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Circolo Miani » News Correnti » Page 379

Maurizio Fogar, l'intervista.

» Inviato da valmaura il 16 November, 2013 alle 1:33 pm

TriesteOggi TV. L’intervista a Maurizio Fogar.

La potete vedere cliccando su  http://www.youtube.com/watch?v=hZQv3ICS6CU&hd=1 per la prima parte. 

E su http://www.youtube.com/watch?v=4EonR8wDQ70&feature=c4-overview&list=UUaZJwEEsOV2zZAcfJH6AkwQ&hd=1 per la seconda.




La legge del Menga.

» Inviato da valmaura il 1 November, 2013 alle 2:20 pm

Appena votata in Consiglio Regionale, fresca fresca di unanimità, tutti felici, d’amore e d’accordo.

La conoscete no? Chi c’è l’ha nel c… se lo tenga, recita pressappoco così.

Chi ha avuto, ha avuto; e chi ha dato, ha dato. Ma nel nostro caso continua sempre a dare in salute, qualità della vita schifosa e si sente prendere pure per le natiche da un voto consiliare dove spiccano, e non poteva che essere così, i commenti entusiastici di politici del calibro del Dipiazza, dell’ex, ex, Edera o del piddino Codega, un cui intervento-commento nel corso di una pubblica audizione, è tutto agli atti del Consiglio, sulle norme antiBenzoApirene dovrebbe essere citato nei manuali quale esempio di arrogante ignoranza. Ma per fortuna c’erano gli occhi di un gruppuscolo a vegliare, meglio noto in passato, cioè fino a ieri, come i laudatores di Laureni-Bucci, sottolinea il piccolo giornale, ed allora siamo tutti più tranquilli.

Ma fateci il santo piacere di risparmiarci le prese in giro, le “informazioni partecipate”, un politichese che non vuol dire una beneamata mazza, visto che la trasparenza è legge da anni, su di un “accordo di programma” di cui parlano da mesi e da mesi appunto è carta bianca.

Ma quello che dà francamente il voltastomaco è vedere una classe politica, tutta intera, mondarsi la coscienza con una mozioncina di bla-bla che non dice nulla di concreto, che non entra minimamente nel merito tecnico e sanitario, e ci pareva, e che non affronta le responsabilità, ohè di quindici anni, non giorni, dell’inazione, quando non complicità, di istituzioni e politica su questa tragedia, per le migliaia di persone, fuori e dentro la Ferriera, ammalatesi e morte mentre questi si baloccavano.

E oggi si autoassolvono, senza bisogno nemmeno di fare un mea culpa almeno pro forma. E chi è il proponente di questa inutilità pazzesca, Fantozzi-Villaggio la definirebbe in altro modo ma fa lo stesso, che non per niente tutti i partiti l’hanno votata di corsa? Ma diamine il Consigliere regionale Andrea Ussai del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. E’ chiaro allora perché nonostante il loro simbolo fosse presente sulla scheda elettorale, il 59 %, scolpitevelo questo numero, dei triestini non ha votato alle ultime regionali?

E dal nulla più totale passiamo alla realtà dei fatti. In attesa delle settimane necessarie al non assessore all’ambiente comunale, dello stesso partito dell’indagato Ilva presidente della Puglia, Vendola, per scrivere in bella calligrafia, mi raccomando gli svolazzi sulle “o”, quella ordinanza che poi il sindaco ci metterà, parola di Laureni, altre settimane a firmare, sulle emissioni in aumento del BenzoApirene, con annessi e connessi, in uscita sempre dalla Ferriera.

Emissioni che però fino all’altro ieri erano annunciate in calo, ma il giornalista del piccolo giornale, vigilante come il gruppuscolo in regione ed il chihauha di Paris Hilton o Dudù di casa Berlusconi, si è dimenticato di citare i pubblici proclami sempre a cura del Laureni e sempre sulla carta del suo quotidiano che annunciavano, a mò del bollettino della Vittoria di Armando Diaz, che grazie alle indicazioni-ordinanze del Comune il BennzoApirene era appunto in calo. Dove? Nei sogni notturni?

E che invece, che irrispettoso stò idrocarburo cancerogeno, si permette di smentire clamorosamente Laureni, Cosolini, Comune, Arpa e Regione. E mentre passano le settimane se qualcuno s’ammala? E chissenefrega, diciamo noi, tanto la coscienza in politica, ma non solo, è stata rottamata da tempo.

Ma veniamo ad una lapalissiana osservazione.

