Circolo Miani - News Correnti




Home | Notizie | Articoli | Notizie flash | Foto | Video | Collegamenti | Scarica | Sondaggi | Contattaci

'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Trieste. Elezioni semestrali !
Si voti ogni sei mesi in città! Visto che questo pare essere l’unico modo per spingere l’amministrazione comunale a..
(Leggi tutta la notizia)


Notizie Flash

Dalla città al Carso. Continua la mattanza degli alberi.
Ieri una lettrice ci ha inviato queste foto scattate durante una passeggiata sul “monte..
(Leggi tutta la news)


Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

Dati Accesso
Accesso Richiesto

Nome:
Pass :

Memorizza Dati

RegistratiPassword Persa?




Circolo Miani » News Correnti » Page 33

Una domanda al Questore

» Inviato da valmaura il 7 May, 2020 alle 2:46 pm

(che mi auguro non abbia scritto e tantomeno visto il “Comunicato della Questura” come riportato dalla stampa locale).

E non mi attendo risposta alcuna come in precedenza non ha ritenuto di rispondere alla richiesta di incontro del Presidente del Circolo Miani, la cui sede è stato oggetto di sistematici atti di vandalismo. Ma ognuno ha l'educazione istituzionale che crede.
Le scrivo come privato cittadino, il cui ultimo incarico politico “ufficiale” è stato trenta e passa anni fa di dirigente nazionale del PRI ai tempi del Presidente senatore Giovanni Spadolini. In verità in seguito figurai anche tra la decina di fondatori del Movimento per la Democrazia-La Rete assieme a Leoluca Orlando, in uscita dalla DC, e Nando Dalla Chiesa e più tardi dell'Italia dei Valori con Antonio Di Pietro. Realtà che abbandonai presto per dedicare il mio impegno proprio al Circolo Miani. Associazione che ebbe tra i suoi fondatori e dirigenti il costituzionalista prof. Paolo Ungari, Presidente del Club Atalantico (NATO) ed il Senatore a vita Leo Valiani, uno dei Padri della nostra Repubblica, che fu Presidente Onorario del Circolo Miani fino alla sua scomparsa in veneranda età.
Ebbi la fortuna o sfortuna, veda Lei, di contare tra i miei amici due Ministri dell'Interno e due Presidenti della Repubblica. Dunque un “sovversivo” a tutto tondo.
Soffro per di più la colpa di chiamarmi Maurizio, nome di battaglia durante la Resistenza del primo Presidente del Consiglio dei Ministri dell'Italia liberata, Ferruccio Parri, su sciagurata volontà di mio padre, lo storico Galliano Fogar, che ne era amico.
Detto questo e forte della mia cultura politica e ideologica “azionista” ispirate ambedue da figure come quelle di Carlo e Nello Rosselli e Pietro Calamandrei, ritengo di non aver mai dovuto leggere un “comunicato” emesso, e confido ostinatamente che sia un refuso, a nome della Questura di tale fatta.
Partiamo dalle manifestazioni “non autorizzate”. Da quando esiste la Costituzione, dunque da un bel po' di annetti, le manifestazioni di qualunque tipo vanno solo preannunciate (tre giorni prima del loro svolgimento) all'Ufficio Ordine Pubblico Gabinetto del Questore. E non sono soggette ad “autorizzazione” alcuna, certe cose succedevano ai tempi di Pinochet o di Breznev, ma possono solo essere “spostate” (di luogo o data) o in ultima ratio “vietate” nei rarissimi casi, motivati e specifici, previsti dalla Legge.
