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'L'Eco della Serva'
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Parco del Mare? Ma BASTA!
Sono 14, quattordici, anni che il presidente a vita della Camera di Commercio ed altre cose, ci frantuma i santissimi con questa telenovela di un Parco, quello del Mare, che ha già cambiato cinque destinazioni, insomma un progetto..
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Per esempio.
Giorni orsono alcune migliaia di persone sono sfilate in corteo per Trieste sul tema “Aprite i porti e siamo tutti umani”. Lodevolissima iniziativa. In questi mesi, ma potremmo dire anni, nessuna forza politica è mai..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 28

United Leccons of Benetton di Marco Travaglio | 18 agosto 2018

» Inviato da valmaura il 19 August, 2018 alle 11:58 am

Impreparati come siamo in fatto di modernità, di progresso, ma soprattutto di Stato di diritto, ci eravamo fatti l’idea che il crollo di un ponte notoriamente pericolante fosse responsabilità anzitutto di chi (la società Atlantia della famiglia Benetton) l’aveva in gestione e si faceva pagare profumatamente per tenerlo in piedi ma non aveva fatto nulla; e poi anche di chi (i governi di destra e di sinistra degli ultimi 19 anni) si faceva pagare profumatamente per controllare che ciò avvenisse ma non faceva nulla; e che, dopo 40 morti e rotti, il governo avesse il diritto-dovere di revocare il contratto al concessionario inadempiente. Ma ieri per fortuna abbiamo letto il Giornalone Unico e scoperto che sbagliavamo di grosso. Attribuire qualsivoglia colpa per il ponte crollato a chi doveva tenerlo in piedi e controllare che fosse tenuto in piedi è sintomo di gravissime patologie: populismo, giustizialismo, moralismo, giustizia sommaria, punizione cieca, voglia di ghigliottina, ansia da Piazzale Loreto, sciacallaggio, speculazione, ansia vendicativa, barbarie umana e giuridica, cultura anti-impresa che dice “No a tutto”, pericolosa deriva autoritaria, ossessione del capro espiatorio, esplosione emotiva, punizione cieca, barbarie, pressappochismo, improvvisazione, avventurismo, collettivismo, socialismo reale, decrescita, oscurantismo (Repubblica, Corriere, Stampa, il Giornale). Prendiamo nota e ci scusiamo con i Benetton e i loro compari politici se li abbiamo offesi anche solo nominandoli invano o pubblicando loro foto senz’attendere che, fra una quindicina d’anni, la Cassazione si pronunci sui loro eventuali reati. D’ora in avanti, ammaestrati da tanta sapienza giuridica che trasuda da giornaloni, tg e talk show, ci regoleremo di conseguenza nella vita di tutti i giorni. E invitiamo caldamente i nostri lettori e gli altri italiani contagiati dai suddetti virus, a fare altrettanto. Se, puta caso, acquistate o affittate un appartamento e, dopo qualche settimana sull’intonaco ancora fresco del soffitto compare una simpatica crepa, seguita magari dal gaio precipitare di calcinacci sulla vostra testa, evitate di farvi cogliere dalla classica cultura del sospetto, tipica del peggiore populismo grillino, e di protestare col proprietario o l’amministratore del condominio perché intervenga a riparare. Vi basterà la sua parola rassicurante sul fatto che nelle abitazioni moderne la crepa arreda e non c’è da preoccuparsi, perché la casa è “sotto costante monitoraggio e non presenta alcun pericolo di crollo”. Nel malaugurato caso in cui la casa dovesse sbriciolarsi e voi doveste sopravvivere, astenetevi dalla classica tentazione giustizialista di rinfacciare a chi di dovere i vostri allarmi inascoltati; o, peggio, di attribuirgli qualsivoglia colpa, cedendo al peggior populismo; o – Dio non voglia: sarebbe giustizia sommaria indegna di uno Stato di diritto – di chiedergli i danni prima che un Tribunale, una Corte d’appello e la Cassazione abbiano confermato irrevocabilmente la sua penale responsabilità. C’è anche il caso che alcune circostanze infauste (tipo i funerali dei vostri cari o le fratture multiple che vi paralizzano in un letto d’ospedale) vi inducano a cedere all’emotività al punto di pretendere almeno la sostituzione dell’amministratore inadempiente, specie se doveste scoprire che costui (come l’Ad di Atlantia-Autostrade, Castellucci, sotto processo per la strage di Avellino) era già imputato per omicidio colposo plurimo per disastri precedenti: ecco, resistete a questi barbari istinti di giustizia sommaria. E, se vi chiedono ancora l’affitto della casa crollata, tenete a