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Circolo Miani » News Correnti » Page 4

Ater Trieste: non è più possibile attendere. Le "periferie turistiche" di Zeno.

» Inviato da valmaura il 8 August, 2022 alle 12:54 pm

Posto che la posizione del Circolo Miani vi è nota da tempo: ovvero per i disumani complessi di cemento e cartongesso di Valmaura (Serpentone) e via Grego (Puffi) l'unica soluzione praticabile per risolvere alla radice il problema è quello di abbattere questi due mostri edilizi, vendere l'area di Valmaura a chi gestirà il nascente Molo Ottavo per utilizzarla come retroporto, e distribuire le famiglie dei residenti (più dell'intera popolazione del Comune di Sgonico) nei quasi 16.000 appartamenti e case sfitti e vuoti a Trieste con opportune convenzioni.
Qualunque intervento manutentivo, che non risolve comunque i problemi di fondo, costa infatti da anni all'Ater cifre spropositate.
Ma premesso questo, alcuni interventi vanno da subito messi in cantiere per mitigare il danno di aver mandato oltre duemila persone a vivere in questi complessi.
Per questo abbiamo ospitato al Circolo Miani (Valmaura) un incontro con i vertici operativi Ater: il direttore generale Korenika ed il direttore della manutenzione Capovilla.
Abbiamo loro proposto di avviare al più presto alcuni interventi minimi sull'area del Serpentone, ferma restando la necessità di invitare i quasi 1450 residenti ad incontri con appunto i vertici operativi Ater, ed abbiamo messo la sede del Circolo a disposizione per ospitarli, per chiedere loro non solo un elenco delle priorità manutentive ma anche cosa suggerissero per modificare in meglio, per quanto possibile, la situazione.
La scaletta delle nostre proposte è presto detta: intensificare a scadenza per lo meno settimanale le pulizie delle aree comuni e dei garage e la rimozione dei rifiuti, anche ingombranti, abbandonati.
Intervenire sui supermercati adiacenti perchè vengano a riprendersi le decine di carrelli della spesa qui lasciati sistematicamente.
Posizionare contenitori per la raccolta dei rifiuti nelle parti comuni.
Rifare le plafoniere dei campanelli, a nuovo gli impianti citofonici, e sostituire totalmente le cassette delle lettere nei portoni.
Mettere mano alle are verdi ed ai campi giochi con diffuse piantumazioni di alberi e sempre verdi, ripristinare le fontanelle e le attrezzature dei giochi per bambini.
Dipingere con murales rilassanti tutte le aree interne pedonali che portano ai portoni e dotarle di adeguata illuminazione.
Inaugurare nelle stesse dei mercatini settimanali: dagli alimenti a chilometro zero ad abbigliamento e piccolo artigianato.
Destinare un numero fisso con operatore unico per rispondere tempestivamente alle chiamate per pronti interventi su impianti e guasti.
Progettare il recupero come spazi sociali delle due vaste strutture coperte presenti nel complesso: l'Auditorium da centinaia di posti con ampia antisala (chiuso e murato dall'anno duemila) e l'enorme spazio coperto sottostante al secondo campo giochi con area verde antistante.
I funzionari Ater hanno convenuto sull'opportunità di avviare questo percorso e si sono impegnati a farci pervenire una proposta di primi interventi tra quelli da noi suggeriti e dell'opportunità di incontrare le famiglie residenti.
E destina il tuo 5 X 1000 al Circolo Miani scrivendo il Codice Fiscale 90012740321 nella apposita casella delle associazioni di volontariato sulla tua dichiarazione dei redditi, qualunque essa sia.



L'inflazione galoppa (+ 9,1 a luglio), le bollette raddoppiano (a settembre).

