Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
Le sorprese della censura talvolta sono anche divertenti. ..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Trieste Verde. A cosa diciamo no!
Dicemmo no alla progettata Centrale a Carbone nel Vallone di Muggia, battaglia vinta..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 39

Da Monaco alla guerra.

» Inviato da valmaura il 21 February, 2022 alle 11:47 am

Se l'intento della Conferenza internazionale, ma soprattutto Europea, sulla Sicurezza era di scongiurare la guerra in Europa, per ora tra Russia-Bielorussia ed Ucraina, allora aver scelto quella città tedesca come sede è stata scelta totalmente infelice.
Visto il passato, gli accordi di Monaco del 1938 spalancarono le porte alla Seconda Guerra mondiale, forse sarebbe stato più indicato scegliere Londra come luogo di incontro. In omaggio pure alla storica frase di Winston Churchill che dai banchi dell'opposizione alla Camera dei Comuni così apostrofò il Premier Neville Chamberlain di ritorno tutto soddisfatto dagli incontri di Monaco con Hitler e Mussolini: “Potevate scegliere tra l'onore e la guerra. Avete scelto il disonore ed avrete la guerra!”.



Consumatori attenti!

» Inviato da valmaura il 21 February, 2022 alle 11:46 am

Piccoli grandi misfatti che rasentano le truffe.
Partiamo dalle date di scadenza dei prodotti alimentari, particolarmente latticini e formaggi.
In questo paese da barzelletta dove a parole più si dichiarano “ecosostenibili” più hanno la rogna, non esiste ancora una leggina di tre righe tre che imponga di mettere la data di scadenza dei prodotti in un luogo uguale per tutte le confezioni e soprattutto ben visibile ad occhio nudo, che oggi sembrano scritte con i caratteri micro degli elenchi telefonici.
Poi occhio ai prezzi. Stamane al Conad di via Locchi, e purtroppo non è la prima volta, al banco salumeria i prezzi esposti sulla fronte del bancone, ad esempio per il Montasio fresco, sono 8,90 euro al chilo, ma l'etichetta con peso e prezzo sulle pezzature con codice a barre e soprattutto in minuscolo, scrive invece 12,80 euro al chilo indipendentemente dal tipo di formaggio che si vuole acquistare.
Solo 3 euro fregati, non male nevvero?
Poi sempre nello stesso supermercato i prezzi di quasi tutto l'assortimento sono aumentati in modo esponenziale tale da renderlo uno dei più cari di Trieste, ed i prodotti più convenienti non vengono riforniti. Hai voglia di spendere milionate in pubblicità e spot televisivi.
Inflazione? No, speculazione.



Amarcord Ferriera. “Il calore dell'acciaio”, documentario.

