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Trieste Verde. A cosa diciamo no!
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Circolo Miani » News Correnti » Page 29

Vivere con 5 euro LORDI all'ora! Per i giorni che hai la fortuna di lavorare.

» Inviato da valmaura il 3 April, 2022 alle 12:01 pm

Ma la tronfia politica si lamenta della “denatalità” a Trieste.
 
Allora, oggi sulla stampa appare un articolato resoconto sulle condizioni lavorative (turni e paghe) del personale a cui è affidata la cura dei Musei cittadini. Ovviamente si tratta di uno di quei tanti appalti attraverso i quali l'Amministrazione cittadina, a partire dalla fine degli anni Novanta, ha “esternalizzato” a cooperative e ditte il lavoro prima svolto in proprio dai dipendenti comunali (l'agognato posto fisso).
Non è irrilevante, anche se non abbiamo motivo di dubitare sulla correttezza della procedura d'affidamento, che la principale ditta assegnataria dei lavori sia la Euro&Promos (la “&” commerciale fa sempre molto figo) che risulta essere di proprietà della famiglia friulana Bini, la cui guida è anche contemporaneamente capo del partito Progetto FVG nonché Assessore regionale alle Attività produttive e Turismo.
Tutto lecito, per carità, ma almeno inelegante, ci sia concesso evidenziarlo: che un'azienda di proprietà di uno dei leader del centrodestra regionale, nonché detentore di una delega assessorile importante quanto sensibile per le sorti anche del Comune di Trieste ottenga, lecitamente lo ribadiamo, l'assegnazione di un appalto tra i più significativi dal Comune di Trieste retto sempre dal Centrodestra, ma fosse pure a guida Centrosinistra il discorso non cambia, appare quanto mai INOPPORTUNO per lo meno.
Nella foto troverete riprodotto l'articolo in questione, mentre noi ripresentiamo uno dei tanti nostri interventi scritti nel merito, ovviamente va aggiunta l'osservazione che questa politica, questi eletti di opposizione e maggioranza scelti dai Triestini, d'altronde chi si accontenta gode, e tace aggiungiamo noi, non apre bocca sulla questione dopo tutte le fanfaronate promesse in campagna elettorale.
Trieste: “denatalità” = stupidità politica.
La nostra città perde da decenni una media di 1600-1800 registrati all'anagrafe all'anno, tant'è che oggi conta “solo” 203.000 abitanti, immigrati residenti compresi.
Ed ora, in questa campagna elettorale, e ti pareva, tutta la politica scopre l'emergenza denatalità ed indica nel futuro di Porto Vecchio il “Viagra” per invertire il corso.
Ora a parte la considerazione che il nostro Pianeta ha un ritmo di crescita della popolazione da far spavento e superare ogni limite di equilibrio naturale, e che prima che il “miracolo” Porto Vecchio divenga realtà, qualunque, viste le idee assai confuse, essa sarà, ci vorrà un ventennio buono, e ad essere ottimisti.
E che per richiamare persone anagraficamente giovani disposte ad investire vita e futuro a Trieste bisogna essere in grado di garantire loro dei servizi efficienti, a partire dalla sanità, ed ora non ci pare sia proprio cosa, non ci si chiede il perchè i Triestini siano così “sterili”, ovviamente ci riferiamo a quelli in grado anagraficamente di “procreare”.
Eppure la risposta è molto semplice, per chi la vuol vedere si intenda: la mancanza di un lavoro certo e dignitoso, e la conseguente sicurezza del proprio futuro, anche quello pratico e banale di poter stipulare un mutuo bancario per acquistare un tetto dove vivere.
“Mettere su famiglia”, qualunque essa sia, ed andare a vivere fuori dall'ambito familiare costa.
Fare un figlio oggi poi è un lusso, economicamente parlando, che molti non si possono permettere, anche per la carenza di aiuti pubblici concreti, che a parole son bravi tutti, e di adeguati servizi sociali e scolastici gratuiti.
Quando questa politica, cieca, incapace quando non cointeressata, favorisce l'esternalizzazione a ditte e cooperative di gran parte delle mansioni e dei servizi che fino agli anni Novanta erano svolti dai dipendenti pubblici, soprattutto comunali. Quando questa accetta che il servizio “per asporto” venga realizzato in condizioni di totale sfruttamento del personale che lo attua, li chiamano col termine inglese “riders” per ingentilire la situazione.
Quando insomma queste persone impiegate da ditte e cooperative, in maggioranza per alcune ore al giorno, portano a casa a fine mese una media di 600 euro netti, difficile pensare a costruire famiglie e mettere al mondo pargoli.
Eppure la soluzione pratica, rapida e fattibile c'è, e il Circolo Miani, ancora una volta l'unico, l'ha ben indicata nella sua proposta di riforma del Comune di Trieste: riportare in capo ad esso tutte le mansioni ed i servizi oggi dati in appalto all'esterno, oltretutto ne guadagnerebbe in risparmio economico ed in qualità. Eppoi premere sulla Regione, che ne ha potestà, per fissare un contratto lavorativo quadro, che garantisca un salario minimo orario e le coperture sociali a chi svolge oggi un'attività precaria e molto spesso individuale.
E scommettiamo che nel giro di qualche anno la curva della “denatalità” scomparirà mentre lorsignori staranno ancora vaneggiando su Porto Vecchio?



