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Circolo Miani » News Correnti » Page 407

Grazie ai tanti ed appuntamento venerdì 28 maggio, ore 18 al Circolo Miani.

» Inviato da valmaura il 19 May, 2010 alle 12:34 pm

Venerdì 28 maggio alle ore 18 al Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, si terrà una Assemblea pubblica alla quale sono stati invitati i responsabili di tutte le amministrazioni pubbliche, i capigruppo consiliari ed i segretari delle forze politiche. Non per ascoltare, che quello che avevamo da dir loro sono dieci anni che lo conoscono, ma per raccontare, loro, quello che hanno fatto di concreto per risolvere l’emergenza Ferriera-Sertubi, che poi è l’emergenza di Trieste e Muggia.

Per relazionare sul loro operato al di fuori delle comparsate delle campagne elettorali con annesse promesse.

Da Tondo a Ballaman, a De Anna e ai tre assessori regionali triestini, ai Capigruppo regionali, alla Presidente della Provincia di Trieste ed ai capigruppo provinciali con annessi segretari provinciali dei partiti, per finire con i Sindaci Dipiazza e Nesladek con annessi capigruppo.

Potranno liberamente scegliere di non venire, di non rispondere nemmeno all’invito.

E’ nelle loro facoltà ma dovranno assumersi per intero la responsabilità di questo gesto e ricordarlo quando penseranno di venire a chiedere il voto ai cittadini.

E passiamo ad altro. E cioè alla bella manifestazione di ieri pomeriggio in piazza Unità.

Erano centinaia e centinaia le persone che hanno partecipato ed hanno ascoltato in un numero che cresceva di minuto in minuto, si sono toccate e superate abbondantemente le quattrocento presenze, e solo tra quelle in piedi che facevano ala a Maurizio Fogar. Senza contare le altre centinaia che hanno seguito sedute ai bar o ferme in piazza i discorsi.

Per le televisioni una non notizia, ma si sa il Circolo Miani ed i Comitati di Quartiere non pagano fior di centinaia di migliaia di euro all’anno, soldi di noi cittadini, per sponsorizzare tribunette elettorali perenni dei soliti amministratori di partito.

Televisioni che poi ricevono pure sovvenzioni pubbliche, sempre soldi nostri, in nome del “pluralismo” della libertà d’informazione. Che garantiscono nel modo che abbiamo ancora una volta veduto ieri.

Per la stampa locale una brutta, sgradevole e masochista caduta di stile. Bastavano le foto, non formato tessera però, a smentire in un baleno i conti fatti.

Bastava fermarsi una ventina di minuti per verificare presenze e consensi crescenti. Bastava riportare una volta sola in tanti anni quanto detto e parlato in quell’ora e non ripetere all’infinito tre righette sempre uguali e oramai prive di ogni significato.

Forse se invece della salute dei triestini e muggesani, del rapporto oramai morto tra politica e cittadini e del futuro della nostra comunità, ci fossimo occupati degli amici a quattro zampe, cani e gatti, ma soprattutto gatti, forse solo allora la stampa ci avrebbe dedicato il paginone che oggi, per altro meritatamente, dedica all’amico Giorgio Cociani.

Ma se è così continuino a non preoccuparsi, cosa contano poche decine di persone? Niente e pertanto dormano sogni tranquilli i vari Camber, Cosolini, ed i loro sponsor editoriali.

Niente avranno da temere alle prossime elezioni amministrative perché appunto ieri niente è successo in piazza Unità.

Ah sì una notizia sfuggita tra le tante ieri alla stampa presente. Tra un mese inizierà la distribuzione, casa per casa, cassetta per cassetta delle lettere, di un primo numero di un giornale tirato in quindicimila copie e destinato a tutte le famiglie residenti tra San Vito e Muggia, poi ne faremo una specifica per i nuclei familiari muggesani, dove si parlerà di questo e altro, partendo dai problemi reali che la gente nei quartieri si trova ad affrontare quotidianamente e del fallimento della politica e dell’informazione ufficiale nel conoscerli, affrontarli e risolverli.

Ma nulla di preoccupante, non contiamo niente e niente dunque possiamo rappresentare.




Martedì 18 maggio alle ore 18 in piazza Unità – Municipio. Una storiaccia esemplare.

