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Circolo Miani » News Correnti » Page 356

L’alibi per l’AIA regionale.

» Inviato da valmaura il 6 October, 2015 alle 1:21 pm

Oggi è apparso sul piccolo giornale questa “notiziola”:

"Ok al piano di riqualificazione della Ferriera", il titolo e poi dal testo “La Conferenza dei servizi, tenutasi ieri nella sede del Ministero dell'ambiente a Roma e dedicata all'approvazione del progetto integrato di riqualificazione ambientale e industriale dell'area di Servola, a Trieste, «ha ritenuto approvabile il progetto presentato da Siderurgica Triestina».

Prosegue poi la nota “Nei giorni scorsi per la Ferriera di Servola erano stati indicati, da parte aziendale, alcuni interventi parte di un piano di risanamento e “abbellimento” dello stabilimento che prevede tra l’altro anche la sistemazione di alcune aree “verdi” e circa 200 nuovi arbusti e piante.”

Ora a parte il poetico “abbellimento” con il bucolico intervento di arbusti e piante, cosa serve questa notizia sul nulla visto che la competenza esclusiva, e speriamo che i due ministeri se lo ricordino, è della Regione?

Molto semplice a dare il via libera ed a creare l’alibi per la Giunta Serracchiani per il prossimo rilascio dell’AIA “a prescindere” alla proprietà della Ferriera. Insomma il Governo ha scomodato due ministri per dare un segnale ad Arvedi e per coprire le terga alla Regione.

Fin qui ci arriviamo ma si risparmino almeno dal propinarci le favole agresti e le note poetiche.

Ancora non giriamo con la sveglia al collo e l’osso infilato nelle narici.

Maurizio Fogar a TeleAntenna.

Ed eccoti i link delle due parti della trasmissione su TeleAntenna.

https://www.youtube.com/watch?v=UHmEzFRBqf4

https://www.youtube.com/watch?v=PbN_hqwiuE8




Ferriera. Tutti sapevano! Le analisi della Procura.

» Inviato da valmaura il 26 September, 2015 alle 12:40 pm

Ripubblichiamo, le abbiamo rese pubbliche allora, nel 2007, sul nostro sito www.circolomiani.it, ed attraverso una Conferenza Stampa a cui ovviamente il piccolo giornale si guardò bene dal presenziare, le prime analisi fatte dal consulente della Procura, il Cigra dell’Università di Trieste.

Fummo gli unici allora ad ottenerle in quanto “parte interessata”, ovvero il procedimento giudiziario entro il quale la perizia era stata commissionata, era nato da una delle denunce presentate dal Circolo Miani e Servola Respira.

Se avrete la pazienza di leggere, magari ingrandendo le sei pagine che trovate qui accanto nella Homepage di questo sito, vedrete che nella perizia si fa già un confronto tra due realtà cittadine distinte e distanti (l’area abitata in zona Ferriera e l’area attorno all’Università in via Fabio Severo).

Già si parla delle mutazioni genetiche al DNA causate dall’esposizione di cellule umane al particolato emesso dalla Ferriera.

In chiusa dovete sempre ricordarvi che tali rilevamenti sono stati fatti tra il 2006 e il 2007, dunque nove anni fa. E pensate quanti sindaci, assessori, presidenti di Regione e Provincia sono passati da allora, quanti direttori di Azienda Sanitaria e ARPA.

Dunque tutti sapevano e non hanno fatto niente! Anzi no, qualcosa hanno fatto.

Hanno girato la testa dall’altra parte permettendo la continuazione di questo stato di cose, e questo vale anche per la stampa.

Portano dunque più delle proprietà della Ferriera la responsabilità di tutto quanto è accaduto in questi anni. I lutti, le malattie, le sofferenze di tanta gente incolpevole, dentro e fuori la fabbrica.




10.280 firme.

» Inviato da valmaura il 25 September, 2015 alle 10:31 am

Si, 10280 firme in attesa di risposta. Sono tanti i cittadini che hanno sottoscritto la petizione promossa dal Circolo Miani che chiedeva l’immediata chiusura della Cokeria, il fermo di Altoforno, macchina colare ed impianto di agglomerazione della Ferriera e la tutela dei posti di lavoro attraverso il vincolo di destinazione degli ingenti contributi pubblici, da un lato e dall’altro condivideva l’appello lanciato da Claudio Magris, Gherardo Colombo, Adriano Sofri, tra gli altri, per salvare il Circolo Miani oggetto di una pervicace ed immotivata azione di sfratto dalla sede messo in atto dall’Ater (PD).

