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Circolo Miani » News Correnti » Page 333

"Le voci del Padrone", delle Ferriere!

» Inviato da valmaura il 24 December, 2016 alle 1:55 pm

Oggi il Piccolo offre in una paginata, a firma – è la prima volta – (red.cro): immaginiamo redazione cronaca, insomma una entità metafisica, un saggio perfetto di disinformazione sulla Ferriera.
Partiamo da “della situazione di inquinamento nel rione (di Servola)”.
A gennaio saranno diciannove anni che si illustra, si spiega, si informa che l’inquinamento prodotto dalla Ferriera riguarda in prima battuta i quartieri di Valmaura (messo peggio di Servola per vicinanza allo stabilimento e perché in “conca” rispetto al colle di Servola e si sa, lo imparano alle elementari, che i gas sono più pesanti dell’aria e quindi si depositano in basso), Monte San Pantaleone-San Sabba, Aquilinia e Muggia da un lato e Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi-San Vito dall’altro.
Lo ha spiegato la stessa Arpa, in un sussulto di credibilità, quando nel luglio del 2008 ha diffuso urbi et orbi uno studio di 63 pagine dotato di grafici e piantine in cui certificava che il raggio delle emissioni della Ferriera copriva tutta la provincia di Trieste, investiva appieno Capodistria ed arrivava a Monfalcone e Grado in particolari condizioni di ventosità.
Insomma chi scrive al Piccolo non legge: è la “professionalità” del giornalismo domacio.
Dunque chi continua a straparlare di inquinamento circoscritto al solo rione di Servola lo fa per grassa ignoranza o per mascalzonaggine, ovvero per sostenere la tesi di proprietà, affari e politica, che appunto da diciotto anni mira a circoscrivere l’eventuale danno a pochi isolati di Servola (a quelli che si sono voluti comperare le case a ridosso della Ferriera, complice ovviamente il Comune che ha rilasciato le licenze e soprattutto lo Iacp, oggi Ater, che ha mandato a viverci 1500 fortunati solo a Valmaura. E che magari oggi vogliono guadagnarci sopra, chiudendo la fabbrica e rivendendo a caro prezzo: questi speculatori immobiliari del menga.) per titillare lo storico egoismo dei triestini (no me riguarda: mi fazo din-don).
Perché è chiaro a tutti, come sostiene il Circolo Miani dal 1998, che la battaglia contro la Ferriera si vince a Trieste e si perde a Servola.
Poi “red.cro.” sul Piccolo sostiene che “Non a caso i riflettori della Procura si sono accesi sulle gestioni passate della Ferriera, quelle che hanno prodotto i pesanti risultati, che Siderurgica Triestina, negli ultimi due anni, si è presa l’impegno di contrastare”.
Ma quando mai, e questi non rileggono nemmeno quello che pubblicano in settimana sul giornale per cui lavorano: il titolone del Piccolo si basava sulla notizia che Arvedi era indagato insieme a Landini e Siderurgica Triestina. Oltre, si intende, ai responsabili delle gestioni precedenti (tra i nomi spiccano quello di Francesco Rosato, ed infatti come riconoscimento è stato assunto come consulente del Comune sul tema, e Nardi che, incidentalmente, è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Taranto ad otto anni e sei mesi per quando dirigeva l’Ilva. Cosa che non gli ha impedito di continuare ad essere il Commissario governativo del fallimento Lucchini e di “passare” la Ferriera ad Arvedi con Rosato annesso e che tuttora è ai vertici di Siderurgica Triestina in FinArvedi.
Tra amici e compagni di sventura ci si intende in questo bel mondo della siderurgia italiana dove praticamente non c’è boiardo che non sia indagato, condannato o sotto processo.
E poi una osservazione. Quando mai il Piccolo ha attaccato le “gestioni passate” (una dal 1995: la Lucchini poi comperata dalla russa Severstal e sempre con il Rosato in primo piano).
Ci sfugge la notizia che anzi il giornale ha sempre intervistato e difeso i Lucchini, padre e figlio, prima e poi il trio Semino-Rosato-Mordashov.
E a loro conferma al Piccolo tirano in ballo il Cosolini, lo sventurato ancora sotto evidente shock da batosta elettorale, che rimarca “va comunque rilevato in quali gravi condizioni lo stabilimento sia stato lasciato dalla proprietà precedente.”. Peccato che per cinque anni (2003/2008) da Assessore regionale al Lavoro e da presidente del Tavolo regionale sulla riconversione della Ferriera, non se ne sia mai accorto e nemmeno nei suoi cinque anni da Sindaco ed anzi abbia premiato il responsabile delle “gravi condizioni” assumendolo al Comune in qualità di “consulente”.
Forse per “dismettere” anche quello.
Ma si sa “a babbo morto” i coraggiosi sparano sulla Croce Rossa.
Un suggerimento rileggetevi il post qui sotto “facile farsi belli con il culo degli altri”.
Vi aiuterà a capire come Arvedi a Trieste possa dormire sonni tranquilli.