Ciò premesso il caso del Primo maggio 2020, sia in Campo San Giacomo che in Piazza della Borsa, non figurava tra le manifestazioni o cortei comunemente detti. Il fatto che alcune decine di cittadini, nel primo, e sette nel secondo si siano spontaneamente ritrovati in due piazze-isole pedonali non comporta a loro alcun obbligo di notifica. Ed il fatto che fino allo, a mio avviso sconsiderato, intervento delle forze dell'ordine essi rispettavano le disposizioni previste dalle norme sulla prevenzione del Covid-19 risulta pacificamente provato e dimostrato dalle tante immagini e videoriprese. Inoltre il fatto che alcuni di questi cittadini portassero con se dei fogli, stoffe o cartoncini con delle scritte, opinabili o condivisibili non importa ma nessuna ingiuriosa o minacciosa, o finanche sorreggessero fermi sulla piazza uno striscione, rispettando la distanza interpersonale superiore al metro, non può in nessun modo fare testo: legalmente parlando in Italia per fortuna esiste ancora, epidemia o pandemia che dir si voglia, la libertà di parola ed espressione. E se pensa diversamente faccia allora togliere ogni striscione, cartello o bandiera appesi da oltre due mesi su balconi e finestre a Trieste, come nel resto del Paese. Possono a loro volta determinare inopportune occasioni di “assembramento” tra i passanti che sostano per leggerli.
Confido Lei, nel suo ruolo di alto servitore dello Stato che ha giurato sulla nostra Costituzione, non possa che condividere. Altrimenti sarebbe difficile spiegare gli opposti comportamenti tenuti dai suoi colleghi di Monfalcone/Gorizia e Verona, per brevità mi fermo qui, che hanno appunto lasciato che analoghe e assai più “assembrate” manifestazioni si svolgessero a cura di commercianti, esercenti e piccoli imprenditori, tutti o quasi portatori di cartelli o striscioni (lo slogan di quelle adunate era “io non ci sto”), senza intervento né presenza di forze dell'ordine ma invece alla presenza, questa si, di sindaci ed amministratori locali e regionali. Basta guardare i TG nazionali e domani leggere i quotidiani.
In quanto al paventato “rischio di assembramento” oppure alla ahimè “una iniziativa non preavvisata che si prestava altresì ad attirare l’attenzione dei numerosi passanti favorendo assembramenti", contenuti in una nota “ufficiale” di chi ha obbligo di conoscere le leggi e di farle rispettare in presenza di fatti ed accadimenti che le violino e non su ipotetici processi alle intenzioni o probabilità occasionali, rimango francamente quanto dolorosamente stupito.
Se è solo per questo la presenza provocatoria del bel tempo ha stamane favorito l'afflusso di molte più persone, compresi degli indisciplinati baby delinquenti bicimuniti, in viale Romolo Gessi e presumo anche in piazza Unità-Rive. Non parliamo poi della categoria che, come la cronaca narra, ci accomuna: ovvero degli amici dei cani. Così la speciosa apertura dei supermercati ha stamane determinato assembramenti ben più numerosamente cospicui fuori, dentro ed agli ingressi degli stessi, cosa di cui sono stato personale testimone, e senza la presenza di alcun rappresentante in divisa.
Quello che insomma mi permetto sommessamente di suggerirle non è questione di lana caprina, ovvero può sembrarlo a qualche lettore, ma in sede di eventuale giudizio legale appare cosa dirimente e fondamentale, almeno finchè l'Italia, Covid o non Covid, sarà una Repubblica fondata sulla Costituzione.
Insomma io non devo giustificarmi, ai sensi proprio delle ultime norme emergenziali, se desidero passiare o sostare, parlare o cantare, nel rispetto delle stesse e senza arrecare nocumento alcuno, in qualunque luogo del mio Comune di appartenenza. E le supposte intenzioni non costituiscono, per nessuno, motivo giustificante il caos provocato proprio da un assolutamente non motivato, è mia opinione, intervento di chi è invece chiamato a mantenere l'ordine pubblico.
E non si faccia ingannare dai comunicati-peana di taluni politici, non mi interessa il colore, di cui non la storia, nemmeno la cronaca, forse la satira si ricorderà.
Cordiali saluti
Maurizio Fogar




5G: il Comune di Trieste “avanti tutta”!

