Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Laminatoio a caldo e “giornalismo” a freddo.
Le sorprese della censura talvolta sono anche divertenti. ..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Trieste Verde. A cosa diciamo no!
Dicemmo no alla progettata Centrale a Carbone nel Vallone di Muggia, battaglia vinta..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

Registrati • Password Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 386

Colpevolissimo ritardo.

» Inviato da valmaura il 21 December, 2012 alle 3:05 pm

Gran scalpore su tutta la prima pagina di cronaca del piccolo giornale di Trieste (sceso oramai stabilmente sotto le 35.000 copie stampate, non cioè vendute, tra Trieste, Gorizia-Isontino e Istria), sui dati di una indagine commissionata dalla Procura all’Azienda Sanitaria sulle ripercussioni sulla salute, per altro circoscritta ad una specifica patologia tumorale ai polmoni, di coloro che hanno lavorato nella Ferriera sino al 1994. Con ovviamente gli annessi commenti tra lo “sgomento” ed il “preoccupato” di sindacalisti e sindaco.

Ora sicchè di queste cose, ma in maniera molto più seria e documentata, come Circolo Miani, Servola Respira, la Tua Muggia e Coordinamento dei Comitati di Quartiere, ne abbiamo parlato, scritto, denunciato ed organizzato centinaia di manifestazioni e cortei da quasi quattordici anni a partire cioè dal 1998, sinceramente la “notiziona” di oggi non ci fa né caldo né freddo.

E spieghiamo rapidamente il perché rimandandovi alla lettura di un articolo pubblicato sul nostro sito giornale online in data 21 gennaio 2008, ma che sembra scritto ieri.

Primo: di questa indagine epidemiologica, a secondo di quanto pubblicato dal gazzettiere locale, conosciamo dunque poco: si evince comunque che riguarda un periodo di tempo molto datato fermandosi al 1994. Dunque un anno esattamente prima dell’acquisto della Ferriera da parte della Lucchini di Brescia, poi divenuta russa ed infine oggi comandata dalle banche creditrici.

Che interessa solamente una patologia tumorale, quella polmonare, e non prende dunque in considerazione né altre forme di tumori, per altro molto frequenti negli inquinamenti da benzopirene ed Ipa, né altre patologie non tumorali, come ad esempio la broncopatia ostruttiva assai diffusa, come i dati Inail confermano, tra i dipendenti.

Secondo: ancora una volta di più appare chiaro il motivo per cui questa Azienda Sanitaria, attraverso tutte le gestioni politiche succedutesi in questi anni, si è sempre rifiutata di fare una vera e seria indagine epidemiologica su tutti, ovvero lavoratori ma anche i residenti di Trieste e Muggia. Perché è scontatamente ovvio che l’inquinante non si ferma al muro di cinta dello stabilimento ma, come testimoniano le ricerche scientifiche e senza bisogno di propusniza, ha un raggio di diffusione che, a seconda delle condizioni meteo, raggiunge i 3-5 chilometri in linea d’aria. Dunque da Capodistria a Gretta. Ed è bene ricordarlo che questa indagine, che consta poi in un banale e semplice incrocio di dati d’archivio informatico, è stata richiesta all’ASS dal Circolo Miani a partire dal novembre 1999, dopo le presentazioni curate dal Circolo delle ricerche effettuate dai medici del Burlo e del Centro Tumori. Tutto inutile ed il perché lo si capisce chiaramente, come il primato nazionale che Trieste detiene saldamente da anni nelle patologie tumorali e respiratorie (libri bianchi del Ministero della Sanità in collaborazione con il CRO di Aviano).

Terzo: se questi dati catastrofici e mortali sono stati rilevati per il ventennio 1974/94 dove per altro le proprietà di allora, IRI e Pittini, dimostrarono una sensibilità di gran lunga maggiore per l’ambiente e la salute, con costanti e cospicui investimenti su impianti e filtri, che per altro erano ancora funzionali, chissà cosa dovrebbe risultare per il periodo successivo, ovvero dal 1995 ad oggi, sotto questa nuova proprietà che notoriamente si è curata solo del businnes della Centrale elettrica grazie ai cospicui aiuti di Stato.

Quarto: l’attività d’indagine della procura di Trieste è per la verità dei fatti assai lenta e comunque inspiegabilmente in ritardo. Questi dati erano stati evidenziati dai consulenti della Procura già a partire dal 2007, con tutta la scientificità del caso, e viene dunque da domandarsi come il Sostituto Procuratore Frezza, allora e per lunghi anni titolare delle indagini, abbia potuto scrivere in una sua ordinanza del 26 giugno 2007: “L’ordinamento… consente lo svolgimento delle attività pericolose, persino mortali, se e in quanto le reputa indispensabili alla vita della complessa società odierna”.

Nel dare atto alla proprietà di aver “realizzato in toto”, “la migliore tecnologia disponibile al limite del costo ragionevole” ,  “la Ferriera può legittimamente e lecitamente emettere una certa quantità di polveri e fumi”. Sono frasi significativamente indicative e gravi e vi compaiono per la prima volta le parole che nel 2009 lo stesso PM userà per motivare il consenso della pubblica accusa all’accesso all’ennesima oblazione in un altro processo contro i vertici della Ferriera. Un susseguirsi di semplici oblazioni pur in presenza del reiteramento del reato che permettono alla proprietà di continuare sostanzialmente indisturbata ad inquinare avanti in questi anni.

Questo viene scritto nella memoria del PM nel processo in fase terminale contro i 240 sforamenti di materiali inquinanti, soprattutto polveri sottili cancerogene, prodotti dalla Ferriera in poco più di un anno. Contro un limite massimo di 35, consentiti per legge.