Ferriera. Il Piccolo. Il culo altrui.

» Inviato da valmaura il 23 December, 2016 alle 1:32 pm

Farsi belli con il culo degli altri.

Ecco oggi sul giornale di Trieste ne avete plastica conferma.

Sono almeno due anni che il buon Romano Pezzetta, già Vicepresidente del Circolo Miani e portavoce di Servola Respira, e cosa più importante per questa vicenda; colui che ha condotto per oltre trenta anni gli altoforni in Ferriera sotto l’Italsider e Pittini, fa la spola quasi settimanalmente con gli uffici della Procura. Sul tetto della sua abitazione ospita da anni telecamere a ciclo continuo e misuratori installati sempre dalla Procura.

Compare non a caso nella copertina del video delle Iene sulla mancata visita in Ferriera.

Invitati si dall’amministratore delegato di Siderurgica Triestina a “visitare” lo stabilimento ma poi quando la prima richiesta della Nadia Toffa, accompagnata da Romano, fu di visitare l’altoforno … la visita finì di botto.

L’indagine della Procura nasce tutta da qui.

Non dallo “stupore” di ambientalisti dipiazziani e del Comune stesso. Cadono dalle nuvole proprio perché non ne sapevano niente e d’altronde è difficile pontificare quando della fabbrica (impianti e ciclo produttivo) nulla si conosce.

Idem dicasi per quel giornale che continua imperterrito, dal primo giorno della direzione Statera che non rimpiangiamo, ad oscurare e silenziare ogni iniziativa del Circolo Miani e di NO FERRIERA.

Ma guarda un po’: prima censurano e poi si stupiscono di non sapere, quando a privarsi delle notizie sono loro per primi.

Ma a Trieste questo è il giornalismo e questi i personaggi che soccorrono questa politica.

https://www.facebook.com/circolo.miani/videos/1644351029169192/




Noi non esistiamo.

» Inviato da valmaura il 22 December, 2016 alle 1:48 pm

Molto semplice, ma non chiamatela democrazia.

Ieri abbiamo trovato la porta del Circolo, chiusa a chiave, spalancata. Non ne ha parlato nessuno.

Il Piccolo, ovviamente, non ne ha dato notizia, ma non crediamo sia stato il solo a tacere e provate a pensare se la sede “visitata da ignoti” fosse stata del PD o della Lega Nord, se avessero taciuto.

Perfino in Questura hanno liquidato il tutto con un generico invito a chiamare il 113, per cosa non si sa visto che oramai erano passate almeno una quindicina di ore dal fatto.

Ma questo accomuna un atteggiamento costante della politica, delle istituzioni e dell’informazione, verso il Circolo, verso Maurizio Fogar, verso le iniziative promosse o appoggiate.

Il caso della lista civica NO FERRIERA è emblematico.

In questi mesi nella Settima Circoscrizione, poco meno del 5% dei voti conseguiti in un territorio dove vive un quinto e passa di triestini, la consigliera Aurora Marconi ha presentato le tre mozioni, poi approvate nel silenzio delle altre forze politiche che le hanno votate ma poi si son guardate bene dall’informare ed impegnare i propri consiglieri comunali a sostenerle in Comune, che sono le più importanti per la città tra quanto fatto in questi sei mesi a Trieste.