» Inviato da valmaura il 5 May, 2010 alle 2:21 pm

Martedì 18 maggio alle ore 18 in piazza Unità – Municipio

Circolo Miani – Servola Respira – La Tua Muggia – Coordinamento dei Comitati di Quartiere

TRE  X UNO

I nostri medici: chi vive tra Muggia e San Vito-Campi Elisi a causa dell’inquinamento industriale ha tre possibilità in più di ammalarsi (tumori, leucemie, broncopatie, allergie, malattie della pelle, ecc.).

Martedì 18 maggio ore 18 Piazza Unità-Comune

Per NON morire di Ferriera-Sertubi

Atto IV

Da Regione, Provincia e Comune solo chiacchiere

www.circolomiani.it

Questo il testo della locandina che vi invitiamo ad impaginare e diffondere per invitare i cittadini a partecipare alla quarta manifestazione in programma per martedì 18 maggio, con ritrovo alle ore 18, davanti al Municipio di Trieste in piazza Unità.

Regione e Governo, nel totale silenzio, stanno per regalare centinaia di milioni di euro, ovviamente pagati dai cittadini nelle bollette della luce sotto la voce A3, alla russa Severstal proprietaria della Ferriera di Trieste. Intendono saldare in via anticipata ed in una unica soluzione le agevolazioni Cip 6 da qui al 2015 per la Centrale di cogenerazione dello stabilimento triestino.

Il decreto ministeriale è entrato in vigore il 2 dicembre del 2009 e ovviamente la Severstal ha subito sottoscritto l’accordo. Per ottenere questa ricca prebenda la legge stabiliva che la Ferriera doveva godere della convenzione almeno fino alla data del 1 gennaio 2010. Doveva cioè utilizzare nella produzione di energia elettrica almeno per il 51% i gas di risulta e lavorazione di Altoforno e Cokeria.

Appare del tutto evidente e chiaro perché la Regione guidata dalla giunta Tondo di centrodestra (PDL, UDC e Lega Nord), nel silenzio assenso del PD ed opposizioni varie, con l’unica lodevole eccezione del consigliere regionale Igor Kocijancic, ha insabbiato, per di più in aperta violazione della legge, dal 28 agosto 2008 la convocazione di quella Conferenza dei Servizi che doveva ritirare l’Autorizzazione Integrata Ambientale, illegittimamente concessa nel dicembre 2007 in una riunione di Giunta convocata tra Natale e Capodanno dall’allora amministrazione Illy alla proprietà della Ferriera, la Severstal.

Se avessero rispettato leggi ed impegni solennemente quanto pubblicamente presi in campagna elettorale, il Presidente Tondo, il Sindaco Dipiazza e la Presidente della Provincia Bassa Poropat, avrebbero impedito questo ulteriore regalo alla multinazionale russa, revocando per tempo l’AIA ed impedendo con il conseguente fermo degli impianti inquinanti questo sperpero di denaro pubblico. Denaro che oggi avrebbe potuto risolvere il problema della ricollocazione dei lavoratori, del finanziamento della piattaforma logistica fantasma che rischia di far fare al porto la fine del defunto Parco del Mare, dei costi delle bonifiche per i siti inquinati e per la realizzazione di infrastrutture viarie e ferroviarie. Oltre a risolvere pure alcuni problemi finanziari alla sanità triestina.

Se questi amministratori pubblici, che in dieci anni non sono riusciti a mantenere gli impegni assunti con i cittadini, che non sono stati capaci di tutelare la salute e la qualità della vita in una città che ha il triste primato per mortalità da tumori e broncopatie in Italia, né a costruire uno straccio di piano per il reimpiego della mano d’opera oggi dipendente da Ferriera e Sertubi, avessero fatto onestamente e seriamente il lavoro per cui hanno chiesto il voto dei cittadini. Oggi Trieste non si vedrebbe beffata una volta di più e non si troverebbe a dover regalare ad una multinazionale russa  centinaia di milioni di euro, nostri.

E per capirne di più leggete questa storia.

Una storiaccia esemplare.

Per sommi capi. E si prega di tenere bene a mente le date.

La direttiva dell’Unione Europea del 13 ottobre 2003 vieta espressamente i cosiddetti “aiuti di stato” ed in particolare mette in mora l’Italia per le agevolazioni dette Cip 6 che fanno sì che l’energia elettrica prodotta da alcune importanti imprese private, tra cui i proprietari degli inceneritori e la Lucchini-Severstal, venga pagata dallo Stato italiano, ovvero da noi cittadini, anche tre volte il prezzo di mercato.