Ebbene dopo la consegna in Comune, ai Capigruppo ed al Sindaco, in Regione al Presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop il 18 maggio scorso, del plico con le firme, nulla si è mosso.

Le solenni promesse del Presidente del Consiglio regionale di far calendarizzare velocemente alle due Commissioni competenti, ambedue a guida PD: il partito del Presidente e della Serracchiani, l’illustrazione della petizione e poi di farla discutere in aula, si sono perse per strada e non si hanno più notizie.

Analogamente il Comune rimanda alle calende greche la discussione in aula consiliare.

Perché? Noi un’idea ce la siamo fatta.

In particolare la Regione non vuole intralciare il percorso, divenuto grazie all’azione del Circolo Miani e Servola Respira in ripida salita, del rilascio dell’AIA alla proprietà della Ferriera.

Se ne parlerà casomai a “babbo morto”.

Insomma qui tra politica (Regione e Comune)  e Procura si fa a chi la tira più a lungo in attesa della sospirata AIA, poi, appunto, si vedrà: tanto per quel che servirà giunti a quel punto.

In tutto questo emerge chiarissimo il sonoro disprezzo che questa politica, e purtroppo le istituzioni da questa infeudate, porta per la volontà dei cittadini ai quali non viene concessa dignità alcuna, nemmeno di discutere le loro opinioni.

Di questo ovviamente non si parla. Sulla stampa locale tra una paginata di pubblicità e l’altra tanto che l’editore del piccolo giornale dovrebbe lui pagare i cittadini che si pigliano ancora quell’inserto pubblicitario, trionfano invece le servate sulla politica vecchio stampo. Chi si candida e chi no, e siamo appena a otto mesi abbondanti dalle elezioni, il totosindaci impazza a passo di gambero, le sputtanate tra “amici” di partito e movimenti folleggiano ed hanno quasi lo stesso spazio di Arvedi sulle pagine del quotidiano.

Ma questi dove vivono? Se pensano che alla gente a ragione sempre più schifata da questa politica interessino queste cose: la gran parte degli sfogliatori da bar saltano a piè pari questi articoli e le pagine regionali ridotte ad una velina dei boiardi della politica.

Quello che i nostri concittadini capiscono invece benissimo, e lo spiega, ma farlo ai ciechi sordomuti è opera improba, il 59% dei non votanti alle elezioni regionali del 2013 dove Tondo e Serracchiani hanno fatto a chi perdeva di più, che dei problemi veri, delle emergenze che Trieste sta dolorosamente vivendo sulla pelle della sua gente, non parla nessuno.

E questo è anche comprensibile: la politica non esce da anni dai “palazzi del potere” e non conosce minimamente il territorio lasciato nel più completo degrado, come ampiamente dimostra la vicenda dei profughi inseriti in un quartiere da decenni abbandonato a se stesso (Valmaura-Monte San Pantaleone) e lo scopre ora solo perché utile a raggranellare un pugno di voti.

Il “giornalismo” qui ha smesso di esistere più o meno dall’anno 2001, e si è trasformato in un ripetitore della politica e dei, pochi, potentati locali.

C’è un forte bisogno di aria nuova a Trieste e Muggia, che si è ridotta ad essere un doppione in piccolo del Capoluogo.

Ma perché ciò avvenga è indispensabile che i cittadini passino dalla tastiera del computer alle piazze, alle strade, a parlarsi direttamente ed a incontrare fisicamente il “prossimo”. Qui non c’è delega, né pigrizia che tengano. C’è semplicemente in gioco il nostro futuro, la vita nostra e dei nostri cari, che sono cose troppo importanti per continuare a lasciarle in mano a questa gente.




Ferriera: spostare l’asticella.

» Inviato da valmaura il 23 September, 2015 alle 11:22 am

Ovvero tirare a campare procrastinando i tempi. E ovviamente la colpa è sempre degli altri.

In questo caso della politica (Serracchiani) con la Regione che ritarda l’assegnazione delle concessioni (licenze) per costruire i capannoni dove dovrebbe (mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo) essere collocato il “nuovo” (oddio pare sia stato costruito nel 1947) laminatoio. Come mai visto gli ingenti lavori di rifacimento del capannone, enorme, dell’ex acciaieria, forse il terreno, la base non tiene? Una risposta sarebbe opportuna ma siamo abbastanza certi che non arriverà.

