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Il “Lacan” triestino: Roberto Dipiazza.
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Circolo Miani » News Correnti » Page 33

Come ci rubano la libertà: Facebook

» Inviato da valmaura il 26 August, 2018 alle 10:51 am

Riga per Riga. Alla ricerca della "volgarità". Dunque Facebook rifiuta la promozione dell'articolo “Dipiazza. Totalmente inadeguato a fare il Sindaco.” La motivazione? Per Facebook contiene "volgarità". Rileggiamolo riga per riga, periodo per periodo onde capire come dietro a queste fantomatiche "regole" facebookiane si nasconda un arbitrio censorio, condito da ottusità mentale ed analfabetismo di ritorno. A parte il fatto che, a noi almeno, fa girare i cabasisi (francesismo siculo di Andrea Camilleri e del Commissario Montalbano in Zingaretti) che le risposte dell'assistenza social (sic!) in Italia siano scritte in inglese come la prima riga che campeggia sulle nostre pagine "Write a post." (Aprite la posta in Barese?). Partiamo dal titolo. “Dipiazza. Totalmente inadeguato a fare il Sindaco.” Qui l'unico dubbio che ci assale è sulla parola "Dipiazza": che sia volgare? Noi propendiamo per il no, mentre che sia tante altre cose è pacifico. "“Noi, Vittorio Emanuele Terzo, Re d’Italia”, iniziava così il Regio Decreto del 27 luglio 1934 che istituiva la carica di Ufficiale Sanitario del Comune in capo al Podestà (Sindaco) ed ai cui ordini poneva tutte le istituzioni pubbliche e sanitarie nel campo della tutela della salute nell’ambito del Comune. Disposizioni confermate dalle leggi 833/1978 e 112/1998 “Il sindaco è il responsabile della condizione di salute della sua città”. Francamente qui di "volgare" non riscontriamo nulla. Di vergognoso parecchio, a partire dal fatto che l'Italia abbia avuto un Re come Vittorio Emanuele Terzo, meglio noto come "sciaboletta" in omaggio alla sua diversamente alta statura, protagonista della vile fuga dell'otto settembre '43 e prima di aver promulgato le leggi razziali del 1938. Proseguiamo. "L’Ufficiale Sanitario, nonché Sindaco Dipiazza oggi sulla stampa. “E’ bene che i triestini ricordino che a suo tempo l’ex assessore della Giunta Cosolini aveva deciso di avviare le analisi sui terreni di alcune zone verdi cittadine, e da quel momento sono iniziate le disgrazie. Siamo andati a cercarci le rogne, mi chiedo se quella decisione sia stata opportuna.” L’indagine eseguita dall’Arpa rivelò che sette aree verdi prese in esame avevano contenuti di idrocarburi e policiclici aromatici (altamente cancerogeni) di gran lunga superiori ai limiti di legge (i peggiori proprio il Giardino Pubblico e quello di Piazzale Rosmini). “Arpa e Ass mi vietano di mandare il personale a sfalciare l’erba perché la polvere sollevata è nociva alla salute (dovranno dotarsi di apposite tute e maschere respiratorie)”. “Comunque l’operazione di sfalcio dell’erba sarà decisa nei prossimi mesi dall’assessora Polli” Avete letto bene?" Anche qui di "volgare" non vediamo niente. Di ripugnante politicamente tutto. Anche solo l'idea che un Sindaco possa pensare certe corbellerie, figurarsi dichiararle ufficialmente alla stampa. E non ritenga di dimettersi, non solo per aver istigato a violare leggi e responsabilità di sua competenza, ma per assenza totale di spirito civico. "“Siamo andati a cercarci le rogne, mi chiedo se quella decisione sia stata opportuna.” No, era invece “opportuno” ignorare il rischio di sicure gravi ricadute future sulla salute soprattutto dei bambini, oltre che di genitori e nonni che li accompagnano. Un po’ come se il Ministro della Salute sconsigliasse i cittadini ammalati ad andare dai medici “perché poi chissà che rogne trovano loro ed è meglio morire ignoranti ma tranquilli”. E la frase dopo, quella sul divieto di ASS e Arpa di mandare i giardinieri tra l’erba senza adeguata protezione non fa comprendere nulla ad un Sindaco che se fosse per lui avrebbe permesso che i bambini continuassero a gattonare, a correre tra quella stessa erba. La chicca finale è poi in quel “nei prossimi mesi” l’assessore competente deciderà sulle modalità del taglio dell’erba. “Mesi”, avete capito?" Qui l'unica parola anomala è il "gattonare" dei bambini, ma ben lontana ed aliena da ogni "volgarità". A meno che nei controllori Facebook non alberghi anomalo retropensiero pedofilo. Ma più roba da neurodeliri che da Accademici della Crusca. Per il resto è lingua italiana risciacquata nell'Arno, Dipiazza permettendo. Finiamo. "Ma perché stupirsi, se in tre estati non sono riusciti a far bonificare le aree verdi nonostante sia dalla primavera 2016 che hanno in cassa i cospicui soldi regionali per la bisogna. Ecco Dipiazza, e qui non è questione di destra sinistra o che altro, non è assolutamente più in grado di esercitare la mansione di Sindaco. Pertanto un "Mi Piace" a questa Pagina e non solo al Post è quello che ci vuole!" E qui ci assale forte un dubbio. Che la verità dei fatti sia per Facebook "volgare"? Oppure che un esterno giudichi talmente incredibile che esista un sindaco che dica certe belinate da ritenere l'intero articolo "volgare ed ingiurioso". Insomma un Fantasy da angiporto? Ah si! Rimane la foto di piazzale Rosmini. Che abbiano male interpretato la mano nera sbarrata come un divieto a masturbarsi invece che a entrare? Sempre in onore allo spirito voyeuristico pedopornografico dei controllori? Vogliamo sperare che la targa in primo piano che intitola il giardino ai giornalisti morti come inviati di guerra non sia "volgare" e tantomeno giostre ed altalene. Ed allora qui di "volgare", cinico e reazionario è solo Facebook, che per altro pubblica tonnellate di spazzatura quotidiana, e concorre a taroccare, dietro lauto e cospicuo pagamento, elezioni a destra e manca (dalle Presidenziali americane al referendum sulla Brexit). Nell'articolo non c'era nemmeno mezza parola che potesse incorrere nelle esclusioni del programma robotizzato dei lobotomizzati di Facebook. Dunque siamo di fronte ad una violenta e brutale scelta di censurare a difesa degli interessi di una parte politica, non ci interessa quale. Si chiama fascismo, stalinismo, alla Bokassa. Punto. Non sconcerta il silenzio, per altro solito e perdurante, del "giornalismo", questa sì parola volgare assai, nostrano che da quasi venti anni si ispira ad Idi Amin Dada, ma per favore che sinistri più o meno radicali, piddini ortodossi e dissidenti, pentastellati vari non ci vengano in futuro a parlare di democrazia e libertà.


