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Circolo Miani » News Correnti » Page 338

Se questa è Trieste!

» Inviato da valmaura il 25 August, 2016 alle 1:02 pm

Oggi il Piccolo ci informa nelle sue due pagine più importanti (le prime della cronaca locale) che al mare condividiamo i bagni con “ippopotami e armadilli”. Chi scrive avrebbe invece urgente bisogno di condividere la sua mente con uno psicanalista. Ovviamente tutta colpa dei nostri cani.
Si prosegue con l’ennesima pagina sull’incidente al tram di Opicina (viene a questo punto il legittimo dubbio che a provocarlo siano stati gli editori del Piccolo giusto per avere qualcosa con cui riempire le pagine in agosto quando la politica va in ferie), dove, come da noi paventato, la colpa viene addebitata “al povero frenador”, ed i vertici di Trieste Trasporti restano invece saldamente agganciati alle poltrone.
Questo dunque il succo dell’informazione che passa il convento a Trieste.
In politica invece, al perdurante e preoccupante per la sua salute (auguri) silenzio del Sindaco, ci si aggrappa da settimane alla bufala della decisione giuntale sull’emarginare e sminuire la celebrazione delle “unioni civili”. Sul tema sono intervenuti troppi polli della maggioranza, ritenendo di essere dei galletti ed alla fine è iniziato un penoso rinculare per evitare grane legali.
A proposito se si finisse al Tar e si perdesse la causa a pagare dovrebbero essere di tasca loro gli amministratori e non il Comune: qualcuno glielo spieghi così magari si offriranno pure la domenica per celebrare le Unioni.
Tra parentesi i politici, con i giornalisti al seguito, sono così ignari della laicità di Trieste, dove la comunità cattolica è sempre stata una minoranza residuale, che dimenticano i record nazionali conseguiti in città a favore del divorzio e dell’aborto nei due referendum. Ma pretendere che questi conoscano la storia recente di Trieste ammettiamo che è chiedere troppo.
Ovviamente i famosi “cento giorni in dieci punti” per chiudere l’area a caldo della Ferriera sono agli sgoccioli senza che nessuno in fabbrica e fuori se ne sia accorto: parliamo degli effetti.
Il PD ha giubilato il segretario Nesladek per sostituirlo con una donna (allineamento dei pianeti al femminile: segreteria provinciale, regionale e Serracchiani. Di fatto sancendo l’esistenza della santissima trinità piddina, nel senso di “una e trina”, la Debora). Hanno inserito in segreteria un incarico “alle periferie” ma nessuno per la verità se ne è accorto, sul territorio.
Dunque questa è la politica che trionfa in città.
Per chiudere in bellezza vi riproponiamo una prima pagina del settimanale di satira Cuore, diretto da Michele Serra, che ben si attanaglia all’odierno comportamento della Rai nazionale. Non ce ne vogliano i colleghi della redazione regionale che in somma parte sono esclusi dal cortese riferimento. (vedi pagina Facebook Circolo Miani)




Coop di tutto e di meno.

» Inviato da valmaura il 22 August, 2016 alle 12:53 pm

Per capire il comportamento dei triestini: civile, politico e perfino elettorale, basta seguire la vicenda dei “soci prestatori” gabbati.

Il campione è sicuramente validissimo dal punto di vista numerico, sono 17.000 mila persone, e basti pensare che i sondaggi da queste parti ma non solo si fanno su trecento intervistati più o meno reali.

Avevano grosso modo due anni per organizzarsi dalla batosta (sono spariti i 100 e passa milioni dei loro depositi) e non sono stati capaci di farlo.

Si sono aggrappati a iniziative estemporanee: da raccolte di firme largamente minoritarie a suppliche pubbliche, indirizzate sotto elezioni, figurarsi chi non promette tanto non costa nulla, a quella stessa politica responsabile del disastro.

Ovvero a quelli che nominavano i loro compagni di partito ai vertici di tutte le società Coop o che in anni ed anni hanno mancato di controllare i conti.

Hanno rifiutato senza rispondere le offerte di spazi per darsi un minimo di organizzazione o di battersi in prima persona candidandosi alle ultime elezioni amministrative.

