuolo) formalmente pure alle due ultime riunioni del Tavolo tecnico regionale, morto nel gennaio 2018 per mancanza di volontà politica dell’ex assessore ed ora ex consigliere regionale Sara Vito (PD).
Oggi l’Altoforno va fermato subito (durata lavori almeno 30-40 giorni) per l’urgenza dell’intervento onde evitare gravi disgrazie. Ciò comporterà per la proprietà, oltre ai costi dei lavori, anche una notevole perdita economica per le decine di migliaia di tonnellate di Ghisa non prodotte.
Altra questione aperta da tempo rimane il mancato rispetto dei limiti imposti dalla diffida regionale sulla produzione del Carbon Coke. In buona sostanza la Cokeria deve sfornare la quantità necessaria esclusivamente al funzionamento dell’Altoforno.
Cosa che palesemente il parco del Coke stoccato, tra l’altro l’unico inquinante tra i parchi minerali, dimostra ad occhi aperti, dunque non quelli dell’Arpa, dei tecnici regionali e di chi deve esercitare il controllo sul rispetto di leggi e norme.
E la questione dell’Arpa e del funzionamento degli organi regionali dell’Assessorato all’Ambiente, sarà una delle questioni che porremo al nuovo Presidente della Regione in occasione del prossimo incontro.




Trieste. Caccia grossa al ….. povero!

» Inviato da valmaura il 4 May, 2018 alle 12:38 pm

Quattro pattuglie dei vigili urbani sono state mandate dal Comando a circondare e setacciare i capannoni della ex Fiera, ennesimo monumento del fallimento della politica triestina.

Se avessero pure avuto le nuove armi avrebbero fatto venire in mente i rastrellamenti tedeschi della seconda guerra mondiale, con i fascisti al seguito.

Alla fine della caccia hanno trovato ben tre senzatetto che, con somma sorpresa e forse massima delusione di qualcuno, erano italianissimi triestini: due uomini ed una donna.

Ora arriverà la denuncia, in barba all’articolo 47 della nostra Costituzione (diritto alla casa), per aver dormito in una palazzina uffici lasciata abbandonata da anni e anni. Contro questa incuria e spreco del denaro pubblico invece nessuna magistratura contabile è mai intervenuta contro gli amministratori comunali.

Peccato che il Comune non abbia preso analoga iniziativa, magari di concerto con la Regione, nel rastrellare e perquisire gli uffici dell’INPS di via Sant’Anastasio-via Udine.

Sono ben cinque i mesi di ritardo sul versamento dell’assegno antipovertà regionale, il MIA, a migliaia di famiglie triestine.

Come dire che la violenza istituzionale è legalizzata, quella di chi cerca un tetto per dormire invece è perseguita con rigore.

Complimenti alla discrezione del piccolo giornale che ha pubblicato le foto del pericoloso “arsenale” rinvenuto dal pattuglione municipale. Panni e vestiti messi ad asciugare.

E siamo nella mitteleuropea Trieste, vabbè trasformata dall'assessore Giorgi in un Suk di Tangeri, nell'anno 2018 Dopo Cristo.

Se ci mettete un vostro "Mi Piace" alla Pagina Facebook Circolo Miani vi mandiamo le foto dei nostri panni da stirare. Una bella donazione del 5X1000 al nostro Circolo (vedere ad inizio pagina le istruzioni nell'articolo "Dateci una mano anzi una firma!") ci permetterà finalmente di acquistare un ferro da stiro.

https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2167664276837862/?type=3&theater




La clava

» Inviato da valmaura il 3 May, 2018 alle 11:57 am

Oggi si celebra la giornata mondiale per la libertà di stampa.

A Trieste si replica il funerale dell’informazione.

Pubblichiamo un pezzo scritto nel 2006 ma che conserva intatta tutta la sua attualità.

La clava

Quando in una situazione di monopolio, ovvero di assenza di concorrenza, chi controlla gli organi d'informazione, scritta e radiotelevisiva, li gestisce come uno strumento di lotta politica, di conquista e detenzione del potere, escludendo parti significative di quella che "lor signori" amano definire società civile dalla possibilità di esprimere pubblicamente le opinioni e di farle conoscere alla comunità, ebbene si trasforma l'informazione in una clava che colpisce con effetti devastanti e danni imperituri l'opinione pubblica.
Si cessa di fare informazione e gli stessi giornalisti si trasformano in meri esecutori, in inglese "killer", di una guerra per bande, alla faccia dell'etica e della deontologia professionale.
Questo è quello, nè più nè meno, che accade a Trieste e non da oggi.
Chiedere a questi "professionisti" di conoscere Voltaire è pretendere in effetti un pò troppo, qualche speranza in più ci viene dalla possibilità che, con oltre 12 milioni di televisori sintonizzati giovedi scorso sulla serata di Adriano Celentano, tra i tanti italiani e triestini abbiano assistito al meraviglioso duetto con Roberto Benigni.
E forse c'è la remota speranza che abbiano visto il monologo finale di Roberto, che citando una frase stranota del grande illuminista francese ed europeo: "Non condivido le tue opinioni ma sono pronto a dare la vita perchè tu le possa esprimere" ha salutato gli spettatori.
Ecco in che condizioni è l'informazione in questa città, siamo ancora al buio assolutistico, in attesa dei monarchi illuminati, con la speranza di un futuro arrivo della Rivoluzione francese e di Napoleone.
Questi "giornalisti" portano la grande responsabilità, e non da oggi lo ripetiamo, del ritardo di Trieste nell'orologio della storia e le precludono un futuro di crescita e sviluppo.

https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2166890736915216/?type=3&theater

 




Lettera ai “politici”.