L’affermazione che un ordinamento che non sia seguace della teoria dell’eugenetica nazista possa consentire l’esistenza di attività pericolose, persino mortali, per il sostanziale benessere della società, che qui però viene concretamente rappresentata dagli affari e dai guadagni di una spa Russobresciana, Severstal-Lucchini, è qualcosa che sinceramente dopo il Processo di Norimberga nessuno si sarebbe aspettato di veder legittimato. Con questa teoria si potrebbero chiudere pure tutti i procedimenti sugli infortuni sul lavoro. Perché tanto il fine giustifica i mezzi e gli operai morti. Deprecabile e tragica fatalità, ma giustificata in nome del bene supremo.

La seconda affermazione che la Ferriera ha realizzato totalmente le migliorie richieste significa solo due cose. O queste non sono state realizzate, visto la mole d’inquinamento in perenne uscita dallo stabilimento, AIA o non AIA regionale, e questo pone forte una domanda finora sempre elusa anche nelle indagini della magistratura, sulla responsabilità penale e civile di chi doveva fare i controlli. Oppure queste non erano affatto le migliorie sufficienti e chi le ha indicate non aveva evidentemente la compiuta competenza per farlo.

In particolare colpisce la frase “al limite del costo ragionevole”, e sorge spontanea la domanda. “Ragionevole” per chi, e chi stabilisce quando una spesa è “ragionevole”? La risposta è intrinsecamente ovvia. “Ragionevole” per il businnes della proprietà della Ferriera.

L’ultima considerazione che la Ferriera possa emettere “legittimamente e lecitamente” una “certa quantità” di inquinanti, può al limite andare bene, se questa “certa quantità” rimane nei termini tassativi fissati dalle leggi europee ed italiane, che a partire dal prossimo anno oltretutto si dimezzeranno in senso restrittivo. E sinceramente non pare che 240 sia inferiore a 35.

Ma soprattutto non si tiene in alcun conto di una sentenza fondamentale della Corte Costituzionale, che chiamata a giudicare in un caso analogo, con sentenza del 16 marzo 1990, a rispetto degli articoli 32 (tutela della salute dei cittadini) e 41 (subordinazione della libertà d’impresa all’utilità sociale) della Costituzione, sentenzia che qualora un’impresa non abbia, o non voglia trovare, i quattrini necessari da investire per far rispettare i limiti di legge delle emissioni prodotte dal proprio stabilimento (la sopradescritta “ragionevolezza del costo”), questa deve cessare la propria attività produttiva.

A firmarla sono il fior fiore dei giudici costituzionalisti italiani: Francesco Saja (Presidente), Giovanni Conso, Ettore Gallo (Relatore), Aldo Corasaniti, Giuseppe Borsellino, Francesco Greco, Renato Dell’Andro, Gabriele Pescatore, Ugo Spagnoli, Francesco Paolo Casavola, Antonio Baldassarre, Vincenzo Caianiello, Mauro Ferri, Enzo Cheli.

Dunque perché la Procura ha atteso tanto? Perché tra l’annuncio rilasciato con una intervista a tutta pagina sul piccolo giornale in piena estate 2011 e poi replicato paro paro in agosto di quest’anno, il Procuratore Capo, o chi per lui, fa uscire solamente oggi la notizia di questa indagine dell’ASS, a quanto pubblicato parziale e datata nei tempi esaminati? Mentre viene permesso, in totale distonia con quanto invece ordinato dalle Procure di Taranto (Ilva) e Udine (Caffaro ex Snia), il proseguimento del danno alla salute di lavoratori e cittadini?

Quinto: lo “sgomento” dei sindacati e della Cgil in particolare, che segue le improvvide dichiarazioni rilasciate ieri l’altro dalla Camusso, colpevole in questo caso solo di scegliersi assai male i corrispondenti locali e di fidarsi di loro, sulla tragedia della Ferriera, farebbe sorridere se non toccasse la vita e la morte di migliaia di persone.

Dove erano in tutti questi anni? Cosa vedevano in fabbrica? Perché la proprietà ha citato le testimonianze dei sindacati (tutti meno uno che ha pure denunciato) a difesa dei suoi vertici arrestati, si ma dalle Procure di Perugia e Grosseto e dai Carabinieri del NOE di Udine, per lo scandalo dei rifiuti tossici-speciali smaltiti abusivamente?

E la “preoccupazione” espressa oggi da un Sindaco, Roberto Cosolini, che non più tardi di quattro anni fa, perso il ruolo di assessore regionale per volere elettorale, in una intervista a tutta pagina sempre e solo, e ci mancherebbe, sulle colonne del piccolo giornale, nella veste di neosegretario provinciale del PD, alla domanda: “Sulla Ferriera, tra la difesa della salute ed il lavoro, Lei cosa sceglie?” Risposta lapidaria di due parole, articolo compreso: “il lavoro”, che valore dunque può avere?

Passate dunque all’attualità scritta appunto il 21 gennaio 2008.

 

Io accuso.

Dopo quanto scritto nelle 57 pagine della delibera della Giunta Regionale, firmata dal Presidente Riccardo Illy, che rilascia l’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Servola spa proprietaria della Ferriera di Trieste e dopo quanto pubblicato dalla stampa in merito alla analoga procedura in corso presso il Ministero per l’Ambiente per il rilascio dell’AIA alla Centrale di Cogenerazione, ed ancora dopo aver letto, sul sito ufficiale della Regione FVG, la pratica istruttoria per il rilascio AIA alla Sertubi sento il dovere di rivolgere una domanda all’opinione pubblica ed alcune considerazioni.

La domanda è molto semplice: perché solo ora?

Perché dopo aver descritto così minuziosamente le assolute carenze di misure di contenimento delle emissioni e di captamento delle polveri, ed aver finalmente appreso ufficialmente da quasi due anni il pericolosissimo, per la salute dei cittadini e dei lavoratori, inquinamento in uscita costante dalla Ferriera si è atteso tutto questo tempo per ordinare l’esecuzione di queste prescrizioni che la Regione poteva benissimo deliberare in ogni momento, senza bisogno alcuno di legarle al rilascio dell’AIA, come prescrive espressamente la legge e come è stato inutilmente richiesto dal Sostituto Procuratore Federico Frezza nell’ultimo anno.