» Inviato da valmaura il 8 August, 2022 alle 12:52 pm

Ma il Governo rivaluta le pensioni da ottobre del 2% (8 euro lordi).
Una insultante elemosina che rende i redditi medio-bassi sempre più poveri ed incapaci a fare fronte ai bisogni primari. Poi ci si mette FdI e centrodestra con i centristi calendianrenziani che vogliono l'abrogazione del Reddito di Cittadinanza ed il no (Confindustria ordina) al salario minimo, con il PD e cespugli al traino.
Questo è il nocciolo della questione, ma di questo i partiti non parlano, così come ignorano l'emergenza clima, troppo impegnati nel gioco delle figurine dei posti da assegnare nel prossimo Parlamento.
Se pensate che la cosa non vi interessi e non riguardi da vicino il vostro presente e futuro, allora siete pronti per votarli o starvene a casa dicendo che tanto votare non serve a niente.
Willy Brandt anni addietro rispondendo ad una domanda di Enzo Biagi su cosa sia la politica, rispose testuale: “la politica serve a far stare meglio le persone, a farle vivere bene e dignitosamente, se non fa questo allora non è politica, è altra cosa.”
Condoglianze vivissime.
Teodor.



A Trieste, ma l'Italia non è da meno, una imprenditoria da rapina.

» Inviato da valmaura il 7 August, 2022 alle 11:08 am

Non per nulla oramai i cosiddetti “imprenditori” sono definiti più sbrigativamente come “prenditori” e non per nulla la Confindustria li rappresenta degnamente.
La loro filosofia è semplice, dalla Ferriera alla Wartsila, incassare gli utili, prendere i contributi pubblici, ricorrere agli ammortizzatori sociali pubblici e scaricare sullo Stato e sulle comunità i debiti. Ma anche le banche italiane non sono differenti.
A Trieste molti non lo ricordano ma il carrozzone della vecchia Ezit, l'ente di collocamento per i politici sconfitti alle elezioni, funzionava così: agli industriali che venivano ad operare nel territorio dell'Ente si garantivano per sette anni zero costi di gestione.
Il risultato? L'archeologia industriale dei capannoni vuoti di oggi. Questi “prenditori” tenevano in media aperte le industrie appunto per sette anni e poi arrivederci Trieste.
La Grandi Motori nacque con due obiettivi: risarcire in qualche modo la chiusura della cantieristica locale, soprattutto il cantiere San Marco, e la Fabbrica Macchine di Sant'Andrea, che era un gioiellino europeo e non a caso i perfetti macchinari di precisione funzionano ancora oggi sparsi per l'Europa. Ci venne la Fiat, settori motori marini, ma siccome era in perdita totale ci pensò lo Stato ad aiutarla e dopo pochi anni fece rilevare dall'IRI la quota della Fiat con l'ennesimo guadagno degli Agnelli, e fatevi raccontare da chi ci lavorava dentro quale era il tasso di produttività inesistente. Poi infine arrivò la finlandese Wartsila, aiutata e foraggiata dagli investimenti pubblici.
Per Ferriere, Sertubi e Flex la storia non è molto dissimile, idem dicasi per le Cartiere Burgo in Regione.
Passiamo alla Siot, il vero problema anche per l'Autorità Portuale: a Trieste ricava utili spaventosi a fronte di 120 posti di lavoro sparsi per la Regione e l'Italia, eppure tratta la città come una colonia del Terzo Mondo permettendo da decenni che i gas in uscita dagli impianti investano la comunità che la ospita, in spregio della qualità della vita e della salute di migliaia di Triestini, intesi come provincia. E non sono certo i soldi che mancano per fare i dovuti interventi.
Finiamo ora con l'imprenditoria “sociale” o cooperativistica: una giungla dove i “dipendenti” vengono pagati, si fa per dire, una media di quattro euro all'ora. Si avvale molto spesso delle dissennate politiche delle “esternalizzazioni” incentivate dagli enti pubblici che certamente non rispondono né a logiche di qualità e tanto meno di risparmio ma a quella di privatizzare i soldi pubblici per pagare mansioni e servizi fino a poco tempo fa svolti dai dipendenti degli Enti stessi.
Non di rado gli aggiudicatori di questi appalti pubblici sono in ottimi rapporti con questa classe politica o, come nel caso di Euro&Promos, ne fanno parte.
Considerazione finale: temiamo che questa nostra analisi non faccia parte della “Agenda Draghi”, ci scuseranno Calenda e Letta con cespuglietti annessi, Berlusconi, Salvini e Meloni.
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SIOT. Perchè?