bada le mani e continuate a pagarlo, per non precipitare nel gorgo della cultura anti-impresa che dice “No a tutto” e porta dritto al socialismo reale. Ci siamo fin qui barcamenati nella metafora della casa per non ricadere nel tragico errore di citare i Benetton e i governi degli ultimi 20 anni, cioè i concessionari e i concessori di Autostrade che credevamo responsabili politico-amministrativi del Ponte Morandi. Ora sappiamo dai giornaloni che essi non solo non vanno incolpati, ma neppure nominati. Al massimo – ci insegna Ezio Mauro – si può parlare di “una delle più grandi società autostradali private del mondo” che, “in attesa che la magistratura faccia luce”, non può diventare “il capro espiatorio di processi sommari e riti di piazza”, “tipici del populismo”. E guai a dire, come fa Di Maio, “a me Benetton non pagava campagne elettorali”: questo non l’avrebbe detto “nemmeno Perón”, forse perché a Perón i Benetton non pagavano le campagne elettorali, mentre Autostrade le pagò al centrosinistra e al centrodestra almeno nel 2008 (vedi Report). E guai soprattutto ad annunciare, come fa Conte, “la sospensione della concessione” senza aspettare “i tempi della giustizia”. Chi pensa che ai governi spetti accertare le responsabilità politico-amministrative e ai giudici quelle penali, perché un conto è revocare un contratto e un altro e mettere uno in galera, è un lurido “populista” e “pifferaio della decrescita”. Se c’è di mezzo Atlantia, che sponsorizza La Repubblica delle Idee e nel cui Cda siede la vice presidente del gruppo Repubblica Monica Mondardini, la responsabilità politico-amministrativa non esiste più: le concessioni si danno subito, anche in una notte, pure senza gara, ma per revocarle bisogna aspettare la Cassazione. Anzi, nemmeno quella, perché la revoca sarebbe – ammonisce Daniele Manca del Corriere – “una scorciatoia”, “un errore” e “un indizio di debolezza”: uno Stato forte viceversa lascia le sue autostrade in mani private, e che mani. Nemmeno Manca fa nomi, anche se sembra sul punto di farli: quando scrive “chi quelle società guida e controlla…”, par di vederlo mordersi la lingua e torturarsi le dita per impedire loro di scrivere “Benetton”. Poi, per non pensarci più, si scaglia contro i veri colpevoli: “Chi ha alimentato e salvaguardato l’interesse di minoranze a scapito del benessere del Paese, ostacolando nuove opere” (la famigerata “Gronda”, che avrebbe mantenuto in funzione il Ponte Morandi, e ci costerebbe 5-6 miliardi). Sistemati i veri colpevoli, restano da accertare le vere vittime: provvede Giovanni Orsina su La Stampa, lacrimando inconsolabile per i poveri Benetton (mai nominati), “sacrificati” come “capro espiatorio contro cui l’indignazione possa sfogarsi”. Roba da “paesi barbari”, soprattutto dinanzi “a una questione complessa come il crollo del Ponte Morandi”. Talmente complessa che ora Atlantia è pronta a ricostruirlo “in cinque mesi”. Un solo giornalista – il sempre spiritoso Luca Bottura – fa nomi e cognomi, con grave sprezzo del pericolo, su Repubblica: “Bagnai”, “Toninelli”, “i grillini” che “serbano nell’armadio lo scheletro della Gronda che forse avrebbe allungato la vita al Ponte Morandi” (mai fatta per colpa di chi non ha mai governato) e dicono “No tutto”, perfino al balsamico Tav “tra Torino e Lione” (che non c’entra nulla e infatti Bottura lo cita ma non si “arrischia” a citarlo “per paura di finire nel mirino” dei No Tav padroni di tutti i giornali, compreso il suo), “Salvini”, “Grillo”, la “Casaleggio”, “l’ansia vendicativa del governo… che sparge la calce viva della bassa politica su decine di vittime”, e “soprattutto Di Maio” perché osa attaccare “Autostrade per l’Italia (che certo non se la passa bene, ma devono dirlo i giudici)”. Ecco: per incolpare chi non c’entra nulla basta il Tribunale di Repubblica; ma per incolpare chi c’entra bisogna attendere la Cassazione. Questi eterni Tartuffe italioti, usi a negare anche l’evidenza, Indro Montanelli li ritraeva con un apologo: “Un gentiluomo austriaco, roso dal sospetto che la moglie lo tradisse, la seguì di nascosto e la vide entrare in un albergo. Salì dietro di lei sino alla camera e dal buco della serratura la osservò spogliarsi e coricarsi insieme a un giovanotto. Ma, rimasto al buio perché i due a questo punto spensero la luce, gemette a bassa voce: ‘Non riuscirò dunque mai a liberarmi da questa tormentosa incertezza?’”. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2270960399841582/?type=3&theater