In questi giorni il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, il consigliere Lupieri che di professione fa il medico di base, ha ricordato che l’ultima indagine sanitaria realizzata sul territorio risale al 1982  e già allora l’incidenza di patologie tra gli abitanti dei quartieri limitrofi (60.000 persone) ed il resto della città (il rione di Chiadino) era di tre volte superiore.

Io accuso l’Azienda Sanitaria di non aver mai realizzato, a partire dalla richiesta avanzatale formalmente dal Circolo Miani in collaborazione con alcuni medici del Burlo e del Centro Tumori nel lontano 1999, l’indagine epidemiologica  a Trieste e Muggia, nonostante la nostra provincia abbia il più alto tasso di mortalità in Italia per tumori e malattie all’apparato respiratorio e nonostante le ricerche e le indagini realizzate in questi anni dai medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale pediatrico infantile Burlo Garofalo, le pubbliche denunce annuali del primario ospedaliero di Pneumologia ed i dati resi noti dalle autorità sanitarie del Comune di Capodistria ove una percentuale di bambini (tra i 0 ed i 12 anni d’età) pari al 30 e passa per cento del totale soffre di malattie e patologie croniche alle vie respiratorie tra coloro che vivono nei paesi del costone rivolto verso il Vallone di Muggia.

Io accuso l’ARPA di non aver svolto diligentemente il lavoro di monitoraggio e controllo delle emissioni inquinanti in uscita dagli stabilimenti industriali di Trieste perché solo dopo la pubblicazione dei dati rilevati dal CIGRA dell’Università di Trieste su mandato del PM Frezza sono state finalmente prese in considerazione le misurazioni di Benzoapirene e diossine, gli inquinanti più cancerogeni prodotti dal ciclo produttivo di un impianto siderurgico mentre per anni la stessa Agenzia ha diffuso sulla stampa dati assolutamente tranquillizzanti sulla qualità dell’aria a Trieste.

Ricordo le parole pronunciate dal PM Federico Frezza nell’aula del Tribunale di Trieste in occasione dell’arringa conclusiva del primo processo, e prima condanna, contro i vertici societari e

dirigenti della Ferriera ove stigmatizzava il comportamento ostruzionistico tenuto da ASS e ARPA nei confronti delle richieste di collaborazione avanzate dal suo Ufficio.

Io accuso la Regione di aver omesso di realizzare il piano censuario del territorio regionale, con conseguente emissione di misure preventive alle aziende a rischio inquinamento, nei termini previsti dalla legge, di aver ignorato i dati sull’inquinamento forniti negli ultimi due anni da ARPA e CIGRA, di aver acriticamente sostenuto la posizione del Gruppo Lucchini-Severstal, accettando senza alcuna verifica le dichiarazioni presentate per il rilascio dell’AIA alla Ferriera, come analogamente fatto dalla Sanitas, azienda di fiducia della Servola spa per conto della Duferco per la Sertubi. Di aver assolutamente ignorato il parere ampiamente maggioritario dei cittadini interessati disattendendo tutti gli impegni pubblicamente presi, di non aver saputo in cinque anni realizzare un progetto di riuso dell’area Ferriera e di ricollocazione dei lavoratori. Di aver cercato di secretare, contro ogni dettame costituzionale e di legge, i lavori della Conferenza dei Servizi estromettendo i

giornalisti dalle riunioni senza che per altro l’Ordine regionale della categoria o la Federazione della Stampa sentissero la necessità di protestare a difesa della libertà d’informazione.

L’avvocato Spazzali ha in corso la presentazione di una denuncia verso la Regione per violazione della legge europea sui termini e nel merito del rilascio dell’AIA alla Ferriera e sarà un tribunale a deciderne le ragioni.

Io accuso la Provincia di Trieste di non aver realmente operato per dare efficacemente corpo alle nuove competenze sulla vigilanza dell’inquinamento dell’aria che dal 1 gennaio 2007 le sono state delegate per legge.

Io accuso i Comuni di Trieste e Muggia di non aver esercitato fino in fondo le possibilità che la legge per la tutela della salute da ai Sindaci in qualità di Ufficiali sanitari del territorio comunale per adottare tutte quelle misure idonee a far sospendere l’attività produttiva in presenza di un costante sforamento dei limiti di legge per le sostanze inquinanti.

Io accuso il Sindacato di aver barattato un lavoro sottopagato ed insicuro fornendo alla proprietà della Ferriera una preziosa alleanza contro il diritto alla salute, alla sicurezza ed alla certezza nel futuro dei lavoratori, portando appieno la responsabilità della insanabile rottura della solidarietà tra gli stessi ed i cittadini.

Maurizio Fogar

Presidente Circolo Miani




per Galliano Fogar

» Inviato da valmaura il 12 December, 2012 alle 2:01 pm

Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia

per Galliano Fogar 

Martedì 18 dicembre 2012, ore 15.30-18.30, presso la Biblioteca Statale di Trieste, L.go Papa Giovanni XXIII, 6

 

Nel primo anniversario della morte di Galliano Fogar, cofondatore dell’Istituto nel 1953, segretario e presidente, direttore responsabile di «Qualestoria» dalla fondazione nel 1973 fino alla Sua scomparsa.

Simbolo e memoria storica dell’Istituto, al quale ha dedicato gran parte delle sue energie. Studioso in cui il rigoroso lavoro dello storico è stato parte di un impegno civile nell’interesse della Sua città e della Sua regione, e di un sapere al di là e al di sopra degli schematismi e delle banalizzazioni.