Il fascismo di Facebook.

» Inviato da valmaura il 25 August, 2018 alle 10:42 am

L’articolo “Dipiazza. Totalmente inadeguato a fare il Sindaco.” https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2276766679260954/?type=3&theater NON viene messo in promozione da Facebook perché “contiene volgarità”. Basta leggerlo per capire che l’unica volgarità eventualmente presente può essere la parola “Dipiazza”. Questi sono dei nazifascisti mascherati dietro i rubli di Putin. Tutto il resto sono balle per grulli e webeti. Sta ai nostri lettori aiutarci a battere questa palude mafiosa di un “social” schierato sempre e solo a favore dei potenti, del denaro e delle lobbie politico-affaristiche. Condividendo l’articolo in questione ed aiutandoci ad allargare la platea dei nostri lettori mettendo, e facendo mettere, il “Mi Piace” alla Pagina Facebook Circolo Miani.


Dipiazza. Totalmente inadeguato a fare il Sindaco.

» Inviato da valmaura il 24 August, 2018 alle 12:28 pm

“Noi, Vittorio Emanuele Terzo, Re d’Italia”, iniziava così il Regio Decreto del 27 luglio 1934 che istituiva la carica di Ufficiale Sanitario del Comune in capo al Podestà (Sindaco) ed ai cui ordini poneva tutte le istituzioni pubbliche e sanitarie nel campo della tutela della salute nell’ambito del Comune. Disposizioni confermate dalle leggi 833/1978 e 112/1998 “Il sindaco è il responsabile della condizione di salute della sua città”. L’Ufficiale Sanitario, nonché Sindaco Dipiazza oggi sulla stampa. “E’ bene che i triestini ricordino che a suo tempo l’ex assessore della Giunta Cosolini aveva deciso di avviare le analisi sui terreni di alcune zone verdi cittadine, e da quel momento sono iniziate le disgrazie. Siamo andati a cercarci le rogne, mi chiedo se quella decisione sia stata opportuna.” L’indagine eseguita dall’Arpa rivelò che sette aree verdi prese in esame avevano contenuti di idrocarburi e policiclici aromatici (altamente cancerogeni) di gran lunga superiori ai limiti di legge (i peggiori proprio il Giardino Pubblico e quello di Piazzale Rosmini). “Arpa e Ass mi vietano di mandare il personale a sfalciare l’erba perché la polvere sollevata è nociva alla salute (dovranno dotarsi di apposite tute e maschere respiratorie)”. “Comunque l’operazione di sfalcio dell’erba sarà decisa nei prossimi mesi dall’assessora Polli” Avete letto bene? “Siamo andati a cercarci le rogne, mi chiedo se quella decisione sia stata opportuna.” No, era invece “opportuno” ignorare il rischio di sicure gravi ricadute future sulla salute soprattutto dei bambini, oltre che di genitori e nonni che li accompagnano. Un po’ come se il Ministro della Salute sconsigliasse i cittadini ammalati ad andare dai medici “perché poi chissà che rogne trovano loro ed è meglio morire ignoranti ma tranquilli”. E la frase dopo, quella sul divieto di ASS e Arpa di mandare i giardinieri tra l’erba senza adeguata protezione non fa comprendere nulla ad un Sindaco che se fosse per lui avrebbe permesso che i bambini continuassero a gattonare, a correre tra quella stessa erba. La chicca finale è poi in quel “nei prossimi mesi” l’assessore competente deciderà sulle modalità del taglio dell’erba. “Mesi”, avete capito? Ma perché stupirsi, se in tre estati non sono riusciti a far bonificare le aree verdi nonostante sia dalla primavera 2016 che hanno in cassa i cospicui soldi regionali per la bisogna. Ecco Dipiazza, e qui non è questione di destra sinistra o che altro, non è assolutamente più in grado di esercitare la mansione di Sindaco. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2276766679260954/?type=3&theater


Le performance della Ferriera.