Una bella ed una brutta, ma proprio brutta, notizia.

» Inviato da valmaura il 18 August, 2018 alle 12:25 pm

Cominciamo una volta tanto dalla bella. In questa settimana di Ferragosto, nonostante vacanze ed affini, le nostre Pagine su Facebook, e nonostante la censura di questo dollars Forum, hanno mantenuto una media di lettori di tutto rispetto. Siccome in queste cose cantano e contano i numeri, eccoli: Circolo Miani Copertura 10-16 agosto 14.550 Interazioni con i Post 4.489 Visualizzazioni Video 3.009 Mi Piace alla Pagina 3.303 NO FERRIERA Si Trieste Copertura 10-16 agosto 2.966 Interazioni con i Post 544 Visualizzazioni Video 199 Mi Piace alla Pagina 530 A cui vanno aggiunti i 55 “Mi Piace” alla terza Pagina “La Tua Trieste”. Per un totale complessivo di 3.888 “Mi Piace” alle tre nostre pagine. E, altra nota positiva, i “politici” non arrivano a cinque. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: maggiore è il numero di “Mi piace” alle Pagine e più ampia è la platea dei lettori che ricevono i nostri articoli ed informazioni. Negli ultimi dodici mesi li abbiamo raddoppiati come dunque la nostra “tiratura”. Pertanto vi rinnoviamo l’invito ad invitare amici e conoscenti ad apporre il loro “Mi Piace” alle nostre Pagine che è l’unico modo di allargare la platea dei nostri lettori incidendo sempre di più nell’opinione pubblica cittadina. Ed ora passiamo alla bruttissima notizia. La nuova amministrazione regionale continua a deludere le aspettative di chi l’ha votata. No, questa volta la Ferriera non c’entra. Di pessimo gusto è stato l’annuncio della norma salva “careghe” predisposta per “la banda dei quattro”, ovvero per garantire agli assessori eletti in Consiglio di conservare intatto il diritto-privilegio a farsi tre legislature, scorporando da queste i cinque anni appena iniziati. In tre mesi non hanno trovato il tempo per sanare lo scandalo dei sette mesi di ritardo sul pagamento del sostegno al reddito regionale (MIA) per migliaia di famiglie del Friuli Venezia Giulia, 1200 solo a Trieste. Condannando alla esasperazione ed alla disperazione tanti nostri concittadini privati dell’unica piccola fonte di sopravvivenza, di cui si ignora per altro il futuro. Ma per fare la norma salva casta per quattro di loro non c’è Ferragosto che tenga. Prima gli Italiani? No, prima i compari di partito perché come recitava Alberto Sordi nel Marchese del Grillo “Io sò io, e voi non siete un .azzo!”. Scusate il francesismo. https://www.youtube.com/watch?v=7MDY-8DVqjs


Aazzo !!! Facebook ha colpito ancora.