» Inviato da valmaura il 6 August, 2022 alle 2:22 pm

Già perchè da mesi la stampa locale ignora i silenzi del Comune di San Dorligo-Dolina e di Trieste sull'invito inviato loro di sottoscrivere con un voto dei rispettivi consigli comunali la Risoluzione presentata dal consigliere comunale Maurizio Fogar ed approvata all'unanimità dal Consiglio comunale di Muggia che sollecitava un urgente intervento del Ministero dell'Ambiente per far cessare i miasmi in uscita da decenni dalla Siot?
Eppure su questo fatto che non ha precedenti nella cronaca locale era doveroso rivolgere, anche per rispetto ai lettori ed ai residenti di Muggia, Dolina-San Dorligo e Trieste devastati dai miasmi di “benzina marcia”, due domande agli amministratori locali (Klun e Dipiazza) silenti.
Magari ricordando loro, è il minimo sindacale della professione giornalistica, che la Regione in questo caso non ha competenza alcuna perchè la materia è riservata al Governo, giusto per evitare supercazzole un tanto al chilo degli intervistati.
E perchè la stessa domanda non è stata rivolta ai Capigruppo e consiglieri delle forze politiche che siedono nei rispettivi consigli comunali magari con l'aggiunta della richiesta di una spiegazione sul perchè non si siano mossi per sollecitare discussione e voto.
Non averlo fatto e continuare a non farlo significa fare un pessimo servizio al “quarto potere”, insomma al mestiere del giornalismo, ed ovviamente un grande favore alla Siot ed ai suoi camerieri, compresi quelli che si svegliano ora e si definiscono “verdi”, Signoreiddio!
Ps: la data dell'articolo in foto è del 1 febbraio 2012, oltre 10 anni fa.
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Chi sono gli “amici” della SIOT.

» Inviato da valmaura il 5 August, 2022 alle 11:45 am

Che impesta la provincia con i suoi miasmi e dai lucrosi affari.
 
