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Circolo Miani » News Correnti » Page 29

Circolo Miani. Hanno sbagliato Pagina.

» Inviato da valmaura il 28 May, 2020 alle 2:38 pm

Tutti quelli che pensano che la Terra sia piatta, che Apollo 13 e lo sbarco sulla Luna sia stato girato a Hollywood, che le Torri Gemelle se le sia abbattute il pessimo, ma mai come Trump, Presidente Bush figlio, e che il Covid-19 sia un mix tra una bufala ed una congiura modello Spectre, hanno decisamente sbagliato Pagina ed il fatto che se ne siano accorti, lasciandoci, è l’unico elemento che gioca a loro favore.
Così come quelli che r
iempiono le tastiere di “No 5G !!!!!” e non muovono dita e cervello per seguire l’unico percorso raziocinante e percorribile con successo per prevenire un domani danni alla salute ed all’ambiente della nostra comunità. O che vedono in ogni albero tagliato, contro il cui abbattimento ingiustificato noi combattiamo, e non solo a parole, da anni una congiura diabolica ordita da raffinate menti (chi: Dipiazza, Polli e Lodi, o Cosolini? Ma per favore!) al soldo delle multinazionali del 5G. Mentre si tratta più banalmente, ma non per questo meno grave per il danno causato, della somma di due semplici fattori: incapacità ed ignoranza ambientale, accompagnati dall’insano principio che oggi l’importante è “far girare i soldi”, pubblici si intende, per farli diventare privati.
Ecco a tutti questi, e non certamente a quelli che dissentono da alcune nostre opinioni, e ci mancherebbe: sai che noia il Ping-ping quanto il Pong-pong, consigliamo caldamente di scegliersi altre pagine per essere “informati”, su Facebook e dintorni avranno solo l’imbarazzo della scelta.
Noi francamente se vogliamo fantasticare preferiamo leggere un buon vecchio giallo di Agatha Christie o di Rex Stout, o rilassarci con le puntate dell’Ispettore Barnaby o dell’intramontabile tenente Colombo.
“Nel Far West i cimiteri sono pieni di ottimisti” faceva dire Sergio Leone in un suo film.
Ma la realtà che stiamo vivendo non è purtroppo un film né un gioco, e francamente buttare alle ortiche tanti sacrifici per degli egoisti o peggio degli incoscienti è un lusso che non possiamo permetterci. E siccome dopo tutto siamo buoni di cuore non auguriamo a questi sprovveduti di provare sulla pelle loro o dei loro cari quello che hanno vissuto o stanno vivendo i colpiti da questa pandemia. Ma ci costa fatica assai.
Adieu.

https://www.facebook.com/circolomiani/photos/a.1497907753813521/2782975495306734/?type=3&theater





E la nave va ….. a picco !

» Inviato da valmaura il 27 May, 2020 alle 12:46 pm

Perfetto esempio di lungimiranza, tempismo e capacità organizzativa.
Nel momento in cui tutti prendono le distanze dalla balzana quanto costosissima ideona del Lazzaretto galleggiante di Capitan Caronte, tutti meno il solito Dipiazza a cui ultimamente la fortuna pare arridere assai meno e che ne è divenuto sostenitore fuori tempo massimo, il povero Cristo di Poggiana, divenuto l’abituale pungiball su cui i politici che l’hanno nominato scaricano tut
te le responsabilità, domani verrà “audito”, ma meglio sarebbe scrivere processato, in Consiglio Regionale.
Tra un Fedriga e Riccardi che, nella lottizzazione partitica dei vertici sanitari regionali lo hanno infelicemente per i triestini destinato a dirigere l’ASS, che un giorno sì ribadiscono di subordinare le loro scelte politiche alle indicazioni dei tecnici sanitari, ed un giorno nò accusano Conte di abdicare alla politica e di sottomettersi alle indicazioni di medici e ricercatori, ora gli hanno lasciato la patata bollente in mano (nuda).
Oramai è scontato che l’incaglio della barca, che dura oramai dalla prima decade di aprile, e che ciò nonostante ha visto gli stessi politici regionali che oggi fanno gli gnorri per oltre un mese difenderne la scelta, si trasformi in naufragio. E quando una nave affonda come si sa “i topi scappano” ed il mozzo, sotto forma di Poggiana, affonda con essa.
Peccato solo che si siano persi tantissimi giorni senza fare nulla (oltre un mese) ed il problema degli ospiti positivi, ancora in vita, delle RSA è sempre in attesa di essere risolto.
Ci domandiamo solo una cosa: in quale parte del Mondo simili dirigenti, politici e tecnici, rimarrebbero ancora al loro posto dopo un simile pasticciato disastro. E qui il colore politico non ci azzecca, contano solo capacità e competenza.
Ma probabilmente finirà come tanti anni fa, passeggiando sulle Rive di Trieste con un noto dirigente nazionale del PRI, questi osservando uno, ci scuserete la parola ma il dovere di cronaca prevale, stronzo che galleggiava a fianco del Molo Audace, disse riferendosi ad un esponente locale del suo partito, che come quell’oggetto marrone, del cui nome lo gratificava, "galleggiano sempre".
Forse non aveva proprio tutti i torti.