» Inviato da valmaura il 17 August, 2018 alle 12:53 pm

Ci ha rifiutato la promozione all’articolo “FERRIERA. Una strage. Politici: "Braccia rubate all'agricoltura". Con la seguente motivazione: “Dal momento che non rispetta le nostre Normative pubblicitarie, la tua inserzione non è stata approvata. Non consentiamo la pubblicazione di inserzioni che promuovono prodotti o servizi per adulti, ad esempio giocattoli sessuali, prodotti per il miglioramento delle prestazioni sessuali o video e pubblicazioni di contenuti inerenti alla sfera sessuale, nonché immagini o video di nudo.” Insomma Fabio Scoccimarro è un Toy Sex vibrante. Questa ancora non la sapevamo. Siccome ci siamo oramai fatti un’idea di cosa censuri Facebook ci siamo uniformati. FIRULAP. L’informazione che piace a Facebook. Ma anche al piccolo giornale, a TeleCamberquattro e Rai. Ultima ora! Firulap paga Firulap in Regione e Firulap in Comune. Dai non atti della Procura di Firulap non è emerso nulla a carico di Firulap Firulap. E subito il presidente della Regione Firulap F.F, Firulap Firulap si è incontrato con l’assessore al Firulap, Firulap Firulap, con i portafogli sul tavolo. L’assessore regionale Firulap ha convocato da Palmanova il direttore della Firulap, dott. Firulap, che ha rigorosamente quanto fermamente smentito di aver mai ricevuto un Firulap dalla proprietà della Firulap. Ammettendo solo di essersi bevuto 150.000 caffè espressi, ma senza zucchero né latte, offertigli dal direttore della Firulap. Chilometrica riunione tra il presidente, l’assessore regionale ed il direttore per verificare se 150.000 caffè, pur senza zucchero e latte, concorrano a formare una qualche forma di dazione. Alla fine sentita la Procura di Firulap e ringraziato la direzione della Firulap, il presidente della Firulap F.F, l’assessore al Firulap ed il direttore della Firulap sono scesi a prendersi un caffè, ma senza zucchero né latte. Avete capito qualche Firulap? No? Bene questa è l’informazione che ci vuole a Trieste e che Facebook pubblica senza fallo. Andate tutti a fare in Firulap. Grazie! Di seguito ripubblichiamo l’articolo dello scandalo sessuale e l’immagine a luci rosse di corredo. Speriamo siano utili al vostro sollazzo. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2266392743631681/?type=3&theater FERRIERA. Una strage. Politici: "Braccia rubate all'agricoltura". Si, se le parole uccidessero dal 2001 in qua Tondo (uno e due), Dipiazza (uno, due e tre), Fedriga e Scoccimarro (uno e due) avrebbero fatto una strage. Sarebbero dei serial killer di proporzione cosmica. Ed invece no, più questi parlano, preferibilmente in campagna elettorale, di voler chiudere la Ferriera sull’istante, senza se e senza ma, più le proprietà dello stabilimento possono dormire sonni tranquilli. E lo fanno senza che nessuno, a partire dai solerti “giornalisti” locali, in venti anni abbia mai chiesto loro: “perché, come e quando”. Resta comunque un mistero come i meno della metà degli elettori triestini abbiano continuato a credere loro contro ogni realistica evidenza. E’ anche vero che le principali, ma non le sole, alternative (PD e 5Stelle) erano penose, e non solo sulla Ferriera. Prendiamo ad esempio il neo assessore regionale all’Ambiente, ed ex Presidente della Provincia (2001-2006), Fabio Scoccimarro. Esordisce nell’incarico sparando ad alzo zero, da far impallidire i “100 giorni” di Dipiazza. A reti unificate dichiara solennemente deciso che l’Area a caldo della Ferriera va chiusa subito ed i lavoratori messi in cassa integrazione. Punto. Non gli passa minimamente per la testa che essendo la proprietà di un privato, può farlo solo se i dati in suo possesso lo giustifichino oltre ogni dubbio. Il tempo di riunirsi, come pomposamente annunciato, con il suo “quartier generale”, ovvero i vertici del suo assessorato e dell’Arpa, e … cala un silenzio imbarazzante. Nella sostanza: retromarcia totale perché i “controllori” della Regione, consulenti compresi, gli certificano che la Ferriera rispetta sulla carta tutti i limiti di legge sulle emissioni, dati che loro stessi raccolgono. Subito dopo se ne esce a reti e giornali unificati, con un pubblico elogio di tecnici regionali e dell’Arpa: “quando una macchina funziona è da stupidi cambiarla”, dichiara l'Assessore Scoccimarro. E lo conferma telefonicamente a Maurizio Fogar che gli comunica il suo rifiuto, a nome di Circolo Miani e Servola Respira, di partecipare ad inutili tavoli assembleari, ironizzando, Scoccimarro, sul fatto che “noi pensiamo di sapere più di Arpa ed Università”. Come la realtà dei fatti da venti anni e fino all’ultimo episodio dello “spolveramento” dell’altro giorno appunto conferma. Non deve avere le idee ben chiare perché due giorni dopo aver elogiato i “suoi vertici tecnici” mette un “Mi Piace” sotto il nostro articolo su Facebook dal titolo “Marchesi (direttore Arpa) e Boscolo (consulente universitario) go home!”