» Inviato da valmaura il 6 May, 2020 alle 1:04 pm

Nel silenzio della politica.

Il 29 aprile spunta un nuovo impianto 5G a Borgo San Sergio, in via Grego dinanzi al complesso dei “Puffi”.
Quasi contestualmente TeleFriuli il 24 aprile pubblica integralmente una nota, anzi meglio una auto intervista (come Marzullo si fanno le domande e si danno le risposte), dell’ARPA FVG dal titolo “4 antenne 5G già attive in FVG”: due impianti a Udine, una nel goriziano ed un’altra antenna nel pordenon
ese. 117 i pareri rilasciati dall’Arpa, saranno usati per la nuova tecnologia gli impianti già in uso.
Scrive la nota, che vi suggeriamo caldamente di leggere
https://www.telefriuli.it/…/4-antenne-5g-att…/2/206365/art/… , che “quando un gestore vuole installare un’antenna-radio base deve presentare una domanda di autorizzazione al Comune allegando il parere preventivo dell’Arpa”.
Ora nella delibera giuntale del novembre 2019 (ATTONA[1.1].rtf.pdf.pdf ) del Comune di Trieste non c’è traccia alcuna di questo parere, tra le altre cosette.
Ma nella auto intevista dell’Arpa, si nega che esista un progetto di “sperimentazione” della nuova tecnologia nei comuni della Regione. Esattamente il contrario di quanto scritto nella delibera-ordinanza di moratoria del 5G del Comune di Pontebba che vi potete leggere in questa pagina alcuni articoli più sotto.
Attendiamo con prudente ansia la fine di questa pandemia per poter chiarire civilmente quanto francamente le troppe discrepanze che stanno mettendo a dura prova la nostra pazienza. Magari in assemblee e manifestazioni che ci auguriamo vedranno la partecipazione di tanti cittadini. Nel frattempo apriamo un nuovo fronte legale a partire dalla non risposta del sindaco di Trieste alla nostra (Circolo Miani) richiesta di moratoria presentata al Comune, che trovate riportata integralmente sempre qui.
POST SCRIPTUM. Imprecare non basta. Anche i numeri hanno la loro importanza, specialmente ora. Ed allora perchè non cominciate a mettere, e soprattutto far mettere, i "Mi Piace" alla PAGINA e non solo al singolo Post?
Aiuta, e molto in questa fase dove stiamo facendo con l'informazione, l'azione legale e la raccolta di consulenti tecnici tutto quello che si può fare.
Il resto a dopo, ma attenzione i numeri contano, eccome e specie su Facebook: sono la prima cosa che gli "osservatori" interessati vanno a guardare. E contano pure per la diffusione delle notizie: se i cittadini non sono informati poco si può fare. E, lo ripetiamo, in questa fase questo è quello che si può fare, e lo stiamo facendo, ci pare, al meglio della nostra esperienza, delle nostre possibilità e conoscenze, che non sono poche: ci si scusi l'immodestia.




Covid-19. I vertici triestini dell’Ass si aggrappano alla zattera.

» Inviato da valmaura il 5 May, 2020 alle 2:40 pm

Una “zattera” di lusso però che ci costerà un milione e 200.000 euro al mese.