Ma l’aspetto più interessante del report arvediano ai dipendenti è sui premi produzione, ovvero sui risultati che fanno scattare questo incentivo economico. Ieri Arvedi ha semplicemente spostato in alto l’assicella per renderli operativi. Ha posto degli obbiettivi produttivi di ghisa per l’altoforno praticamente impossibili da raggiungere. Immaginiamo la gioia dei lavoratori e soprattutto la loro gratitudine verso i sindacati. Il sollievo per le sue tasche invece lo comprendiamo benissimo.

L’altro aspetto interessante è la conferma di quanto abbiamo sempre scritto e sostenuto fin dai tempi della Lucchini. E cioè che l’unico business dello stabilimento, tolte le agevolazione tariffarie per la produzione di energia elettrica, che negli ultimi anni tenevano su tutta la Lucchini Italia, con i soldi pubblici si intende, è la logistica portuale “conto terzi”.

Non a caso negli accordi di programma si insiste su questo: il raddoppio delle banchine e la messa in sicurezza della costa a spese del pubblico denaro (in fin dei conti per questo la Serracchiani è stata nominata “commissaria”). Insomma fare concorrenza al Porto di Trieste finanziati con i pubblici quattrini. Una vera genialata!

Nel frattempo il commissario dell’Autorità Portuale, Zeno D’Agostino, fortissimamente voluto dal duo PD Cosolini/Serracchiani, ben si guarda di far tutelare l’obbligo, sancito nel primo accordo di programma, quello santificato nella foto dalla presenza di mezzo Governo, di sgombero delle centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali abusivamente piazzati negli anni dalla Ferriera creando la “collina della vergogna” che si affaccia sullo Scalo Legnami, impedendo così la partenza dei lavori della piattaforma Logistica portuale per cui i fondi sono già stanziati. Bloccando così lo sviluppo del Porto, pubblico, ed impedendo l’assunzione di tante persone.

Complimenti vivissimi a lui ed a chi l’ha messo in quel posto.

Bene, Arvedi annuncia che in futuro potrebbe decidere di scorporare sotto una nuova società creata ad hoc la gestione del suo porto privato. Sai che novità: la Lucchini lo aveva fatto da anni costituendo la Logistica spa, Gruppo Lucchini.

Ultimo ma non per questo meno importante.

Slittano ancora, da dicembre ad aprile 2016, per ora, i termini di verifica per vedere se i lavori per l’abbattimento delle emissioni inquinanti sono serviti a qualcosa.

Si tranquillizzi cavaliere per ora, ad un anno dal suo arrivo ufficiale perché nei fatti qui c’era già da prima, pare proprio che “tutto” il lavoro fatto in questo senso abbia prodotto solo risultati negativi. Perseveri, alla faccia del trio Cosolini-Laureni-Serracchiani che proclamavano fino a ieri “che se a dicembre continua l’inquinamento l’area a caldo si chiude”. Dovranno nuovamente adeguarsi, ma la politica serve a questo e lei, contribuente generoso, lo sa bene.

Ovviamente finiti nel dimenticatoio, anche nella memoria del maranza e del piccolo giornale, i roboanti annunci sui due-tre, ne abbiamo perso il conto, “Ferriera Open Day” per i cittadini curiosi.

Ecco forse gli alberelli, che tenerezza, li hanno piantati per questo.




Disinformatja.

» Inviato da valmaura il 22 September, 2015 alle 12:51 pm

Un articolo per l’incontro con Cosolini in Municipio con il racconto della versione del Sindaco.

Un articolo con i “servolani esasperati” con pubblicità sulle preferenze internaute ed associative della fotografata, quelle culinarie e televisive no?

Zero spazio sull’unica notizia che conti e che esista: la mancata visita degli impianti da parte della troupe delle Iene, dopo l’invito di circostanza della proprietà Ferriera.

Qui ora vi raccontiamo i segreti, di Pulcinella, del giornalismo nostrano partendo da questi tre esempi.

Nel primo pezzo si cerca di “mettere la mani avanti” preordinando e pilotando, nei sempre meno lettori, la versione che sperano esca nel servizio televisivo a tutta tutela politica del Sindaco.

Insomma si fa quello che si può per salvare il fondoschiena del candidato PD alle prossime comunali.

Nel secondo articolo si ricalca con forza, il titolo è sempre quello che conta anche perché molti lettori al bar guardano quello e se c’è la foto, il tema Ferriera = Servola.

Una linea editoriale portata avanti dai tempi di Illy Sindaco e che serve a creare nell’opinione pubblica, puntando sul naturale egoismo e menefreghismo particolarmente accentuati nei triestini, la convinzione che se, si badi bene se, la Ferriera inquina ciò riguarda solo il rione di Servola, e neanche tutto ma solo la parte a ridosso dello stabilimento.

