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Noblesse oblige. Vero Dipiazza?
L' Alma Trieste costretta a scusarsi pubblicamente, anche a nome dello sport cittadino, per il gestaccio del podestà Dipiazza nei confronti di un giocatore di colore del Cremona al Palasport di basket, ieri. E non..
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Circolo Miani » News Correnti » Page 27

Imperitura infamia regionale.“Prima gli italiani, ma solo quelli benestanti”

» Inviato da valmaura il 17 November, 2018 alle 2:07 pm

In Italia 18 milioni di cittadini sono sulla soglia di povertà. In tutto sono 3,6 milioni i minori ai margini delle 14 principali aree urbane. Un milione di bambini in povertà nelle periferie senza occasioni ed opportunità. Circa 1,2 milioni di bambini poi vivono in Italia in povertà assoluta. Molti di loro abitano appunto nelle periferie delle nostre città. Pesante la differenza tra generazioni: i 17enni rischiano l’indigenza 5 volte in più dei loro nonni. Questi ultimi dati sui minori sono tratti dal recente rapporto “L’Atlante dell’infanzia in Italia” pubblicato da Save the Children. In Regione Friuli Venezia Giulia ci sono 25.000 famiglie sotto la soglia di povertà e complessivamente tra un terzo ed un quarto della popolazione del FVG è in povertà relativa ed assoluta (dati ISTAT). Nella sua prima legge finanziaria la Giunta Fedriga cosa fa? Sospende l’attuazione della vecchia MIA (sostegno al reddito regionale) e la annulla, spostando i fondi destinati a rifinanziarla, per il futuro. Nel frattempo gli ultimi usufruitori della MIA ricevono gli importi pregressi con ritardi semestrali. Da mesi l’INPS, a cui la Regione ed il Comune di Trieste avevano sciaguratamente delegato la liquidazione dei sostegni al reddito, sta respingendo le domande di accesso al REI, un sostegno simbolico (chi percepiva 400 euro mensili con la precedente MIA ora andrebbe a prendere 187 euro) dei reduci MIA, nonostante il Comune di Trieste inoltri regolarmente le domande all’INPS con l’indicatore ISEE pari a ZERO. Perché l’INPS su di un nuovo indicatore, ISRE, non applica quanto stabilito dalla legge 89/2016 e dalle norme del regolamento applicativo della REI varato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, dal quale l’INPS dipende. In questo caos che si protrae da mesi lasciando decine di migliaia di italianissime persone a fare la fame, a non poter pagare gli affitti, le bollette di luce, acqua e gas e così via, la nuova amministrazione regionale “Prima gli italiani-Fedriga” invece di intervenire prontamente ripristinando subito il sostegno al reddito e tornando al precedente sistema di erogazione, ovvero diretto presso gli sportelli bancari, non trova di meglio che cancellarlo. In attesa di “tempi migliori” ovvero se e quando, tra un semestre o peggio, entrerà in funzione quel reddito o pensione di cittadinanza, che i compagni di Lega di Fedriga, Zilli e Roberti a livello nazionale ostacolano sottobanco. Del dramma di centinaia di migliaia di persone ridotte alla miseria più nera e alla disperazione più cupa a questi politici non gliene può fregar di meno. Non si rendono conto che ogni giorno che passa la situazione si esaspera e peggiora ed allora non saranno quattro telecamere in più o le pistole ai vigili a risolvere la situazione. Vergogna anche a quelle forze politiche di opposizione, in primis i Cinque Stelle ed il PD, che non trovano di meglio che limitarsi a qualche comunicatino stampa o interrogazione di rito.


Uno scandalo infinito. Il “Lento Soccorso” ospedaliero.

