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'L'Eco della Serva'
Fatti e misfatti della settimana

Il “Lacan” triestino: Roberto Dipiazza.
C’è da sperare che stasera l’Alma Trieste riesca a vincere per portarsi sul 2 a 2 e giocarsi a Cremona la “bella”.Ovvero che il fine psicoterapeuta, con la sua puerile giustificazione da asilo, di..
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Noblesse oblige. Vero Dipiazza?
L' Alma Trieste costretta a scusarsi pubblicamente, anche a nome dello sport cittadino, per il gestaccio del podestà Dipiazza nei confronti di un giocatore di colore del Cremona al Palasport di basket, ieri. E non..
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*Circolo Miani
*Ferriera: le analisi della procura
*Questionario medico Ferriera

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Circolo Miani » News Correnti » Page 28

A Trieste, dove impera “la legge del Menga”.

» Inviato da valmaura il 6 October, 2018 alle 10:29 am

E per stessa scelta dei triestini, per adesione entusiasticamente volontaria: oseremmo dire. Prendiamo ad esempio i 17.000 (diciasettemila!) soci risparmiatori delle fallite COOP. Perderanno alla fine, e se gli va tanto ma tanto bene, un terzo abbondante dei sudati risparmi parcheggiati sui libretti in custodia della similbanca delle Coop di via Gallina. Tra capitale versato ed interessi maturati. Potevano stravincere la loro battaglia di giustizia se solo si fossero minimamente organizzati ed avessero gettato sul piatto della bilancia il loro enorme peso potenziale nelle recenti campagne elettorali amministrative (Comune 2016 e Regionali 2018). E si che in questo Paese la gente oramai, scordati gli ideali, si muove solo per ragioni di portafoglio: ma neanche questo è servito a Trieste. La lista civica NO Ferriera Si Trieste, e prima ancora il Circolo Miani e Maurizio Fogar che per primi ed in piena solitudine avevano sollevato e denunciato la situazione, e candidato alcuni dei truffati Coop? Pressochè ignorati dai 17.000 che ancora si ostinavano invece a pietire promesse presso i politici responsabili della loro sventura. Oggi non li considera più nessuno: della serie “bechi e bastonai”. Altro esempio le migliaia di famiglie triestine che aspettano da mesi e mesi di ricevere i sussidi regional-comunali antipovertà. Si muovono, quando lo fanno, al massimo a mezzo di improperi lanciati sui “social”, ma quando si tratta di scendere in piazza, che tempo, purtroppo, ne hanno, si ritrovano in venti persone venti, ad essere generosi. E non basta, si fanno accompagnare e rappresentare da consiglieri di quel centrodestra che, come tardivamente ammetterà lo stesso responsabile politico dello sfascio: l’assessore della Lista Dipiazza, Carlo Grilli, sono i principali colpevoli del loro dramma. E le opposizioni? Si insomma quel simulacro di partito del PD e l’ectoplasma targato Cinque Stelle? Non pervenuti, nonostante tutte le prefiche sull’ascoltare con “umiltà” il territorio, o “ricominciare dalle periferie” che per trovarle devono usare il “Tom Tom” anche se ci abitano. Non tocchiamo poi il degrado dei quartieri lasciati in completo abbandono da decenni o la storia-beffa dei “Piazzali Rosmini” inquinati e inibiti da oltre tre estati. Per non parlare della sanità, ospedaliera e territoriale allo sfascio: a partire dai “Lenti Soccorsi” e dai tempi d’attesa per visite e analisi specialistiche (un intervento alla Cataratta: 13 mesi di attesa e orbità). Al massimo il triestino domacio osa scrivere una “segnalazione” al giornalino oppure un SMS alla televisione condominiale. Trieste. Dove domina la legge del Menga. Ma la colpa è sempre dell’Italia, di Cecco Beppe o del Marchese del Grillo. Mai della pavidità, pigrizia, e mancanza di dignità dei triestini. "Mai visti così tanti mone concentrai in così poco spazio". Nereo Rocco. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2304746716462950/?type=3&theater


Immediate dimissioni!

