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Circolo Miani » News Correnti » Page 298

Ferriera. La commedia degli inganni.

» Inviato da valmaura il 17 February, 2018 alle 1:02 pm

Continua la telenovela sul nulla. Appunto, la copertura dei parchi minerali.
Il Comune, con il sindaco Dipiazza che si accorge finalmente, complimenti: ci ha messo 20 anni, che l’inquinamento della Ferriera riguarda pure Muggia e Capodistria. Tra altri venti riconoscerà che pure Aquilinia, San Sabba, Monte San Pantaleone, Valmaura, Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi e San Vito, a stare stretti, ne sono coinvolti. Sempre meglio, dirà qualcuno, dei protagonisti del perfettamente inutile incontro al Circolo della Stampa di ieri che continuano a circoscrivere il problema a Servola.
Abbiamo detto (Servola Respira e Circolo Miani), ai lavori del gruppo in Regione bruscamente interrotti non appena si trattava di entrare nel merito delle reali emergenze degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera, e lo abbiamo scritto sempre, che la copertura dei parchi è un falso problema, o meglio un falso obbiettivo per sviare l’attenzione dai veri problemi della fabbrica.
Qui la responsabilità è equamente divisa tra Comune e Regione che, scusate il termine, preferiscono cazzeggiare sul nulla piuttosto che assumersi le vere responsabilità di un intervento risolutore.
Lo rispieghiamo. L’unico “parco” che andrebbe coperto, e per questo ci sono già diversi sili che potrebbero essere utilizzati alla bisogna, è quello del Coke prodotto in sovrabbondanza dalla Cokeria, in barba alla diffida della stessa Regione. E’ l’unico materiale inquinante (il Coke è poroso e negli interstizi del minerale ci sono tutti gli inquinanti della distillazione del carbone) disperso dal vento.
Per gli altri, minerali ferrosi e carbone fossile, sarebbe più che sufficiente un regolare irroramento di materiale filmante fissativo ed un adeguato barrieramento lato mare. L’Arpa a questo dovrebbe servire.
Oltre che una regolare manutenzione e pulizia dei piazzali e delle aree scoperte della Ferriera per impedire il sollevamento di polveri, imbrattanti ma non inquinanti, in caso di eventi ventosi. Sempre Arpa.
Detto questo, si conferma la sostanziale presa in giro a danno dei cittadini e dei lavoratori, che i problemi veri, e le soluzioni che in Regione, inascoltati, abbiamo proposto, sono ben altri se si vuole abbattere ogni fonte inquinante della Ferriera (inquinamento acustico compreso).
Alla prossima puntata della rancida farsa della politica, TUTTA, nessuno escluso.




Ferriera. Poche idee e assai confuse.

» Inviato da valmaura il 14 February, 2018 alle 12:08 pm

Ieri Marino Sossi ha invocato la chiusura dell’area a caldo della Ferriera. Peccato abbia evidenti e preoccupanti problemi di dissociazione. Fu la stessa persona, in veste di allora Capogruppo di Sinistra ad impedire con il suo voto determinante che la petizione promossa dal Circolo Miani, proprio per l’immediata chiusura della Ferriera, e sottoscritta nelle strade e piazze di Trieste da 10.238 concittadini, fosse presentata e discussa in Consiglio Comunale.
In quanto ai rappresentanti di nosmog i problemi stanno nella memoria, assai poca, quando essi affermano che da “dieci anni” i partiti promettono la chiusura della Ferriera e strumentalizzano elettoralmente la vicenda.
A dimostrazione che conoscere il passato è fondamentale per operare nel presente, ricordiamo che la prima e più forte “promessa” fu fatta dal candidato Sindaco Dipiazza, e dal centrodestra, nel 2001 (!!!) ergo diciassette anni orsono, e gli permisero di vincere le elezioni comunali, come a Tondo quelle regionali.
Capiamo che per chi si è bevuto analoga promessa nel 2016 ed ha fatto campagna elettorale per lui, e continua a sostenerlo contro ogni evidenza, la memoria è cosa pericolosa ed inopportuna.
Analogo discorso vale per chi ha sempre sostenuto, Illy prima e Cosolini poi, la politica “ambientalista” del centrosinistra per opportunità appunto politica (lega ambiente).
Ultima annotazione. Appare stupefacente come i cosiddetti organi di informazione (stampa e televisioni) continuino imperterriti, nel silenzio degli acquiescenti partiti e movimenti, ad oscurare e censurare una forza politica, la lista civica NO FERRIERA Si Trieste, che alle ultime elezioni comunali ha avuto per il Comune un terzo di voti in più della “Sinistra” di Marino Sossi, ed il 3% dei consensi nelle elezioni circoscrizionali.
Alle politiche, tra 18 giorni, non “un mese esatto” come scrive il piccolo giornale oggi servendosi di altro calendario, appare chiaro come il NON VOTO sia la scelta più saggia ed utile.




