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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Lazzaro è ri-risorto !
Oggi compare dopo anni di silenzi il “consulente del Comune e del podestà Dipiazza” tale prof. Barbieri, ricercatore universitario, dalle pluriconsulenze (Regione, Arpa, di cui è uno dei cinque direttori scientifici, e Comune, prima con Cosolini e poi..
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Notizie Flash

Trieste Mitteleuropea. Valmaura: le Ville Lumiere e il Jardin des Tuileries.
Ai nostri politici ed amministratori: un bel “liston” da queste parti, una volta tanto?Certo che di lavoro ne dovrà fare il neopresidente Ater Novacco.Qui ci vivono 1500 persone divisi in 435 appartamenti.E inciviltà a parte, come ricordava Primo..
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Contenuti
*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 3

Ultime da Monte San Pantaleone.

» Inviato da valmaura il 31 October, 2019 alle 12:54 pm

Progettato Hotel a cinque stelle per pantegane.

Si vocifera tra ratti e zoccole, che il mastodontico complesso, con ridente giardino alle diossine annesso, del vecchio Inceneritore di Monte San Pantaleone verrà messo all’asta per realizzare un iperlussuoso Resort.
Già iniziata la selezione del personale tra le pantegane poliglotte e di robusta, che sana è impossibile perché cresciute a idrocarburi e diossine, costituzione.
Chiuso precipitosamente alla fine del dicembre 2000 dalla allora purtroppo esistente Provincia per la fuoriuscita al di fuori di ogni controllo e limite di diossine ed altri cancerogeni vari, e dopo che lo stesso Ente aveva sempre negato l’evidenza denunciata dal Comitato di Quartiere assieme al Circolo Miani, da allora è nelle condizioni illustrate dalle foto.
Una decina di anni fa nel corso di un sopraluogo nell’area antistante l’ingresso del Jolly Pattinaggio, contiguo al vecchio Inceneritore, e dove vanno a schettinare centinaia di bambini, ragazzi e giovani, con famiglie appresso, il Presidente del Circolo Miani strattonò bruscamente per la giacca l’allora Prefetto Giacchetti che stava per posare il suo piede sopra una carogna di una gigantesca pantegana in putrefazione tra l’erba del parcheggio del circolo sportivo.
Da allora sono passati quasi venti anni, ma i politici, usano evidentemente altri calendari: dopo il Gregoriano ed il Giuliano pare vada di moda il Tangentaro.

Per le foto come sempre Pagina Circolo Miani Facebook




Lo sapevate che? Monte San Pantaleone.

» Inviato da valmaura il 30 October, 2019 alle 2:31 pm

Per anni flagellato dall’inquinamento di Inceneritori, Italcementi e Ferriera è un rione che non ha piazza, farmacia, edicola e pure la Chiesa più vicina è quella di Valmaura.
Ma ha uno spazio grande e con tanto verde nel cuore del quartiere, chiuso dal 1954 ovvero da quando ha cessato di esistere a Trieste il Governo Militare Alleato.
Lo abbiamo visto, come Circolo Miani, una decina di anni orsono in una passeggiata per le periferie con l’allora Prefetto Giacchetti, che con il predecessore Moscatelli fu uno dei migliori Prefetti mandati a Trieste negli ultimi trenta e passa anni.
Allora fu proprio Giacchetti che come Prefettura aveva ricevuto in “eredità” quell’area (palazzine, uffici, rimesse e tanto verde alberato) a proporci un sopraluogo per vedere se la proposta avanzata dal Circolo (ovvero quella di offrire al quartiere un centro sociale, di aggregazione, ricreazione e crescita per gli abitanti, con un occhio di riguardo ai giovani ed agli anziani, oltre che collegato ai servizi sociosanitari comunali) poteva trovare rapida applicazione.
Ma nonostante ripetute richieste alla Prefettura, ai Prefetti che si sono succeduti, non abbiamo ottenuto più alcuna risposta, anzi hanno negato perfino di avere le chiavi di quello spazio nonostante la tabella all’ingresso scriva chiaro (vi trovano infatti deposito alcuni mezzi antineve della protezione civile).
Le foto parlano da sole ad infamia dell’incapacità pubblica che preferisce far deperire ed andare in rovina uno spazio che è di tutti a danno della collettività e dell’erario.
Ma pretendere che la Corte dei Conti indaghi per danno erariale i responsabili, che il giudizio sulla totale incapacità delle forze politiche e delle istituzioni, e da ben 65 anni non spetta loro, a Trieste pare cosa impensabile.
Post scriptum. Certo che non lo potevate sapere, con questa stampa e televisione che abbiamo in malasorte di avere a Trieste …

