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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Notizie Flash

Per esempio.
Giorni orsono alcune migliaia di persone sono sfilate in corteo per Trieste sul tema “Aprite i porti e siamo tutti umani”. Lodevolissima iniziativa. In questi mesi, ma potremmo dire anni, nessuna forza politica è mai..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
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Circolo Miani » News Correnti » Page 29

UILTIMISSIME! Dipiazza lancia a Barcola il “Bagno Diossina”.

» Inviato da valmaura il 14 August, 2018 alle 2:14 pm

Ne parla alla stampa fino all’arrivo di due omoni in camice bianco che lo sedano e portano via. Il gran caldo dell’Anticiclone Africano ha fatto un’altra vittima. Ora scherzi a parte, vi invitiamo a leggere un articolo da noi pubblicato nel dicembre 2005 sul Terrapieno di Barcola (dove operano una decina di società nautiche e sportive). Tenendo presente che esso è stato in larga parte edificato interrando il mare con centinaia di migliaia di tonnellate di scorie e ceneri del vecchio inceneritore ricche di diossine ed altre schifezze. Bastava consultare l’apposito registro tenuto in Comune. Ovviamente nei decenni l’acqua marina e l’erosione della salsedine hanno trascinato in mare e sui fondali tutto questo “ben di Dio”. Avvertenza per i lettori. Attenzione ai nomi dei protagonisti di allora: sono gli stessi di oggi, Anno Domini 2018, anche il Parco del Mare e Ferriera, con l’aggiunta di Scoccimarro allora non Assessore regionale all’Ambiente ma Presidente della Provincia. L’Arpa poi è sempre l’Arpa. Un nome, una garanzia! Terroristi !!! Scritto da: Teodor - dicembre 2005 “Terroristi”, “è solo fare del terrorismo”: queste le accuse più sentite sulle bocche e lette sui comunicati stampa dei sindacati, in particolare il termine risulta molto amato ed abusato da parte del segretario provinciale CGIL Franco Belci. Ma a chi si riferiscono con questo gentile epiteto i rappresentanti della Triplice? Agli assassini dei prof.i Biagi e D’Antona? Assolutamente no. I destinatari di questo complimento sono coloro che hanno il torto di denunciare il persistere negli anni di gravissime forme d’inquinamento, con conseguenti drammatiche ripercussioni per la salute di chi vive, e anche lavora neh!, in questa città. Insomma la colpa non è di chi inquina, vedi la vicenda diossina-Ferriera, per altro sollevata, nel silenzio naturale od indotto di tanti, già da Circolo Miani e Servola Respira a partire dal 1997, o le più recenti ed analoghe vicende dei due riempimenti marini di Muggia e di Barcola, o di chi per anni non fa un controllo decente o un’indagine seria, no la colpa e di chi, dopo aver inutilmente bussato alle porte di ASS, ARPA, Regione, Comune, Provincia, Ezit, Autorità Portuale o mezzi d’informazione, e già perché qui le inchieste giornalistiche non sanno neppure dove stanno di casa, si rivolge ad una magistratura che certamente su questo, salvo lodevoli eccezioni di qualche Sostituto Procuratore, non brilla per efficace attenzione. E che dichiarazioni poi di tante “Autorità” che dovrebbero avere perlomeno il pudore di tacere, poiché l’istituto delle dimissioni qui è un oggetto sconosciuto. Ma vediamo alcune di queste recentissime perle raccolte col solito ampio spazio riservatole dal quotidiano locale. - Presidente della Camera di Commercio, Industria ecc, Antonio Paoletti: per due giorni di fila esterna sul grande giornale locale la sua rabbia, attenzione non contro chi ha per anni smaltito diossine in quantità 500 (si avete letto bene, cinquecento) volte superiore a quanto consentito dai limiti di legge, già generosi per se, con l’aggiunta di mercurio e idrocarburi in quantità industriale, rifuggendo e risparmiando gli oneri ed i costi di uno smaltimento speciale destinato ai rifiuti tossici. Assolutamente no, il presidente della Camera di Commercio, simbolo vivente dell’inarrestabile decadenza di Trieste, se la prende con chi ha denunciato il problema ed i rischi, e siccome non hanno fegato bastante a dirla chiara, usano la classica formuletta, comune ad altri esternatori di questi tempi: “Nulla contro la magistratura che fa il suo lavoro ma il terrapieno di Barcola è lì da trent’anni e nessuno ha mai detto nulla (appunto)…”. E poi, miracolo a sentire: “Mi domando perché la Ferriera rimane ancora aperta. Non hanno trovato anche lì la diossina?”