Il 23 luglio 2009 il Ministro, ora ex, allo Sviluppo economico Claudio Scajola, emana una legge la n. 99 che nell’articolo 30, comma 20, stabilisce tempi e modi per la risoluzione anticipata delle convenzioni Cip 6 del 1992.

Il 02 dicembre 2009 lo stesso ex Ministro emana il Decreto attuativo della legge in questione che stabilisce nell’articolo 2 “Il presente decreto si applica agli impianti di produzione di energia elettrica oggetto delle convenzioni Cip 6 IN ESSERE ( tra cui appunto la centrale di cogenerazione della Lucchini-Severstal alla Ferriera di Trieste ) ALLA DATA del 01 GENNAIO 2010”.

E nell’articolo 3 dello stesso decreto si fissa nel 21 dicembre 2009 il termine in cui le proprietà degli impianti in questione devono esprimere formalmente il loro interesse a partecipare alla risoluzione anticipata della convenzione Cip 6. Ovviamente la Severstal aderisce immediatamente.

Il decreto negli articoli seguenti stabilisce l’indennizzo che lo Stato, cioè noi cittadini, pagherà come rimborso-buona uscita a chi rinuncia alle agevolazioni Cip 6 che scadevano nel 2015.

Assolutamente strabiliante il calcolo grosso modo fissa che per i cinque anni rimanenti lo Stato anticiperà in UNA UNICA SOLUZIONE il totale dal 2009 al 2015, aumentato del 2% annuo di rivalutazione ISTAT (calcolato annualmente per i rimanenti cinque anni), con a parte un rimborso agli aventi diritto per ammortizzare i costi degli investimenti fatti per la costruzione degli impianti, scontato di un 6%. E gli importi saranno addebitati a tutti gli utenti italiani nella bolletta della luce sotto la voce A3.

Il decreto chiude stabilendo che entro il 31 dicembre 2009 il GSE, ovvero l’ente governativo gestore della rete nazionale dell’energia elettrica, dovrà trasmettere al Ministro l’elenco completo degli aderenti alla proposta di risoluzione anticipata delle agevolazioni Cip 6.

Breve promemoria.

La bresciana Lucchini comperò nel 1995 a prezzo di svendita, e per di più pagabile in rate annuali, la Ferriera di Servola SOLO DOPO che lo Stato, attraverso l’ENEL, firmò l’autorizzazione a costruire la Centrale di cogenerazione per la produzione di energia elettrica nello stabilimento triestino con la piena e totale concessione delle agevolazioni Cip 6, che allora duravano 8 anni dal momento dell’inizio della produzione. Tra le altre cose che oggi tutti, a partire dal sindacato confederale, dimenticano è che allora la Lucchini firmò un protocollo d’intesa in cui si impegnava a mantenere i livelli occupazionali in essere, quasi 1300 dipendenti. Infatti oggi i lavoratori sono 484, qualcuno in questi anni si è accorto, tra le altre cose di spicciola importanza quale l’inquinamento e le percentuali record di infortuni sul lavoro, dell’evaporazione dei posti di lavoro?

La Centrale triestina entrò in funzione nel 2001, aumentando in via esponenziale negli anni il totale di energia elettrica prodotta, e la prima durata delle agevolazioni Cip 6 ( i famosi 8 anni ) scadeva  nel 2009.

Ecco spiegato dunque perché la proprietà della Lucchini, arrivata sull’orlo del fallimento (l’unica voce attiva nel gruppo era la “cassaforte” garantita dalle agevolazioni Cip 6 della centrale di Trieste), poi rilevata di fatto dalle banche creditrici che ne affidarono la gestione al commissario straordinario della Parmalat Enrico Bondi, con l’incarico di vendere tutto il vendibile per recuperare i crediti, chiese al Governo Berlusconi tramite il Ministro Matteoli di firmare un protocollo d’intesa, era il 20 gennaio del 2003, per chiudere la Ferriera di Trieste nel 2009.

Infatti 2001 più 8 fa appunto 2009, a conferma dell’unico grande utile che derivasse alla Lucchini semifallita dalle agevolazioni Cip 6 su Trieste.

