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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Notizie Flash

Buona Pasqua dal capo delle brigate proletarie verdi.
Ovvero dal Rosario al Mitra. Ora capiamo che espellere i “600.000 clandestini” come promesso dal “capitano” leghista in campagna elettorale era una bufala, ma si sa gli elettori sono di bocca larga: se hanno creduto..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 38

Ehi, parliamo di Ferriera?

» Inviato da valmaura il 11 June, 2018 alle 12:35 pm

Ma si parliamone. Dunque i due terzi dell’area a caldo (altoforno, agglomerato e macchina colare) sono oramai fermi da oltre dieci giorni per i lavori sul crogiuolo dell’AFO sollecitati da almeno due anni dal Circolo Miani e Servola Respira, e fatti su iniziativa della proprietà (che Regione, Comune ed Arpa non sono mai pervenuti).
Rimane per ora in funzione solo la Cokeria, che dovrebbe lavorare in regime di minima produzione anche in virtù di una diffida regionale, all’Arpa devono aver anche “blindato” gli occhi, che vincola la distillazione del Coke al solo uso e consumo dell’altoforno, ora appunto fermo.
Come si spiegano le decine di migliaia di tonnellate di Carbon Coke a parco, l’unico inquinante di tutti i parchi minerali, è l’ottavo Mistero di Fatima di cui l’Arpa non pare capacitarsi da lungo tempo.
L’altra settimana la Cokeria, in particolare la “batteria” più recente, si fa per dire, deve aver avuto qualche problema se una spessa coltre di neve bianca, supponiamo schiumogeni per soffocare le fiamme, la copriva fino ai camini.
Nel frattempo nulla si sa del “prodotto” dei due avvocati veneti assunti dal Comune alla modica cifra di 51.000 euro per una consulenza legale i cui termini scadevano il 31 maggio scorso.
Idem dicasi per i trenta e passa mila euro per un consulente del Sindaco, il chimico Barbieri, di cui da tempo si sono perse le tracce, nonostante l’estenuante ricerca del Soccorso Alpino e dei labrador salva bagnanti.
Il 19 di questo mese scade il secondo anno, e lo festeggeremo assieme, della terza rielezione del sindaco Dipiazza e della sua promessa del “chiudo in 100 giorni” l’area a caldo della Ferriera lanciata urbi et orbi, ma non sordi.
C’è del “marcio in Danimarca” ed un' incongruenza a Trieste di chi, Comune e sigle associate, fa la battaglia per la copertura, assolutamente inutile al fine di abbattere l’inquinamento, salvo per lo stoccaggio del Coke, dei parchi minerali da un lato e vuole l’immediata chiusura di Altoforno, Cokeria ed impianti connessi.
Anche un bambino di quinta elementare, pertanto anche la Polli e Dipiazza, capirebbe che mantenere i parchi minerali, se pur coperti, è l’antitesi della chiusura dell’area a caldo. I parchi infatti esistono fin quando gli impianti che riforniscono sono in funzione.
Pochissime idee ma tanto, tanto confuse e temiamo non solo in Comune ma anche dall’altro lato di piazza Unità.
Metteteci un “Mi Piace” alla Pagina (Facebook Circolo Miani) e seguitela, giusto per capirne di più.
Nella foto un’accoppiata perfetta, quasi simbiotica del panorama turistico cittadino: “Superstrada” e Ferriera. Il "lezzo" lo fornisce il Depuratore.

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Degrado dei rioni? Altura? E chi se ne impippa!