In ogni altro paese, che non sia evidentemente l’Italia, chi assume una delega all’Ambiente, sia essa in un Governo nazionale, oppure in una Amministrazione regionale, provinciale e comunale, sta in quella compagine con un compito, anzi una mission precisa: quella di essere il strenuo difensore del territorio e tutelatore dell’ambiente e delle persone o animali che lo abitano, al fine di migliorare le condizioni di vita e di preservazione di questa nostra martoriata terra. Pronto ad appoggiare ed incoraggiare tutti i cittadini che si battono per ciò e pronto a battagliare con i suoi colleghi di governo e giunta che magari recitano parti opposte ed antagoniste.

Semplice neh! Appunto ma non qui da noi.

E allora abbiamo pensato invece a chi è stato qui a Trieste dal 1998 in poi il principale avversario contro cui Circolo Miani, Servola Respira e Comitati di Quartieri, quelli veri e per questo censurati ed oscurati da stampa e TiVù, hanno dovuto battersi. Le proprietà di Ferriera, Sertubi, Italcementi, tanto per fare i primi nomi che i ricordi ci portano in testa? Assolutamente no, i nostri più strenui antagonisti sono sempre e solo stati per primi proprio gli assessori all’Ambiente regionali, provinciali e comunali, a partire dalla Barduzzi, Zollia, Moretton, Lenna, De Anna, Bucci, Dipiazza

E per finire con Laureni, e Vito. Unica eccezione il mite Ferrara in Comune e per questo non lo hanno riconfermato. Meditate o gente, meditate.

Non a caso l’altro ieri sul piccolo giornale in una lettera il buon Livio arriva ad analoghe considerazioni sulla vicenda Rigassificatore, la cui battaglia, contro, fu iniziata a Trieste proprio su iniziativa del Circolo Miani. Dove ricorda il cambiamento di pelle dei politici, a partire proprio dal duo Zollia-Laureni, da fare invidia ad un camaleonte.

Ed oggi costoro pensano di assolversi con la mozioncina sul nulla e dintorni votata in Regione, oppure con l’osservatorio comunale da mettere su per vigilare sui “protocolli dei controlli”, ma portateli ad un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) per favore. Per il loro stesso bene!




TG da Strada, sabato 26 ottobre alle 17 in piazza della Borsa.

» Inviato da valmaura il 20 October, 2013 alle 12:12 pm

E certo che lo ripetiamo, sabato scorso è stato un successo di pubblico e partecipazione nelle due ore che è durato. Stavolta per informare i cittadini ci spostiamo un po’ più in là, dove c’è la fontana, proprio al centro di piazza della Borsa e ci attrezziamo meglio con più gigantografie e un tavolo.

Insomma dalle ore 17 alle ore 20 una vera e propria redazione di Telegiornale ma in strada, anzi meglio in piazza. Per raccontare, dire, informare, e tutto gratis, quello che le televisioni non dicono alla gente nonostante il canone pagato, e che i giornali si guardano bene dallo scrivere, nonostante gli eurini incassati.

Per chi vuol partecipare alla realizzazione del TG da Strada di sabato prossimo, anche solo portando foto o materiali utili, basta scriverci una e-mail a info@circolomiani.it oppure telefonare allo 040.383323 e lasciare un proprio recapito in segreteria telefonica. Poi vi richiameremo.




Trieste, che brutta gente.

» Inviato da valmaura il 6 October, 2013 alle 2:13 pm

C’è qualcosa di sconcertante di cui desideriamo ragionarne assieme.

Partendo dal presupposto di non soffrire, per ora almeno, di paranoia.

Quattro giorni prima della Conferenza Stampa organizzata da Circolo Miani e Servola Respira abbiamo inviato una e-mail di invito a partecipare all’incontro a tutti i capigruppo del Consiglio comunale (13), al presidente dello stesso Consiglio (Furlanic), al Vicesindaco (Martini) ed a due altri consiglieri (Patuanelli e Reali). Lo stesso invito è stato rivolto all’Assessora regionale all’Ambiente (Vito del PD) nota alle cronache praticamente solo per la indecorosa polemica con la Serracchiani che pretendeva, assai giustamente, che gli assessori di dimettessero da consiglieri. La consigliera, e poi anche assessora, del PD Goriziano le rispose picche (il motivo era la garanzia quinquennale della cospicua prebenda di consigliere) e, contrariamente ad ogni dignità politica ed etica di partito, di cui la Serracchiani era allora segretario regionale, la spuntò.

Orbene nessuno, salvo Andolina, dunque 17 destinatari, ha pensato di dare seguito al nostro invito, come per altro fa da anni e anni con il materiale informativo che inviamo loro settimanalmente senza praticamente mai ricevere un riscontro, una critica, un insulto, uno sputo informatico, ma non si è curato, ognuno ha l’educazione che dimostra, neppure di rispondere magari con una righetta di segreteria, per declinare ringraziando e scusandosi (“precedenti inderogabili, improcrastinabili, impegni, si scusa ma”).

