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Circolo Miani » News Correnti » Page 27

Valmaura e Settima Circoscrizione: “qui si vive bene”.

» Inviato da valmaura il 16 March, 2020 alle 1:18 pm

Soprattutto il “Verde” e le “scuole”, unici nei la “mancanza di esercizi commerciali ad Altura” e le chiusure a Servola ma presto “aprirà un tabacchino”. Insomma dal fumo della Ferriera a quello delle sigarette.
Per il resto il presidente della VII Circoscrizione vede “rosa”, insomma sul modello Dipiazza studia per il consiglio comunale.
Ora non sappiamo quale film abbia visto il Bernobich, in un territorio circoscrizionale dove vive un quinto dei triestini e che si estende da Chiarbola ad Aquilinia, e che risulta essere il massimo concentrato delle emergenze sociali, a partire dalla povertà e dal vergognoso degrado del territorio (vedi i “Puffi” di via Grego a Borgo San Sergio ed il “Serpentone” di Valmaura), e sanitarie della città. E non da oggi ma da decenni. Una grave responsabilità di tutta la classe politica: maggioranze ed opposizioni.
Ma diamo la parola alla “strega”: ovvero alla consigliera circoscrizionale Aurora Marconi eletta per la lista civica NO FERRIERA Si Trieste, che si ostina a credere nella realtà e non nei sogni.
“Qui si vive bene, dichiara il presidente della VII circoscrizione Stefano Bernobich in un articolo di oggi 14 marzo sul piccolo giornale. Per chi non lo sapesse la VII circoscrizione comprende Chiarbola, Servola, Valmaura, Altura, San Sabba, Monte San Pantaleone, Borgo San Sergio, notoriamente l'area a più alto degrado sociale e urbanistico di Trieste.
Economicamente al collasso a Servola, dove molto prima del Coronavirus esercizi commerciali sono stati chiusi uno dopo l'altro e quei pochi ancora esistenti erano in grave sofferenza.
Servola è situata su un colle ed ha un elevato tasso di mortalità e di popolazione anziana, e malata o disabile. Le strade sono in uno stato deplorevole. Le due banche hanno chiuso da tempo, non esiste uno sportello bancomat.
Il verde della VII circoscrizione? La pineta di Servola chiusa da 3 anni perché dichiarata inquinata così come i giardini delle scuole Ezio De Marchi e della vicina parrocchia nonché di via Marco Praga e via Svevo.
Quali altre aree verdi vede il Bernobich? Certo non mancano in tutta la circoscrizione giardini ed orti privati presumibilmente tutti inquinati. Consideriamo infatti che su questa vasta area abbiamo non solo la Ferriera, ma anche l'Inceneritore, la Siot il depuratore fognario che ultimamente emana miasmi insopportabili più di quello vecchio.
Oltre a promettere di chiudere la Ferriera in “100 giorni” quattro anni orsono, che cosa hanno fatto Comune e Regione a trazione leghista per migliorare la qualità della vita dei residenti in questi rioni? Pensiamo al degrado più volte denunciato dal Circolo Miani delle case Ater (serpentone di Valmaura, case dei Puffi...). Invece di mettere gli occhiali rosa, Stefano Bernobich non farebbe meglio ad attivarsi presso i suoi referenti assessori e consiglieri comunali leghisti per porre rimedio a tutto ciò invece di nascondere la polvere sotto il tappeto?
Se l'unico neo è Altura, tutto il resto è un cancro in fase terminale.”

Per le foto Facebook Circolo Miani.




Trieste. Una città senza Sindaco.

» Inviato da valmaura il 15 March, 2020 alle 2:03 pm

La domanda sorge spontanea e dirompente in particolare in questi giorni di piena emergenza.

Ma Trieste ha un sindaco?

Pare proprio di no, nonostante esso sia per leggi (del Regno e della Repubblica) l'Ufficiale Sanitario del Comune ai cui “ordini” devono operare tutte le strutture sanitarie, sociali e di controllo dell'ordine pubblico a tutela della salute dei cittadini.

Di lui, ovvero di Dipiazza, si ha notizia solo per interviste streaming dal salotto di casa sua per chi guarda, sempre meno, TeleCamberquattro e probabilmente la Rai partitocratica regionale.

A nostro sommesso avviso il sindaco dovrebbe invece starsene in questi giorni 20 ore su 24 sulla plancia di comando, ovvero nel suo ufficio in Municipio, come per altro fanno le migliaia di dipendenti comunali. Ed i sindaci di mezza Italia in queste ore.