» Inviato da valmaura il 16 November, 2018 alle 9:58 am

Un caso fra i tanti. Tre giorni orsono. Caduta in casa, una persona impossibilitata a muoversi per i dolori viene portata abbastanza rapidamente dall’ambulanza al “Pronto” Soccorso dell’ospedale di Cattinara ove arriva attorno alle 10 di mattina. Barellata, viene vista dall’infermiere del “Triage” (qualunque cosa voglia dire). Viene visitata dal medico alle 15 che richiede radiografia (fatta attorno alle 16) e visita ortopedica. Dai raggi appare una doppia frattura alle ossa del bacino. Lo specialista ortopedico appare invece alle 21 e richiede una Tac fatta un’ora dopo. Poco dopo la mezzanotte il medico del “Pronto” Soccorso decide le dimissioni. Alle 2 di mattina un’ambulanza riporta la persona a casa con l’indicazione di rimanere ferma distesa a letto per 30 giorni e con le prescrizioni mediche del caso. Per 16 ore la persona è rimasta su di una barella nel corridoio, tra il viavai delle persone ed i giri d’aria, continuando a soffrire per i dolori. Unica nota positiva la gentilezza del personale infermieristico che non aveva un attimo di pausa nel suo lavoro. Questo offre il Pronto Soccorso ospedaliero e non risulta che dall’ospedale si sia comunicato nulla al Distretto sanitario territorialmente competente (in questo caso il Terzo) per la “presa in carico” del paziente “ricoverato” nella sua abitazione, posto che il Distretto ne abbia i mezzi e la capacità. Ora questa altro non è che l’ennesima testimonianza di come non funzioni, da almeno venti anni, il sistema dei pronti soccorsi ospedalieri a Trieste. Più che una questione di soldi, che averne qualcuno in più non guasterebbe, almeno per Cattinara, è un problema di spazi, di personale ed organizzazione. Ad esempio non è possibile che gli ambulatori medici siano cinque ma il medico, per l’appunto, uno solo. Non è tollerabile che le persone siano parcheggiate in barella nei corridoi per due terzi della giornata. Non è accettabile che normali specialisti, in questo caso l’ortopedico, ci mettano 11 ore per intervenire a consulto. Ecco l’incapacità della sanità pubblica, a guida politica, ovvero della Regione, tra riforme e controriforme dagli anni Novanta ad oggi, non ha saputo risolvere nemmeno problemi così semplici ma drammaticamente importanti per noi tutti che prima o poi, speriamo più poi che prima, siamo o saremo costretti ad affrontarli. Ai pronti soccorsi cittadini passano infatti ogni anno oltre novantamila persone. Un’ultima osservazione. Più volte ci è capitato di notare che il medico in servizio al pronto soccorso è un giovane appena specializzato o comunque spesso al suo primo incarico. Bene, ma in un servizio dove spesso può capitare di decidere sulla vita dei pazienti in poco tempo andrebbero invece comandati i medici internisti più esperti, ovviamente meglio retribuiti. Non vi pare?


Una società destinata a perire.

» Inviato da valmaura il 14 November, 2018 alle 2:54 pm

In questi giorni sono stato testimone di tre situazioni che meriterebbero la forza di un Emile Zola e del suo J'Accuse…! (Io accuso…!). Titolo dell'editoriale scritto dal giornalista e scrittore francese Émile Zola in forma di lettera aperta al presidente della Repubblica francese Félix Faure, e pubblicato il 13 gennaio 1898 dal giornale socialista L'Aurore con lo scopo di denunciare pubblicamente i persecutori di Alfred Dreyfus. E mi rendo conto quanto poche siano le nostre forze a cospetto di queste soperchierie, spalleggiate dal mondo politico-burocratico e da quello disinformativo ma, cosa ancor peggiore, anche dalla complicità delle persone coinvolte a vario grado, perfino delle vittime. Quanto è cambiata in peggio la nostra società in questi ultimi anni. Alle emozioni, ai valori di umanità, dignità, solidarietà e giustizia (pietà l’è morta: scrisse Nuto Revelli) si è sostituita l’egoistica indifferenza. Sono casi che ci coinvolgono da vicino. Che interessano la nostra comunità e che prima o dopo riguarderanno tutti noi. Ma oggi non ho la forza di scriverne. Sono ancora incredulo e devo trovare le parole adatte. Che non mi mancano invece per affermare che l’ipocrisia non ha proprio limiti a vedere le proteste di una categoria notoriamente indigente, tolte le migliaia di precari che vengono sfruttati in nero e sottopagati. Parlo dei giornalisti, quelli “professionisti” a migliaia e migliaia di euro di stipendio al mese con orari e ritmi di lavoro da gridare vendetta. Oggi, come vergini violate, tutti a gridare “La folle caccia ai giornalisti di Di Maio e Di Battista” come scrive il Mario Calabresi direttore Repubblica. Premetto che alle elezioni politiche sono venti anni che non voto, ma il trattamento che stampa e televisioni, non tutte a dire il vero, hanno riservato al Sindaco di Roma, Raggi, dall’attimo in cui è stata eletta, è stato indecoroso oltre ogni limite. Proprio loro poi, e proprio a Trieste, hanno il coraggio di trovarsi in una ventina scarsa, molti i pensionati, davanti alla Prefettura per un “Flash mob contro il bavaglio ai giornalisti”. Ecco, “Braccia rubate all’agricoltura”: titolava Cuore anni fa. https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/a.1497907753813521/2330835897187365/?type=3&theater


“Due delle più fetenti toilettes cittadine” (Massimo Greco)