Riguardano, in sintesi, la copertura delle vasche del Depuratore fognario cittadino che ammorbano di merda mezza città.

La messa in sicurezza e la bonifica di un inceneritore carico di diossine e idrocarburi, una bomba per la salute, abbandonato dalla Provincia prima e dal Comune poi dal 1999, a poche decine di passi dal Jolly pattinaggio dove centinaia di bambini e ragazzi, con famiglie, vanno a schettinare (a proposito è arrivata una risposta in burocratese dall’assessore (?) promoter di se stesso Giorgi che ha rimandato il tutto alla Regione e al Governo: che la salute dei triestini sia a rischio, ma i bambini non votano, per lui non è una priorità e Dipiazza era sindaco dal 2001 al 2011 ed il presidente della Provincia che ha chiuso l’impianto per diossine, Codarin, era il suo vicesindaco).

La immediata messa in sicurezza e bonifica di tutte le aree pubbliche e private colpite dall’inquinamento rilevato per ora solo in alcuni giardini e scuole, contestualmente alla estinzione (leggi in politichese “Drastica riduzione”) delle fonti inquinanti.

Silenzio totale della stampa e della politica.

La delibera promessa, garantita (a breve pubblicheremo le lettere del “trottolino” Giorgi) da luglio dalla Giunta “del fare” ammuina sulla riassegnazione del magazzino di via Orlandini al Circolo Miani, che il precedente sindaco ci aveva messo quattro giorni esatti per risolvere l’analogo problema della sede di via Valmaura, "l’amico Dipiazza” come lui si autodefinisce non ce la fa a copiarla e votarla dopo sei mesi.

Al Piccolo che a distanza di quattro e due anni, dopo aver dedicato locandine ed articoli in prima, perfino una vignetta, alle indagini ed ai processi contro il Circolo Miani e Maurizio Fogar, non trova il tempo di pubblicare la notizia delle assoluzioni perchè “il fatto non sussiste” e mantiene ai vertici dei motori di ricerca la notizia dei rinvii a giudizio con articoli di sei, cinque anni fa, senza aggiornarli con l’assoluzione come legge impone.

Eppure noi esistiamo. Alle ultime elezioni la Lista NO Ferriera ha raccolto da un minimo di 1.35% ad un massimo del 5% delle preferenze elettorali.

Il Circolo Miani è senza dubbio la più significativa e partecipata realtà socioculturale di Trieste dal 1981.

Vero, non abbiamo riscaldamento in sede perché non abbiamo i soldi per pagarlo, per la luce facciamo collette anche fuori dai supermercati, Fogar si è visto iscrivere quattro ipoteche sull’appartamento di suo padre per la supposta morosità sugli affitti del Circolo da parte dell’Ater targata PD, ci hanno tagliato i telefoni.

Ma noi ci siamo perché lo dobbiamo alle tante persone che hanno creduto nella possibilità di una vita civile e dignitosa a Trieste e che oggi non ci sono più.

Lo dobbiamo ai tanti bambini ammalati di leucemia e di asma per una politica che tutela gli affari di pochi a scapito degli interessi di Trieste, anche se magari a parole sostiene il contrario.

Gli unici "amici" sono i cittadini che lottano assieme a noi perchè la parola DIGNITA' abbia un valore anche in questa Trieste.




Visite al Circolo Miani.

» Inviato da valmaura il 21 December, 2016 alle 1:04 pm

Qualche timidone ha scelto di venire a farci visita.

Si, insomma, in via Valmaura 77, nella sede del Circolo Miani.

Stamane abbiamo trovato una delle due porte finestre, quella che da sulla Ferriera, della cupola sul tetto, completamente aperta, spalancata e con uno dei due chiudi infisso aperto.

La serratura non presentava alcun segno di effrazione.