Gian Carlo Bertuzzi (Presidente dell’Istituto), Galliano Fogar e la produzione storiografica

 Maurizio Fogar Un ricordo di mio padre

 Franco Cecotti Presentazione di una videointervista a Galliano

 Giovanni Michieli Il testamento politico di Galliano Fogar

 Tristano Matta Galliano e la Risiera di San Sabba

 Marina Rossi Galliano Fogar: una vita spesa tra ricerca e impegno civile

 Roberto Spazzali Censimento dei materiali di lavoro conservati nella stanza di Galliano

 




I piccoli camaleonti.

» Inviato da valmaura il 1 December, 2012 alle 1:00 pm

Domani, domenica, a Trieste saremo meno inquinati.

Grazie a Dio in edicola non troveremo il piccolo giornale causa sciopero dei “giornalisti” a difesa della loro categoria o, per meglio dire, “corporazione”. Già perché l’Italia è l’unico paese democratico al Mondo che abbia un “ordine dei giornalisti” non a caso messo su da Mussolini, che bisogna riconoscerlo di giornali e giornalisti se ne intendeva, per meglio controllare (più comperando che censurando) la categoria.

A Trieste il quotidiano locale veleggia oramai stabilmente sulle 34.000 copie “diffuse”, come scrive nel tamburino, che tradotto vuole dire “stampate” e dunque non vendute, perché da questa cifra vanno sottratte le copie date in resa dagli edicolanti che fanno bella mostra di se sui bancali della Litoranea (agenzia distributrice) in quel di Monfalcone, ogni giorno dopo in attesa di essere mandate al macero.

Di questo totale fanno parte le copie delle edizioni di Gorizia, Monfalcone ed Isontino, e quelle destinate ad essere distribuite gratis, ma pagate con i soldi della nostra Repubblica, cioè da noi, in Istria. Poi ovviamente c’è l’edizione di Trieste. Dunque fate voi i conti di quale è la reale vendita del giornale nella nostra città e capirete perché dall’acquisto del quotidiano da parte del Gruppo Finegil (Repubblica-Espresso), a Trieste si è assistito ad un valzer di direttori. Tutti spediti qui con l’unico obbiettivo di arginare l’emorragia di copie invendute; dunque tra poco, c’è da presumere, assisteremo ad un altro “giro”, presumibilmente dopo le prossime elezioni regionali.

In quanto ai “scioperi” dei “giornalisti” in questi anni hanno avuto come unica mira la difesa dei contratti di categoria, mai uno a tutela dei diritti dei cittadini-lettori vittime quotidiane di una disinformazione che in Italia non ha paragoni. In un giornale dove i tre quarti dei pezzi, in cronaca, cultura e sport, sono firmati da collaboratori esterni pagati un bianco e nero. Basta contare ogni giorno le firme o sigle che compaiono in calce agli articoli ed il gioco è fatto.

Quando si dice coerenza, neh!

In questi giorni sta tenendo banco la vicenda del/dei rigassificatori. Vicenda portata all’attenzione dell’opinione pubblica, allora totalmente censurata dalla stampa locale, dal Circolo Miani nel 2005/6 che organizzò le prime conferenze, le prime manifestazioni a Trieste e cercò una prima collaborazione con il Comune di Capodistria.

Il comportamento della politica, ma anche degli industriali, per non parlare appunto dell’informazione, in questi anni è stato tale che il camaleonte appare un esemplare di coerenza insuperabile.

Liquidiamo subito la Confindustria, il cui presidente fa sembrare Amleto un modello di decisionismo. Razeto infatti prima di assumere l’attuale incarico in una lunga intervista tutta pagina del piccolo giornale locale, come si usa da quelle parti genuflessi con i potenti, dichiarò con piglio cesareo che la Ferriera era incompatibile con Trieste e che dei rigassificatori neanche parlarne per i ben noti motivi di sicurezza. Da quando fu chiamato a rappresentare la categoria, formata più da piccoli imprenditori, oggi anche un edicolante lo è, che da industriali dichiarò esattamente l’opposto, sempre sulla stampa nella posizione di cui sopra. Ovvero che la siderurgia era strategica per Trieste (Ferriera) e che di rigassificatori ce ne volevano almeno due.

Pertanto lezioni da questo dipendente della Wärtsilä, seppure il più alto in grado, non è proprio il caso di accettarle. Peccato che in questi anni nessun “giornalista”, appunto, glielo abbia mai ricordato.

La politica. Qui è lo scaricabarile a dettare la linea, oltre ad una memoria cortissima.

A volere, vellicare e incoraggiare la costruzione dei due impianti (uno a Monte San Pantaleone-Zaule, l’altro nel Golfo tra Trieste e Grado) fu la maggioranza di centrosinistra che allora governava la Regione con Presidente Illy e Cosolini Assessore. C’è una foto che dice meglio di tanti discorsi: in essa sono ritratti mezza Giunta con in testa Illy e Sonego (PDS-DS-PD) che brindano con i vertici di Endesa e l’AD della Friulia (finanziaria della Regione) all’ingresso della stessa società nell’operazione Endesa.

Per capire la statura di Lodovico Sonego, il più arrogante tra gli assessori regionali del quinquennio 2003/2008, e compagno di partito e giunta di Roberto Cosolini, basti citare la frase con cui pubblicamente rinunciò ad una candidatura, da lui per anni ricercata e costruita, alle ultime elezioni europee per un seggio a Strasburgo: “Non c’è trippa per gatti”. La nobile politica, l’umile servizio a favore dei cittadini, in questo caso italiani ed europei, venne così efficacemente espressa dall’uomo di “sinistra” che si vedeva negare la certezza del cadregone. Un idealista, senza ombra di dubbio!

