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Circolo Miani » News Correnti » Page 31

ANTEPRIMA ! Scoccimarro, l'Arpa ed il 5G.

» Inviato da valmaura il 22 May, 2020 alle 2:26 pm

Oggi l'assessore regionale all'ambiente se ne esce, probabilmente dopo la decisione del Sindaco e della Giunta comunale di Udine (moratoria per il 5G nel capoluogo friulano) che non può liquidare come “fake news”, con una rassicurazione generica quanto incompleta sulla diffusione del 5G in Friuli Venezia Giulia.
Ovviamente si rifà alla sempre vigile Arpa, quella che appena insediato aveva lodato ed addirittura “blindato”. Neppure il tempo che l'inchiostro si asciugasse e la Procura di Gorizia gli aveva rovinato la festa indagando, ma vedi un po', proprio un funzionario dell'amata Agenzia in quel di Monfalcone.
Ora se non lo ha ancora capito noi, e con noi la stragrande maggioranza dei cittadini di Trieste e probabilmente dell'intera Regione, di questa Arpa non ci fidiamo. E per essere più chiari non diamo alle sue uscite alcuna credibilità: ogniqualvolta l'Arpa dice bianco l'opinione pubblica vede nero, e viceversa. E se non andiamo errati e la memoria non ci tradisce era la stessa cosa che pensava e diceva qualche annetto fa lo stesso Fabio Scoccimarro, ma poi si sa è il ruolo che fa l'uomo.
E non è che ce l'abbiamo con l'Arpa perchè non ci piace il nome, semplicemente la storia di questa Agenzia regionale è costellata, fin dalla sua nascita ventanni orsono, da una serie di infortuni e di inchieste giudiziarie che ne ha minato ogni credibilità per i prossimi 100 anni.
Non vorremmo particolarmente insistere sulla vicenda Ferriera: ci limitiamo a ricordare l'articolo strombazzato a tutta pagina sul piccolo giornale “L'aria di Servola è pulita” due giorni prima che il Sostituto Procuratore Frezza sequestrasse il Camino e l'impianto di agglomerazione per la fuoriuscita di Diossine a livelli da record.
Ebbene si questi all'Arpa sono pure “sfortunati” nella tempistica, forse una tripla benedizione alla Chiesa degli Schiavoni potrebbe loro giovare: buttiamola sul ridere che è meglio.
Ma basta varcare il Tagliamento e come non ricordare il ritrovamento di una mezza risma di carta intestata dell'Arpa nei cassetti della scrivania del direttore della Caffaro a Torviscosa (ex Snia), perquisita, sequestrata e chiusa dai Carabinieri del NOE su mandato della Procura di Udine per avvelenamento da Mercurio, in modo che l'azienda si autocertificasse i dati taroccati.
Ma torniamo a Scoccimarro quando dichiara che: “La possibilità che la rete di telefonia mobile a 5G venga diffusa sul territorio, desta preoccupazione nei cittadini” dimostra di conoscere assai poco la vicenda di cui parla.
La questione 5G preoccupa qualcosa di più che i semplici cittadini, a partire dalla Comunità Europea, da alcuni Stati, Regioni e per finire all'Italia un, per ora, 300 Comuni, di cui oltre una decina, ultimo Udine, nella Regione che lui dovrebbe amministrare.
Poi prosegue pensando di rassicurare ma ottenendo l'esatto opposto effetto: “Anche per questo motivo, ho attivato da tempo l’Agenzia regionale per la difesa dell’ambiente, al fine di poter disporre di un monitoraggio concreto sulla eventuale diffusione a titolo sperimentale dei ripetitori 5G nel Friuli Venezia Giulia”. Come dimostrano infatti le ultime ordinanze di moratoria 5G emesse dai Comuni di Udine e Pontebba che non si sentono per nulla rassicurati dall'Arpa e lo scrivono pure.
Poi la frittata finale a conferma di quanto si muova a tentoni: “Un impegno – conclude l’assessore – che si potrebbe concretizzare con l’installazione di una rete di monitoraggio fissa su tutto il territorio, ma anche nei pressi delle zone di confine, anche in conseguenza di alcune segnalazioni secondo le quali sarebbero in atto sperimentazioni sul 5G, e rispetto alle quali ARPA FVG chiederà conferma all’ARSO, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Slovenia”.
Proprio il Paese che ultimo in ordine di tempo ha sospeso la sperimentazione 5G su tutto il territorio della Repubblica.
A posto siamo! Ma chi lo informa?
Forse è meglio per lui che torni “sotto traccia”.