Rimboccarsi le maniche e rifare la sanità Regionale.

» Inviato da valmaura il 26 May, 2020 alle 12:09 pm

Non ci sono alibi che tengano, da quando la gestione della salute è stata delegata in toto alle Regioni, ed i risultati sono stati messi impietosamente a nudo dall'emergenza Covid-19.
Sono crollati i miti, o falsi miti, delle “eccellenze” sanitarie di alcune Regioni soprattutto al Nord.
Questa crisi deve essere sfruttata, per fare sì che tante persone, a partire dagli stessi medici ed operatori, non siano morte invano, per
ricostruire quello che le scelte sbagliatissime della politica hanno causato nell'ultimo trentennio.
In Friuli Venezia Giulia a partire dalla Riforma Fasola, si è perseguita la scelta di tagliare posti letto, chiudere gli ospedali ed i presidi sanitari minori, e ridurre il personale. Senza implementare seriamente una rete di servizi sociosanitari alternativi sul territorio, a partire dai Distretti sanitari.
Gli stessi tentativi di stabilire un interscambio operativo con i medici di base, i famosi “medici condotti” o della “mutua”, in una rete interconnessa con ospedali e distretti, non sono mai decollati.
Vuoi anche per non “turbare” il lavoro privatistico svolto dagli stessi medici di “fiducia”.
Tutto questo deve finire e nuove devono essere le prospettive operative, a partire dal potenziamento di tutto quello che è stato tagliato, l'adeguamento dei servizi sul territorio che devono essere messi in grado di “prendersi in carico” i malati e sofferenti non solo a parole. E l'abbattimento dei tempi d'attesa diagnostica: esami di laboratorio e visite specialistiche assieme al potenziamento delle “medicine d'urgenza” e dei Pronto Soccorsi, deve essere solo il primo rapido e concreto segnale di questa inversione di tendenza. Assieme ad un nuovo regolamento e controlli stringenti per le residenze protette per anziani, pubbliche e soprattutto private.
Ci sarebbe poi la questione di una innovativa collaborazione con gli istituti ed enti di ricerca che a Trieste non difettano, anzi.
Lo stesso ruolo delle responsabilità decisionali deve essere rivisto. Ad esempio non è possibile che i Sindaci che rappresentano le comunità locali che con le loro tasse pagano questa Sanità, siano formalmente esclusi dalle scelte fatte sul loro territorio. A Trieste per esempio c'è la questione del controverso trasferimento dell'ospedale pediatrico Burlo Garofalo a Cattinara.
Vero è che ci sono sindaci e sindaci, e quando occorre gli stessi possono dimostrare le capacità, in veste anche di Ufficiali Sanitari del Comune, di dire con forza la loro.
Ma appunto questo dipende da capacità e levatura dei singoli Primi Cittadini, che per Trieste da decenni è pari a zero.
Maurizio Fogar



Dove osano i Cocai. L’Ovovia di Dipiazza.

» Inviato da valmaura il 25 May, 2020 alle 2:21 pm

Come prendersi meriti inesistenti sputtanando il Governo.
Diamo la precedenza al nulla.
Arriva l’imperturbabile timoroso Dipiazza, il sindaco “iorestoacasa” e non in Municipio, a portare un indispensabile contributo all’emergenza Coronavirus in cui si dibatte da mesi Trieste: l’ Ovovia.