Poi Bondi, a ulteriore dimostrazione della sua bravura e del mandato ricevuto dalle banche, riuscì a vendere tutto il Gruppo Lucchini alla russa Severstal che ne assunse in controllo acquistando l’ ottanta per cento delle azioni.

Nel frattempo uno dei tanti Decreti Milleproroghe sfornati dai Governi prolungò le agevolazioni Cip 6, facendo incazzare l’Europa che aprì una procedura d’infrazione contro l’Italia, fino al 2015.

E prontamente la Severstal-Lucchini chiese di spostare la data di chiusura della Ferriera a quell’anno.

C’era un ultimo ostacolo da superare: la concessione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della Regione, vincolante per poter proseguire l’attività siderurgica, a sua volta vincolante per poter conservare le agevolazioni del Cip 6.

Perché le agevolazioni venivano concesse, così recita la legge istitutiva del Cip 6, a chi produce energia elettrica utilizzando, nel caso di Ferriere, almeno per il 51 per cento del “carburante” necessario a produrla, i gas di risulta e di lavorazione degli impianti, Altoforni, Cokerie, ecc.

Infatti la Centrale di cogenerazione di Trieste funziona per il rimanente 49 per cento con il gas metano ed è stata comunque costruita per poter continuare a produrre energia elettrica anche utilizzando solo il metano, a Cip 6 finito.

Dunque lo scoglio AIA viene superato con una delibera della Giunta regionale (fine dicembre 2007) guidata da Riccardo Illy, giudicata per molti motivi illegittima. Nella forma in quanto rilasciata tre mesi dopo il termine ultimo fissato dalla Direttiva UE, e che scadeva nell’ottobre 2007, e perché questa non poteva essere comunque assegnata senza l’esistenza di un piano regionale per la qualità dell’aria, come inderogabilmente fissato dalle norme comunitarie e dalla legge italiana. Piano che la Regione Friuli Venezia Giulia doveva predisporre dal 1999 ed il cui termine ultimo di approvazione scadeva nel 2003, e che incredibile a dirsi non è tuttora pronto e tanto meno approvato.

Una Regione che sotto le due presidenze Tondo inframezzate dai cinque anni di Illy, non ha rispettato la legge come duramente ricordato nella delibera della Commissione Europea che il 28 agosto 2009 respingeva l’incredibile richiesta della Regione e del Governo di far slittare di diciotto mesi i nuovi e più restrittivi limiti di legge giornalieri ed annuali per le emissioni degli inquinanti più cancerogeni. Con una motivazione, quella dedicata dal Governo Europeo alla Regione Friuli Venezia Giulia, dai toni particolarmente duri e dove le parole “inadempiente” ed “inaffidabile” si sprecavano.

E nel merito perché l’Autorizzazione venne rilasciata con beneficio d’inventario, ovvero con prescrizioni che avrebbero dovuto riportare le emissioni inquinanti emesse e ben sopra i parametri di legge dalla Ferriera, a posto dopo un anno. Esattamente il contrario di quanto invece prescritto dalla legge istitutiva dell’AIA che ne vincola il rilascio alla “fotografia dell’esistente” al momento della concessione. Ma c’è di più, nelle dichiarazioni a corredo della domanda per la Ferriera, la Sanitas azienda di famiglia del Gruppo Lucchini che ne cura la stesura, così come succederà per la partecipata Sertubi, nasconde ed omette alcune informazioni essenziali quanto pregiudiziali previste a corredo. Presenza di “obbiettivi sensibili nel raggio di mille metri in linea d’aria dal perimetro dello stabilimento”. Ovvero scuole, asili, ospedali, impianti sportivi, ecc. Negandone contro ogni evidenza l’esistenza, e sono un centinaio le “sviste”, tra cui il prestigioso ospedale pediatrico Burlo Garofalo e decine tra istituti scolastici ed affini. Senza che il funzionario regionale proposto per legge al controllo della “veridicità delle dichiarazioni” obiettasse alcunché.

Nel giugno 2008 sotto la spinta delle tante manifestazioni cittadine promosse dal Circolo Miani, Servola Respira e dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere, il Comune di Trieste chiede la riapertura e la Revisione dell’AIA, alla nuova Giunta regionale guidata da Renzo Tondo.

