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Circolo Miani » News Correnti » Page 37

Emergenza Pineta di Cattinara.

» Inviato da valmaura il 5 July, 2020 alle 1:19 pm

Report dell’incontro di ieri al Circolo Miani.
Prima ci si permetta una valutazione. Siamo stati fortemente quanto piacevolmente sorpresi per la numerosa partecipazione di cittadine, in lieve maggioranza, e cittadini di tutte le età, oltre a tre cani che sono ospiti sempre graditi. Non crediamo proprio che altre organizzazioni siano esse culturali, sociali o politiche riuscirebbero a raccogliere tante persone un sabato mattina di luglio. Ed è la seconda volta di fila, con numeri sempre crescenti e con una voglia di partecipare e fare che a Trieste, spiace dirlo, è sempre più virtù rara.
A riprova che la censura sistematica di questi biscazzieri del “giornalismo” nostrano porta molta fortuna. E poi bisogna pure capirli sono alla vigilia dell’auto premio annuale ai soliti noti.
Vista da fuori farebbe sbellicare dalle risa, se non fosse una inaudita violenza istituzionale, nella città che ha il primato del massacro della libertà di stampa si svolge il premio sul “buon giornalismo”. Un po’ come se il boia che ha impiccato ridendo Cesare Battisti e Filzi, si facesse promotore della campagna contro la pena di morte.
La precedenza per ovvi motivi la ha avuta l’emergenza della Pineta di Cattinara, dove lo scempio è ampiamente iniziato con un sincronismo perfetto con il podestà che a TeleCamberQuattro dichiarava “che non una pianta verrà toccata”. Infatti non le hanno toccate ma tagliate e sradicate. Ma su questo fatto i puntuti “giornalisti” dell’emittente di famiglia non hanno avuto nulla da eccepire, d’altronde l’inginocchiatoio dove erano posizionati non era assai comodo.
Giusta conferma di quanto valgono le promesse di quest’uomo.
Dopo un intervento dei residenti abbiamo di comune accordo deciso di lasciare al Comitato locale di stabilire la data per una “bicchierata tra gli alberi”, almeno quelli che sono ancora in piedi. Appena avremo conferma di giorno ed ora lo comunicheremo perché la partecipazione numerica delle persone come sempre in queste cose è fondamentale.
Nel fare il punto sulla situazione complessiva (Moratoria 5G, Far West di antenne e ripetitori, mattanza di alberi e verde pubblico,degrado dei quartieri) abbiano individuato per lunedì 13 luglio, alle ore 19, sempre al Circolo Miani in via Valmaura 77 in Trieste la data del nuovo incontro, come sempre aperto a tutti i cittadini che desiderano partecipare.
In quell’occasione ci sarà forse un importante sviluppo per la nostra città e Muggia che la riflessione è appunto iniziata ieri. Ma ai pettegoli ed ai male interessati non anticipiamo nulla, che le nostre sono assemblee vere dove ci si confronta e si decide di persona, non quelle farse che vedete in giro, ed è dunque giusto che la scelta meditata spetti ai partecipanti.
Nelle foto “Prima e Ora” (visibili sulla pagina Facebook Circolo Miani).




La crisi della sanità triestina post Covid-19.

