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Circolo Miani » News Correnti » Page 341

Trieste. La vocazione servile.

» Inviato da valmaura il 18 June, 2016 alle 10:52 am

Leggiamo sulla stampa alcune notiziole che però sono molto indicative sul DNA della gente che abita questa città. Non tutta si intende ma della grande maggioranza senza dubbio.

Cominciamo dai “piagnoni” che a Napoli almeno si sono trasformati in professionisti pagati per accompagnare i funerali.

Ultimo, in ordine di tempo, il socio prestatore ciulato delle fallite Coop che oggi in lettera sulle Segnalazioni inveisce contro la politica e “tutti” i partiti che in campagna elettorale non si sono ricordati del 17.000 concittadini truffati nei loro risparmi.

Sbadato, ignorante e mi fermo qui per non rischiare querela.

Se c’è stato un candidato sindaco che prima e durante la campagna elettorale, si è battuto ed ha sollevato in ogni dove il problema è stato Maurizio Fogar e la lista civica che lo sosteneva, NO FERRIERA, aveva tra i suoi candidati per Comune e Circoscrizioni proprio un socio truffato per 26.000 euro.

Bastava votarlo, semplice no? Ed invece questi ex soci Coop per altro frantumati ed incapaci di coordinarsi si sono rivolti in ginocchio a supplicare la politica, tutta responsabile di quanto loro successo, ad aiutarli e per di più in campagna elettorale dove le promesse non si negano a nessuno.

Hanno lasciato cadere senza neppure rispondere l’invito fatto dal Circolo Miani di consegnare loro le chiavi della sede per usare a loro piacimento i locali per organizzarsi efficacemente. Si sono rivolti supplici proprio a quella politica di cui i vertici delle fallite Coop erano infeudati in ogni ordine e grado (era considerato il “buon ritiro” dei politici trombati). Hanno di fatto rinunciato a chiedere “verità e giustizia” ed a pretendere dalla Regione l’indennizzo totale.

A saperlo prima potevano fregarli di più e meglio.

I giovani laureandi con master che l’università di Tirana, quella della “laurea” a Bossi junior, sembra Oxford a confronto. Fanno una ricerca, un sondaggio utilizzando le migliori tecnologie di internet per annunciare che ai “giovani” triestini, immaginiamo tutti iscritti a quella università che sforna in alternativa o immigrati, o disoccupati, o sottopagati ed infine esprime da decenni quella brillante classe dirigente che Trieste si ritrova, della Ferriera non gliene frega niente.

Ne riparleremo tra qualche annetto quando l’oncologo di turno, si tranquillizzino anche lui laureato nella loro università, scuotendo la testa annuncerà lo stadio terminale di una neoplasia.

Comizi e mortadella, ma anche il “cotto” va bene lo stesso.

Perfino gli imperatori romani si sarebbero vergognati, loro che hanno inventato il “panem et circenses”.

La cosiddetta campagna elettorale si è chiusa sotto un uragano di rutti e ruttini, emessi a bocca piena e mani impegnate a sorreggere i “rebechini” ed il bicchiere di vino, o birra, diffusi a quintalate ed ettolitri dai candidati sindaco. Qui al voto di scambio si è sostituita la mortadella di scambio e l’ebbrezza alcolica.

“Mai visti tanti mone concentrai in così poco posto come a Trieste”. Nereo Rocco, el Paron.




Imbroglioni non so, incapaci sicuro.

» Inviato da valmaura il 17 June, 2016 alle 12:02 pm

Un fatto è certo, o all’Ufficio elettorale della Regione guidato dalla Pecile, o più probabilmente a quello del Comune con in testa il duo Maricchiolo-Ghirardi, o in ultima scelta all’Insiel, non sanno fare i conti e non conoscono minimamente la legge elettorale.

Il caso clamoroso compare sulle pagine dei risultati, “dati ufficiosi” del sito della Regione FVG, inerenti al voto nelle sette Circoscrizioni del Comune di Trieste, e di conseguenza nella composizione dei consigli stessi sulla base del riparto dei seggi.