A questo va aggiunta l’assenza delle testate (chiamarle organi di informazione sarebbe una bestemmia) scritte e televisive (ANSA compresa) invitate alla Conferenza stampa.

In una realtà così avara di notizie, e dove non si nega articolo e servizio a nessuno degli amici degli amici, appunto, è cosa che non può essere contrabbandata per incidente di percorso, coincidenza o quanto altro affine.

Dunque non resta che prendere atto dell’esistenza di una Conventio ad excludendum *, che persiste oramai da oltre un decennio nei confronti di tutto quanto faccia, promuova ed organizzi, dica o scriva la realtà da noi rappresentata. Sarebbe perfino comico ricordare certi episodi grossolani di censura di questi anni, è invece molto triste dover prendere atto che nessuna forza politica vecchia e nuova, nessun intellettuale alla jota, o presunto giornalista, abbia mai levato voce, anche sommessa, per denunciare questa violenza, questo stupro della verità e della decenza a cui sono sottoposti in maniera sistematica ed organizzata le migliaia di persone che da anni partecipano alle iniziative del Circolo Miani e dei Comitati di Quartiere, a partire da Servola Respira, e tutta l’opinione pubblica cittadina e regionale alla quale è negata ogni libertà di informazione.

Anzi abbiamo avuto modo di registrare in questi anni, il vivo compiacimento e l’arrogante soddisfazione , o più semplicemente l’inconfessabile interesse di bottega, verso questa macelleria dei diritti.

Ma d’altronde, parafrasando il Manzoni, la dignità se uno non ce l’ha, non se la può dare.

E’ per questo che sabato prossimo, 12 ottobre, dalle ore 17 alle ore 20, con qualunque tempo faccia, se piove esistono gli ombrelli non solo per andare a pascolare tra i suk della Barcolana, diamo appuntamento in piazza della Borsa, inizio Corso Italia, lato bar Rex fermata autobus, per la “prima” della nuova edizione del TG da Strada. Per offrire  ai cittadini alcuni spunti informativi che altrove non trova a Trieste, alcune notizie ed alcune riflessioni che riguardano da vicino, molto da vicino, la vita, la salute ed il futuro di noi tutti. Se poi uno si accontenta di schizzare il proprio orgasmo sulla tastiera di un computer per appagare la propria esistenza in vita, o non riesce a “sacrificare” due orette della sua “impegnatissima” esistenza, almeno si risparmi la fatica, ed a noi il fastidio, di romperci i cabasisi in futuro per i suoi problemi.

La nostra risposta sarà dunque di parlare direttamente ai cittadini a casa nostra, sulle piazze e vie di Trieste e Muggia, che è la cosa che sappiamo fare meglio e che ci riesce ancora benissimo, e di cui lor signori non riescono proprio a farsi una ragione e a darsi pace. E si stupiscono poi, per il tempo di un batter d’ali in verità, se il 59% (avete letto bene il 5 9 %) dei cittadini non va a votare, nemmeno per i grillini, e si sperticano in ipocrite boiate come “bisogna ascoltare il territorio, dare voce alla società civile, aprire i partiti o movimenti ai cittadini, confrontarsi con coloro che non votano”, e baggianate simili.

Stiano almeno zitti per favore.

*Conventio ad excludendum è una locuzione latina con la quale si intende definire un accordo esplicito o una tacita intesa tra alcune parti sociali, economiche o politiche, che abbia come fine l'esclusione di una determinata parte terza da certe forme di alleanza, partecipazione o collaborazione.

PS: chi li ha visti? Torrenti Gianni, tombato, non è un refuso ma una cortesia, alle elezioni, nonostante i santini profusi a volontà, ma premiato alla carriera, con l’Oscar di assessore regionale alla Cultura (sic!), irraggiungibile dal momento della nomina, non risponde al telefono in Regione, pagato da noi, né richiama al cellulare, sempre da noi pagato. Serracchiani Debora, idem come sopra con menzione particolare al suo portavoce (quale? Visto che da tre mesi è muto: cambiategli nome nel caso) Lancellotti Giancarlo.




Parole gravi e non veritiere.

» Inviato da valmaura il 13 September, 2013 alle 2:20 pm

 Ecco oggi scorrendo la prima pagina di cronaca del piccolo giornale chiunque può capire quale sia il ruolo che questa gazzetta svolge in città. Nulla di più lontano da una anche generica informazione ai suoi lettori ma uno strumento, verrebbe da citare il buon Occhetto con la sua “gioiosa macchina da guerra” ma qui l'aggettivo d'obbligo è “triste”, di lotta di parte e di interesse, una clava, un trasmettitore di minacciosi messaggi non dissimili nello stile a quelli delle lettere anonime e dei pizzini, un agitatore che può eccitare menti già tese e compromesse.