Pagina Facebook Circolo Miani per le foto.




Piccoli Salvini crescono.

» Inviato da valmaura il 29 October, 2019 alle 2:46 pm

Perchè gli italiani, come diceva Totò, “si buttano a destra” oppure gettano più semplicemente la scheda elettorale nella spazzatura.
Un piccolo episodio che ben rende l'idea.
Scena: ufficio postale di via Caio Giulio Cesare, insomma vecchia stazione dei treni.
Protagonisti: tre sportelliste delle Poste e, si presume, la responsabile dell'ufficio.
Pubblico: cinque persone più una, dunque per gli standard postali di Trieste poca gente.
Atto primo. Il protagonista entra e pigia il distributore unico di biglietti, ritira il numero 24 che in lavoro è il 20. Su cinque sportelli ne sono in funzione solo tre ma l'attesa si prolunga perchè i tre hanno clienti che non devono fare normali operazioni ma, appunto, aprire o chiudere conti.
Dunque non si capisce perchè le poste non smistino queste persone ad apposito ufficio, vedi quello della “consulenza” liberando in questo modo gli sportelli.
Dietro il nostro “mister X” entrano nel frattempo, sono passati già una ventina di minuti, altri due clienti: i numeri 25 e 26.
Atto secondo: dopo ulteriori cinque minuti fa il suo ingresso una impegnata intellettuale di sinistra, sempre presente alle riunioni del PD e della scomparsa “Altra città”. Lei non prende il biglietto come gli altri comuni mortali, no, estrae la sua carta bancoposta e la passa sul distributore prenota file. E si ritira il numero 02.
Dopo ulteriori cinque minuti finalmente il 23 ha finito ed il nostro possessore del seguente 24 si avvicina allo sportello libero, che invece chiama lo 02 appena arrivato.
Atto terzo: il nostro in attesa da quasi mezzora domanda perchè la signora, appena entrata deve passare davanti a tutti. Responsabile e sportellista si affrettano a spiegare che lei è una cliente bancoposta, ergo delle Poste, ergo lei non fa la fila come i comuni cittadini. Lo dice il regolamento Poste Italiane, ente pubblico pagato da tutti i cittadini appunto italiani.
I due, il numero 24 e lo 02 si guardano, ma la “democratica” tace forte del suo privilegio. Alla fine da un cenno di esistenza in vita ed apre generosamente bocca per dire con tono concessorio “se proprio ci tieni passa tu”.
Il nostro protagonista, per inciso cliente Bancoposta e dunque “privilegiato” potenziale, a quel punto straccia il numerino e se ne va. Ha sempre odiato, e combattuto, privilegi di sorta o di casta.
Ecco due considerazioni vanno fatte. Una riguarda queste Poste italiane, che aboliscono lo sportello postale vero e proprio nelle loro agenzie e condannano chiunque vada in posta per spedire o ritirare lettere, raccomandate, pacchi, insomma tutto quella che legittima storia ed esistenza di un ufficio postale e di un ente Poste, a perdersi mezza mattinata in una fila unica. In cambio però costringono i loro “datori di lavoro”, ovvero i cittadini a cedere il passo ad una classe privilegiata non crediamo prescritta nella Carta Costituzionale.
La seconda riguarda la protagonista politica, l'intellettuale di “Altra città”, PD, “psichiatria democratica”, della serie “bisogna ascoltare il territorio, favorire la partecipazione democratica, la cittadinanza attiva” ed altri slogan da avanspettacolo di periferia.
Se questi sono gli effetti pratici comportamentali dei “sinistri” dopo l'Umbria Salvini e Meloni hanno solo l'imbarazzo della scelta: “Vincere facile o vincere facile”.
Sono talmente ottusi che non riescono a capire come siano episodi apparentemente così piccoli ma di significativa arroganza a spingere appunto la gente normale a “buttarsi a destra” e mandarli, Grillo ce lo consentirà, affanculo.