Dunque la responsabilità della scelta ricade tutta sul centrosinistra e qui un’altra foto, sempre sulla stampa locale, tratteggia meglio ed aiuta a ricordare, ritrae un Pierluigi Bersani passeggiante per le rive di Trieste attorniato dai dirigenti locali del suo partito, che dichiara, sui rigassificatori: “I triestini dovranno farsene una ragione, e beccarsene almeno uno”.

Commenti? Mi pare si sia detto tutto.

No, tutto no: per la verità ci ha pensato pure il non assessore all’ambiente (tutto rigorosamente minuscolo) dell’attuale Giunta comunale, Umberto Laureni, a dichiarare che sui rigassificatori due erano troppi, ma che uno, quello nel Golfo si poteva fare. A SEL, il suo partito, poche idee ma ben confuse.

Ma non è che Tondo ed il centrodestra in questi anni possano cavarsela scaricando tutto sulla loro controparte politica. Primo perché fu l’allora suo sindaco, Dipiazza del PDL, a fantasticare sulle “royaltes” (tasse e balzelli) che Gas Natural avrebbe pagato al Comune ed al businnes dell’Acegas-Aps nella vicenda di Zaule. E dunque ad incoraggiare la multinazionale iberica a proseguire nel progetto anche se per la verità sottoscrisse con La Tua Trieste, la lista civica dei Comitati di Quartiere, un testo scritto di suo pugno dove si impegnava, se rieletto Sindaco, cosa che avvenne nel 2006, ad indire un Referendum cittadino per far scegliere ai triestini se fare o meno gli impianti di rigassificazione. Come è andata lo hanno visto tutti: “fatta la festa gabbato lo santo” e referendum scomparso.

Quanto alla Giunta Tondo che di pastrocchi in campo ambientale ne ha fatti a bizzeffe a partire da quel “se eletto Presidente una settimana dopo chiudo la Ferriera”, correva l’anno 2008, appunto, nulla è cambiato, in questi quasi cinque anni, e 256 settimane, rispetto all’indirizzo deciso dalla Regione governata da Illy.

In queste ultime convulse giornate di dichiarazioni dei vari rappresentanti politici di Provincia e Comune, che per altro a quella recita della Conferenza dei Servizi regionale che ha dato il via libera alla costruzione del rigassificatore di Zaule non hanno saputo – o voluto ? – fare l’unica cosa efficace: ovvero alzarsi ed abbandonare la riunione in corso, visto il chiaro andazzo, e visto che l’unanimità richiesta nel parere finale vale non per i presenti al momento della decisione ma per i componenti della stessa Conferenza, si è udito di tutto e di più.

Peccato che a strillare fosse ad esempio quel tale Zollia, oggi assessore all’ambiente in Provincia, e che in passato diresse così efficacemente, per la Lucchini si intende, l’assessorato regionale all’Ambiente tanto da finire pure indagato, assieme appunto al suo più fidato collaboratore, quel funzionario Gubertini oggi da lui additato come il violentatore regionale. Che l’allievo abbia superato il maestro resta da vedere, certo la comicità della vicenda è indiscussa, peccato che nessuno abbia interesse a ricordarla, “giornalisti” del piccolo giornale in testa.

PS: nei primi anni sessanta la RAI, in bianco e nero e sull’unico canale esistente, trasmetteva dei meravigliosi sceneggiati tratti da alcuni importanti romanzi ed interpretati dai migliori attori del teatro, e anche cinema, italiani. Tra questi memorabile seguito de “I Giacobini”, fu l’insuperato “I grandi camaleonti” e che vide tra i protagonisti Giancarlo Sbragia, Tino Carraro, Raul Grassilli e Valentina Cortese.

Nulla a che vedere con la statura appunto degli attuali “piccoli camaleonti”.




Parole sante!

» Inviato da valmaura il 22 November, 2012 alle 3:01 pm

Dopo le dichiarazioni di Umberto Laureni siamo nella farsa più completa.

Una persona coerente avrebbe ritenuto doveroso accompagnarle con il gesto più ovvio: le dimissioni da non assessore all’ambiente, quale lui stesso ha ammesso di essere stato in questi quindici e passa mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale. Non lo ha fatto e questo rimane casomai un problema suo, del suo partito, SEL, e del Sindaco Cosolini.

Ma le parole, i tempi ed i modi in cui la vicenda si è aperta, assieme alla disarmante constatazione che questa amministrazione comunale, ma vale come chiamata di correità anche per Provincia e Regione, ed in generale per tutta la classe politica, sindacale, industriale, insomma dirigente di Trieste, non ha un’idea di sviluppo della città, imporrebbero dimissioni collettive che, lo sappiamo bene, non avverranno mai.

Dire oggi che come Circolo Miani questo lo avevamo detto e predetto da mesi quando non da anni, serve solo a modesta consolazione. Così come da oltre dieci mesi avevamo richiesto pubblicamente che Laureni abbandonasse un ruolo di assessore per il quale non ci azzeccava per nulla. Lo trovate scritto in tanti articoli su questo nostro sito. Come avevamo ritenuto una pericolosa presa in giro, per l’opinione pubblica si intende, il credito accordato al suo operato dalle associazioni cosiddette ambientaliste ma che da anni sono sigle che rappresentano al massimo una o due persone. E che fino a poche settimane fa hanno continuato, con la compiacenza di una stampa che nemmeno nella Bulgaria del compagno Popov, che la Pravda era cosa più seria, a tessere le lodi del suo operato, ampiamente ed interessatamente ricambiate dallo stesso.

Non staremo dunque qui a ripetere cose già scritte e dette fin dal 1998: chi ha cervello, voglia di capire, di conoscere e, magari perché no, di imparare può sfogliare le centinaia di pagine del nostro sito giornale online. Anche perché noi, come cita una massima di Arthur Bloch riteniamo di “Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza”.