» Inviato da valmaura il 5 October, 2018 alle 10:01 am

“Addetti comunali a scuola di autodifesa” «Dover ricorrere a questi strumenti è una sconfitta, ammette l'assessore ai Servizi Sociali, Carlo Grilli. Significa che, a causa di scelte sbagliate fatte dalla politica, è venuto meno il rapporto di fiducia tra i Servizi Sociali e gli utenti». Secondo l'assessore, che sottolinea come i corsi di autodifesa siano iniziative di prevenzione, «il sistema delle politiche sociali è stato disintegrato, nella sua essenza, e dover ricorrere a strumenti per fare sentire più sicuri i dipendenti dimostra come esistano due parti lese: l’utente esasperato, da un lato, e il dipendente intimorito dall’altro». Bene, anzi male. E visto che l’assessore comunale Grilli ha l’onestà intellettuale di condividere quanto da noi ripetutamente scritto, e da quasi un anno, su queste pagine, tragga le logiche e dovute conseguenze. Ovvero rassegni le sue irrevocabili dimissioni quale responsabile politico di questo sfascio. Altrimenti saremmo di fronte all’ennesimo caso di dissociazione tra una analisi corretta e l’assenza della sua naturale quanto dovuta conclusione. E figurarsi ora che si sta profilando l’iter per il riconoscimento a migliaia di famiglie del nuovo “reddito di cittadinanza”. Ma non è solo l’assessore Grilli che deve lasciare. Responsabili quanto e come lui sono i vertici amministrativi del suo assessorato, a partire dalla direttrice De Candido a scendere. Non devono rimanere un minuto di più in quegli uffici. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2304108583193430/?type=3&theater


Riace e Trieste. E la FERRIERA. Sindaci e giustizia a corrente alternata.

» Inviato da valmaura il 4 October, 2018 alle 9:40 am

Ieri il Sindaco di Riace viene arrestato per un uso “disinvolto” delle norme di legge sull’immigrazione, per favorire accoglienza ed integrazione. A Trieste il Sindaco Dipiazza dichiara disinvoltamente alla stampa, e per la seconda volta, di non aver applicato le norme di legge sulla tutela ambientale, ovvero la presentazione di un Piano d’Azione Comunale corretto e completo nella zonizzazione (inquinamento acustico da fonte industriale), di cui per altro il Comune di Trieste è inadempiente da anni, per “non favorire”, a suo dire, la Ferriera. Due pesi e due misure dunque nel far rispettare le leggi dello Stato da parte di chi ne ha l’incombenza. Oltretutto si palesa, evidente e grande come una casa, un’altra ipotesi di reato, quello di omissione di atti d’ufficio, stavolta nei confronti della Regione che per legge, non per piacere nà discrezione, ha l’obbligo, ripetiamo l’obbligo, di esercitare il dovere di surroga nei confronti del Comune (Polli e Dipiazza), sostituendosi a questo con un commissario ad acta per far rispettare la legge ed emanare un vero PAC sull’inquinamento acustico. Ma non basta. Il Comune annuncia l’utilizzo dei famosi quanto misteriosi legali veneti, pagati ben 51.000 euro nostri per produrre, entro il 31 maggio, scaduto da quattro mesi abbondanti nel più totale silenzio dei Riccardo Cuor di Leone che siedono sui banchi delle opposizioni a Palazzo Cheba, un parere ed una indicazione per una azione, legale, contro la Regione e la Ferriera, per “resistere” ora al TAR contro il ricorso della proprietà Ferriera. Il nuovo costo per Trieste? Schei, palanche od euro fa lo stesso. Poi ciclicamente ricompare il Cinque Stelle Ussai con l’ennesima (ne produce in media quattro all’anno e servono soprattutto per ricavarne delle comparsate su stampa e Tivù) inane interrogazione in Consiglio regionale. Sono gli stessi esponenti dei Cinque Stelle, il secondo era Paolo Menis, che un anno fa non si degnarono nemmeno di rispondere all’invito fatto loro dal Circolo Miani e Servola Respira di incontrarsi (Serracchiani e Grim invece risposero) per essere informati sulle reali condizioni degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera. Ed i risultati li apprezzano oggi. E non risponde nemmeno il capogruppo, deve essere una costante dei cinque stelle triestini, al Senato, Stefano Patuanelli, alle tre richieste pubbliche rivoltegli dal Circolo Miani di intervenire sul Ministro all’Ambiente Costa, in quota governativa pentastellata, per fare ispezioni tecniche senza preavviso su taratura e funzionamento delle apparecchiature di misurazione installate nelle centraline ARPA di Trieste. Qui non servono vuote parole e teorie “universitarie” bisogna conoscere, lo abbiamo scritto e detto inutilmente centinaia di volte a tutti gli interessati, buon ultimo a Scoccimarro, la realtà degli impianti ed il ciclo produttivo della Ferriera, per ottenere quegli aggiustamenti che almeno riducano impatto e disagio. Cosa puntualmente avvenuta ed in corso d’opera da quando ha avuto inizio la collaborazione tra Servola Respira, Circolo Miani e la direzione della Ferriera. Stranamente tenuta nascosta e ben occultata ai triestini da tutti (piccolo giornale, TeleCamberquattro, Rai Regionale) i cosiddetti “organi d’informazione” locali. Tutto il resto sono chiacchiere stantie e trappole per gonzi che invece sulla stampa trovano pronta quanto ampia ospitalità. Un vero e proprio inganno perpetrato a danno della nostra comunità. L’imbarazzo poi di Scoccimarro e Fedriga? Bisogna capirli poverini sono impegnati a sparecchiare in tutta fretta i quattro o cinque tavoli annunciati solo un mese fa. Stavolta i consulenti Boscolo e Barbieri (a proposito siamo curiosi di conoscere l’esito del suo “lavoro” giunto al decimo mese su 12, pagato sempre da noi 34.000 euro per il Comune), che l’efficacia del primo l’abbiamo già verificata sul “campo”, la tanto elogiata e blindata ARPA e le cinque sigle di comodo buone per tutte le stagioni dovranno digiunare. Mentre tirano la cinghia e combattono l’inedia consigliamo loro la lettura di due libri. Si lo sappiamo che è psicoanalisi, ma male non fanno: “Avere o essere” di Erich Fromm ed “Essere o apparire” di Enrico Girmenia Prosit!