. ALT!!! Prima di proseguire una pausa di riflessione: stiamo forse parlando dello stesso Antonio Paoletti che da presidente della Camera di Commercio in questi ultimi due anni si è speso in ripetute dichiarazioni a favore del mantenimento della produzione della Ferriera e sempre con ampio spazio sul grande quotidiano locale? E se si, perché il baldo intervistatore del giornale non glielo ricorda? Continuiamo, sempre con il Presidente della Camera di Commercio “Andiamo avanti con il nostro progetto, il Parco del Mare, faremo tutte le bonifiche, che in ogni caso erano già previste (e allora perché s’incazza?) a nostre spese”. Secondo ALT. A “nostre spese”, di chi: della famiglia Paoletti o di parenti e sodali dei consiglieri d’amministrazione della Camera di Commercio? Perché altrimenti il “nostre” è un improprio eufemismo che sta a significare i soldi pubblici, ovvero di noi tutti cittadini incolpevoli e danneggiati nella salute, e non invece di chi ha perpetrato il danno. - Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza: “Non ci penso nemmeno (a interdire l’accesso all’area inquinata), se dovessi far questo ben prima avrei dovuto evacuare tutto il rione di Servola e le aree esposte all’inquinamento molto più grave che proviene dalla Ferriera”. Siamo basiti, ovvero esterrefatti a bocca aperta, il Sindaco, che è per legge anche l’ufficiale sanitario della città, ammette con candore di aver omesso ad un suo preciso dovere, quale ora ve lo spieghiamo. Quando il Sindaco emette le ordinanze, che un minuto dopo la firma entrano in vigore, di blocco e chiusura al traffico per lo sforamento dei valori di legge sull’inquinamento dell’aria, è un atto obbligatogli dall’essere appunto l’ufficiale sanitario, il responsabile legale della tutela della salute dei cittadini: forse chi abita a San Sabba, Valmaura, Servola, Chiarbola, Ponziana, Campi Elisi non fa parte del Comune di Trieste e di conseguenza può ammalarsi e crepare tranquillamente? I Sindaci di Taranto (centrodestra), di Piombino (sinistra) e di Genova (centrosinistra) non la pensavano così quando nelle analoghe situazioni hanno firmato l’ordinanza di chiusura e sequestro delle Ferriere operanti nelle loro città, forse Trieste, anzi i quartieri di cui sopra dove vivono oltre ottantamila persone, più Muggia, gode di un regime extraterritoriale dove la legge italiana non è in vigore? La verità è semplicissima e sotto gli occhi di chi li usa per vedere: nel 2001 Dipiazza ed il centrodestra vinsero le elezioni impegnandosi, tra le altre promesse, a chiudere la Ferriera, cavalcando una battaglia che non conoscevano e che non avevano mai fatto fino a due mesi dalle elezioni, ma che avevano intuito, grazie anche alla suicida e censoria politica editoriale del quotidiano locale, avrebbe loro permesso di raccogliere consensi decisivi tra migliaia di residenti. Cinque anni dopo (2006) il Sindaco si appresta a fare campagna a Servola e rioni limitrofi con lo stesso slogan; nulla di concreto è stato da lui fatto ma confida nell’esasperazione della gente, nella scarsa memoria dei cittadini e nei regali che continua a ricevere dalla imperterrita censoria linea editoriale della stampa. In realtà lui, Dipiazza, assieme alle altre istituzioni, avrebbe benissimo potuto già da anni risolvere questo problema, lui a parole ama definirlo “cancro”, di ciò invece meno amano parlarne le migliaia di triestini ammalatisi e morti nel frattempo, ma questo significava assumersi delle responsabilità, lavorare seriamente per il futuro economico della città ove ricollocare i lavoratori dello