In giugno 2008 dunque parte ufficialmente l’iter per la revisione dell’AIA che chiude, a termini di legge, la parte istruttoria il 28 agosto dello stesso anno, con la presentazione pure di una corposa quanto completa memoria tecnica  da parte del Circolo Miani, e che a quel punto la Regione insabbia. Ovvero nonostante la legge fissi dei perentori termini, la Giunta Tondo non convocherà mai quella Conferenza dei Servizi che dovrebbe, in questo certo caso, ritirare l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Ferriera di Trieste.

Perché ritirare? Ma per le motivazioni di cui sopra e perché la stessa ARPA, oltre al CIGRA dell’Università di Trieste, consulente della Procura, hanno ampiamente relazionato che le prescrizioni non erano state rispettate dalla Severstal-Lucchini e che comunque l’inquinamento in uscita dallo stabilimento superava ampiamente i limiti consentiti per legge.

Dopo diverse dimostrazioni pubbliche la Regione fornisce una prima spiegazione per chiarire la “scomparsa” della Conferenza dei Servizi. Sostiene che la proprietà ha fatto ricorso al Tar, senza per altro avanzare richieste di sospensiva o procedure d’urgenza, e che dunque bisogna attenderne la pronuncia, e magari anche quella del Consiglio di Stato.

Nel preclaro rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana che prescrive appunto la netta separazione tra i tre poteri: quello giudiziario, che comprende anche i tribunali amministrativi, quello legislativo e quello esecutivo. Un po’ come se il Parlamento italiano avesse sospeso la promulgazione del 41Bis, il carcere duro per i mafiosi, perché Totò Riina e Salvo Provenzano dalla beata latitanza avessero presentato ricorso al Tar di Palermo.

 Il Sindaco di Trieste si rifiuta per oltre un anno, pure anche dopo un voto unanime del Consiglio comunale il 1 febbraio 2010, di sollecitare la Regione alla convocazione della Conferenza.

Poi dal luglio 2009 la Regione, assieme a Comune di Trieste e Provincia, con scadenza semestrale per bocca del suo presidente Tondo, dell’assessore all’Ambiente De Anna e del Direttore regionale, comunicano che la Conferenza può, anzi deve, essere convocata immediatamente per fermare l’allarmante inquinamento, che come scrive, ancora nel maggio 2007, il direttore dell’ASS triestina è “fonte di insorgenza di neoplasie e leucemie”. A parte l’osservazione del Renzo Tondo che in un comunicato stampa chiede al Presidente della Regione Renzo Tondo “l’immediata convocazione della Conferenza dei Servizi”, parlando di se in terza persona come e meglio di Giulio Cesare, sul quotidiano di Trieste “Il Piccolo” del 23 gennaio 2010. Di colpo la questione Tar scompare senza apparente ragione.

Importante questa data, perché abbiamo superato di 22 giorni quel 1 gennaio 2010 che per decreto è il termine temporale dirimente per ottenere il rimborso quinquennale anticipato del Cip 6.

Siamo nel frattempo arrivati al 5 maggio e dopo un’altra salva di dichiarazioni di assessori e politici regionali della Conferenza dei Servizi non è stata ancora fissata la data di convocazione, nel frattempo i vertici della Ferriera e della Lucchini spa, sono stati arrestati su ordine delle Procure di Grosseto e Perugia per l’indagine sullo smaltimento illegale di rifiuti tossici. A Trieste le indagini dei Carabinieri del NOE di Udine hanno portato alla scoperta di oltre 350.000 tonnellate di rifiuti tossici nell’area, pari ad otto campi di calcio, interrata abusivamente nel Vallone di Muggia.

Ma il Comitato Portuale ha tranquillamente rinnovato fino al 2015 alla Severstal-Lucchini la concessione dell’area di proprietà demaniale dove opera la Ferriera, per oltre il 60% appunto pubblica, e senza alcun limite prescrittivo, ovviamente con il voto favorevole di Regione e Provincia, il Comune si è scordato di presenziare. Così come il Sindaco Dipiazza si rifiuterà di rilasciare dichiarazioni alla stampa dopo lo scandalo nazionale dei rifiuti perché “Nella vita non bisogna essere carogne. Quando l’altro giorno ho saputo quello che era accaduto al mio amico Francesco Rosato (l’Amministratore delegato della Lucchini spa arrestato per le indagini sugli smaltimenti rifiuti tossici della Ferriera) mi sono rifiutato di parlare per non partecipare a questo sciacallaggio”.