Affrontare le situazioni: clamorosa quella del focolaio del Virus nelle case di riposo comunali, con i dipendenti, esternalizzati, che lavorano in più realtà; incontrarsi con i responsabili della sanità regionale, dare indirizzi operativi alla polizia municipale, consultarsi con prefetto ed altri sindaci della provincia e così via.

Chiedere a gran voce all'altro vertice della trimurti triestina, che siede da tempo immemorabile alla Camera di Commercio, di sospendere quella ciofeca itinerante del progettato Parco del Mare e di destinare subito gli oltre dieci milioni di euro accantonati ad interventi di sostegno concreti ed immediati nei confronti del piccolo commercio, di bar e ristoranti, che seppur chiusi vedono correre inalterate le spese per l'ordinaria (mancata) gestione dei loro locali, e così pregiudicare la loro esistenza futura.

Intervenire quotidianamente sulla Regione per gestire le emergenze straordinarie di una struttura sanitaria (ospedaliera e territoriale) da anni in emergenza ordinaria per taglio di letti, personale e risorse finanziarie. Cose per altro che lo hanno visto semplice silente spettatore come i suoi predecessori in passato.

Nulla di tutto questo è successo o sta avvenendo.

Memorabili le sue parole alla stampa del 1 marzo scorso.

Coronavirus a Trieste, Dipiazza: “Riapriamo le scuole e torniamo alla normalità”.

“Non dobbiamo cadere nel trabocchetto della scorsa settimana. Stiamo attraversando un momento buio perchè diamo un'immagine sbagliata del Paese. Abbiamo uno dei migliori sistemi sanitari al mondo ed eventuali altri contagi saranno trattati adeguatamente”.

Dall'altra si assiste ad un presidente della Regione che strepita contro la chiusura dei confini decisa da Austria e Slovenia, dopo che per mesi lui ha fatto di questo slogan le sue fortune elettorali, a partire dal “muro” di 242 chilometri.

Ultima cosa già che ci siamo, se esiste un vertice della sanità triestina cosa aspetta a licenziare in tronco, e non ci sia sindacato che tenga o politico che strilli, quella fisioterapista in forza alla riabilitazione dell'ospedale Maggiore che l'altro giorno in palestra rivolta ai colleghi e di fronte ai pazienti in gran parte anziani ha dichiarato che "meno male che quelli che sono morti erano tutti vecchi, così L'INPS avrà meno pensioni da erogare...".




Crollo Piscina Terapeutica. Grottesco!

» Inviato da valmaura il 13 March, 2020 alle 1:37 pm

A leggere la perizia del professionista incaricato dal Giudice per le Indagini Preliminari la cosa starebbe così.

La Piscina costruita nel 2000 è stata pagata dalla Fondazione CRT, un ente privato si fa per dire, che nei consigli di amministrazione vede i due terzi e passa dei suoi componenti indicati da Comune Trieste, defunta Provincia, Regione FVG, Università TS, Camera di Commercio TS e via andando, viene “regalata” al Comune di Trieste.

L'area è demaniale e dunque l'Autorità Portuale ne dà concessione allo stesso Comune.

Il progetto, su incarico della Fondazione, è firmato dall'ing. Benussi, che sempre su mandato della stessa Fondazione ne è pure direttore dei lavori.

Lo stesso Benussi, e qui la vicenda è per lo meno curiosa, riceve nel 2016 mandato dal “proprietario”, ovvero dal Comune di Trieste, che evidentemente ne ravvisa la necessità - un sesto senso? - di effettuare una perizia sulla staticità della Piscina (che lui ha progettato e costruito).

Il “perito”, progettista e costruttore, scrive che “entro un anno”, ovvero entro il 2017, vanno sostituiti i bulloni metallici di sostegno (sintetizziamo così) vittime di corrosione.

L'anno passa senza che sia fatto nulla ed idem dicasi per il 2018, a fine luglio 2019 i lavori stanno per iniziare ma il tetto li precede e crolla il giorno 29.

Ora il perito del Tribunale scrive che tra il progetto di Benussi ed i lavori, diretti da Benussi, c'è una discrepanza, che sarebbe la causa per lui determinante del crollo. Ovvero nel progetto di Benussi la “trave portante” è di undici (11) volte più grande di quella poi messa in opera nei lavori diretti dal medesimo Benussi (tecnicamente si chiamano: valori d'inerzia).