stabilimento, insomma fare veramente il mestiere di sindaco, ma lui sperava che a risolvere il problema fosse il PM Federico Frezza ed un atto della magistratura, con la quale per altro non ha mai incisivamente collaborato. Cinque anni buttati tra simpatiche battute, tra cancri e ferriere da chiudere a parole. - Presidente della Società velica di Barcola e Grignano, organizzatrice della “Barcolana”, Gastone Novelli ed altri esponenti delle società veliche e nautiche: esprimono preoccupazione per il futuro delle attività sportive e sociali, e per gli allenamenti bloccati dei "loro ragazzi" e, ovviamente, per la Barcolana 2006 e le altre gare e regate. Per gli eventuali danni alla salute a cui sono stati esposti i “loro ragazzi” in questi anni neppure una parola né una lacrimuccia, qui ogni commento sarebbe superfluo se non fosse che il presidente Barcolana Gastone Novelli non fosse stato fino ad un anno e mezzo fa il direttore generale dell’ARPA della Regione Friuli Venezia Giulia, e non avesse percepito uno stipendio, seppur lordo, di centinaia di milioni per vigilare sull’inquinamento di terra, aria, acqua e mare, nella nostra Regione. Una vigilanza inappuntabile visti i risultati almeno nella provincia di Trieste, complimenti ed una domanda: come mai dalla Ferriera ai terrapieni di Barcola e Muggia in tutti questi anni non vi siete mai accorti di nulla e questi casi sono sempre venuti alla luce grazie a denunce di privati cittadini o di Circoli ed associazioni? Eppure come l’ASS avevate fior di strutture e sedi sul territorio, personale ben stipendiato dai quattrini dei contribuenti e le ricerche non erano difficili: ora lei, da presidente della società velica, si lamenta di un mancato preavviso della magistratura (un sequestro su appuntamento con mazzo di fiori insomma), ma bastava, come risulta dalle prime indagini, andare in Comune e vedere le carte dell’inceneritore, ci ha mai pensato tra una Barcolana e l’altra? - Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy: “Dell’inquinamento non sono più di tanto sorpreso (noi si, speravamo sempre, che sciocconi, in una maggior serietà professionale di chi ci amministra). All’epoca non c’era sensibilità ambientale e si scaricavano materiali non consoni”. All’anima del “consono”: diossine, mercurio ed idrocarburi erano ben noti, anche negli anni settanta, come inquinanti altamente cancerosi. Seveso e la faccia del Presidente Ucraino (avvelenato da spie russe) vi dicono qualcosa? Ed in merito alla “sensibilità ambientale”, frase usata anche da Dipiazza per l’occasione, si sperava che chi faceva dell’impegno politico una professione e come tale veniva retribuito dai cittadini, avesse almeno l’intelligenza di leggere i principali giornali editi in Italia in modo così da arricchire le sue sensibilità, non solo quella ambientale. Post Scriptum: “Lunedì esaminerò la questione con gli uffici e vedremo cosa dice la legge - ha detto Dipiazza - ma penso che se dovessimo interdire gli allenamenti a Barcola, dovremo proibire alla gente di Servola di uscire di casa”. Questa la dichiarazione del Sindaco Roberto Dipiazza sul grande quotidiano locale di domenica 4 dicembre. Delle due l’una: o gli abitanti di Servola ma anche di Valmaura, San Sabba, Chiarbola-Ponziana, Campi Elisi, insomma di Trieste e Muggia, capiscono quello che io comprendo leggendo questa incredibile dichiarazione od è meglio chiudere baracca e cambiare città ed aria. Se ci sono, ed io non dubito purtroppo che ci siano, dati che imporrebbero non a cinquantamila e passa triestini di doversi tappare in una casa trasformata in una specie di rifugio atomico, ma la immediata chiusura di stabilimenti, la Ferriera in primis, che producono questi risultati allora stiamo assistendo ad una farsa che gioca cinicamente ed elettoralmente con la salute e la vita di noi tutti. Ricordiamocelo. Se poi uno vuole farsi prendere gratis per il deretano ….. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2265221657082123/?type=3&theater