Cominciamo subito col dire che chiedere alle industrie di rispettare le leggi, e spendere il dovuto soprattutto quando, come nel caso della Siot, si ricavano utili annuali a doppia cifra in milioni, non significa invocarne la chiusura. Lo scriviamo per i soliti utili idioti che commentano a sproposito senza esitare a barattare la tutela della salute e della qualità della vita, anche propria, con i tanti soldini che qui ricava la Siot. Poi, a chi interessa su di un fatto analogo, ci sarebbe pure una sentenza del marzo 1990 della Corte Costituzionale che sancisce che la tutela della salute dei cittadini è bene primario costituzionale.
Dunque torniamo al tema “amici” che ci aiuta a capire meglio perchè questa disastrosa situazione si protragga da decenni: anche se, chiusa l'area a caldo, per ora che presto ne assaporeremo un'altra, della Ferriera che per anni con le sue emissioni inquinanti forniva alla Siot un diffuso paravento, la situazione è divenuta palesemente insostenibile.
La stampa ed i mass media, perchè la pubblicità a pagamento è la bestia che li tiene in vita.
La politica: a partire da Dipiazza, Sindaco di Trieste con la sua maggioranza al seguito, perchè Lilli, l'amministratore delegato e presidente Siot, è un “caro amico”.
Klun e la sua amministrazione di segno apparentemente opposto a San Dorligo-Dolina.
Ed infine la Barcolana di Gialuz che da due anni ha la Siot del sempre “amico” Lilli tra i principali “partner” finanziatori del business velico.
Ora il Consiglio comunale di Muggia con un atto senza precedenti ha approvato all'unanimità una Risoluzione presentata dal consigliere comunale Maurizio Fogar indirizzata al Ministero per l'Ambiente (Transizione Ecologica, non ridete per favore) che per legge, ma il sindaco Klun ancora non lo sa, è l'unico competente ad intervenire, che la Regione non ci azzecca per nulla, sulle industrie che lavorano il petrolio. In questa Risoluzione, inviata per conoscenza pure a Regione, Arpa e Autorità Portuale, ed ai Sindaci di San Dorligo-Dolina e Trieste (il 13 giugno) con l'invito a farla votare ai rispettivi Consigli comunali per associarsi coralmente al Comune di Muggia nel dare maggiore forza alla richiesta di urgente intervento del Ministero per far cessare i miasmi Siot che investono, oltre a San Dorligo-Dolina che ne è l'epicentro, tutto il territorio della nostra provincia a seconda dei venti.
Ora se Dipiazza e Trieste tacciono, nonostante tutti gli “ambientalisti a parole” presenti in Comune, il Sindaco e la Giunta di San Dorligo-Dolina fanno di peggio, oltre ogni più infausta, per loro, previsione: che lì si rivota nella primavera 2024. Ti chiamano il Lilli, con “esperto” (il figlio dell'ex Presidente di Confindustria Pacorini) e troupe televisiva al seguito, a gestire una assemblea pubblica mettendogli generosamente a disposizione il Teatro comunale.
Ma c'è di più: nel corso dell'affollatissima riunione dove non uno dei presenti, salvo i politici locali, celava la sua contrarietà alla Siot, il sindaco Klun permetteva impassibile al “padrone di casa” Lilli di bacchettare bruscamente il suo, di Klun, assessore Stokovac quando si limitava a ricordare una perizia tecnica realizzata dal Comune nel 2019 i cui esiti addebitavano la responsabilità dei miasmi alla Siot. Una cosa mai vista è che ha lasciato basiti i tre consiglieri comunali di Muggia (Fogar e due del PD/lista Bussani) presenti.
Tralasciamo i voli pindarici di Lilli and company sul numero dei dipendenti Siot (da 1000 scesi di botto a 150, ma in tutta Italia, della serie “cala Trinchetto cala” di Carosello) e sul Fotovoltaico e rinnovabili declassati ad inutili pur di giustificare l'installazione in Regione di quattro centrali di generazione a Gas Metano (tonnellate di metri cubi di Anidride Carbonica-Co2) di cui una la Siot piazzerà proprio a San Dorligo-Dolina con 65 decibel di media per l'inquinamento acustico: un affarone!
Giova qui evidenziare che mentre i sindaci della Carnia e Friuli sono scesi in piazza manifestando una totale contrarietà al progetto Siot, l'unico sindaco di un comune interessato alla nuova installazione assente e silente è stato proprio il dolinese Klun.
Ultima considerazione anche in ordine di importanza dei soggetti protagonisti, ovvero sigle che esistono solo sulla carta stampata oppure come i fiumi carsici rispuntano esclusivamente in campagna elettorale. Ci riferiamo a tutto il panorama, di nome e di fatto, delle associazioni ambientaliste “doc” e dei micropartitini dei verdi: in quaranta anni di impegno del Circolo Miani sulle emissioni Siot, e non solo, non hanno mai aperto bocca!
Ecco chi sono dunque gli “amici” di Lilli e della Siot, con miasmi e soldi al seguito.
Nella foto un anniversario Siot: cadevano ieri i 50 anni dell'attentato di Settembre Nero ai suoi depositi di Trieste e poi pochi anni fa in piena ondata terroristica mondiale c'era qualche giuggiolone politico che voleva aggiungerci pure due Rigassificatori.
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