https://oasisana.com/…/pericolo-legittimo-e-ufficiale-anch…/




Nuova puntata del “Vascello Fantasma”

» Inviato da valmaura il 21 May, 2020 alle 12:51 pm

Da qualche giorno il Riccardi ed il Dipiazza, ma per lui non è una novità che lo fa da mesi, non aprono bocca sulla questione del “vascello fantasma”.
In più arriva la notizia che da “settimane” e con diversi solleciti, due RSA avevano offerto alla Regione la disponibilità ad ospitare in sicurezza 158 (dieci in meno di quanti previsti per la “nave”) anziani positivi nelle loro strutture che si avvalgono della prestazione professionale di
una novantina di operatori triestini, altrimenti destinati alla cassa integrazione. Senza ovviamente ricevere risposta.
Poi c’è il duro atto d’accusa alla Regione da parte della Capitaneria di Porto di Trieste, dei cui permessi ed autorizzazioni l’operazione “Lazzaretto sul mare” necessita, che per bocca dell’ammiraglio Sancilio imputa all’Ente Regionale di aver fin qui fornito solo “frammentari elementi documentali” e privi di tutte le documentazioni necessarie per legge.
Solo “l’ultimo dei Mohicani” Fedriga continua a difendere a spada tratta l’operazione usando il refrain dell’obbligo per la politica di seguire le scelte dei sanitari, ribadendo che la decisione è stata dell’infausto quanto sfortunato Poggiana dell’ASS triestina. Da notare che usa a giustificazione del suo operato proprio quanto imputa al Governo ed a Conte: cioè di non decidere e di aver delegato tutto a scienza e medicina, e di aver subordinato le scelte politiche ai tecnici. Coerente l’uomo, nevvero?



Udine ferma il 5G, Trieste lo difende o tace.

» Inviato da valmaura il 20 May, 2020 alle 1:16 pm

Il sindaco e la Giunta comunale del capoluogo friulano poche ore fa hanno deciso di sospendere ogni autorizzazione all’installo di ripetitori ed antenne per la nuova tecnologia 5G su tutto il territorio del Comune di Udine, seguendo quanto già fatto da una decina di amministrazioni comunali in Regione FVG.
E più sotto ne potete ascoltare le motivazioni, che sostanzialmente stanno alla base (il principio di precauzione in assenza d
i certezze scientifiche che ne comprovino la non pericolosità per la salute dei cittadini e per l’ambiente) delle due richieste di moratoria per il 5G avanzate dal legale del Circolo Miani al sindaco di Trieste.
La differenza sta tutta qui: ovvero tra Udine, nel bene, e Trieste, nel male, di come si esercita la funzione di amministratori pubblici. Non solo il Dipiazza e la sua Giunta difendono la scelta del 5G a Trieste, ma da tutta la politica, a partire dalle cosiddette “opposizioni” dei Cinque Stelle e PD/Centrosinistra non si leva voce dissonante in città, anzi non si leva proprio alcuna voce, così come è accaduto per la mattanza degli alberi ed il degrado di giardini, aree verdi e quartieri periferici.
Tra un anno esatto i cittadini saranno chiamati al rinnovo elettorale dei Comuni di Trieste e Muggia, e magari a due settimane dal voto qualcuno, fuori tempo massimo, si sveglierà dal letargo facendosi paladino a destra e manca della difesa della salute e dell’ambiente.
Promesse che non valgono la carta su cui saranno scritte.