La ciliegina sulla torta poi è la dichiarazione finale del perito del Giudice ove scrive che “non è stato possibile acquisire tutta la documentazione riguardante la costruzione” della Piscina Terapeutica. Desaparecida tra Fondazione CRT e Comune?

Immaginiamo che ora si aprirà una lotta tra periti degli indagati, dell'accusa e del Tribunale ma, si ma, nel frattempo la Procura non potrebbe far togliere il sequestro all'immobile e chi di dovere non potrebbe rapidamente quanto spartanamente riparare e riaprire la Piscina?

Magari senza fronzoli di piramidi, mezzelune, o elissi metalliche ma con un semplice e lineare tetto, anche in legno va bene?

O nella mitteleuropea ed “asburgica” Trieste oltre a non trovare carte e documenti, neanche questo sono capaci di fare?




L' Ente inutile faccia finalmente qualcosa di utile. E ci riferiamo alla Camera di Commercio.

» Inviato da valmaura il 12 March, 2020 alle 2:26 pm

Bene il Governo Conte con il Decreto che estende l'uso della Cassa Integrazione a tutti, anche alle imprese sotto i cinque dipendenti. Ma di fronte alla crisi totale che sta colpendo i pubblici esercenti ed i commercianti, grande distribuzione alimentare esclusa, triestini, e che porterà pesanti strascichi nei mesi a venire anche dopo la cessazione dell'emergenza vera e propria, la Camera di Commercio ed in subordine la Regione, si muovano fin da subito.
E come è presto detto, inutile fare appelli al buon cuore dei proprietari degli immobili, che se troveranno una qualche accoglienza tanto meglio, si utilizzi invece prontamente il cospicuo fondo immobilizzato da anni con i milioni accantonati per quella ciofeca del nuovo irrealizzabile Parco del Mare, per coprire le perdite in corso di bar, ristoranti, esercizi pubblici e commerciali nella provincia di Trieste, in particolare quelle dovute alle spese di (mancata) gestione.
Punto. Altro non c'è da scrivere anche perchè c'è il fondato rischio che chi di dovere non abbia la capacità di leggere qualcosa che superi le dieci righe.



Trieste al tempo di Covid-19, alias CoronaVirus.

» Inviato da valmaura il 11 March, 2020 alle 12:38 pm

Ma queste riflessioni valgono anche per la nostra Regione e Paese.

Questa vicenda mette a nudo il fallimento di un metodo e di un sistema, dove i soggetti responsabili sono praticamente tutti.

E questi casi saranno purtroppo sempre più frequenti in futuro e non sono sconnessi, anzi, da una emergenza ancora maggiore: l'entrata in crisi del nostro Pianeta per l'emergenza climatica che molti sottovalutano, per faciloneria o interessi economici.

L'aver smantellato il servizio pubblico, a partire dalla Sanità, ospedaliera e territoriale, un percorso in atto da decenni, l'aver abbandonato al degrado ed alla povertà interi quartieri delle nostre città, l'aver manomesso l' ambiente con il sistemico massacro di alberi e verde a favore di nuove cementificazioni e “grandi opere”, sono le facce della medesima medaglia.

Ed ora i risultati si vedono e soffrono. E solo il fatto che si parli di una selezione anagrafica dei malati acuti da curare è cosa da far rabbrividire.

Sono bastate alcune centinaia di “positivi” anche qui da noi a mettere nel panico le istituzioni e la politica. Pensavano di avere tutto sotto controllo ed invece non contavano nulla a confronto di una pandemia. Pensavano di continuare a ballare sulla Trieste “meravigliosa”, sul “momento magico” della città e del Friuli Venezia Giulia ed invece è stato sufficiente un Virus per metterli nudi.

Hanno speso vagonate di soldi in puttanate propagandistiche a fini elettorali ed oggi si sono trovati il principale ospedale di Trieste con cinque piani sventrati da oltre un anno, con centinaia di letti in meno e personale insufficiente.

Forse, ma assai forse conoscendo purtroppo i decenni di imbonimento di facciata e il servilismo di gran parte, a Trieste e Regione di tutto, il mondo dell'informazione, è arrivata l'occasione, lo stimolo a ripensare, noi cittadini e non i servi, la nostra vita, la nostra società ed a riprendere consapevolmente in mano il futuro ed il destino della comunità dove viviamo.

Passata questa buriana, riprendere come prima?

Io dico, grido, NO grazie !

Maurizio Fogar.





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