In attesa che Caronte porti il Lazzaretto galleggiante ad ormeggiare in Porto, e neppure sul luogo d’attracco si sono ancora messi d’accordo, e dopo il fallimentare spettacolo dato dalla Regione sulla riunione saltata per blocco informatico della videoconferenza, appare sempre più chiara la Caporetto della sanità triestina.
E non ci riferiamo certamente ai medici ed al personale che si sono prodigati lodevolmente pagando il prezzo più alto tra tutti i loro colleghi in Regione (il numero dei “positivi” è di gran lunga più alto di quelli riscontarti nelle altre province).
Il dato appare devastante se abbinato a quello dei contagiati e deceduti nelle RSA, pubbliche (del Comune) e private a Trieste.
Anche qui molto alto ed ingiustificato da ogni punto di vista è il numero del personale risultato positivo.
Ad ulteriore dimostrazione che aver vietato le visite dei familiari senza “tamponare” preventivamente gli operatori e senza averli dotati tempestivamente delle adeguate protezioni ha esposto gli anziani all’infezione più che girassero in gruppo per strada.
I silenzi, le direttive ritardate o molto discutibili, il vulnus sui controlli evidenziato dai Carabinieri sulle residenze “protette”, nonostante una lunga arzigogolata puntualizzazione di oggi sulla stampa locale dal vertice (sig!) ASS Poggiana che conferma sostanzialmente quanto scritto finora. Insomma, come scriveva Mario Missiroli: “La smentita è una notizia data due volte”.
Tutto questo avrebbe già dovuto imporre alla Regione (Riccardi e Fedriga) la rimozione immediata dall’incarico del direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Trieste e Gorizia, e l’apertura di una approfondita indagine interna al di là e prima di quanto farà la Magistratura. Non averlo fatto è un boomerang che si ritorcerà loro contro agli occhi dell’opinione pubblica.
Quanto è successo, come l’ha definito l’Organizzazione Mondiale per la Sanità “Il massacro delle RSA”, era ampiamente, perché ne avevano sia il tempo che le informazioni, prevedibile (si sapeva da subito che le persone più a rischio letale erano gli anziani ed i “fragili”, ovvero quelli sofferenti già di altre patologie, molto spesso connesse all’età).
Una situazione esplosa ora e pagata drammaticamente con tanti, troppi lutti, che è frutto di controlli, a partire dalle condizioni di lavoro precarie di molti operatori, insufficienti quanto burocraticamente farraginosi, che hanno con tutta evidenza denunciato le lacune degli anni precedenti, come anche la recente indagine della Procura udinese ha portato alla luce mesi orsono.
Merita ricordare qui l’infelice uscita dell’appena insediato direttore Poggiana sulla stampa locale riguardo l’emergenza perenne (una media di oltre dieci ore di attesa, un medico per cinque ambulatori e personale ridotto all’osso costretto a fare miracoli) del “Lento” Soccorso dell’ospedale di Cattinara.
Dichiarò testuale “Il Pronto Soccorso sta bene così com’è”.
Forse bastava questo per invitarlo a farsi da parte subito.




Noi e il CoronaVirus.