Come va la Ferriera?

» Inviato da valmaura il 3 October, 2018 alle 2:40 pm

Cominciamo subito con il lasciar perdere quanto dicono Regione e Procura basandosi sui dati Arpa e consulenti vari, e quanto commentano i “politici”. Ne parleremo in altra occasione perché cose da scrivere ce ne sono, eccome. In aprile è iniziato un confronto tra direzione Ferriera (Acciaierie Arvedi e Siderurgica Triestina) da un lato e Servola Respira e Circolo Miani dall’altro. Le ragioni di questa scelta delle due associazioni che per prime, con più forza e da vent’anni hanno sollevato il problema dell’inquinamento prodotto da questo stabilimento, e non solo da questo, sono chiare e semplici. Preso atto che in appunto venti anni Istituzioni, enti di controllo (tutti) e forze politiche vecchie e nuove non erano stati capaci, o forse non avevano voluto che qui le chiacchiere, fiumi di chiacchiere, stanno a zero, di risolvere il problema con la chiusura della Ferriera anche quando c’ erano tutte le condizioni obbiettive, decidere altra destinazione per il sito (Porto), e salvaguardare i posti di lavoro. E preso atto che oggi l’unica a poter chiudere stabilimento od almeno Area a caldo è la nuova proprietà, in attesa di futuri sviluppi dell’area e della logistica portuale in estensione del Porto Franco. Tutto ciò detto Circolo Miani e Servola Respira avevano deciso di intraprendere un percorso non facile né semplice di confronto con i vertici della Ferriera per verificare la possibilità di ridurre nel frattempo, e non in attesa del “sol dell’avvenir”, i danni e disagi percepiti dai triestini e muggesani. Dopo vari sopralluoghi e riunioni, tra i tecnici aziendali e Romano Pezzetta e Maurizio Fogar, dentro e fuori, questa la novità non da poco, la fabbrica, nella riunione di ieri abbiamo tirato un primo bilancio. Grazie a questo lavoro comune si sono già ottenuti alcuni concreti risultati. L’inquinamento acustico è diminuito in maniera significativa e calerà ancora, specie di notte, grazie ad alcune misure in via di attuazione ed a lavori che ditte esterne faranno su alcune fonti di rumore entro due o tre settimane. La situazione delle polveri che si innalzano in condizioni di particolare ventosità dall’area dei cumuli e dai nastri trasportatori verrà risolta con nuovi interventi manutentivi e l’acquisto di nuove macchine operatrici. Il traffico pesante di Tir in uscita ed entrata dalla Ferriera, lato Scalo Legnami, che intasa via Svevo è in attesa di una soluzione con la risposta dell’Autorità portuale alla richiesta avanzata dalla Direzione Ferriera di deviare il traffico pesante direttamente sulla Superstrada attraverso un varco stradale che dia su Rio Primario. E dopo questi primi interventi la collaborazione tra i vertici Ferriera e le due associazioni proseguirà con il passo successivo riguardante la funzionalità degli aspiratori presenti sui vari impianti per captare polveri , fumi e gas. Quando nel 1998 Circolo Miani e Servola Respira denunciarono la insostenibilità della situazione, nel completo silenzio di tutti gli altri, ed i danni che questa causava alla salute ed alla qualità della vita di tantissime persone fuori e dentro la Ferriera, l’impegno era rivolto alla soluzione concreta dei problemi. Oggi, preso atto almeno per ora della situazione è sempre questo impegno ad ispirare la nostra scelta grazie anche alla disponibile collaborazione dimostrata dai vertici aziendali. Caso forse unico in Italia e non solo. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2302943226643299/?type=3&theater