La legge, ovviamente e dal 1946, prevede che a determinare riparti e composizione siano i “voti validi”, tolte cioè le schede bianche e nulle, e non i “votanti”.

Una differenza non da poco soprattutto quando, come nel nostro caso, la somma di queste ultime sfiora talvolta il 10% dei votanti.

Cosa comporta questo di fatto? Che il quoziente per eleggere i consiglieri risulta aumentato (occorrono più voti per eleggere un consigliere) e dunque l’elezione falsata. Semplice no?

E per favore non ci si venga a dire che si tratta di un banale errore. Ripetuto sette volte?

Chi lo ha commesso, chi non ha esercitato il dovuto controllo, se ne deve andare di corsa. O con le sue gambe o cacciato seduta stante. Ci sono tanti altri lavori meno impegnativi intellettualmente che può egregiamente compiere in Comune e Regione. Lo si sfrutti dunque per le sue capacità reali.

Ed ora ecco la lettera inviata due volte (non rispondono da quattro giorni) ai responsabili degli uffici elettorali in questione. Qui di ricorsi al TAR non è proprio il caso di parlarne, come invece a sproposito hanno fatto le responsabili comunali, perché fino a quando i dati non diventano “ufficiali” la legge li esclude (ma queste la legge la conoscono?). E proprio perché sono “ufficiosi” possono essere aggiornati, riesaminati e modificati. Guardando le schede non i verbali di cui alcuni risultano palesemente pasticciati.

Servizio elettorale

Regione Friuli Venezia Giulia

Comune di Trieste

Commissione Circondariale

 Alla luce di quanto inviatovi in data 4 giugno, ovvero della richiesta formale di un attento controllo del voto disgiunto nelle operazioni di spoglio e scrutinio per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Trieste a cui richiamare con apposita circolare i presidenti di seggio.

Richiesta respinta da questi uffici.

Preso atto che tra i voti validamente espressi per l’elezione del sindaco (96.785) e quelli di lista (74.929) vi è una differenza di ben 21.856 voti pari al 22,6% del totale, una cifra incredibilmente alta anche rispetto al voto valido espresso per le liste circoscrizionali (92.077).

Verificato che nei dati “ufficiosi” pubblicati sul sito della Regione alla lista NO FERRIERA SI TRIESTE risultano accreditati per il Comune 1009 suffragi e nelle contemporanee elezioni Circoscrizionali 2121 voti.

Considerato che sulla scheda elettorale la posizione assegnata alla medesima lista era l’ultima nella colonna centrale, in basso ad un centimetro dal bordo della scheda medesima.

Rilevato che nelle ultime due settimane in tutte le uscite pubbliche, scritte, radiotelevisive e sui social forum, NO FERRIERA SI TRIESTE aveva invitato i cittadini a votare il candidato sindaco che preferivano o ritenevano “utile” ma a barrare invece il simbolo della medesima

sulla scheda elettorale, dunque ad esercitare in modo sistematico ed organizzato l’opzione del voto disgiunto.

Rilevato altresì che invece nei dati ufficiosi pubblicati dalla Regione risulta avvenuto l’esatto contrario, ovvero il candidato Sindaco Maurizio Fogar viene accreditato di 81 voti in più di quelli conseguiti dalla lista.

Tutto ciò premesso si avanza formale richiesta di un completo riesame delle 21.856 schede risultanti contenere solo il voto per un candidato sindaco al fine di verificare la presenza di voti non assegnati alla lista denominata NO FERRIERA SI TRIESTE.

Si chiede di inviare la risposta ai seguenti indirizzi di posta elettronica: ferruccio.luchi@gmail.com e circolomiani@gmail.com

Cordiali saluti

Ferruccio Luchi (delegato di lista)

Maurizio Fogar per NO FERRIERA SI TRIESTE (335.6140880)

 




I cento giorni di Dipiazza.