Questo scrivevamo giusto un anno fa. Centrale Nucleare e Val Rosandra.

» Inviato da valmaura il 3 April, 2022 alle 11:59 am

I conti non tornano.
 
Ora non avendo nulla da rimproverarci, anzi, fummo tra i primi a segnalare, con una inchiesta giornalistica curata dall'amico geologo Calligaris, gli inaccettabili rischi per Trieste e la Regione che una Centrale Nucleare collocata a Krsko in Slovenia, non proprio di ultimissima generazione, a 130 chilometri dalla nostra città, creava.
Criticammo duramente la Giunta regionale di centrodestra guidata da Tondo che addirittura ne auspicava il raddoppio e chiedeva l'inserimento, tramite le finanziarie regionali, nella società proprietaria del nuovo ampliamento anche della Regione FVG.
Per anni poi, a finire con il nostro impegno contro la mattanza degli alberi, seguimmo la vicenda del Parco Naturale della Val Rosandra, di cui non da ora le sorti sono minacciate dal progetto costruttivo del raddoppio, con estese gallerie e viadotti, della linea ferroviaria slovena che collega Capodistria a Divaccia.
Ora sentiamo il patriota assessore per “la difesa dell'Ambiente” regionale, collega di partito di quell'altro assessore processato per l'abbattimento di decine di alberi sanissimi proprio in Val Rosandra, schierarsi contro il progetto ferroviario sloveno in nome della salvaguardia della Valle.
Giusto certamente, ma tardi, anzi tardissimo.
Non lo sentiamo invece emettere neppure un flebile lamento contro la Centrale di Krsko, di cui sono partiti i lavori di manutenzione proprio in questi giorni anche in previsione del suo raddoppio.
Ora, dopo che le recenti forti scosse di terremoto hanno per l'ennesima volta coinvolto l'area Croata e slovena, costringendo al fermo precauzionale la stessa centrale collocata su di un'area a tradizionale forte sismicità, anche il Governo Austriaco ne ha chiesto la chiusura, e qui che l'abbiamo invece alle porte di casa nostra tutti zitti, salvo noi si intende.



Un Parco del Mare ipotetico e le chiusure reali. Paoletti GO HOME!

» Inviato da valmaura il 3 April, 2022 alle 11:56 am

Sarebbe sempre ora che si puntasse la lente d'ingrandimento su di un ente sostanzialmente inutile e autoreferenziale, ovvero la Camera di Commercio almeno nella versione triestina.
Oggi la stampa ne offre un esempio tangibile nel dare notizia dell'ennesima chiusura di un punto vendita periferico (oltre 500 quelli chiusi a Trieste negli ultimi anni):
“Il 37enne Ferraro alza bandiera bianca e abbandona un sogno iniziato nel 2016 quando aveva rilevato l'attività che era stata delle Operaie.
Dal Carso con meno servizi, fino al Covid e al caro bollette, Andrea chiude il suo market erede delle Coop a Prosecco.”
«Mi sarebbe piaciuto avere maggiori aiuti pubblici per la mia attività - il suo rammarico - dal momento che la politica è solita pubblicizzare molto, soprattutto, i contributi all'imprenditoria giovanile. Io, però, al di là di un minimo contributo camerale prima promesso e poi revocato a causa della mancanza dei fondi, di aiuti concreti, non ne ho avuti».
La frase chiave è questa: “ Io, però, al di là di un minimo contributo camerale prima promesso e poi revocato a causa della mancanza dei fondi”.
Ne segue la domanda di rito: “mancanza di fondi” della Camera di Commercio?
E gli oltre otto milioni di euro asseritamente fermi in cassa per la ciofeca del Parco del Mare, che poi sono tutti soldi pagati coattivamente dagli associati?
Ecco quando scoppiò l'emergenza pandemica con conseguente bastonata economica noi, si noi, Circolo Miani, scopiazzati poi male e tardi da altre sigle di comodo pseudopolitiche, proponemmo che per tamponare la grave crisi di liquidità che colpiva commercianti ed esercenti per le spese fisse e di gestione dei locali, che correvano comunque anche a serrande abbassate, si sbloccassero quei tanti soldi e la Camera di Commercio facesse almeno una volta una cosa utile a giustificare la sua esistenza in vita.
Oggi questa notizia ci conferma nella giustezza della nostra proposta che quasi sicuramente avrebbe contribuito a tenere aperto il Market di Prosecco, tra i tanti.
Paoletti go home!