» Inviato da valmaura il 4 July, 2020 alle 10:18 am

Non sappiamo cosa serva per rimuovere un dirigente alla sanità regionale, ma se dopo tutto quello che è successo a Trieste, tra ospedali, RSA e case di riposo, oltre alla grottesca vicenda della nave fantasma, il Poggiana è ancora al suo posto viene da chiederselo con evidente preoccupazione.
Ora c’è la conferma ulteriore nella disastrosa situazione operativa in cui versano i Distretti sanitari territoriali a Trieste.
Fateci capi
re: la fase acuta dell’emergenza creata dalla pandemia è alle spalle, per il futuro non facciamo previsioni, ma i servizi ambulatoriali distrettuali che svolgono, o per meglio dire dovrebbero svolgere, un compito fondamentale nell’assistenza sanitaria sollevando così le strutture ospedaliere da una mole non indifferente di lavoro, e garantendo ai triestini la continuità terapeutica sono nel caos immobilizzante.
Il rischio concreto di un protrarsi del “buco” nelle cure dei pazienti, ed a Trieste sono moltissimi, che soffrono di patologie croniche è di fatto realtà da mesi. E questo, temiamo, si riverbererà in un aumento di aggravamenti e decessi in un futuro non lontano.
Tra i tanti esempi della disorganizzazione oggi esistente, di cui lo ribadiamo a farne le spese sono i cittadini che pagano questa sanità, quella della persistente chiusura degli ambulatori per i prelievi e le analisi sul territorio è la più eclatante.
Ed è incomprensibile ed assolutamente ingiustificata, da eventuali ragioni di prevenzione, visto che da mesi lo stesso servizio prelievi è ripreso presso gli ospedali e soprattutto presso le cliniche private convenzionate alle quali vengono indirizzati gli utenti.
La domanda è semplice: perché le analisi del sangue si possono fare alla Salus e non nell’ambulatorio distrettuale (Terzo) di via Puccini?
Perché un paziente diabetico si sente rispondere, o meglio non si sente rispondere, che per ora non è possibile nemmeno programmare un appuntamento per il ciclico controllo oculistico dell’insorgere di una retinopatia, prescritto dal diabetologo dello stesso servizio pubblico?
Due esempi che danno la misura dello sfascio organizzativo della sanità territoriale e fanno sorgere legittime domande sul doppio binario creato a favore della sanità privata.
Una conclusiva quanto banale considerazione. Perchè diavolo gli amministratori ed i politici locali non intervengono subito a tutela della salute dei concittadini che (dis)amministrano?
Ci sbagliamo?



Cari amici, vi scrivo.

» Inviato da valmaura il 3 July, 2020 alle 1:33 pm

 

Forse alcuni di Voi pensano che la spallata della manifestazione di sabato scorso sia stata sufficiente, e lo sventramento della Pineta di Cattinara sta a dimostrarlo che non lo è.

Forse alcuni di Voi ritengono che le decine di migliaia di lettori dei nostri articoli siano bastevoli ad esercitare, con i Vostri commenti infuocati, una adeguata pressione. Ed allora Vi illudete appieno.

Forse alcuni di Voi hanno scambiato il Circolo Miani come un Centro Servizi, tipo CRI, dove basta scrivere, telefonare o pretendere (azioni legali, avvocati, accessi agli atti: tutte cose per altro che qualunque cittadino può autonomamente fare).

Ebbene non è così. Qui nessuno entra in carrozza ma tutti, se lo vogliono, debbono fare a piedi ed assieme lo stesso percorso.

Pertanto se desiderate risolvere alcuni dei problemi, delle emergenze da noi segnalate e descritte, che attagliano Trieste e noi che ci viviamo dovete capire che gli effetti sono tanti e dai nomi diversi (mattanza degli alberi, abbandono di giardini ed aree verdi, sordità alla richiesta di moratoria 5G, il Far West delle Antenne, degrado crescente dei quartieri, sanità a pezzi, emergenza povertà, e via andando) ma la causa è una sola: questa politica.

Ne avete avuto esempio e conferma chiarissimi in questi mesi di silenzi totali sui problemi veri della nostra comunità. Un silenzio ed una assenza che hanno interessato TUTTE le forze ed i partiti politici oggi presenti in Comune e Regione. Ultimo caso quello di oggi sulla stampa, con l'ennesima puntata della telenovela sui TotòSindaci (non è un errore l'accento sulla “o”).

Dunque solo con la partecipazione diretta, con la presenza fisica e non solo virtuale, si può continuare a lottare con la fondata speranza di risolvere i problemi che ci stanno a cuore, consapevoli anche che dal piccolo giornale, TeleCamberQuattro e Rai Regionale verrà steso un impenetrabile velo di silenzio attorno alle nostre iniziative (la censura della manifestazione di sabato scorso dovrebbe essere sufficiente esempio).

Questi organi di disinformazione totale, di massacro dei dettami costituzionali, di pigliatori abusivi di soldi pubblici, cioè nostri, operano così per due ragioni: la prima è perchè tradendo deontologia ed etica professionale, ed esercitando la massima e peggiore delle violenze possibili: quella istituzionale, ubbidiscono così facendo ai loro editori di riferimento: partiti ed interessi economici.

La seconda è molto più semplice: hanno una fifa matta di tutto quello che esce dai loro schemi di servilismo abituale, di ciò che non riescono a manipolare e controllare, insomma delle persone normali che scelgono di non essere sudditi ma cittadini.

E questo ci conferma, se ne avessimo bisogno, che siamo nel giusto.

D'altronde non abbiamo scelta: ne va della nostra qualità della vita, della tutela della salute e del nostro futuro.

Sta dunque a Voi e solo a Voi scegliere di venire domani, sabato 4 luglio, alle ore 11 al Circolo Miani in via Valmaura 77 (di fronte al Brico), o di trovare l'ennesima scusa per non esserci.