» Inviato da valmaura il 19 February, 2022 alle 12:41 pm

Ieri abbiamo visto il docufilm e Maurizio Fogar ha brevemente preso parte al dibattito successivo.
Un'opera gradevole che punta però soprattutto a descrivere una fabbrica che dalla fine degli anni Novanta non era assolutamente quella rappresentata nel film dalle 3-4 interviste di lavoratori inserite.
Era una fabbrica dove si moriva (cinque casi in un biennio): 84 lavoratori sono stati accoppati dal tumore in un decennio per le mansioni che svolgevano nello stabilimento (Perizia Azienda Sanitaria su incarico della Procura presentata da Frezza in conferenza stampa, anzi due, il 13 novembre 2003) e senza che alcun sindacato aprisse bocca. La Ferriera aveva il primato regionale per gli infortuni sul lavoro (sempre indagine del DIP dell'Azienda Sanitaria).
Nello stabilimento il personale aveva nei nuovi assunti, la maggioranza, di cui una parte resisteva alcuni mesi e poi si licenziava, una scarsissima quanto nulla infarinatura professionale e dove spesso il rispetto delle norme di legge sulla sicurezza era un optional. I lavoratori erano sottopagati e sottoposti a turni durissimi, su impianti che letteralmente cadevano a pezzi e che lavorava, la proprietà, in costante passivo (l'area a caldo perdeva in media tre milioni di euro al mese, dichiarazioni e perizie del Tribunale), sommersa dai debiti, la Lucchini-Severstal, tanto poi da fallire. Almeno un quarto dei dipendenti era composto da manodopera straniera e sfruttata che a malapena conosceva la lingua italiana.
Questo era la Ferriera dalla fine degli anni Novanta e fino al 2015. Non quanto emerge dalla testimonianze Amarcord dei tre intervistati. Poi con la gestione Arvedi, che fino dall'inizio aveva dichiarato che prima o poi, più prima che poi avrebbe chiuso l'area a caldo che anche con lui perdeva milionate di euro, qualcosa è nel frattempo migliorato, anche, va detto, per la collaborazione nata tra Siderurgia Triestina ed il Circolo Miani, caso forse unico in Europa ma silenziato da tutto il sistema partitico-giornalistico, che ha migliorato di gran lunga gli impianti ed il ciclo produttivo, ottenendo una sensibile “riduzione del danno” nell'ultimo biennio (drastica riduzione entro i limiti dell'inquinamento acustico, delle emissioni di gas inquinanti, degli spolveramenti), compatibilmente con la decisione di Arvedi di arrivare entro il 2020 alla dismissione dell'area a caldo.
Vi raccontiamo due episodi che di “poetico” purtroppo nulla hanno.
Nel nome di Lirim. Venticinquenne Kosovaro mandato da solo sull'Altoforno a pulire il nastro trasportatore in barba alle norme sulla sicurezza sul lavoro. Riportiamo di seguito il pezzo scritto da Matteo Moder per il Manifesto, che al Piccolo il “giornalista” aveva scritto che la sua sparizione era dovuta ad “una fuga d'amore perchè noto donnaiolo”. Non male vero?
“Ferriera-Trieste. Era scomparso nel nulla il 31 ottobre scorso. Aveva timbrato il cartellino alla Ferriera di Servola di Trieste (Gruppo Lucchini) dove lavorava per una ditta che si occupa della manutenzione e della pulizia dei macchinari, aveva raggiunto la sala dove si trovano i nastri che trasportano il coke all'altoforno e... Il suo corpo straziato è stato trovato ieri mattina, otto giorni dopo la denuncia della sua scomparsa, nel pozzetto del nastro trasportatore che avrebbe dovuto ripulire dai pezzi di coke e dalla polvere nera del carbone. Così se ne è andato Lirim Nevzati, un giovane kosovaro di 25 anni, che due anni fa aveva raggiunto clandestinamente Trieste per sottrarsi alla pulizia etnica delle bande paramilitari serbe nel suo villaggio. Aveva chiesto asilo politico, gli era stato concesso, e grazie al Consorzio Italiano di Solidarietà aveva deciso di rimanere, prima lavorando al nero e, da un anno, da regolare nella ditta dell'indotto alla Ferriera. Aveva affittato un appartamento che divideva con un amico, kosovaro pure lui, e si era tranquillamente integrato. Ogni tanto partiva, uno due giorni, per andare a trovare degli amici in Germania. Così, il 31 ottobre, quando si è volatilizzato senza timbrare il cartellino d'uscita, qualcuno si è ricordato di queste sue partenze improvvise e si è messo l'anima in pace. Colleghi di lavoro e polizia lo hanno cercato nello stabilimento per qualche ora, poi si sono fidati delle voci che lo davano lontano. L'amico sapeva che Lirim non si allontanava senza avvertire, senza prendere il passaporto, i soldi, un vestito pulito. Ma le sue preoccupazioni non sono state fatte proprie da chi di dovere. Solo alcuni giorni fa la ditta e la polizia hanno fatto un altro sopralluogo nello stabilimento: ancora niente. Ma ieri mattina un odore acre ha richiamato l'attenzione di alcuni lavoratori sul nastro trasportatore che non ha mai smesso di girare. Un pacchetto di sigarette, un accendino, un pezzo di tuta bianca tra il carbone e la polvere nel pozzetto. L'integrazione di Lirim era là disintegrata dal nastro.”
Quando come Circolo Miani ci recammo con un mazzo di rose ed una lettera fuori dall'ingresso della fabbrica i sindacati non vollero nemmeno ritirare il nostro omaggio da recapitare ad una assemblea che avevano convocato.
“Attento, tu cammini con una croce in schiena”. Detto in dialetto ma la sostanza non cambia.
Questo l'avvertimento rivolto dal sindacalista “storico” della CGIL, subitaneamente promosso “capetto” dalla Direzione, ad un trentenne capoturno dell'Acciaieria (chiusa alla fine del 2004, tagliata a fette e trasferita dal russo Mordashov proprietario della Severstal-Lucchini in Russia) che vedendosi assegnare in turno due giovani neoassunti privi di ogni preparazione professionale, e che “ad ogni passo rischiavano la vita”, si era subito rivolto all'ingegnere che dirigeva il reparto.
Il giorno dopo aveva appunto ricevuto la “cordiale” visita del sindacalista con avvertimento mafioso annesso. Lui allora era ritornato dall'ingegnere e, rinunciando ad un quarto dello stipendio, si era dimesso da capoturno per tornare a fare l'operaio specializzato. “Perchè - ci disse al Circolo presenti i funzionari di Polizia che lavorarono con il PM Frezza – voleva almeno poter dormire tranquillo”.
Non male il sindacato e non male la “poesia e la cultura” della Ferriera.