» Inviato da valmaura il 11 November, 2018 alle 1:50 pm

Insomma due ripugnanti cessi “il terrapieno di Barcola e via Errera, due discariche che vennero autorizzate per accogliere rifiuti inerti ma nelle quali solo Dio sa cosa sia stato rovesciato” per interrare il nostro mare. Per la verità il Massimo Grego sul piccolo giornale dimentica di ricordare che su quanto scaricato per costruire il “terrapieno di Barcola” tutto si sapeva. Bastava andare in Comune e leggere il registro apposito dove venivano regolarmente scritti gli sversamenti di ceneri del vecchio Inceneritore, a base di diossine! Anni fa lo fece l’associazione, oggi a Trieste defunta, degli Amici della Terra che presentò regolare denuncia all’Autorità Giudiziaria che infatti sequestrò, dopo attente analisi, l’area del Terrapieno dove nel frattempo si erano insediate una decina di società nautiche e sportive. Ovviamente le diossine ed altri cancerogeni non si fermavano a terra ma invadevano anche l’area prospiciente del mare e per via delle correnti chi sa dove arrivavano, contaminando tutta la catena alimentare marina che i triestini gustavano e gustano. Ma ARPA, Comune e Regione, anche la Procura, non lo fecero e senza l’iniziativa di privati cittadini tutto sarebbe rimasto nascosto. Ora su questo Terrapieno e nel mare circostante hanno indisturbate continuato ad operare le associazioni nautiche e sportive per tutti questi anni. Sulla discarica di via Errera stessa cosa, con l’unica differenza che nell’area a mare tra il vecchio e nuovo Inceneritore nel rione di Monte San Pantaleone, nessuno ha avuto lo stomaco di installare alcunchè. Come ricorda sempre Massimo Greco sul piccolo giornale “L’area di via Errera venne autorizzata dalla Regione dal 1983 all’87, con la prescrizione al Comune di realizzare una barriera tale da frenare l’avanzamento dei rifiuti verso il mare. Barriera che nessuna amministrazione costruì”. Detta così sembra scorrere via facile. Avete letto bene? La Regione ha prescritto al Comune di Trieste una disposizione precisa. Il Comune di Trieste la ha violata e nessuno, ripetiamo NESSUNO, dalla Regione alla Procura ha aperto un procedimento per farla rispettare o condannare gli inadempienti. Cosa vuol dire quando si dice che “La legge è uguale per tutti” https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/pcb.2328740830730205/2328740670730221/?type=3&theater https://www.facebook.com/circolo.miani/photos/pcb.2328740830730205/2328740764063545/?type=3&theater


FALSO !!!

» Inviato da valmaura il 10 November, 2018 alle 3:27 pm

Parco minerali a Servola. Competenze ambientali da Roma alla Regione. «Questa novità rappresenta dunque un “alleggerimento” burocratico – conclude Scoccimarro -. Quindi, nell’interesse di tutti, si ridurranno le tempistiche deputate a portare all’attuazione dell’accordo di programma in merito alla realizzazione delle coperture dei parchi minerali e fossili che risolveranno una volta per tutte gli episodi degli spolveramenti e contribuiranno al sistema di trattamento delle acque». Non è vero per nulla che la copertura dei cumuli di minerali e fossili dei parchi elimini gli spolveramenti. Come abbiamo sempre sostenuto l’unico cumulo che va coperto è quello del Coke, perché inquinante e la Ferriera ha già appositi sili dove stivarlo. Per quanto riguarda poi il barrieramento a mare, finora sono lo Stato e la Regione ad essere inadempienti perché gli accordi di programma riservavano questi interventi agli enti pubblici e nulla finora è stato fatto. Sfidiamo dunque la Regione, l’Assessore Scoccimarro, i suoi consulenti e l’Arpa a smentirci. Possiamo pacificamente affermare che le loro dichiarazioni dimostrano una volta di più l’assoluta non conoscenza dei problemi della Ferriera da parte delle Istituzioni e rappresentano l’ennesima presa in giro dell’opinione pubblica, grazie alla generosa collaborazione di stampa e TiVù regionali. In merito all’inquinamento acustico, esso, grazie alla intensa collaborazione di Servola Respira e Circolo Miani con la Direzione dello stabilimento, è stato negli ultimi tempi ampiamente riportato sotto i limiti di legge ed a breve ulteriori interventi sull’impianto di agglomerazione ne ridurranno viepiù il rumore. Dunque iniziative di raccolta firme a “babbo morto” sul tema, oltre a non produrre alcun effetto pratico se non solo propaganda politica dimostrano che i promotori, i Cinque Stelle, ignorano del pari le vere problematiche del ciclo produttivo della Ferriera. Ma non deve più di tanto stupire visto che si servono degli stessi “esperti” di cui si avvalgono Scoccimarro, Fedriga e Dipiazza.



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