Politici e Ferriera. FATE PENA !!!

» Inviato da valmaura il 13 August, 2018 alle 12:17 pm

La vicenda di ieri, ben ripresa dal Post e dal video (L'Eco della Serva) qui sotto, è un episodio piccolo ma grandemente indicativo. Piccolo perché si tratta di imbrattamento (le polveri sollevate), fastidioso quanto si vuole, ma non di inquinamento. Indicativo perché ampiamente annunciato dai bollettini meteo e già accaduto in passato. Le cause le abbiamo illustrate nel pezzo qui sotto nella pagina e dunque non le ripeteremo. Ma questo episodio è emblematico della totale ignoranza, delle negligente incapacità di una intera classe dirigente, e del personale tecnico alle sue dipendenze e di quelle sigle di comodo di cui amano circondarsi, di affrontare, prevenire e risolvere anche episodi di elementare portata come quello di ieri. I nomi? Quelli di tutti quanti hanno governato Regione, Comune e Provincia, finchè esisteva, dal 1998 ad oggi. Delle forze politiche, vecchie e relativamente nuove che sette anni non sono pochi, che a vario titolo (opposizione o maggioranza) occupavano i Consigli, e di chi ha collaborato con loro prendendo in giro i cittadini, almeno quella parte minoritaria che ha votato, che qui a Trieste sono decisamente di bocca assai buona e di memoria altrettanto corta. Quando chiamati dall’attuale assessore regionale Scoccimarro gli dicemmo che non aveva senso avviare alcuna collaborazione se non liberava la Regione da consulenti, direttori e tecnici che sulla Ferriera avevano permesso questo disastro, e da venti anni, e che lui invece aveva appena pubblicamente lodato su stampa e TiVù, lui ci domandò ironicamente se pensavamo di saperne di più di Arpa ed Università. “Mille volte di più” gli rispondemmo. Non aprì bocca e ci salutammo. Ecco il tutto sommato piccolo episodio di ieri è la conferma lampante di quanto gli abbiamo inutilmente detto. Si, questi fanno proprio pena! Sbatteteci un vostro "Mi Piace" alla Pagina per consolarvi. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2263915397212749/?type=3&theater


“Allucinante, inaccettabile” e chi più ne ha, più ne metta.

» Inviato da valmaura il 9 August, 2018 alle 12:34 pm

Per l’assessore al Patrimonio comunale, Lorenzo Giorgi, è “allucinante” lo stato in cui ieri ha trovato l’ampio edificio scolastico di via Fianona. Per noi invece è “allucinante” che lo scopra solo ora dopo 18 anni di abbandono totale da parte del Comune di questa ampia struttura collocata in un quartiere: Valmaura, in una Circoscrizione: la Settima, da sempre privi di luoghi di incontro ed aggregazione. In questi 18 anni il suo Sindaco ha governato, si fa per dire, per 13; Cosolini per 5 e Lorenzo Giorgi è stato consigliere in Comune per oltre 10. Ed ora, dopo aver fatto degradare nella più totale incuria questo spazio pubblico, si perita pure di esprimere giudizi. L’unica cosa che dovrebbe esprimere, lui ed i suoi colleghi che hanno sgovernato il nostro territorio, sono le scuse, ed un minuto dopo tornarsene a casa facendosi vedere in giro il meno possibile. A proposito non è che la Corte dei Conti vuol dare un’occhiatina per verificare se ci sia un danno erariale da parte degli amministratori comunali? Così per togliersi uno sfizio. “Inaccettabile” la violenza sui più deboli. Così sbotta, irato ma non troppo: alla sua maniera, l’assessore comunale ai Servizi Sociali, Carlo Grilli, a commento dei supposti maltrattamenti subiti da anziani presso una casa di riposo. Mentre ieri, e ieri l’altro chiunque tentasse di telefonare ai vari interni del suo assessorato di via Mazzini che si occupano del Sostegno al reddito, si trovava di fronte al silenzio più totale, oppure, finalmente, alla portineria dell’assessorato si sentiva rispondere che “bisognava venire di persona in via Mazzini, nel camerone a piano terra. Però guardi che abbiamo disposizioni di staccare un massimo di 60 biglietti al giorno”. Per gli altri nisba. Ritornare e sperare di risultare tra i primi 60 classificati. Ovviamente le lunghe ore di attesa senza alcun rispetto per la privacy, queste non sono violenza perché le organizza una “istituzione”. Come i sette mesi di ritardo nel pagamento dei sussidi antipovertà sono una dolce carezza affettuosa per migliaia di triestini. Vai a casa che è meglio Grilli, e inizia a guardare la “trave” che hai nel tuo occhio prima di occuparti delle “pagliuzze” altrui. PS. Per le foto, Facebook Circolo Miani.