Ma a questo punto i giochi sono chiaramente fatti.

La non convocazione, in aperta violazione per altro delle legge che regolamenta l’AIA, della Conferenza dei Servizi ha permesso di sorpassare la data del 1 gennaio 2010 ed ha così concesso alla Severstal, anzi direttamente al suo proprietario il rampante magnate russo Alexei Mordashov, uno dei tanti Putin Boys, che dopo aver liquidato il rimanente 20 per cento alla famiglia Lucchini con cento milioni di euro, si è rivenduto a se stesso, ovvero dalla sua Severstal a Mordashov persona il cento per cento dell’ex Gruppo Lucchini, di incassare il cospicuo gruzzoletto, si parla di alcune centinaia di milioni di euro, da parte dello Stato italiano.

Pronta cassa, in contanti ed in una unica soluzione anticipata, non male in un periodo di crisi e mancanza di liquidità, particolarmente sentita nel Gruppo Lucchini-Severstal che ha chiuso l’ultimo bilancio “ufficiale” con la perdita di un miliardo di euro, del sessanta per cento degli ordinativi e licenziando nel mondo 5000 dipendenti.

Ecco ora che il 1 gennaio 2010 è passato la Conferenza può cominciare, i lavoratori possono concretamente attendersi di trovarsi in strada entro l’anno, gli abitanti di continuare ad ammalarsi e crepare, nella città con il più alto tasso di mortalità da tumori e malattie all’apparato respiratorio in Italia, ed i costi delle bonifiche del sito strainquinato, come inutilmente segnalato dal 2003 ad oggi in decine di verbali delle Conferenze dei Servizi decisorie nazionali, rimanere scoperti e da addebitarsi al pubblico denaro.

Che Tondo e compagnia bella non ne sapessero nulla? E che magari Putin, tra un lettone ed un Suv non ne avesse parlato all’amico Silvio, che appunto per fortuna di Mordashov in questo caso c’è, e che il comune amico ex Ministro non ne avesse parlato al buon Renzo?

Agatha Christie: una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze rassomigliano ad una prova.

 




Martedì 4 maggio alle ore 18 in piazza Oberdan-Regione

» Inviato da valmaura il 21 April, 2010 alle 1:55 pm

Martedì 4 maggio alle ore 18 in piazza Oberdan-Regione

Circolo Miani – Servola Respira – La Tua Muggia – Coordinamento dei Comitati di Quartiere

Per NON morire di Ferriera-Sertubi.

 Atto III.

Troviamoci martedì 4 maggio alle ore 18

in piazza Oberdan davanti alla Regione.

Da Regione, Provincia e Comune solo chiacchiere.

Per impedire alla Ferriera/Sertubi di inquinare fino al 2015.

Per non lasciare in strada i lavoratori.

Per la rinascita del nostro porto.

Chiudere la Ferriera per aprire Trieste al futuro

www.circolomiani.it

Questo il testo della locandina che vi invitiamo ad impaginare e diffondere per invitare i cittadini a partecipare alla terza manifestazione con corteo circolare attorno a piazza Oberdan (da via Carducci a via Fabio Severo) in programma per martedì 4 maggio, giornata in cui si riunisce il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia appunto in piazza Oberdan. Da Tondo a scendere, o salire fate voi, li troveremo tutti, intendo i politici regionali da seimila a dodicimila euro di paga al mese più tutti i benefit e diarie annesse.

Dopo le due manifestazioni, quella del 30 marzo a Valmaura e la seconda del 20 aprile in piazza Goldoni che ha fermato mezza città, ora andiamo a trovare a casa nostra, perché quello è il Consiglio regionale, costruito e mantenuto con i nostri soldi, i nostri dipendenti votati e lautamente pagati per risolvere i nostri problemi ma che almeno da dieci anni, prima Giunta Tondo, Giunta Illy e seconda Giunta Tondo, non hanno saputo né voluto affrontare.

E poiché la politica per noi è assunzione di responsabilità, capacità di risolvere presto e bene i problemi che rendono pesante la vita dei cittadini, tutelare la salute e garantire un futuro di lavoro e benessere, andiamo in piazza Oberdan consapevoli che tutto questo invece non è avvenuto.