Questo ho cercato di fare.

» Inviato da valmaura il 1 April, 2022 alle 1:59 pm

Una Resistenza ingessata e “celebrata” per pochi intimi partitici.
“Definizione programma celebrazioni e per accogliere eventuali proposte. Si sottolinea la necessità di comunicare, durante la riunione, i nominativi dei relatori degli interventi celebrativi al fine di poter garantire (come Comune) la pubblicazione e affissione dei manifesti in tempi utili.”
Questo scrive testualmente il succinto invito a firma del Sindaco Polidori inviato ai Capigruppo consiliari e ad una serie di associazioni sindacali e culturali.
Forte di tale testo mi sono permesso, da Capogruppo della Lista civica Muggia, di proporre un pubblico dibattito nella settimana tra il 20 ed il 27 aprile con la ricercatrice e storica Marina Rossi che con Sergio Ranchi e Galliano Fogar nel 1994 aveva scritto il libro “Guadagnavo sessantun centesimi all'ora..” Lavoro e lotte al Cantiere San Rocco. Muggia 1914-1966 Trieste, Irsml, "I quaderni di Qualestoria" , ed in subordine un intervento sempre di Marina Rossi su di una sua ricerca sul tema “Le donne di Muggia tra guerra e resistenza.”
Inoltre avevo proposto di inserire nel calendario la manifestazione di consegna della medaglia del Comune ai genitori di Giulio Regeni, esempio vivente di quegli ideali che avevano animato la Resistenza.
Sono stato zittito da tutti gli altri presenti: ovvero l'unico altro Capogruppo, la piddina della Lista Bussani, Surian che ci ha messo particolare foga, e dagli altri quattro (due per la Cisl e due per le associazioni slovene) con la motivazione che la riunione riguardava solo ed esclusivamente la scelta dei relatori al Comizio celebrativo del 25 aprile, che vi anticipo saranno il Sindaco Polidori ed il suo predecessore Laura Marzi. E vi raccomando di non usar di gomiti per farvi largo nella folla che vi assisterà.
Poi sono passate praticamente inosservate la sfilza di deposizioni di corone previste per il giorno 22 aprile e la mia proposta per il pubblico dibattito con Marina Rossi è stata girata in carico all'Anpi, presente alla riunione con un suo rappresentante.
Alcune osservazioni fattuali: non è assolutamente vero quanto sostenuto in quella sede dagli altri presenti e di nuovo con particolare solerzia dalla “progressista” Surian, ovvero che l'invito limitava la scelta agli oratori del Comizio del 25 aprile, basta rileggersi il testo ufficiale: “programma celebrazioni” al plurale e soprattutto “i nominativi dei relatori degli interventi celebrativi”, sempre al plurale in un calendario ufficiale che ne riserva già due giornate (il 22 ed il 25 aprile).
Interessante poi notare la corale contrarietà di tutti al coinvolgere i genitori di Giulio Regeni, di cui una parte di loro già affermava di conoscere la loro agenda settimanale per il 25 aprile che li vedeva asseritamente partecipi ad altre iniziative “resistenziali”: chi citava Udine chi Fiumicello.
Poi se proprio vogliamo, e senza fare torto all'Anpi, fare un dibattito a Muggia con Marina Rossi lo possiamo promuovere come Circolo Miani, e senza sfigurare, che una cosa, ci si concederà, è avere il Comune come Istituzione organizzatrice altra cosa è che lo promuova una benemerita associazione privata.
Ci spiace solo per quel galantuomo di Gastone Millo, che almeno si è risparmiato il dolore di vedere quali siano oggi i suoi asseriti eredi politici.
Maurizio Fogar.