» Inviato da valmaura il 2 May, 2018 alle 1:11 pm

Posto che qualunque scelta noi, semplici cittadini, compiamo ogni giorno è una scelta politica (prendere l’autobus invece che la macchina, ecc.) nel senso vero della parola “Polis”, ovvero che riguarda la nostra comunità.

Diverso ed oramai abissalmente distante dalla realtà è il comportamento, ma anche solo il linguaggio, della politica ufficiale oggi: quella praticata da partiti e movimenti.

Ignoranza ed impreparazione di questi politici, fatte salve le rarissime eccezioni, sono le caratteristiche prevalenti, assieme alla solidarietà e all’arroganza di casta.

Fenomeno questo predominante anche nel mondo dell’attuale giornalismo che non a caso porta agli stessi comportamenti.

Insomma “anche se mona pur che sia mio”. La fedeltà al posto del merito e della capacità come metodo di scelta di una classe “dirigente”.

Due libri bellissimi ed efficaci a descrivere questo sono “Lettera ad una professoressa”, anche se sarebbe più giusto scrivere “maestra”, di don Lorenzo Milani, ed “I Trasformisti” di Nando Dalla Chiesa. La cui lettura consigliamo vivamente a tutti.

Nel primo si afferma che quando una maestra in prima elementare boccia un terzo dei suoi alunni (ovviamente quelli normalmente provenienti dalle famiglie povere) non è che un terzo dei ragazzi è deficiente, ma semplicemente che è la maestra ad essere inadeguata.

Nel secondo il sociologo milanese descrive il trasformismo non dei politici, fatto abituale il “cambio di casacca” nella storia d’Italia, ma quello dei normali cittadini che abdicano ad esercitare coerenza e soprattutto memoria.

Insomma quando a votare, sulle cose reali che decidono la nostra vita quotidiana, vanno solo Quattro elettori su Dieci, la “politica” istituzionale e non dovrebbe porsi un gigantesco “Perché”, e riflettere sul proprio fallimento.

“La libertà è partecipazione” cantava Giorgio Gaber.

Perché la “colpa” non è dei cittadini ma di chi, vecchi e nuovi, ha ridotto la politica ufficiale in questo stato comatoso e disprezzato.




Il funerale di questa politica.

» Inviato da valmaura il 1 May, 2018 alle 12:48 pm

Se la campagna elettorale durava ancora una settimana a Trieste, in Regione non ci azzardiamo a fare ipotesi, avrebbe votato il 30% e sarebbe stato tanto.
“Merito” anche dell’informazione politica spacciata fino all’ultimo dal piccolo giornale e TeleCamberquattro.
Meno della metà degli elettori ha votato in Regione con il record negativo di Trieste dove sei cittadini su dieci NON hanno votato.
I veri sconfitti di queste elezioni, per quel che serve scriverlo, a parte il Centrosinistra dove il PD rispetto al trend disastroso degli ultimi due anni ha tenuto le posizioni, sono stati i 5Stelle, che sono calati al 7% in Regione e scendendo a Trieste al 9.5%.
Un clamoroso arretramento le cui cause vanno ricercate nell’impreparazione e nell’incapacità del movimento regionale e soprattutto triestino ad affrontare seriamente i problemi della nostra comunità (la loro gestione della vicenda Ferriera è emblematica) e la loro incapacità a rapportarsi con il territorio. Piuttosto che nei contraccolpi delle vicende nazionali.
Come loro Forza, iissa, sburta Italia, che ha tamponato il tracollo con i portatori di preferenze personali ma comunque ha conseguito un terzo dei voti della Lega (cinque consiglieri contro diciotto) e con un eletto a Trieste che se condannato nel processo per le “spese pazze” tra due settimane dovrà abbandonare il seggio in Regione: Camber il “minore”.
Letteralmente umiliata la lista Tondiana di AR, dalla Carnia a Trieste.
Mentre il “Patto per l’Autonomia” di Ceccotti ha ottenuto una prima significativa affermazione e spiace che il suo leader, per una astrusa legge elettorale, non possa sedere in Consiglio arricchendolo della sua esperienza e preparazione.
Comunque la palla passa ora ad un Presidente eletto con un quarto dei voti dei cittadini della Regione e la vera sfida per Fedriga sarà non farsi ingabbiare da quel che resta dei portatori di interessi forzaitalioti, a partire dal non candidato Riccardi in Savino in Camber, il “maggiore” detto il pregiudicato. E soprattutto trovare amministratori capaci anche fuori dai soliti schemi su materie quali la Cultura-Volontariato e l’Ambiente, da rifondare da capo a piedi, come l’ARPA ed il Corecom.
Un’ ultima considerazione.
Il consiglio comunale di Trieste e l’amministrazione Dipiazza eletti neppure due anni orsono sono oramai delegittimati sia dall’esito del voto odierno che alla luce dei risultati delle politiche del 4 marzo scorso.
E probabilmente se Francesco Russo fosse stato candidato a Sindaco allora, al posto del bollito e politicamente nefasto Cosolini, oggi Dipiazza, si quello del “chiudo in 100 giorni” forse la finestra non certamente la Ferriera, potrebbe dedicarsi in santa pace e letizia ai suoi privati passatempi.





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