» Inviato da valmaura il 23 August, 2018 alle 10:52 am

Decisamente non buone a sentire il persistere dell’inquinamento acustico, grazie all’inerzia del Sindaco, e a leggere soprattutto i dati della Centralina di via San Lorenzo in Selva, Mezzo Mobile. Nonostante che più volte in passato avessimo chiesto una verifica della taratura della strumentazione ad opera di un soggetto terzo (Ministero dell’Ambiente. Patuanelli se ci sei batti un colpo con il Ministro Costa) e giudicato da subito inspiegabile ed ingiustificata la modifica dei limiti di legge sui valori delle Polveri sottili PM10 estesi dall’AIA a 70 contro i 50 europei e nazionali. Ciò detto più e più volte il Mezzo Mobile ha rilevato dati superiori alla media sulle 24 ore di 50. Il che significa che in determinate ore della giornata le emissioni superavano tranquillamente i 100. E visto che si respira sempre e non si sta in apnea … Cosa significa ciò? Che lo stabilimento, nonostante i dichiarati lavori fatti dalla proprietà, non ha migliorato le sue performance nel risanamento ambientale. E ciò preoccupa non poco vista anche la completa inerzia reale, che le chiacchiere di Scoccimarro e Fedriga stanno a zero, della Regione, per non parlare poi del Comune. No, non bene, visti anche i tempi abbozzati: quattro anni. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2275535942717361/?type=3&theater


Penelope Roberti, Tito, telecamere e povertà.

» Inviato da valmaura il 22 August, 2018 alle 1:42 pm

Questi ogni giorno che passa se ne inventano una pur di finire su stampa e TiVù compiacenti assai. Ovviamente cose inutili quanto futili. In tre mesi e passa non sono riusciti a risolvere il pasticcio brutto dell’erogazione dei sussidi regionali e comunali di sostegno al reddito. Hanno parlato molto ed a sproposito Camber il minore per distinguerlo dal pregiudicato maggiore, Grilli e Fedriga: fatto nulla! Però quante uscite di soldi per nuove telecamere, e la “normetta” ferragostana salva cadregoni per la “banda dei Quattro” loro sodali, ora la rivisitazione storica della figura di Tito, domani chissà (noi suggeriamo l’ingiustamente oscurata Muta di Cavana). Lasciamo perdere le figure dell’assessore Scoccimarro sulla Ferriera, che non siamo usi a sparare sulla Croce Rossa. Ripubblichiamo una nostra Nota di qualche mese (6 giugno) orsono. Cambiato qualcosa? Si, in peggio. Non c’è più religione, madama la Marchesa. “Sollecitiamo. Costantemente” . Comincia male il funzionario regionale che si occupa degli assegni antipovertà (MIA) targati FVG. Si adonta che questa gente dopo aver ricevuto “ben due anni” di sussidio trovi ancora il coraggio di protestare, gli straccioni ingrati, per il ritardo di “soli” sei mesi nel pagamento dell’assegno mensile di gennaio, e via a seguire, 2018. Sapevano fin dall’inizio, Regione e Comune, che il programma informatico del Neolitico di cui è dotato l’Inps, non contemplava erogazioni per “i bimestri 7, 8,e 9”, ovvero dal gennaio al giugno 2018, e nonostante ciò hanno affidato proprio all’Inps il pagamento dell’ultimo semestre dell’assegno al reddito regionale. Ma “sollecitiamo, e costantemente”, madama la Marchesa, e sai che fatica e quanta noia. Nei venti minuti più venti di colloquio prima con la direzione dei servizi sociali (le minuscole sono obbligatorie) del Comune e poi con quelli della Regione ne esce un quadro di pura burocrazia, mista a mancata conoscenza della realtà ed a totale assenza di comprensione verso le condizioni di indicibile sofferenza e disperazione che migliaia di persone a Trieste, e qualche decina di migliaia in Regione stanno vivendo da sei mesi. E stiamo parlando del rispetto di una legge regionale che viene disattesa nei fatti proprio dalle istituzioni che dovrebbero attuarla ma la colpa è sempre di altri, in questo caso dell’Inps che “prima deve fare le verifiche sui 200.000 beneficiari di Napoli”, sti terroni fancazzisti, e poi se si ricorderà anche di quelli di Trieste e FVG. Triste, desolante e vergognoso. Non ci sono altre parole. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2274486562822299/?type=3&theater



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