» Inviato da valmaura il 10 June, 2018 alle 3:11 pm

Dal 1981 il Circolo Miani ha posto al centro della sua attività, oltre ai più importanti e partecipati incontri con i principali “testimoni” della nostra società, l’impegno per il “Rinascimento” delle periferie, insomma di gran parte del territorio dove vive la stragrande maggioranza dei triestini.
Proprio all’interno di questo percorso, nelle centinaia di assemblee e riunioni fatte con i residenti, da Roiano a San Giovanni, da San Sabba a Muggia e così via, è emerso il dramma dell’inquinamento che rovinava vita e salute in uscita allora da Ferriera, Italcementi, vecchio e poi nuovo Inceneritore, dal Depuratore fognario cittadino, vecchio e nuovo, dalla Sertubi, dall’Eternit (amianto) presente in quantità industriale nell’area tra il colle di Servola e la Torre del Lloyd, all’insopportabile traffico pesante di alcune strade a partire da via Svevo e Baiamonti. (vedetevi i video girati nel 2005 sul sito
www.circolomiani.it ).
A questo andava aggiunta la condizione di abbandono e degrado in cui da anni versavano le periferie, trascurate da ogni amministrazione pubblica negli ultimi trenta anni. Un degrado non solo edilizio che si rifletteva sulle condizioni abitative delle persone, ma anche urbanistico ed umano: senza luoghi di incontro, socializzazione, aiuto, e con una carenza assoluta di servizi pubblici.
Le istituzioni si limitavano a rispondere con le Circoscrizioni, avulse da ogni tradizione rionale, private di ogni reale potere di intervento, anche minimo. Dei simulacri in sedicesimo della politica tradizionale, assolutamente inutili e, nonostante la buona volontà di alcuni consiglieri, disertate dai cittadini che ne avevano compreso l’inanità.
In questa città, priva di luoghi di incontro e riunione dove i cittadini possano riunirsi gratuitamente per discutere ed affrontare i problemi che rovinano la loro qualità della vita, pur in presenza di decine e decine di edifici e spazi pubblici inutilizzati e lasciati marcire chiusi in completo abbandono, lo stesso Comune non ha un censimento esatto delle sue tante proprietà.
Il Circolo Miani ha cercato in questi due ultimi decenni, offrendo sedi , strutture e mezzi di favorire e promuovere la nascita e l’attività di tanti Comitati di Quartiere. Ha promosso la formazione di liste civiche alle elezioni amministrative per costringere la politica a farsi carico dei bisogni reali della gente: l’ultimo caso nel 2016 è stata NO FERRIERA Si Trieste.
Liste che hanno raccolto in media tra il 2 ed il 3% dei consensi con alcuni eletti in Circoscrizione, spendendo praticamente nulla e pur essendo cancellate, e spesso denigrate, da stampa e TiVù regionali.
Oggi Altura, ieri Rozzol Melara, sempre Valmaura, i “Puffi” e così via, con tutti i partiti, vecchi e nuovi che si affannano in campagna elettorale a recitare come un mantra che “bisogna partire dai rioni”, “ascoltare il territorio” e belinate consimili, per poi scomparire dalla scena per i cinque anni seguenti.
Molta colpa, oltre agli organi di disinformazione che abbiamo la disgrazia di trovarci a Trieste, ricade anche e soprattutto sui cittadini che continuano a votare, quando lo fanno, questa politica.
“Voi se bravi, gavè ragion e conosè i problemi. Ma mi preferiso morir nel mar grande” è la frase che ci fu detta una volta.
Inquadra perfettamente le ragioni perché Trieste è condannata.




Non c’è più religione, madama la Marchesa.

» Inviato da valmaura il 6 June, 2018 alle 12:16 pm

 “Sollecitiamo.  Costantemente” .

Comincia male il funzionario regionale che si occupa degli assegni antipovertà (MIA) targati FVG.

Si adonta che questa gente dopo aver ricevuto “ben due anni” di sussidio trovi ancora il coraggio di protestare, gli straccioni ingrati, per il ritardo di “soli” sei mesi nel pagamento dell’assegno mensile di gennaio, e via a seguire, 2018.

Sapevano fin dall’inizio, Regione e Comune, che il programma informatico del Neolitico di cui è dotato l’Inps, non contemplava erogazioni per “i bimestri 7, 8,e 9”, ovvero dal gennaio al giugno 2018, e nonostante ciò hanno affidato proprio all’Inps il pagamento dell’ultimo semestre dell’assegno al reddito regionale.

Ma “sollecitiamo, e costantemente”, madama la Marchesa, e sai che fatica e quanta noia.