Comune di Trieste. Servizi sociali. Pietà l’è morta.

» Inviato da valmaura il 13 February, 2018 alle 1:34 pm

C’è qualcosa di profondamente distorto nell’organizzazione e soprattutto nella preparazione professionale del personale che si occupa dei servizi sociali del Comune di Trieste.
A parte alcune scelte organizzative sbagliate, come concentrare in un unico angusto spazio le pratiche da espletare per ottenere gli assegni regionali di sostegno al reddito, violando le più elementari norme sulla privacy e, oseremmo dire, di rispetto per la dignità di migliaia di persone.
Ma quello che colpisce, oltre alla totale burocratizzazione del servizio che usa procedure e tempi più consoni ad una banca o ad una assicurazione, è l’impotenza, apparente o reale, degli assistenti sociali: un mestiere che equivale eticamente ad una “missione” o “vocazione”, e che quasi sempre si limitano a smistare pratiche, far compilare moduli o spedire l’utente alle fondazioni benefiche private.
Analogo è il comportamento del personale, non tutto ma ne bastano pochissimi a screditare l’immagine, amministrativo.
Siccome più di discorsi generici contano i fatti, raccontiamone uno.
Un’assistente sociale del quarto distretto raccomanda ad un utente di consegnare al più presto il nuovo ISEE 2018 per continuare a godere degli eventuali benefici. L’utente in questione ha da una settimana in mano il documento richiesto, ma una banale influenza ne ritarda la consegna finche ancora febbricitante ottiene da amici di essere accompagnato al servizio comunale di via del Roncheto.
Ci arrivano che sono le 11 e 30. Un cartello sulla porta indica le 11 (dalle 9) come ufficio aperto al pubblico da lunedì a venerdì. Allo stesso orario rispondono all’unico numero telefonico in un’area che ha il picco delle emergenze disagio e povertà a Trieste. Ergo o è sempre occupato o scatta, anche alcuni minuti prima delle 11, il dischetto che in automatico narra che gli uffici sono chiusi. Neanche fosse la Borsa di Wall Street.
L’utente suona ad un citofono e chiede solo di consegnare il documento, trenta secondi scarsi e via. Dall’interno una voce maschile risponde, alterata, che gli uffici chiudono per il pubblico alla 11. L’utente insiste ricordando l’invito ricevuto dall’assistente sociale di “consegnare al più presto il nuovo ISEE”. Alla fine l’uomo, un amministrativo, si affaccia visibilmente seccato alla porta e ritira il documento. Una mancata di secondi sufficienti per esclamare a voce alta “lei la gà sempre ragion!” e per permettere di vedere all’interno un ufficio totalmente vuoto con una sua collega in piedi dietro ad un bancone deserto.
Il tutto ovviamente alla faccia di un servizio che si chiama “sociale”.
In effetti l’utente ha avuto ragione quando si è trattato di sollecitare il servizio ad avviare immediatamente le domande per il primo rinnovo annuale del MIA che altrimenti l’interruzione invece di “due mesi” come stabilito dalla legge regionale, sarebbe stata di almeno quattro.
Ha avuto ragione quando ha informato lo stesso Servizio che il MIA era stato prorogato di ulteriori sei mesi. Gli uffici comunali ne erano all’oscuro perché non avevano letto sulla stampa le ripetute dichiarazioni del competente assessore regionale. Colpa condivisa ex aequo con la Regione che non aveva adeguatamente sensibilizzato il Comune.
Ha avuto ragione ancora quando ha fatto notare che non informare gli utenti che il reddito creato dal MIA sarebbe stato sottratto nell’ultimo ISEE per permettere il proseguire del beneficio, rischiava di trasformarsi in una istigazione al “falso”.
E se sarà, come si vocifera sottobanco, l’INPS a versare direttamente o attraverso una Creditcard l’ultimo semestre del MIA perché chiedere all’utente il rilascio da parte dello stesso INPS del nuovo ISEE con tutta la trafila (due visite al CAF, consegna al Comune, ecc) se i dati sono già in possesso dell’Istituto previdenziale ed all’utente l’ISEE serve solo per ottenere il contributo?
A che cavolo servono i quattro decreti legge Bassanini (l’ente o gestore e concessionario di servizio pubblico non può richiedere al cittadino documenti già in suo possesso) se sono gli enti pubblici per primi a violare la legge stessa?
Ora che ci stanno a fare i vertici di un servizio così organizzato?
Già bella domanda per una “missione” come il servizio sociale.
https://www.youtube.com/watch?v=HYLNTzmaXHU




Una politica ben triste per Trieste.