Poi qualcuno di loro più distratto o in malafede ogni tanto scrive letterine post elettorali sulla stampa locale rinfacciando il disinteresse di “tutte le forze politiche”. Scrivendo dunque il falso, facendo un calderone indistinto e di tutta l’erba un fascio, e di conseguenza coglionandosi vieppiù.

Ecco questo sfortunato, per gli interessati, esempio spiega molto più di fiumi di parole l’indole dei triestini.




Le idee, e le parole, tra noi leggere.

» Inviato da valmaura il 13 August, 2016 alle 11:11 am

Dipiazza: «Io non partecipo al corteo»

Dal Piccolo del 31 gennaio 2016.

Ci saranno esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord, stando agli annunci della vigilia. Ma non Roberto Dipiazza, che si tiene fuori dalla manifestazione di oggi organizzata dal Comitato 5 dicembre. «No, non partecipo, assolutamente», dichiara l’ex sindaco. «È prevista la presenza degli altri del centrodestra? Ognuno faccia quello che vuole. Io non vado altrimenti sembra che in campagna elettorale tiro fuori di nuovo il discorso Ferriera, mentre io chiederò solo che vengano rispettate le leggi.

https://www.youtube.com/watch?v=UYi4t-6mYRk




Vizi privati e pubbliche virtù.

» Inviato da valmaura il 12 August, 2016 alle 11:57 am

Mettiamola così.

Roberto finalmente corona il suo sogno d’amore sposando Claudio.

Trieste avrà, come Parigi, Berlino, Londra, San Francisco e città di mezza Europa ed America, il suo sindaco gay, per non parlare dei Capi di Governo di buona parte dell’Unione Europea.

Piccolo inconveniente lo svolgimento, se paragonato al recente matrimonio.

Niente Cattedrale di Trieste, d’altronde il nostro non è ancora famoso come Elton John, ma niente castello di San Giusto per il sontuoso banchetto (è di proprietà del Comune) e per i fuochi d’artificio al massimo qualche bengala sparato dal poggiolo di casa.

Roberto e Claudio dovranno accontentarsi di una saletta di pochi metri quadri, un ufficio al piano di palazzo Cheba, e non il sabato bensì un giorno lavorativo tra le 9 e le 12 di mattina. Ovviamente i trecento e passa invitati dovranno attendere in strada per ovvie ragioni di spazio.

Per il rinfresco al massimo potranno mettersi in coda al caffè dei comunali all’ammezzato, in compagnia dei soli testimoni perché anche per sorbirsi un “furlan” lo spazio non tiene più di dieci persone, ad usar di gomiti.

Ecco la scena tratteggiata dalle sciocchezze partorite dalla nuova amministrazione comunale che a forza di seguire il machismo leghista, dalle coperte sequestrate a chi dorme per strada alla sala divorzi (bene augurante ovviamente) per le Unioni civili, sta sputtanando Trieste in mezzo mondo, a tutto vantaggio, si badi bene, del richiamo turistico.

Probabilmente se Mika ed altri artisti avessero saputo della sparata non avrebbero mai messo piede in città.

“Chi sono io per giudicare i gay”: Papa Francesco. Ma Roberti e la Ghirardi sono più di Francesco.

Se invece di mostrare i muscoli su sciocchezze consimili la nuova amministrazione si mettesse a lavorare seriamente sulle tante, gravi emergenze della città sarebbe finalmente ora.

Qui si parla troppo, e soprattutto a sproposito, dimenticando gli ossari che molti si portano negli armadi: a cosa serve aver assunto un giornalista praticante nel ruolo di Capo di gabinetto. A premiare i fedelissimi in campagna elettorale con il denaro pubblico?

E sulla Ferriera non si chiude l’area a caldo facendo la vergine offesa su presunte “mancanze di rispetto”. Di Illy a Trieste ne è bastato uno ed ancora avanza.

La situazione a Trieste è grave ma non seria.




Oltre ogni decenza!

» Inviato da valmaura il 6 August, 2016 alle 1:13 pm

Sul Piccolo di oggi le due solite paginate sulla Ferriera dove i protagonisti in scena dicono e ripetono sempre le stesse cose. Amen.