Sulla Ferriera-Sertubi avevamo presentato l’unico piano di riconversione percorribile, praticabile e realizzabile, e non da oggi ma a partire dal 2004 fino ai giorni nostri. A Napoli, per l’Ilva di Bagnoli lo hanno fatto ed oggi i dipendenti sono decuplicati, dai 600 che erano alla chiusura di quella Ferriera. Lo abbiamo presentato e ripresentato in questi anni in tutte le occasioni e sedi, anche nel 2005 a quel Tavolo regionale sulla riconversione dello stabilimento guidato dall’allora Assessore Regionale Roberto Cosolini, vi dice niente questo nome? E’ lo stesso sindaco di Trieste che oggi addossa la colpa alla Regione per non aver fatto nulla in questi dieci anni, di cui cinque a sua guida e del suo partito. Amnesie? Certo sa di poterlo pubblicamente dire, e di farla franca,  perché in queste lande non esiste il mestiere del giornalista che ricordi, che confuti, che denunci, e che soprattutto informi, invitando i cittadini-lettori ad usare la loro memoria.

L’unica consolazione in questo è che la voce del padrone locale oramai è scesa stabilmente sotto un numero di copie vendute che non ha paragoni in tutta la sua storia.

Che la Sertubi fosse una fabbrica nata, nell’ottobre del 2000, morta lo avevamo detto prima che aprisse i cancelli e non perché dotati di particolare doti divinatorie, ma perché i numeri stavano lì a dimostrarlo. Bastava volerli vedere e soprattutto leggerli. Non lo hanno fatto, sindacati compresi, ed oggi la situazione, dei posti di lavoro parliamo, è persa. Lo avevamo anche qui scritto e riscritto, ma nessuno ci ha risposto ed oggi non serve più.

Sulla Ferriera idem, oramai è questione di settimane, tempo trascorso inutilmente tra le sofferenze di decine di migliaia di persone, tra Muggia e Trieste, costrette a soffrire e ad ammalarsi, quando non morire, per il devastante inquinamento di questi ultimi quattordici anni, lavoratori compresi. Ma lo pensate, questi che gran parte dei triestini ha votato e pagato, fino alle ultime elezioni amministrative del 2011 dove il 51% di loro non lo ha più fatto, ma nessuno oltre a noi ha voluto rilevarlo, per QUATTORDICI ANNI, e 28 tavoli politico-istituzionali, non sono stati capaci di fare nulla, di proporre alcunché, se non di lavorare sotto dettatura delle proprietà bresciane prima, e russe poi.

E oggi, senza il minimo pudore e rimorso, lo ammettono pure facendo il giogo dello scaricabarile tra centrosinistra e destra.

Sul vecchio Cuore, l’insuperato verde giornale di satira diretto da Michele Serra, c’era una rubrica dal titolo che ben rappresenta questa nostra realtà: “Hanno la faccia come il culo”.

Parole sante, appunto.




Il fallimento.

» Inviato da valmaura il 23 October, 2012 alle 1:19 pm

Certo della Lucchini prima, di Severstal poi e delle banche ora, insomma della Ferriera con annessa Sertubi, una fabbrica nata morta nel 2000.

Ma stava tutto scritto, annunciato fin dal 1995 quando la Lucchini prima di firmare l’acquisto della Ferriera attese la firma-concessione di Governo ed Enel per il vero ed unico businnes triestino: quello dell’energia elettrica prodotta dalla costruenda Centrale di Cogenerazione.

Lo avrebbero capito tutti meno quelli che avevano il dovere di capire: ovvero la classe dirigente (sic!), politica ed industriale, ma anche sindacale.

Tutto quello che è successo dopo non è altro che una conseguenza di allora. E per i sordi o i disattenti la conferma inequivocabile venne nel 2001 dalla richiesta della proprietà, e sottolineo la parola proprietà, di chiudere la Ferriera nel 2009, poi procrastinata ad un improbabile 2015.

Da allora quanti anni sono passati? Undici e mezzo dal 2001, se vogliamo tener conto della data più recente. Quanti “Tavoli istituzionali” sono stati allestiti in questi anni da Regione, Provincia e Comune? Ventotto, ed è una stima per difetto che non tiene conto di quelli governativi. Risultati? Lo zero assoluto.

Undici e passa anni poi di silenzi ed inerzie da parte di tutti coloro che avevano il compito di controllare le devastanti emissioni inquinanti dello stabilimento e di tutelare la salute di triestini, muggesani e lavoratori. Un vergognoso disastro che è costato sacrifici, malattie e morti a tanta troppa brava gente. Una qualità della vita schifosa per decine di migliaia di concittadini, altro che i mille contati uno ad uno dal sindaco, oppure il “singolo caso di tumore in più ogni tredici anni” come recita senza arrossire il vertice dell’ASS. Peccato che non legga neppure i libri bianchi annuali pubblicati dal Ministero della Sanità che assegnano alla nostra provincia il primato per mortalità da tumori, ogni anno, direttore Samani, e non ogni tredici. Ed allora perché non fate finalmente quella tanto richiesta da noi e dal 1998 per giunta, indagine epidemiologica sulla popolazione della nostra provincia?

I protagonisti politici e dirigenziali sono stati sempre gli stessi. In questi anni le medesime facce, gli stessi nomi si sono alternati alla guida di Regione, Provincia e Comune.

Non hanno fatto nulla, questa è la semplice, vera, nuda e cruda realtà. Anche quando non esisteva alcuna crisi economica, quando purtroppo i soldi pubblici in questo Paese venivano sperperati nel modo in cui tutti sappiamo.

In più qui hanno goduto, costoro, della complice copertura di una stampa, che chiamarla informazione è troppo, scritta e radiotelevisiva, che ha sempre e solo, almeno a partire dal 2001, difeso a censura tratta il potere di chi stava al governo.