Ferriera. Tanto rumore per nulla.

» Inviato da valmaura il 7 August, 2018 alle 12:54 pm

Delle due pagine che in apertura il piccolo giornale dedica alla Ferriera, emergono per contrasto alcune cose, annegate in una mare di altre inutili. Primo. Che il Comune di Trieste ha violato la legge che gli imponeva da tempo di presentare un Piano d’Azione Comunale contro l’inquinamento acustico, dividendo il territorio per zone, con particolare riguardo all’inquinamento da fonte industriale. Secondo. Che la Regione ha violato la stessa legge non sostituendosi al Comune inadempiente. Terzo. Che la scusa puerile dell’inadempienza non regge (favorire la Ferriera) perché più volte in passato la Regione FVG (l’ultima volta proprio nella seconda AIA concessa alla proprietà Ferriera) non ha esitato a derogare (lo può fare) ai limiti di legge. Uno per tutti l’innalzamento a 70 del limite di 50 fissato dalla legge per il mezzo Mobile, centralina di via San Lorenzo in Selva, per le PM10 (polveri sottili). D’altronde la stessa norma sull’inquinamento acustico ha come fine la tutela della salute dei cittadini e dunque mai deroga in questo senso appare più appropriata. La realtà è che non vogliono assumersi alcuna responsabilità. Detto questo tutto il resto è molto fumo e niente arrosto. Salvo per quanto riguarda l’operato dell’ARPA. La stessa Arpa che ha più volte certificato la corretta conclusione dei lavori prescritti dall’AIA alla Ferriera. Ora ci dicono che ci sono degli sversamenti in mare di metalli superiori ai limiti di legge. Bene, anzi male, ma questi sversamenti esistevano da almeno venti anni e per di più in misura ben maggiore, così come l’impestamento delle falde acquifere e dei terreni. Lo abbiamo denunciato in buona compagnia (Ministero dell’Ambiente) dal 2000 in poi e l’ARPA non ha mai mosso dito. Anzi no, eccone l’esempio. Ci sono due episodi che meritano brevemente di essere qui ricordati per la loro alta simbologia. Presunto innocente (Presumed Innocent) è un film del 1990 diretto da Alan J. Pakula, interpretato da Harrison Ford. È tratto da un romanzo di Scott Turow. Ve lo ricordate? Quello in cui una delle prove regina dell’accusa, un bicchiere con le impronte di Harrison Ford, non si trova più e pertanto l’accusa deve rinunciare ad utilizzarla nel processo. Ecco, pur senza il bravo attore americano, la stessa cosa è accaduta al Tribunale di Trieste. Processo alla Ferriera per lo sversamento di inquinanti nel mare del Vallone di Muggia. La prova regina qui consiste non in un bicchiere ma in una provetta contenente il campione di acqua marina prelevato. Dalle cui analisi trovano piena conferma le tesi accusatorie. Come suo diritto la difesa della Lucchini chiede sia prodotta in aula la provetta contenente l’acqua marina incriminata. Il giudice ovviamente, e non può essere diversamente, accoglie la richiesta ed invita l’ARPA a portare, fissando la data della prossima udienza, il campione in questione. Il giorno stabilito per la ripresa del processo, si presenta sconsolato un funzionario dell’ARPA a dichiarare che per quante ricerche avessero fatto, la provetta con il campione d’acqua marina non l’hanno trovata. Nuovo rinvio e nuovo invito ultimativo del Giudice all’ARPA di trovare e produrre in aula la sospirata quanto inquinata acqua del Golfo di Trieste. Alla nuova ed ultima udienza di questo processo si presenta il direttore ARPA per annunciare, affranto, che la boccetta si è rotta e non esiste più il campione analizzato. L’epilogo chiunque lo può immaginare. Prosciolto l’imputato. Il secondo caso riguarda la nomina, sempre nei processi che si susseguono negli anni duemila, di un perito del Tribunale incaricato di fare una perizia sugli impianti. In aula viene chiamato a prestare giuramento di accettazione dell’incarico un ingegnere di Udine, funzionario dell’ARPA, al quale vengono descritti i quesiti a cui dovrà rispondere nella perizia. Dopo la sua accettazione il Tribunale fissa in 180 giorni la data per l’esecuzione peritale e fissa pure la data dell’udienza successiva. Alla stessa, cioè trascorsi i giorni indicati per la redazione della perizia, il funzionario ARPA si presenta e chiede di essere sollevato dall’incarico, ovvero rinuncia allo stesso per manifesta, ammessa, incompetenza. Qualcuno in aula ha proposto a voce alta l’assunzione all’ARPA del proprio cuoco. Ovviamente sei mesi e oltre guadagnati dall’imputato. Sul resto delle due pagine del piccolo giornale non merita sprecare inchiostro. Nelle foto di alcuni anni orsono un “modesto” sversamento (non visibile ad occhio umano da Arpa e Capitaneria portuale) di schiuma bianca (porticciolo tra la Ferriera e pontili Siot). https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/pcb.2256272894643666/2256271981310424/?type=3&theater