Nei venti minuti più venti di colloquio prima con la direzione dei servizi sociali (le minuscole sono obbligatorie) del Comune e poi con quelli della Regione ne esce un quadro di pura burocrazia, mista a mancata conoscenza della realtà ed a totale assenza di comprensione verso le condizioni di indicibile sofferenza e disperazione che migliaia di persone a Trieste, e qualche decina di migliaia in Regione stanno vivendo da sei mesi.

E stiamo parlando del rispetto di una legge regionale che viene disattesa nei fatti proprio dalle istituzioni che dovrebbero attuarla ma la colpa è sempre di altri, in questo caso dell’Inps che “prima deve fare le verifiche sui 200.000 beneficiari di Napoli”, sti terroni fancazzisti, e poi se si ricorderà anche di quelli di Trieste e FVG.

Triste, desolante e vergognoso. Non ci sono altre parole.




Ponzio Pilato? Un dilettante.

» Inviato da valmaura il 2 June, 2018 alle 12:35 pm

Mentre i nostri amministratori locali parlano di fiumi di denari per investimenti che cambieranno il volto di Trieste (per ora di visto c’è solo l’aggiungersi al trentennale degrado delle periferie la devastazione del centro storico: Galleria Tergesteo, Piazza Verdi, le Rive, Piazza Unità, trasformate in pizzerie, suk, tendopoli semipermanenti e monumenti di tubi Innocenti. La prossima vittima sarà la Lanterna, a parte la farsa del Tram di Opicina), nessuno vede l’altra faccia della città: la povertà vecchia e nuova,
Siamo entrati nel sesto mese non di gravidanza ma di inappetenza per migliaia di nuclei familiari che cercano di sopravvivere in condizioni di povertà totale, torturati ed angosciati dal semestrale, appunto ritardo con cui non arrivano gli assegni antipovertà, ovvero il sostegno al reddito regionale MIA.
Un lavarsi le mani, un indecoroso scaricabarile tra gli enti coinvolti, e li citiamo dietro ordine di responsabilità: Comune, Regione, INPS. Dove mentre giorni, settimane e mesi passano come macigni togliendo residue speranze ai triestini loro malgrado vittime, spingendoli all’esasperazione ed alla disperazione, le istituzioni che dovrebbero rappresentarli con un minimo di umanità rispondono alle richieste in siffatto modo “Mi dispiace ma alla data odierna non abbiamo ancora novità ufficiali che ci consentono di mandare avanti le richieste, perchè nel programma continuano a non apparire gli esiti INPS.”
Tradotto dal nurocratese.
La “data odierna” è quella del primo giugno, gli “esiti” sono le mensilità di gennaio-febbraio-marzo-aprile-maggio ed ora giugno 2018 mai versate, ed a scrivere è una dirigente dei servizi sociali del Comune.
Ponzio Pilato al confronto era proprio un dilettante, e qui i poveri Cristi sono migliaia.
Buona festa della Repubblica e di Trieste.

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Ferriera. Sotto l’occhio vigile dell’Arpa.

» Inviato da valmaura il 31 May, 2018 alle 12:27 pm

A posto stiamo, visto che sono stati Servola Respira e Circolo Miani ad informare Regione ed Arpa della situazione critica dell’Altoforno!
Non se ne erano accorti: i “vigilantes” orbi e guerci.
Oggi sul piccolo giornale e sulle televisioni esce la “notizia” da noi anticipata il 6 maggio e poi ripresa il 20 di questo mese. Ovviamente e come sempre i nostri articoli vengono inviati in tempo reale a tutti gli organi di stampa, che parlare di informazione ci sembra improprio, locali e regionali. Altrettanto ovviamente, si chiama libertà e professionalità, tutti lo hanno censurato. Ed oggi arrivano con un mese di ritardo, si chiama in gergo “Buco”.
Ma quando scrive la proprietà la voce del padrone pubblica repentinamente..
Tra alcune imprecisioni contenute nell’articolo segnaliamo alla cieca di Sorrento che l’aspetto più critico dell’operazione Altoforno sarà portare il livello di carica ai minimi termini: un’operazione molto delicata che conosciamo nei minimi dettagli e che può essere gestita solamente dalla professionalità dei tecnici d’Altoforno.
Un errore sarebbe foriero di gravissime conseguenze.
Ed ora rinfrescarsi la memoria.