Indovinate chi manca nelle foto?

» Inviato da valmaura il 1 April, 2022 alle 1:37 pm

Per cinque anni, nei quali si è deciso sul futuro del territorio e dello sviluppo di Muggia, la precedente amministrazione comunale Marzi/Bussani non ha mai partecipato, pur avendone il diritto-dovere per legge, alle riunioni del Comitato di Gestione dell'Autorità Portuale dove si assumevano le decisioni e si varavano i progetti territorialmente competenti (da Adriaport, ex Raffineria Aquila, alla viabilità ferroviaria e stradale in uscita per Aquilinia, agli estesi quanto delicatissimi dragaggi nel Vallone di Muggia, al progettato Laminatoio a Caldo, defunto, alle Noghere, alla logistica su rotaia e strada sempre nell'area, ai lavori di bonifica della stessa).
Oggi nuovo articolo praticamente a tutta pagina sul Piccolo, con un errore: i 45 milioni, nostri, e che vanno spesi dall'Autorità Portuale entro il 2026 pena la loro decadenza, non servono, come scrive il poco informato articolista per le “bonifiche” dei terreni della inquinantissima fu Raffineria, e nè potrebbero esserlo, ma per i Dragaggi e la messa in sicurezza della linea di costa.
Intervento che il Presidente del Porto D'Agostino preme avvenga in contemporanea, per ovvie ragioni, con l'avvio delle bonifiche dei terreni a carico oneroso della società statale ungherese, e da concludersi entro appunto il 2026.
Oggi nell'articolo e nelle foto compaiono quasi tutti i protagonisti di questo piano (Ungheresi, Governo, Regione, Autorità Portuale), meno uno: indovinate chi manca nel testo e nelle foto?
Ma diamine, sempre lui, ovvero il Comune di Muggia che abdica al suo ruolo e rimane spettatore passivo nelle scelte e nelle decisioni che investono proprio i suoi cittadini ed il loro futuro, di vita, salute e lavoro.
Anche per questo dopo una precedente Mozione presentata sul tema come due Interrogazioni, e ovviamente respinta senza alcun dibattito in una delle rare apparizioni del fantasma del Consiglio comunale, il consigliere della Lista civica Muggia, Maurizio Fogar, ha depositato da oltre un mese una nuova Mozione richiedente l'urgente Audizione in Consiglio comunale, se darà ancora cenno di esistenza in vita, del Presidente dell'Autorità Portuale e Coselag (ex Ezit), Zeno D'Agostino.
Eccone il testo.
Mozione
Al Sindaco di Muggia.
Oggetto: pubblica Audizione del Presidente Coselag ed Autorità Portuale, Zeno D'Agostino.
Considerato che se non si vuole vanificare il fondo di 60 milioni stanziato per i lavori di bonifica e logistica dell'area industriale delle Noghere, che vanno a decadere a fine 2026, bisogna fin da subito programmare progetti e lavori nell'area stessa. Lavori che è opportuno tutelino le zone alberate lì cresciute in questi decenni.
Considerato che analoga tempistica investe l'avvio dei lavori per la messa in sicurezza della linea di costa dell'area ex Raffineria Aquila, della bonifica della stessa, ed inoltre progettazione e realizzo della viabilità stradale e ferroviaria Adriaport in località Aquilinia.
Considerato che analoga tempistica investe pure l'avvio dei complessi (avvengono sui 1200 ettari di fondale marino classificati come altamente inquinati dal Ministero dell'Ambiente) ed estesi lavori di dragaggio nello specchio marino del Vallone di Muggia.
Preso atto che occorra fin da subito individuare, almeno per grandi linee, le tipologie di imprese da coinvolgere nello sviluppo economico dell'area Noghere, una volta bonificata.
Posto che, vista l'importanza e l'imponenza dei suddetti lavori ed interventi, che investono un'area limitrofa densamente abitata e che vede la presenza pure di istituti scolastici, è indispensabile avviare la più ampia informazione e consultazione con i residenti delle aree interessate e più in generale con l'intera comunità.
Tutto ciò premesso si chiede di promuovere il più rapidamente possibile una Audizione con il Presidente Coselag e Autorità Portuale, Zeno D'Agostino, possibilmente in presenza, in Consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria, dando nello stesso modo la più ampia pubblicità all'evento in modo da dare la possibilità ai cittadini di seguirlo in diretta.
Maurizio Fogar, consigliere Lista civica Muggia.




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