» Inviato da valmaura il 14 June, 2016 alle 9:59 am

Per spiegare le ragioni che hanno spinto l’assemblea di candidati ed attivisti di NO FERRIERA SI TRIESTE ad invitare elettori (a proposito più di duemila per le Circoscrizioni dove sono finiti nei conteggi sulle comunali?) e cittadini a non andare a votare, a meno di ulteriori novità, domenica 19 giugno al turno di ballottaggio, bisogna partire proprio da quello che ci hanno inviato per l’occasione i due Roberti: Cosolini e Dipiazza. Scontata la lettera del sindaco in cerca di difficile conferma. Ribadisce con coerenza degna di miglior causa, la tesi suicida sulla Ferriera. E non tratta d’altro. Dipiazza invece ci consegna il decalogo dei cento giorni sulla Ferriera, anche lui placidamente indifferente alle altre quattro emergenze del programma della nostra lista civica (Porto, Sanità, Degrado dei quartieri, Casa, e Povertà). Lettolo ed ascoltatolo in un incontro il giorno prima dove paragonava Avarino di Telequattro a Bruno Vespa di Porta a Porta, e lui a Berlusconi per aver firmato i dieci comandamenti anti Ferriera in diretta televisiva, ne siamo usciti basiti. Il famoso decalogo, sintassi ed ortografia a parte che dovrebbe però spingere l’aspirante ri-Sindaco a cacciare a pedate chi glielo ha materialmente scritto, non vale in buona sostanza la carta su cui è steso. Come gli abbiamo premurosamente accennato i punti non servono ad una mazza, anche perché non comprendono minimamente le criticità del ciclo produttivo presente e futuro (laminatoio per nulla “a freddo”) e degli impianti, in particolare l’Altoforno e collegati. Fa sorridere in particolare il “sesto” ove si descrive, seguite le parole, di “verifica della possibilità” di acquistare una centralina, sempre che, ben inteso, la Fondazione CRT gliela paghi (dovrà dunque riappacificarsi con “l’amico” ripudiato Paniccia). Inutile ricordargli che il primo febbraio 2010, lui Sindaco, il Consiglio comunale aveva votato all’unanimità una mozione presentata dal verde Racovelli, allora Presidente della Commissione Trasparenza su suggerimento del Circolo Miani, che impegnava Sindaco e Giunta (di centrodestra) ad assumere proprietà e controllo delle centraline esistenti. Cosa mai fatta da lui, né da quello dopo. In quanto alla Revisione AIA regionale (punto 8 degli sfortunati dieci) vogliamo ricordargli che l’allora consigliere leghista Ferrara gli presentò una interrogazione, scritta in realtà da Fogar, dove si domandava a lui, Sindaco, di chiedere alla Regione (allora Presidente di centrodestra Tondo, dunque “pianeti allineati”a destra) la formale apertura del procedimento di revisione dell’AIA (la prima, quella di Illy-Cosolini). Dunque in fin dei conti il Laureni ha solo imitato. La sua risposta? Da Assessore all’Ambiente (passato il titolare, Maurizio Bucci, detto il “fantasma” sui banchi del Consiglio Regionale, Dipiazza già allora si era tenuta per se la delega “alla Ferriera”) e Sindaco scrisse a Ferrara che “non ne aveva intenzione alcuna”: di chiedere all’amico Tondo la revisione dell’AIA e che Tondo, ovviamente, era d’accordo con lui (non avevamo dubbi). Potremmo continuare ab limitum, da quel “cancro lo chiudo domani”, all’ “abbiamo fatto Bingo” al primo affacciarsi di Arvedi (2007/8) in Ferriera, al “avrei dovuto far evacuare Servola (e perché no Valmaura e San Pantaleone per tenerci stretti) da anni”, che dieci anni da Sindaco sono tanti. Ma chiudiamo ricordando solo che quando gli inviammo copia dell’ordinanza di sequestro e chiusura emessa dal Sindaco di Piombino proprio della Cokeria della Lucchini, proprietaria anche della nostra Ferriera, per sforamenti annui di BenzoApirene di gran lunga inferiori a quelli registrati a Trieste, Dipiazza rispose, nonostante dodici allarmanti lettere inviategli dal direttore ASS (sull’insorgenza di leucemie e tumori a Trieste) che NON intendeva emettere analoga ordinanza (bastava copiarla cambiando date e nomi di città). Pertanto lasciamo ben volentieri, come scrive il novello Mosè nell’incipit del suoi dieci comandamenti, “al comitato 5 dicembre e associazioni ambientaliste riconosciute (?)” di collaborare su questo con l’eventualmente rieletto Sindaco, che a noi quello che non ha fatto dal 2001 al 2011 basta ed avanza. Post scriptum. Sulla saga del Rigassificatore: addirittura due quelli voluti dalla Giunta regionale Illy-Cosolini che aveva pure impegnato la finanziaria regionale Friulia (la Venezia Giulia non tiene schei) nell’operazione, di cui il Sindaco Dipiazza, con la stessa cocciutaggine di Cosolini oggi sulla Ferriera, fu il massimo mallevadore, sostenitore e sponsor quale Sindaco, si aggiunge una piccola puntata odierna del “mito crollato” degli ex-fans su BF di facebook, Menis. Il Pentastellato parlando appunto delle responsabilità di Cosolini prima e Dipiazza poi sul volere il Rigassificatore a Trieste cita le sigle e le associazioni che allora si opposero. Tutte, per altro ininfluenti perché limitate al nucleo familiare del responsabile, meno chi sollevò per primo il problema, informò pubblicamente Trieste e Muggia in due affollate assemblee al Savoia e al Centro Millo, e proiettò il filmato originale dell’Agenzia Federale del Governo americano. Indovinate chi era l’omesso da Menis ed il censurato dal Piccolo: ma cribbio il Circolo Miani con il vituperato Fogar. Complimenti al Paolo, ed alla sua mancata Giunta di cui aspettiamo ancora di conoscere i componenti. Così per puro sfizio (noi) ma per rispetto alla promessa (sua) tanto sbandierata agli elettori in campagna elettorale.