» Inviato da valmaura il 4 May, 2020 alle 3:22 pm

Leggiamo oggi la scempiaggine della annunciata manifestazione di Confcommercio ed altre categorie minori in piazza Unità contro il Governo, ovvero le ultime misure assunte sulla “riapertura”.
Sulla nostra pagina leggiamo alcuni deliri di podisti, siamo in Italia dunque non “runner”, che ci accusano di “criminalizzare” la “categoria”.
Sono ambedue aspetti di profonda, o superficiale viste le teste che le partoriscono, immaturità sociale ed egoismo.
Viviamo in una città che da sola ha il record di contagi “ufficiali” e Dio solo sa di quanti reali in Regione e di più della metà di deceduti, che non potranno loro malgrado “ripartire”, in Friuli Venezia Giulia.
Quando riguardo la foto pubblicata sulla stampa cittadina dell’ultima “Movida” a poche ore dalla chiusura totale, l’otto di marzo, dove migliaia di persone, per lo più giovani si accalcano, ridono con il bicchiere in mano alla faccia dell’epidemia, conosciuta ed in atto, mi scatta subito il paragone con la canzone del famoso romanzo “L’isola del Tesoro” dove dodici uomini ballano sulla cassa del morto con appunto un bicchiere di Rum in mano.
Ma mi chiedo anche quali siano le sensibilità che albergano nella nostra comunità, se, ed ho più di qualche dubbio, si può ancora definirla tale.
Si ragiona con i piedi, con il tasso alcolemico, con la rabbia nella difesa del piccolo quanto meschino egoismo. E non ci riferiamo qui al grave problema di chi campava, benino diremmo vista la densità di bar, pub e ristorazioni di ogni tipo e genere a Trieste, con la propria attività. Ed è per questo che fin da subito, e per primi, abbiamo pubblicamente invitato un sindaco che non c’è ed un presidente della Camera di Commercio, che purtroppo c’è e da un ventennio, ad utilizzare la riserva di oltre dieci milioni di euro, disponibili da subito si confida, costruita proprio con i contributi obbligati degli associati, per intervenire immediatamente al pagamento delle spese fisse di una mancata gestione. Invece di continuare a speculare su di un improbabile Parco del Mare che sfancula Trieste da decenni.
Detto questo la sciocca critica all’operato di un Governo che prima e meglio di tutti gli altri in Europa, come riconosciuto magari tardivamente dall’universo Mondo, si è mosso su questa gravissima emergenza di cui tutti, a partire dal mondo scientifico, ancora poco sanno e troppo poco riescono a fare, è puro autolesionismo o ignobile speculazione politica per tentare vanamente di raccogliere un pugno di voti sulla pelle della gente. E scriviamo questo non per il colore politico del Governo ma per rispetto della realtà dei fatti.
Vogliono commercianti ed esercenti manifestare? Ed allora prendano a “forconate” metaforiche Comune e CCIA che nulla di concreto hanno fatto pur potendolo. Altrimenti tacciano e facciano, come la stragrande maggioranza, la loro parte.
E per quanto riguarda noi, come Circolo Miani, che non siamo, e da 40 anni, una sigletta virtuale e monocellulare buona tuttalpiù per ottenere una comparsata su stampa e televisioni amiche ed al servizio perenne di partiti, ma che ci basiamo sulla partecipazione attiva dei cittadini, questa forzata ma perdio SACROSANTA astinenza, ci pesa eccome e molto più che a tanti altri. Noi che per essere, a garanzia dei triestini, realmente indipendenti ed autonomi non sopravviviamo con le elemosine interessate della politica, siamo ora praticamente impossibilitati nel ricorrere a quell’autofinanziamento di massa che ci sostiene da sempre. E siamo certi, certissimi che c’è in queste ore chi trama per tentare, e per l’ennesima volta, di approfittarne per cancellare l’unica significativa voce fuori dal coro a Trieste.
E per quanto attiene a me, Maurizio Fogar, Dio solo sa quanto amante delle camminate, soprattutto in montagna, con i miei cani che sottoscrivono la presente, soffra questa clausura trascorsa ogni giorno tra Circolo Miani e casa e, scusate, l’impossibilità dai primi di marzo di bermi un ottimo caffè espresso in uno dei pochissimi bar rimasti in città dove lo sanno fare. Ma se serve sono pronto a continuare tutto il tempo che sia utile, ovvero un minuto in più dopo la scomparsa del maledetto virus, perché una vita persa non vale una maratona, ed anche per mio modesto interesse personale: vivere con dignità.



Porto. Arriva Caronte.