Stanchi, stufi e molto arrabbiati di sentire le solite parole prive di alcun significato concreto e che in dieci anni sono costate gravi disagi, malattie e decessi per migliaia di persone a Trieste e Muggia, tra chi lavora in queste fabbriche e chi ha la disgrazia di viverci attorno. E che sono, come le analisi dell’ARPA hanno finalmente dimostrato, quasi tutti i residenti nella provincia di Trieste.

Siamo soddisfatti di come sono andate le prime due iniziative, per la partecipazione e la determinazione dei tanti presenti, ma questo Terzo Atto dovrà trovare ancora più consensi, coinvolgere ancora più gente. Il quarto sarà a fine maggio ma stavolta in piazza Unità, tra il Municipio, la Presidenza della Giunta regionale e la Prefettura.

Non mancate di esserci.




Martedì 20 aprile alle ore 18 tutti in piazza Goldoni.

» Inviato da valmaura il 8 April, 2010 alle 3:14 pm

No, così non si può più vivere. Non passa giorno che dalla Ferriera con la cokeria oramai in sfacelo e dalla Sertubi  non escano migliaia e migliaia di metri cubi di gas, benzene, bezoapirene, polveri micro e sottili. Non si possono più tenere le finestre aperte da San Vito-Campi Elisi a Muggia, e di notte quasi sempre è peggio.

A quale estate stiamo andando incontro, a quali rischi reali per la nostra salute, per quella dei nostri cari, i nostri figli e nipoti?

La stessa Arpa confessa di essere disarmata di fronte ad una Regione, con Provincia e Comune al seguito, completamente sorda agli allarmi concreti, ai dati sul BenzoApirene il più cancerogeno tra gli inquinanti prodotto dalla Ferriera, totalmente sopra ai limiti di legge.

Dopo aver perso dieci anni senza fare nulla, con oltre una trentina di "tavoli istituzionali" apparecchiati e dismessi, ora la politica sta nuovamente usando, come richiesto dalla Severstal, i posti di lavoro come ricatto per permettere alla proprietà di tirare avanti in queste condizioni fino al 2015. Per permettergli di incassare fior di milioni con le agevolazioni tariffarie della Centrale di Cogenerazione, pagati nelle bollette della luce da noi cittadini.

Una vera e propria "licenza d'uccidere" come conferma l'insabbiamento, per altro illegale ma tanto qui nessuno fa finta di accorgersene, della Conferenza dei Servizi che doveva ritirare l'Autorizzazione Intgrata Ambientale concessa, anche quella illegalmente, alla Lucchini, da parte della Regione, nel silenzio assenso di Comune e Provincia.

Si preferisce bloccare ogni concreta possibilità di sviluppo del porto di Trieste, con una piattaforma logistica rinviata sine die, o almeno fino a quando la Ferriera rimarrà aperta, per tutelate gli affari del gruppo russo.

Rassegnarsi non serve a nulla, se non a morire in silenzio e senza dignità.

Martedì 20 aprile alle ore 18, troviamoci tutti in piazza Goldoni, portando la nostra voglia di vivere, i nostri striscioni, i nostri fischietti, la nostra voce. La voce di chi rivendica il diritto ad una qualità della vita, alla tutela della salute ed a posti di lavoro sicuri e non sfruttati.

Scarica, stampa, diffondi il testo della locandina qui sotto (da impaginare a piacere).

Circolo Miani - Servola Respira - La Tua Muggia - Coordinamento dei Comitati di Quartiere

Per NON morire di Ferriera

Martedì 20 aprile alle ore 18

Troviamoci

Piazza Goldoni

Da Regione, Provincia e Comune

solo chiacchiere

Per impedire alla Ferriera/Sertubi di inquinare fino al 2015.

Per non lasciare in strada i lavoratori.

Per la rinascita del nostro porto.

Chiudere la Ferriera per aprire Trieste al futuro.

www.circolomiani.it

 




Martedi 30 marzo alle ore 18, al Circolo Miani, Assemblea su Ferriera e Sertubi.

» Inviato da valmaura il 25 March, 2010 alle 2:55 pm

Martedi 30 marzo alle ore 18, al Circolo Miani, in via Valmaura 77 a Trieste, Assemblea pubblica sull’emergenza Ferriera e Sertubi.