. In questo periodo lui e Fedriga giocano al ruolo di “poliziotto cattivo e buono” nei confronti di Arvedi. Sulle questioni tecniche non conosce praticamente nulla del funzionamento degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera, cosa che gli fa dire delle pubbliche sciocchezze ma che sa di poter dire in assenza di un serio contradditorio e grazie alla censura del piccolo giornale, di TeleCamberquattro e Rai regionale nei nostri confronti. Fino all’ultima uscita del 14 agosto che della sua ignoranza in materia è plateale conferma. “Nuovi ed immediati provvedimenti relativi ai parchi minerali … dopo il nuovo episodio di spolveramento … testimoniano (le polveri) che l’inquinamento non è circoscritto a Servola ma a tutta la Provincia … nuove misure regionali più efficaci … fino alla copertura dei parchi minerali, e ATTENZIONE, o non si procederà alla chiusura dell’area a caldo” Andiamo per ordine. Primo: “l’episodio di spolveramento” di sabato scorso, come anche i precedenti, non è dovuto ai parchi minerali che a riprova nelle giornate di Bora a 120 non disperdono un granello di polvere pur essendo sempre lì, ma alla mancata pulizia dei nastri trasportatori, dei piazzali e delle strade dello stabilimento. Secondo. “Inasprire le pene”, ovvero emettere nuove norme, non serve a nulla se non ci sono i controlli, ed anche l’ultimo episodio dimostra “apertis verbis” che questi non ci sono o vengono fatti dalla Cieca di Sorrento. Insomma come sanzionare con l’ergastolo chi supera il limite dei 50 km all’ora in Superstrada quando non c’è un vigile che sia uno (in piazzale Rosmini e Viale Romolo Gessi ce ne sono quattro pressoché in pianta stabile a controllare se i pensionati tengono i loro bassotti al guinzaglio). Terzo. Si accorge solo ora che “l’inquinamento non è circoscritto a Servola ma a tutta la Provincia (che ha guidato per cinque anni: Presidente dal 2001 al 2006)”. Che la “sua” Arpa lo avesse certificato in un ponderoso studio di 63 pagine (con tanto di cartine e grafici per i non letterati) edito nel luglio 2008, non lo sfiora neppure. Quarto. Ammette per la prima volta che la copertura dei parchi minerali (che non serve a nulla per la riduzione dell’inquinamento, salvo che per quello del Carbon Coke, che però non dovrebbe praticamente esistere se solo i “suoi controllori” avessero fatto rispettare la Diffida regionale del 26 giugno 2017) è in antitesi con la cessazione della produzione a caldo. Come è ovvio, l’inutile copertura dei parchi significa il proseguimento dell’Area a caldo, di cui i minerali dei parchi sono la materia prima. Attenzione è la prima volta che la Regione lo riconosce. Devono finalmente aver letto e capito uno dei tanti nostri articoli, contrariamente a Dipiazza. A proposito che fine hanno fatto i due avvocati veneti ed il consulente comunale, strapagati con i soldi dei triestini? Fulminati anche loro dall’Anticiclone Africano? E le opposizioni? Stremate dal caldo tanto da non riuscire neppure a sollevare il problema in consiglio comunale? Chiudiamo con un efficace esempio delle capacità dei controllori regionali, ma erano in buona compagnia con i tecnici comunali, quelli dell’ASS e dei Vigili del Fuoco, oltre alla sempre vigile Arpa. Verbale di ispezione dell’Altoforno effettuato il 13 settembre 2016 (Dipiazza Sindaco e Polli assessora), dove si certifica che la proprietà ha effettuato soddisfacentemente tutti i lavori prescritti dall’AIA. Tanto che la stessa proprietà poco dopo, accogliendo le osservazioni del Circolo Miani e Servola Respira, decide “motu proprio” di fermare per ben due volte l’Altoforno per sostituirne prima la Bocca e poi intervenire sul Crogiuolo. Si, meritevoli proprio di una medaglia i “controllori” regionali, e di una Croce di Ferro il loro Assessore. E noi di un vostro "Mi Piace" a questa PAGINA non solo Post. Nella foto: uno dei tanti cortei promossi dal Circolo Miani (partenza dalla sede del piccolo censore)