La sua prima preoccupazione in questo tempo da tragenda non pare essere stata la drammatica situazione delle RSA, almeno di quelle comunali, ma “la guerra alla Tripcovich (intesa come sala)” ed ora la fantasiosa Ovovia, e già che c’è potrebbe ripescare il mitico Tunnel sottomarino Trieste-Muggia, anche quello partente dal circo di Porto Vecchio.
L’ovovia appunto tra Porto vecchio e Opicina, con gran delusione di Porro che la voleva terminare a Monte Grisa, stazione Santuario.
Pensi piuttosto a far finalmente ripartire, dopo tre anni e passa, il Tram di Opicina e l’ovetto se lo mangi la mattina per rimettersi in forze ed in ragione.
Messaggio mica tanto subliminale quello del presidente “bambino” di cui le righe sotto sono una plastica dimostrazione. Premessa indispensabile è spiegare che la data dell’apertura dei confini tra stati membri è faccenda UE ed in subordine nazionale. Lui, il Fedriga, lo sa benissimo, o almeno si spera, dunque farsi “auspice” di una apertura confinaria totale a ieri, quando appunto non dipende da lui, serve solo a mettere in cattiva luce il Governo e tentare di raggranellare quattro voti, giocando sul fatto che tutti, ma proprio tutti, non possono che essere favorevoli ad un rapido ritorno allo stato quo ante Covid-19.
Infatti oggi nella “breve” Intesa con Lubiana sulla stampa amica.
«Ho già parlato con il presidente sloveno e abbiamo condiviso la volontà di riaprire i confini anche a fronte della ripartenza delle nostre attività economiche - ha spiegato Fedriga a proposito della mobilità transfrontaliera -. Prima di giugno? Ho qualche dubbio perché non sono decisioni di nostra competenza, ma sono favorevole a un'apertura al più presto, anche perché sia Friuli Venezia Giulia che Slovenia hanno un basso indice di contagio».
Poi dai bambini non si può pretendere coerenza e magari memoria.
Chi ha voluto chiudere gli alimentari ed i supermercati la domenica “per non favorire assembramenti” contro ogni elementare logica?
Ma perdiana lui, il Fedriga, e sentitevi un po’ cosa dice ora.
“Il presidente ha chiarito che viene revocato l'obbligo di tenere chiuso la domenica. C'è invece la raccomandazione di aprire il più possibile, senza vincoli rigorosi di orario, volendo anche 24 ore su 24. L'obiettivo è chiaro: favorire un accesso più "diluito" dei clienti, evitando il rischio di assembramenti.”
Ma guarda un po’, il bimbo ha scoperto l’acqua calda, finalmente.




I “Quaqquaraquà” delle Regioni ed i “prenditori”.

» Inviato da valmaura il 24 May, 2020 alle 11:34 am

Ommini, mezz’ommini, omminicchi, pigliainculo e quaqquaraquà: così la mafia, come scriveva Leonardo Sciascia, catalogava, e probabilmente lo fa ancora oggi, il genere umano.
I “quaqquaraquà” erano gli ultimi nella scala dei disvalori, era gente buona solo ad aprire bocca per dire fesserie.
Questa notte si sono appalesati con nome e cognome. Dopo che i nostri baldanzosi presidenti di Regione hanno rotto i cabasisi a mari e mont
i per “aprire” tutto e subito quando il Governo del “pavido” Conte li ha chiamati per condividere la preparazione e le modalità della Fase 2, hanno fatto l’alba in videoconferenza e rischiato di far saltare tutto, la pretesa da loro ripartenza, perché non volevano assumersi alcuna responsabilità, politica si intende, qualora ci fosse una recrudescenza della diffusione del Covid-19.
Proprio responsabili questi politici regionali.
Poi arrivano, more solito, gli industriali. Ora la ex Fiat, oggi FCA, con sedi legali e fiscali tra Londra ed Amsterdam (per eludere le tasse), e core business negli USA chiede e pretende 6 miliardi e 300 milioni di euro come prestito garantito (dall’Olanda, Inghilterra, Trump? NO) dall’Italia, nelle misure varate dal Governo per il sostegno alla “nostra” economia.
Perché non li chiedono dove hanno il passaporto? Semplice perché in quei paesi andrebbero a controllare loro anche i peli nel naso, è un eufemismo, sui bilanci e sui modi d’impiego. Chiaro?




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