Alberi a Trieste. La mattanza prosegue.

» Inviato da valmaura il 19 February, 2022 alle 12:39 pm

In questo momento stanno abbattendo a colpi di motosega gli ultimi cinque bellissimi e sanissimi olmi alla fine di via Dandolo verso via dei Navali che stavano lì, diritti come fusi, da una sessantina di anni.
La strage è commissionata, riteniamo, sempre dalle Ferrovie dello Stato, anche se gli alberi sono a decine di metri dai binari, con la solita risibile motivazione che potrebbero rappresentare un “rischio” per il traffico ferroviario, si e no un trenino merci a settimana.
Ovviamente il Comune non apre bocca alla faccia del suo Regolamento sul Verde urbano, vera e propria carta straccia.
Tacciono i putti settantenni “ambientalisti”, i verdini della sinistra variamente declinata che la campagna elettorale è finita, e rimangono inerti, ma non è una novità, i Triestini che abitano nei condomini di fronte e che questa estate si vedranno le facciate degli stabili arroventarsi senza più l'ombra e la frescura degli alberi.
Ma va bene così, che questa città non si merita nulla anzi meriterebbe solo pernacchie di scuola napoletana alla faccia degli “amici di Greta” e dei bischeri consimili.
La motivazione di questi lavori? Una sola: i soldi.
E viene i brividi a pensare i due miliardi, iniziali si badi bene, che RFI, ferrovie italiane, vuole spendere per risparmiare al massimo una ventina di minuti, se va bene, per sventrare il Carso con chilometri di gallerie.
In questi giorni cadono i trenta anni di Mani Pulite e l'ottimo magistrato Gherardo Colombo ospite del Circolo Miani a Trieste più volte, non si stancava mai di ricordare che la corruzione valeva il raddoppio del costo dei lavori ed era pari ad una finanziaria all'anno.
Ma non preoccupatevi che tanto le tangenti le pagano i cittadini mica i privati.
Poi il giochino si è perpetuato con la truffa delle gare “al massimo ribasso”, che funziona così: i concorrenti, le imprese, fanno cartello e si distribuiscono appalti e subappalti prima, poi scatta inesorabile la variante in corso d'opera ed alla fine l'infrastruttura viene a costare sempre il doppio sul previsto (a Trieste per esempio i cantieri per il nuovo Palasport ed il nuovo Stadio).
I tempi di consegna del manufatto? Biblici!
Viva là e po' bon, come recita la legge del Menga.