Apparentemente nulla manca in quel casino di carte, documenti, giornali computer vecchi e rottamati che rappresenta l’interno della sede.

Forse i visitatori si sono commossi per i debiti ed il disordine e se ne sono andati senza nulla toccare. O forse no, forse sono venuti non a prendere ma a mettere qualcosa.

Non lo sapremo mai, anche perché la nostra telefonata alla Digos in Questura ha avuto come unico risultato l’invito a chiamare il 113, così da stendere un rapporto sul quale eventualmente sporgere denuncia contro ignoti.

Noi che guardiamo troppi gialli, da Agatha Christie all’ispettore Barnaby, e siamo rimasti agli specialisti della scientifica che vengono a prendere impronte e quant’altro.

Abbiamo ringraziato, chiuso la porta da soli e recuperato in magazzino un bel pezzo di legno duro e nodoso. Che chi fa da se fa per tre.

Ed è inutile, perfettamente inutile come la telefonata in Questura, che qualcuno ci venga a fare la ramanzina che bisogna affidarsi alla legge rappresentata dalla Forze dell’Ordine, e non farsi giustizia da soli.

Si, buonanotte.




Ferriera: un TAR semplicemente perfetto!

» Inviato da valmaura il 18 December, 2016 alle 1:31 pm

La decisione di rinviare l’ordinanza di sospensiva o meno dell’ordinanza (scusateci la ripetizione ma i termini giuridici questi sono) del sindaco di fissare, o meglio mantenere visto che il limite produttivo della ghisa (va detto del tutto ininfluente agli effetti di limitare le emissioni inquinanti ma anche della capacità media produttiva dell’Altoforno) era stato già fissato dalla precedente ordinanza del Sindaco Cosolini, è semplicemente perfetta.

Fa capire in buona sostanza che se la Regione, attraverso l’Arpa (ehm, ehm), confermerà quanto scritto nella relazione ispettiva del 13 settembre scorso, sottoscritta anche dal Comune di Trieste (assessore all’ambiente Luisa Polli?), il Tar accetterà la richiesta di sospensiva avverso l’ordinanza di Dipiazza. E poi con calma giudicherà nel merito del ricorso Arvedi il cui esito, viste le premesse, difficilmente sarà diverso dal pronunciamento sulla sospensiva.

Il Tar indica pure alla Regione la strada formale da percorrere: una lettera di conferma che accompagni il verbale ispettivo sottoscritto dai cinque enti che compongono la Conferenza dei Servizi che all’unanimità nel settembre del 2015 ha rilasciato l’AIA alla Ferriera.

Ora le cose a questo punto sono due.

O la Regione smentisce il lavoro ispettivo affidato all’ARPA (per incapacità o peggio), e francamente ci pare assai improbabile, o semplicemente comunica al Tar che le conclusioni della relazione del 13 settembre scorso sono corrette.

E il Comune? Ovviamente stimolato dagli ambientalisti anti PD griderà contro l’ennesima scelleratezza della perfida Serracchiani e sparerà a zero sulla scelta, a suo dire, di partito. Oppure incasserà in silenzio l’ennesima conferma che la strada scelta dall’amministrazione Dipiazza non porta ad alcuna chiusura della produzione siderurgica (ghisa e carbon coke) in Ferriera.

Percorrere la prima opzione costerà al Comune l’automatica risposta della Regione che, a ragion veduta, ricorderà che il risultato dell’ispezione è stato sottoscritto anche dalla Giunta Dipiazza che o non sa e non legge cosa firma, o ha la memoria cortissima.

Dunque un TAR perfetto!

A proposito: perché, come abbiamo richiesto (Circolo Miani, Servola Respira, NO FERRIERA), non è stato ancora reso pubblico il testo integrale dell’ispezione del 13 settembre sottoscritta da Regione, Provincia, Comune, Arpa e ASS? Si tratta di un atto pubblico!

E le opposizioni in Regione e Comune che ci stanno a fare? E in particolare perché i cinque consiglieri regionali ed i sei consiglieri comunali dei 5Stelle non hanno aperto bocca?

Distratti o impreparati?





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