Ora parlano di un piano “da fare subito”, gli stessi che in oltre un decennio non sono stati capaci di fare niente. Ed ancora continuano, sindacalisti compresi, a vaneggiare di continuare la produzione siderurgica, di migliorare degli impianti che cadono a pezzi e buoni solo per venderli come ferraglia un tanto al chilo, di “investitori e compratori” fantasma.

Si accorgono ora, tanto vale un Tajani in Europa, mentre la Serracchiani da tempo risulta non pervenuta, più impegnata nel suicidio del suo partito, il PD, o a dare la scalata alla Regione, che l’Unione Europea non caccia euro a sostegno di una siderurgia in crisi.

Ebbene c’è qualcosa di insultante in tutta questa pantomima, perché in realtà in Europa i soldi per la riconversione della “produzione a caldo”, ovvero di quella siderurgica, in altro, ci sono, eccome.

Ma appunto bisogna smetterla di continuare a difendere una cosa indifendibile come quello che producono Ferriera e Sertubi.

E’ come se un assetato si trovasse davanti a due grandi bocce di acqua minerale, e continuasse a girare il rubinetto di quella gasata, desolantemente vuota da tempo, e preferisse morire di sete invece di aprire il rubinetto di quella accanto, piena di rigogliosa e fresca acqua naturale.

Nel 2004 il Circolo Miani presentò insieme ad altri alla Stazione Marittima prima e poi da solo all’ennesimo Tavolo della Regione, quello, ironia della sorte, guidato dall’allora assessore regionale illyano Roberto Cosolini, con Bassa Poropat e Dipiazza tra i commensali, attuale sindaco di Trieste, un piano che era in corso di realizzazione in quel di Napoli. Che aveva portato alla chiusura e riconversione della Ferriera dell’Ilva di Bagnoli, ben più grande della nostra, e ricorrendo agli specifici fondi europei, in vigore fino a metà del 2016, decuplicato i posti di lavoro (da seicento a seimila). Un progetto di cui bastava copiare il percorso normativo in una situazione pressoché identica di partenza, poi a decidere cosa metterci al posto della siderurgia Trieste poteva scegliere, anche se puntare su attività legate alla portualità non sembrava essere molto difficile.

Lo abbiamo proposto e riproposto in questi anni. Inutilmente. E non perché, questo è veramente il colmo triestino, qualcuno avesse qualcosa altro da suggerire. Il nulla, e di fronte a ciò, nonostante ciò si sono sempre rifiutati di prenderlo in considerazione. E ora, anche quel piccolo giornale che solo recentemente lo ha nuovamente oscurato cancellando l’ennesima conferenza stampa di presentazione fatta dal Circolo Miani, parlano di “piano da fare subito”.

Per fortuna ci ha pensato Telequattro, a cui la nuova proprietà, Reteveneta, ha portato nuova vita ed un nuovo autorevole direttore, e di cui alleghiamo il servizio televisivo di presentazione del piano di Bagnoli Futura, con l’illustrazione di Maurizio Fogar. Per vederlo basta cliccare sul link: http://youtu.be/DfL83rxYkOU