Omertà!

» Inviato da valmaura il 1 October, 2018 alle 12:13 pm

Il piccolo giornale ha pubblicato le dichiarazioni del Sindaco “Trieste è immune da mafia, camorra, drangheta”. Cosa da far impallidire le belinate di Giorgi sui “Bambini italiani” su cui invece si è scatenato, giustamente per “il nulla” di Giorgi che però amministra il nostro Comune, un putiferio. Orbene noi che spediamo ogni cosa che scriviamo, ogni giorno, a televisioni e giornali, ben sapendo che non pubblicheranno mai, salvo TeleAntenna, le nostre notizie, abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione del loro silenzio. Ma anche del silenzio degli intellettuali triestini, delle forze politiche, del mondo industriale e sindacale. La gravità delle dichiarazioni del primo cittadino che sembra ignorare la storia recente della città e dei suoi rapporti con la malavita organizzata, è sconcertante, ma più sconcertante ancora è il silenzio che le ha circonfuse e circondate. A chi dice, e scrive: “Cosa c'entra con Trieste?” Noi rispondiamo così: “Un esempio pratico. Quando lei va a passeggiare in viale Romolo Gessi, al cinema Ariston a vedersi un film, o al bar vicino per caffè e gelato, ebbene guardi il palazzone di sopra. La Mafia del Brenta, la banda di Felice Maniero, riciclò una parte del bottino acquistando l'intero immobile. Ed uno si domanda cosa ci azzecca con Trieste?” Vi racconteremo ora un altro fatto, non opinioni ma la nuda e cruda realtà. Nei primi anni duemila il quotidiano capofila del Gruppo editoriale di cui il Piccolo fa parte, ovvero La Repubblica, svolgeva una approfondita inchiesta a doppia pagina sull’Amianto e sulle sue “Fabbriche della Morte”. Contemporaneamente a Trieste moriva per Mesotelioma da Amianto, un tumore che non lascia scampo, un marittimo neanche sessantenne componente il direttivo dell’Associazione Esposti Amianto. Il vicepresidente della stessa accompagnò la vedova al Piccolo per l’acquisto e la pubblicazione del necrologio. In esso, dopo il nome del congiunto, stava scritto “ennesima vittima dell’amianto”. Orbene il quotidiano locale si rifiutò di pubblicare il necrologio e respinse l’inserzione già pagata. Perché? Semplice, non bisognava scrivere la parola “Amianto”. Lo stesso comportamento attuato dai due principali quotidiani siciliani nel 1970 quando si rifiutarono di pubblicare il necrologio a pagamento della vedova del giornalista Mauro De Mauro, per le parole “assassinato dalla mafia”. Ne scrivemmo a Corrado Augias che commentava su Repubblica la pagina delle lettere, da oltre dieci anni siamo ancora qui ad attendere risposta. Nella foto. Il Procuratore Capo di Palermo, Giancarlo Caselli, con Maurizio Fogar a Trieste. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2301587316778890/?type=3&theater



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