Di sostenere la nostra voce informativa invitando amici e conoscenti ad aumentarne la tiratura, e dunque per le regole Facebook la diffusione, a mettere il “Mi Piace” alle nostre PAGINE, e non solo ai singoli articoli, a contribuire a mantenere in vita lo strumento Circolo Miani con offerte e con la destinazione del 5 X 1000.

Poi fate Voi.

Maurizio Fogar




La Pineta di Cattinara e la Compagnia di giro.

» Inviato da valmaura il 2 July, 2020 alle 1:40 pm

Veramente piglia lo sconforto avere quotidiana conferma del pressapochismo e dell’incapacità di chi dovrebbe amministrarci nel silenzio totale di opposizioni o presunte tali in Comune.
L’assessora all’ambiente (minuscole per carità) Polli, coppia inseparabile della Lodi, se ne esce dicendo che il terreno, dove sorge da decenni la Pineta, non è del Comune e dunque non possono farci niente visto che la proprietà e dell’ASS oggi rid
icolmente, per chi la guida, ASUGI.
Ponzio Pilato insomma era proprio un dilettante
All’assessora non viene in mente che il Comune di Trieste si è dato un Regolamento del Verde che è tra i più stringenti e, teoricamente: se venisse fatto rispettare, che destina al Comune suddetto anche le autorizzazioni sugli abbattimenti di alberi di proprietà dei privati, e dietro accurata perizia delle piante singolarmente prese.
Ma non basta, il caravanserraglio degli orrori prosegue con una nota dell’ Azienda Sanitaria, che pur avendo a due metri di distanza la spianata deserta ha scelto proprio la zona della Pineta per costruire il megaparcheggio in cemento, che dichiara in buona sostanza: e che sarà mai ne ripianteremo di più, e più belli che pria.
Qui di implantologia in effetti c’è urgente bisogno, non di alberi ma di neuroni cerebrali.
Questi “scienziati” pensano che, come nei fumetti di Asterix: si butta una ghianda magica et voilà spunta un alberone alto venti metri per la gioia di Idefix, un alberello lo pianti oggi, lo innaffi domani e dopodomani, e non tra venti-trenta anni, hai una Conifera di quasi pari grandezza di quelle abbattute.
Da questi francamente non ci faremmo curare neppure un’unghietta incarnata.
Suvvia troviamo una soluzione vedendoci sabato 4 luglio alle ore 11 al Circolo Miani in via Valmaura 77, se non vogliamo lasciare a questi “cervelloni” di decidere del nostro benessere.



Ripensare il Burlo.

» Inviato da valmaura il 1 July, 2020 alle 12:00 pm

Solo i paracarri non mutano opinione.
E sul trasferimento dell’Ospedale pediatrico Burlo Garofalo la politica una volta di più opera come un paracarro, ma di quelli in pietra grezza.
Spostarlo per ricostruirlo ex novo a Cattinara, oltre a costringere a scomode trasferte “fuori porta” i piccoli utenti, è insensato. Per i costi sostenuti che sono molto ma molto più alti di un adeguamento-rinnovamento tecnologico nell’attuale sede, e per la possibilità di ut
ilizzare gli spazi prospicienti del bucone dell’ex Maddalena, per anni oasi faunistica di zanzare e pappataci.
Ultimo particolare da non trascurare: l’ospedale pediatrico è dotato di un suo autonomo Pronto Soccorso, che autonomo è opportuno che resti per evitare promiscuità soprattutto infettive, visti i tempi, ed allora che senso logico-operativo è toglierlo dal centro città?
Ora che si è riaperto il contratto della gara d’appalto di Cattinara rivedere il progetto non pare però essere nelle corde dei vertici di una Asugi politicamente quanto infaustamente eterodiretta, e lo si è visto con i disastri di questi mesi.
Forse forse bisognerebbe ripensare una seria riforma della sanità regionale che ridia a Trieste, così come alle altre comunità del Friuli Venezia Giulia, la direzione strategica dell’assistenza sanitaria sui rispettivi territori, anche in nome di quella autonomia tanto decantata e mai attuata e, piccolo particolare, al fatto che sono i soldi dei triestini a sostenerne i costi.
Ma ci rendiamo conto che un paracarro tutto sommato è più elastico di questa classe politica e degli interessi che rappresenta.
PS: Sabato 4 luglio alle ore 11, al Circolo Miani in via Valmaura 77 (di fronte al Brico) riunione aperta a tutti.




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