Chi ha vinto? L’astensione.

» Inviato da valmaura il 7 June, 2016 alle 11:08 am

Se anche con quasi ottocento candidati il 49% dei triestini non ha votato a queste elezioni comunali una ragione c’è.
E non si tiri fuori la tesi che in quasi tutte le storiche democrazie occidentali, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, avviene così normalmente ed anche peggio.
L’Italia purtroppo non è una democrazia anglosassone o scandinava.
La fuga dalle urne qui ha una ragione ben precisa.
La convinzione che votare non serve a niente perché tanto “i politici fanno quello che vogliono comunque” e il disprezzo verso i partiti, tutti: vecchi e nuovi, che poi significa la crisi profonda della politica nel nostro Paese.
Anni fa, tanti, Leoluca Orlando, allora democristiano alla sua prima esperienza di Sindaco antimafia di Palermo, disse in un affollatissimo e blindatissimo incontro del Circolo Miani a Trieste che le storture della politica, allora si era nella “prima Repubblica”, facevano si che uno votasse DC per lui ed eleggeva invece Giulio Andreotti.
Il problema tutto italiano è che da almeno trenta anni il discredito della politica si riversa verso tutte le istituzioni (dalla Presidenza della Repubblica fino all’Azienda Sanitaria locale) che dalla politica sono infeudate. Dunque la crisi della politica in Italia è la crisi delle Istituzioni.
Se non si capisce questo e non si legge l’astensionismo italiano sotto questa luce non si comprende la gravità peculiare del caso “Italia”.
Passiamo al risultato di queste elezioni a Trieste.
Dopo il doveroso ringraziamento ai quasi mille e cento cittadini che hanno votato la lista civica NO FERRIERA SI TRIESTE, ed uno speciale abbraccio ai volontari e candidati che, ognuno secondo le proprie possibilità, si sono impegnati e sacrificati in questa impari campagna elettorale, solo poche parole.
La scelta della stampa locale di oscurare la nostra Lista e di concentrarsi solo sui tre candidati cosiddetti “maggiori”, con finestre di riguardo verso Carini e Rosolen, ha contribuito pesantemente, oltre a mettere in atto una truffa informativa a danno dei sempre meno lettori-elettori ed un vulnus alla democrazia, a far perdere Cosolini ed il partito di riferimento del gruppo editoriale: il PD.
Lo avevamo detto e scritto in tempi non sospetti. E così è avvenuto.
Se fossi in Dipiazza, a cui vanno le congratulazioni per un risultato che neppure lui si aspettava in questa misura, manderei di corsa una cassa di pregiati vini in omaggio al direttore del Piccolo.
Questa scelta suicida ha portato in dote a Menis (Cinque Stelle) e soprattutto a Dipiazza (Centrodestra) il voto dei lettori “antiFerriera” del giornale.
Prendiamo atto della scelta fatta dagli elettori dopo i dieci anni di inutili promesse e chiacchiere fatte dal Sindaco Dipiazza dal 2001 al 2011 (del tipo “quel cancro lo chiudo domani” ed “abbiamo fatto Bingo” quando Arvedi si affacciò nel 2007 per la prima volta in Ferriera), suffragate per altro dal presidente regionale Tondo, altro magnifico illusionista. Così come verso il Movimento di Beppe Grillo che per cinque anni è stato in Comune, tre in Regione e Parlamento, senza minimamente incidere sulla questione Ferriera.
Ho avuto modo di osservarli attentamente e da vicino in questa campagna elettorale e sono rimasto letteralmente stupito dalla superficialità e dalla non conoscenza dei problemi su cui parlavano, e dalla assoluta mancanza di proposte concrete e soluzioni precise.
Capisco ad esempio come Dipiazza tema fortemente, e conoscendolo abbastanza so che cercherà di rinviare quel momento il più lontano possibile nel tempo, l’ora in cui dovrà mettere mano non a parole alla questione Ferriera se eletto Sindaco. Questo ovviamente vale anche per Cosolini, ma lo do per scontato visti i bilanci sul tema degli ultimi cinque suoi anni di governo, si fa per dire, della città.
E non occorrevano “confronti” a due mesi dalle elezioni per appurarlo da parte di un comitato decembrino che ha fatto dell’amore odio nei suoi confronti il tema principale della sua esistenza, sostituendolo alla battaglia contro l’inquinamento della Ferriera, e di agitprop a favore di Cinque Stelle e Centrodestra.
Non so, e forse non credo, se sarò presente nel 2021, certamente non da protagonista ma da semplice spettatore, alle elezioni di quella data, ma temo fortemente, da persona che vive e respira a Trieste, che le cose saranno inalterate se non peggiorate, e non mi riferisco solo alla questione Ferriera.
Ma reputo, senza tema di facili smentite, che i nostri concittadini, o almeno quelli che andranno ai seggi, essendo di bocca buona e di scarsa memoria continueranno a votare comunque i Dipiazza o i Menis (a cui auguro comunque una lunga e felice vita piena di soddisfazioni) di turno.
Maurizio Fogar




La vita continua anche dopo il 5 giugno.

» Inviato da valmaura il 3 June, 2016 alle 2:46 pm

Si non ho paura di dirlo: sono amareggiato e stanco.

Una pessima campagna elettorale con il nulla dietro tante parole.

Prendiamo la Ferriera, ma il discorso vale anche per lo stato comatoso della sanità (dall’assassinio del Burlo, a Cattinara), per il degrado dei quartieri di cui tutti si ricordano solo quando ci sono da imbucare i santini elettorali, per l’emergenza povertà, e per non parlare poi del caso dei 17.000 cittadini truffati dalla Coop dei politici.

Potremmo continuare, tanto gli effetti portano nomi diversi ma la causa è sempre la stessa: questa politica. E ci sono dentro tutti.

La sorpresa negativa sono stati per me i Cinque Stelle.