Fin che la barca va, lasciala andare …

» Inviato da valmaura il 19 May, 2020 alle 3:24 pm

Cantava Orietta Berti. Ed oggi dovrebbe essere la colonna sonora della grottesca vicenda del Lazzaretto galleggiante di Trieste.
Dipiazza a parte, che cambia parere ad ogni refolo di Bora, la vicenda sta assumendo aspetti grotteschi.
Dopo che finalmente è stato svelato il rapporto “riservato”, ma può esistere in democrazia qualcosa di “riservato” tra due enti pubblici, ovvero Azienda Sanitaria e Regione? Dicevamo, dopo che è stata resa n
ota la genesi di questa infelice storia, infelice non per i firmatari ma per gli anziani vittime due volte: del Covid-19 e di questi incompetenti, alcuni punti sono finalmente chiari.
La richiesta della “nave” è firmata dal “dominus”, si fa per dire, dell’ASS triestina, che oggi rimane con falangi e metatarsi bruciate dal cerino lasciatogli in mano dai politici regionali. Ma a Poggiana questo ed altro.
Ma vediamo i tempi: oramai la nave che a leggere il riservato rapporto doveva servire per sei mesi, è oramai superata dall’evoluzione dei fatti.
La Regione nel contratto parla di nolo fino al mese di luglio, dunque al massimo per due mesi e mezzo. Ed oramai è passato quasi un mese da quando avrebbe dovuto divenire operativa. Mentre i “politici” discutono, meglio di una comica, ancora dove piazzarla all’ormeggio.
Si legge nel “rapporto” che appena a metà aprile il vertice ASS, sempre lui: Poggiana, avrebbe diramato le istruzioni alle Case di Riposo su come affrontare l’epidemia ed il suo diffondersi. Dunque ad un mese e mezzo dal suo esplodere in Regione. E che dopo aver preso atto della situazione emergenziale a dispetto delle “istruzioni” inviate il vertice, cioè Poggiana, avrebbe optato per la nave.
Come scrive, a sprezzo del ridicolo la deputata Sandra Savino: “la scelta è stata presa dall’Azienda Sanitaria dopo ampia ponderazione”. Che sia stata “ampia” non c’è dubbio alcuno: i tempi ed i morti stanno lì a confermarlo. Sulla “ponderazione” ci consenta più di qualche dubbio.
Questi sono i fatti nudi e crudi, ogni altra parola non serve. Anzi ne servirebbe una sola “Scusateci”, accompagnata dalle immediate dimissioni dei responsabili, “tecnici” e politici.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2776254385978845/?type=3&theater




5G. Imparare no?

» Inviato da valmaura il 18 May, 2020 alle 11:33 am

Non saranno mica tutti complottisti manovrati dalla Spectre?
Il buonsenso non ha confini se non nei cervelli dei nostri amministratori.