Amarcord Ferriera. I biliardini del Gentilli

» Inviato da valmaura il 16 August, 2018 alle 1:09 pm

Scritto da: Teodor – maggio 2007 Può un calciobalilla, insomma un biliardino, diventare simbolo di qualcosa? Ebbene domenica scorsa a Trieste, anzi a Servola, meglio sotto il porticato del Ricreatorio comunale “Gentilli” è successo. A prima vista sembrano i due soliti calciobalilla sistemati come sempre sotto un portico, dove immagini le mani di decine, anzi centinaia, 300 e passa per l’esattezza, bambini, che ne impugnano le manopole, buttano la pallina, fanno la ruota con le stecche, gridano, ridono: in una parola sola, giocano. Ma se li guardi meglio, come fanno alcune delle centocinquanta persone, 154 per l’esattezza, che in una domenica mattina dal clima agostano hanno scelto di partecipare all’assemblea del Circolo Miani contro l’inquinamento prodotto dalla Ferriera, capisci che quei biliardini raccontano molto altro. Sembrano vecchissimi, reduci da decine d’anni d’uso sfrenato, e invece sono seminuovi ma con la ruggine che ha ricoperto e corroso le stecche di metallo brillante, perfino le figurine di plastica bleu e rosse, i calciatori per finta, sono corrosi, macchiati di bruno, intarsiati di granuli neri. Provi a far scorrere la pallina sulla superficie vetrata, il campo a specchio dipinto di verde, e questa praticamente non si muove, fatti pochi centimetri resta incollata, frenata da un pulviscolo grasso. Metti un dito sui bordi laterali che dovrebbero essere bianchi, quelli per intenderci dove i più bravi usano “far sponda” e fregarti l’avversario con quei goal che sembrano un boato, lo fai scorrere e te lo rimiri totalmente nero, mentre una scia grigiastra si apre sul bordo appena toccato. Ti volti e senti il personale del ricreatorio spiegare a voce alta che li puliscono (i calciobalilla) due volte a settimana ma che questo è il risultato, e poi aggiungono che ogni volta che sentono “la Puzza”, praticamente ogni giorno, hanno disposizioni di rinchiudere i bambini al coperto, vietare il gioco all’aperto, chiudere porte e finestre! Abbandonare i biliardini al loro destino: giocare con la morte.