“Ferriera. L’emergenza Altoforno continua.” (pubblicato il 6 maggio)
Da anni come Circolo Miani e Servola Respira, lasciamo perdere le altre sigle e siglette che non conoscono lo stabilimento e pertanto vanno benissimo a Dipiazza, Camber ed ai 5Stelle più Polli, Slokar e Lippolis della Lega, denunciavamo lo stato comatoso dell’Altoforno in funzione.
Un primo intervento, finalmente, è stato fatto: con la sostituzione della Bocca da cui uscivano giornalmente oltre centomila metri cubi di gas letale. Non è stato invece finora sostituito il crogiuolo dell’AFO, una situazione pericolosa come conferma il grave incidente sfiorato in aprile del 2016. Logica avrebbe voluto che la proprietà effettuasse questo lavoro al momento della fermata dell’impianto in occasione della sostituzione appunto della Bocca dell’Altoforno, ma così non è stato.
Lo avevamo segnalato (l’emergenza Crogiuolo) formalmente pure alle due ultime riunioni del Tavolo tecnico regionale, morto nel gennaio 2018 per mancanza di volontà politica dell’ex assessore ed ora ex consigliere regionale Sara Vito (PD).
Oggi l’Altoforno va fermato subito (durata lavori almeno 30-40 giorni) per l’urgenza dell’intervento onde evitare gravi disgrazie. Ciò comporterà per la proprietà, oltre ai costi dei lavori, anche una notevole perdita economica per le decine di migliaia di tonnellate di Ghisa non prodotte.

“FERRIERA. Qualcosa si muove.” (pubblicato il 20 maggio)
A fine mese verrà fermato l’Altoforno per un urgente lavoro di messa in sicurezza del Crogiuolo, durata fermo una quarantina di giorni come per l’impianto di agglomerazione e la macchina colare e conseguente riduzione della produzione della Cokeria.
Era una pressante richiesta che Circolo Miani e Servola Respira avevano avanzato da almeno due anni, e chi ha il privilegio di leggere questa pagina lo sa, e che avevano presentato formalmente alle riunioni tecniche del Tavolo regionale fatto naufragare da ARPA e Giunta Serracchiani il 17 gennaio scorso.
La richiesta è stata invece accolta, come per la sostituzione della Bocca dell’Altoforno, proprio dalla proprietà, all’interno di quel confronto iniziato in aprile tra appunto il Circolo Miani e Servola Respira da un lato ed Acciaierie Arvedi e Siderurgica Triestina dall’altro.
Ma non solo, accogliendo un’altra richiesta da noi avanzata, a breve sarà smaltito e pulito il parco del Coke, unico dei parchi minerali ad inquinare. Le decine di migliaia di tonnellate, prodotte impropriamente rispetto a quanto stabilito dalla diffida regionale del giugno 2017, in assenza di controlli efficaci da parte dell’ARPA, verranno trasportate via mare altrove.
Nel frattempo continua il confronto concreto e fattivo sulle altre criticità dell’area a caldo, a partire dalle emissioni acustiche, con la proprietà della Ferriera. Confronto al quale, confidiamo a breve, vorrà aggiungersi la nuova Presidenza della Regione.
Ecco se la stampa e le televisioni locali avessero partecipato, pur sollecitate ed invitate, alla Conferenza Stampa al Circolo Miani di fine aprile scorso queste cose le avrebbero potute raccontare alla pubblica opinione locale e regionale: si chiama informazione. Cosa chiaramente sconosciuta a chi si occupa di feticismo da infradito (Rumiz) e di salotti “buoni”, o preferisce sparare numeri a pene di cane nei compiacenti salotti di TeleCamberquattro: vero Dipiazza?





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