» Inviato da valmaura il 3 May, 2020 alle 12:19 pm

A “nonno quasi morto” ieri pomeriggio la Regione con la benedizione di “faccia di bronzo” ASS, e del vicesindaco leghista, che Dipiazza una volta di più, e stavolta saggiamente, si è defilato (un albero da potare in villa?), ha chiamato capitan Caronte con la sua barcona.
Accogliere nello Stige di Porto Vecchio (visto a cosa serve?) il Lazzaretto galleggiante di Trieste potrebbe alla fine risultare un’idea concreta, forse la prima, per richiamare in città il turismo dell’ultima età.
Resta un mistero di come, se la decisione è stata presa solo ieri pomeriggio, la nave fosse stata già riadattata da crociera ad ospizio, forse su profezia del Mago Otelma, pronta per il nuovo uso, e fossero già state avviate, almeno due settimane orsono, le chiamate per cooperative regionali utili a procurare il personale operante a bordo.
Poiché Facebook ha rifiutato la promozione del nostro precedente articolo, che secondo i loro bacati algoritmi conteneva “ingiurie e volgarità”, e noi rileggendolo più e più volte non ne abbiamo trovata alcuna: a meno che il Social non si riferisse ai nomi di Poggiana e Riccardi, lo riproponiamo alla vostra attenzione.
Ma vi consigliamo di scendere su questa nostra pagina di due giorni (26 aprile) a guardarvi il servizio trasmesso dalla Sette che lo accompagna. Utile anche per comprendere come si faccia giornalismo televisivo e non i camerieri del potere come qui a Trieste.

OMS: “Il massacro delle RSA”
Trieste, non volino solo gli stracci !

Non vorremmo che a Trieste, ed in Regione, le indagini che la Magistratura, seppure in ritardo rispetto ad analoghe iniziative giudiziarie aperte in Italia, ha avviato sulle residenze “protette” per gli anziani si limitassero a perseguire solo gli “esecutori”.
Ben tre casi, per numeri di “ospiti” e personale i più rilevanti, riguardano infatti le principali strutture pubbliche, ovvero del Comune di Trieste (Itis, Gregoretti e Serena).
Se ne è accorto il “giardiniere”?
Poi esiste la situazione tutta particolare all’interno di una Azienda Sanitaria, che tra l’altro era tenuta a fare i controlli, assieme alla Regione, proprio sulle RSA, private e pubbliche, e che a Trieste detiene il triste primato in Regione per il personale contagiato. Come ha ben evidenziato pure la senatrice Laura Stabile, medico, già primario di quella Medicina d’Urgenza ora chiusa per “positività” e segretaria del Sindacato medici ospedalieri, e che si trova per questo destinataria di una azione legale da parte dei vertici – incredibile ! - dell’Ass triestina che rimangono ancora tali dopo tutto il marasma accaduto.
E qui emerge in tutta la sua gravità la mancanza di un pronto intervento della Regione (Riccardi) che li ha scelti.
Che le residenze protette, che le comunità di anziani e soggetti fragili, fossero le realtà più esposte al diffondersi della pandemia, ed ai suoi esiti più letali, lo si sapeva ben dall’inizio.
La tragedia vissuta non può dunque giustificarsi con il fato “cinico e baro” né con l’ineluttabilità.
Qui ci sono precise responsabilità: per chi aveva tutto il tempo per fare i controlli negli anni precedenti (Regione, ASS e Comune) o di intervenire prontamente quanto preventivamente nelle settimane precedenti l’arrivo di Covid-19 in Regione FVG. Invece di baloccarsi due mesi dopo con la “nave Lazzaretto”.
Una conferma delle negligenze viene anche dall’alto numero di positivi riscontrati tra gli operatori, sulle cui condizioni lavorative e contrattuali troppo a lungo si sono chiusi entrambi gli occhi.
E che proprio per questo sono stati tra gli incolpevoli diffusori dell’infezione.
Un’ultima domanda. Come è possibile che l’ASS triestina avesse dato il suo benestare ad una residenza “protetta” che dopo qualche settimana è stata chiusa e sequestrata dai Carabinieri per assenza dei requisiti minimi?
Ce lo vogliono spiegare il Poggiana ed il Riccardi?
O lo dobbiamo chiedere al Mago Otelma !