« Precedente • Pagina 1 • Pagina 2 • Pagina 3 • Pagina 4 • Pagina 5 • Pagina 6 • Pagina 7 • Pagina 8 • Pagina 9 • Pagina 10 • Pagina 11 • Pagina 12 • Pagina 13 • Pagina 14 • Pagina 15 • Pagina 16 • Pagina 17 • Pagina 18 • Pagina 19 • Pagina 20 • Pagina 21 • Pagina 22 • Pagina 23 • Pagina 24 • Pagina 25 • Pagina 26 • Pagina 27 • Pagina 28 • Pagina 29 • Pagina 30 • Pagina 31 • Pagina 32 • Pagina 33 • Pagina 34 • Pagina 35 • Pagina 36 • Pagina 37 • Pagina 38 • Pagina 39 • Pagina 40 • Pagina 41 • Pagina 42 • Pagina 43 • Pagina 44 • Pagina 45 • Pagina 46 • Pagina 47 • Pagina 48 • Pagina 49 • Pagina 50 • Pagina 51 • Pagina 52 • Pagina 53 • Pagina 54 • Pagina 55 • Pagina 56 • Pagina 57 • Pagina 58 • Pagina 59 • Pagina 60 • Pagina 61 • Pagina 62 • Pagina 63 • Pagina 64 • Pagina 65 • Pagina 66 • Pagina 67 • Pagina 68 • Pagina 69 • Pagina 70 • Pagina 71 • Pagina 72 • Pagina 73 • Pagina 74 • Pagina 75 • Pagina 76 • Pagina 77 • Pagina 78 • Pagina 79 • Pagina 80 • Pagina 81 • Pagina 82 • Pagina 83 • Pagina 84 • Pagina 85 • Pagina 86 • Pagina 87 • Pagina 88 • Pagina 89 • Pagina 90 • Pagina 91 • Pagina 92 • Pagina 93 • Pagina 94 • Pagina 95 • Pagina 96 • Pagina 97 • Pagina 98 • Pagina 99 • Pagina 100 • Pagina 101 • Pagina 102 • Pagina 103 • Pagina 104 • Pagina 105 • Pagina 106 • Pagina 107 • Pagina 108 • Pagina 109 • Pagina 110 • Pagina 111 • Pagina 112 • Pagina 113 • Pagina 114 • Pagina 115 • Pagina 116 • Pagina 117 • Pagina 118 • Pagina 119 • Pagina 120 • Pagina 121 • Pagina 122 • Pagina 123 • Pagina 124 • Pagina 125 • Pagina 126 • Pagina 127 • Pagina 128 • Pagina 129 • Pagina 130 • Pagina 131 • Pagina 132 • Pagina 133 • Pagina 134 • Pagina 135 • Pagina 136 • Pagina 137 • Pagina 138 • Pagina 139 • Pagina 140 • Pagina 141 • Pagina 142 • Pagina 143 • Pagina 144 • Pagina 145 • Pagina 146 • Pagina 147 • Pagina 148 • Pagina 149 • Pagina 150 • Pagina 151 • Pagina 152 • Pagina 153 • Pagina 154 • Pagina 155 • Pagina 156 • Pagina 157 • Pagina 158 • Pagina 159 • Pagina 160 • Pagina 161 • Pagina 162 • Pagina 163 • Pagina 164 • Pagina 165 • Pagina 166 • Pagina 167 • Pagina 168 • Pagina 169 • Pagina 170 • Pagina 171 • Pagina 172 • Pagina 173 • Pagina 174 • Pagina 175 • Pagina 176 • Pagina 177 • Pagina 178 • Pagina 179 • Pagina 180 • Pagina 181 • Pagina 182 • Pagina 183 • Pagina 184 • Pagina 185 • Pagina 186 • Pagina 187 • Pagina 188 • Pagina 189 • Pagina 190 • Pagina 191 • Pagina 192 • Pagina 193 • Pagina 194 • Pagina 195 • Pagina 196 • Pagina 197 • Pagina 198 • Pagina 199 • Pagina 200 • Pagina 201 • Pagina 202 • Pagina 203 • Pagina 204 • Pagina 205 • Pagina 206 • Pagina 207 • Pagina 208 • Pagina 209 • Pagina 210 • Pagina 211 • Pagina 212 • Pagina 213 • Pagina 214 • Pagina 215 • Pagina 216 • Pagina 217 • Pagina 218 • Pagina 219 • Pagina 220 • Pagina 221 • Pagina 222 • Pagina 223 • Pagina 224 • Pagina 225 • Pagina 226 • Pagina 227 • Pagina 228 • Pagina 229 • Pagina 230 • Pagina 231 • Pagina 232 • Pagina 233 • Pagina 234 • Pagina 235 • Pagina 236 • Pagina 237 • Pagina 238 • Pagina 239 • Pagina 240 • Pagina 241 • Pagina 242 • Pagina 243 • Pagina 244 • Pagina 245 • Pagina 246 • Pagina 247 • Pagina 248 • Pagina 249 • Pagina 250 • Pagina 251 • Pagina 252 • Pagina 253 • Pagina 254 • Pagina 255 • Pagina 256 • Pagina 257 • Pagina 258 • Pagina 259 • Pagina 260 • Pagina 261 • Pagina 262 • Pagina 263 • Pagina 264 • Pagina 265 • Pagina 266 • Pagina 267 • Pagina 268 • Pagina 269 • Pagina 270 • Pagina 271 • Pagina 272 • Pagina 273 • Pagina 274 • Pagina 275 • Pagina 276 • Pagina 277 • Pagina 278 • Pagina 279 • Pagina 280 • Pagina 281 • Pagina 282 • Pagina 283 • Pagina 284 • Pagina 285 • Pagina 286 • Pagina 287 • Pagina 288 • Pagina 289 • Pagina 290 • Pagina 291 • Pagina 292 • Pagina 293 • Pagina 294 • Pagina 295 • Pagina 296 • Pagina 297 • Pagina 298 • Pagina 299 • Pagina 300 • Pagina 301 • Pagina 302 • Pagina 303 • Pagina 304 • Pagina 305 • Pagina 306 • Pagina 307 • Pagina 308 • Pagina 309 • Pagina 310 • Pagina 311 • Pagina 312 • Pagina 313 • Pagina 314 • Pagina 315 • Pagina 316 • Pagina 317 • Pagina 318 • Pagina 319 • Pagina 320 • Pagina 321 • Pagina 322 • Pagina 323 • Pagina 324 • Pagina 325 • Pagina 326 • Pagina 327 • Pagina 328 • Pagina 329 • Pagina 330 • Pagina 331 • Pagina 332 • Pagina 333 • Pagina 334 • Pagina 335 • Pagina 336 • Pagina 337 • Pagina 338 • Pagina 339 • Pagina 340 • Pagina 341 • Pagina 342 • Pagina 343 • Pagina 344 • Pagina 345 • Pagina 346 • Pagina 347 • Pagina 348 • Pagina 349 • Pagina 350 • Pagina 351 • Pagina 352 • Pagina 353 • Pagina 354 • Pagina 355 • Pagina 356 • Pagina 357 • Pagina 358 • Pagina 359 • Pagina 360 • Pagina 361 • Pagina 362 • Pagina 363 • Pagina 364 • Pagina 365 • Pagina 366 • Pagina 367 • Pagina 368 • Pagina 369 • Pagina 370 • Pagina 371 • Pagina 372 • Pagina 373 • Pagina 374 • Pagina 375 • Pagina 376 • Pagina 377 • Pagina 378 • Pagina 379 • Pagina 380 • Pagina 381 • Pagina 382 • Pagina 383 • Pagina 384 • Pagina 385 • Pagina 386 • Pagina 387 • Pagina 388 • Pagina 389 • Pagina 390 • Pagina 391 • Pagina 392 • Pagina 393 • Pagina 394 • Pagina 395 • Pagina 396 • Pagina 397 • Pagina 398 • Pagina 399 • Pagina 400 • Pagina 401 • Pagina 402 • Pagina 403 • Pagina 404 • Pagina 405 • Pagina 406 • Pagina 407 • Pagina 408 • Pagina 409 • Pagina 410 • Pagina 411 • Pagina 412 • Pagina 413 • Pagina 414 • Pagina 415 • Pagina 416 • Pagina 417 • Pagina 418 • Pagina 419 • Pagina 420 • Pagina 421 • Pagina 422 • Pagina 423 • Pagina 424 • Pagina 425 • Pagina 426 • Pagina 427 • Pagina 428 • Pagina 429 • Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 14 October, 2026 - 3:52 pm - Visitatori Totali Nr.