Da Regione, Comune e Provincia stanno uscendo chiacchiere a ruota libera. Dove l’unica cosa chiara è l’intenzione di usare una volta di più i lavoratori quale merce di scambio per far passare le follie del rigassificatore e della centrale a Turbogas.

Dalla Ferriera-Sertubi invece BenzoApirene e altri inquinanti in quantità industriale, come pure l’ARPA sta denunciando inascoltata dai vari Tondo e Dipiazza che continuano ad insabbiare la Conferenza dei Servizi per la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Nel silenzio dei partiti che pure in Consiglio Comunale hanno votato il primo di febbraio una mozione in tal senso.

Non possiamo accettare il ricatto lavoro contro salute per i prossimi quattro anni.

E se a presiedere il cosiddetto tavolo “ambientale” viene chiamato quell’assessore provinciale che da direttore regionale all’Ambiente è stato il più prezioso alleato della Lucchini, allora siamo alla farsa.

Ecco il testo del Comunicato Stampa, forse le due ultime righe susciteranno il vostro interesse.

Martedì 30 marzo alle ore 18, nella sede di via Valmaura 77 a Trieste, il Circolo Miani, Servola Respira, il Coordinamento dei Comitati di Quartiere e La Tua Muggia, promuovo una Assemblea pubblica sull’emergenza inquinamento. L’incontro sarà aperto da Maurizio Fogar.

Mai come in questi giorni le emissioni inquinanti in uscita dalla Ferriera ma anche dalla Sertubi hanno letteralmente devastato interi quartieri della città e Muggia. Da San Vito-Campi Elisi fino a Monte San Pantaleone, passando per Chiarbola, Servola e Valmaura, l’aria, a seconda dei venti, era assolutamente irrespirabile. Pregna di polveri sottili ma soprattutto idrocarburi, di cui la parte maggiore era composta dal cancerogeno BenzoApirene.

La stessa ARPA, per bocca del suo direttore scientifico, ha dovuto segnalare, senza successo né risposta alcuna, alla Regione, presidente Tondo ed assessore De Anna, ed al Sindaco di Trieste, l’emergenza BenzoApirene, evidenziando le conseguenti ricadute in termini di insorgenza di tumori e leucemie.

In queste settimane, delle gravi ricadute e dei rischi alla salute di cittadini, ed anche lavoratori, nessuna istituzione o partito politico pare volersene ricordare. In un simile clima istituzionale, e di fronte ad una proprietà in grave crisi economica e di conseguenza indisponibile ad alcun investimento, vedi una cokeria che sta cadendo a pezzi, nella prospettiva di una chiusura nel 2014, dove tutto viene concesso una volta di più alla Severstal, i cittadini sono sempre più preoccupati per l’aumentare esponenziale della gravità e pericolosità dell’inquinamento.

Le stesse “novità” prodotte sulla riconversione della Ferriera al tavolo di una Regione guidato dai massimi responsabili di questa decennale crisi che non sono stati mai capaci di affrontare e risolvere, ed autori di ripetute promesse ai cittadini totalmente disattese in questi anni, si riducono semplicemente a delle ulteriori chiacchiere finchè non saranno individuati concretamente tempi di dismissione e progetti alternativi di destinazione d’uso delle aree ora occupate da Ferriera e Sertubi.

La netta sensazione tratta dai cittadini è che alla Ferriera-Sertubi in questa situazione si sia data “libertà d’inquinare” e che di Conferenza dei Servizi per la Revisione dell’AIA non si voglia più parlare, in barba a tutti gli impegni e gli obblighi di legge. Usando per di più, ancora una volta, i posti di lavoro come ricatto per imporre scelte decisamente osteggiate dalla comunità locale, e che per altro non darebbero soluzione alcuna al problema occupazionale, né per gli eventuali tempi di realizzazione né sui numeri.

Tanto più appare non credibile il tavolo provinciale sull’ambiente, affidato ad un ente che su questo è stato ed è tuttora pienamente latitante, soprattutto se a guidarlo sarà quel Vittorio Zollia che da passato direttore regionale è stato il più prezioso alleato della Lucchini e che ha sempre opposto ostacoli alle indagini della Procura.

Alla fine dell’Assemblea molto probabilmente i partecipanti scenderanno in via Valmaura per formare un cerchio umano alla rotonda posta alla base della rampa della superstrada.

 





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