FERRIERA. Una strage.

» Inviato da valmaura il 15 August, 2018 alle 1:53 pm

Si, se le parole uccidessero dal 2001 in qua Tondo (uno e due), Dipiazza (uno, due e tre), Fedriga e Scoccimarro (uno e due) avrebbero fatto una strage. Sarebbero dei serial killer di proporzione cosmica. Ed invece no, più questi parlano, preferibilmente in campagna elettorale, di voler chiudere la Ferriera sull’istante, senza se e senza ma, più le proprietà dello stabilimento possono dormire sonni tranquilli. E lo fanno senza che nessuno, a partire dai solerti “giornalisti” locali, in venti anni abbia mai chiesto loro: “perché, come e quando”. Resta comunque un mistero come i meno della metà degli elettori triestini abbiano continuato a credere loro contro ogni realistica evidenza. E’ anche vero che le principali, ma non le sole, alternative (PD e 5Stelle) erano penose, e non solo sulla Ferriera. Prendiamo ad esempio il neo assessore regionale all’Ambiente, ed ex Presidente della Provincia (2001-2006), Fabio Scoccimarro. Esordisce nell’incarico sparando ad alzo zero, da far impallidire i “100 giorni” di Dipiazza. A reti unificate dichiara solennemente deciso che l’Area a caldo della Ferriera va chiusa subito ed i lavoratori messi in cassa integrazione. Punto. Non gli passa minimamente per la testa che essendo la proprietà di un privato, può farlo solo se i dati in suo possesso lo giustifichino oltre ogni dubbio. Il tempo di riunirsi, come pomposamente annunciato, con il suo “quartier generale”, ovvero i vertici del suo assessorato e dell’Arpa, e … cala un silenzio imbarazzante. Nella sostanza: retromarcia totale perché i “controllori” della Regione, consulenti compresi, gli certificano che la Ferriera rispetta sulla carta tutti i limiti di legge sulle emissioni, dati che loro stessi raccolgono. Subito dopo se ne esce a reti e giornali unificati, con un pubblico elogio di tecnici regionali e dell’Arpa: “quando una macchina funziona è da stupidi cambiarla”, dichiara l'Assessore Scoccimarro. E lo conferma telefonicamente a Maurizio Fogar che gli comunica il suo rifiuto, a nome di Circolo Miani e Servola Respira, di partecipare ad inutili tavoli assembleari, ironizzando, Scoccimarro, sul fatto che “noi pensiamo di sapere più di Arpa ed Università”. Come la realtà dei fatti da venti anni e fino all’ultimo episodio dello “spolveramento” dell’altro giorno appunto conferma. Non deve avere le idee ben chiare perché due giorni dopo aver elogiato i “suoi vertici tecnici” mette un “Mi Piace” sotto il nostro articolo su Facebook dal titolo “Marchesi (direttore Arpa) e Boscolo (consulente universitario) go home!”. In questo periodo lui e Fedriga giocano al ruolo di “poliziotto cattivo e buono” nei confronti di Arvedi. Sulle questioni tecniche non conosce praticamente nulla del funzionamento degli impianti e del ciclo produttivo della Ferriera, cosa che gli fa dire delle pubbliche sciocchezze ma che sa di poter dire in assenza di un serio contradditorio e grazie alla censura del piccolo giornale, di TeleCamberquattro e Rai regionale nei nostri confronti. Fino all’ultima uscita del 14 agosto che della sua ignoranza in materia è plateale conferma. “Nuovi ed immediati provvedimenti relativi ai parchi minerali … dopo il nuovo episodio di spolveramento … testimoniano (le polveri) che l’inquinamento non è circoscritto a Servola ma a tutta la Provincia … nuove misure regionali più efficaci … fino alla copertura dei parchi minerali, e ATTENZIONE, o non si procederà alla chiusura dell’area a caldo” Andiamo per ordine. Primo: “l’episodio di spolveramento” di sabato scorso, come anche i precedenti, non è dovuto ai parchi minerali che a riprova nelle giornate di Bora a 120 non disperdono un granello di polvere pur essendo sempre lì, ma alla mancata pulizia dei nastri trasportatori, dei piazzali e delle strade dello stabilimento. Secondo. “Inasprire le pene”, ovvero emettere nuove norme, non serve a nulla se non ci sono i controlli, ed anche l’ultimo episodio dimostra “apertis verbis” che questi non ci sono o vengono fatti dalla Cieca di Sorrento. Insomma come sanzionare con l’ergastolo chi supera il limite dei 50 km all’ora in Superstrada quando non c’è un vigile che sia uno (in piazzale Rosmini e Viale Romolo Gessi ce ne sono quattro pressoché in pianta stabile a controllare se i pensionati tengono i loro bassotti al guinzaglio). Terzo. Si accorge solo ora che “l’inquinamento non è circoscritto a Servola ma a tutta la Provincia (che ha guidato per cinque anni: Presidente dal 2001 al 2006)”. Che la “sua” Arpa lo avesse certificato in un ponderoso studio di 63 pagine (con tanto di cartine e grafici per i non letterati) edito nel luglio 2008, non lo sfiora neppure. Quarto. Ammette per la prima volta che la copertura dei parchi minerali (che non serve a nulla per la riduzione dell’inquinamento, salvo che per quello del Carbon Coke, che però non dovrebbe praticamente esistere se solo i “suoi controllori” avessero fatto rispettare la Diffida regionale del 26 giugno 2017) è in antitesi con la cessazione della produzione a caldo. Come è ovvio, l’inutile copertura dei parchi significa il proseguimento dell’Area a caldo, di cui i minerali dei parchi sono la materia prima. Attenzione è la prima volta che la Regione lo riconosce. Devono finalmente aver letto e capito uno dei tanti nostri articoli, contrariamente a Dipiazza. A proposito che fine hanno fatto i due avvocati veneti ed il consulente comunale, strapagati con i soldi dei triestini? Fulminati anche loro dall’Anticiclone Africano? E le opposizioni? Stremate dal caldo tanto da non riuscire neppure a sollevare il problema in consiglio comunale? Chiudiamo con un efficace esempio delle capacità dei controllori regionali, ma erano in buona compagnia con i tecnici comunali, quelli dell’ASS e dei Vigili del Fuoco, oltre alla sempre vigile Arpa. Verbale di ispezione dell’Altoforno effettuato il 13 settembre 2016 (Dipiazza Sindaco e Polli assessora), dove si certifica che la proprietà ha effettuato soddisfacentemente tutti i lavori prescritti dall’AIA. Tanto che la stessa proprietà poco dopo, accogliendo le osservazioni del Circolo Miani e Servola Respira, decide “motu proprio” di fermare per ben due volte l’Altoforno per sostituirne prima la Bocca e poi intervenire sul Crogiuolo. Si, meritevoli proprio di una medaglia i “controllori” regionali, e di una Croce di Ferro il loro Assessore. E noi di un vostro "Mi Piace" a questa PAGINA non solo Post. Nella foto: uno dei tanti cortei promossi dal Circolo Miani (partenza dalla sede del piccolo censore) https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521.1073741826.1497907667146863/2266392743631681/?type=3&theater



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