Trieste città turistica?

» Inviato da valmaura il 5 August, 2018 alle 11:48 am

No, diremmo proprio di no. Al massimo una città di passaggio dove ci si ferma giusto il tempo per visitare il Castello di Miramare, e pochissimo altro, quando va bene. ‘Sta storia dei concerti sempre e solo in piazza Unità, a proposito chiunque non sia accecato dall’ottusità mentale si faccia due passi in piazza dopo l’ultima tornata e si guardi la pavimentazione dove mette i piedi. Tra strisciate di pneumatici da Tir, macchie a leopardo di olio nero da trazione, fratture e scheggiature delle pietre ha solo l’imbarazzo della scelta. Il centro storico trasformato in pizzeria (Galleria Tergesteo) o tendopoli semipermanenti di bigiotterie e fritture. Piazza Verdi tra giostre e palchi di tubi innocenti semipermanenti. Le rive cancellate per settimane alla vista da simil Suk di Tangeri, lo spazio pedonale oramai ristretto ad un terzo dalla occupazione di tavoli e tavolini dei bar. Difficile che ad un turista, solitamente di mezza età ed oltre, tutto ciò stimoli piacere ed interesse. Chi ci guadagna da questa ennesima “sagra”? Così a naso diremmo appunto i bar, pizzerie e pub dei dintorni. La città ne ricava soprattutto oneri e divieti. Invece di investire in un percorso culturale affiancato dalle poche risorse enogastronomiche che la nostra provincia offre, da una rivalutazione delle bellezze del territorio: da Muggia a Duino, esclusa la mostruosa piramide tronca in cemento armato di Monte Grisa, qui si vivacchia senza arte ne parte passando da una sagra all’altra. Oppure si vaneggia da anni su di una retrograda assurdità come il “parco del mare”. Ora parte pure l’inutile “rifacimento” di piazza Libertà o della Stazione che dir si voglia. Piazza che con l’annesso giardino ai triestini va benissimo così com’è, viabilità compresa; ed allora a che e chi serve buttare quasi cinque milioni di euro in questi inutili lavori? Ma diamine serve a chi li incassa. E poi c’è la stampa che ci mette del suo. Ieri le prime due pagine dedicate ai “bivacchi” sulle panchine, a tre, diconsi tre persone multate (praticamente il Comune ci ha rimesso pure il costo della carta dei verbali, tanto non incasserà mai un centesimo), ed allo “svacco” dei turisti. Che notoriamente non tutti girano in smoking ed alloggiano ai Duchi ed al Teresia. ‘Sti straccioni. Ma per fortuna che Polidori c’è! Nelle due ultime foto (visibili sulla pagina Facebook Circolo Miani), le orripilanti immagini dei bivacchi barcolani, biscazzieri compresi.



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