Qui ci limitiamo solo a notare che ancora una volta la “professionalità” del giornalismo nostrano, e la correttezza degli attori in scena, Arvedi escluso che non stava ancora qui, è ben rappresentata da quella foto, invero piccolina ma in posizione di tutta evidenza, che sottoscritta da una didascalia che indica le associazioni ambientaliste citate nell’articolo (tre per l’esattezza), raffigura invece Maurizio Fogar mentre parla con un megafono dal balcone di mussoliniana memoria del Municipio alla “folla oceanica” presente in piazza Unità durante l’occupazione del Comune e della sala del Consiglio promossa dal Circolo Miani nell’estate 2010 con la parola d’ordine “chiudere subito la Ferriera per aprire Trieste al futuro”.

Alcuni promemoria. Anche allora il sindaco era Roberto Dipiazza (quello del “abbiamo fatto Bingo” alla notizia dell’interessamento di Arvedi per la Ferriera nel 2008), che fino a quel momento in nove anni nulla aveva fatto sul problema salvo che parlare, parlare, e ancora parlare (“quel cancro lo chiudo domani”: appunto).

I cittadini “occupanti” la casa comune per cui anche la loro, il Municipio, erano stati denunciati all’autorità giudiziaria dalla “disponibile” giunta di centrodestra.

Il Tribunale nonostante una richiesta del rappresentante dell’accusa, Federico Frezza, che aveva chiesto una condanna superiore a quelle pronunciate nei confronti della Ferriera nei processi di dieci anni, assolse gli “imputati” perché il fatto non sussisteva.

Le “associazioni ambientaliste” citate nell’articolo allora non esistevano od erano distratte da altre incombenze, tipo andare a cena nel ristorante del presidente della Regione Renzo Tondo, di centrodestra (anche allora “i pianeti erano allineati” e l’oroscopo sempre favorevole alle proprietà della Ferriera).

Ad aggi sono passati esattamente la metà dei “cento giorni” solennemente promessi in campagna elettorale per la chiusura dell’area a caldo e sostenuti con il voto dalle tre “associazioni ambientaliste”. Non ci pare che nulla sia cambiato a parte il solito fiume di parole.

E sommessamente ricordiamo che se la linea rimane quella del decalogo sottoscritto da Dipiazza ma come ricordatogli in occasione dell’apposizione in diretta televisiva della sua firma, scritto da dilettanti, nulla potrà cambiare nemmeno nei prossimi mille giorni.  E Arvedi ringrazia.

 Ma siccome abbiamo fede e crediamo ai miracoli rispettosamente attendiamo ottobre.

Due minuzie. Come Mai il Maranzana nelle sue articolesse omette di ricordare che il Commissario governativo del fallimento Lucchini e della “vendita” Ferriera è un signore condannato in primo grado dal Tribunale di Taranto ad otto anni e sei mesi di carcere, mica bruscolini.

Così come l’attuale AD di Siderurgica Triestina è indagato in tre fascicoli giudiziari sempre dalla Procura tarantina?

Già come mai?

Ma diamine per rispetto alla “professionalità” del giornalismo triestino (Rumiz se ci sei batti un colpo! Sennò risparmiaci l’ipocrisia di certi pistolotti).

Poi tra le facezie si giustifica (a due anni dal fatto. Dunque con tempestiva rapidità) l’esclusione della seconda cordata dalla gara per l’acquisto della Ferriera con l’affermazione che “aveva un capitale sociale di “poche migliaia di euro” e dunque appariva “poco convincente”. Infatti ha vinto una, la SD in Arvedi, che di capitale sociale faceva 50.000 euro e pure con fideiussione assicurativa. Neanche sufficienti a comperare un tabacchino.

Ed in quanto alla “tesoriera storica” del PD, tale signorina Ciac, appare perlomeno strano l’aggettivo  “storico” per una che ricopre l’incarico dall’autunno 2013, sostituendo il suo dante lavoro, l’assessore regionale Torrenti, che prima la ha assunta come segretaria particolare in Regione e poi l’ha proposta per l’incarico che lui stesso ricopriva fino a quel momento e per oltre dieci anni. Quello appunto di tesoriere del partito. Prosit!





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