BAAAASTA !!!

» Inviato da valmaura il 28 October, 2019 alle 2:25 pm

Non ne possiamo più delle Polli, delle Lodi and company.
Tre estati non sono loro bastate per disinquinare giardini ed aree verdi, piazzale Carlo Alberto fa schifo, si contano a decine e decine gli alberi tagliati ed abbattuti in tutta la città: da piazza Libertà alla ex caserma di Roiano che hanno trasformato in una landa desertificata.
Transenne per lavori non fatti da anni tappezzano strade e giardini, abbandonate a se stesse o distrutte dal maltempo.
La città è sporca, sempre più trascurata e con i bottini straripanti ma tutto quello che sanno fare è aumentare la tassa comunale sui rifiuti.
Questi devono andarsene a casa, loro ed i dirigenti dei loro assessorati, e non perché sono di centrodestra o altro, ma perché in un paese serio non troverebbero posto nemmeno in uno scassatissimo quanto inutile Consiglio circoscrizionale. Loro come i responsabili dei servizi sociali di Comune e Regione, a partire dai rispettivi assessori che hanno trasformato la povertà in umiliazione burocratica. E stanno smantellando la sanità pubblica.
Siamo arcistufi di strapagare gente che lavora ed opera contro la nostra comunità e se partiti e forze politiche, tutte, stanno zitti e non muovono muscolo è perché non contano nulla e sono degli incapaci o rappresentano gli affari di pochi contro gli interessi dei cittadini. Supportati da stampa e televisioni screditate come mai prima a Trieste.
Nelle foto sulla pagina Facebook Circolo Miani il nuovo "stemma" del Comune di Trieste, a scelta.



Allarme VERDE. Viale Romolo Gessi: ci risiamo.

» Inviato da valmaura il 27 October, 2019 alle 11:51 am

Ricomparsi i divieti di sosta volanti in viale Romolo Gessi nel tratto di fronte l’ingresso parcheggio Allianz.
Con un avviso recante in fotocopia sul retro, dunque illeggibile agli utenti, una ordinanza perenne della “Direzione Area Città, Territorio, Ambiente” che dovrebbe, il condizionale è quanto mai d’obbligo, dipendere dall’ineffabile assessora Polli.
Sul davanti l’avviso su carta intestata del Comune di Trieste reca una data di affissione illeggibile che interpretando i geroglifici scarabocchiati a pennarello, stavolta nero, se ne deduce “apposto alle ore 14.30 del 28/10/19” che sarebbe tra due giorni (!!!) per “lavori di potature ed abbattimenti dalle ore 8 alle 17 dal 28/10/19 al termine lavori”. In teoria dunque “avvisano” alle 14.30 dello stesso giorno in cui alle 8 iniziano i “lavori”.
Questi stanno proprio stancandoci. Non ne possiamo più di essere informati a babbo morto, ovviamente con in mezzo solo un sabato e domenica dunque ad uffici comunali chiusi. Ed oltretutto passi per le “potature” ma per gli “abbattimenti” di alberi ci vorrebbe una perizia motivata o no?
E magari passasse loro per la capa di sostituire gli alberi già abbattuti con nuove piante. Ma quando mai !
Questi vanno “potati” loro e mandati a casa di corsa, ne va della nostra qualità della vita e del nostro benessere. E l’incapacità non ha colore politico.
Altrimenti inutile e pleonastico fare i cortei alla “Greta” se non riusciamo a fermare almeno questo.




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