Hanno fatto una campagna elettorale identica in tutto e per tutto alla tanto vituperata vecchia politica da cui, a parole a tante parole, rivendicano la distanza. E invece no, hanno fatto di peggio. Hanno portato a Trieste i “big” del Movimento, come i partiti facevano calare i vari Casini, Berlusconi, Vendola, Renzi, Bossi. Hanno cercato di strumentalizzare il corteo anti Ferriera, la tragedia di piazzale Rosmini dove fino a quel momento di loro nel quartiere per anni non vi era traccia, per non parlare della Ferriera. Finendo con la promessa di presentare i dieci assessori ed il vicesindaco prima del voto.

Dal cilindro pentastellato è uscito un solo nome oltre all’abituale Patuanelli.

Ma sulla Ferriera merita soffermarsi perché i fatti chiariscono meglio di tante parole.

Sulla Ferriera in buona sostanza Cosolini (Centrosinistra), Menis (5 Stelle), Sossi (SEL) e Dipiazza (Centrodestra) dicono le stesse cose (ordinanze per ridurre la produzione e richiesta di revisione dell’Aia da parte della Regione).

Ovviamente nessuno dei quattro si ricorda di essere, quale Sindaco, anche l’Ufficiale Sanitario del Comune a cui tutti, compresi i servizi sanitari e le forze dell’ordine, devono sottostare.

E nessuno sa, non conoscendo lo stato ed il funzionamento degli impianti, che la "riduzione" della produzione non serve a fermare l'inquinamento.

Insomma sparano a casaccio come in questi ultimi quindici anni hanno dimostrato le inutili ordinanze comunali.

Cambiando, di pochissimo visto che si parla dell’organo del duo piddino Serracchiani-Cosolini, argomento: il piccolo giornale ha messo in scena una “informazione” che ha deformato la campagna elettorale e disinformato i suoi sempre meno lettori elettori.

Ha semplicemente cancellato l’esistenza della nostra lista NO FERRIERA SI TRIESTE, raggiungendo vette pensate inarrivabili proprio quando si parlava di Ferriera, cioè quasi ogni giorno, oscurando proprio la lista che si chiama NO FERRIERA.

Sulla cultura, di cui il Circolo Miani è stato dal 1981 il principale strumento cittadino di promozione e diffusione, il Dorigo ha scritto testuale “NO FERRIERA. Cultura non pervenuta”.

Imperterriti fino all’ultimo. Hanno annunciato con dovizia di cocktail e menù tutte le chiusure di campagna elettorale di oggi venerdì, meno la manifestazione di NO FERRIERA delle 17 in piazza della Borsa con alle 18 il comizio di Maurizio Fogar.

Insomma una “macelleria messicana” (ci scusino i messicani ed un po’ meno i macellai) dell’informazione sulla carta stampata, condivisa dal silenzio omertoso di tutti gli altri partecipanti alle elezioni che per interesse di bottega non hanno speso mezza parola per dissociarsi.

Poi si lamentano che la gente non compra il giornale, non va a votare e li manda a quel paese.

Ora tocca a voi.

Possiamo fermarli con il voto. L’unico voto che serve realmente , finalmente utile.

Quello a NO FERRIERA SI TRIESTE.

Non importa votare me come candidato sindaco, bisogna barrare, forte e netto, il simbolo della lista sulla scheda per il Comune e su quella per la Circoscrizione. Tutto il resto non conta.

Tanto per noi la vita non finisce con domenica 5 giugno, purtroppo continuiamo a respirare quello che ci passa la Ferriera, il depuratore fognario a cielo aperto, l’Eternit anche dopo le elezioni e la nostra lotta per la vita prosegue comunque, elezioni o non, come facciamo da diciotto anni.

Per noi la salute, la qualità della vita, un lavoro dignitoso e sicuro, e, permetteteci anche la felicità dei nostri cari, valgono molto più di un voto.

Vi astenete? Basta non lamentarsi poi.

Vi fidate degli altri? Orbene votateli e tanti auguri, ed una prece.

Maurizio Fogar





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