« PrecedentePagina 1Pagina 2Pagina 3Pagina 4Pagina 5Pagina 6Pagina 7Pagina 8Pagina 9Pagina 10Pagina 11Pagina 12Pagina 13Pagina 14Pagina 15Pagina 16Pagina 17Pagina 18Pagina 19Pagina 20Pagina 21Pagina 22Pagina 23Pagina 24Pagina 25Pagina 26Pagina 27Pagina 28Pagina 29Pagina 30Pagina 31Pagina 32 • Pagina 33 • Pagina 34Pagina 35Pagina 36Pagina 37Pagina 38Pagina 39Pagina 40Pagina 41Pagina 42Pagina 43Pagina 44Pagina 45Pagina 46Pagina 47Pagina 48Pagina 49Pagina 50Pagina 51Pagina 52Pagina 53Pagina 54Pagina 55Pagina 56Pagina 57Pagina 58Pagina 59Pagina 60Pagina 61Pagina 62Pagina 63Pagina 64Pagina 65Pagina 66Pagina 67Pagina 68Pagina 69Pagina 70Pagina 71Pagina 72Pagina 73Pagina 74Pagina 75Pagina 76Pagina 77Pagina 78Pagina 79Pagina 80Pagina 81Pagina 82Pagina 83Pagina 84Pagina 85Pagina 86Pagina 87Pagina 88Pagina 89Pagina 90Pagina 91Pagina 92Pagina 93Pagina 94Pagina 95Pagina 96Pagina 97Pagina 98Pagina 99Pagina 100Pagina 101Pagina 102Pagina 103Pagina 104Pagina 105Pagina 106Pagina 107Pagina 108Pagina 109Pagina 110Pagina 111Pagina 112Pagina 113Pagina 114Pagina 115Pagina 116Pagina 117Pagina 118Pagina 119Pagina 120Pagina 121Pagina 122Pagina 123Pagina 124Pagina 125Pagina 126Pagina 127Pagina 128Pagina 129Pagina 130Pagina 131Pagina 132Pagina 133Pagina 134Pagina 135Pagina 136Pagina 137Pagina 138Pagina 139Pagina 140Pagina 141Pagina 142Pagina 143Pagina 144Pagina 145Pagina 146Pagina 147Pagina 148Pagina 149Pagina 150Pagina 151Pagina 152Pagina 153Pagina 154Pagina 155Pagina 156Pagina 157Pagina 158Pagina 159Pagina 160Pagina 161Pagina 162Pagina 163Pagina 164Pagina 165Pagina 166Pagina 167Pagina 168Pagina 169Pagina 170Pagina 171Pagina 172Pagina 173Pagina 174Pagina 175Pagina 176Pagina 177Pagina 178Pagina 179Pagina 180Pagina 181Pagina 182Pagina 183Pagina 184Pagina 185Pagina 186Pagina 187Pagina 188Pagina 189Pagina 190Pagina 191Pagina 192Pagina 193Pagina 194Pagina 195Pagina 196Pagina 197Pagina 198Pagina 199Pagina 200Pagina 201Pagina 202Pagina 203Pagina 204Pagina 205Pagina 206Pagina 207Pagina 208Pagina 209Pagina 210Pagina 211Pagina 212Pagina 213Pagina 214Pagina 215Pagina 216Pagina 217Pagina 218Pagina 219Pagina 220Pagina 221Pagina 222Pagina 223Pagina 224Pagina 225Pagina 226Pagina 227Pagina 228Pagina 229Pagina 230Pagina 231Pagina 232Pagina 233Pagina 234Pagina 235Pagina 236Pagina 237Pagina 238Pagina 239Pagina 240Pagina 241Pagina 242Pagina 243Pagina 244Pagina 245Pagina 246Pagina 247Pagina 248Pagina 249Pagina 250Pagina 251Pagina 252Pagina 253Pagina 254Pagina 255Pagina 256Pagina 257Pagina 258Pagina 259Prossima »


MeteoSat
Previsioni Oggi Previsioni Domani Previsioni DopoDomani
Copyright © 2005 by Circolo Miani.
Powered by: Kreativamente.3go.it - 24 October, 2020 - 10:06 pm - Visitatori Totali Nr.