Dunque serve a negare la realtà senza però prendersi la responsabilità di scriverlo, dettando la linea alla politica e facendo gli interessi della proprietà di turno della Ferriera. Anzi in questi anni è stato il favore più grosso ed importante ricevuto dai Lucchini, Mordashov, Arvedi.

Meglio ancora se poi si pescano persone o gruppetti che si prestano ad avvallare, anche per semplice improntitudine ed ansia di apparire, questa strategia.

Sia nel primo caso (Cosolini) che nel secondo (“Servolani Esasperati”) non è stata certo la Nadia Toffa a parlare con il piccolo giornale, anzi lo ha appreso, sorpresa, leggendolo qui al Circolo Miani.

E veniamo al terzo episodio. Ovvero la notizia non data. Che in gergo si chiama “censura”.

Mentre nei primi due casi giornalisticamente parlando la “notizia non c’è”.

Infatti che Cosolini riferisca una sua versione rispetto a quello che i telespettatori vedranno in TiVù è appunto una “non notizia”.

Così come il fatto che la troupe delle Iene abbia intervistato qualcuno - e se no che venivano a fare in città? – senza per altro dire niente di più se non descrivere le preferenze di tizio e caio, è utile casomai per vendere qualche copia del giornale in più ad amici e parenti.

Nel terzo caso invece la notizia ci sta tutta, eccome!

Si parte dall’insicurezza, è un eufemismo, da parte del Gruppo Arvedi, che si affretta, e da Cremona, particolare da non sottovalutare, a rivolgere l’invito alla troupe della Iene a visitare lo stabilimento.

Immaginano di gestire la cosa come sempre fatto con i “mastini” dell’informazione locale che sullo stabilimento poi sanno meno di niente. Ovvero due parole di benvenuto, poi il percorso guidato con la novità dei “viali alberati”: si fa vedere quello che si vuole e tanti cordiali e riveriti saluti. Tanto nessuno, per interesse, sudditanza o per semplice ignoranza, oserà domandare qualcosa fuori dal programma della visita guidata.

Qui invece, grazie anche alla scelta delle Iene di avvalersi della collaborazione del Circolo Miani, e di Romano Pezzetta che ha condotto quegli impianti (Altoforni) per oltre trenta anni, la situazione si rovescia.

L’incipit è lo stesso: i saluti portati dall’AD di Siderurgica Triestina, Landini, ma poi tutto cambia.

Siccome da mesi le denunce del Circolo Miani hanno puntato su quella che è oggi la vera emergenza causata dalla Ferriera alla salute di cittadini e lavoratori, ovvero le cospicue, continue e crescenti perdite di gas dall’altoforno. Nadia Toffa chiede di iniziare la visita con un sopralluogo sulla bocca dello stesso altoforno.

E qui cade l’asino, fino ad arrivare al rifiuto di Landini, od almeno al rinvio all’indomani, quando in occasione della visita in Ferriera del “patron” Arvedi, in persona “pirsonalmente” come martella Catarella a Montalbano, l’impianto sarà fermato.

A quel punto la troupe delle Iene fa quello che ogni lavoratore serio dell’informazione dovrebbe fare: si alza, saluta e se ne va, senza prestarsi alle solite commedie pro Ferriera.

Dunque, qui la notizia ci sta tutta, e grande come una casa!

Il diniego della proprietà conferma che le indicazioni e le denunce del Circolo Miani erano fondate. Che quello che vedono giornalmente migliaia e migliaia di triestini e muggesani, ma non i politici ed i “giornalisti” e, spiace rilevarlo la magistratura inquirente, è la pura realtà.

Denuncia dunque le inerzie, le ignavie, perfino le volute omissioni se non le complicità che fanno di Trieste purtroppo un caso unico nel panorama nazionale del nostro sgangherato Paese.

Più notizia di così si muore!

Ecco dunque una buona ragione per tacerla, e spiace dover notare che anche la Rai stavolta ha “bucato”.

Ultimo aspetto, ma non di poco conto: siccome il comunicato è stato emesso dal Circolo Miani, e firmato dal quel vituperato di Maurizio Fogar, che si ostinano a restare ancora in vita, e non dagli amichetti di turno, una ragione in più per non dare la notizia.

Le 10.280 firme raccolte, in città non a Servola, dimostrano che a Trieste si vince mentre circoscritti nel rione si perde, perché la Ferriera colpisce la salute e la qualità della vita di tutti noi, da Muggia in qua.

Inquina come questa politica e questa “informazione”.





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