» Inviato da valmaura il 10 February, 2018 alle 4:01 pm

Come immaginavamo, scrivevamo ed oggi confermiamo.
I partiti e movimenti sono incagliati sulle beghe personali i primi, e sulla generica inconsistenza e non conoscenza, i secondi.
Trieste a 20 giorni dal voto per le politiche ne esce malissimo.
I problemi veri della città (dal futuro del Porto alla riconversione della Ferriera, alle emergenze sanitarie, casa, povertà e degrado dei quartieri) non li affronta nessuno, come il programmino del “candidato” PD Indipendente al Senato ha confermato.
Si va avanti a secchiate di guano, al ritorno dei morti viventi, oppure alla comparsa di onesti sprovveduti che per muoversi sul territorio hanno bisogno del Tom Tom ed i cui problemi, e soluzioni, manco sanno dove stanno di casa.
Per le successive elezioni regionali del 29 aprile, peggio che andar di notte.
Qui gli insulti e le liti tra comari la fanno da padrone, figurarsi dunque proporre soluzioni ai tanti troppi problemi che angosciano la vita della maggioranza dei triestini ed, immaginiamo, dei goriziani, friulani e carnici.
Ed oggi nel 2018 francamente il “votare turandosi il naso, il meno peggio” non è più proponibile né suggeribile. In questi anni i cittadini elettori hanno dovuto “turarsi” tutto: naso, orecchie, occhi, bocca e perfino l’orifizio in basso, e la situazione non è cambiata se non in peggio.
Questi signori che oggi ci chiedono e richiedono il voto non conoscono minimamente la realtà del territorio e della nostra comunità. Pensano che con la compiacenza di stampa e televisioni e qualche vagonata di volantini nelle cassette delle lettere riusciranno anche stavolta ad ottenere quel pugno di voti necessari alla loro sopravvivenza nelle stanze del potere e sottopotere. Probabilmente il loro calcolo alla fine risulterà esatto perché gente senza memoria, e spesso senza dignità, di bocca assai buona, la si trova sempre, magari bestemmiando nel richiamarsi ad antichi e nobili ideali.
Ma questo non muterà di una virgola le condizioni e le prospettive di Trieste e soprattutto le reali condizioni di vita della maggioranza dei suoi abitanti.
Pensateci per un attimo, grazie.




Ferriera-Comune-Dipiazza. L’odierna sceneggiata.

» Inviato da valmaura il 7 February, 2018 alle 2:26 pm

Oggi va in onda l’ennesima puntata della sceneggiata messa in piedi dal Comune sulla Ferriera.
A conferma che questi non conoscono né capiscono nulla, e non vogliono capire e conoscere, delle reali problematiche che stanno alla base dell’inquinamento in uscita dalla Ferriera.
Ritirare fuori per l’ennesima volta la questione della copertura dei parchi minerari è come curare il raffreddore ad un malato di tumore.
Lo ribadiamo una volta per tutte, coprire i parchi a parte quello del Coke che andrebbe stivato negli appositi sili che in parte già esistono, non serve minimamente a ridurre le emissioni nocive.
Già ma gli episodi estivi di “spolveramento”, le cui foto trovate anche su questa pagina, da cosa sono causati?
Oggi ed in questi giorni la Bora ha soffiato forte e molto eppure non un filo di polvere si è alzato dai parchi, e allora?
Semplice gli episodi che si sono verificati alcuni mesi fa dipendono assai poco dai parchi, che ovviamente vanno costantemente irrorati con il fissante, e la pioggia è utile a tal fine, ma dalla mancata pulizia e manutenzione dei piazzali, delle strade interne, dei nastri di caricamento dell’Altoforno intasati da polvere.
Lo abbiamo più e più volte fatto presente all’Arpa, che dovrebbe controllare, il Boscolo lasciamolo perdere che è meglio, durante le riunioni regionali.
La riprova l’abbiamo avuta proprio nei giorni in cui la Bora soffiava oltre ai 100 km all’ora.
Spostare l’attenzione come fa il Comune su questo significa fare un favore ad Arvedi, lasciando inalterate le emergenze della Ferriera.
Altro non serve scrivere.





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