Esemplare è l'editoriale del capocronista M.C., che unendo ad alcuni strafalcioni disinformativi scrive di “azione criminale”, ovviamente degli oppositori o presunti tali, epitetati per sovrappiù da “gufi” e “streghe”, all'arrivo in città del “canuto ma arzillo principe di Cremona”.

E dando la colpa a questi ingrati antitriestini già della prima dipartita di Arvedi cinque anni fa, quando alcuni di questi uccelli notturni nemmeno esistevano, vedi 5 Stelle o Tlt.

In realtà il “principe azzurro” inforcò il suo bianco cavallo è trottò alla volta di Cremona, se mai aveva avuto serie intenzioni di “baciare” la Ferriera, nel 2007/2008, o meglio si ritirò dall'acquistare la Ferriera per due ragioni. Le condizioni degli impianti che imponevano già allora il loro totale rifacimento come testato dalle lunghe visite dei tecnici arvediani a Servola, figurarsi oggi dopo ulteriori cinque anni senza praticamente manutenzioni. La seconda è più “pregnante” era l'obbligo di assumersi l'onere dei costi delle bonifiche e della messa in sicurezza del sito, allora stimati dal Ministero dell'Ambiente in 60 milioni di euro. Altro che “azioni criminali” la rottura fu causata dalla volgarissima e legale “pecunia, schei, palanche et nomea simile”. Ma M.C. allora, se non andiamo errati, si occupava di cronaca sportiva e la Cremonese non gioca al Rocco.

In quanto poi ai “programmi precisi” del “non benefattore” Arvedi, finora non si è visto straccio di riga: né di un piano industriale, né di quello occupazionale, e tanto meno di “investimenti ambientali”, che non vuole dire e significare, ce lo concedano e ci scusino, una beneamata mazza.

Solo invece parole generiche, cifre buttate là, e certezze anticipate solo in due campi. Nel taglio dei posti di lavoro annunciati, insomma la “zavorra in eccedenza” verrebbe lasciata alla fallita Lucchini, e nel probabile reinquadramento al ribasso dei contratti dei lavoratori residui, attraverso il passaggio, già sperimentato da Marchionne alla Fiat di Pomigliano, alla riassunzione individuale nelle tre nuove società create ad hoc.

L'altro campo dove le intenzioni di Arvedi sono chiarissime a tutti meno ai giornalisti-editorialisti del piccolo giornale sono nelle sue lapidarie, e non fraintendibili richieste.

Di non pagare le bonifiche, e finchè è solo affittuario ciò è giusto e comprensibile, e di ottenere la messa in sicurezza del sito e l'allargamento della banchina, con almeno il raddoppio delle attività portuali e logistiche.

Chi dovrebbe sostenere queste ingentissime spese? Ma ovvio: Regione, Stato e Commissione Europea ed inoltre per somma sfortuna della UE che l'astuto Tajani definisce “Trieste un modello per l'Europa”. Allora anche la Comunità Europea è a posto.

Discorso a parte meritano le gravi parole pronunciate dall'attuale sindaco di Trieste, dunque rappresentante nel bene e nel male di tutti i triestini, anche di quel 75% di loro che si è espresso, sondaggio SWG, fondata e guidata dai compagni di partito di Cosolini, alla mano per “l'immediata chiusura della Ferriera”.

Un errore gravissimo quelle dichiarazioni, un vulnus alla democrazia ed ai suoi diritti che non trova precedenti nella storia anche aspra e tesa del secondo dopoguerra, e che non fa assolutamente onore al Municipio di Trieste. Errore ancora più grave se si ricorda, cosa che il “giornalismo” nostrano evita come la peste, che da Assessore regionale lo stesso Cosolini guidò dal 2003 al 2008 quel tavolo istituzionale della Regione per la dismissione e riconversione della Ferriera, altro che “la Ferriera non chiuderà”. Si, è vero che il tavolo lavorò sotto dettatura degli emissari degli “affaristi russi”, la definizione è del Sindaco, impersonati proprio allora dal Rosato, sempre lui, e dal Semino, che per fortuna non parlavano in cirillico, e che alla fine non partorì nulla. Insomma nulla per modo di dire perchè aveva comunque garantito altri cinque anni di tirare a campare alla Lucchini-Severstal, con l'aggiunta della concessione dell'AIA regionale. Oppure di quando nel 2008, nell'aula del Consiglio comunale, irrise il Sindaco Dipiazza rinfacciandogli “l'abbiamo fatto Bingo” di arvediana memoria.

Dunque Roberto Cosolini la imploriamo di ritirare pubblicamente quelle affermazioni tanto gravi quanto insensate, che non fanno bene alla democrazia e tanto meno alla tradizione democratica della sua parte politica.

Lo faccia, per favore, e subito.

Riconoscere un errore esalta la dignità dell'uomo prima che del politico.





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