A bocce ferme e trombonate retoriche passate.

» Inviato da valmaura il 17 February, 2022 alle 1:08 pm

In nome del padre.

Ho atteso la fine di queste commemorazioni legate alla “giornata del ricordo” e ne ho tratto una prima immediata conclusione: se mio padre, Galliano Fogar non fosse deceduto nel 2011 oggi sarebbe sicuramente morto per infarto a leggere, e sentire, tante corbellerie su quel tragico episodio.
La prima cosa che salta agli occhi è il pressapochismo e l'ignoranza trionfante tra chi ne parla e scrive, dunque a partire dai politici di ogni colore e dalla stampa.
In quest'ultima spiace sinceramente annotare il ripetuto infortunio occorso al pur bravo Paolo Mieli, complice il silenzio compiaciuto di Raul Pupo, nell'avvalorare la tesi delle “verità nascoste” di cui nessuno aveva parlato fino all'arrivo di Pupo “primo tra i primi”. In realtà ultimo tra gli ultimi perchè a parlarne e scriverne in centinaia di ricerche, saggi e libri furono a partire dagli anni, e addirittura mesi, dalla fine della guerra in poi alcuni ricercatori e storici, ben noti a Trieste ed in Italia tra cui figurano Galliano Fogar, per l'appunto, Guido Miglia e Teodoro Sala per citarne solo alcuni, dai cui studi e ricerche trae spunto decine di anni più tardi il Pupo per le sue pubblicazioni.
Pertanto assai grave il suo compiaciuto e furbesco silenzio di fronte alle affermazioni dell'incolpevole Mieli non tanto per non fare torto a coloro che nulla “nascosero” e subito pubblicarono: sono trapassati da anni e si sa che “la morte è una livella” come scrisse il grandissimo poeta Totò, ma per il tacito e falso avvallo dato alle tesi appunto delle “verità nascoste” che invece “nascoste” non erano, ma semplicemente quanto in parte volutamente ignorate e non lette, e diffuse, da una politica ed una stampa interessate non ad informare e ricercare “verità e giustizia” quanto piuttosto a strumentalizzare la storia.
Detto questo pubblichiamo alcuni di questi strafalcioni, con una premessa riservata ad alcuni ricercatori che sostengono come nel Pozzo della miniera di Basovizza non furono gettati corpi alcuni.
Proprio una delle prime indagini di Galliano Fogar, di cui si servì poi l'ente per le onoranze ai caduti della Germania Federale per traslare le loro salme in patria, riguardò i corpi di una ottantina di soldati germanici caduti nella battaglia di Opicina, violentissimo scontro per rallentare la discesa su Trieste del IX Corpus Yugoslavo, e sepolti frettolosamente, come si usava sul terreno carsico, nella “fossa” di Basovizza e poi traslati in parte al cimitero di Sant'Anna, come risulta dai registri consultati allora dal Fogar.
Detto questo partiamo dall'odierno sciocchezzaio pubblicato un tanto al chilo.
“Ricordare le Foibe, che sono parte integrante della storia del nostro Paese, significa rendere giustizia a chi morì solo perché italiano”, ha sottolineato, sempre cinguettando l’esponente del Partito democratico, Nicola Zingaretti.”
“Mattarella “ Foibe: fu odio etnico contro gli italiani” titolo apertura Piccolo 10 febbraio.”
“E prima di partire per Basovizza anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha lanciato un messaggio sui social. “Trieste, spettacolo unico. Oggi qui per onorare il sacrificio di migliaia di connazionali torturati, massacrati e gettati nelle foibe, spesso ancora vivi, dai comunisti. La colpa? Essere Italiani. I BIMBI (?) morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali”