“Pericolo legittimo”. E’ ufficiale: anche la Slovenia ha fermato il 5G!
Hanno vinto i manifestanti, gli attivisti Stop 5G. Almeno per ora. La notizia battuta dalle agenzie stampa di Lubiana sta facendo il giro del web, eccola su OASI SANA in esclusiva per l’Italia: dopo la moratoria triennale cantonale in Svizzera, anche la Repubblica di Slovenia ha ufficialmente bloccato l’Internet delle cose. La posizione slovena, membro dell’Unione Europea a differenza degli elvetici, è stata adottata per valutare con più attenzione le criticità del 5G nell’impatto su ambiente e salute pubblica. Al contrario di quanto ha fatto l’Italia nel 2018 con l’AgCom, vendute al buio le nuove frequenze del 5G all’asta di governo, cioè senza valutazione preliminare d’impatto ambientale e sanitario!
L’Agenzia per le reti e i servizi di comunicazione (AKOS) della Repubblica di Slovenia (ente normativo che regola i settori delle comunicazioni) è stata infatti incaricata di fermare l’assegnazione dello spettro di frequenze 5G. La moratoria slovena è sostenuta dal Ministro sloveno della pubblica amministrazione Rudy Medved, che nella divisione della comunità medico-scientifica sugli effetti biologici delle inesplorate radiofrequenze ha optato per l’adozione del principio di precauzione: “Sono consapevole che non troveremo una risposta definitiva, dato che non ce n’è stata una a livello globale. La tecnologia 5G non è stata stabilita nella pratica nella misura in cui gli studi potrebbero produrre risultati in base ai quali potremmo dire in modo conclusivo che il 5G è completamente innocuo “. La decisione è scaturita dopo che il Ministero della Pubblica Amministrazione aveva convocato una consultazione pubblica sulla sicurezza delle tecnologie 5G insieme a Gregor Kos, presidente del partito politico non ideologico Per una società in buona salute e Igor Šajn dell’organizzazione di consulenza ecologica Biologia e Costruzione. L’incontro, previsto di quattro ore, alla fine è durato sei ore. Sul sito del partito sloveno si legge: “Divieto dell’uso della tecnologia wifi negli asili, nelle scuole, negli ospedali, nelle case di cura e nella seconda fase di tutte le istituzioni pubbliche. Moratoria sull’introduzione del 5G basata sul principio di precauzione, grazie a ricerche scientifiche sufficienti per dimostrare gli effetti negativi delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute umana, sulla natura e sull’ambiente“. Da qui lo stop in tutto il paese!
Classe 1959, laurea in giornalismo, eletto nel 2018, per Medved le preoccupazioni della popolazione slovena sulla nocività della tecnologia 5G sono quindi legittime. Il ministro ha duramente criticato l’operato dell’agenzia delle telecomunicazioni AKOS (cioè come se in Italia lo stesso venisse fatto ad esempio dal Ministro della Salute verso il rapporto negazionista dell’Istituto Superiore di Sanità) sostenendo che gli elaborati sulla strategia di lancio delle frequenze 5G sono inadeguati, al punto da chiederne la rimozione dall’agenda del governo: “All’ultimo momento c’erano così tante critiche al documento – ha riferito Medved alla stampa slovena – che l’abbiamo rimosso dall’agenda per consentire ulteriori riflessioni“.
Le critiche contro l’AKOS partono dal presupposto che il suo studio non include i rappresentanti dei ministeri della salute, dell’ambiente e della pubblica amministrazione e, di conseguenza, la strategia di lancio del 5G in Slovenia non tiene sufficientemente conto degli aspetti sanitari. Mica uno scherzo. “Riteniamo che la leadership dell’agenzia dovrebbe assumere un ruolo più proattivo per chiarire il più possibile gli aspetti sanitari“.
C”è pero un particolare che farebbe della Slovenia un caso simile al governo di Bruxelles-Capitale in Belgio, dove l’ex ministro regionale all’ambiente Celine Framault nel 2019 annunciò la moratoria sul 5G a ridosso delle elezioni, prima di perdere la poltrona e mandare in fumo l’adozione cautelativa.
Infatti alla fine di Gennaio 2020 Marjan Sarec, primo ministro sloveno, si è dimesso: a breve quindi ci saranno nuove elezioni politiche. E la questione 5G pare tutt’altro che definitivamente tamponata. Ma mentre si infuoca la campagna elettorale, martedì 10 Marzo 2020 è previsto un dibattito di esperti scientifici internazionali per un maxi-evento sugli effetti sulla salute e sull’ambiente del 5G. Proprio come organizzato in Italia dall’Alleanza Italiana Stop 5G alla Camera dei Deputati, di Montecitorio il convegno si svolgerà nel Consiglio Nazionale sloveno cioé la Camera Alta del parlamento nel Palazzo dell’Assemblea Nazionale di Lubiana. Prevista la trasmissione in diretta della televisione nazionale del paese.
L’attuale posizione slovena è comunque analoga a quella adottata in Spagna dall’organo governativo Difensore del Popolo, mentre la pericolosità del 5G è già stata affermata in Danimarca da una consulenza legale richiesta sempre dall’istituto nazionale di sanità pubblica. Infine in Olanda la fondazione Stop 5G ha annunciato di ricorrere alle vie legali contro la decisione del governo olandese di implementare il 5G senza valutazione ambientale e sanitaria: “non è stato adeguatamente studiato per i rischi per la salute. Il gruppo ha affermato che gli studi condotti su 2G, 3G e 4G hanno mostrato effetti dannosi per l’uomo, gli animali e le piante e che l’aumento dell’intensità di radiazione per il 5G avrà un impatto importante sulle persone e sull’ambiente.”





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