Come il principale storico dell'Università di Lubiana, Tone Ferenc, che per primo ebbe accesso agli archivi di Stato dopo la dissoluzione della Yugoslavia, e che accettò l'invito del Circolo Miani a venirne a discutere a Trieste nel ciclo “Trieste in Guerra” organizzato proprio dall'Associazione e solo perchè vi partecipava Galliano Fogar. E come confermò la Commissione mista intragovernativa degli storici, non ci fu “pulizia etnica” ma pulizia ideologica tesa ad eliminare, deportare ed imprigionare, tutti coloro che erano ritenuti, a torto o ragione, oppositori della futura Repubblica socialista yugoslava. A partire ovviamente dai criminali di guerra e dai collaborazionisti di nazisti e fascisti.
I fatti vanno inseriti nel contesto storico di quel periodo (maggio, giugno 1945), mesi che furono contrassegnati da sommarie esecuzioni in tutta l'Europa occupata dal terzo Reich. Basti pensare alle migliaia di esecuzioni in Belgio, tra Fiamminghi e soprattutto Valloni, in Francia, a partire dai collaborazionisti di Vichy, in Austria con la consegna di tutta l'armata Cosacca, rifugiatasi con famiglie al seguito nella piana di Lienz (Ost Tirol), ai Sovietici in vagoni piombati a cura dell'esercito inglese.
E sempre a cura degli Inglesi lo sbarramento delle vie di fuga al confine austriaco di oltre un centinaio di migliaia di Croati, Sloveni, Serbi con famiglie al seguito che poi in gran parte vennero sommariamente uccise da parte dei partigiani yugoslavi.
A dimostrazione, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che la “pulizia etnica” non ci entrava per nulla.
I numeri. Ricavabili dagli archivi dell'ISTAT e del Ministero della Guerra danno questi dati.
“Gli arrestati nelle province di Trieste e Gorizia furono circa 10.000, ma la maggior parte di essi fu liberata nel corso di alcuni anni. Secondo una ricerca condotta a fine anni '50 dall'Istituto centrale di statistica, le vittime civili (infoibati e scomparsi) nel 1945 dalle province di Trieste, Gorizia ed Udine furono 2.627. Probabilmente la cifra pare leggermente sovrastimata, perché qualche prigioniero può essere rientrato senza darne notizia. D'altra parte, a tale stima vanno aggiunte le circa 500 vittime accertate per Fiume e qualche centinaio dalla provincia di Pola. Inoltre, mancano dal computo i militari della RSI, per i quali il calcolo è difficilissimo, in quanto le fonti non li distinguono dagli altri prigionieri di guerra. Una stima complessiva delle vittime fra le 3.000 e le 4.000 sembra perciò abbastanza ragionevole.”
Ora veder scrivere sul Fatto quotidiano online di ieri che alla manifestazione di Basovizza“hanno rivolto un pensiero ai “martiri del tragico eccidio”, in cui si stima abbiano perso la vita oltre 300mila persone” non è tollerabile né giustificabile, e proprio per rispetto ai morti prima che alla verità storica.
Certamente l'essere “italiani” non ha giovato in un paese invaso ed occupato dalle truppe italiane, accanto a quelle tedesche. Truppe, italiane, che si sono macchiate di stragi e feroci uccisioni, bruciando villaggi.
In una realtà dunque dove l'Italiano era sinonimo di fascista. Anche per il ventennio di precedente brutale snazionalizzazione delle minoranze slovene e croate presenti nella Venezia Giulia, contro cui si battè inutilmente il Vescovo ed Arcivescovo di Trieste e Capodistria Luigi Fogar, fino alla sua rimozione voluta dal Mussolini nel 1936.
E proprio nel 1936 il PrefettoTiengo proibì la liturgia slovena in certe chiese, al che Fogar rispose con una circolare ai parroci in cui si ribadiva di seguitare a rispettare "le consuetudini diocesane per ciò che riguarda il culto", ovvero a continuare ad usare la madrelingua slovena.
Quanto la vicenda più che “etnica” fosse politica, il che ovviamente non è una scusante, anzi, lo dimostra il fatto che durante i quaranta giorni di occupazione yugoslava di Trieste i maggiori ricercati, vedere i manifesti affissi allora sui muri della città, erano proprio i vertici del CLN triestino, in particolare Ercole Miani e Galliano Fogar.
Un tanto lo dovevo a mio padre.
Maurizio Fogar




« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32Pagina 33Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38 • Pagina 39 • Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172Pagina 173Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Pagina 180Pagina 181Pagina 182Pagina 183Pagina 184Pagina 185Pagina 186Pagina 187Pagina 188Pagina 189Pagina 190Pagina 191Pagina 192Pagina 193Pagina 194Pagina 195Pagina 196Pagina 197Pagina 198Pagina 199Pagina 200Pagina 201Pagina 202Pagina 203Pagina 204Pagina 205Pagina 206Pagina 207Pagina 208Pagina 209Pagina 210Pagina 211Pagina 212Pagina 213Pagina 214Pagina 215Pagina 216Pagina 217Pagina 218Pagina 219Pagina 220Pagina 221Pagina 222Pagina 223Pagina 224Pagina 225Pagina 226Pagina 227Pagina 228Pagina 229Pagina 230Pagina 231Pagina 232Pagina 233Pagina 234Pagina 235Pagina 236Pagina 237Pagina 238Pagina 239Pagina 240Pagina 241Pagina 242Pagina 243Pagina 244Pagina 245Pagina 246Pagina 247Pagina 248Pagina 249Pagina 250Pagina 251Pagina 252Pagina 253Pagina 254Pagina 255Pagina 256Pagina 257Pagina 258Pagina 259Pagina 260Pagina 261Pagina 262Pagina 263Pagina 264Pagina 265Pagina 266Pagina 267Pagina 268Pagina 269Pagina 270Pagina 271Pagina 272Pagina 273Pagina 274Pagina 275Pagina 276Pagina 277Pagina 278Pagina 279Pagina 280Pagina 281Pagina 282Pagina 283Pagina 284Pagina 285Pagina 286Pagina 287Pagina 288Pagina 289Pagina 290Pagina 291Pagina 292Pagina 293Pagina 294Pagina 295Pagina 296Pagina 297Pagina 298Pagina 299Pagina 300Pagina 301Pagina 302Pagina 303Pagina 304Pagina 305Pagina 306Pagina 307Pagina 308Pagina 309Pagina 310Pagina 311Pagina 312Pagina 313Pagina 314Pagina 315Pagina 316Pagina 317Pagina 318Pagina 319Pagina 320Pagina 321Pagina 322Pagina 323Pagina 324Pagina 325Pagina 326Pagina 327Pagina 328Pagina 329Pagina 330Pagina 331Pagina 332Pagina 333Pagina 334Pagina 335Pagina 336Pagina 337Pagina 338Pagina 339Pagina 340Pagina 341Pagina 342Pagina 343Pagina 344Pagina 345Pagina 346Pagina 347Pagina 348Pagina 349Pagina 350Pagina 351Pagina 352Pagina 353Pagina 354Pagina 355Pagina 356Pagina 357Pagina 358Pagina 359Pagina 360Pagina 361Pagina 362Pagina 363Pagina 364Pagina 365Pagina 366Pagina 367Pagina 368Pagina 369Pagina 370Pagina 371Pagina 372Pagina 373Pagina 374Pagina 375Pagina 376Pagina 377Pagina 378Pagina 379Pagina 380Pagina 381Pagina 382Pagina 383Pagina 384Pagina 385Pagina 386Pagina 387Pagina 388Pagina 389Pagina 390Pagina 391Pagina 392Pagina 393Pagina 394Pagina 395Pagina 396Pagina 397Pagina 398Pagina 399Pagina 400Pagina 401Pagina 402Pagina 403Pagina 404Pagina 405Pagina 406Pagina 407Pagina 408Pagina 409Pagina 410Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 8 August, 2022 - 9:53 pm - Visitatori Totali Nr.